Benvenuto nel sito del Consiglio Regionale del Veneto


Link di salto: Vai alla Navigazione principale - Vai ai Contenuti - Vai alla ricerca

attività di indirizzo

Contenuti: Risoluzione n. 99 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DECIMA LEGISLATURA


RISOLUZIONE N. 99

SESSIONE EUROPEA 2018 - INDIRIZZI RELATIVI ALLA PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE DEL VENETO ALLA FASE ASCENDENTE E ALLA FASE DISCENDENTE DEL DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA

presentata il 7 novembre 2018 dai Consiglieri Montagnoli, Baldin, Riccardo Barbisan, Barison, Brescacin, Brusco, Casali, Colman, Ferrari, Finco, Giorgetti, Guadagnini, Sandonà e Zorzato


Il Consiglio regionale del Veneto

VISTI:
- l’articolo 117, quinto comma, della Costituzione laddove prevede che “Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione ed all’esecuzione (...) degli atti dell’Unione europea (...)”;
- l’articolo 18, primo comma, dello Statuto della Regione del Veneto il quale prevede che “La Regione conforma la propria azione ai principi ed agli obblighi derivanti dall’ordinamento europeo, contribuisce alla determinazione delle politiche dell’Unione europea, partecipa alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi europei e provvede all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea”;
- l’articolo 33, comma 3, lettera r), dello Statuto della Regione del Veneto il quale pone tra le funzioni del Consiglio regionale quella di formulare “atti d’indirizzo generale al Presidente della Giunta e alla Giunta (...) per quanto attiene ai rapporti con l’Unione europea, lo Stato, le Regioni e gli enti locali”;
- la legge 24 dicembre 2012, n. 234 “Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea” e successive modificazioni;
- la legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 “Norme sulla partecipazione della Regione del Veneto al processo normativo e all’attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione europea” e, in particolare, l’articolo 6 che prevede che ogni anno il Consiglio regionale si riunisce in una o più sedute in sessione europea al fine di esaminare: a) il disegno di legge regionale europea; b) il programma legislativo annuale della Commissione europea; c) la relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale a quello dell’Unione europea; d) il rapporto sugli affari europei; e che conclude la sessione europea approvando un apposito atto di indirizzo, che generalmente si concreta in una risoluzione;
- il programma di lavoro della Commissione europea per il 2018 presentato il 24 ottobre 2017 con apposita Comunicazione e denominato “Un programma per un’Unione più unita, più forte e più democratica”;
- i due rapporti sugli affari europei, relativi alle attività svolte ai fini della partecipazione della Regione del Veneto alle politiche dell’Unione europea, approvati rispettivamente con DGR 105/CR/2017 e con DGR 50/CR/2018 - trasmessi al Consiglio regionale il 17 ottobre 2017 e il 22 maggio 2018 - (rendicontazioni n. 91 e n. 107);
- il disegno di legge regionale europea (DGR n. 12/DDL del 15 maggio 2018), divenuto progetto di legge n. 353, relativo a “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione del Veneto derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea “Adeguamento dell’ordinamento regionale agli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Disposizioni per l’adeguamento della normativa regionale alle direttive: 2014/94/UE in materia di carburanti, 2010/31/UE in materia di energia e al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 di recepimento delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE, 2014/25/UE in materia di appalti, nonché modifica della legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 (Legge regionale europea 2018)””;
- la relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale a quello dell’Unione europea trasmesso dal Presidente della Regione il 12 gennaio 2018 (rendicontazione n. 95);
- la relazione sull’attività svolta nel 2017 dal GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) “Euregio senza confini r.l.” (rendicontazione n. 106), conformemente a quanto previsto dalla legge regionale 12 ottobre 2012, n. 41 “Istituzione del gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) “Euregio senza confini r.l.””, che ne ha disposto la costituzione e che prevede che la Giunta regionale riferisca periodicamente al Consiglio regionale sulle iniziative intraprese e da intraprendere in relazione all’attuazione della legge;
- la risoluzione n. 64 relativa a “Fondi strutturali e d’investimento europei: le autorità locali e regionali non devono essere penalizzate”, approvata dal Consiglio regionale in data 27 marzo 2018;
- il parere della Seconda commissione consiliare sulla rendicontazione n. 95, espresso per le questioni di competenza, ai sensi dell’articolo 52 del Regolamento, nella seduta del 19 luglio 2018;
- i pareri della Seconda e Terza commissione consiliare sul progetto di legge n. 353, espressi per le questioni di competenza, ai sensi dell’articolo 51, comma 1 del Regolamento, nelle rispettive sedute del 19 luglio e del 27 giugno 2018;
- le relazioni approvate dalla Prima Commissione consiliare nella seduta del 29 ottobre 2018, ai sensi dell’articolo 125 del Regolamento;
PRESO ATTO:
- del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2018 che presenta i diversi campi di intervento sui quali la Commissione nel corso dell’anno dirigerà la sua azione e che prevede in particolare ventisei nuove azioni, di cui alcune aventi l’obiettivo di completare l’attuazione delle dieci priorità della Commissione Junker, altre invece con valenza più a lungo termine, essendo destinate ad orientare l’Unione fino al 2025 e oltre;
- dei Rapporti sugli affari europei (rendicontazioni n. 91 e n. 107) relativi alle attività svolte ai fini della partecipazione della Regione del Veneto alle politiche dell’Unione europea, che si articolano in sezioni che ripercorrono le informazioni richieste ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale n. 26 del 2011, ossia:
1) lo stato di avanzamento degli interventi regionali cofinanziati dall’Unione europea, le disposizioni procedurali adottate per l’attuazione, i risultati conseguiti, le criticità riscontrate;
2) le iniziative che si intendono adottare nell’anno in corso con riferimento alle politiche dell’Unione europea d’interesse regionale, tenendo conto del programma legislativo e di lavoro approvato annualmente della Commissione europea e degli altri strumenti di programmazione delle istituzioni europee;
3) le posizioni sostenute nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni;
4) le questioni sollevate nel Comitato delle regioni e nell’ambito del Comitato interministeriale per gli affari comunitari europei;
5) lo stato delle relazioni tra la Regione e l’Unione europea ed, in particolare, le prospettive dei negoziati svolti presso le istituzioni europee;
6) le eventuali procedure di infrazione a carico dello Stato per inadempienze imputabili alla Regione;
- del disegno di legge regionale europea 2018 (DGR n. 12/DDL del 15/5/2018), divenuto progetto di legge n. 353, relativo a “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione del Veneto derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea “Adeguamento dell’ordinamento regionale agli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Disposizioni per l’adeguamento della normativa regionale (...)”” che reca:
- attuazione della direttiva 2014/94/UE in materia di carburanti: in corso di istruttoria le relative disposizioni sono state stralciate a seguito dell’approvazione della legge regionale 27 luglio 2018, n. 27 “Modifica della legge regionale 23 ottobre 2003, n. 23 “Norme per la razionalizzazione e l’ammodernamento della rete distributiva di carburanti”” avente lo stesso contenuto;
- attuazione della direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, come recepita dal DL 4 giugno 2013, n. 63, in materia di promozione dell’efficienza energetica con particolare riguardo all’esercizio, conduzione, controllo, manutenzione ed ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici ed il contenimento del loro consumo energetico;
- attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE recepite dal D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 “Codice dei contratti pubblici” che detta disposizioni in materia di appalti, con riferimento all’utilizzo e alla fruizione dei prezzari regionali in versione elettronica/informatica;
- disposizioni in materia di rapporti della Regione con l’Unione europea mediante l’integrazione della legge regionale n. 26 del 2011 volta ad istituire, senza la previsione di nuove strutture organizzative, nuclei regionali di valutazione degli atti dell’Unione europea con funzioni di monitoraggio degli atti di rilevanza europea, in analogia a quanto previsto dall’articolo 20 della legge n. 234 del 2012 per le amministrazioni centrali;
- della Relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale agli atti normativi e di indirizzo dell’Unione europea, ai sensi dell’articolo 29, comma 3, della legge n. 234 del 2012 e dell’articolo 6, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 26 del 2011, che fa il punto sulle procedure di infrazione a carico dello Stato e che coinvolgono la Regione del Veneto per la mancata o cattiva applicazione delle direttive dell’Unione europea;
- del parere favorevole della Seconda Commissione consiliare sulla rendicontazione n. 95 e del parere favorevole con prescrizioni, espresso dalla medesima, sul progetto di legge n. 353;
- del parere favorevole della Terza Commissione consiliare sul PDL n. 353;
- della Relazione sull’attività svolta nel 2017 dal GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) “Euregio senza confini r.l.” nella quale si dà conto in particolare dell’attività relativa alla partecipazione alla programmazione europea;
- delle relazioni approvate dalla Prima Commissione ai sensi dell’articolo 125 del Regolamento;
CONSIDERATO:
- che la sessione europea del Consiglio regionale costituisce l’occasione annuale per riflettere sulla partecipazione della Regione alla formazione ed attuazione del diritto e delle politiche UE nelle materie di competenza regionale e per esprimere indirizzi generali alla Giunta regionale relativamente all’attività della Regione in quest’ambito, nell’anno di riferimento;
- il ruolo attivo conferito al Consiglio regionale dalla legge regionale n. 26 del 2011 nella partecipazione ai piani e ai programmi promossi dall’Unione europea ai fini di una migliore e più efficace utilizzazione dei fondi europei;
- che il Rapporto sugli affari europei, pur costituendo un momento conoscitivo fondamentale per il Consiglio regionale circa lo stato di attuazione e di avanzamento dei programmi regionali cofinanziati dall’Unione europea, essendo riferito all’anno precedente, non sempre consente di apprezzare appieno i risultati raggiunti dagli interventi regionali realizzati e la rispondenza degli stessi agli obiettivi posti dai rispettivi programmi operativi;
- che le priorità d’interesse regionale contenute nel Programma di lavoro della Commissione europea per l’anno 2018, evidenziate nel Rapporto affari europei (rendicontazione 107), in particolare, sono quelle attinenti: all’occupazione, alla crescita e agli investimenti, al mercato unico digitale, all’unione dell’energia resiliente e del clima, al mercato interno, alla giustizia e ai diritti fondamentali, alle politiche di migrazione;
- che le azioni specifiche del Governo regionale correlate alle predette priorità sono da attuarsi in complementarietà e sinergia con le azioni attivate per mezzo dei Fondi Strutturali di Investimento europei, così come evidenziato nel Rapporto sugli affari europei;
- che la Task force per la sussidiarietà e la proporzionalità per “Fare meno in modo più efficiente”, istituita con la decisione C (2017) 7810 del 14 novembre 2017 del Presidente della Commissione europea, ha consegnato in data 10 luglio 2018 la sua relazione finale formulando apposite raccomandazioni volte a spronare la Commissione europea ad individuare nuove modalità operative per un maggiore coinvolgimento delle Autorità locali e regionali nella formulazione delle politiche dell’Unione, al fine di migliorare la sua legislazione e renderla più efficace;
manifesta il seguente indirizzo

1) dare effettiva attuazione alla disposizione relativa alla costituzione presso la Giunta e presso il Consiglio dei nuclei regionali per la valutazione degli atti dell’Unione europea, con funzioni di monitoraggio delle attività di rilevanza europea, così come previsto nella legge regionale europea 2018;
2) per la fase ascendente, relativa alla formazione degli atti dell’Unione europea:
a) partecipare alla formazione dei progetti di atti europei di interesse regionale mediante la formulazione delle osservazioni di cui alla legge n. 234 del 2012 e alla legge regionale n. 26 del 2011, impegnando altresì le strutture regionali della Giunta e del Consiglio ad assicurare il massimo raccordo nell’utilizzo degli strumenti volti a garantire una consapevole partecipazione delle Autorità locali e regionali;
b) partecipare attivamente ai negoziati relativi alla programmazione post 2020 al fine di scongiurare che all’allocazione di risorse su nuove priorità politiche consegua il ridimensionamento delle risorse destinate ad altre politiche e in particolare alla politica di coesione e alla PAC;
3) per la fase discendente, relativa all’attuazione del diritto dell’Unione europea nell’ordinamento regionale:
a) demandare alle strutture regionali della Giunta e del Consiglio, per l’anno 2019 e per le successive annualità, la verifica della conformità delle leggi regionali all’ordinamento europeo, al fine di proporre gli adeguamenti che si rendono necessari per la predisposizione del progetto di legge regionale europea annuale;
b) assicurare nello svolgimento della fase discendente il massimo raccordo tra le strutture regionali della Giunta e del Consiglio;
impegna la Giunta regionale

1) “ad intervenire presso il Governo, in tutte le sedi istituzionali anche europee, e presso i parlamentari europei, affinché non vengano meno il modello ed i finanziamenti per le politiche di coesione senza penalizzazioni per le regioni più sviluppate”, ribadendo quanto già affermato con la Risoluzione approvata in data 27 marzo 2018;
2) ad un maggior coordinamento della programmazione regionale con quella dell’Unione europea e con quella dei fondi strutturali europei, orientandola verso una logica di risultato e coinvolgendo, con relazioni periodiche anche durante le fasi istruttorie, il Consiglio regionale, attraverso le commissioni consiliari competenti in ragione delle specifiche materie attribuite;
3) a valorizzare nell’organizzazione degli Uffici regionali una regia unitaria per la programmazione di tutti i fondi europei;
4) a monitorare la capacità del Sistema Veneto nel suo complesso di attrarre i fondi dell’Unione europea, coadiuvando i vari soggetti veneti, possibili beneficiari di detti fondi, nella progettazione e nel rinvenimento di partner internazionali potenziando, a tal fine, le competenze professionali regionali e le strutture regionali della Giunta e del Consiglio appositamente preposte a tale attività;
5) ad informare periodicamente il Consiglio regionale e le commissioni consiliari, per i rispettivi ambiti di competenza, sullo stato di avanzamento degli interventi regionali cofinanziati dall’Unione europea, mettendo a disposizione dati tecnici e finanziari di dettaglio e redigendo appositi report;
6) ad ottimizzare i livelli di pagamento nell’ambito dei progetti del POR FESR che hanno scontato un avvio più lungo, in conseguenza dell’individuazione del soggetto gestore intermedio;
7) a svolgere, come previsto dal Regolamento UE 908/2014, relativo al controllo sugli organismi pagatori, un’attività di vigilanza costante nei confronti di AVEPA, soggetto gestore del POR FESR;
8) a perfezionare le modalità di redazione del Rapporto sugli affari europei, in modo da far emergere gli elementi essenziali per un’adeguata valutazione da parte del Consiglio regionale della programmazione nel suo complesso: la sintesi dei dati di avanzamento finanziario di tutti i programmi, le risorse programmate e assegnate, nonché la quota di risorse complessivamente attribuite sia ai soggetti veneti pubblici e privati che alla Regione del Veneto.
I contenuti della presente Risoluzione sono inviati: alla Presidenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Ministro per le Politiche europee, al Ministro per la coesione territoriale, al Presidente del Comitato delle Regioni, al Presidente della Commissione europea, alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, affinché abbia la massima diffusione tra le Assemblee legislative regionali e delle Province autonome.


SOMMARIO

menù di sezione:


Link di salto: Torna su - Torna alla Navigazione principale - torna ai Contenuti - Vai alla ricerca
showSondaggio:true valutaParametroOnline:false direttaRefresh:30000
nodo 1