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atti approvati dal consiglio

Contenuti: Deliberazioni del Consiglio Regionale n. 89/2013
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
IX LEGISLATURA


176ª Seduta pubblica – 30 ottobre 2013 Deliberazione n. 89

OGGETTO: RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LARONI, FRACASSO, TONIOLO, PETTENÒ, PERARO, MAROTTA, BORTOLUSSI, FRANCHETTO, TOSATO, BOND, FOGGIATO E BOTTACIN RELATIVA A "SESSIONE EUROPEA 2013 - INDIRIZZI RELATIVI ALLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE E AI FONDI DELL'UNIONE EUROPEA".
(Risoluzione n. 59)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


VISTI:
- l'articolo 117, quinto comma della Costituzione, laddove prevede che "Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nelle materie di loro competenza partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all'attuazione ed all'esecuzione (...) degli atti dell'Unione europea";
- l'articolo 18, primo comma dello Statuto della Regione del Veneto il quale prevede che "La Regione conforma la propria azione ai principi ed agli obblighi derivanti dall'ordinamento europeo, contribuisce alla determinazione delle politiche dell'Unione europea, partecipa alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi europei e provvede all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea";
- l'articolo 33, comma 3, lettera r), dello Statuto della Regione del Veneto, il quale pone tra le funzioni del Consiglio regionale quella di formulare "atti d'indirizzo generale al Presidente della Giunta e alla Giunta (...) per quanto attiene ai rapporti con l'Unione europea, lo Stato, le Regioni e gli enti locali";
- la legge 24 dicembre 2012, n. 234, "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea";
- la legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 , "Norme sulla partecipazione della Regione del Veneto al processo normativo e all'attuazione del diritto e delle politiche dell'Unione europea" ed, in particolare, l'articolo 6 che prevede che il Consiglio regionale si riunisca ogni anno in sessione europea per una o più sedute al fine di esaminare: a) il disegno di legge regionale europea; b) il programma legislativo annuale della Commissione europea; c) la relazione sullo stato di conformità dell'ordinamento regionale a quello dell'Unione europea e d) il rapporto sugli affari europei e concluda la sessione approvando apposito atto di indirizzo;
- la legge regionale 12 ottobre 2012, n. 41 "Istituzione del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) "Euregio senza confini r.l." ", il cui articolo 3, comma 4 stabilisce che "In attuazione di quanto previsto dalla legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 nell'ambito della sessione annuale europea il Consiglio regionale esamina gli atti programmatori del GECT definendo eventuali indirizzi";
- il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 - COM (2012) 629 definitivo del 23 ottobre 2012;
- la strategia Europa 2020 (Comunicazione della Commissione europea COM(2010) 2020 definitivo del 3 marzo 2010 "Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva");
- le proposte legislative per la politica di coesione 2014-2020 adottate dalla Commissione europea il 6 ottobre 2011;
- il Quadro Strategico Comune presentato dalla Commissione europea il 14 marzo 2012;
- il progetto di regolamento sul Quadro finanziario pluriennale europeo per il periodo 2014-2020;
- il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria per il 2014, adottato dalla Giunta regionale del Veneto con deliberazione n. 70/CR del 28 giugno 2013;
- la delibera della Giunta regionale n. 410 del 5 aprile 2013 "Approvazione dello schema organizzativo e delle modalità di coordinamento della Programmazione Regionale Unitaria (PRU) per i fondi del Quadro Strategico Comune (QSC) e individuazione dei soggetti incaricati a livello regionale della predisposizione dei nuovi documenti di programmazione comunitaria 2014-2020";
PRESO ATTO:
- del "Rapporto sugli affari europei - anno 2013" della Giunta regionale, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 32/CR del 3 maggio 2013, il quale si articola in sei sezioni che ripercorrono le informazioni richieste ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale n. 26/2011 , ossia: 1) "lo stato di avanzamento degli interventi regionali cofinanziati dall'Unione europea, le disposizioni procedurali adottate per l'attuazione, i risultati conseguiti, le criticità riscontrate"; 2) "le iniziative che si intendono adottare nell'anno in corso con riferimento alle politiche dell'Unione europea d'interesse regionale, tenendo conto del programma legislativo e di lavoro approvato annualmente della Commissione europea e degli altri strumenti di programmazione delle istituzioni europee"; 3) "le posizioni sostenute nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni"; 4) "le questioni sollevate nel Comitato delle regioni e nell'ambito del Comitato interministeriale per gli affari comunitari europei"; 5) "lo stato delle relazioni tra la Regione e l'Unione europea ed in particolare le prospettive dei negoziati svolti presso le istituzioni europee"; 6) "le eventuali procedure di infrazione a carico dello Stato per inadempienze imputabili alla Regione";
- del disegno di legge regionale europea (DGR 3/DDL del 7 maggio 2013, ora progetto di legge n. 347 relativo a "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione del Veneto derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea. Attuazione della direttiva 2006/123/CE e della direttiva 2009/28/CE nonché modifiche alla legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 (Legge regionale europea 2013)."), unitamente alla relazione della Giunta regionale sullo stato di conformità dell'ordinamento regionale a quello dell'Unione europea;
- della Relazione sulla conformità dell'ordinamento regionale agli atti normativi e di indirizzo dell'Unione europea, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge n. 11/2005 e dell'articolo 6, comma 1, lettera c) della legge regionale n. 26/2001 , trasmessa al Presidente del Consiglio regionale con nota prot. 22938 del 18 gennaio 2013; dei pareri favorevoli delle commissioni consiliari Terza e Settima e della Commissione speciale per le relazioni internazionali e i rapporti comunitari, resi ai sensi dell'articolo 26, comma 1, del Regolamento interno del Consiglio regionale e la relazione approvata dalla Prima Commissione consiliare;
CONSIDERATO CHE:
- la sessione europea del Consiglio regionale costituisce l'occasione annuale per riflettere sulla partecipazione della Regione del Veneto alla formazione e attuazione del diritto e delle politiche UE nelle materie di competenza regionale e per esprimere indirizzi generali alla Giunta relativamente all'attività della Regione in questo ambito, nell'anno di riferimento;
- il ruolo attivo conferito al Consiglio regionale del Veneto dalla legge regionale n. 26/2011 nella partecipazione all'attuazione del diritto e delle politiche europei;
- nell'ambito della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, il quadro strategico comune (QSC) presentato dalla Commissione europea favorisce lo stretto allineamento di politiche e programmi UE, statali e regionali ed il coordinamento dei diversi fondi strutturali tra loro e con le altre politiche e strumenti rilevanti dell'Unione europea, e che, anche a livello nazionale, viene sollecitata una forte ed effettiva integrazione tra i diversi fondi e i relativi programmi operativi, allo scopo di garantire maggiore efficacia alle politiche e di evitare doppioni nei finanziamenti;
- i fondi del QSC (fondo europeo di sviluppo regionale - FESR, fondo sociale europeo - FSE, fondo di coesione - FC, fondo europeo agricolo di sviluppo regionale - FEASR e futuro fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca - FEAMP) costituiscono la principale fonte di investimenti a livello dell'Unione europea per aiutare gli Stati membri a garantire una ripresa in grado di creare posti di lavoro e assicurare uno sviluppo durevole, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020;
- tra i principi chiave del quadro finanziario europeo 2014 vi è, altresì, quello di prestare la massima attenzione all'impatto e ai risultati, per cui viene richiesta agli Stati membri la dimostrazione degli effetti immediati e a lungo termine degli investimenti, rispetto agli obiettivi perseguiti (condizionalità ex post), al fine di assicurare coerenza con la governance economica dell'UE;
- il Rapporto sugli affari europei costituisce un momento conoscitivo fondamentale per il Consiglio circa lo stato di attuazione di avanzamento dei programmi regionali cofinanziati dall'Unione europea;
- i due primi rapporti sugli affari europei presentati dalla Giunta regionale sono improntati fondamentalmente sui dati relativi ad impegni e pagamenti e non consentono di apprezzare appieno i risultati raggiunti dagli interventi regionali realizzati e la rispondenza degli stessi agli obiettivi posti dai rispettivi programmi operativi;
- la capacità dell'intero sistema Veneto, pubblico e privato, di attrarre fondi tematici dell'Unione europea, appare oggi suscettibile di essere aumentata, come appare migliorabile la sua competitività;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

a) ad un maggior coordinamento della programmazione generale regionale con la quella dell'Unione europea e quella relativa ai fondi strutturali in particolare, continuando il percorso della programmazione regionale unitaria di cui alla DGR. n. 410 del 5 aprile 2013 e collaborando con il Consiglio regionale anche attraverso la Commissione competente per le politiche europee;
b) ad orientare verso una logica di risultato la programmazione di cui alla lettera a);
c) a tener conto, nel corso della riorganizzazione delle strutture regionali, della necessità di una regia unitaria per la programmazione generale regionale e per quella relativa a tutti i fondi europei, in grado di svolgere funzioni di monitoraggio e valutazione che consentano di analizzare le azioni in una prospettiva di risultato, come previsto alla lettera b);
d) a potenziare le strutture e le competenze professionali regionali per tenere sotto costante monitoraggio la capacità del sistema veneto nel suo complesso e della Regione in particolare, di attrarre fondi diretti UE. Le strutture regionali preposte dovranno, altresì, coadiuvare i vari soggetti veneti possibili beneficiari di fondi diretti nella progettazione e nel rinvenimento di partners internazionali al fine di aumentare la capacità del sistema veneto di attrazione di fondi UE;
e) a perfezionare le modalità di redazione del rapporto annuale sugli affari europei, previsto dalla legge regionale n. 26/2011 valorizzando aspetti generali ed eventuali criticità della programmazione nel suo complesso, fornendo degli elementi utili, sotto i profili finanziario e delle realizzazioni, all'elaborazione delle politiche.

I contenuti della presente Risoluzione sono inviati: alla Presidenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Ministro per le Politiche europee, al Ministro per la coesione territoriale, al Presidente del Comitato delle Regioni, al Presidente della Commissione europea, alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, affinché abbia la massima diffusione tra le Assemblee legislative regionali e delle Province autonome.

Assegnati n. 60
Presenti-votanti n. 44
Voti favorevoli n. 42
Astenuti n. 2


IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Moreno Teso

IL PRESIDENTE
f.to Clodovaldo Ruffato

SOMMARIO

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