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Morosin (Liga Veneta Repubblica): “Lingua Veneta, riconoscere la matrice comune e tutelare tutte le sue varietà”
02 ottobre 2026
(Arv) Venezia, 2 ottobre 2026
“La Lingua Veneta non è una favola, una credenza popolare come Babbo Natale, e non è un'invenzione della politica. Paragonarla a una ricostruzione leggendaria è offensivo innanzitutto per tutti i cultori e accademici della materia, e per tutti quei cittadini veneti che, da generazioni, parlano, trasmettono e custodiscono questa lingua. La Lingua Veneta ha radici millenarie, appartiene alla storia concreta del nostro popolo, documentata da secoli di testi, opere letterarie e testimonianze, come Angelo Beolco “Ruzante”, Carlo Goldoni, Biagio Marin, solo per fare alcuni esempi. Il Venetico antico è la base, e chi parla di dialetti non credo abbia nemmeno mai visitato il Museo Nazionale Atestino situato a Este, “et de hoc satis”. Sono le parole del consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) che interviene così “dopo la conferenza stampa organizzata a palazzo Ferro Fini sul tema “Esiste davvero la Lingua Veneta?”. La vera questione non è quella di contrapporre la Lingua Veneta alle sue varietà locali. Nessuno mette in discussione l'esistenza di differenze territoriali e di numerose parlate. Ma una cosa è riconoscere questa ricchezza, altra cosa è negare una matrice linguistica e culturale comune. Una lingua, appunto. Le diverse parlate venete sono espressione di una storia linguistica condivisa, che merita di essere riconosciuta e valorizzata nella sua interezza. La questione politica è se la Regione del Veneto intenda riconoscere, studiare, tutelare e tramandare questo patrimonio linguistico storico. E lo stiamo facendo. La lingua veneta si è sviluppata nel corso dei secoli ed è stata protagonista della storia della Serenissima Repubblica di Venezia, della sua cultura, dei suoi commerci e della sua produzione letteraria. È un patrimonio linguistico straordinariamente ricco, che deve essere studiato e tutelato nella sua complessità”.
Morosin richiama anche il lavoro del professor Alessandro Mocellin, “impegnato nello studio, nell'insegnamento e nella valorizzazione della lingua veneta: il lavoro di Mocellin dimostra quanto sia importante affrontare questo tema attraverso lo studio, la ricerca e la trasmissione della lingua alle nuove generazioni. È proprio su questo terreno che la Regione deve fare la propria parte. La Regione del Veneto non può limitarsi a riconoscere genericamente un patrimonio linguistico e culturale. Deve assumersi la responsabilità di tutelarlo concretamente, sostenendo la ricerca, l'insegnamento, la documentazione e la trasmissione alle nuove generazioni”.
“Io sono indipendentista e rivendico senza ambiguità il diritto del popolo veneto a riconoscere e valorizzare la propria identità. La lingua è uno degli elementi fondamentali di questa identità, e questo era anche il pensiero del sociologo Sabino Acquaviva. Continuerò a sostenere il riconoscimento della Lingua Veneta, il suo insegnamento e la sua trasmissione alle nuove generazioni”, conclude Morosin.