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Contenuti: Mozione n. 441 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 441

LA GIUNTA REGIONALE PROVVEDA ALLA RAPIDA E COMPLETA BONIFICA DELL’AREA DELL’EX C&C DI PERNUMIA (PD) E TENTI DI RIVALERSI SUI RESPONSABILI

presentata il 22 novembre 2018 dai Consiglieri Brusco e Berti


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- è ormai di dominio pubblico l’annosa vicenda ambientale di Pernumia (PD), dove tra l’anno 2002 e l’anno 2005 ha operato una società denominata “C&C” che avrebbe dovuto produrre conglomerati cementizi utilizzando rifiuti speciali non pericolosi, ma la cui attività fin da subito si caratterizzava per una serie di criticità ambientali; tale incresciosa situazione, rilevata dai cittadini, dagli organi di stampa e dalle istituzioni in un continuo crescendo, giungeva tre anni dopo l’inizio dell’attività d’impresa al triste epilogo del sequestro del sito da parte della Magistratura nel contesto dell’indagine riguardante un traffico illecito di rifiuti tossici denominata “Il Mercante di Rifiuti”;
- al momento del sequestro, nel sito industriale erano stoccate 52.000 tonnellate di rifiuti all’interno dei due capannoni ivi presenti, e circa 3.500 tonnellate all’esterno degli stessi; in questi 13 anni, tali rifiuti sono stati rimossi solo in minima parte a opera della provincia di Padova, nonostante in sopralluoghi e analisi effettuate in più occasioni ne venisse riscontrata la pericolosità dovuta all’abbondante presenza di idrocarburi e di vari metalli pesanti (cromo, nichel, rame, ecc.);
- quanto alla condizione degli edifici in questione (superficie complessiva pari a 10.637 metri), nel verbale di sopralluogo effettuato quasi dieci anni fa (21 maggio 2009) da funzionari della Provincia di Padova, si legge: “sulle pareti esterne dei capannoni sono visibili crepe e bombature dovute verosimilmente alla spinta esercitata dai cumuli di rifiuti all’interno, tali situazioni si evidenziano in più punti delle pareti sia del capannone più piccolo che quello maggiore” e “in alcuni punti sono evidenti segni di umidità conseguenti verosimilmente ad infiltrazioni meteoriche dal tetto”; da allora, nulla è stato fatto in proposito, eccezion fatta per una manutenzione non strutturale nel 2014, resa peraltro vana da un fortunale nell’ottobre del medesimo stesso anno;
CONSIDERATO CHE:
- alla fine del 2014 la Regione del Veneto stanziava 1.500.000 euro per l’asporto di una parte dei materiali ancora presenti nel sito, intervento grazie al quale veniva stimata la rimozione di appena complessivamente 5.700 tonnellate di rifiuti, sebbene a tutt’oggi nel sito ne siano presenti oltre 44.000 tonnellate; i lavori, inoltre, non sono ancora stati eseguiti nonostante siano trascorsi ben 4 anni, perché a causa di lungaggini burocratiche si è giunti all’aggiudicazione della gara solo qualche mese fa;
- nelle more, nel sito della ex C&C esistono concreti rischi di: cedimento strutturale degli edifici fatiscenti, risalenti agli anni 70 e come accennato sopra non adeguatamente manutenuti; di incendio per l’alta concentrazione di idrocarburi ivi presenti (peraltro già verificatosi nel 2007) con rischio di sprigionamento di una nube tossica che investirebbe le abitazioni presenti nelle vicinanze; di inquinamento a seguito di alluvione, data la vicinanza con il canale Vigezone che porterebbe i fanghi tossici al Bacchiglione e quindi al Brenta e di lì alla Laguna di Venezia; di dispersione di inquinanti per tromba d’aria, visti gli episodi verificatisi in zona negli ultimi anni; di crollo delle strutture già compromesse anche per terremoto, si pensi gli eventi sismici accaduti nella vicina Emilia-Romagna nel 2012;
PRESO ATTO che sebbene nel 2009 ben undici persone siano state condannate in primo grado a un totale di quarant’anni di reclusione per i reati ambientali commessi alla C&C, costoro sono stati tutti “salvati” dalla prescrizione scattata nel corso del giudizio di appello;
impegna la Giunta regionale

- a predisporre un piano pluriennale di finanziamenti, di importo pari a 2.000.000 di euro l’anno, che permetta la rimozione totale del materiale inquinante accumulato nel sito e la bonifica dell’area, facendo sì che attraverso un unico bando di gara si possano assegnare i lavori, per evitare ritardi dovuti alla burocrazia;
- a intraprendere ogni possibile azione intesa a tentare di recuperare parte delle somme necessarie rivalendosi nei confronti dei soggetti responsabili.


SOMMARIO

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