Bigon, Luisetto e Sambo (Pd): “Soglie esenzione ticket ferme al 1993. Anziani pagano il prezzo dell’inflazione. Regione aggiorni i parametri”

27 febbraio 2026

 

(Arv) Venezia, 27 febbraio 2026

“Una distorsione burocratica che dura da oltre trent’anni rischia di trasformare i piccoli aumenti delle pensioni in un danno economico per migliaia di anziani veneti. Abbiamo depositato una Mozione per impegnare la Giunta regionale a intervenire con urgenza sulle soglie di esenzione dai ticket sanitari per reddito ed età.”

Ne danno notizia le consigliere regionali del Partito Democratico Anna Maria Bigon, Chiara Luisetto e Monica Sambo.

“Al centro della questione – spiegano le esponenti Dem - c'è il limite di 36.151,98 euro (le vecchie 70 milioni di lire), fissato da una Legge nazionale del 1993 e mai più adeguato. Oggi, paradossalmente, la necessaria rivalutazione degli assegni pensionistici per contrastare l’inflazione sta portando molti cittadini a superare di pochi euro questa soglia, causando la perdita del codice di esenzione E01 (o 7R2 in Veneto) e costringendoli a pagare integralmente visite specialistiche e diagnostica.”

"Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile - dichiara Anna Maria Bigon - Secondo le stime, bastano due pensioni da 1.100 euro mensili per perdere il diritto all'esenzione. È fondamentale che la Giunta regionale solleciti il Governo per una revisione nazionale dei parametri, che sono rimasti cristallizzati, mentre il contesto economico e il bisogno di assistenza sono profondamente mutati."

Chiara Luisetto suggerisce “una soluzione immediata attuabile direttamente da palazzo Balbi. Non possiamo restare fermi in attesa di Roma. La Regione Lombardia, già nel 2007, ha introdotto un’esenzione regionale dedicata a chi ha un reddito fino a 38.500 euro. Chiediamo che il Veneto faccia lo stesso: istituire una nuova fascia di protezione è una misura di civiltà per non lasciare soli i nuclei familiari con redditi medio-bassi."

Monica Sambo sottolinea l’urgenza dell’intervento. "L’aumento dell’aspettativa di vita comporta una maggiore necessità di ricorrere al Sistema Sanitario Nazionale. Non possiamo permettere che i cittadini più fragili siano penalizzati da criteri obsoleti di trent'anni fa. La Regione deve farsi carico di questa platea di beneficiari, garantendo che il diritto alla salute non sia sacrificato sull'altare di una burocrazia fuori dal tempo."

“La Mozione – riassumono Bigon, Luisetto e Sambo - chiede dunque un doppio binario d'azione: un’iniziativa forte verso il Governo centrale e, contemporaneamente, l'istituzione di una nuova esenzione regionale per ampliare subito la platea dei beneficiari.”