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Cendron (Le Civiche Venete): “Pronto Soccorso: una mozione per un criterio organizzativo uniforme che tuteli le persone più fragili in tutto il Veneto"
11 febbraio 2026
(Arv) Venezia, 11 febbraio 2026
“Immaginate di trovarvi in un Pronto Soccorso affollato. Avete un codice bianco e accanto a voi c’è una donna incinta o un nonno di novant’anni, anche loro con lo stesso codice. Chi passa per primo? Mi è stato segnalato da donne in gravidanza e altre persone fragili che oggi in Veneto la risposta dipende solo dall'ospedale in cui vi trovate. È il momento di correggere questa disomogeneità”. Con queste parole Rossella Cendron, consigliera regionale (Le Civiche Venete), nell’annunciare il deposito oggi stesso di una mozione per eliminare la disparità di trattamento tra i cittadini veneti che accedono nei Pronto Soccorso.
“Ho analizzato le Carte dei Servizi delle nostre ULSS, e quello che ho trovato, è sorprendente: l’attenzione ai più vulnerabili cambia in base alla provincia, da ospedale ad ospedale - spiega Cendron-. Non può esserci nei Pronto Soccorso veneti una sanità a diverse sensibilità. Mentre l’AULSS3 Serenissima, l’AULSS 4 Veneto Orientale, l’AULSS 9 Scaligera (per esempio nell’ospedale di Legnago), mettono nero su bianco che, a parità di gravità clinica, bambini sotto i 10 anni, anziani over 80, persone con disabilità e donne in gravidanza hanno la precedenza organizzativa, in moltissimi Pronto Soccorso veneti non è così”.
“Dalla mia analisi emerge infatti che nelle AULSS 1 Dolomiti, AULSS 2 Marca Trevigiana, AULSS 5 Polesana, AULSS 6 Euganea e l’AULSS 8 Berica, questa garanzia non è formalizzata nelle Carte dei Servizi del Pronto Soccorso. Persino l’ULSS 7 Pedemontana, - aggiunge Cendron - pur citando anziani e disabili, dimentica di inserire la gravidanza tra i criteri di precedenza”.
“L'obbiettivo non è criticare le singole aziende ma valorizzare le buone pratiche già esistenti e renderlo patrimonio dell'intero Sistema Sanitario Regionale: per migliorare la vita delle persone non servono sempre milioni di euro o grandi infrastrutture, ma un’organizzazione più attenta alle persone fragili, incalza la consigliera -. Oggi, Azienda Zero stabilisce giustamente che la gravità medica, il codice colore, è il criterio principale per stabilire l’ordine di accesso alle cure, il rosso per i pazienti in pericolo di vita e che abbisognano di cure immediate, il giallo per interventi urgenti, il verde per i pazienti con problemi minori e che possono attendere ed il bianco per i pazienti con problemi che non rientrano in nessuna urgenza. Ma quando la gravità è la stessa, subentra l’autonomia delle singole aziende”.
“Chiedo che la Regione con il neoassessore alla sanità, renda omogenea a tutte le ULSS la precedenza alle persone più fragili che oggi vediamo solo in alcuni Pronto Soccorso. È un cambiamento che non costa nulla ma che ha un impatto sulla tutela della dignità dei pazienti e sul valore dell'equità. La mozione che depositerò oggi stesso parla chiaro: la Giunta in dialogo con Azienda Zero definisca su questo, in tutti i Pronto Soccorso delle AUSSL venete uno standard unico. Non posso accettare che una tutela in Veneto dipenda dal cap di residenza o da dove mi trovo. La gravità clinica resta la bussola del triage, ma a parità di emergenza, chi è più vulnerabile deve essere protetto per primo ovunque, da Belluno a Rovigo. E’ ora di superare le differenze e garantire un sistema sempre più equo ed uniforme”, conclude la consigliera.