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Contenuti: Mozione n. 580 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


MOZIONE N. 580

TECNOLOGIA 5G. ATTIVARE TUTTE LE MISURE DI MONITORAGGIO PREVENTIVO A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA E DELL’AMBIENTE.

presentata il 2 marzo 2020 dai Consiglieri Zanoni, Azzalin, Bigon, Fracasso, Pigozzo, Sinigaglia e Zottis


Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:
- con la sigla 5G si indica l’insieme delle tecnologie e degli standard di quinta generazione relativi alla telefonia mobile. Il 5G non si limita ad essere un’evoluzione lineare del precedente 4G: oltre ad assicurare una velocità di download e upload molto elevata, con il 5G si introduce una tecnologia innovativa sia per quanto riguarda la velocità che il tempo di latenza;
- la previsione di una copertura nazionale del 5G pari al 98% del territorio si lega all’innalzamento dei limiti di legge per la soglia d’irradiazione elettromagnetica, passando dagli attuali 6 V/m ai più elevati e rischiosi 61 V/m cui la popolazione potrebbe essere esposta H24. In primis sono le compagnie di telefonia mobile a chiederne l’adeguamento dei limiti di emissione elettromagnetica nazionale a quanto previsto a livello europeo, quindi alzando quelli esistenti;
CONSIDERATO CHE:
- malgrado la sperimentazione del 5G sia già stata avviata, non esistono studi che, preliminarmente alla fase di sperimentazione, dovrebbero doverosamente fornire una valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi a quelle esistenti;
- l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica già la tecnologia 4G inserendola tra i “probabili elementi cancerogeni” (Classe 2B);
- la pluriennale ricerca dell'Istituto Ramazzini di Bologna, conclusasi nel marzo 2018, ha confermato l'insorgenza di tumori al cuore a seguito dell'esposizione di ratti maschi alle onde decimetriche delle stazioni radiobase, a 50 Volt/metro, un valore inferiore ai 60 Volt/metro, limite previsto dalla Raccomandazione europea 1999/519/CE per i paesi UE che non hanno una normativa più prudente ed alla quale l'AGCOM vorrebbe venisse adeguato il limite italiano di 6 Volt/metro, per favorire lo sviluppo della rete 5G;
- la tecnologia 5G aumenterà per certo l'esposizione della cittadinanza ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF), sommandosi a tutte le frequenze già esistenti (2G, 3G, 4G, Wi-Fi; mancano ad oggi studi preliminari di valutazione del rischio sanitario e per l'ecosistema derivabile da una massiccia e cumulativa installazione di un numero elevato di nuove antenne che, inevitabilmente, si sommeranno alle decine di migliaia di stazioni radio base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G, 4G, oltre alle migliaia di ripetitori Wi-Fi attivi, portando ad una saturazione dello spazio elettromagnetico;
- nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) “Programma di promozione di attività di ricerca e di sperimentazione tecnico-scientifica, nonché di coordinamento dell’attività di raccolta , di elaborazione e di diffusione dei dati al fine di approfondire i rischi connessi all’esposizione a campi elettromagnetici a bassa e alta frequenza” che sarà portato avanti dalle ARPA/APPA nei prossimi diciotto mesi, saranno approfonditi anche rischi ed impatti del 5G;
- l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ha redatto un documento di indagine conoscitiva in cui si evidenzia che: “Il sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) si sta già confrontando per approfondire la tematica 5G e mettere a sistema le informazioni in suo possesso relativamente agli impatti del 5G sulle proprie attività di valutazione preventiva e di controllo. Alla luce del dibattito in essere tra avvento del 5G, saturazione dello spazio elettromagnetico e modifica dei limiti, SNPA è impegnato ad approfondire il tema dell’espansione delle reti, in particolare alla luce degli attuali limiti”;
- la regione di Bruxelles, sulla base del principio di precauzione, ha per il momento bloccato il lancio sul proprio territorio del 5G, a tutela della salute dei cittadini ed in considerazione del rischio di saturazione dello spazio elettromagnetico;
- anche sul territorio veneto, amministratori e cittadini esprimono preoccupazione per lo scenario sopra descritto, mentre l’associazione ISDE Medici per l’Ambiente ha chiesto al Governo “un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari e una moratoria per l’esecuzione delle sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario”;
impegna la Giunta regionale

1) a coinvolgere le autorità locali e l’ARPAV per il monitoraggio e la pianificazione congiunta degli impianti 5G in base al principio di precauzione e di tutela della salute pubblica, valutando attentamente qualsiasi autorizzazione e tenendo in considerazione i potenziali pericoli derivanti dalla saturazione dello spazio elettromagnetico e la necessità di minimizzare l'esposizione della cittadinanza ai campi elettromagnetici, in applicazione dell'articolo 8, comma 6, della legge 22 febbraio 2001 n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici);
2) a garantire all’ARPAV risorse e personale sufficienti per monitorare gli effetti e le ripercussioni dei campi elettromagnetici su popolazione ed ecosistema e la relazione tra avvento del 5G e saturazione dello spazio elettromagnetico;
3) a tenere aggiornata la mappatura delle antenne presenti sul territorio regionale, con l'ausilio dell’ARPAV


SOMMARIO

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