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progetti di legge

Contenuti: Progetto di Legge Regionale n. 27 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA


31ª Seduta pubblica – Mercoledì 9 marzo 2016 Deliberazione legislativa n. 10

OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI FINCO, FINOZZI, FORCOLIN, MONTAGNOLI, RICCARDO BARBISAN, CIAMBETTI, FABIANO BARBISAN, BORON, BOTTACIN, BRESCACIN, CALZAVARA, GEROLIMETTO, LANZARIN, MICHIELETTO, RIZZOTTO, SANDONÀ, VALDEGAMBERI, VILLANOVA, COLETTO, SEMENZATO E POSSAMAI RELATIVA A "ABROGAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 1989, n. 54 "INTERVENTI A TUTELA DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI"".
(Progetto di legge n. 27)
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

VISTA la proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri Finco, Finozzi, Forcolin, Montagnoli, Riccardo Barbisan, Ciambetti, Fabiano Barbisan, Boron, Bottacin, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Michieletto, Rizzotto, Sandonà, Valdegamberi, Villanova, Coletto, Semenzato e Possamai relativa a "Abrogazione della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 54 "Interventi a tutela della cultura dei rom e dei sinti"";

UDITA la relazione della Terza Commissione consiliare, relatore il consigliere Nicola Ignazio FINCO, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la legge regionale di cui viene qui proposta l'abrogazione si è dimostrata del tutto inadeguata a risolvere il problema del nomadismo. Una legge demagogica e assistenzialistica, in gran parte disattesa dalle amministrazioni locali, chiamate, da una parte, ad individuare ed attrezzare sul loro territorio dei campi sosta, dall'altra parte, a dover controllare e tentare di ridurre il fenomeno, non risolvendo affatto il problema ma al contrario producendo danni enormi, dal punto di vista sociale, alla comunità nazionale in generale ed alle genti venete in particolare.
Il problema della presenza di insediamenti di tribù nomadi nella nostra Regione va considerato per quello che è, un problema appunto, che non può essere risolto addirittura agevolando ed incentivando, mediante finanziamenti pubblici, la presenza dei campi-sosta sul territorio regionale.
La gente veneta è ospitale, perché ospitale è la sua civiltà: ma questa predisposizione non deve essere confusa con incapacità ad autotutelarsi dalla presenza di insediamenti di genti e popoli che per le loro peculiarità ed i loro costumi rappresentano una costante fonte di disagio e di turbamento sociale, anche in considerazione delle numerosissime violazioni della legge penale ed ai problemi di ordine pubblico che, di fatto, al di là di ogni discussione, seguono costantemente la presenza di questi insediamenti sul territorio.
Vi è quindi la necessità di porre rimedio a questa situazione. Pur nel rispetto di ogni minoranza linguistica, etnica, religiosa o culturale, è urgente disincentivare il fenomeno del nomadismo sul territorio del Veneto nel tentativo, almeno, di bloccarne l'espansione.
Inoltre è bene ricordare come il nomadismo, pur costituendo un aspetto fondante dell'identità dei ROM e dei SINTI, non rappresenta più una caratteristica peculiare di tali popolazioni che hanno assunto da tempo carattere di sedentarietà; gli spostamenti di alcuni gruppi, infatti, sono legati in prevalenza a motivi economici, sociali e religiosi.
Proprio per le motivazioni sopra esposte, si ritiene che la legge regionale 54/1989 debba essere abrogata.
Il testo di legge presentato oggi in Aula risulta modificato rispetto al testo originario depositato con l'aggiunta dell'articolo 2 relativo alla clausola di neutralità finanziaria nel quale si attesta che nessuna spesa e nessun onere aggiuntivo sarà a carico della Regione Veneto per l'applicazione della presente legge.
La terza Commissione consiliare nella seduta del 17 febbraio 2016, acquisito il parere della prima commissione, ai sensi dell'articolo 66 del Regolamento del Consiglio regionale del Veneto, e il parere favorevole della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali espresso in data 9 dicembre 2015, ha approvato a maggioranza la proposta di legge che viene ora sottoposta all'esame dell'Assemblea consiliare.
Hanno votato a favore i rappresentanti dei gruppi: Fdl-AN-Movimento per la cultura rurale (Berlato), Zaia Presidente (Gerolimetto, Sandonà, Valdegamberi), Liga Veneta – Lega Nord (Finco, Finozzi, Possamai), Forza Italia (Giorgetti), Lista Tosi per il Veneto (Casali). Si sono astenuti i rappresentanti dei gruppi: Veneto Civico (Dalla Libera) e Movimento 5 stelle (Baldin, Scarabel). Hanno votato contro i rappresentanti dei gruppi Partito democratico (Azzalin con delega Zottis)e Alessandra Moretti Presidente (Ferrari, Guarda).";

UDITA la relazione di minoranza della Terza Commissione consiliare, relatore la consigliera Francesca ZOTTIS, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
l'Unione Europea riconosce il popolo Sinti/ROM come minoranza etnica da includere all'interno degli stati membri. Questo non significa nascondere le criticità e i problemi che determinate aggregazioni creano e che dal livello nazionale a quelli regionali dovrebbero essere affrontati con più determinatezza e con tutti gli strumenti possibili di fronte ad una realtà esistente che non si può cancellare.
Concordiamo che tutti debbano avere gli stessi diritti e che tutti debbano vivere nelle stesse condizioni e che la legge n. 54 del 1989 sia datata e non adatta alla situazione reale.
Condividiamo che si dovrebbe procedere con la chiusura dei campi per motivi di sicurezza, igiene e reale integrazione.
Nessun vantaggio, ma giustizia e sicurezza vera. Con l'abrogazione di questa legge non si chiudono i campi ROM data l'esistenza della normativa nazionale ed europea. Rispetto significa dire ai veneti la verità e quindi che con l'abrogazione di questa legge non cambierà nulla se non che anche quelle poche indicazioni urbanistiche e formative esistenti spariscono del tutto.
Ci chiediamo se vogliamo Governare e dare più sicurezza o dire solo che è colpa dello Stato e dell'Unione Europea.
Ricordiamo che a livello nazionale circa il 50% hanno meno di 16 anni.
Le normative più recenti a livello europeo e nazionale sono:
1. Commissione Europea, 26 giugno 2013, com(2013) 454 finale, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Progressi nell'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei rom;
2. Comitato economico e sociale europeo, Parere(2013/C 11/05), «Rafforzamento dell'autonomia sociale e integrazione dei cittadini Rom in Europa» (supplemento di parere);
3. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento pari opportunità, DM 4 dicembre 2012 (Si veda in particolare l' Art. 8-Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e sull'origine etnica – UNAR/ Punto 3. A, nel quale si affronta anche il tema dell'inclusione di Rom e Sinti);
4. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica 28 febbraio 2012, Strategia nazionale 2012-2020 d'inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti attuazione comunicazione commissione europea n. 173/2011.
Ad oggi le Provincie e le Regioni dotate di una normativa non sempre conseguente in termini di azioni sono:
1. Provincia di Trento e Bolzano
2. Umbria
3. Toscana
4. Sardegna
5. Puglia
6. Piemonte
7. Marche
8. Lombardia
9. Liguria
10. Lazio
11. Friuli Venezia Giulia
12. Emilia Romagna – rivisitata recentemente
13. Calabria
Crediamo siano diversi i punti in causa:
1. Inclusione culturale
2. Percorsi scolastici
3. Sicurezza dei nostri cittadini
4. Igiene dei luoghi di aggregazione
Definito che non si può operare per cancellazione del popolo o delle persone possiamo decidere di negare l'esistente o di migliorare gli strumenti sociali, culturali, urbanistici e progettuali di cui una Regione è dotata.
Agire per cancellazione di una legge significa fare operazioni demagogiche, ma che lasceranno i singoli amministratori in balia dell'esistente e questa è una profonda contraddizione per i politici che fanno del fare e della sicurezza una corretta bandiera politica e partitica.
Secondo noi si tratta di iniziative che si commentano da sole, per la loro inconcludenza e demagogia.
È doveroso porre temi come l'istruzione, il lavoro, la salute e l'abitare. E' necessario procedere come altre Regioni verso la ricerca di soluzioni alternative rispetto a campi Rom che progressivamente andrebbero chiusi, come è prioritario definire un'integrazione lavorativa e assicurarsi che i minori effettuino i percorsi scolastici obbligatori. Operare verso processi di modernizzazione, legalità e responsabilizzazione anche del popolo sinti è un obbligo politico.
Agire sull'attività di prevenzione incentivando percorsi di istruzione e formazione significa creare una maggiore coesione sociale, conoscenza, integrazione e rispetto. Tutto ciò assicura maggiore sicurezza, tranquillità sociale ed un incentivo al rispetto delle regole e delle leggi.
Sicurezza vera, questo vogliamo e assumerci fino in fondo le responsabilità che derivano dalla fiducia accordataci dai cittadini e dal ruolo di rappresentare la voce di tutti. Come PD non siamo disponibili ad accettare la logica del "è competenza di altri" e proponiamo un'alternativa non demagogica, ma che affronta tutti i temi sopra citati.
Cancellare per scrivere un libro nuovo, appropriato ai bisogni e alla situazione esistenti è doveroso, non è degno del nostro ruolo girare la tesa.
Doveroso adeguarsi alle normative guardando la realtà e mettendo al centro dei nostri sforzi veramente i cittadini non lasciando gli amministratori in balia di scelte che mancano di un Governo regionale.
Per queste ragioni oggi presentiamo alcuni emendamenti per mantenere in vita gli articoli della legge n. 54 del 1989 relativi all'istruzione, alla formazione e al lavoro e proporremo un progetto di legge che affronta, anche, gli aspetti sopra descritti come i campi nomadi e il sistema abitativo perché noi vogliamo giustizia vera e sicurezza reale.";

ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, la proposta di legge composta di n. 2 articoli;

PRESO ATTO che la votazione dei singoli articoli ha dato il seguente risultato:

Art. 1

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 45
Voti favorevoli n. 33
Voti contrari n. 12

Art. 2

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 44
Voti favorevoli n. 33
Voti contrari n. 11
IL CONSIGLIO REGIONALE
APPROVA quindi la legge nel suo complesso nel testo che segue:

ABROGAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 1989, n. 54 "INTERVENTI A TUTELA DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI"

Art. 1 - Abrogazione della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 54 "Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti".
1. La legge regionale 22 dicembre 1989, n. 54 , recante norme per interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti, è abrogata.
Art. 2 - Norma finanziaria.
1. La presente legge non comporta alcuna spesa o alcun onere aggiuntivo a carico della Regione del Veneto.

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 46
Voti favorevoli n. 34
Voti contrari n. 12


IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Maurizio Conte

IL PRESIDENTE
f.to Roberto Ciambetti

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