Calligaro (FdI): “Dolomiti Rescue Race, soccorritori presidio fondamentale per vivere la montagna in sicurezza”

02 ottobre 2026

(Arv) Venezia, 2 ottobre 2026

“La Dolomiti Rescue Race non è soltanto una competizione, ma un importante momento di incontro, confronto e condivisione tra donne e uomini che hanno scelto di mettere competenze e preparazione al servizio degli altri e della montagna”. Lo dichiara Silvia Calligaro, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che spiega: “Questa sera parteciperò al briefing introduttivo della manifestazione, portando anche i saluti del Presidente, Alberto Stefani. L’appuntamento richiama in Cadore squadre di soccorritori provenienti dall’Italia e dall’estero, creando un’occasione di confronto tra esperienze, tecniche e professionalità diverse. È anche l’occasione per ricordare il valore straordinario di chi opera nel soccorso in montagna: sia dei professionisti appartenenti ai diversi Corpi dello Stato, come la Guardia di Finanza, sia dei tanti volontari che mettono tempo, capacità e conoscenza del territorio a disposizione della collettività. Il ruolo del Soccorso Alpino non si esaurisce nell’intervento durante un’emergenza. La montagna deve essere vissuta con consapevolezza, preparazione e conoscenza. Il lavoro svolto sulla prevenzione e sulla cultura della sicurezza è fondamentale tanto quanto la capacità di intervenire quando qualcosa va storto, recuperando e mettendo in sicurezza chi si trova in difficoltà”.

“Un impegno riconosciuto anche dalla Regione del Veneto - ricorda Calligaro - che nell’ambito della collaborazione tra sistema SUEM 118 e Soccorso Alpino e Speleologico Veneto ha previsto per il triennio 2025-2027 uno stanziamento di somme ingenti. Il Soccorso Alpino rappresenta inoltre una componente preziosa dell’intero sistema di Protezione Civile, particolarmente importante in un territorio complesso e interamente montano come quello bellunese”.

“La Dolomiti Rescue Race - conclude Calligaro - ci permette quindi di celebrare anche lo spirito di squadra e la capacità di fare rete tra soccorritori provenienti da territori e Paesi diversi. A tutti loro va il nostro grazie: per quello che fanno durante le emergenze, ma anche per il lavoro quotidiano che contribuisce a rendere le nostre montagne più sicure e consapevolmente fruibili”.