Sambo (Pd): “RSA: la denuncia delle strutture private conferma che il sistema non regge più. La Regione riapra subito il confronto sulle risorse”

27 aprile 2026

 

(Arv) Venezia, 27 aprile 2027

“La denuncia delle strutture convenzionate non può essere liquidata come una rivendicazione di parte. È il segnale evidente che l’intero sistema della non autosufficienza, pubblico e privato accreditato, è arrivato a un punto di rottura”. Così Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico, e componente della Commissione Sanità, interviene dopo l’allarme lanciato dalle RSA private venete rappresentate da Aiop sulla necessità di aumentare le quote sanitarie regionali e sulla difficoltà crescente nel garantire assistenza agli anziani non autosufficienti.

“Il problema delle risorse riguarda tutti: le strutture pubbliche, le strutture private convenzionate, i lavoratori, le famiglie e soprattutto gli anziani. Da tempo denunciamo che senza un adeguamento serio dei finanziamenti il sistema socio-sanitario veneto non è più in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone. La complessità dei bisogni di una popolazione anziana, alla pressione sui servizi e alla fragilità crescente delle famiglie, per questi motivi, – commenta Sambo - avevo presentato emendamenti al bilancio regionale per chiedere più risorse, in particolare per la non autosufficienza. La Regione però ha scelto di non accogliere quelle proposte. Oggi la denuncia delle strutture private dimostra che quella scelta è stata miope: non siamo davanti a un problema episodico, ma a una crisi strutturale”.

“Le liste d’attesa sono ormai una costante. Le famiglie aspettano mesi per avere risposte, - evidenzia Sambo - gli anziani sempre più spesso arrivano alle strutture con condizioni di non autosufficienza più gravi, con bisogni sanitari e assistenziali complessi, che richiedono personale, competenze, posti letto e risorse adeguate. Invece, la Regione continua a scaricare il peso sulle famiglie, sulle rette e sugli operatori. Non si può chiedere alle strutture di garantire qualità, continuità assistenziale e presa in carico dei casi più complessi senza rivedere il finanziamento. E non si può continuare a raccontare che il modello veneto funziona mentre famiglie e anziani restano soli davanti a liste d’attesa, costi crescenti e servizi insufficienti. La Regione - conclude Sambo - riapra subito il dibattito sulle risorse per la non autosufficienza, riveda i criteri di finanziamento, dia risposte concrete alle famiglie. Gli anziani non autosufficienti non possono essere trattati come un costo da comprimere: sono persone che hanno diritto a cure dignitose, tempestive e adeguate”.