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Contenuti: Mozione n. 491 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 491

GARANTIRE MAGGIORE DISPONIBILITÀ DI PERSONALE MEDICO E ADEGUATE RISORSE ALLE UNITÀ DI RACCOLTA SANGUE ED EMOCOMPONENTI

presentata il 18 aprile 2019 dai Consiglieri Pigozzo, Negro, Fracasso, Sinigaglia, Ferrari, Fabiano Barbisan, Semenzato, Brescacin, Berlato, Barison, Berti, Salemi, Finco, Ruzzante, Bartelle, Guadagnini, Baldin, Riccardo Barbisan e Zottis


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO che la Legge regionale 15 novembre 1994, n. 65 ad oggetto “Disciplina per le attività trasfusionali relative al sangue umano ed ai suoi componenti e per la produzione di plasmaderivati” all’art. 3 prevede la “Partecipazione delle Associazioni e Federazioni dei donatori” attraverso “(...) apposite convenzioni stipulate fra le Unità locali socio-sanitarie o le Aziende ospedaliere e le associazioni e federazioni medesime”;
RILEVATO che all’art. 5 “Compiti delle strutture trasfusionali” della citata L.R. 65/1994 è previsto che:
- comma 3. “Le Unità di raccolta (UR) sono strutture fisse o mobili finalizzate alla raccolta del sangue intero o del plasma mediante emaferesi e dipendono sotto il profilo tecnico ed organizzativo dal SIT o CT territorialmente competente.”;
- comma 4. “In relazione alle esigenze indicate dal Piano sangue e plasma regionale, le Unità di raccolta possono essere gestite direttamente anche dalle associazioni e federazioni dei donatori volontari di sangue, previa autorizzazione della Giunta regionale, subordinata all’accertata presenza di idonee condizioni strutturali.”;
VISTO il 4° Piano Sangue e Plasma regionale (deliberazione del Consiglio Regionale Veneto n. 18 del 25 marzo 2004) che:
- valorizza, all’interno della definizione degli obiettivi strategici del Sistema trasfusionale regionale, la funzione delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue;
- riconosce la partecipazione delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue che si sviluppa in due ambiti di attività: a) la promozione alla donazione, b) la raccolta in convenzione di sangue ed emocomponenti;
PRESO ATTO di quanto sancito dalla Legge 219 del 21 ottobre 2005 “Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati” in particolare:
- i principi fondamentali in materia di attività trasfusionali allo scopo di conseguire il raggiungimento dell’autosufficienza regionale e nazionale di sangue, con accreditamento delle attività delle associazioni e federazioni di donatori di sangue;
- che le attività trasfusionali sono parte integrante del servizio sanitario nazionale e si fondano sulla donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue e dei suoi emocomponenti;
- l’adozione di uno schema tipo per la stipula di convenzioni con le associazioni e federazioni di donatori di sangue per permettere la partecipazione delle stesse alle attività trasfusionali. garantendo alle associazioni e federazioni di donatori di sangue la più ampia partecipazione alla definizione dell’accordo ed alla programmazione regionale e locale delle attività trasfusionali;
- che le associazioni di donatori volontari di sangue e le relative federazioni concorrono ai fini istituzionali del servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue;
DATO ATTO CHE:
- con DGRV n. 1610/2002 e successivi atti regolatori è stato istituito il CRAT, articolazione organizzativa della Direzione Regionale per i Servizi Sanitari, quale organismo cui compete la realizzazione del “coordinamento del sistema trasfusionale, predisponendo strumenti di riordino della rete delle strutture e di riorganizzazione delle attività secondo indirizzi scientifici e tecnico-operativi, adottando il modello dipartimentale, in sintonia e all’interno del sistema sanitario”;
- con D.G.R.V. n. 4166/2007, al fine di adeguare alla Legge n. 219/05, nonché delle nuove capacità assistenziali della medicina trasfusionale, si è proceduto ad una ridefinizione delle funzioni e dei compiti del CRAT, anche alla luce delle mutate condizioni organizzative del sistema trasfusionale regionale;
- il CRAT interagisce da un lato con la Direzione regionale competente, dall’altro realizza il collegamento con le strutture operative territoriali (DIMT, SIT, Associazioni e Federazioni del volontariato);
CONSIDERATO che attraverso il Sistema Trasfusionale, Regione Veneto, il CRAT predispone strumenti di riordino della rete delle strutture e di riorganizzazione delle attività secondo indirizzi scientifici e tecnico-operativi, adottando il modello dipartimentale, in sintonia e all’interno del sistema sanitario e persegue i seguenti macro-obiettivi:
- promozione della donazione volontaria, periodica, programmata, anonima e non remunerata del sangue umano e dei suoi componenti;
- raggiungimento e mantenimento dell’autosufficienza regionale di sangue, emocomponenti ed emoderivati;
- concorso all’autosufficienza nazionale;
- mantenimento dei livelli di sicurezza e di qualità del processo trasfusionale, migliorando costantemente l’appropriatezza dei percorsi clinico assistenziali;
LETTO altresì il Decreto Legislativo n. 261 del 20 dicembre 2007 che definisce le strutture soggette ad autorizzazione ed accreditamento da parte delle Regioni e Province Autonome: a. il servizio trasfusionale; b. le unità di raccolta;
VISTE:
- la deliberazione di Giunta Regionale n. 3223 del 28 ottobre 2008 che prevede la “(...) Ridefinizione delle tariffe di rimborso per le attività associative e di raccolta associativa; ridefinizione del prezzo unitario di cessione intra regionale del sangue e degli emocomponenti”;
- la Deliberazione di Giunta Regionale n. 1338 del 29 agosto 2016, concernente la “Revisione e aggiornamento dell’Accordo Stato Regioni 20 marzo 2008 (Rep. Atti 115/CSR), relativo alla stipula di convenzioni tra Regioni, Province autonome e Associazioni e Federazioni di donatori di sangue”;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale Veneto n. 954 del 18 giugno 2013 che recepisce gli aspetti prescrittivi sul livello di formazione minimo del personale medico ed infermieristico addetto alle attività di raccolta del sangue e degli emocomponenti;
LETTO il Decreto del Ministero della Salute 8 agosto 2018 che approva il “Programma di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2018”, incentrato sugli elementi strategici prioritari per l’autosufficienza regionale e nazionale del sangue e dei suoi prodotti;
PRESO ATTO che la Regione del Veneto ha recepito ed implementato i contenuti della normativa nazionale (DGR n. 755/11 che recepisce l’Accordo Stato Regioni n. 242/CSR/2010, DGR n. 954 del 18 giugno 2013 che recepisce l’Accordo Stato Regioni n. 149/CSR/2012) relativamente ad un sistema di garanzia di qualità applicato ai Servizi trasfusionali e alle Unità di Raccolta;
RICHIAMATO il Piano Socio Sanitario Regionale Veneto 2019-2023 approvato con Legge regionale n. 48 del 28.12.2018;
EVIDENZIATO che la Regione Veneto riconosce il ruolo fondamentale delle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue che possono organizzare e gestire singolarmente o in forma aggregata le unità di raccolta, fisse e mobili, al fine di soddisfare le esigenze legate alla programmazione regionale;
RAVVISATO che l’autosufficienza di sangue e derivati costituisce un interesse nazionale per il cui raggiungimento è richiesto il concorso delle regioni e della aziende sanitarie;
TENUTO CONTO che le attività trasfusionali, consolidate da anni nel sistema socio-sanitario regionale, hanno consentito al Veneto di raggiungere la piena autosufficienza di sangue ed emocomponenti, attraverso un’attenta e costante programmazione e il lavoro in rete di tutti gli operatori direttamente coinvolti nel processo donazione/trasfusione, mantenendo, nel contempo, elevati livelli di qualità e sicurezza a tutela dei riceventi e dei donatori;
RILEVATO che la raccolta sangue convenzionata delle Associazioni dei donatori di sangue, attraverso le Unità di Raccolta autorizzate in tre Province (Padova, Treviso, Venezia), rappresenta attualmente in Veneto circa il 14 % della raccolta totale di sangue intero;
RITENUTO che l’attività svolta dalle Associazioni di donatori volontari del sangue rappresenti un elemento qualificante del sistema trasfusionale regionale per l’attività di raccolta del sangue e degli emocomponenti;
CONSIDERATO che nel corso degli ultimi anni si riscontra una difficoltà nell’acquisire personale medico con conseguente difficoltà ad organizzare le aperture delle sedi di raccolta esistenti nelle Province di Padova, Venezia e Treviso e che una parte significativa dei medici che collaborano con l’associazione è costituita dai giovani neolaureati in medicina;
RITENUTO che l’attività del medico volontario operante presso le “Unita di Raccolta” associative possa essere ricompresa nel percorso di formazione nell’ambito di alcune specializzazioni e riconosciuta con crediti formativi;
impegna la Giunta regionale

- ad individuare, in applicazione del DPCM 06 luglio 2007 “definizione schema tipo del contratto di formazione specialistica dei medici” apposite clausole predisposte dalla Giunta Regionale che consentano l’utilizzo di medici specializzandi presso le “Unità Di Raccolta” sangue “UDR” gestite dalle Associazioni di Donatori ricomprendendo tali attività nel percorso di formazione e riconoscendo i relativi crediti formativi;
- a promuovere in sede di Conferenza Stato-Regioni e Province autonome la revisione delle tariffe di rimborso per le attività di raccolta sangue attuate in “convenzione”, di cui all’art. 6 comma 1-b della Legge 219 del 21 ottobre 2005, dalle Associazioni e Federazioni di donatori volontari del sangue, la cui convenzione è stata recepita da ultimo con Delibera di Giunta Regionale Veneto n. 1338 del 29.08.2016;
- a diffondere la cultura della donazione in particolare presso gli enti del sistema Regione.

SOMMARIO

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