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Lovat (Resistere Veneto): “Domani, alle 11, in sala stampa del Consiglio regionale, incontro sulla lingua veneta. Quanto al 25 aprile, San Marco non è una sovrapposizione politica”
23 aprile 2026
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“Prendo atto delle dichiarazioni del generale Vannacci e non posso che apprezzare il fatto che una figura politica, oggi impegnata nella costruzione di una nuova formazione denominata ‘Futuro Nazionale’, esprima una devozione cristiana verso San Marco, primo evangelista. È un segnale positivo, purché sia chiaro un punto: non ci deve essere alcuna sovrapposizione con il movimento veneto per l’autodeterminazione del nostro popolo. Per noi, l’unico ‘futuro nazionale’, è quello della nascita della Terza Repubblica Veneta, dopo la Serenissima e dopo la storica Repubblica di San Marco del 1848”. Così il consigliere regionale di Resistere Veneto, Davide Lovat che precisa: “Rilascio queste dichiarazioni da palazzo Ferro Fini, a cui si accede da Calle Larga 22 Marzo, una data che richiama direttamente il 1848, quando Daniele Manin e Nicolò Tommaseo proclamarono la rinascita della Repubblica di San Marco. Per noi, la devozione al santo evangelista è anzitutto spirituale, cristiana, verso il patrono fondatore della Chiesa patriarcale nell’antica X Regio Venetia et Histria. Ma è anche devozione civile: nel nome di San Marco il nostro popolo ha costruito una civiltà repubblicana che per secoli è stata un faro economico, politico e culturale”. “San Marco – commenta Lovat - si celebra il 25 aprile da oltre mille anni. La festa italiana della liberazione vi si è sovrapposta da appena ottant’anni. Noi ricordiamo senza esitazioni la fine del regime fascista, ma non possiamo ignorare che quel periodo ha portato anche alla perdita delle terre giuliane e istriane, storicamente legate alla nostra civiltà, e ha consolidato una narrazione che cancella la verità preunitaria in nome della retorica risorgimentale. Per quanto ci riguarda, prevale la devozione a San Marco: prima spirituale, poi civile. Queste precisazioni sono necessarie affinché le parole del generale Vannacci non vengano confuse con il significato che esse assumono quando pronunciate da chi, come me, da decenni è impegnato nel movimento per l’autodeterminazione del popolo veneto. Le parole possono essere le stesse, ma i contenuti e gli obiettivi sono profondamente diversi”. “Oggi è il 23 aprile, San Giorgio, patrono dei Catalani. Quando racconto ai miei amici indipendentisti di Barcellona che in Veneto, a causa di un’ordinanza prefettizia del 2009, è problematico recarsi il giorno di San Marco, con le insegne del leone, restano increduli. Mi dicono che nemmeno durante il franchismo si sarebbe arrivati a tanto. È una riflessione che dovrebbe far pensare. Domani, 24 aprile, a palazzo Ferro Fini alle ore 11, nella sala stampa, presenteremo una proposta di legge per la tutela e la valorizzazione della lingua veneta, il cui riconoscimento continua a essere negato contro ogni logica e contro la stessa Costituzione. Sono previsti gli interventi di Michele Brunelli, autore del ‘Manual Gramaticałe del Veneto e łe so Varianti’, Ettore Beggiato, scrittore e storico e Renzo Fogliata, avvocato. Lo faremo parlando in lingua veneta, cosa che ancora oggi non è considerata normale nella nostra terra. Anche su questo, chi vive in contesti davvero democratici rimane stupito. Il giorno successivo, il 25 aprile, - prosegue Lovat - auspichiamo semplicemente di poter andare in Basilica a pregare e, uscendo, poter dire ciò che per secoli hanno detto i nostri padri: ‘Viva San Marco’, senza essere fermati, identificati o trattati come un problema di ordine pubblico. Sarebbe il minimo, in una terra che si definisce libera”, conclude Lovat.
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