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Contenuti: Mozione n. 6 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 6

GIOCHI OLIMPICI DEL 2024, NO ALLA CANDIDATURA DI ROMA

presentata il 29 luglio 2015 dai Consiglieri Guadagnini, Finco, Semenzato, Gidoni, Sandonà, Villanova, Boron, Montagnoli, Rizzotto, Gerolimetto, Michieletto, Marcato, Riccardo Barbisan, Forcolin, Calzavara, Possamai, Brescacin, Finozzi, Baldin, Scarabel, Bartelle e Brusco


Il Consiglio regionale del Veneto


PREMESSO CHE:
- nel 2024 si svolgeranno i XXXIII Giochi Olimpici;
- recentemente il consiglio comunale di Roma ha approvato una mozione per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, mozione passata con 6 voti contrari (M5S, Lega e Radicali);
- l’amministrazione comunale di Roma è stata pesantemente coinvolta in “Mafia Capitale” che ha dimostrato come i tentacoli della mafia si siano inseriti in un gran numero degli apparati romani;
- l’organizzazione dei grandi eventi sportivi si è sempre dimostrata a Roma un fallimento, dai Mondiali di calcio 1990 agli ultimi mondiali di nuoto del 2009 denominati “le piscine della vergogna” e il costo di tali sventure è ricaduto anche sui cittadini veneti;
- già alla notizia della candidatura romana da parte del presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi aveva suscitato fortissime contrarietà in tutta la nostra Regione, come viene testimoniato dalle dichiarazioni del presidente del governo veneto, Luca Zaia pubblicate sul “Corriere del Veneto” del 16/12/2014 “E qualcuno si aspetta che i veneti gioiscano per una candidatura che si prospetta come una nuova minaccia?” e il giorno dopo il “Corriere delle Alpi” riporta quanto dichiarato dallo stesso presidente Zaia ai microfoni di Radio Cortina: “La candidatura di Roma alle olimpiadi è una presa in giro, Roma non deve più candidarsi a niente, deve fare la brava scolaretta e mettere a posto i conti perché tutto quello che fanno a Roma lo paghiamo noi qui nel Veneto”;

tutto ciò premesso,
impegna il Governo Veneto

ad esprimere tutta la propria contrarietà a tale candidatura, per motivi etici, morali, economici, sociali, estetici.


SOMMARIO

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