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Cultura - Presentato a palazzo Ferro Fini il libro di Rosita Sartori "Il limite che diventa ricchezza".



(Arv) Venezia 30 nov. 2018 - È stato presentato oggi a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, il libro della scrittrice e teologa Rosita Sartori “Il limite che diventa ricchezza”, un testo che prende lo spunto dalla tesi di laurea dell’autrice e che propone un cambiamento culturale e linguistico nei confronti delle persone diversamente abili. Tra i principali temi trattati nel corso dell’incontro, il pregiudizio, e in particolare il linguaggio come veicolo di pregiudizio, e il concetto di sofferenza, espresso da una donna diversamente abile che ha poco più di trent’anni e che festeggerà il suo compleanno il 3 dicembre, nel giorno in cui a livello internazionale si celebra la Giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità. Circostanza, questa, richiamata proprio dal Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Bruno Pigozzo che ha introdotto l’evento culturale e che nel suo intervento ha rammentato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata dalle Nazioni Unite, un documento volto a ribadire i principi di uguaglianza e di partecipazione effettiva alla vita sociale e culturale da parte delle persone con disabilità, e che contiene l’invito alle istituzioni a rimuovere gli ostacoli che limitano l’effettivo esercizio di questi principi. Impegno, questo, ribadito anche dall’Assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin: “La Regione, sotto questo punto di vista, intende muoversi verso l’accessibilità totale per garantire eguali diritti alle persone con disabilità: parliamo di accessibilità delle nostre città, dal punto di vista della cultura, dello sport, ad esempio, e ci sono una serie di iniziative in questo senso che stiamo portando avanti, come ad esempio il finanziamento rivolto ai comuni per l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’esempio di Rosita, che conosco da molto tempo, ci aiuta anche su un altro versante; Rosita, con la sua energia, ci consente di percorrere una strada ulteriore: dobbiamo abbattere non solo le barriere fisiche, ma anche, e forse soprattutto, le barriere culturali”.

Nel corso della presentazione del suo libro, Rosita Sartori, accompagnata dalla madre Giannina, da Rosita definita la ‘supermamma’, e dal Vicesindaco di Lonigo Francesca Dovigo, che con Sartori sta realizzando il Progetto Rosy per l’eliminazione delle barriere architettoniche dalla città, ha ripercorso la sua vicenda di vita partendo proprio dalla stesura de “Il limite che diventa ricchezza”, scritto interamente al computer utilizzando solo il dito indice della mano destra, e proseguendo nel racconto sempre alla luce di una profonda fede cristiana, ma fatta anche di forti messaggi etici rivolti a tutti. Ha ricordato più volte le figure di Giovanni Paolo II, “Il pontefice appassionato di montagna e scalatore, anch’egli portatore di un’abilità differente quando divenne conclamato il morbo di Parkinson” e del filosofo e filantropo canadese Jean Vanier “l’ispiratore delle esperienze legate alle comunità dell’Arca dove si convive con i portatori di disabilità mentali. La vita è sempre vita - ha ricordato Sartori - anche quando una persona è in coma e non si può muovere, deve essere trattata come vita. Deve cambiare il modo di guardare le persone e deve essere abolita la cultura che io chiamo dello ‘scarto’: anche i portatori di un’abilità differente vanno trattati come persone che sanno dare e donarsi. Non siamo onnipotenti, né autosufficienti: tutti siamo bisognosi di tutti. I diversamente abili non sono uno scarto dell’umanità, ma sono l’umanità. È un messaggio etico che vale per il mondo e che può andare oltre la fede”.

La conclusione è stata affidata al Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti. “Una tesi di laurea che si trasforma e diventa un invito a vedere il mondo con occhi nuovi che guardino all’essenza delle cose e delle persone, per scoprire paesaggi, scorci, volti e una nuova e antica bellezza, quella stessa bellezza che traspare in uno dei primi esempi della letteratura poetica italiana, il Cantico delle Creature di Francesco, testo che si contrappone per la sua gioiosa dimensione alle altre correnti medioevali, altrettanto nobili ma profondamente diverse, caratterizzate del distacco e disprezzo per il mondo terreno, tipico della poesia di Jacopone da Todi ad esempio. Nella testimonianza di Rosita prevale l’allegria e la semplicità di Francesco, una semplicità gioiosa che non nasconde  né nega le difficoltà della vita, i problemi, le sofferenze, anzi, li proietta in una nuova dimensione, una nuova prospettiva. Ci sono capitoli di questo libro che sono perfetti se proiettati nella Giornata Internazionale delle persone disabili a iniziare dall’invito a rifiutare il pregiudizio e lo stereotipo che sta alla base dei processi di emarginazione e che impedisce di vedere tutte le persone che hanno bisogni particolari, non solo i disabili ma anche l’anziano, l’ammalato, i bambini e via dicendo. Non so come una teologa possa accogliere l’accostamento che sto per fare ma in tutta onestà esso sorge spontaneo pensando al  lavoro e al sorriso di Rosita: “La bellezza salverà il Mondo” ci ricorda Dostoevskij in una citazione fin troppo abusata ma che ho fatto per ricordare che in russo la parola Mondo, Mir, significa anche  Pace:  non è una coincidenza, ma un dato su cui riflettere. Dobbiamo essere grati alla nostra autrice per essere venuta tra di noi a portare un grande messaggio appunto di Pace, di bellezza interiore e voglia di vivere”.


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