Fine vita, Baldan (M5S): “Siamo qui per garantire diritti di libertà e dignità anche a chi non approva questo percorso di legge. Il Veneto si assume la propria responsabilità, finché non lo farà anche lo Stato. La persona non è la sua malattia”

01 settembre 2026

(Arv) Venezia, 1° settembre 2026

“Parlo da cittadino, prima ancora che da rappresentante delle istituzioni. Siamo qui a garantire diritti di libertà a tutte le cittadine e a tutti i cittadini del Veneto, anche a coloro che non approvano questo percorso legislativo o ne avrebbero voluto uno differente”. Esordisce così Flavio Baldan, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, durante la discussione in Aula relativa al Disegno di legge di iniziativa popolare in tema di fine vita.

“Faccio presente – dichiara Baldan - che finora il Parlamento a maggioranza di centrodestra ha preferito l’inerzia: così come hanno fatto altre Regioni, anche il Veneto si è giustamente posto il problema. Non stiamo legiferando attorno a princìpi già espressi, dopo la sentenza della Corte costituzionale, ma cerchiamo con questa legge di dare un modello anche al Parlamento, cuore democratico di questo Paese. Il nostro compito non si esaurisce qui, finché lo Stato non assolverà al proprio compito, dal momento che non possiamo avere una norma differente per ciascuna delle venti Regioni”.

“Nel merito, - osserva Baldan - tutte e tutti abbiamo quotidianamente esperienze con persone malate, anche gravi e incurabili. Chi per lavoro, chi per famiglia o contatti personali. Non siamo qui a imporre sofferenze intollerabili. Volevo anzi portare il mio saluto e spero quello dell’intero Consiglio regionale ad Alessandro Di Battista, con l’augurio di rivederlo presto in Italia e in salute, e a ringraziare il personale sanitario del Veneto per la propria professionalità in casi consimili”.

“Viviamo in una società che sta facendo passi enormi sotto certi aspetti, anche evolutivi e di civiltà, - prosegue Baldan - ma è anche molto complessa dal punto di vista umano, capace di lasciare indietro le persone senza offrire ogni cura, che dovrebbe essere doverosa, anche a chi sta perdendo la speranza nella medicina e nella vita”.

“Voglio concludere – commenta Baldan - citando le parole di Franco Basaglia, veneziano e padre della psichiatria contemporanea, quando affermava come nessuna persona coincide con la propria malattia: metterla tra parentesi significa riportare al centro la persona, la sua storia, le relazioni, il contesto di vita, i diritti e le possibilità. È ciò che stiamo cercando di fare, ovvero individuare una disciplina corretta affinché la materia venga affrontata in un modo che degno di un Paese civile. Per cui il Veneto, oggi, si assume la propria responsabilità, fino a quando non sarà lo Stato a fare la propria parte. Non scegliamo al posto delle persone, ma proteggiamo fino in fondo la loro dignità e libertà”.