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Vianello (Lega – LV): “Le Ville Venete, patrimonio della nostra regione: è un sistema economico da 630 milioni di euro tra patrimonio, turismo e impresa”
29 aprile 2026
(Arv) Venezia, 29 aprile 2026
“Le Ville Venete, un patrimonio inestimabile della nostra regione, assolutamente da valorizzare sempre di più. Il sistema delle Ville Venete si conferma un motore economico di rilievo per il Nord-Est, con un valore complessivo di 630 milioni di euro tra fatturato diretto e indotto. È quanto emerge dalla ricerca ‘Ville Venete Re-Birth’, realizzata da The European House Ambrosetti per l’Associazione per le Ville Venete e presentata nell’ambito del Forum nazionale sul turismo heritage ‘Ville Venete Re-thinking’, ospitato al Castello San Salvatore di Susegana”. Lo scrive in una nota Roberta Vianello, consigliere regionale di Lega – Liga Veneta.
“Per la prima volta, le 4.243 ville censite tra Veneto e il vicino Friuli-Venezia Giulia vengono analizzate non solo come beni storici, ma come un vero e proprio ecosistema produttivo. Il fatturato diretto supera i 360 milioni di euro, cui si aggiungono 210 milioni di valore aggiunto. Il sistema genera inoltre un significativo effetto moltiplicatore: per ogni euro prodotto, se ne attivano altri due nell’economia, contribuendo a un totale di circa 29.800 occupati. Il comparto agricolo rappresenta il principale driver economico, incidendo per il 60% del fatturato complessivo, con il settore vitivinicolo in prima linea. Le attività legate alle Ville Venete contribuiscono anche alla competitività del Made in Italy - prosegue Vianello -. Nonostante questi risultati, il potenziale del sistema resta in gran parte inespresso. Solo un centinaio di ville risultano oggi pienamente operative, mentre circa 1.577 immobili si trovano in stato di abbandono parziale o totale. Tra le principali criticità emergono gli elevati costi di manutenzione – mediamente pari a 110 mila euro annui per struttura – e i vincoli normativi, che interessano l’89% degli edifici. Dal settore arriva quindi un appello alle istituzioni per favorire una maggiore valorizzazione del patrimonio esistente. Tra le richieste: semplificazione delle normative, revisione dei vincoli, introduzione di una categoria catastale dedicata e accesso più agevole ai fondi del PNRR. Le Ville Venete si candidano inoltre a diventare un modello di turismo sostenibile e diffuso, capace di integrare ospitalità, agricoltura, cultura ed eventi. Con oltre il 53% delle strutture situate in comuni sotto i 20.000 abitanti, rappresentano una leva strategica per la redistribuzione dei flussi turistici e per il contrasto all’overtourism, in particolare nelle aree più congestionate come Venezia. Nel contesto di una crescita costante del turismo regionale, le Ville Venete si propongono quindi come una nuova frontiera dell’esperienza turistica, orientata alla qualità, alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio”, conclude Roberta Vianello.