Szumski e Lovat (Resistere Veneto): “Interrogazione su futuro ospedale di Trecenta e su rete sanitaria in Alto Polesine”

08 luglio 2026

(Arv) Venezia, 8 luglio 2026 - “Garantire un’equa accessibilità ai servizi ospedalieri nell’Alto Polesine e fare chiarezza sul futuro dell’Ospedale “San Luca” di Trecenta. È questo l'obiettivo dell'interrogazione con risposta in commissione che abbiamo presentato in Consiglio regionale.”
Lo rendono noto i consiglieri regionali di Resistere Veneto Riccardo Szumski e Davide Lovat.
“Chiediamo in particolare – spiegano i due consiglieri regionali - quale sia l'assetto programmatorio che la Regione intende perseguire per l'ospedale "San Luca" di Trecenta e se siano previsti interventi di potenziamento delle attività sanitarie, del personale e della dotazione di posti letto; quali iniziative la Giunta regionale intenda assumere per garantire ai cittadini dell'Alto Polesine un accesso ai servizi di emergenza-urgenza e alle prestazioni ospedaliere coerente con i principi di equità territoriale e con le caratteristiche geografiche dell'area; se la Regione abbia effettuato una valutazione dei tempi effettivi di accesso ai servizi ospedalieri da parte della popolazione dell'Alto Polesine e quali siano gli esiti di tale analisi; quale impatto organizzativo ed economico abbiano prodotto gli accordi tra l'ULSS 5 Polesana e l'ULSS 9 Scaligera per la presa in carico dei cittadini residenti nei comuni dell'Alto Polesine più prossimi al territorio veronese e se siano previste ulteriori forme di collaborazione interaziendale e se la Giunta ritenga opportuno procedere ad una revisione della programmazione sanitaria dell'ULSS 5 Polesana al fine di rafforzare il ruolo dell'ospedale di Trecenta quale presidio di riferimento per l'Alto Polesine."
“L'iniziativa – aggiungono Szumski e Lovat - muove dalle crescenti preoccupazioni di amministratori locali, cittadini e associazioni per il progressivo ridimensionamento delle attività e delle funzioni del presidio di Trecenta, nato come punto di riferimento dell'area attraverso l'accorpamento delle vecchie strutture. Un indebolimento della rete polesana che sta lambendo anche l'ospedale di Adria, in un territorio caratterizzato da un elevato indice di invecchiamento e tempi di percorrenza stradale superiori alla media. La criticità è tale che alcuni comuni hanno dovuto promuovere collaborazioni con l'ULSS 9 Scaligera per agevolare l'accesso ai servizi di emergenza-urgenza dei propri cittadini.” 
“L'interrogazione – chiariscono in conclusione Riccardo Szumski e Davide Lovat - punta a conoscere l'impatto organizzativo ed economico degli accordi tra ULSS 5 Polesana e ULSS 9 Scaligera per i residenti nei comuni confini con il veronese, incalzando la Giunta regionale sull'opportunità di rivedere la programmazione per rafforzare il ruolo centrale dell'ospedale di Trecenta nelle aree periferiche.”