dettaglio - crv
- Home
- Comunicati stampa
- Ostanel (AVS): “Fine vita: dopo Toscana e Sardegna...
Ostanel (AVS): “Fine vita: dopo Toscana e Sardegna il Veneto ha i numeri per approvare una legge per un fine vita dignitoso. Il Presidente Stefani dica se la sosterrà”
13 maggio 2026
(Arv) Venezia, 13 maggio 2026
“Con la proiezione di ‘Lasciatemi morire ridendo’, Stefano Gheller è tornato in Consiglio regionale dopo poco meno di tre anni. È tornato nel luogo in cui aveva già portato la sua storia e chiesto una legge sul fine vita. Ed è tornato insieme a sua sorella Cristina, che ringrazio per la presenza e per il coraggio. Per lei non credo sia semplice rientrare in un Palazzo che ha tradito le aspettative e la fiducia di suo fratello. Mi piacerebbe poter dire che in questi tre anni siano stati fatti passi avanti. Ma purtroppo non è così. In Veneto non abbiamo ancora una legge sul fine vita, mentre altre Regioni, come Toscana e Sardegna, l’hanno approvata. Il Veneto è ancora fermo. E non è cambiato nemmeno l’atteggiamento di una parte della politica: c’è chi considera inopportuna la presenza di Stefano in Consiglio regionale, anche attraverso un film, chi chiede un contraddittorio, chi mette in contrapposizione tempi e procedure certe per il fine vita con le cure palliative”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale Elena Ostanel, di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo la proiezione a palazzo Ferro-Fini del docufilm dedicato alla storia di Stefano Gheller.
“A queste obiezioni aveva già risposto Stefano tre anni fa, con parole molto chiare ‘Vogliamo sentire un ammalato nelle mie stesse condizioni, che vuole vivere nonostante la sua sofferenza? Facciamolo, lo smonto in un minuto: sapete cosa gli direi? Ma a te cosa interessa e riguarda questa legge? Ti nega qualche libertà o diritto? Ti impedisce di vivere o soffrire?’. Questa è la domanda centrale: una legge sul fine vita non toglie nulla a chi vuole vivere fino alla fine, non impedisce a nessuno di essere curato, accompagnato, assistito, e non mette in discussione le cure palliative, che anzi devono essere garantite sempre e meglio. Una legge sul fine vita serve a dare tempi certi, procedure trasparenti e garanzie chiare a chi si trova in condizioni precise, già indicate dalla Corte costituzionale, e chiede di non essere lasciato solo nella propria sofferenza. Stefano – ricorda Ostanel - ci ha parlato anche dell’ipocrisia della politica: quando chiediamo alle persone di sopportare sofferenze enormi, ma poi non riusciamo a garantire assistenza adeguata alle persone con disabilità o che vivono una malattia grave. Troppo spesso ci occupiamo di loro solo quando sono prossime alla fine, e le ignoriamo in vita. Uno Stato che ignora le persone che vivono in condizioni così dure non può presentarsi solo alla fine. In questi tre anni, però, non sono mai rimasta ferma. Ho continuato a lavorare, spesso anche sottotraccia. La Corte costituzionale si è espressa, confermando l’impianto della proposta ‘Liberi Subito’ dell'associazione Luca Coscioni e indicando alcuni punti su cui intervenire per migliorarla. Abbiamo preparato gli emendamenti necessari per recepire quelle indicazioni. Oggi siamo pronti a riportare questa proposta in Aula, a discuterla, a migliorarla dove serve, ma soprattutto ad approvarla”.
“Lo dico con chiarezza: dando fiducia alle parole del Presidente Zaia, che a inizio legislatura si è detto pronto a votare una proposta sul fine vita, e considerando le interlocuzioni avute in questi mesi, credo che in questa legislatura, in Veneto, ci siano i numeri per approvare una legge sul fine vita. Ci sono nell’opposizione e nel centrosinistra, che questa volta deve votare in modo unito e compatto. Ma ci sono anche, in parte, dentro il centrodestra. Perché su un tema come questo le coscienze attraversano le appartenenze e le discipline di partito. È con questo spirito che abbiamo organizzato la proiezione del film: non per mettere una bandiera, non per politicizzare la storia di Stefano, ma per parlare a tutte e tutti. I numeri ci sono. Ma abbiamo già visto come una legge attesa da migliaia di cittadine e cittadini possa saltare all’ultimo minuto, anche per un solo voto - sottolinea Ostanel-. Per questo voglio dire chiaramente qual è il timore più grande: l’assenza del Presidente Alberto Stefani. Non so se non abbia potuto o non abbia voluto essere presente. Questo può saperlo solo lui. Ma credo che, su un passaggio così importante, chi ha una responsabilità politica e istituzionale dentro la maggioranza debba essere chiaro e dire che strada vuole percorrere e pertanto, da che parte stare”.
“Mi auguro davvero che questa legge arrivi in Aula, venga discussa e approvata. Ma se questo non accadrà, sarà difficile non vedere una responsabilità politica precisa in chi oggi potesse essere presente e non c’era, e in chi può portare la propria parte politica ad approvarla. Per questo chiedo al Presidente Stefani di dire al più presto, anche oggi stesso, se è disponibile a lavorare ad un testo condiviso a partire dalla proposta ‘Liberi Subito’ non appena la proposta arriverà in Aula come da regolamento del Consiglio. Non chiediamo scorciatoie o forzature. Chiediamo che il Consiglio regionale del Veneto, - continua Ostanel - possa discutere e votare una proposta di legge firmata da oltre 9.000 cittadine e cittadini veneti. Dopo la storia di Stefano, è evidente che la politica veneta farà più fatica a voltarsi dall’altra parte”, conclude Ostanel.