Luisetto, Bigon e Sambo (Pd): “Giornata internazionale dell'Infermiere: raccogliere il forte richiamo del Presidente Mattarella sulle carenze del personale definito ‘tema che non appare eludibile’"

12 maggio 2026

 

(Arv) Venezia, 12 maggio 2026

“In occasione della odierna Giornata internazionale dell'Infermiere, è arrivato forte il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla carenza del personale, definito come ‘tema che non appare eludibile’, e con un preciso riferimento alla necessità di ‘evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all'estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che offriamo’. Un richiamo che va doverosamente raccolto a livello istituzionale e tradotto in fatti concreti”. A dirlo, la vicepresidente della Commissione Sanità, Chiara Luisetto (Partito Democratico), assieme alle colleghe dem Anna Maria Bigon e Monica Sambo.

“La carenza di infermieri a livello nazionale è di 70 mila professionisti e per il Veneto le previsioni sono allarmanti: se non si metterà mano a investimenti e assunzioni, assisteremo entro il 2030, tra pensionamenti e abbandoni, ad una perdita di queste figure fondamentali che potrebbe assestarsi a oltre un terzo delle attuali 25 mila. Proprio nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una nostra mozione che impegna la Giunta a intervenire con misure concrete ed invitiamo a farlo con urgenza”.

“Le emergenze incalzano – evidenziano le consigliere -: da quelle sul fronte epidemiologico fino alla necessità di dotare di personale adeguato le nuove Case e gli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR. Come viene denunciato in occasione di questa Giornata internazionale dal fronte sindacale, le condizioni di lavoro degli infermieri sono più che preoccupanti. Basti pensare che dall’indagine ‘Vita da infermiere’, condotta dal Centro studi Nursind - basata su un questionario somministrato in forma anonima a oltre 3mila lavoratori - emerge che il 76,8% dei professionisti dichiara di essere costretto a lavorare oltre l'orario stabilito per incombenze burocratiche e pratiche cliniche, e che il 70,2% dei rispondenti confessa di sentirsi emotivamente esausto. Al contempo, l'80,2% dei lavoratori si sente poco o per nulla valorizzato dall'azienda e il 63% avverte che le proprie capacità professionali sono sfruttate solo parzialmente o per nulla”.

“Rilanciamo quindi - dichiarano Luisetto, Bigon e Sambo - in merito agli impegni fissati con la mozione approvata all’unanimità lo scorso 28 aprile e che vincolano la Giunta regionale a procedere con un piano di assunzioni straordinarie; prevedere misure regionali di valorizzazione della professione; favorire il rientro in servizio di professionisti qualificati, anche attraverso forme contrattuali che permettano di conciliare lavoro e vita privata; sostenere e promuovere i corsi di laurea in infermieristica, con incentivi per attrarre e trattenere gli studenti. In parallelo, proprio nel momento in cui si sta discutendo del rinnovo del contratto, chiediamo che il Veneto faccia pressing sul Governo per una seria e concreta valorizzazione di queste figure, definite dal Capo dello Stato ‘esercito del bene’, e pertanto, essenziale e irrinunciabile”.