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Gruppo FdI: “Sicurezza: il Consiglio regionale approva la mozione n. 52 di Fratelli d’Italia”
07 luglio 2026
(Arv) Venezia, 7 luglio 2026
“Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la mozione n. 52, presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia per mantenere alta l’attenzione su sicurezza, ordine pubblico e promozione della cultura della legalità, con ferma condanna di ogni forma di violenza politica e di aggressione alle Forze dell’Ordine”. Con queste parole i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni, Claudia Barbera, Claudio Borgia, Matteo Baldan, Fabio Benetti, Laura Besio, Silvia Calligaro, Anna Leso, Francesco Rucco ed Enoch Soranzo.
“Questa mozione è stata depositata qualche mese fa, ma conserva intatta tutta la sua attualità – ha dichiarato in Aula Claudia Barbera, prima firmataria dell’atto –. In una democrazia il diritto di esprimere il dissenso è un valore assoluto da tutelare, ma il dissenso non può e non deve mai trasformarsi in violenza, intimidazione o aggressione nei confronti delle Forze dell’Ordine o delle Istituzioni. La mozione nasce dai gravi episodi avvenuti a Torino e Milano, ma guarda al Veneto e alle competenze della Regione: prevenzione, educazione alla legalità, formazione della Polizia locale e coordinamento istituzionale. Non un manifesto ideologico, dunque, ma un atto di indirizzo concreto. Con questa mozione – ha proseguito Barbera – vogliamo ribadire la nostra massima vicinanza istituzionale alle donne e agli uomini in divisa. Persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori e in condizioni particolarmente difficili, svolgono il proprio servizio con professionalità, equilibrio e un profondo senso dello Stato”.
“Per Fratelli d’Italia, proprio per questo, il voto contrario di AVS rappresenta un’occasione persa. La motivazione addotta in Aula, cioè l’esistenza di un presunto ‘sottotesto’ contro i movimenti politici e sociali che manifestano in piazza, non trova riscontro nel contenuto della mozione. Nessuno ha accusato chi manifesta pacificamente. La mozione condanna la violenza, le aggressioni alle Forze dell’Ordine, gli atti di devastazione e l’estremismo. Se qualcuno si sente chiamato in causa da un testo che chiede legalità e rispetto delle Istituzioni, il problema non è nella mozione - sottolineano Barbera e Borgia -.
“Non c’è alcuna volontà di utilizzare in modo strumentale questa mozione – ha affermato Borgia in Aula –, che respinge ogni tentativo di attribuire al testo finalità strumentali. C’è la volontà di dire che dobbiamo essere tutti dalla stessa parte, dalla parte della legalità. Ho poi richiamato il senso profondo del rapporto tra libertà e legge, ricordando il motto della Polizia di Stato: ‘Sub lege libertas, la libertà sotto la legge’. Un principio che dovrebbe valere per tutti, al di là delle appartenenze politiche”.
“Essere dalla parte delle Forze dell’Ordine – aggiunge il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia – significa riconoscere il valore di donne e uomini che ogni giorno garantiscono sicurezza, legalità e convivenza civile. Significa stare dalla parte dello Stato democratico, non contro qualcuno. Per questo il voto contrario di AVS lascia perplessi: qui non si chiedeva di aderire a una battaglia di parte, ma di sostenere un principio basilare”.
“Fratelli d’Italia rivendica inoltre il lavoro già portato avanti dalla Regione Veneto sulla cultura della legalità, attraverso progetti educativi, iniziative rivolte alle scuole, percorsi formativi e strumenti di collaborazione con le istituzioni del territorio. Un impegno che la mozione intende rafforzare e rendere ancora più capillare. Il voto favorevole del Consiglio regionale è un segnale importante – concludono Barbera e Borgia – spiace per la mancata unanimità che consideriamo un’occasione persa. La sicurezza non ha colore politico: è un diritto dei cittadini e una condizione indispensabile per la libertà delle persone, la serenità delle famiglie e la qualità della convivenza civile. Fratelli d’Italia continuerà a lavorare perché il Veneto resti una terra fondata sul rispetto delle regole, sulla presenza dello Stato e sulla piena tutela di chi indossa una divisa per difendere tutti noi”.