Rocco (Riformisti Veneti in Azione): “Electrolux, Stellantis e Magneti Marelli: l’assenza di politiche industriali è una piaga per il Veneto. A rischio il settore bianco e le PMI del Nordest”

12 maggio 2026

 

(Arv) Venezia, 12 maggio 2026

“Le notizie che arrivano da Porcia confermano una verità che il ministro Urso e il Governo continuano a mettere sotto il tappeto: il problema non è una singola fabbrica, il problema è che l’Italia non ha più una politica industriale credibile”. Il consigliere regionale Nicolò Maria Rocco (Riformisti Veneti in Azione) interviene così sulla situazione dell’industria e sulla crisi occupazionale, sottolineando una dinamica inequivocabile: le imprese del cosiddetto "bianco", il settore degli elettrodomestici, subiscono da tempo l’attrattività dell'Est, alla ricerca di un costo del lavoro più contenuto.

“Di fronte a queste tendenze delle grandi multinazionali, - commenta Rocco - non possiamo limitarci al rammarico quotidiano o al bollettino delle crisi; è nostro dovere denunciare l'assenza totale di una politica industriale a sostegno. Bisogna chiamare in causa il Governo rispetto alla necessità di mantenere un grande impegno e di fornire un aiuto concreto alla ‘manifattura positiva’, quella che ha realmente strutturato l'industria delle nostre parti”.

“Mentre il Governo moltiplica slogan sul Made in Italy, il Paese registra da oltre due anni un calo quasi continuo della produzione industriale. Nel frattempo, si moltiplicano le crisi: Electrolux vive una fase di forte incertezza strategica, Stellantis riduce la produzione negli stabilimenti italiani, e Magneti Marelli attraversa tensioni industriali e occupazionali sempre più pesanti. A pagare il prezzo di questa assenza di visione non sono solo i grandi gruppi, ma soprattutto il tessuto delle PMI venete e del Nordest, - spiega il consigliere -. Parliamo di aziende della componentistica, della meccanica, dell’automazione e della subfornitura che vivono di filiere industriali integrate e che oggi vedono rallentare drasticamente ordini, investimenti e prospettive future. Il fallimento di Industria 5.0 è emblematico in questo scenario. Quello che doveva essere lo strumento principale per accompagnare la transizione industriale e sostenere innovazione e competitività, si è trasformato invece in un incentivo inutilmente complicato, burocratico e largamente inefficace. La domanda è semplice: quale idea di sviluppo economico ha il ministro Urso? Mentre Francia e Germania difendono le proprie filiere strategiche con politiche industriali aggressive e mirate, l’Italia continua a rincorrere le emergenze senza una direzione chiara. Porcia non è solo una vertenza locale. È il simbolo di un Paese che rischia di perdere pezzi fondamentali della propria capacità manifatturiera senza che il Governo sembri comprenderne davvero la portata”, conclude Rocco.