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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 328 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 328

PFAS: LA REGIONE INTENDE FARE UN MONITORAGGIO SERIO?

presentata il 19 ottobre 2016 dai Consiglieri Brusco e Berti



Premesso che:
- facendo riferimento all'articolo del 29 settembre 2016 apparso sul quotidiano online “Vvox” dal titolo "Pfas nei cibi, serve monitoraggio serio e indipendente. La Regione Veneto ha avviato campionamenti sugli alimenti dopo il flop del 2015. Ecco cosa si dovrebbe fare per evitare il bis”;
- dall’articolo si evince che le Ulss venete sotto il coordinamento della Regione e dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) avrebbero ripreso a monitorare alcuni alimenti a ridosso del bacino fluviale dell’Agno-Fratta, questo per verificare la presenza dei Pfas;
- la Regione Veneto è osservato speciale vista la delicata situazione dopo il fiasco della campagna di monitoraggio 2014-2015, e dopo l’ultimo servizio mandato in onda dalle “Iene” proprio sulla questione inquinamento Pfas in Veneto.
Considerato che,
- la Regione non ha dato visibilità alla metodologia per la campagna di monitoraggio infatti non si conosce il plafond degli alimenti messi sotto osservazione inoltre non è spiegato nel dettaglio che cosa verrà cercato;
- In realtà l’abc del metodo scientifico prevede appunto la massima trasparenza proprio in ambiti come questo, in modo che la stessa comunità scientifica possa procedere a vagliare i risultati ottenuti.
Constatato che, quando un caso del genere raggiunge una così grande platea (gli esposti all’inquinamento sono 400mila, dieci volte tanto il caso Pfas che fece scalpore negli Usa) una ampia zona che comprende molti comuni di diverse province, l’approccio scientifico ad una campagna di monitoraggio su vasta scala, in questo caso sul cibo, dovrebbe seguire un binario diverso: ovvero quello delle indagini in parallelo.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale per sapere:

- in che modo la Regione Veneto intende coordinare le varie Ulss al fine di effettuare il monitoraggio annunciato;
- qual è il plafond degli alimenti messi sotto osservazione e cosa verrà cercato e in quali alimenti;
- se qualche cosa sarà escluso sapere le motivazioni;
- se saranno coinvolte solo le aziende agricole o anche i campi dei privati;
- perché non sono stati pubblicati o comunque ampiamente diffusi i protocolli operativi, le tempistiche, i dettagli geografici, di questi campionamenti in una con i nomi dei laboratori e con il tipo di strumentazione adoperata;
- se le indagini sono state o saranno condotte dalle autorità preposte a vario titolo, esempio una dall’Ulss, Arpav, Regione, Iss e ministeri vari, una seconda dalle Università, meglio se una straniera, una terza da un soggetto indipendente (un ateneo o un centro ad altissima specializzazione) che mette a disposizione i propri mezzi e il personale tecnico-scientifico sentiti anche i comitati e i cittadini coinvolti. Una quarta indagine coltivata dal soggetto che le autorità hanno messo nel mirino come responsabile dell’inquinamento, ovvero la Miteni.

SOMMARIO

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