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Valdegamberi (GM - Futuro Nazionale): “L'Europa della censura ora processa anche l'arte. Il Governo italiano sceglie il silenzio e la sottomissione”
13 luglio 2026
(Arv) Venezia, 13 luglio 2026
"Quella che stiamo vivendo è la dimostrazione plastica che l'Unione Europea non tollera più il pluralismo. Dopo aver tentato di condizionare l'informazione e il dibattito pubblico, ora mette sotto processo anche la libertà artistica e culturale. La revoca dei contributi alla Biennale è un atto gravissimo, che conferma come l'Europa stia diventando un sistema che premia l'obbedienza ideologica e punisce chi non si allinea al pensiero dominante. È una deriva autoritaria mascherata da difesa dei valori europei”. Con queste parole il consigliere regionale del Gruppo Misto-Futuro Nazionale, Stefano Valdegamberi.
“Ancora più grave – prosegue il consigliere - è l'atteggiamento del Governo italiano: invece di difendere l'autonomia delle proprie istituzioni e le decisioni assunte da un suo rappresentante alla Biennale, sembra preferire piegarsi ai diktat di Bruxelles. Un Governo eletto dagli italiani non può comportarsi come un semplice esecutore delle volontà delle burocrazie europee”.
“Al di là delle grida manzoniane del presidente Zaia, è arrivato il momento della verità: il Governo avrà il coraggio di difendere un proprio rappresentante oppure sceglierà, ancora una volta, la strada della sottomissione politica e culturale? L'arte, la musica, lo sport e la cultura sono sempre stati ponti tra i popoli, non strumenti di rappresaglia politica. Chi li trasforma in mezzi di ricatto economico e di epurazione ideologica tradisce la loro funzione universale e alimenta un clima di intolleranza degno dei peggiori periodi della storia europea. L'Europa che pretende di stabilire quali idee siano legittime e quali debbano essere punite – commenta Valdegamberi - non è l'Europa dei popoli, ma quella delle oligarchie e del conformismo ideologico. È un modello che mortifica la libertà, cancella il dissenso e umilia la sovranità degli Stati. Di fronte a questa ennesima prepotenza non è più tempo di ambiguità. Chi tace è complice. Chi abbassa la testa accetta che la libertà venga sostituita dall'obbedienza. E questo, da uomini liberi, non possiamo accettarlo", conclude Valdegamberi.