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Barbisan (Lega-LV): “Unione europea, no alla centralizzazione: le risorse restino sui territori”
06 maggio 2026
(Arv) Venezia, 6 maggio 2026
“Oggi sono a Bruxelles insieme a numerosi amministratori locali per difendere un principio chiaro: le risorse europee devono restare vicine ai territori e ai cittadini. L’Europa sta proponendo un cambio radicale nella gestione dei fondi, con la riduzione dei programmi regionali e una maggiore centralizzazione attraverso Piani nazionali. Una scelta che rischia di togliere voce a comuni e regioni, allontanando le decisioni dai bisogni reali delle nostre comunità”. Lo comunica il capogruppo di Lega-LV in Consiglio regionale del Veneto, Riccardo Barbisan, che spiega: “Nel corso della giornata incontreremo anche il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, al quale porteremo le preoccupazioni e le richieste dei territori, affinché venga difeso il ruolo delle Regioni nella gestione delle risorse comunitarie”.
“La Regione del Veneto - prosegue Barbisan - ha sempre dimostrato di saper utilizzare bene i fondi comunitari, con progettualità concrete, investimenti mirati e capacità di spesa riconosciute anche a livello europeo, a differenza di altre realtà che invece hanno accumulato ritardi e inefficienze. Non è giusto bastonare anche i territori virtuosi imponendo un modello centralizzato che penalizza chi ha lavorato bene”.
“Le scelte di Bruxelles - sottolinea il capogruppo - vanno nella direzione opposta rispetto a quanto dimostrato in questi anni dai territori più efficienti: regioni come Veneto e Lombardia hanno saputo gestire le risorse meglio dello Stato centrale, garantendo risultati concreti per cittadini, imprese ed enti locali. Ridurre il ruolo delle Regioni significa indebolire l’efficacia stessa delle politiche europee. Il rischio non è una mera semplificazione amministrativa, ma una vera centralizzazione delle decisioni. Unire fondi diversi e concentrare tutto a livello nazionale non significa migliorare, ma tagliare il legame con i territori. Noi diciamo con forza no a programmi calati dall’alto e sì a un’Europa che valorizzi autonomie locali, sindaci e comunità. La nostra presenza a Bruxelles non è una battaglia politica di parte, ma una responsabilità istituzionale: senza territori forti non esiste un’Europa forte”.
“Difendere il ruolo dei comuni e delle regioni significa difendere i cittadini”, conclude Barbisan.