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Cunegato (Alleanza Verdi e Sinistra): “Per ogni euro allo spettacolo, quattro alle sagre: l'eredità di Zaia. La cultura crea indipendenza, ma la destra vuole soldatini”
25 febbraio 2026
(Arv) Venezia, 25 febbraio 2026
“Nel 2024 la Regione ha speso 600mila euro per spettacoli di teatro, danza e musica, e ben 2,4 milioni in sagre, manifestazioni ed eventi gastronomici. Non abbiamo nulla contro le sagre, che frequento anch'io, e ringraziamo di cuore i volontari che le animano, ma questo rapporto di uno a quattro è la fotografia esatta della scala di priorità e dell'idea di società della destra veneta. C'è un detto molto vero: 'la cultura è una droga che crea indipendenza'. Il sospetto è che chi governa da decenni questa Regione voglia solo soldatini capaci di dire di sì, ma così si genera solo un pericoloso arretramento collettivo”. Così Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, a margine delle audizioni sul Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2026-2028 svolte oggi in Commissione cultura.
“Le parole ascoltate oggi in Commissione - sottolinea il capogruppo - rappresentano un colpo al cuore per la Giunta, ma dovrebbero far riflettere tutti noi. Pierluigi Cecchini, Presidente di Agis Triveneto, è stato chiarissimo: il Veneto è l'ultima Regione in Italia per spesa nello spettacolo. Una situazione confermata dall'allarme di Nicola Colabianchi, alla guida della Fenice, che ha chiesto di invertire immediatamente la rotta: il nostro teatro lirico genera ricchezza nel territorio per 65 milioni di euro, eppure riceve dalla Regione appena 640mila euro, a fronte di una media regionale nazionale per i teatri lirici di 3 milioni. Aumentare queste risorse non è un atto di mecenatismo, ma una scelta politica ed economica intelligente che porta ricchezza a tutto il Veneto”.
“Cultura deriva dal latino 'colere', che significa seminare. Noi dobbiamo seminare profondità per raccogliere relazioni solide, uniche fondamenta per una comunità intelligente. Per noi la cultura è ciò che consente di crescere umanamente, di comprendere con consapevolezza il nostro tempo e di affrontare le sfide del futuro. Dobbiamo ascoltare il grido d'allarme degli operatori dello spettacolo e costruire un'idea di futuro che riparta proprio da qui: la cultura non deve essere mai vista come un lusso elitario, ma come una risorsa diffusa e una straordinaria occasione di felicità collettiva” conclude Cunegato.