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Politica - Ciambetti: "L'Europa non pu˛ far finta di nulla davanti al popolo curdo che ha sconfitto l'Isis: i curdi hanno diritto all'autodeterminazione"



(Arv) Venezia, 25 mar. 2019  -   “Con la conquista da parte delle forze curde di Baghuz, l’ultimo villaggio ancora controllato dall’Isis in Siria, viene meno il cosiddetto califfato di Abu Bakr al-Baghdadi e si riapre la questione Curda nel segno di quell’autodeterminazione dei popoli che ispirò proprio cent’anni or sono, alla fine del primo conflitto mondiale, la Società delle Nazioni.” Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio regionale del Veneto, intervenendo a Venezia nel corso del convegno “L’Europa a cent’anni dalla Prima Guerra Mondiale: quali prospettive”? prende spunto dall’attualità e dai nodi irrisolti posti oggi dallo scacchiere internazionale “nodi che risalgono in parte al dissolvimento dell’Impero Ottomano e all’accordo franco-britannico Sykes-Picot, che causò, per i curdi come per altri popoli, la perdita dello status di semi-autonomia di cui avevano goduto per secoli. L’Occidente, e in primis l’Europa, non possono rimanere silenti davanti alla questione curda: il popolo curdo, circa 30 milioni di persone, è stato determinante per sconfiggere nei campi di battaglia l’Isis. I curdi hanno pagato un prezzo altissimo per ottenere questo risultato che ha sottratto ai terroristi la principale base e fonte di introiti. Oggi noi non possiamo far finta di nulla: possiamo pensare di affrontare la questione curda trincerandoci dietro l’accordo Sykes-Picot, tirando in ballo la ragion di stato per non irritare in particolar modo la Turchia dove vivono almeno 12 milioni di curdi che dal 1920 combattono per il riconoscimento del loro diritto di autodeterminazione? L’eredità della Grande Guerra è pesantissima nel Vicino e Medio Oriente ed essa si somma oggi alle tensioni internazionali e ai nuovi equilibri geopolitici che vanno definendosi sotto il segno di nuovi protagonisti e superpotenze, non ultima, anzi, quella Cina che attorno al progetto della Via della Seta ha avviato un modello di espansione che non è solo commerciale e che pertanto merita tanta attenzione quanto opportune cautele”. Ciambetti ha poi ricordato come il convegno veneziano odierno si inserisca nel contesto della Conferenza Internazionale “Venezia, ponte di Pace tra oriente e Occidente: l’utopia di una integrazione possibile” promossa dal Consiglio regionale del Veneto d’intesa con il Comune di Venezia in attuazione della Risoluzione n. 5 del 25 novembre 2015 “votata all’unanimità dal Consiglio regionale a poche ore dall’ultimo saluto a Valeria Solesin morta nella notte degli attentati parigini dell’Isis il 13 novembre 2015 - ha sottolineato Ciambetti - L’utopia di una integrazione possibile passa necessariamente per il riconoscimento dell’autodeterminazione dei popoli e per l’affermazione e rispetto dei diritti democratici, per il libero mercato conciliato però con la tutela dell’ambiente: nodi che abbiamo davanti e che vanno affrontati. Se l’Europa vuole trovare un motivo di rilancio del suo ruolo ora ha un’occasione unica ad iniziare dalla difesa del diritto all’autodeterminazione del popolo curdo che ha combattuto e sconfitto l’Isis anche per noi.”

 


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