Szumski (Resistere Veneto): “Spesa sanitaria: Stefani metta i Veneti in condizione di curarsi nella sanità pubblica. Oggi spendono oltre 6 miliardi di euro nel privato.”

27 febbraio 2026

(Arv) Venezia, 27 febbraio 2026  “La Regione Veneto, come rivela il Presidente Stefani, dispone di quasi 15 miliardi a bilancio soltanto per la Sanità. Significa che per ogni residente in Veneto sarebbero disponibili oltre 3.000 euro l'anno che, purtroppo, alla prova dei fatti, non si vedono nella quantità e qualità dei servizi. Giustamente, il Presidente della Giunta regionale Stefani parla di cifre ‘macroscopiche’. Certo, questo è tanto vero se andiamo anche a guardare quanto sono costretti ad aggiungere alla spesa sanitaria i veneti che devono rivolgersi al privato. Ogni cittadino spende mediamente 847 euro all'anno di tasca propria per curarsi privatamente (per fare un confronto, la media italiana si attesta sui 730 euro). Significa un aggiunta di oltre 4 miliardi di euro che escono dalle tasche delle famiglie per le cure e se si sommano assicurazioni e partecipazioni a fondi, la cifra spesa da ogni veneto per l'assistenza privata supera i 6 miliardi di euro.”

Lo dichiara Riccardo Szumski, consigliere regionale di Resistere Veneto.

“Ma con una spesa pubblica così alta, come si spiegano le lunghe liste d'attesa per un esame? – chiede il consigliere regionale - Come si spiegano le file ai Pronto soccorso perché non si trovano medici di base disponibili quando si ha bisogno? Le Case di comunità attive sono appena il 50% di quelle programmate. Sulle 101 da programma al momento, solo 3 dispongono di tutti i servizi obbligatori e del personale necessario per operare a pieno regime secondo gli standard di legge. Bisognerebbe investire, invece, nella medicina di prossimità e di gruppo, anche se continuano a mancare tutte le figure professionali capaci di dare consistenza reale a questi presidi.”

“Resistere Veneto, inoltre, insisterà molto sull'assistenza domiciliare e le cure palliative dove ancora si naviga a vista e dove l'unica cosa funzionante è la buona volontà e la dedizione dei medici, infermieri, operatori sanitari e volontari – assicura Szumski - Poi si fa presto a dire ‘tuteliamo le fasce deboli’ quando, si sa, il servizio di cura deve essere assicurato in egual misura a tutti i cittadini, indistintamente. Piuttosto, non si dimentichi che nel 2024 (ultimo dato disponibile) il 7,9% dei veneti, oltre 383mila persone, in un solo anno, ha dichiarato di aver rinunciato a una o più prestazioni sanitarie e 200.000 hanno fatto ricorso a finanziamenti o prestiti per pagarsi cure mediche di tasca propria.”


“Chiediamo al Presidente della Giunta regionale Alberto Stefani che si impegni seriamente nel mettere i veneti in condizione di curarsi, realmente, attraverso il servizio pubblico, soprattutto in questi anni di retribuzioni e pensioni ferme e di un continuo aumento del costo della vita.”, conclude Riccardo Szumski.