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Istruzione - Negro (VCA), Finco e Corsi (LN): "La Regione si attivi per evitare la chiusura delle scuole Primarie nelle piccole realtā montane"



(Arv) Venezia 14 feb. 2020 -   “Il dettaglio delle nascite 2002/2018 con i dati ISTAT rilevati in anagrafe prima e dopo l’ultimo censimento della popolazione, solo nella prima parte dell’inizio degli anni 2000 vede un lieve aumento dei nuovi nati, mentre dal 2009 notiamo un inesorabile e costante aumento della de-natalità: sono le affermazioni dei consiglieri regionali Giovanna Negro (Veneto Cuore Autonomo) Nicola Finco e Enrico Corsi (Lega Nord) che sulla questione hanno presentato una mozione da discutere in Consiglio regionale”.

“Nel dettaglio – specificano i consiglieri - considerando alcune date negli ultimi dieci anni riferiti alle nascite nei rilevamenti ISTAT in Italia, nel 2008 si rilevano 576.659 nati, nel 2012 534.186 nati, nel 2014 502.596 nati e nel 2018 439.747 nati. Le stesse considerazioni si hanno in proporzione dai dati ISTAT nascite anche per il Veneto: nel 2008 48.601 nati, nel 2012 44.387 nati, nel 2014 40.619 nati e nel 2018 35.393 nati. Alla luce di questi dati, la nostra preoccupazione è come mantenere aperte le scuole di montagna, considerando che le regole fissate dal Ministero dell’Istruzione per l’organizzazione delle classi da parte dei dirigenti scolastici sono ad esempio, per la scuola primaria un minimo 15, limite che si abbassa a 10 nei Comuni di montagna, con un massimo 26 alunni per classe; visto che il Dirigente scolastico può non rispettare le norme indicate, ovvero può incrementare o ridurre il numero di alunni per classe del 10% oltre il limite consentito”.

“Le ricadute sul territorio sono evidenti - aggiungono i consiglieri - assistiamo quest’anno anche in Veneto con gli iscritti al primo anno della scuola primaria (nati nel 2014) nei Comuni di montagna, la difficoltà a rispettare i numeri minimi previsti dal competente Ministero visto il forte decremento delle nascite certificato da ISTAT; risulta quindi necessaria una importante ed incisiva azione di contrasto allo spopolamento della montagna dovuta anche alla mancanza di servizi primari come  i servizi scolastici”.

In conclusione, i consiglieri Negro, Finco e Corsi con la mozione “chiedono alla Giunta regionale di attivarsi presso il Ministero dell’Istruzione e presso la Conferenza Stato-Regioni affinché siano rivisti i numeri minimi di alunni necessari alla creazione di una classe e sia data l’autorizzazione ai Dirigenti scolastici di poter prevedere una maggiore riduzione percentuale del numero minimo di alunni, con particolare riguardo dei comuni montani”.

 

 

 

 


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