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Cunegato e Ostanel (AVS): "CUP, l’assessore Gino Gerosa sbaglia diagnosi. Liste di attesa figlie dei tagli”
10 settembre 2026
(Arv) Venezia, 10 settembre 2026
"L'assessore Gerosa sbaglia la diagnosi e quindi anche la cura. La sua soluzione è affidare le prenotazioni ai medici di famiglia, una categoria che in Veneto è già allo stremo. Ogni medico di base segue in media 1.526 assistiti, contro i 1.383 della media nazionale. Quasi 7 medici di famiglia su 10 superano il massimale di 1.500 pazienti. Secondo Gimbe ne mancano 747, la carenza più alta d'Italia dopo la Lombardia. E con il ruolo unico e il nuovo accordo nazionale dovranno garantire ore anche nelle Case di comunità. A questi medici la Giunta vuole affidare un compito in più e l'assessore, incredibilmente, sostiene che non sia un aggravio. Difficile capire come". I consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato ed Elena Ostanel, intervengono in merito alle dichiarazioni dell'assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha proposto di spostare le prenotazioni dal CUP ai medici di medicina generale.
"Soprattutto, non si capisce perché questo sistema dovrebbe funzionare. L'algoritmo di cui parla Gerosa non potrà che pescare dalla stessa agenda del CUP. Se al CUP non si trova posto non è perché gli operatori non sanno lavorare e i medici di base saprebbero miracolosamente fare meglio. È perché i posti non ci sono. Nessuna intelligenza artificiale può prenotare una visita se lo specialista che deve farla non esiste. Le liste d'attesa hanno una causa precisa: la carenza di medici negli ospedali e negli ambulatori pubblici. Il Veneto – spiegano i consiglieri - ha 1,63 medici dipendenti del servizio sanitario ogni mille abitanti, contro l'1,85 della media nazionale. È stata la stessa Regione, nel 2024, a stimare che in Veneto mancano 3.500 medici. Finché non si assume, non si trattiene il personale nel pubblico e non si aumenta l'offerta, cambiare chi risponde al telefono non accorcerà le attese di un solo giorno".
"L’assessore Gino Gerosa si dice soddisfatto: il 91,5% delle visite rispetterebbe i tempi. Ma allora perché al CUP si aspettano ore e si finisce nelle liste di galleggiamento? Perché quei numeri riguardano solo le poche prestazioni monitorate da Agenas. Per questo, con la nostra mozione, avevamo chiesto di monitorarle tutte. La maggioranza l'ha bocciata, e oggi l'assessore dice di condividerla. Il problema non è il CUP: sono i medici che mancano e gli scarsi investimenti della Regione. Non a caso, il privato sta facendo affari d'oro" concludono Cunegato e Ostanel.