De Berti (Lega-LV): “Iniziato in Seconda commissione, da me presieduta, l’iter del Pdl di cui sono prima firmataria, relativo alle nuove misure per contrastare le occupazioni e gli utilizzi abusivi degli alloggi di pubblica residenzialità”

04 giugno 2026

(Arv) Venezia, 4 giugno 2026

“È iniziato l’iter del mio progetto di legge, il numero 66, sulla residenza pubblica per contrastare l’abusivismo grazie all’inasprimento dei controlli nelle residenze di edilizia pubblica. C’è infatti l’esigenza di far rispettare le regole per chi usufruisce di alloggi pubblici e far capire che ci sono certamente i diritti, ma anche i doveri”. Lo scrive Elisa De Berti (Lega-LV), presidente della Seconda commissione del Consiglio regionale del Veneto, che spiega: “C’è, infatti, da parte della Regione del Veneto, l’esigenza di rafforzare gli strumenti di controllo e vigilanza per garantire una gestione più efficace e trasparente del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Il nuovo progetto di legge, di cui sono prima firmataria, introduce una serie di disposizioni finalizzate a prevenire e contrastare le occupazioni abusive e gli utilizzi impropri degli alloggi pubblici, tutelando i diritti dei cittadini che rispettano le regole e sono in attesa di un’abitazione. Il provvedimento si inserisce nel quadro normativo della legge regionale n. 39 del 2017 e punta a rafforzare il ruolo dei Comuni e delle ATER nelle attività di verifica e controllo, promuovendo al contempo una maggiore collaborazione tra tutti gli enti coinvolti”.

“Tra le principali novità previste dal progetto di legge - continua De Berti - vi è l’attivazione di specifici percorsi formativi rivolti agli operatori della polizia locale, con l’obiettivo di sviluppare competenze specialistiche nel settore dell’edilizia residenziale pubblica e rendere più efficaci le attività di vigilanza sul territorio. Vengono, inoltre, introdotti nuovi requisiti per l’accesso agli alloggi ERP, escludendo coloro che abbiano in precedenza modificato abusivamente la destinazione d’uso di un alloggio assegnato. Particolare attenzione è riservata al contrasto delle situazioni di irregolarità. Il termine oltre il quale l’assenza stabile dall’alloggio comporta la decadenza dall’assegnazione viene ridotto da sei a tre mesi. Costituirà inoltre causa di decadenza il rifiuto ingiustificato di consentire l’accesso all’alloggio al personale incaricato di effettuare verifiche e ispezioni. Ritengo necessario ribadire il rispetto delle regole per chi usufruisce di alloggi pubblici: nei casi più gravi, tra i quali l’utilizzo dell’alloggio per attività illecite, la morosità protratta, il danneggiamento degli immobili, l’assenza continuativa dall’abitazione e il rifiuto dei controlli, la decadenza dall’assegnazione comporterà ulteriori conseguenze come l’impossibilità di presentare una nuova domanda di assegnazione per due anni e l’applicazione di un canone maggiorato fino al rilascio dell’immobile. Il progetto di legge numero 66 attribuisce inoltre a Comuni e ATER specifici poteri di verifica sullo stato di conservazione degli alloggi, sul rispetto degli obblighi contrattuali e sulla permanenza dei requisiti necessari per il mantenimento dell’assegnazione. Per rafforzare il coordinamento tra le istituzioni ho inoltre stabilito l’istituzione del “Tavolo tecnico interistituzionale per la prevenzione e il contrasto delle occupazioni e dell’utilizzo abusivi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”, che avrà il compito di predisporre piani operativi mirati nelle aree maggiormente esposte a fenomeni di abusivismo, sublocazione irregolare e utilizzo improprio degli immobili. L’obiettivo della proposta di legge è quella di garantire una gestione più equa ed efficiente del patrimonio pubblico, assicurando che gli alloggi siano destinati a chi ne ha realmente diritto e contrastando ogni forma di abuso a danno della collettività, affinché ogni alloggio sia assegnato a chi ne ha realmente bisogno e rispetta le regole”.

“Chi utilizza correttamente un alloggio pubblico deve essere tutelato, mentre ogni forma di abuso deve essere contrastata nell’interesse della collettività e delle tante famiglie che attendono una risposta concreta al proprio bisogno abitativo”, conclude De Berti.