Lovat (Szumski Resistere Veneto): “Bilancio di previsione: è evidente il malgoverno della Regione nelle ultime legislature ed ora il ‘povero’ Stefani deve piantare alberi!”

26 febbraio 2026

 

(Arv) Venezia, 26 febbraio 2026

“Mi limito a qualche nota su quanto prevede la Giunta Stefani nel bilancio di previsione perché si è appena insediato e non può rispondere del passato. Allo stesso tempo, come Consigliere regionale, mi permetto appunto di consigliare di non esagerare con annunci mediatici perché i veneti hanno bisogno di un cambio di stile da questo punto di vista, e mi sembra che una maggiore sobrietà rispetto al passato sia più coerente con i modi consueti del nuovo Presidente”. Lo afferma in una nota Davide Lovat del gruppo Szumski Resistere Veneto, che spiega: “
Soltanto alcuni punti: le nuove tasse non ci sono perché sono scaduti i termini per applicarle nel 2026, e nel contempo il bilancio deve essere gestito, mese per mese, perché non è stato approvato entro i termini, ovvero nel 2025. Inoltre, le maggiori risorse per RSA, tecnologie, borse universitarie, ambiente e sanità sono un'ammissione di insufficienza dei fondi stanziati in precedenza e ora servono a malapena per tamponare le emergenze che si trascinano da molto tempo. Ci sono studenti e studentesse senza borse di studio che loro spettano, anziani e anziane in lista d'attesa per Rsa con posti vuoti e non parliamo degli affollamento nei Pronto Soccorso dovuti al fatto che le persone, ormai, non hanno altro metodo per ottenere di essere visitati da un medico.
Noto, di conseguenza, che non c'è nessuna nuova idea o misura finanziaria o linea di investimento come ci si potrebbe aspettare da una amministrazione appena insediata. Ma su questo, capisco, che servirà del tempo per qualche messa a punto, magari, più concreta e molto meno mediatica.
Per questi, e tanti altri motivi sono sempre più evidenti le responsabilità di chi ha malgovernato la nostra Regione nelle ultime legislature ed auguriamo alla Giunta Stefani di traghettarci con orgoglio fuori da questa incresciosa situazione verso un nuovo modello di gestione, più seria e responsabile e di largo respiro”.