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Contenuti: Mozione n. 378 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 378

SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: RILANCIARE GLI “OSPEDALI DI INSEGNAMENTO” PER FAR FRONTE AL REALE FABBISOGNO FORMATIVO DI MEDICI SPECIALISTI

presentata il 27 luglio 2018 dai Consiglieri Brescacin, Rizzotto, Michieletto, Villanova, Semenzato, Coletto, Fabiano Barbisan, Riccardo Barbisan, Sandonà, Lanzarin, Ciambetti e Gidoni


Il Consiglio regionale del Veneto


VISTO l’accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell’articolo 35, comma 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 per la determinazione del fabbisogno di medici specialisti da formare per il triennio accademico 2017/2020;
PREMESSO CHE:
- i contratti di formazione che il Governo ha deciso di finanziare per l’anno accademico 2017-2018 sono 6.200, mentre per le Regioni ne sarebbero necessari almeno 8.569;
- da anni ormai si registra uno scostamento negativo tra il numero di laureati in medicina e quello dei contratti di formazione specialistica finanziati dallo Stato. La conseguenza è un infoltimento della schiera di giovani medici che ogni anno non riesce ad accedere alla formazione post lauream;
- al contempo si registra una carenza di specialisti necessari al Servizio sanitario nazionale; difatti lo dimostra il basso numero di candidature nei concorsi indetti per la copertura di posti di dirigenti medici, con specifico riferimento alle seguenti specializzazioni: anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore, radioterapia, ginecologia e ostetricia, pediatria e medicina di emergenza e urgenza;
CONSTATATO CHE:
- solo negli ultimi mesi negli ospedali veneti sono state presentati le dimissioni di 51 medici (dati segretario regionale Anaoo): sono soprattutto pediatri, radiologi, anestesisti e ortopedici, già difficili da trovare e di cui c’è carenza quasi cronica. Infatti, in molti ospedali del Veneto si registrano ormai carichi di lavoro eccessivi, caratterizzati a continue rinunce a riposi e ferie e dal blocco del turnover;
- da uno studio condotto dal sindacato dei camici bianchi ospedalieri, l’Anaao, ci saranno 5.600 pensionamenti all’anno, cosicché in un decennio andranno in quiescenza 55.500 medici, 47.300 specialisti ospedalieri, più 8.200 universitari e specialisti ambulatoriali, mentre l’età media sale in modo sempre meno compatibile con gli attuali turni di lavoro, anche notturno, soprattutto quando bisogna affrontare le emergenze dei pronto soccorso e dei reparti ospedalieri;
- l’indagine ha evidenziato che, nonostante l’entrata in vigore della norma sul rispetto dell’orario di lavoro, il 44,7% degli intervistati supera il limite settimanale delle ore lavorative previsto dalla legge, e più della metà lavora extra orario senza alcuna remunerazione. L’entrata in vigore della legge 161/2014 non è stata preceduta né accompagnata da necessari processi di riorganizzazione e di adeguamento della dotazione organica;
CONSIDERATO CHE:
- la formazione dei medici specialisti è in tutta la sua evidenza una vera e propria urgenza del Servizio Sanitario Nazionale;
- una proposta concreta e attuabile è l’ampliamento della rete formativa attraverso l’attivazione di percorsi alternativi di formazione specialistica dei medici presso le Azienda Sanitarie e Ospedaliere del SSN;
- l’attivazione degli “Ospedali di Insegnamento” permetterebbe l’ingresso dei giovani medici negli Ospedali del SSN con veri e propri contratti di formazione-lavoro a tempo determinato, finalizzato all’acquisizione della specialità presso le Aziende Sanitarie stesse;
tutto ciò premesso,
invita la Giunta regionale

a intervenire presso il Governo della Repubblica affinché i neolaureati in medicina e chirurgia possano accedere al Servizio Sanitario Pubblico attraverso un contratto a tempo determinato finalizzato al completamento del percorso formativo per le specialità presso le Aziende Sanitarie e Ospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale al fine di superare l’emergenza formativa del SSN stesso.


SOMMARIO

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