Benvenuto nel sito del Consiglio Regionale del Veneto


Link di salto: Vai alla Navigazione principale - Vai ai Contenuti - Vai alla ricerca

atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta immediata n. 256 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 256

PROLUNGAMENTO DELLA CICLOPISTA DEL BRENTA: LA REGIONE INTENDE APPROFONDIRE LA VALUTAZIONE SULLA QUALITÀ DEL PROGETTO PROMOSSO DALL’UNIONE MONTANA VALBRENTA ALLA LUCE DELLE CRITICITÀ EVIDENZIATE DAL COMITATO DEI CITTADINI “SALVIAMO IL SENTIERO DEL BRENTA” E DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE LOCALI?

presentata il 20 ottobre 2016 dai Consiglieri Zanoni, Guarda, Berti, Baldin, Brusco e Scarabel



Premesso che:
- con la DGR n. 533/2015 la Giunta regionale ha approvato l’elenco degli interventi da finanziare mediante regia regionale con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), ex Fondo FAS, in attuazione dell’Asse 4 “Mobilità Sostenibile” - Linea di intervento 4.4 “Piste Ciclabili”, per il periodo di programmazione 2007-2013;
- nell’allegato A del suindicato provvedimento risulta inserito il progetto relativo al completamento della ciclopista del Brenta in provincia di Vicenza (tratta Valstagna-Pove del Grappa), il cui soggetto attuatore è l’Unione Montana Valbrenta, capofila dei Comuni di Valstagna, Campolongo sul Brenta e Pove del Grappa. Il costo dell’opera è di 2.000.000,00 di euro e il finanziamento assegnato è pari a 1.600.000,00 di euro;
- nella nota del 25 agosto 2016 trasmessa alle istituzioni e agli enti pubblici interessati e per conoscenza alla Commissione europea, l’Associazione ecologista “Gruppo Intervento Giuridico Onlus” ha evidenziato numerose criticità presenti nel progetto definitivo elaborato dallo studio R.T.P. Parcianello & Partners per conto dell’Unione Montana Valbrenta;
- nella nota del 16 settembre 2016, trasmessa alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, anche l’associazione ambientalista “Italia Nostra” - sezione di Bassano del Grappa - ha ulteriormente evidenziato numerose criticità presenti nel progetto definitivo, soprattutto in relazione ad aspetti storici e paesaggistici che, a parere della stessa Associazione, sono stati ignorati negli elaborati progettuali. La Soprintendenza, nell'ambito dell'azione di vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia, ha sollecitato il comune di Pove del Grappa a “voler cortesemente riferire in merito alla questione in oggetto”. Ad oggi non è dato a sapere all’Associazione - né al pubblico - di risposte da parte del comune di Pove o dell’Unione Montana Valbrenta;
- la brevità dei termini e le condizioni urbanistiche richieste - contenuti nel bando di assegnazione dei finanziamenti FSC - introduceva a progetti che avessero già avuto i necessari approfondimenti in tempi precedenti che, nel caso in esame, erano invece difficili da soddisfare;
- per far fronte a queste difficoltà l’Unione Montana Valbrenta ha ritenuto di sostituire ai dovuti approfondimenti già in fase preliminare una serie abbastanza vasta ma eterogenea di lavori, alcuni dei quali non strettamente attinenti agli intervalli progettati (ad esempio il rapporto con la ferrovia e col panorama britannico sul tema), evitando di cogliere e approfondire adeguatamente le criticità attribuibili ai percorsi di progetto. In particolare si è ritenuto che essi fossero compatibili urbanisticamente solo per il fatto che ciò risultava descritto nei rispettivi piani regolatori locali. Questi ultimi, tuttavia, sono sotto-ordinati a quanto stabilito nel Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico dei bacini idrografici dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave e Brenta-Bacchiglione che disciplina gli interventi ammissibili nelle aree fluviali (aree nelle quali si situano gli interventi progettati sia di Campolongo che di Pove). L’art. 13 delle Norme di Attuazione - D.Lgs. n. 152/2006 (Allegato alla delibera n. 3 del Comitato Istituzionale del 9 novembre 2012) non ammette questo tipo di interventi. Analizzando con cura gli strumenti urbanistici locali, appare evidente come la simbologia e le definizioni ivi contenute non giungano a mettere a fuoco distinzioni tra percorsi storici esistenti (più o meno ampi), sentieri o passaggi di ogni genere da ciclopiste come quelle oggetto dei progetti finanziati. I percorsi esistenti nelle sedi dove ora si vorrebbe ampliarne la larghezza (passando da sezioni di circa 2,20 m nei punti più larghi a 5,50 costanti nel tratto di Pove derivanti dall’accostamento del tracciato ciclabile - 3,00m - e di quello pedonale - 1,50m - di una canaletta a monte di 0,50, di un arginello a valle - 0,50m) giustificano la “presa d’atto” dei Piani Regolatori comunali, ma non possono introdurre variazioni così significative come quelle ora oggetto di valutazione. L’effetto di una simile trasformazione è difficilmente leggibile nella progettazione preliminare (sulla base della quale il finanziamento è stato assegnato) e la progettazione definitiva lo marginalizza, evitando di proporre una descrizione adeguata dei percorsi esistenti e con ciò tenendo lontano l’attenzione dalle incompatibilità e dagli impatti già sottaciuti nella progettazione preliminare;
- in molti casi la comparsa di opere arginali in muratura di massi ciclopici in alveo (area fluviale), finalizzate solo a porre rimedio a fenomeni di erosione - strutture per altro discutibili sotto l’aspetto ecologico, storico e paesaggistico - ha lasciato intendere la possibilità di poter impiegare indiscriminatamente le banche risultanti a monte di tali manufatti per sostenere altrettanti percorsi che, finché rimangano tracce di sentiero impiegate come quelle attuali, possono forse essere tollerati; non lo sono più quando si intenda dedicarli ad una utenza assai più vasta. Il pericolo incombente ed evidente è quello delle piene del fiume che possono essere improvvise, dato anche l’apporto potenzialmente assai rapido e cospicuo delle sorgenti del fiume Oliero;
- la continuità tra i due tratti progettati, disposti sulle opposte rive del Brenta, sottintende la progettazione dell’intervallo dall’estremo sud del tratto di Campolongo all’estremo nord di quello di Pove: elemento lasciato all’immaginazione dei valutatori e non oggetto della necessaria progettazione; ciò non chiarisce come le due tratte possano essere collegate fra di loro in maniera funzionale e, pertanto, non le lascia classificare come stralci funzionali della ciclovia;
- la rappresentazione del rilievo e del progetto definitivo non permettono una valutazione appropriata delle trasformazioni e degli impatti causati dal progetto. Ciò deriva dall’assenza di un’attendibile descrizione dei luoghi che è demandata ad una sequenza di poche sezioni. Per esempio, in luogo della rappresentazione delle emergenze vegetazionali esistenti – anche solo di quelle principali - il rilievo e il progetto mostrano simbologie sparse, spesso prive di adeguata corrispondenza fisica coi luoghi. La fragilità e la delicatezza dei siti manomessi non è oggetto di una sufficiente valutazione d’incidenza sull’ecosistema attraversato e, per quanto il fondovalle del Brenta non sia classificato come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), senza dubbio esso deve richiamare almeno pari attenzione;
- la comparsa dei comitati che si oppongono alla realizzare dei suddetti interventi e delle migliaia di espressioni di contrarietà, confluite in firme di petizioni, sono dovuti alla diffusa sensibilità orientata contro la manomissione e per la conservazione di quei luoghi, oggi dotati di particolare pregio paesaggistico, tali da essere stati dichiarati dal Fondo Ambiente Italiano (F.A.I.) come “Luoghi del cuore”; è davvero eccezionale - e forse unico nel panorama internazionale - che un progetto di pista ciclabile riesca a mobilitare contro di sé schiere così cospicue di oppositori, al di là di ogni altra circostanza;
- nel caso dell’intervallo di Pove, la dislocazione di un percorso ciclabile esterno all’area fluviale ed entro la stretta fascia di rispetto a monte della zona esondabile ben definita nel piano regolatore di Pove, offre elementi tali da accogliere un percorso ciclabile potenzialmente meno impattante e più rispettoso dei luoghi e della storia degli stessi, preservando inalterato il percorso esistente, senza alcun bisogno di rovinarne l’aspetto e, cosa non di second’ordine, rientrando nell’ammissibilità normativa anche in termini urbanistici, oltre che meno costoso in quanto privo di tutte le opere di sostegno a monte e a valle assai frequenti nel progetto in esame;
- l’improvvisazione e la conseguente resistenza difensiva dell’Unione Montana Valbrenta che ha sottostimato le criticità emerse anche nell’iter di approvazione del Progetto Definitivo si risolve ora nella caparbietà di voler confermare il già deciso e si ritrae dal voler approfondire e risolvere le contraddizioni che per questa via ha generato, invece di cercare una soluzione adeguata e condivisa al problema descritto. Con ciò può solo giungere ad aggravare il conflitto e, comunque, a far spendere risorse pubbliche in modo inaccettabile rifiutando e ostacolando ogni tentativo di raddrizzare le storture evidenziate.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri regionali

chiedono alla Giunta regionale


se non ritenga opportuno intervenire affinché il previsto progetto per il completamento della ciclopista del Brenta sia sostanzialmente modificato anche in considerazione di possibili violazioni normative (Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico dei bacini dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave, Brenta-Bacchiglione) e di carenza di progettazione. Questo per evitare di stravolgere gli attuali percorsi naturali, tenendo conto, in particolare per il tratto di Pove, delle osservazioni e delle proposte alternative formulate dal comitato di cittadini “Salviamo il sentiero del Brenta” e dalle associazioni ambientaliste locali e contribuendo all’individuazione delle modalità più opportune per mantenere gli impegni fra i diversi enti coinvolti nell’iter di finanziamento.

SOMMARIO

menù di sezione:


Link di salto: Torna su - Torna alla Navigazione principale - torna ai Contenuti - Vai alla ricerca
showSondaggio:true valutaParametroOnline:false direttaRefresh:30000
nodo 1