Cunegato e Ostanel (AVS): “Liste d’attesa, la maggioranza boccia la trasparenza”

09 settembre 2026

(Arv) Venezia, 8 settembre 2026

"Abbiamo discusso per ore un progetto di legge della destra per valorizzare i presepi. Sono intervenuti tutti. Poi abbiamo discusso la nostra mozione sulle liste d'attesa, un problema che riguarda milioni di veneti, e nessuno consigliere di maggioranza è intervenuto nel dibattito. Questo ci dice molto delle priorità di questa classe dirigente". È quanto dichiarano Carlo Cunegato ed Elena Ostanel del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra che aggiungono: “Il Consiglio regionale del Veneto, ha respinto la mozione n. 64, presentata dal gruppo AVS che puntava a impegnare la Giunta a un monitoraggio completo e trasparente dei tempi di attesa e a un piano straordinario di recupero con risorse adeguate”.

"Chiediamo una cosa semplice: misurare tutto. Non solo le prime visite, ma anche i controlli, le rivalutazioni, i tempi per gli interventi chirurgici non urgenti. La maggioranza ha votato no. L'assessore Gerosa ci ha risposto sventolando ancora una volta le classifiche Agenas. Ma il punto della nostra mozione, che evidentemente non ha letto, è proprio questo: quei monitoraggi riguardano circa settanta tipologie di prestazioni su seimila e considerano solo i primi accessi. Tutto il resto non lo sappiamo, semplicemente perché nessuno lo misura", spiegano Cunegato ed Ostanel.

"Il paradosso lo raccontano i medici stessi: si spinge sulle prime visite perché sono quelle su cui si viene misurati. Intanto agli sportelli del Covesap, arrivano persone che aspettano anche più di un anno oltre i tempi indicati in ricetta. Quelle attese, nei report regionali, non esistono". In Veneto – proseguono i consiglieri - i centri privati sono quasi quadruplicati in dieci anni e, a fronte di 12,2 miliardi di spesa sanitaria pubblica, la spesa privata out of pocket dei veneti ha raggiunto i 4,11 miliardi. Quando il privato cresce così, significa che il pubblico non sta dando risposte”.

"Nel dibattito abbiamo anche contestato la proposta dell'assessore Gerosa di scaricare sui medici di medicina generale, senza adeguate garanzie, alcune delle prestazioni oggi da prenotare tramite CUP. Il dato interessante è che, di fronte alle nostre obiezioni, l'assessore Gerosa ha ammesso di aver provato personalmente a chiamare il CUP definendo l'esperienza 'una cosa indecorosa'. Se lo dice l'Assessore competente, ci chiediamo di cosa stiamo ancora discutendo," incalzano i consiglieri.

"Bocciare la mozione n. 64, significa scegliere di non sapere, pertanto, è un atto gravissimo. Se i dati ci sono, come sostiene l'assessore Gerosa, bastava votare sì e pubblicarli: la destra che governa la Regione ha scelto di non farlo. Continueremo a chiedere verità e trasparenza sui numeri, perché dietro ogni prestazione non tracciata c'è una persona che aspetta e perché senza un quadro reale non si può stabilire una programmazione efficace. Così si sceglie di non tutelare il diritto alla salute dei veneti", concludono Cunegato ed Ostanel.