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Morosin (Liga Veneta Repubblica): “Terzo Settore, le Pro Loco non possono essere trattate come aziende. Subito una proroga”
19 febbraio 2026
(Arv) Venezia, 19 febbraio 2026 “Chiedo con forza una proroga immediata all’applicazione della nuova disciplina fiscale prevista dal Codice del Terzo Settore. In questo momento regnano incertezza e confusione: le Pro Loco non sanno come sarà il loro bilancio nei prossimi mesi e, soprattutto, come devono comportarsi per non rischiare di sbagliare”. Lo dichiara il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) che interviene “dopo le numerose segnalazioni ricevute dal territorio in merito all’entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali illustrate dall’Agenzia delle Entrate. Sono in contatto con Enrico Scotton, consigliere e membro del Consiglio esecutivo del Comitato Regionale UNPLI Veneto, e con il presidente Rino Furlan e mi sono attivato con urgenza. C’è una preoccupazione diffusa e concreta: chi organizza sagre e manifestazioni, ma anche chi gestisce parchi e musei locali, si trova con bilanci sempre più stretti e volontari che, invece di essere agevolati, oggi vivono con il timore di commettere errori formali o fiscali con gravi ripercussioni. Rischiamo che, a causa di queste paure, il volontariato venga abbandonato e di perdere realtà importantissime per il territorio. Il nodo principale riguarda la soglia oltre la quale un ente rischia di essere equiparato a un’azienda, con conseguenze fiscali rilevanti. Ma come possono le Pro Loco sapere con certezza se supereranno quella soglia? Basta una settimana di pioggia per compromettere gli incassi di una sagra. Le entrate dipendono dal meteo, dalla partecipazione, da fattori imprevedibili. Non si può applicare una logica rigida e aziendalistica a realtà che vivono di volontariato e di equilibrio fragile”.
“Le Pro Loco - ricorda il consigliere – reinvestono tutto sul territorio: devolvono risorse alle parrocchie, sostengono le scuole acquistando strumenti come le lavagne LIM, come accaduto con il ricavato della Festa del Radicchio Rosso di Rio San Martino, a Scorzè, fanno beneficenza e promuovono la cultura locale. Il loro patrimonio è pubblico e collettivo. Lo Stato non può dire “bravi” ai volontari e poi metterli nella condizione di sentirsi sotto pressione per norme che rischiano di assimilarli a imprese commerciali”.
“In un clima di incertezza interpretativa - evidenzia Morosin - si stanno già muovendo soggetti per i controlli, compresa la SIAE. Mi viene segnalato che stanno partendo verifiche mentre ancora non c’è piena chiarezza su come applicare correttamente le nuove regole. Questo alimenta solo ansia e disorientamento”.
“È noto che le Pro Loco, talvolta, sono considerate concorrenziali da alcune categorie economiche, come i ristoratori - prosegue il consigliere - ma non è concepibile che da Roma si sia deciso un intervento di questa portata senza fornire indicazioni certe, tempistiche adeguate, a chi opera gratuitamente per il bene delle comunità. Per questo, chiedo formalmente una proroga immediata dell’entrata a regime della nuova fiscalità, per consentire agli enti di capire con precisione come impostare i propri bilanci e come comportarsi, senza il rischio di errori involontari”.
“Mi attiverò, su richiesta delle stesse Pro Loco - conclude Morosin - per promuovere un incontro con l’assessore regionale competente e per avviare un’interlocuzione urgente con l’Agenzia delle Entrate, affinché si arrivi a una soluzione positiva. Il volontariato Veneto è una ricchezza straordinaria: va sostenuto, non messo in difficoltà da enti e apparati di uno stato centralista che si muovono in modo disordinato e talvolta sleale”.