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Autonomia, Cunegato e Ostanel (AVS): “Nessuna ambiguità votiamo contro un provvedimento senza risorse e senza poteri che non migliora la vita dei Veneti”
03 settembre 2026
(Arv) Venezia, 3 settembre 2026 “Abbiamo sempre detto che l’Autonomia era diventata una bandierina da sventolare per il consenso elettorale e oggi lo dimostra la velocità con cui il provvedimento sulle pre-intese è arrivato in Aula, subito prima di Pontida. Una corsa che ha poco a che fare con la qualità del provvedimento e molto con la necessità di poterlo raccontare. La parabola è ormai surreale: nel 2017 erano 23 materie e il 90% del residuo fiscale, poi sono diventate nove materie minori, e alla fine in Aula sono arrivate quattro piccole competenze. Noi nel 2017 non votammo quel referendum che era una pura mossa di marketing: oggi possiamo dire che avevamo ragione, perché nulla di quelle promesse è arrivato e la Corte costituzionale ha chiarito che quella strada, così come era stata raccontata, non esiste, e non esisterà mai”.
È quanto dichiarano i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato ed Elena Ostanel.
“La realtà è che questa Autonomia arriva senza alcuna risorsa aggiuntiva, com'era ovvio che fosse. La formula che troviamo è quella dell’’invarianza di bilancio’ che tradotto vuol dire zero risorse. E questo rende evidente la fine della narrazione trentennale dell’Autonomia come una sorta di albero della cuccagna: più poteri, più soldi, più servizi per i veneti. Niente di tutto questo. Nel frattempo, però, non si può assumere personale sanitario per colpa dei tetti di spesa, le rette delle RSA aumentano e le impegnative della Regione sono poche e il rischio è che una maggiore autonomia in sanità finisca per alimentare ulteriormente la privatizzazione a favore di pochi interessi privati, come quelle del deputato leghista Angelucci, re della sanità privata e dell'assenteismo in parlamento. Come se non bastasse, - commentano i consiglieri - le pre-intese presentano gravissimi profili di illegittimità costituzionale: la Corte ha stabilito che prima del trasferimento devono essere definiti e garantiti i LEP e attuata la perequazione; servono un’istruttoria seria e dati che dimostrino perché una determinata funzione debba essere trasferita a quella specifica Regione; non si possono trasferire intere materie, ma specifiche funzioni in presenza della dimostrazione che questo comporta una maggiore efficienza. Questi schemi, invece, sono privi delle necessarie istruttorie, utilizzano clausole di invarianza e non individuano puntualmente le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie. E tantomeno i vantaggi che ne deriverebbero. È esattamente il contrario di ciò che dovrebbe essere l’autonomia secondo noi: meno ‘centralismo’ veneziano e più decentramento ai territori, a partire dai Comuni, enti prossimi al cittadino”.
“Per questo non c’è nessuna ambiguità e voteremo convintamente contro. Contro un provvedimento che non dà al Veneto nuovi strumenti per migliorare la vita delle persone e tantomeno porta nuovi servizi e risorse. È finita un’epoca nella quale una classe dirigente è rimasta immobile per anni promettendo che l’autonomia sarebbe stata la soluzione a tutti i problemi del Veneto. L’Autonomia, oggi, è arrivata, e non porta niente di nuovo e di buono. Non possiamo festeggiare il ‘piuttosto che niente, meglio piuttosto’ mentre i problemi veri restano tutti sul tavolo. L’Autonomia del Veneto per la Lega è come il Deserto dei Tartari di Buzzati: mentre per anni la Lega ha aspettato l’arrivo dei Tartari, l’Autonomia, è stata divorata dall’attesa. Perché dopo tutti questi decenni, prima o poi, bisognerà spiegare non più cosa sta per arrivare, ma cosa è realmente arrivato”, concludono Cunegato e Ostanel.