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Luisetto (Pd): “Certificazione della disabilità: costi inaccettabili e lentezze burocratiche che ledono un diritto fondamentale. La Regione sostenga le famiglie e i comuni alla luce della confusione causata dalla riforma”
27 aprile 2026
(Arv) Venezia, 27 aprile 2026
“È inaccettabile che le famiglie venete debbano sborsare anche 200 euro a certificato per vedere riconosciuto un diritto fondamentale. La disabilità non può e non deve trasformarsi in un onere economico per chi ha già il carico di una situazione di fragilità. Su questa situazione, chiedo una riposta urgente da parte del governo regionale: come intende sostenere le famiglie e i comuni alle prese con il caos provocato dalla nuova riforma?”. A dirlo, annunciando la presentazione di un’interrogazione, è la vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale del Veneto, Chiara Luisetto (Partito Democratico), che spiega: “Al centro, le criticità legate alle nuove procedure per le certificazioni di invalidità e disabilità. L’attuazione della riforma sta causando diverse difficoltà alle persone affette da disabilità e ai rispettivi nuclei familiari nell’ottenimento del certificato di disabilità. La nuova procedura prevederebbe, infatti, l’invio all’Inps, da parte del medico di medicina generale, e non più dai medici dell’Aulss, di un certificato introduttivo che funge da domanda di disabilità. Ma tale passaggio risulterebbe particolarmente lungo perché aggravato dalle carenze di organico sia tra i medici di medicina generale, sia nell’Inps. Nell’interrogazione si sottolinea, inoltre, che sono numerose le segnalazioni di casi in cui la formazione del documento funzionale al rilascio della certificazione, la cui compilazione richiede anche un’ora di tempo, è considerata a titolo di prestazione in libera professione, e quindi che il costo, che si aggira intorno ai 200 euro, viene messo a carico del richiedente”.
L’esponente dem aggiunge: “Le scuole stesse ci segnalano una difficoltà crescente: molte famiglie non riescono a sostenere queste spese, compromettendo di fatto l’attivazione dei percorsi di sostegno necessari per l’inclusione scolastica. Il ‘Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato’, introdotto dalla riforma nazionale, sta ricadendo sui comuni e sui più fragili come un puro aggravio burocratico calato dall’alto, anziché essere lo strumento di inclusione e indipendenza che dovrebbe essere. Insomma, ci troviamo di fronte a un sistema che invece di agevolare situazioni che avrebbero bisogno di massimo supporto, le sta aggravando”.
In conclusione, Luisetto ricorda che “la Giunta regionale ha accolto un mio emendamento al Documento di economia e finanza regionale (Defr), che impegna l'assessore a supportare gli enti locali nell’attuazione della riforma. Ma, ad oggi non vediamo alcun segnale di stanziamento: né alle famiglie e neppure, ad esempio, per dare vita ad un pool pubblico di medici certificatori. Chiedo risposte e interventi concreti”.