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Fine vita, Martini (Stefani Presidente): "Oltre le ideologie: il nostro dovere è garantire certezza, cure palliative ed empatia per chi soffre"
02 settembre 2026
(Arv) Venezia, 2 settembre 2026 “Compatire non significa provar pietà, ma 'patire insieme': fare spazio al dolore dell'altro e non voltarsi dall'altra parte. La sofferenza e la disperazione di un malato non hanno tessera di partito, non appartengono né alla destra né alla sinistra”. Con queste parole si apre la nota a margine dell'intervento in discussione generale sul provvedimento relativo al fine vita e al suicidio medicalmente assistito in Consiglio Regionale. Un discorso che ha voluto superare le contrapposizioni ideologiche per riportare al centro il rigore istituzionale e la tutela della fragilità umana. “Intervengo a viso aperto – dichiara Martini- sono una donna di fede, credo nella Chiesa cattolica e apostolica. Proprio perché la mia fede mi insegna che il valore supremo è la custodia della dignità e l'amore per il prossimo, rifiuto lo scontro di appartenenza su un tema così delicato. Il nostro compito come legislatori non è giudicare le coscienze, ma servire le persone con senso di responsabilità. Il richiamo è alla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, che ha già stabilito i confini e le condizioni in cui il percorso è ammesso nell'ordinamento italiano: non stiamo inventando un nuovo diritto né scavalcando lo Stato: la cornice costituzionale esiste già. Con questa legge regionale ci prendiamo la responsabilità di dare certezza, tempi definiti e garanzie procedurali a quanto già tracciato dalla Consulta. Vogliamo evitare che i pazienti siano lasciati soli nell'incertezza, offrire chiarezza giuridica ai medici e, soprattutto, potenziate la rete delle Cure Palliative come prima, fondamentale risposta del nostro Servizio Sanitario Nazionale”. “Un passaggio centrale riguarda la sintesi tra principi personali e ruolo di governo: si può essere fedeli ai propri valori spirituali ed essere contemporaneamente custodi rigorosi delle Istituzioni e delle leggi della Repubblica. Le nostre proposte servono a garantire omogeneità di trattamento su tutto il territorio veneto e la massima protezione delle persone fragili. Affronto questo dibattito con profondo rispetto per la vita, per chi soffre e per la legge, pronta a fare la mia parte per il bene dei cittadini del Veneto”, conclude Martini.