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Cultura. Guadagnini (INV): Governo tuteli lingua e cultura veneta



11 novembre 2015 – Il Governo tuteli la lingua e la cultura Veneta. E’ quanto prevede, in sintesi, una proposta di legge statale presentata dal consigliere regionale di Indipendenza Noi Veneto, Antonio Guadagnini. La PDL prevede, nello specifico, di modificare parzialmente l’articolo n.2 della legge n. 482/1999 “Nome in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, aggiungendo il Veneto tra le lingue e le culture delle popolazioni che la Repubblica già tutela, ovvero albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano, il sardo.
“Con la legge n. 482/1999 – ricorda Guadagnini - il Parlamento italiano ha posto fine, a oltre cinquant’anni di distanza, ad una dimenticanza clamorosa (la costituzione dichiara, infatti, all’articolo 6 “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”), ma ha scandalosamente ignorato il Veneto e la sua lingua. Il Veneto – precisa - è parlato correntemente dalla stragrande maggioranza del nostro popolo, la lingua veneta è la lingua parlata dalla percentuale più alta fra le lingue parlate dai vari popoli presenti all’interno dello stato italiano secondo l’ultima statistica Istat; nella nostra terra continuano le manifestazioni per la tutela e la valorizzazione della lingua veneta”.
“Vorrei anche ricordare – ribadisce l’esponente regionale - che, nella risoluzione adottata il 16 marzo 1988, il Consiglio d'Europa afferma nel preambolo della "Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie", "il diritto delle popolazioni ad esprimersi nelle loro lingue regionali o minoritarie nell'ambito della loro vita privata e sociale costituisce un diritto imprescrittibile" e più avanti “la difesa e il rafforzamento delle lingue regionali o minoritarie nei vari paesi e nelle varie regioni d'Europa, lungi dal costituire un ostacolo alle lingue nazionali, rappresentano un contributo importante all'edificazione di un'Europa basata sui principi di democrazia e di diversità culturale".
“Mi auguro quindi - conclude Guadagnini – che Consiglio e poi il Parlamento accolgano questa mia proposta, rimediando ad una dimenticanza ingiustificata ed ingiusta”.



 

 



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