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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 157 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 157

QUALI INIZIATIVE INTENDE ASSUMERE LA REGIONE IN MERITO ALLO STATO DI INCONFERIBILITÀ E/O INCOMPATIBILITÀ CHE GRAVA SULLA PRESIDENZA DELL’AGENZIA ITALIANA PER IL FARMACO

presentata il 14 aprile 2016 dai Consiglieri Barison e Giorgetti



Premesso che:
- l’AIFA (Agenzia Italiana per il Farmaco istituita con l’art. 48 del decreto legge 30 settembre 2013, n. 269, convertito in legge con legge 24 novembre 2003, n. 236), è soggetta all’indirizzo del Ministero della Salute, nonché alla vigilanza del Ministero della Salute e del Ministro dell’economia e delle Finanze;
- l’AIFA ha funzioni di alta consulenza tecnica al Governo e alla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome in materia di politiche per il farmaco;
- il Presidente (art. 7) convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione e cura i rapporti con gli Istituti di ricerca pubblica e privati, le Società scientifiche, le Associazioni industriali e le Associazioni dei consumatori e dei pazienti e con le Organizzazioni internazionali;
- il Presidente e i consiglieri (art. 9) non possono svolgere attività che possano entrare in conflitto con i compiti e gli interessi dell’Agenzia o cagionare nocumento all’immagine della stessa, ovvero comprometterne il normale funzionamento o l’imparzialità;
- espressamente all’art. 7 del Codice di Comportamento si prevede che gli organi di vertice siano tenuti a mantenere una posizione di autonomia e, in particolare, è fatto divieto di svolgere attività o perseguire finalità ed interessi in contrasto con i doveri di imparzialità e correttezza che uniformano l’attività dell’AIFA.
Considerato che:
- da quanto premesso si evince l’ineludibile rapporto tra l’AIFA e le Regioni;
- devono considerarsi come rilevanti, almeno potenzialmente, lo status di consigliere regionale e le connesse competenze legislative ed amministrative che da questo status conseguono, attese anche alcune delle funzioni istituzionalmente attribuite ad AIFA quali le funzioni in materia di monitoraggio, sempre in collaborazione con Regioni e Province autonome, del consumo e spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera a carico del SSN e le funzioni connesse al sistema nazionale di farmacovigilanza, utilizzato per raccogliere informazioni sui rischi dei medicinali in relazione alla salute dei pazienti o alla salute pubblica ( e che prevedono, tra l’altro, come le Regioni, singolarmente o di intesa tra loro, collaborano con AIFA nell’attività di farmacovigilanza attiva che sono oggetto di convenzione tra AIFA e le Regioni);
- quanto detto, vale ancor più in riferimento al richiamato art. 7 del codice di comportamento, e cioè al divieto di svolgere attività in contrasto con i doveri di imparzialità: in effetti certamente la “politicità” propria di componenti di organi di indirizzo politico, quali sono i consiglieri regionali, è in palese contrasto con “l’imparzialità” richiesta dalla norma.
Evidenziato che:
- il D.Lgs. n. 39, 8 aprile 2013, disciplina i casi di inconferibilità ed incompatibilità di incarichi amministrativi a componenti di organi politici di livello nazionale, regionale e locale;
- il citato decreto è apparso non del tutto esauriente, anche alla luce dei numerosi scandali che hanno coinvolto le forze politiche del nostro Paese, e che hanno così negativamente influenzato la pubblica opinione;
- l’ANAC (Autorità Anticorruzione), soggetto individuato dalla legge quale organo preposto alla vigilanza sulla corretta applicazione della disciplina in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella P.A., con l’atto di segnalazione n. 4 del 10 giugno 2015 ha sentito quindi il bisogno di sottoporre al Governo e al Parlamento significative “proposte di modifica, correzione e integrazione della normativa vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi”, quella appunto disciplinata dal D.Lgs. richiamato;
- l’ANAC, “considerata la competenza piena dell’Autorità in materia di misure di prevenzione della corruzione e ritenuto che la disciplina organica in materia di inconferibilità e incompatibilità dei funzionari pubblici costituisce, per il nostro Paese, impegno assunto in modo vincolante con l’adesione alle convenzioni civile e penale del Consiglio d’Europa, ratificato con L. 20 giugno 2012 n. 110 e 112”, ha deliberato alcune proposte di modifica riguardo alla disciplina di cui al D.Lgs. n. 39.
Evidenziato altresì che:
- come la provenienza da un incarico di organi di indirizzo politico può compromettere l’aspettativa di imparzialità del funzionario dirigente amministrativo, anche la destinazione, cioè il conferimento di incarichi agli organi di indirizzo politico, può compromettere tale aspettativa;
- laddove l’inconferibilità è stabilita per coloro che abbiano ricoperto in un periodo dato, precedente all’incarico, una determinata posizione, essa vale, a maggior ragione, se la posizione è attualmente ricoperta;
- qualora l’ordinamento ritenga alcuni incarichi come conferibili, perché non considera alcuna ipotesi di provenienza come tali da impedirne il conferimento, ma vi sia pur sempre il conflitto di interessi che ne compromette l’imparzialità, l’incarico è conferibile, ma il nominato deve scegliere tra i due incarichi incompatibili;
- non si può non vedere che, al di là dei motivi di opportunità soprarichiamati, anche la nota della Autorità anticorruzione ben si adatti alla fattispecie.
Stabilito che appare, in definitiva, veramente singolare sostenere l’opportunità che un consigliere regionale, appartenente ad un ben identificato partito politico (e quindi per antonomasia di parte), possa addirittura presiedere un’Associazione che ha, tra i vari, il compito di interagire anche a livello regionale, e quindi per le connesse competenze legislative ed amministrative, con i consiglieri regionali stessi.
I sottoscritti consiglieri regionali
interrogano la Giunta regionale

per sapere quali iniziative intende assumere la Regione in merito allo stato di evidente inconferibilità o incompatibilità che grava sulla Presidenza dell’AIFA.


SOMMARIO

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