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Luisetto, Bigon e Sambo (Pd). “Relazione 2025 del Garante regionale dei diritti della persona: emerge quadro di fragilità su tutela in sanità, minori, disabili e detenuti. Forte monito per Regione: agire con maggiore efficacia”
06 maggio 2026
(Arv) Venezia, 6 maggio 2026
“Dalla relazione del Garante regionale dei diritti della persona riguardante il 2025 emerge un quadro segnato da una serie di criticità che rendono fragile la tutela dei cittadini del Veneto, a partire dalla sanità, ai minori, alle persone con disabilità e sul fronte della condizione carceraria”. Il commento è delle consigliere regionali del Partito Democratico e componenti della Commissione sociosanitaria di palazzo Ferro Fini, dove è stata illustrata oggi la relazione, Chiara Luisetto, vicepresidente della stessa Commissione, Anna Maria Bigon e Monica Sambo, che puntualizzano: “Sotto la loro lente d’ingrandimento, innanzitutto la difesa civica sulle questioni sanitarie: si assiste a un notevole aumento delle pratiche, che a metà 2026 hanno già superato quelle totali dello scorso anno. Una mole di richieste di tutela che si spiega col fatto che gli Urp degli ospedali non danno risposte, costringendo i cittadini disorientati a rivolgersi al Garante. Balza poi agli occhi il trend riguardante i minori che subiscono abusi e gravi maltrattamenti, con un aumento del 21,52% dal 2024, pari a 1.378 casi. Un dato che spaventa e preoccupa. Accanto a ciò, è stato rilevato che il Veneto, sempre sul fronte della tutela dei minori, incontra forti difficoltà nel mettere a disposizione e a sistema l’insieme dei dati concernenti i fenomeni più allarmanti, dal gioco d'azzardo al bullismo, alla salute mentale. C'è dunque una frammentazione di dati che impedisce di monitorare al meglio la situazione e di intervenire con politiche e misure adeguate”.
Le esponenti dem evidenziano quindi “le carenze rilevate anche nella difesa dei diritti delle persone con disabilità. L’Autorità Garante nazionale, che è oggi un collegio, scarica il lavoro sui garanti regionali invece di esercitare i propri compiti: questo sta generando grossi problemi. Senza dimenticare la carenza di personale dedicato all’integrazione scolastica, dovuta in gran parte ad appalti affidati dalle Ulss al massimo ribasso, mettendo così in difficoltà le cooperative e il personale”.
Non da ultime, le persone detenute: “rimane irrisolto il problema degli educatori, come nel caso di Vicenza. Abbiamo chiesto al garante un impegno diretto per risolvere questa criticità, ottenendo la rassicurazione che tornerà a breve con una nuova sollecitazione. Così come, per restare nell’ambito della giustizia, la carenza del personale, soprattutto nei tribunali per i minori, resta a livelli allarmanti”.
“Nel complesso, dunque, questa relazione rappresenta un forte monito rivolto alla Regione, affinché agisca con maggiore efficacia per tutelare i diritti dei cittadini”, concludono Luisetto, Bigon e Sambo.