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atti ispettivi

Contenuti: Interrogazione a risposta scritta n. 814 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 814

SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA, CANTIERE DI ALTIVOLE (TV). CITTADINO DENUNCIA ARPAV TREVISO PER FALSO: QUALI VERIFICHE DA PARTE DELLA REGIONE?

presentata l’8 ottobre 2019 dai Consiglieri Zanoni, Guarda, Bigon, Baldin, Berti, Brusco, Scarabel, Bartelle e Ruzzante



Premesso che:
- lo scorso 27 settembre un cittadino residente nel Comune di Altivole (TV) ha presentato alla Procura della Repubblica di Treviso una denuncia per falso contro Arpav Treviso;
- il suddetto denunciante è proprietario di un fondo che si trova nei pressi del cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta. Da quanto riportato dalla testata Vicenza Today nell’articolo di Marco Milioni dal titolo “Indagini sul cantiere Spv, denuncia per falso contro Arpav Treviso”, emerge che “con una serie di segnalazioni all’autorità giudiziaria” la famiglia proprietaria del terreno “aveva chiesto alla procura di valutare se i depositi di amianto ritrovati a ridosso del cantiere medesimo e a ridosso del loro fondo fossero stati messi in sicurezza e smaltiti secondo la norma. Nell’ambito del procedimento penale teso ad acclarare quale fosse lo stato della situazione in una con le eventuali responsabilità è stato preso in esame «un sopralluogo di Arpav avvenuto il 18 giugno 2019», spiega l’avvocato che assiste la famiglia. Sopralluogo al quale da breve distanza, rimarca ancora il legale, «ha assistito il nostro consulente scientifico» che nella circostanza aveva potuto fotografare i funzionari di Arpav che avevano proceduto anche «con alcuni prelievi». Parallelamente al procedimento penale l’avvocato si era mosso pure civilmente. Quando nell’ambito del procedimento civile il consulente del giudice, in gergo Ctu, ha chiesto ad Arpav copia dei risultati dei prelievi relativi al sopralluogo del 18 giugno, lo stesso consulente si è visto rifiutare le carte con la motivazione che «trattandosi di attività di polizia giudiziaria su delega della procura di Treviso», l’ostensione di quella documentazione avrebbe necessitato della autorizzazione del magistrato. Così, sempre stando alla denuncia, è il giudice civile trevigiano in persona a muoversi il quale «formalizzava» una richiesta di accesso agli atti ed estrazione di copia «in data 19 agosto 2019». Il giorno successivo «il sostituto procuratore», riferisce il denunciante, procedeva «con il nulla osta» per conto della procura. A questo punto il 16 settembre il Ctu provvedeva a richiedere ancora una volta la documentazione in precedenza negata. Ed è qui che accade quello che secondo il denunciante è il fattaccio, citando testualmente la corrispondenza intercorsa tra il Ctu e l’agenzia ambientale regionale nella sua articolazione nella Marca. «In riferimento alla Vostra richiesta», scrive Arpav Treviso al consulente, «si comunica che nell’ambito delle indagini delegate... non sono stati prelevati campioni né effettuate analisi...»”.
Considerato che:
- in ragione della suddetta ricostruzione è scattata la denuncia del privato per falso nei confronti di Arpav Treviso;
- in risposta all’articolo sopra citato Arpav ha precisato che: “L’Agenzia regionale per la protezione e prevenzione ambientale ha il dovere, nell’ambito delle proprie funzioni di polizia giudiziaria e in particolare in caso di indagini delegate dalla Procura della Repubblica, di mantenere il segreto d’ufficio come previsto dal codice di procedura penale. In tali casi è obbligatorio attenersi strettamente alle indicazioni ricevute dalla Procura. Anche nel caso citato nell’articolo, Arpav sta operando in maniera conforme alla legge e attenendosi strettamente ai nulla osta ricevuti dalla Procura”;
- la suddetta risposta appare del tutto insufficiente ai fini di ottenere piena chiarezza su una vicenda che è di una certa gravità. Si rendono dunque necessari chiarimenti e puntuali verifiche da parte della Regione Veneto.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri regionali
chiedono al Presidente della Giunta regionale

se e quali verifiche intende effettuare circa la vicenda sopra riportata.


SOMMARIO

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