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Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 (BUR n. 56/2009)
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 (BUR n. 56/2009) [sommario] [RTF]
INTERVENTO REGIONALE A SOSTEGNO DEL SETTORE EDILIZIO E PER FAVORIRE
L’UTILIZZO DELL’EDILIZIA SOSTENIBILE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 12 LUGLIO
2007, n. 16 IN MATERIA DI BARRIERE ARCHITETTONICHE (1) (2)
Art. 1 - Finalità.
1. La Regione del Veneto promuove misure per il sostegno del settore
edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della
qualità abitativa per preservare, mantenere, ricostituire e
rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente nonché per favorire
l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e delle fonti di energia
rinnovabili.
2. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano anche agli
edifici soggetti a specifiche forme di tutela a condizione che gli
interventi possano essere autorizzati ai sensi della normativa statale,
regionale o dagli strumenti urbanistici e territoriali.
3. Nel caso di edifici che sorgono su aree demaniali o vincolate ad uso
pubblico, gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 sono subordinati
allo specifico assenso dell’ente titolare della proprietà
demaniale o tutore del vincolo.
Art. 2 - Interventi edilizi.
1. Per le finalità di cui
all’articolo 1, in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e
degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e
regionali, è consentito l’ampliamento degli edifici esistenti
nei limiti del 20 per cento del volume se destinati ad uso residenziale e
del 20 per cento della superficie coperta se adibiti ad uso diverso. Resta
fermo che nei limiti dell’ampliamento non vanno calcolati i volumi
scomputabili ai sensi della normativa vigente. ( 3)
2. L’ampliamento di cui al comma 1 deve essere realizzato in aderenza
rispetto al fabbricato esistente o utilizzando un corpo edilizio contiguo
già esistente; ove ciò non risulti possibile oppure comprometta
l’armonia estetica del fabbricato esistente può essere
autorizzata la costruzione di un corpo edilizio separato. ( 4)
3. Nei limiti dell’ampliamento di cui al comma 1 sono da computare
l’eventuale recupero dei sottotetti esistenti al 31 maggio 2011
( 5) aventi le caratteristiche di
cui all’ articolo 2, comma 1, lettere a) e b) della legge regionale 6 aprile 1999, n. 12
“Recupero dei sottotetti esistenti a fini abitativi” con
esclusione dei sottotetti esistenti oggetto di contenzioso in qualsiasi
stato e grado del procedimento.
4. In caso di edifici composti da più unità immobiliari
l'ampliamento può essere realizzato anche separatamente per ciascuna
di esse, compatibilmente con le leggi che disciplinano il condominio negli
edifici, fermo restando il limite complessivo stabilito al comma 1. In
ipotesi di case a schiera l’ampliamento è ammesso qualora venga
realizzato in maniera uniforme con le stesse modalità su tutte le case
appartenenti alla schiera.
5. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ulteriore 10 per
cento nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di fonti
di energia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3 Kw, ( 6) ancorché già installati.
5 bis. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ulteriore 15
per cento per gli edifici residenziali, purché vi sia un contestuale
intervento di riqualificazione dell’intero edificio che ne porti la
prestazione energetica, come definita dal decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 192 “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al
rendimento energetico nell’edilizia” e dal decreto del
Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 “Regolamento di
attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva
2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia” e successive
modificazioni, alla corrispondente classe B. ( 7)
Art. 3 - Interventi per favorire
il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente.
1. La Regione promuove la sostituzione e il
rinnovamento del patrimonio edilizio esistente mediante la demolizione e
ricostruzione degli edifici realizzati anteriormente al 1989 e legittimati
da titoli abilitativi che necessitano di essere adeguati agli attuali
standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di
sicurezza.
2. Per incentivare gli interventi di cui al comma 1 finalizzati al
perseguimento degli attuali standard qualitativi architettonici,
energetici, tecnologici e di sicurezza in deroga alle previsioni dei
regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali,
comunali, provinciali e regionali, sono consentiti interventi di ( 8) demolizione e ricostruzione anche
parziali ( 9) che prevedano aumenti
fino al 40 per cento del volume demolito ( 10) per gli edifici residenziali e fino al 40 per cento della
superficie coperta demolita ( 11) per quelli adibiti ad uso diverso, purché situati in
zona territoriale propria e solo qualora per la ricostruzione vengano
utilizzate tecniche costruttive di cui alla legge regionale 9 marzo 2007, n. 4
“Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia
sostenibile”. A tali fini la Giunta regionale, entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore della presente legge, integra le linee guida
di cui all’ articolo 2 della legge regionale n. 4/2007 , prevedendo la
graduazione della volumetria assentibile in ampliamento in funzione della
qualità ambientale ed energetica dell’intervento.
3. La percentuale del 40 per cento può essere elevata al 50 per cento
nel caso in cui l’intervento di cui al comma 2 comporti una
ricomposizione planivolumetrica con forme architettoniche diverse da quelle
esistenti comportanti la modifica dell’area di sedime nonché
delle sagome degli edifici originari e sia oggetto di un piano attuativo ai
sensi della legge
regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del
territorio” e successive modificazioni.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nel caso
che gli edifici siano demoliti o in corso di demolizione sulla base di un
regolare titolo abilitativo, purché, all’entrata in vigore della
presente legge, non sia già avvenuta la ricostruzione.
Art. 4 - Interventi per favorire
la riqualificazione degli insediamenti turistici e ricettivi.
1. Fermo restando quanto consentito dagli
articoli 1, 2 e 3 è possibile ampliare fino al 20 per cento le
attrezzature all’aperto di cui all’ allegato S/4 lettera b)
e lettera d) numeri 1) e 2) della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33
“Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo”,
anche se ricadenti in area demaniale.
2. Nell’ipotesi in cui gli insediamenti turistici, ricettivi e
ricreativi effettuino investimenti nell’ambito degli interventi di
cui al comma 1, le concessioni demaniali marittime si intendono prorogate
per la durata massima prevista dalle vigenti normative nazionali e
regionali.
Art. 5 - Interventi per favorire
l’installazione di impianti solari e fotovoltaici e di altri sistemi
di captazione delle radiazioni solari. (12)
1. Non concorrono a formare cubatura sulle abitazioni esistenti alla data
di entrata in vigore della presente legge:
a) i sistemi di captazione delle radiazioni solari addossati o integrati
negli edifici, quali serre bioclimatiche, pareti ad accumulo e muri
collettori, atti allo sfruttamento passivo dell’energia solare,
semprechè correlati con il calcolo di progetto degli impianti
termomeccanici;
b) le pensiline e le tettoie finalizzate all’installazione di
impianti solari e fotovoltaici, così come definiti dalla normativa
statale, di tipo integrato o parzialmente integrato, con potenza non
superiore a 6 kWp. ( 13)
2. Le strutture e gli impianti di cui al comma 1 sono realizzabili anche in
zona agricola e sono sottoposte a denuncia di inizio attività (DIA) in
deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti
urbanistici e territoriali fatto salvo quanto previsto dal decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del
paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n.
137” e successive modificazioni. ( 14)
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, stabilisce le caratteristiche tipologiche e
dimensionali delle strutture e degli impianti ( 15) di cui al comma 1. ( 16)
Art. 6 - Titolo abilitativo
edilizio e procedimento.
1. Le disposizioni della presente legge di
carattere straordinario prevalgono sulle norme dei regolamenti degli enti
locali e sulle norme tecniche dei piani e regolamenti urbanistici
contrastanti con esse.
2. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4 sono sottoposti a denuncia
di inizio attività (DIA) ai sensi degli articoli 22 e seguenti del
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia” e successive modifiche e integrazioni.
3. La DIA deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) attestazione del titolo di legittimazione;
b) asseverazione del professionista abilitato che sottoscrive la DIA, con
la quale attesta la conformità delle opere da realizzare agli
strumenti urbanistici e regolamenti edilizi vigenti e a quelli
eventualmente adottati, come integrati dalle norme di cui alla presente
legge, nonché la sussistenza di tutte le condizioni cui la presente
legge subordina la realizzazione dell’intervento; ( 17)
c) elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio e dallo
strumento urbanistico vigente;
d) parere dell’autorità competente ai sensi dell’articolo
23, comma 4, del DPR n. 380/2001 e successive modificazioni, nel caso di
intervento su immobile vincolato;
e) documenti previsti dalla parte seconda del DPR n. 380/2001 qualora ne
ricorrano i presupposti;
f) autocertificazione sulla conformità del progetto alle norme di
sicurezza e a quelle igienico-sanitarie.
4. L’esecuzione dei lavori è in ogni caso subordinata agli
adempimenti previsti dall’articolo 90, comma 9, lettera c) del
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione
dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Art. 7 - Oneri e incentivi.
1. Per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3, il contributo di costruzione
è ridotto del 60 per cento nell’ipotesi di edificio o unità
immobiliari destinati a prima abitazione del proprietario o
dell’avente titolo. ( 18)
1 bis. In deroga al comma 1, per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3
che utilizzano fonti di energia rinnovabile con una potenza non inferiore a
3 kwh , il contributo di costruzione:
a) non è dovuto per gli edifici destinati a prima abitazione del
proprietario o avente titolo;
b) può essere ridotto dal comune nella misura del 50 per cento per gli
edifici adibiti ad uso diverso da quello di cui alla lettera a). ( 19)
2. I comuni possono stabilire ulteriori incentivi di carattere economico in
caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o che
prevedano il ricorso alle energie rinnovabili.
Art. 8 - Elenchi.
1. I comuni, a fini conoscitivi, provvedono
ad istituire ed aggiornare l'elenco degli ampliamenti autorizzati ai sensi
degli articoli 2, 3 e 4.
1 bis. L’elenco di cui al comma 1 indica per ciascun tipo di
intervento di cui agli articoli 2, 3 e 4, il volume o la superficie di
ampliamento autorizzato. ( 20)
Art. 9 - Ambito di applicazione.
(21)
1. Gli interventi previsti dagli articoli 2, 3 e
4 non trovano applicazione
per gli edifici:
a) ricadenti all’interno dei centri storici ai sensi
dell’articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444
“Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di
distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli
insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle
attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai
fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di
quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto
1967, n. 765”, salvo che per gli edifici che risultino privi di grado
di protezione, ovvero con grado di protezione di demolizione e
ricostruzione, di ristrutturazione o sostituzione edilizia, di
ricomposizione volumetrica o urbanistica, anche se soggetti a piano
urbanistico attuativo. I comuni possono deliberare, entro il 30 novembre
2011, se e con quali modalità consentire detti interventi; decorso
inutilmente tale termine gli interventi sono realizzabili in tutto il
centro storico limitatamente alla prima casa di abitazione, così come
definita dall’ articolo 8 della legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26
“Modifica di leggi regionali in materia urbanistica ed
edilizia”, come modificato dalla presente legge. Restano fermi i
limiti massimi previsti dall’articolo 8, primo comma, n. 1), del
decreto ministeriale n. 1444 del 1968 e successive modificazioni; ( 22)
b) vincolati ai sensi della parte seconda del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai
sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” e
successive modificazioni;
c) oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti
urbanistici e territoriali che non consentono gli interventi edilizi
previsti dai medesimi articoli 2, 3 e 4;
d) ricadenti nelle aree di inedificabilità assoluta di cui
all’articolo 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 “Norme in
materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia,
sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie”, o di quelle
dichiarate inedificabili per sentenza o provvedimento amministrativo;
e) anche parzialmente abusivi soggetti all'obbligo della demolizione;
f) aventi destinazione commerciale qualora siano volti ad eludere o
derogare le disposizioni regionali in materia di programmazione,
insediamento ed apertura di grandi strutture di vendita, centri commerciali
e parchi commerciali;
g) ricadenti in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica e nelle
quali non è consentita l’edificazione ai sensi del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”
e successive modificazioni.
2. Con gli interventi previsti dagli articoli 2, 3 e 4 può essere
modificata la destinazione d’uso degli edifici, purché la nuova
destinazione sia consentita dalla disciplina edilizia di zona e salvo
quanto previsto dal comma 2 bis. ( 23)
2 bis. Nel caso in cui gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4
riguardino edifici situati in zona impropria, purché diversa dalla
zona agricola, la destinazione d’uso degli edifici può essere
modificata limitatamente al volume che sarebbe realizzabile ai sensi della
specifica disciplina di zona, incrementato della percentuale di ampliamento
consentita dalla presente legge. Sono fatti salvi eventuali accordi o
convenzioni precedentemente sottoscritti. ( 24)
2 ter. Gli interventi previsti dal comma 2 bis sono subordinati ad un piano
urbanistico attuativo ai sensi dell’articolo 20 della legge regionale 23 aprile
2004, n. 11 e successive modificazioni. ( 25)
3. Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 che riguardano la prima casa
di abitazione si applicano, fermo restando quanto previsto dai commi 1 e 2,
sin dall’entrata in vigore della presente legge.
4. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4 sono subordinati
all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria ovvero al loro
adeguamento in ragione del maggiore carico urbanistico connesso al previsto
aumento di volume o di superficie degli edifici esistenti, ad esclusione
degli interventi realizzati sulla prima casa di abitazione.
5. Fermo restando quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e 4, i comuni entro il
termine del 30 ottobre 2009 deliberano, sulla base di specifiche
valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico ed
ambientale, se o con quali ulteriori limiti e modalità applicare la
normativa di cui agli articoli 2, 3 e 4. Decorso inutilmente tale termine
la Giunta regionale, entro i successivi quindici giorni, nomina un
commissario ad acta con il compito di convocare, entro e non oltre dieci
giorni, il consiglio comunale ai fini dell’eventuale adozione del
provvedimento. ( 26)
6. L'istanza intesa ad ottenere il titolo abilitativo per gli ampliamenti
di cui all’articolo 2 riguarda anche i fabbricati il cui progetto o
richiesta del titolo abilitativo edilizio siano stati presentati al comune
entro il 31 marzo 2009. Per gli edifici residenziali in zona agricola
l’ampliamento del 20 per cento qualora sia realizzato sulla prima
casa di abitazione, è calcolato sulla volumetria massima assentibile
ai sensi della vigente normativa.
7. Le istanze relative agli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4 devono
essere presentate entro ventiquattro mesi ( 27) dalla data di entrata in vigore della presente legge ed i
relativi interventi, ad esclusione di quelli sulla prima casa di
abitazione, non possono iniziare prima del decorso del termine di cui al
comma 5 e comunque non prima del rilascio del titolo edilizio ove previsto.
8. Sono fatte salve le disposizioni in materia di distanze previste dalla
normativa statale vigente.
9. È comunque ammesso, anche negli edifici ricadenti nei centri
storici di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale n. 1444 del
1968 non sottoposti al vincolo di cui al comma 1, lettera b), ( 28) l’aumento della superficie
utile di pavimento all’interno del volume autorizzato, nel rispetto
dei parametri igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente.
Art. 10 - Ristrutturazione
edilizia.
1. Nelle more dell’approvazione della
nuova disciplina regionale sull’edilizia, ai fini delle procedure
autorizzative relative alle ristrutturazioni edilizie ai sensi del DPR n.
380/2001:
a) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3,
comma 1, lettera d), del DPR n. 380/2001, anche al fine di consentire
l’utilizzo di nuove tecniche costruttive, possono essere realizzati
con l’integrale demolizione delle strutture murarie preesistenti,
purché la nuova costruzione sia realizzata con il medesimo volume o
con un volume inferiore ( 29) e
all’interno della sagoma del fabbricato precedente;
b) gli interventi di ristrutturazione edilizia con ampliamento di cui
all’articolo 10, comma 1, lettera c), del DPR n. 380/2001, qualora
realizzati mediante integrale demolizione e ricostruzione
dell’edificio esistente, per la parte in cui mantengono volumi e
sagoma esistenti sono considerati, ai fini delle prescrizioni in materia di
indici di edificabilità e di ogni ulteriore parametro di carattere
quantitativo, ristrutturazione edilizia, ai sensi dell’articolo 3,
comma 1, lettera d), del DPR n. 380/2001 e non nuova costruzione, mentre
è considerata nuova costruzione la sola parte relativa
all’ampliamento che rimane soggetta alle normative previste per tale
fattispecie.
Art. 11 - Interventi a favore
dei soggetti disabili.
1. La realizzazione degli interventi di cui alla presente legge funzionali
alla fruibilità di edifici adibiti ad abitazione di soggetti
riconosciuti invalidi dalla competente commissione, ai sensi
dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104
“Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e
i diritti delle persone handicappate”, dà diritto alla riduzione
delle somme dovute a titolo di costo di costruzione in relazione
all’intervento, in misura del 100 per cento, sulla base dei criteri
definiti dalla Giunta regionale ai sensi dell’ articolo 10, comma 2,
della legge regionale
12 luglio 2007, n. 16 “Disposizioni generali in materia di
eliminazione delle barriere architettoniche”.
Art. 12 - Modifiche
all’articolo 10 della legge regionale 12 luglio 2007, n. 16
“Disposizioni generali in materia di eliminazione delle barriere
architettoniche”.
Art. 13 - Dichiarazione
d’urgenza.
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell' articolo 44 dello
Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla data della sua
pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
Note
( 1) L’articolo 8 della
legge regionale 9
ottobre 2009, n. 26 , successivamente modificato dall’articolo 7
della legge regionale
8 luglio 2011, n. 13 , reca interpretazione autentica degli articoli 7
e 9 della presente legge disponendo che:
“1. Per “prima abitazione del proprietario” di cui
all’articolo 7 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 e
“prima casa di abitazione” di cui al comma 3, comma 4,
comma 6 e comma 7 dell’articolo 9 della medesima legge, si intendono
le unità immobiliari in proprietà, usufrutto o altro diritto
reale in cui l’avente titolo, o i suoi familiari, risiedano oppure si
obblighino a stabilire la residenza ed a mantenerla almeno per i
ventiquattro mesi successivi al rilascio del certificato di agibilità.
2. Gli eventuali provvedimenti negativi già rilasciati dal comune
sulla base di un’interpretazione dell’articolo 7 e
dell’articolo 9 comma 3, comma 4, comma 6 e comma 7 della legge regionale 8 luglio 2009,
n. 14 diversa da quella indicata al comma 1, sono riesaminati alla luce
di quanto previsto dal medesimo comma 1.”.
( 2) L’articolo 8 della
legge regionale 8
luglio 2011, n. 13 proroga il termine di presentazone delle istanze di
cui agli articoli 2, 3 e 4 e detta disposizioni applicative. Si ritiene
opportuno riportare l’intero articolo:
“Art. 8 - Proroga del termine di cui all’articolo 9, comma 7,
della legge regionale
8 luglio 2009, n. 14 “Intervento regionale a sostegno del settore
edilizio e per favorire l'utilizzo dell'edilizia sostenibile e modifiche
alla legge regionale
12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche” e
successive modificazioni e disposizioni applicative.
1. Il termine di ventiquattro mesi di cui all’articolo 9, comma 7,
della legge regionale
8 luglio 2009, n. 14 , per la presentazione delle istanze relative agli
interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 ,
così come modificati dalla presente legge, è prorogato al 30
novembre 2013.
2. Con l’entrata in vigore della presente legge non trovano
applicazione le deliberazioni adottate dai comuni ai sensi
dell’articolo 9, comma 5, della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 .
3. Le disposizioni di cui alla legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , come
modificate dalla presente legge, si applicano sin dall’entrata in
vigore della presente legge, salvo quanto previsto dal comma 4.
4. I comuni entro il 30 novembre 2011 possono deliberare, fermo restando
quanto previsto dall’articolo 9, comma 1, lettera a), della legge regionale 8 luglio 2009,
n. 14 , come modificato dalla presente legge, sulla base di specifiche
valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico ed
ambientale, se e con quali eventuali limiti e modalità applicare la
normativa di cui agli articoli 2 e 3 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , come
modificati dalla presente legge, con riferimento a:
a) edifici residenziali non destinati a prima casa di abitazione, così
come definita dall’articolo 8 della legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26 ,
come modificato dalla presente legge;
b) strutture ricettive di cui agli articoli 22 e 25 della legge regionale 4 novembre
2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di
turismo” e successive modificazioni;
c) edifici produttivi;
d) edifici commerciali-direzionali.
5. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 4, gli articoli 2 e 3
della legge regionale
8 luglio 2009, n. 14 , come modificati dalla presente legge, trovano
integrale applicazione.
6. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4, della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 ,
come modificati dalla presente legge, sono consentiti una sola volta anche
se possono essere realizzati in più fasi, fino al raggiungimento degli
incrementi volumetrici e delle superfici complessivamente previsti.
7. Fermo restando quanto previsto dal comma 6, gli interventi di cui agli
articoli 2 e 4 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , come
modificati dalla presente legge, sono consentiti sugli edifici esistenti
alla data di entrata in vigore della presente legge ovvero su quelli il cui
progetto, o richiesta di titolo abilitativo edilizio, siano stati
presentati al comune entro il 31 maggio 2011.”.
( 3) Comma così sostituito da
comma 1, art. 1, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 4) Le parole “di carattere
accessorio e pertinenziale” sono state soppresse dal comma 2, art. 1,
legge regionale 8
luglio 2011, n. 13 .
( 5) Le parole “31 marzo
2009” sono state sostituite dalle parole “31 maggio 2011”
da comma 3, art. 1, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 6) Comma così modificato da
comma 5, art. 5, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 che ha
sostituito le parole “Kwh” con le parole “Kw”.
( 7) Comma inserito da comma 4, art.
1, legge regionale 8
luglio 2011, n. 13 .
( 8) Comma modificato da comma 1,
art. 2, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 che dopo le parole “sono
consentiti interventi di” sopprime la parola “integrale”.
( 9) Comma modificato da comma 1,
art. 2, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 che dopo le parole “demolizione e
ricostruzione” inserisce le parole “anche parziali”.
( 10) Comma modificato da comma
1, art. 2, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 che dopo le parole “40 per cento
del volume” sopprime la parola “esistente” e inserisce la
parola “demolito”.
( 11) Comma modificato da comma
1, art. 2, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 che dopo le parole “superficie
coperta” inserisce la parola “demolita”.
( 12) Rubrica così
modificata da comma 1, art. 3, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 che ha
inserito alla fine le parole “e di altri sistemi di captazione delle
radiazioni solari”.
( 13) Comma così sostituito
da comma 2, art. 3, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 14) Comma così modificato
da comma 3, art. 3, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 che ha
sostituito le parole “Le pensiline e le tettoie di cui al comma 1 e
gli impianti aderenti, non aderenti, integrati e non integrati con potenza
di picco non superiore a 6KW;” con le parole “Le strutture e
gli impianti di cui al comma 1”. In precedenza comma modificato da
lett. a) comma 1 art. 6 legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26 che
aveva aggiunto dopo le parole “comma 1” le parole “e gli
impianti aderenti, non aderenti, integrati e non integrati con potenza di
picco non superiore a 6KW” e da lett. b) comma 1, art. 6 legge regionale 9 ottobre
2009, n. 26 che aveva aggiunto dopo la parola “(DIA)” le
parole: “in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli
strumenti urbanistici e territoriali fatto salvo quanto previsto dal
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali
e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002,
n. 137” e successive modificazioni.”.
( 15) Comma così modificato
da comma 4, art. 3, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 che ha
sostituito le parole “delle pensiline e tettoie” con le parole
“delle strutture e degli impianti”.
( 16) Il comma 6 dell’art.
3 della legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 nel dettare disposizioni applicative
relativamente al presente articolo ha disposto che “6. La Giunta
regionale, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore (9 luglio
2011) della presente legge, integra il provvedimento di cui al comma 3
dell’articolo 5 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 con
riferimento alla lettera a) del comma 1 del medesimo articolo 5, come
modificato dalla presente legge.”.
( 17) Lettera così
sostituita da comma 1 art. 7 legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26 .
( 18) Per la definizione di prima
abitazione del proprietario vedi l’interpretazione autentica recata
dall’articolo 8 della legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26 ,
successivamente modificato dall’art. 7 della legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 19) Comma inserito da comma 1,
art. 4, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 20) Comma inserito da comma 1,
art. 5, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 21) Per la definizione di prima
casa di abitazione di cui ai commi 4, 6, 7, del presente articolo, vedi
l’interpretazione autentica recata dall’art. 8 della legge regionale 9 ottobre
2009, n. 26 , successivamente modificato dall’art. 7 della
legge regionale 8
luglio 2011, n. 13 .
( 22) Lettera così
modificata da comma 1, art. 6, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 che ha
inserito alla fine le parole “, salvo che per gli edifici che
risultino privi di grado di protezione, ovvero con grado di protezione di
demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione o sostituzione edilizia,
di ricomposizione volumetrica o urbanistica, anche se soggetti a piano
urbanistico attuativo. I comuni possono deliberare, entro il 30 novembre
2011, se e con quali modalità consentire detti interventi; decorso
inutilmente tale termine gli interventi sono realizzabili in tutto il
centro storico limitatamente alla prima casa di abitazione, così come
definita dall’articolo 8 della legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26
“Modifica di leggi regionali in materia urbanistica ed
edilizia”, come modificato dalla presente legge. Restano fermi i
limiti massimi previsti dall’articolo 8, primo comma, n. 1), del
decreto ministeriale n. 1444 del 1968 e successive modificazioni;”.
( 23) Comma così sostituito
da comma 2, art. 6, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 24) Comma inserito da comma 2,
art. 6, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 25) Comma inserito da comma 2,
art. 6, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
( 26) L’articolo 8 della
legge regionale 8
luglio 2011, n. 13 ai commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7 dispone che:
“2. Con l’entrata in vigore della presente legge non trovano
applicazione le deliberazioni adottate dai comuni ai sensi
dell’articolo 9, comma 5, della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 .
3. Le disposizioni di cui alla legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , come
modificate dalla presente legge, si applicano sin dall’entrata in
vigore della presente legge, salvo quanto previsto dal comma 4.
4. I comuni entro il 30 novembre 2011 possono deliberare, fermo restando
quanto previsto dall’articolo 9, comma 1, lettera a), della legge regionale 8 luglio 2009,
n. 14 , come modificato dalla presente legge, sulla base di specifiche
valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico ed
ambientale, se e con quali eventuali limiti e modalità applicare la
normativa di cui agli articoli 2 e 3 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , come
modificati dalla presente legge, con riferimento a:
a) edifici residenziali non destinati a prima casa di abitazione, così
come definita dall’articolo 8 della legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26 ,
come modificato dalla presente legge;
b) strutture ricettive di cui agli articoli 22 e 25 della legge regionale 4 novembre
2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di
turismo” e successive modificazioni;
c) edifici produttivi;
d) edifici commerciali-direzionali.
5. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 4, gli articoli 2 e 3
della legge regionale
8 luglio 2009, n. 14 , come modificati dalla presente legge, trovano
integrale applicazione.
6. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4, della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 ,
come modificati dalla presente legge, sono consentiti una sola volta anche
se possono essere realizzati in più fasi, fino al raggiungimento degli
incrementi volumetrici e delle superfici complessivamente previsti.
7. Fermo restando quanto previsto dal comma 6, gli interventi di cui agli
articoli 2 e 4 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , come
modificati dalla presente legge, sono consentiti sugli edifici esistenti
alla data di entrata in vigore della presente legge ovvero su quelli il cui
progetto, o richiesta di titolo abilitativo edilizio, siano stati
presentati al comune entro il 31 maggio 2011.”.
( 27) L’articolo 8, comma
1, della legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 dispone che il termine di ventiquattro
mesi è prorogato al 30 novembre 2013.
( 28) Comma così modificato
da comma 3, art. 6, legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 che ha
aggiunto dopo le parole “E’ comunque ammesso” le parole
“, anche negli edifici ricadenti nei centri storici di cui
all’articolo 2 del decreto ministeriale n. 1444 del 1968 non
sottoposti al vincolo di cui al comma 1, lettera b),”.
( 29) Lettera così
modificata da comma 1 art. 9 legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26 che
ha aggiunto dopo le parole “con il medesimo volume” le parole
“o con un volume inferiore”.
( 30) Comma abrogato da comma 2,
art. 9, legge
regionale 8 luglio 2011, n. 13 .
SOMMARIO
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