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Sport - Il progetto Dragon Challange per uno sport inclusivo aperto a tutti presentato a palazzo Ferro Fini



5 febbraio 2020 -  “Voi  non prendete lezioni: le date.  Il progetto Dragon di Mirano vince in campo e fuori dal campo perché con il suo impegno, con lo spirito di squadra e il divertimento siete un bell’esempio per noi tutti.  Siete la nuova frontiera di uno sport, il tag rugby, che può dare moltissimo non solo a voi non solo a tutti i cittadini che, come voi, hanno esigenze particolari, a chiunque, come voi dire, che ha delle sfide davanti a sé: il vostro esempio dà coraggio e forza anche a chi magari è in difficoltà, a chi pensa di non potercela fare. Ecco, voi ce l’avete fatta, avete raccolto la sfida e vi assicuro che questa è una meta eccezionale”. Con queste parole Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale, ha accolto a palazzo Ferro Fini i vertici del Rugby Mirano 1957 che, accompagnati dal consigliere regionale Alberto Semenzato, hanno presentato la loro attività e soprattutto “The Dragon’s Challenge: Rugby Mirano 1957 la casa italiana del rugby inclusivo”. “E’ importante presentare questo percorso all’opinione pubblica e al Consiglio regionale – ha spiegato Semenzato - Il Mirano Rugby è l’unica realtà in Italia, assieme all’Unione Rugby Capitolina, che prevede l’inserimento nel Settore Rugby di Base di ragazzi con sindrome di Down: si tratta di un esperimento straordinario, possibile nel rugby proprio per i valori che ancora oggi animano questo sport e chi lo pratica”. Il presidente del team miranese, Stefano Cibin ha illustrato attività e soprattutto le prospettive future che la società miranese si pone nel tentativo “di garantire, grazie al tag rugby dove non esiste contatto fisico, a questi ragazzi non solo il diritto alla pratica sportiva, ma anche ad aprirsi nuove opportunità. Il rugby forma alla vita e a maggior ragione in chi deve affrontare quotidianamente una sfida: noi crediamo in uno sport inclusivo. Noi non parliamo di disabilità, ma appunto di sfide da affrontare e abbiamo visto osa possiamo fare con questi ragazzi e quali mete riescono sorprendentemente a raggiungere”.  La dottoressa Silvia Gianello, psicologa ha messo in luce i “grandi vantaggi e le opportunità che la pratica di questo sport offre a chiunque ha una sfida da affrontare. Spesso questi ragazzi sono iperprotetti, timidi davanti all’incognito, ma attraverso la pratica del rugby riescono a trovare dentro di sé la capacità di dare risposte, di affrontare situazioni di cui non avevano esperienza. Scoprono la fiducia in sé e trovano nuovi orizzonti”  Last, but not least, Jeremy Bristoe, uno dei grandi protagonisti del  tag rugby in Gran Bretagna, punto di riferimento nel campo dei ragazzi sfidati dalla vita,  che con i suoi Witney Wolves è riuscito a favorire lo sviluppo e l’integrazione di persone diversamente abili “raggiungendo risultati insperati e incredibili – ha detto Bristoe – Per me è stata ed è una esperienza emozionante, commovente, perché questi ragazzi, se adeguatamente seguiti, riescono a raggiungere risultati veramente incredibili”. E che ciò sia possibile l’ha testimoniato il giovanissimo Giovanni che dopo aver raccontato la sua esperienza ha concluso invitando tutti i ragazzi con bisogni particolari o., meglio, sfide davanti a loro “a venire da noi, perché possiamo divertirci, allenarci assieme e imparate tantissime cose”.

 

 



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