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De Berti (Lega-LV): “Giornata Mondiale della Bicicletta, il Veneto pedala verso il futuro della mobilità sostenibile”
03 giugno 2026
(Arv) Venezia, 3 giugno 2026
“Infrastrutture, intermodalità e cicloturismo al centro di una strategia che guarda alla qualità della vita, all’ambiente e allo sviluppo economico del territorio. In occasione della Giornata Mondiale della Bicicletta, come Regione del Veneto, rinnoviamo l’attenzione sul ruolo sempre più centrale che la mobilità ciclabile riveste per il futuro del Veneto. La bicicletta rappresenta libertà, salute, sostenibilità e qualità della vita, ma è soprattutto una scelta concreta di mobilità moderna, efficiente e rispettosa dell’ambiente”. Lo scrive, in una nota, Elisa De Berti (Lega-LV), presidente della Seconda commissione del Consiglio regionale del Veneto, che puntualizza: “Sono da sempre a favore della mobilità su due ruote. Nel corso degli anni, il Veneto ha investito con convinzione nello sviluppo della mobilità sostenibile, puntando alla realizzazione di nuove infrastrutture, al miglioramento della sicurezza e all’integrazione tra bicicletta e trasporto pubblico. Un impegno che trova conferma anche nei numeri: la nostra Regione mette a disposizione, infatti, quasi 6.000 posti bici sui treni regionali, pari a circa il 25% dell’intera offerta nazionale di Trenitalia, che complessivamente conta circa 25mila posti. Un risultato che si inserisce in una visione più ampia dell’intermodalità. In questi anni sono stati promossi e valorizzati collegamenti che integrano treno, autobus e bicicletta, come il Treno delle Dolomiti, il collegamento del Mare tra Verona e Rovigo e la linea Verona-Mantova, favorendo spostamenti più sostenibili e accessibili”.
“Oggi, la rete ciclabile veneta - prosegue De Berti - è una delle più importanti d’Italia: delle dieci ciclovie di interesse nazionale previste nel Paese, ben cinque attraversano il Veneto, per uno sviluppo complessivo superiore ai 400 chilometri, dei quali oltre 300 già realizzati. A queste si aggiungono migliaia di chilometri di percorsi regionali e locali che collegano città, borghi, montagne, laghi e campagne, valorizzando il territorio e offrendo nuove opportunità per il turismo lento. Tra le opere simbolo spicca la Treviso-Ostiglia, uno dei percorsi ciclabili più apprezzati e suggestivi d’Italia, esempio virtuoso di recupero di un’infrastruttura storica trasformata in una risorsa per il turismo, l’ambiente e le comunità locali. Nel corso della precedente legislatura, è stato adottato, inoltre, il Piano Regionale della Ciclabilità, uno strumento strategico che avrebbe consentito di programmare in maniera organica lo sviluppo della mobilità ciclistica in Veneto. Sebbene il piano non abbia completato il proprio iter di approvazione, contiene dati e analisi che confermano il potenziale della mobilità dolce nella nostra regione. Tra questi, un dato particolarmente significativo: oltre la metà dei cittadini veneti vive a meno di tre chilometri da una stazione ferroviaria, una distanza percorribile in appena cinque minuti di bicicletta. La ciclabilità non rappresenta soltanto un beneficio ambientale e sociale, ma costituisce anche un importante volano economico. Le esperienze europee dimostrano infatti che investire nelle infrastrutture ciclabili genera sviluppo, occupazione e nuove opportunità per il territorio. In Germania, una rete di oltre 45mila chilometri produce un indotto annuale di circa 9 miliardi di euro. Ogni chilometro di pista ciclabile può sostenere da quattro a cinque posti di lavoro e generare un valore economico compreso tra 100mila e 300mila euro all’anno. Il cicloturismo, inoltre, rappresenta un segmento in costante crescita, con una spesa media giornaliera di 60-70 euro per cicloturista e una forte presenza di famiglie e giovani, che richiedono percorsi sicuri, continui e ben collegati”.