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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 238 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 238

I TRE DIRETTORI DEGLI ESU VENETI HANNO AVUTO TRATTAMENTI ECONOMICI E DURATA DEGLI INCARICHI ENTRO I LIMITI STABILITI DALLE NORMATIVE?
L’ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE È CONSAPEVOLE CHE L’EX DIRIGENTE DEL SETTORE DIRITTO ALLO STUDIO DELLA SEZIONE ISTRUZIONE È STATO TRASFERITO D’UFFICIO AD ALTRO INCARICO IMPEDENDOGLI DI CONTINUARE I CONTROLLI SUGLI ESU?
È VERO CHE TALE TRASFERIMENTO HA INDEBOLITO LA FUNZIONE DI VIGILANZA DELLA SEZIONE ISTRUZIONE SUGLI ESU?

presentata il 25 maggio 2016 dal Consigliere Berlato



Premesso che:
- per quanto riguarda il “trattamento economico” dei Direttori degli Enti per il Diritto allo Studio Universitario (in breve: ESU), l’articolo 14, comma 4, della L.R. 07/04/1998, n. 8 ha stabilito chiaramente il limite massimo di tale trattamento:
“Il trattamento economico del Direttore è parametrato a quello riservato ai dirigenti regionali delle unità di progetto di cui alla legge regionale 10 gennaio 1997, n. 1 ed è differenziato in relazione al numero degli studenti di riferimento:
a) novanta per cento della retribuzione sino a 20.000 studenti;
b) novantacinque per cento della retribuzione da 20.001 a 40.000 studenti;
c) cento per cento della retribuzione oltre 40.000 studenti”;
- a sua volta l’articolo 33 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Dirigenti delle Regioni-Autonomie Locali del 12/06/1996 - applicabile ai Direttori degli ESU in base all’articolo 15, comma 1, L.R. 8/1998 (“Lo stato giuridico e il trattamento economico del personale dipendente dalle Aziende è equiparato a quello del personale di ruolo della Regione ed è soggetto alla relativa normativa regionale”) - ha stabilito ancora chiaramente che per trattamento economico deve intendersi la somma di tutte le voci che lo compongono:
“TITOLO I
Trattamento Economico

ART. 33
Struttura della retribuzione
1. La struttura della retribuzione della qualifica unica dirigenziale si compone delle seguenti voci:
1) stipendio tabellare
2) indennità integrativa speciale
3) retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita
4) retribuzione di posizione
5) retribuzione di risultato”;

- pertanto le due norme ricordate, tra loro combinate, hanno disposto che l’intero trattamento economico - inteso come somma di tutte le voci che lo compongono - dei Direttori degli ESU abbia quale limite legale massimo l’intero trattamento economico del Dirigente Regionale di Unità di Progetto, con tre sotto-limiti a seconda del numero di studenti di competenza: il 100%, o il 95%, o il 90% del trattamento economico del Dirigente Regionale di Unità di Progetto;
- fino al 31/12/2013 il Contratto Integrativo Regionale (D.G.R. n. 3242/2010) ha previsto un trattamento economico del Dirigente Regionale di Unità di Progetto di € 95.771;
- dal 01/01/2014 il Contratto Integrativo Regionale del 31/01/2014 ha previsto un trattamento economico del Direttore della nuova Sezione B - che avrebbe sostituito l’Unità di Progetto - di € 98.934,80 (interpretazione più favorevole ai Direttori);
- peraltro l’Unità di Progetto non è scomparsa, perché è stata ancora contemplata dall’art. 9, co. 2, lett. f), e dall’art. 19 della L.R. 54/2012 e, quindi, sarebbe ancora possibile la sopravvivenza del Contratto Integrativo Regionale (D.G.R. n. 3242/2010) ed il trattamento economico del Dirigente Regionale di Unità di Progetto di € 95.771 (interpretazione meno favorevole ai Direttori).
Considerato che dai siti della trasparenza risulterebbe che i Direttori degli ESU di Padova, Verona e di Venezia abbiano goduto e a tutt’oggi godano di trattamenti economici superiori ai limiti sopra esposti e che se confermati dovrebbero essere restituiti, così come sembra già essere stato segnalato dal Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione.
Considerato altresì che:
- già nel 2011 il Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione parrebbe aver segnalato tale problema a suoi superiori, formulando poi uno specifico quesito alla Direzione Affari Legislativi;
- il Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione parrebbe sia stato “invitato” dai suoi superiori a non dar seguito all’annunciato esito sfavorevole ai tre Direttori ESU del suddetto quesito richiesto;
- tale segnalazione sembrerebbe sia stata nuovamente fatta dal Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione, nel 2015 per ben due volte ai suoi superiori, senza ottenere alcun riscontro;
- la Giunta regionale con la D.G.R. n. 781/2015 sembra abbia tentato di sanare i trattamenti economici dei 3 Direttori, riconoscendo loro il trattamento economico di Direttore Regionale di Sezione A;
- l’allora Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione parrebbe abbia rifiutato di apporre il proprio visto su tale D.G.R., in quanto ritenuta in contrasto con la norma imperativa dell’art. 14, co. 4, L.R. n. 8/1998 , e quindi nulla ex art. 1418, co. 1.
Considerato che:
- per quanto concerne la “durata” degli incarichi dei Direttori degli ESU, l’articolo 14, comma 2, della L.R. 8/1998 aveva previsto che non potesse durare più di 5 anni: “L’incarico di Direttore è conferito con un contratto di durata non superiore a cinque anni”;
- tuttavia il successivo articolo 19, comma 6, D.Lgs. 165/2001 ha disposto già dal 2008 che l’incarico non poteva durare più di 3 anni:
“La durata di tali incarichi, comunque, non può eccedere, per gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre anni, e, per gli altri incarichi di funzione dirigenziale, il termine di cinque anni”;
- con varie D.G.R. la Giunta regionale si era autolimitata a rinnovare gli incarichi di tutti i Direttori degli Enti Regionali Strumentali solo di 6 mesi in 6 mesi;
- alcuni Direttori degli ESU hanno ottenuto incarichi di durata superiore ai 3 anni, quindi in deroga sia al limite legale dei 3 anni, sia al limite amministrativo dei 6 mesi, o di 3 anni, quindi in deroga al limite amministrativo dei 6 mesi;
- per due volte nel 2015 l’ex Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione parrebbe aver segnalato tale problema ai suoi superiori senza alcun riscontro.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
interroga la Giunta regionale
e l’Assessore regionale alla Istruzione

per sapere se:
- è vero che i Direttori degli ESU del Veneto hanno goduto e godono di trattamenti economici annui superiori ai limiti previsti dalle normative?
- è vero che nel 2011 il Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione aveva segnalato tale problema ai suoi superiori, formulando poi uno specifico quesito alla Direzione Affari Legislativi?
- è vero che il Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione sia stato “invitato” dai suoi superiori a non dar seguito all’annunciato esito sfavorevole, ai tre Direttori ESU, del suddetto quesito richiesto?
- è vero che per due volte nel 2015 il suddetto Dirigente ha nuovamente segnalato il problema del trattamento economico dei Direttori ESU ai propri superiori non ottenendo alcun riscontro?
- è legittima la D.G.R. n. 781/2015 che sembrerebbe aver sanato i trattamenti economici oltre i limiti dei 3 Direttori ESU riconoscendo loro il trattamento economico di Direttore Regionale di Sezione A?
- è vero che il Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione non ha apposto il proprio visto sulla D.G.R. 781/2015?
- è vero che alcuni dei Direttori degli ESU hanno ottenuto incarichi di durata superiore ai 3 anni, quindi in deroga sia al limite legale dei 3 anni, sia al limite amministrativo dei 6 mesi, o di 3 anni, quindi in deroga al limite amministrativo dei 6 mesi?
- è vero che per due volte nel 2015 il Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione ha segnalato il problema della durata degli incarichi ai suoi superiori senza ottenere alcun riscontro?
- l’Assessore all’Istruzione sa che l’ex Dirigente del Settore Diritto allo Studio della Sezione Istruzione è stato trasferito d’ufficio ad altro incarico impedendogli di continuare i controlli avviati sugli ESU?
- cosa ha fatto, nel caso, l’Assessore per impedire tale trasferimento che sembra aver indebolito la funzione di vigilanza della Sezione Istruzione sugli ESU?


SOMMARIO

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