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resoconti e verbali [new]

Contenuti: Resoconto n. 190 - 10^ legislatura
Resoconto 190a Seduta pubblica
Martedì, 6 novembre 2018
SERVIZIO ATTIVITÀ E RAPPORTI ISTITUZIONALI
UFFICIO ATTIVITÀ ISTITUZIONALI
SOMMARIO
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 10.46

PRESIDENTE

Diamo inizio alla 190a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 23774 del 31 ottobre 2018.
PUNTO
1



APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI

Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 187a seduta pubblica di martedì 2 ottobre 2018, il processo verbale della 188a seduta pubblica di martedì 16 ottobre 2018.
PUNTO
2



COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO


Ha comunicato congedo

Luca ZAIA
Assessora Elena Donazzan

I congedi sono concessi.
PUNTO
4



RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

Interrogazione a risposta immediata n. 629 del 4 settembre 2018 presentata dal consigliere Ruzzante relativa a "SOLO OTTO GIORNI PER PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DI INTERESSE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA NEGOZIATA PER L'AFFIDAMENTO DEI SERVIZI PROPEDEUTICI ALLA REDAZIONE DEL NUOVO PIANO REGIONALE DEI TRASPORTI: PERCHÉ UN TERMINE COSÌ BREVE?"

"Premesso il Decreto del Direttore della Direzione infrastrutture trasporti e logistica n. 9 del 9 agosto 2018, pubblicato sul Bur Veneto n. 82 del 17 agosto 2018, avente per oggetto "Indizione gare d'appalto mediante procedura negoziata ai sensi dell'art. 36 c. 2 lett. b) del D.Lgs. 50/2016 per l'affidamento degli incarichi di servizio necessari per l'elaborazione degli studi propedeutici alla redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, con utilizzo del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA). Determina a contrarre ed approvazione avvisi di indagine di mercato. CUP: H72G18000240002;".
Considerato che suscita perplessità l'eccessiva ristrettezza dei tempi assegnati da ciascuno degli avvisi di cui al decreto in premessa ai fini della trasmissione agli uffici regionali della dichiarazione di interesse da parte degli operatori economici: il torno di tempo intercorrente tra il termine perentorio previsto in detti avvisi (entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12.00 del giorno 25/08/2018) e la data di pubblicazione del Decreto sul Bollettino Ufficiale della Regione (17 agosto 2018) è infatti di soli otto giorni ricompresi, peraltro, all'interno di un periodo dell'anno generalmente, e notoriamente, riservato al godimento delle ferie estive.
Il sottoscritto consigliere
interroga la Giunta regionale
per sapere per quale ragione nello svolgimento dell'indagine di mercato di cui al Decreto direttoriale n. 9 del 9 agosto 2018 è stato assegnato un termine così breve?

PRESIDENTE

Ruzzante prego.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente. L'interrogazione è molto semplice. È un bando per la procedura negoziata per l'affidamento di servizi propedeutici alla redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, la cosa - per me sorprendente, ma sicuramente avrà una motivazione e ascolterò con attenzione le parole dell'assessore De Berti - è che questa procedura è stata presentata e pubblicata, meglio, sul BUR Veneto numero 82 del 17 agosto 2018, già io quando vedo pubblicazioni attorno alla data di ferragosto dico: mah! Perché, insomma, sono periodi un po' strani per pubblicare sul BUR e la cosa che mi ha stupito erano i giorni di scadenza perché di solito si danno dei tempi di 30 giorni, 60 giorni spesso, talvolta anche più grandi ma si parla di situazioni molto grosse dal punto di vista economico.
Qui sono stati dati solo sette giorni - otto giorni, dal 17 agosto al 25 agosto.
Chiedo di capire perché è stato dato un termine così breve.
Io sono molto attento su questa cosa, sempre.

PRESIDENTE

La parola all'assessora De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

"Con delibera n. 997 del 6 luglio 2018 la Giunta Regionale ha disposto di procedere all'affidamento di più servizi tecnici propedeutici alla redazione del nuovo P.R.T.
Ancorché nel caso di servizi di importo inferiore ad € 40.000,00 il D.Lgs. n. 50/2016 consenta l'affidamento diretto (e quindi senza il confronto fra più concorrenti), la Giunta Regionale ha ritenuto di procedere secondo quanto previsto dall'art. 36, comma 2 lettera b) del D.Lgs. n. 50/2016, ovvero tramite procedura negoziata fra più soggetti.
Con il decreto n. 9 del 9 agosto 2018 della Direzione Infrastrutture Trasporti e Logistica è stato dato quindi avvio alla procedura negoziata che si articola in tre fasi:
1. svolgimento di indagini di mercato per la selezione degli operatori economici da invitare al
confronto competitivo;
2. confronto competitivo tra gli operatori economici selezionati e invitati, e scelta dell'affidatario;
3. stipulazione del contratto.
Con il citato decreto sono stati approvati gli avvisi di indagine di mercato per l'individuazione di operatori economici qualificati da invitare a partecipare alla procedura negoziata a mezzo Richiesta di Offerta (RdO) sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (Me.PA) per l'affidamento degli incarichi. Il decreto è stato pubblicato:
• sul profilo del committente www.regione.veneto.it - Sezione "Bandi, Avvisi e Concorsi" in data 10 agosto 2018;
• sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti "serviziocontrattipubblici.it" in data 10 agosto 2018;
• sul BUR in data 17 agosto 2018.
Il termine di scadenza fissato per la presentazione della manifestazione di interesse (25 agosto 2018) è stato di 15 giorni, in quanto il conteggio decorre dalla data di pubblicazione sul profilo del committente, e non da quella di pubblicazione sul BUR, che non ha valenza ai fini della procedura di selezione degli operatori economici.
Quindi, è stato regolarmente rispettato il termine di 15 giorni stabilito al punto 5.1.4 delle Linee Guida n. 4 dell'Anac, in base al quale la stazione appaltante assicura l'opportuna pubblicità dell'attività di esplorazione del mercato, scegliendo gli strumenti più idonei di pubblicazione in ragione della rilevanza del contratto".
Grazie, Presidente.
Con delibera numero 997, del 6 luglio 2018, la Giunta regionale ha disposto di procedere all'affidamento di servizi tecnici propedeutici alla redazione del nuovo PRT.
Questo, ovviamente, a seguito della disponibilità delle risorse per poter redigere il Piano Regionale dei Trasporti, ancorché nel caso di servizi di importo inferiore ad euro 40.000 il decreto legislativo 50 del 2016 consente l'affidamento diretto e, quindi, senza il confronto fra più concorrenti, la Giunta regionale ha ritenuto di procedere, secondo quanto previsto dall'articolo 36, comma 2, lettera b, del decreto legislativo 50 2016 ovvero tramite procedura negoziata fra più soggetti.
Con il decreto numero 9, del 9 agosto 2018, della Direzione Infrastrutture Trasporti e Logistica è stato dato quindi avvio alla procedura negoziata che si articola in tre fasi: svolgimento di indagini di mercato per la selezione degli operatori economici da invitare al confronto competitivo; confronto competitivo tra gli operatori economici selezionati e invitati e scelta dell'affidatario e stipulazione del contratto.
Con il citato decreto sono stati approvati gli avvisi di indagine di mercato per l'individuazione di operatori economici qualificati da invitare a partecipare alla procedura negoziata a mezzo richiesta di offerta sul mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA) per l'affidamento degli incarichi.
Il decreto è stato pubblicato sul profilo del committente (www.regione.veneto.it, sezione: bandi, avvisi e concorsi), in data 10 agosto; sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 10 agosto, sul BUR in data 17 agosto.
Il termine di scadenza fissato per la presentazione della manifestazione di interesse il 25 agosto 2018 è stato di 15 giorni, in quanto il conteggio decorre dalla data di pubblicazione sul profilo del committente e non da quella di pubblicazione sul BUR, che non ha valenza ai fini della procedura di selezione degli operatori economici.
É stato regolarmente rispettato il termine di quindici giorni stabilito dal punto 5.1, punto 4, delle linee guida numero 4 dell'ANAC, in base al quale la stazione appaltante assicura l'opportuna pubblicità dell'attività di esplorazione del mercato, scegliendo gli strumenti più idonei di pubblicazione in ragione della rilevanza del contratto.
La tempistica, ribadisco, è legata alla variazione di bilancio.

PRESIDENTE

Ruzzante per la replica.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
No, sinceramente mi sarei aspettato un'altra risposta, Assessore, non mi dichiaro soddisfatto ma per un semplice motivo, cioè io credo che non tutti i quindici giorni sono uguali, non lo so cosa dice dal punto di vista generale chi si occupa degli appalti, ma io lo dico dal punto di vista razionale e ragionevole.
Se in questi quindici giorni ci sta di mezzo il giorno di Natale o il giorno di Ferragosto non sono quindici giorni normali, perché sappiamo perfettamente come questi sono periodi solitamente di chiusura anche degli uffici, di gran parte delle aziende italiane.
La prima contestazione che faccio è mai più bandi attorno al 15 di agosto, punto primo.
Punto secondo io so che stiamo parlando di una cosa infinitesimale dal punto di vista economico in questo caso, però è propedeutica a una cosa molto più importante, molto più rilevante, che la redazione del nuovo Piano regionale dei trasporti, è vero che qui siamo dentro un contesto di variazione di bilancio, però siamo dentro a un contesto molto più ampio dal punto di vista economico; sebbene abbiate agito in maniera estensiva, rispetto agli obblighi che ha che avevate, potevate andare a scegliere direttamente.
Comunque secondo me il tempo deve essere congruo, e a seconda del periodo dell'anno deve essere dato in maniera ragionevole, rispetto al periodo dell'anno in cui ci troviamo, non mi dichiaro soddisfatto per la risposta, mi dispiace, mi auguro che non si ripeta più.

Interrogazione a risposta immediata n. 330 del 27 marzo 2017 presentata dal consigliere Berti relativa a "FERROVIA FELTRE-PRIMOLANO COME STANNO VERAMENTE LE COSE?"

"Premesso che:
- nell'ultimo anno forze politiche, sociali e istituzioni locali hanno rilanciato con forza l'ipotesi di realizzare un collegamento ferroviario fra Feltre (BL) e Primolano (VI), quale elemento necessario per il completamento a sud dell'Anello ferroviario delle Dolomiti;
- con interrogazione a risposta scritta n. 235 del 24/05/2016 si chiedeva se la Regione Veneto considerasse l'opera Feltre-Primolano prioritaria fra quelle da realizzarsi nel territorio veneto nell'ambito dei collegamenti strategici per la mobilità pendolare e turistica, e si auspicava l'avvio di un tavolo permanente per lo sviluppo dell'infrastruttura e la stipula di un protocollo d'intesa con la provincia autonoma di Trento, così come avvenuto con quella di Bolzano per il collegamento Calalzo-Dobbiaco;
- in un recente incontro svoltosi a Feltre il 17/03/2017 i rappresentanti delle istituzioni dei comuni dell'Unione Montana Feltrina, dell'Unione Montana Valbrenta e della Comunità Valsugana e Tesino hanno ribadito all'unanimità l'importanza di procedere quanto prima alla progettazione del collegamento Feltre-Primolano; a tal proposito la provincia autonoma di Trento si è resa disponibile ad elaborare entro la fine dell'anno uno studio di fattibilità, oltre a fornire un'analisi socio-trasportistica, raccogliendo tutto il materiale finora prodotto su questo collegamento;- il Comitato paritetico per la gestione del Fondo Comuni Confinanti ha stanziato, già da luglio 2016, 400 mila euro per contribuire alla progettazione dell'anello ferroviario delle Dolomiti, in particolare 200 mila euro per lo studio di fattibilità della tratta da Calalzo a Dobbiaco ed altrettanti come contributo alla progettazione della linea Feltre-Primolano;
Constato che ad oggi:
- non è giunta alcuna risposta alla nostra interrogazione;
- risulta che i fondi stanziati dal Comitato paritetico siano fermi da nove mesi perché la Regione Veneto non ha ancora firmato l'accordo con la Provincia autonoma di Trento e con la Provincia di Belluno;
- la Provincia autonoma di Trento da mesi sta attendendo una risposta dalla Regione Veneto per avviare gli studi, e in particolare il presidente Ugo Rossi ha chiesto al Presidente del Veneto Luca Zaia l'apertura urgente di un tavolo tecnico di discussione su questa progettualità;
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
interroga la Giunta regionale

per sapere quali sono i motivi per cui la Regione Veneto non si è ancora adoperata per la realizzazione del collegamento ferroviario Feltre-Primolano?

PRESIDENTE

La dà per letta, risponde l'Assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"A seguito della determinazione del Comitato Paritetico per la gestione del Fondo Comuni Confinanti, la Provincia Autonoma di Trento, solo con nota in data 04/07/2018 ha comunicato l'avvenuta sottoscrizione da parte di tutti i soggetti interessati del Protocollo d'intesa per la realizzazione del collegamento ferroviario nella direttrice Feltre – Valsugana – Trento.
Si ricorda che la Giunta Regionale, con DGR n. 1631 del 12 ottobre 2017, aveva già provveduto a licenziare la bozza del citato Protocollo d'intesa per lo sviluppo del progetto ferroviario sulla direttrice Feltre – Valsugana – Trento.
Detto Protocollo prevede che le risorse siano assegnate alla Provincia Autonoma di Trento che deve procedere con gli studi propedeutici alla progettazione dell'opera, cui la Regione del Veneto risulta fortemente interessata.
La Giunta Regionale continuerà a sollecitare la Provincia Autonoma di Trento per procedere al completamento degli studi di fattibilità in corso ed alla loro valutazione sotto il profilo tecnico – ambientale e di sostenibilità in termini di costi e benefici per i territori interessati".

PRESIDENTE

Per la replica il collega Berti.
Bene lei è pronto?
Altrimenti passiamo all'IRI 633.

Interrogazione a risposta immediata n. 633 del 6 settembre 2018 presentata dai consiglieri Zanoni, Azzalin, Fracasso, Moretti, Pigozzo, Sinigaglia, Zottis e Guarda relativa a "FEMMINICIDI E VIOLENZA DI GENERE IN VENETO. LA REGIONE INTENDE IMPEGNARSI PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEI PROCESSI, COME AZIONE DI CONTRASTO AD UN FENOMENO CHE COSTITUISCE UN GRAVE DANNO PER TUTTA LA SOCIETÀ ED A TUTELA DELLA CULTURA DEL RISPETTO TRA I SESSI?"

"Premesso che:
- nel 2017 il Veneto risulta essere la terza regione per numero di femminicidi, con 13 donne assassinate dopo Lombardia (19) ed Emilia-Romagna (16). Il fenomeno, oltre alle vittime dirette, provoca le cosiddette «vittime secondarie», ovvero bambini o ragazzi che, in seguito al delitto, si sono ritrovati orfani di madre o, in caso di omicidio-suicidio, di entrambi i genitori. In Italia, secondo i dati raccolti dall'associazione Sos Stalking, sono circa 2000 gli orfani del femminicidio. Inoltre, secondo un'indagine Istat, in Veneto una donna su tre di età compresa fra 16 e 70 anni ha subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale;
- anche nel corso del 2018 il Veneto continua ad essere scenario di casi di femminicidio e di violenza di genere. Guardando solamente allo scorso mese di agosto si ricordano in particolare tre episodi eclatanti: a Cavarzere una donna di 37 anni è stata massacrata a pugni e calci dal marito, a Jesolo un 25enne ha adescato una turista minorenne di 15 anni ed è ora accusato di violenza sessuale, a Sommacampagna pochi giorni fa un imprenditore agricolo ha segregato per due settimane la sua compagna in una cassa di plastica, larga non più di un metro e usata per la raccolta delle mele.
Considerato che:
- l'amministrazione comunale di Jesolo ha recentemente annunciato di volersi costituire parte civile nell'eventuale processo che sarà avviato nei confronti dell'uomo accusato di violenza sessuale nei confronti di una 15enne;
- nel marzo scorso la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha deciso di costituirsi parte civile nel processo per il femminicidio di una ventunenne di Dignano, assassinata nel luglio del 2017. Secondo quanto pubblicato dalla testata "Il Sole 24 ore" in un articolo del 22 marzo 2018 a firma di Barbara Ganz"(...) la decisione è stata presa sulla base dell'analisi effettuata dall'Avvocatura della Regione sulla sussistenza di presupposti che legittimino una costituzione di parte civile nel procedimento penale in corso a carico dell'indagato. "Da un punto di vista tecnico e di tempistica processuale - si legge in una nota della Regione - l'Avvocatura ha rilevato che risulta, allo stato attuale, ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile e risulta anche che la legittimazione e i presupposti giustificativi siano ampiamente rinvenibili a livello statutario e legislativo, a livello di articolazione organizzativa e anche in tema di promozione della cultura del rispetto tra i sessi e di azioni a contrasto della violenza di genere in tutti gli ambiti sociali". Vi sono diversi precedenti giurisprudenziali in materia, che riguardano non solo la generale ammissibilità della costituzione in giudizio come parte civile degli enti pubblici e territoriali, ma specificatamente l'ammissione di Regioni ed enti locali in procedimenti riguardanti atti di violenza contro le donne (...)";
- un altro recente precedente riguarda la Regione Puglia, costituitasi parte civile in un procedimento definito dalla Corte d'Assise di Bari nel 2017 con una sentenza di condanna dell'imputato per femminicidio. In quel caso fu disposto anche il risarcimento dei danni alle parti civili costituitesi in giudizio, tra cui l'Amministrazione regionale della Puglia;
- la violenza di genere è una piaga sociale che non ha colore né nazionalità e va combattuta, anche da parte dell'istituzione regionale, con il massimo impegno e a tutti i livelli. È fondamentale testimoniare e rafforzare l'impegno sia per contrastare un fenomeno che costituisce un grave danno per tutta la società, sia per tutelare e diffondere la cultura del rispetto tra i sessi.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri regionali
chiedono al Presidente della Giunta regionale
se, sulla base dei precedenti e dei principi sopra esposti, è sua intenzione impegnare la Regione Veneto quale parte civile nei processi per femminicidio e violenza di genere che si compiono nel territorio regionale".

PRESIDENTE

Prego, Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questo è un tema, purtroppo, di costante attualità.
Si parla di femminicidi e violenza di genere in Veneto, l'interrogazione è stata fatta recentemente al 6 settembre di quest'anno, l'ho sottoscritta come primo firmatario e, naturalmente, l'hanno sottoscritta i colleghi Azzalin, Fracasso, Moretti, Pigozzo, Sinigaglia, Zotti se guarda.
E riguarda questo fenomeno costante e molto grave, che minaccia e che vede minacciate, che vede come obiettivo le donne, molte donne in Veneto.
Siamo la terza Regione in termini di femminicidi dopo la Lombardia e l'Emilia Romagna, con 13 donne assassinate solo nel 2017, nel mese di agosto a Cavarzere una donna di 37 anni è stata massacrata a pugni e calci dal marito, a Jesolo un venticinquenne ha adescato una turista minorenne di 15 anni ed ora è accusato di violenza sessuale, a Sommacampagna un imprenditore agricolo ha segregato per due settimane la sua compagna in una cassa di plastica larga non più di un metro e usata per la raccolta delle mele.
Allora, siccome l'Amministrazione comunale di Jesolo ha deciso di costituirsi parte civile contro quel fenomeno che ho appena annunciato, la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha deciso di costituirsi parte civile nel processo per il femminicidio di una ventunenne di Legnano assassinata nel 2017: praticamente il Friuli Venezia Giulia ha fatto delle analisi approfondite con l'Avvocatura per vedere la sussistenza dei presupposti che legittimano una costituzione di parte civile nel procedimento penale contro questi indagati e anche la Regione Puglia lo ha fatto, ma si parla comunque di punta dell'iceberg perché c'è un fenomeno veramente molto diffuso di violenze all'interno soprattutto delle mura domestiche.
Quindi chiedo, sulla base dei principi sopra esposti, se è intenzione della Giunta impegnare la Regione quale parte civile nei processi per femminicidio e violenza di genere che si compiono nel territorio della Regione.

PRESIDENTE

Grazie.
Al posto dell'assessora Lanzarin risponde l'assessora De Berti, grazie.

Ass.ra Elisa DE BERTI

"La Regione del Veneto, che con propria Legge 23 aprile 2013 n. 5 "Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne" è impegnata da diversi anni in azioni di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne, coinvolgendo tutti gli attori del territorio pubblici e privati. Tale impegno regionale per sostenere la rete di contrasto alla violenza comporta anche l'erogazione di finanziamenti regionali per consentire alle strutture e servizi sul territorio veneto di accogliere ed assistere le donne che chiedono di uscire da percorsi o situazioni di violenza, alle quali spesso assistono anche i loro figli minori. Il femminicidio è una tragica conclusione di una situazione in progressione di soprusi, nonostante l'impegno profuso e i servizi e strutture messe a disposizione. Evidentemente questa tragica conclusione rappresenta un danno sia per gli attori della rete di sostegno alle donne sia per le risorse regionali dedicate a contrastare la violenza e prevenirne le tragiche conseguenze.
Risulta pertanto legittimo per la Regione del Veneto costituirsi parte civile nei processi di femminicidio e violenza di genere e peraltro la costituzione sarà valutata nella specificità di ogni singolo caso verificata la sussistenza di presupposti giuridici".

PRESIDENTE

Per la replica, Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Mi dichiaro soddisfatto della risposta. È evidente che bisogna valutare la costituzione caso per caso.
Poi mi rendo conto che è un tema che è di attualità anche per la nostra Regione, visto che lo stesso Assessorato della Regione Veneto è capofila del progetto ASAP – abbiamo visto in questi giorni appunto alcuni pezzi di stampa – che riguarda un progetto europeo di contrasto alla violenza sulle donne fatto in collaborazione con la Bulgaria, la Croazia e la Germania.
Questo per dire che credo che sia più che doveroso che la nostra Regione intervenga e si costituisca parte civile in questi processi perché è giusto dare un chiaro segnale di coinvolgimento anche del pubblico e di vicinanza anche delle Istituzioni a tutte queste donne che subiscono violenza, soprattutto dentro le mura domestiche e che vengono uccise, per mandare dei segnali e cercare di fare così anche prevenzione. E' un fenomeno che è difficile sicuramente da gestire e vedo che, per quanto riguarda il progetto ASAP, si parla di mettere assieme le varie esperienze per cercare di mettere a punto un modello operativo e sistematico per prevenire e contrastare questo fenomeno.
Sicuramente l'attenzione del pubblico è un ingrediente fondamentale per cercare di arginare questo fenomeno però, a mio avviso, ci vuole assoluta costanza e naturalmente, per quanto riguarda l'applicazione della legge 5 del 2013, che è stata fatta proprio per cercare di approfondire questo fenomeno e per prevenirne gli effetti debba essere, naturalmente, giustamente e in maniera opportuna finanziata.

Interrogazione a risposta immediata n. 620 del 6 agosto 2018 presentata dai consiglieri Scarabel, Brusco, Berti e Baldin relativa a "EMERGENZA MORIA API. LA GIUNTA REGIONALE RITIENE OPPORTUNO CONSIGLIARE NEI PROPRI BOLLETTINI FITOSANITARI L'UTILIZZO DI PESTICIDI MESSI AL BANDO DALL'UE E GIUDICATI RISCHIOSI PER LA SALUTE UMANA?"

"Premesso che:
- in data 28 febbraio 2018 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un documento che conferma la correlazione tra l'utilizzo di fitofarmaci neonicotinoidi ed il crollo della popolazione di api e insetti impollinatori;
- sulla base delle evidenze scientifiche succitate la Commissione europea ha adottato i regolamenti di esecuzione nn. 783, 784 e 785 del 2018 che prevedono il divieto di immissione sul mercato e di uso di sementi conciate contenenti le sostanze attive neonicotinoidi imidacloprid, clothianidin e thiamethoxan;
- in data 17 ottobre 2016 l'EFSA ha pubblicato un parere scientifico sul rischio derivante dall'uso di un altro neonicotinoide, l'acetamiprid, dal quale si evince che tale sostanza ha una tossicità acuta per api e bombi e che numerose aree di rischio devono ancora essere investigate in merito agli effetti sulla salute umana e dell'ambiente;
- in data 17 dicembre 2013 l'EFSA nelle conclusioni del suo parere scientifico su richiesta della Commissione europea, ha evidenziato che alcuni dei livelli guida per l'esposizione ammissibile ad acetamiprid e imidacloprid possono avere un effetto avverso sullo sviluppo dei neuroni e delle strutture cerebrali associate a funzioni quali l'apprendimento e la memoria nell'essere umano.
Considerato che:
- le vendite di pesticidi in Veneto continuano ad aumentare di anno in anno e i recenti dati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel rapporto nazionale pesticidi nelle acque, dimostrano la presenza di pesticidi sul 90% delle acque superficiali analizzate in Veneto;
- il Presidente della Giunta regionale del Veneto ha recentemente dichiarato che avrebbe fatto il possibile, nei limiti delle competenze che la legge assegna alla regione, per ridurre la moria di api in Veneto.
Preso atto che:
- nei bollettini fitosanitari pubblicati periodicamente sul sito internet della Regione del Veneto, si consigliano interventi fitosanitari mediante l'utilizzo della sostanza attiva imidacloprid e acetamiprid;
- l'impiego di pesticidi a base di imidacloprid, acetamiprid e dimetoato sono altresì consigliati nel Bollettino di difesa integrata n. 19 del 26 luglio 2018 emesso dall'Istituto di Genetica e sperimentazione agraria "N. Strampelli" della Provincia di Vicenza;
- consigliare l'utilizzo di determinati fitofarmaci, rispetto ai quali non vi sono ancora certezze scientifiche sulla loro innocuità, è in aperto contrasto col principio di precauzione.
I sottoscritti Consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per sapere se ritiene opportuno continuare a segnalare nei bollettini fitosanitari l'impiego di pesticidi neonicotinoidi la cui pericolosità è ormai acclarata".

PRESIDENTE

Il collega Scarabel la dà per letta.
Risponde al posto dell'assessore Pan, la collega De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

"La norma che regola le procedure di autorizzazione e di immissione in commercio delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari è il Regolamento N. 1107/2009. Tale Regolamento stabilisce che le procedure di autorizzazione delle sostanze attive sono di competenza della Unione Europea, mentre le procedure di autorizzazione dei prodotti fitosanitari sono di competenza dell'autorità nazionale, in Italia il Ministero della Salute.
L'Autorità Europea per la sicurezza Alimentare- EFSA è incaricata dalla Commissione Europea di effettuare o valutare studi scientifici al fine di supportare le decisioni della Commissione in merito all'approvazione, modifica di impiego o revoca delle sostanze attive.
L'EFSA prende in esame nuovi studi scientifici anche dopo l'approvazione di una sostanza. Se tali studi indicano che vi è un pericolo per la salute umana o l'ambiente, può proporre limitazioni all'impiego che vengono adottate dalla Commissione e recepite dagli Stati membri attraverso modifiche delle etichette per l'immissione in commercio.
Ciò è avvenuto per i prodotti a base di Acetamiprid, per il quale le autorità competenti hanno ritenuto che sono ancora essere soddisfatte le condizioni di sicurezza per la salute e l'ambiente previste all'art. 4 del Regolamento N. 1107/2009.
Diversamente, per quanto riguarda i prodotti fitosanitari a base di Imidacloprid, Tiametoxam e Clothianidin, al termine di un processo specifico di valutazione, l'EFSA è giunta alla conclusione che esiste un rischio acuto elevato per le api se impiegati in campo aperto. Pertanto ne sono stati recentemente vietati tutti gli usi all'esterno, con i Regolamenti di esecuzione N. 2018/783, N. 2018/785 e N. 2018/784; i Regolamenti prevedono la revoca dei prodotti oppure la modifica delle etichette da parte degli Stati Membri, entro il 19 settembre 2018. Si è attualmente in attesa dei provvedimenti del Ministero della Salute.
Per quanto riguarda il contenuto dei bollettini fitosanitari divulgati dalla competente U.O. Fitosanitario, le informazioni che vengono date sono quelle previste dal Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari approvato con Decreto Interministeriale 22 gennaio 2014, paragrafo A.7.2.2.
Nei bollettini vengono riportate indicazioni utili per una corretta difesa delle colture anche con utilizzo dei prodotti fitosanitari, al fine di consigliarne un uso limitato e mirato rispetto a quanto potrebbe essere fatto lecitamente dagli agricoltori in assenza di indicazioni e semplicemente rispettando le etichette.
Si tratta di valutazioni tecniche, che trovano comunque fondamento e sono conformi alle Linee Guida Nazionali di Difesa Integrata continuamente aggiornate dal Gruppo Difesa Integrata istituito presso il Ministero dell'Agricoltura e comunque nel pieno rispetto delle normative di settore.
I prodotti fitosanitari a base di imidacloprid, tiametoxam e clothianidin non verranno più indicati nelle Linee Tecniche di difesa integrata e nei bollettini fitosanitari, in quanto revocati".

PRESIDENTE

Grazie.
Per la replica, collega Scarabel.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Mi ritengo soddisfatto della risposta. Come lei capisce dall'interrogazione non mi aspettavo che la Giunta avesse fatto qualcosa al di fuori della normativa, sapevo benissimo che eravamo in quel periodo di limbo, appunto, come ha detto la risposta l'Assessore De Berti, in cui si poteva usare quel prodotto almeno fino a settembre, per quello parlavo di opportunità visto che più volte, anche il Presidente Zaia, si era espresso contro le morie di api perché lo sappiamo benissimo tutti che sono degli esseri straordinari e fanno un lavoro gratuito importantissimo per la nostra agricoltura, quindi parlare di opportunità era appunto cercare di proteggerle in qualsiasi modo e mi sembrava di suggerire e di evitare di indicare nei bollettini della Regione Veneto, appunto, dei prodotti anche se pur lecitamente ammissibili comunque che davano appunto evidenze conclamate per la pericolosità sulle api.

PRESIDENTE

Grazie.
IRI 642, non vedo il collega Berlato, gliela spediremo a domicilio.
PUNTO
5



INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA PRESENTATA DAL CONSIGLIERE RUZZANTE RELATIVA A "CONTRIBUTI REGIONALI PER LA METANIZZAZIONE DEL TERRITORIO: LA GIUNTA REGIONALE HA VERIFICATO SE LE SOMME EROGATE AI BENEFICIARI SIANO STATE FEDELMENTE DICHIARATE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE NELLE STIME PERITALI PER LA MESSA IN GARA DEL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE?" (INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 569)

"Premesso che:
- con legge regionale 22 gennaio 1987, n. 2  (abrogata dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale 13 agosto 2009, n. 19  ) e con l'art.16 della Legge regionale 1 febbraio 1995, n. 6  (afferente il solo aumento del limite di importo oggetto dei contributi regionali) la Regione del Veneto ha disciplinato il proprio apporto al fine di incentivare "l'estensione e la razionalizzazione della rete di metanizzazione" nel territorio regionale (art. 1 lr n. 2/87), stabilendo di promuovere "l'elaborazione di programmi per aree territoriali, avvalendosi di apposite convenzioni con gli Enti energetici o società preposti nel settore, anche a livello locale. Mediante convenzioni, la Giunta regionale attiva inoltre l'assistenza tecnica nelle fasi di progettazione, esecuzione ed esercizio delle iniziative a favore degli Enti locali singoli, consorziati o costituiti in società che deliberino di gestire direttamente il servizio di distribuzione del metano. (art. 2, commi 1 e 2, lr n.2/87)";
- in particolare, l'art. 3, comma 3, della legge regionale n.2/87, stabiliva il seguente presupposto fondamentale per l'erogazione del contributo a carico del bilancio regionale: "I contributi sono concessi a condizione che gli Enti locali deliberino di gestire il servizio di distribuzione del metano direttamente, tramite loro aziende, consorzi o Società per azioni nelle quali la loro partecipazione sia maggioritaria";
- che l'art. 4 della prefata legge individuava le spese ammissibili a contributo in quelle per progettazione esecutiva, esecuzione dei lavori, impianti e forniture, IVA nella misura di legge, indennità connesse con la realizzazione delle opere e per adduttori secondari, cabine di decompressione, reti cittadine di distribuzione, nonché eventuali oneri a carico degli Enti locali per la realizzazione degli adduttori principali;
Appurato a seguito di riscontri effettuati presso i competenti uffici regionali, l'effettivo pagamento agli enti beneficiari a titolo di contributo per complessivi € 11.347.008,34, limitatamente al solo periodo 1992 al 2008;
Rilevato che:
- l'art. 14 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 "Attuazione della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale, a norma dell'articolo 41 della legge 17 maggio 1999, n. 144", in tema di attività di distribuzione del gas naturale, al comma 1 stabilisce che "L'attività di distribuzione di gas naturale è attività di servizio pubblico. Il servizio è affidato esclusivamente mediante gara per periodi non superiori a dodici anni. Gli Enti locali che affidano il servizio, anche in forma associata, svolgono attività di indirizzo, di vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio sono regolati da appositi contratti di servizio, sulla base di un contratto tipo predisposto dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas ed approvato dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto" e al comma 8 dispone che "Il nuovo gestore, con riferimento agli investimenti realizzati sugli impianti oggetto di trasferimento di proprietà nei precedenti affidamenti o concessioni, è tenuto a subentrare nelle garanzie e nelle obbligazioni relative ai contratti di finanziamento in essere o ad estinguere queste ultime e a corrispondere una somma al distributore uscente in misura pari al valore di rimborso per gli impianti la cui proprietà è trasferita dal distributore uscente al nuovo gestore. Nella situazione a regime, al termine della durata delle nuove concessioni di distribuzione del gas naturale affidate ai sensi del comma 1, il valore di rimborso al gestore uscente è pari al valore delle immobilizzazioni nette di località del servizio di distribuzione e misura, relativo agli impianti la cui proprietà viene trasferita dal distributore uscente al nuovo gestore, incluse le immobilizzazioni in corso di realizzazione, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente e sulla base della consistenza degli impianti al momento del trasferimento della proprietà";
- l'art. 46 bis (Disposizioni in materia di concorrenza e qualità dei servizi essenziali nel settore della distribuzione del gas), commi 1 e 2, del Decreto legge 1/10/2007, n. 159, stabilisce che "Al fine di garantire al settore della distribuzione di gas naturale maggiore concorrenza e livelli minimi di qualità dei servizi essenziali, i Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie locali, sentita la Conferenza unificata e su parere dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, individuano entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto i criteri di gara e di valutazione dell'offerta per l'affidamento del servizio di distribuzione di gas previsto dall'articolo 14 comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, tenendo conto in maniera adeguata, oltre che delle condizioni economiche offerte, e in particolare di quelle a vantaggio dei consumatori, degli standard qualitativi e di sicurezza del servizio, dei piani di investimento e di sviluppo delle reti e degli impianti. 2. I Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie locali, su proposta dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas e sentita la Conferenza unificata, determinano gli ambiti territoriali minimi per lo svolgimento delle gare per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas, a partire da quelli tariffari, secondo l'identificazione di bacini ottimali di utenza, in base a criteri di efficienza e riduzione dei costi, e determinano misure per l'incentivazione delle relative operazioni di aggregazione."
- l'articolo 24 decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, sostituisce il comma 8 del previgente articolo 14 del D.lgs. n. 164 del 2000 con disposizione il cui secondo capoverso ha il seguente tenore "[...] Nella situazione a regime, al termine della durata delle nuove concessioni di distribuzione del gas naturale affidate ai sensi del comma 1, il valore di rimborso al gestore uscente è pari al valore delle immobilizzazioni nette di località del servizio di distribuzione e misura, relativo agli impianti la cui proprietà viene trasferita dal distributore uscente al nuovo gestore, incluse le immobilizzazioni in corso di realizzazione, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente e sulla base della consistenza degli impianti al momento del trasferimento della proprietà."
- con Decreto 22 maggio 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato le "Linee Guida su criteri e modalità applicative per la valutazione del valore di rimborso degli impianti di distribuzione del gas naturale" precisando che sia il c.d. VIR (Valore industriale residuo) il rimborso spettante al gestore uscente in caso di subentro di un nuovo soggetto. Tale valore di rimborso, calcolato in conformità con l'art. 5 del Regolamento gare di cui al DM 226/2011 e alle Linee Guida del 7 Aprile 2014, a seguito dell'affidamento mediante gara d'ambito, rappresenta (delibere Autorità n. 367/2014 e 775/2016) il valore iniziale delle immobilizzazioni nette di località, ovvero la base per il calcolo degli ammortamenti e della remunerazione del capitale proprio netto investito nei casi in cui il gestore entrante sia diverso dal gestore uscente nel medesimo territorio comunale;
Considerato che:
- la corretta dichiarazione al Regolatore dei contributi pubblici ricevuti contribuisce significativamente al minor valore della cd "Regolatory Asset Base (RAB)" e di conseguenza consente di pervenire a una minore tariffa per il cittadino utente, mentre si determina una maggiorazione nel caso di omessa o parziale indicazione. Ciò comporta, all'evidenza, un indebito arricchimento del gestore del servizio e influisce negativamente sulla promozione della concorrenza e tutela del consumatore finale, fondamenti questi che costituiscono la ratio della direttiva comunitaria richiamata;
- dai dati resi noti dal Regolatore in ambito gare gas, risulterebbe che, oltre alle mancate dichiarazioni ai fini tariffari, interi bacini di reti e impianti per la distribuzione del gas sono stati oggetto di trasferimenti diretti e nelle valutazioni di stima non si è minimamente tenuto conto in deduzione dei finanziamenti pubblici a suo tempo erogati, con la conseguenza che i cittadini pagheranno una seconda volta l'intero valore degli impianti;
Accertato che a seguito dell'accesso effettuato presso i competenti uffici dell'amministrazione regionale, la Regione del Veneto ha erogato numerosi contributi ai sensi della legge regionale 22 gennaio 1987, n. 2 (Contributi finanziari ai comuni per interventi di metanizzazione nel Veneto);
Evidenziato che stante peraltro quanto si ricava dall'ampia e risalente cronaca giornalistica locale, ai fini della gestione reti e impianti del gas i comuni partecipanti all'ex Consorzio del Conselvano, alla liquidata Azienda Speciale Consorziale Padova Sud nonché alcuni comuni dell'ex Consorzio del Basso Vicentino, tutti beneficiari di contributi, confluirono nell'alveo di Cosecon Distribuzione S.p.A., divenuta Veneto Distribuzione e poi Enerco Distribuzione (che oggi risulta acquisita da Ital Gas - con socio di maggioranza – soci e proprietari i comuni dell'area del conselvano, due comuni dell'ex consorzio Basso Vicentino, la Provincia di Padova e la Regione del Veneto tramite Veneto Sviluppo S.p.A.– la Cosecon S.p.A. - Società per lo sviluppo economico del Conselvano;
Appurato che dagli elenchi pubblici delle partecipazioni azionarie detenute da Veneto Sviluppo risulta che tale società ha detenute azioni (pari al 10,84%) di Attiva S.p.A. dichiarata fallita e subentrata a Cosecon S.p.A.-Società per lo sviluppo economico del Conselvano, di cui sopra;
Il sottoscritto consigliere
interroga la Giunta regionale
per sapere se con riferimento ai contributi regionali erogati ai sensi della legge regionale 22 gennaio 1987, n. 2  e anche in considerazione del ruolo di azionista già assunto della Regione del Veneto in Attiva S.p.A. per il tramite di Veneto Sviluppo S.p.A.:
1) abbia o meno verificato che le somme erogate a titolo di contributo siano state oggetto di fedele dichiarazione da parte dei soggetti beneficiari in sede di determinazione delle tariffe di località;
2) abbia o meno verificato che le somme erogate siano state oggetto di fedele dichiarazione da parte dei soggetti beneficiari con particolare riferimento alla valorizzazione a stima industriale delle infrastrutture (perizie VIR) ai fini della messa in gara e trasferimento oneroso degli impianti;
3) in caso di risposta negativa a quanto rilevato sub 1) e 2), se abbia o meno comunque intenzione di predisporre e/o richiedere le opportune attività ispettive e di verifica in ordine alla corretta imputazione dei contributi regionali erogati ai fini della determinazione delle tariffe di località e della messa in gara e trasferimento oneroso degli impianti in discorso.".

PRESIDENTE

La illustra? Grazie.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
Ho voluto porre questa domanda molto precisa alla Regione, cerco di condensarla, è molto lunga la mia interrogazione a risposta scritta, ma la condenso in modo tale che la rendo anche comprensibile ai colleghi.
Per la metanizzazione, per fare la metanizzazione nei vari territori, moltissime risorse sono arrivate dal pubblico.
La Regione stessa ha contribuito con risorse proprie, date ai Comuni, affinché facessero i collegamenti, quelli ovviamente sotterranei, per le tubazioni, e tutti quanti gli impianti per garantire la metanizzazione, e il raggiungimento la metanizzazione, nelle varie zone della nostra regione, ma comunque in genere di tutto il Paese.
In realtà il tema che sto ponendo riguarda tutto il Paese, non riguarda mica solo il Veneto.
Per effettuare queste connessioni del metano, sono state usate risorse pubbliche, cioè soldi dei cittadini.
Il senso di questa interrogazione è semplicissimo, anche qui lo concretizzo in modo da renderlo chiaro, al di là dei tecnicismi: i cittadini pagano il metano in base ai costi che l'azienda, che eroga il servizio, ha effettuato per portare il metano fino a casa tua.
Ora, ovviamente, il periodo in cui è stata effettuata la metanizzazione erano quasi tutte imprese pubbliche, gestione multiutility, ma di carattere comunale, prevalentemente comunale, poi ci sono state varie trasformazioni.
Il punto essenziale è, secondo l'interrogante, cioè secondo il sottoscritto, nei costi che vengono fatti pagare ai cittadini vengono ricompresi i costi pagati dal pubblico, con soldi e denari già dei cittadini, per portare questi impianti fino sotto casa.
Non è una cosa banale, perché i cittadini la stanno pagando due volte: una quando hanno pagato attraverso le Regioni, attraverso i contributi dello Stato, per la realizzazione di quegli impianti in metanizzazione, ora sul costo del gas considerando quei costi per portare il metano fino sotto casa, complessivi, anche comprensivi, dei costi in realtà non sostenuti dalle società, ma sostenuti direttamente dal pubblico.
Questa denuncia io l'ho fatta il 9 aprile, poi è uscita anche sui giornali, perché era un'interrogazione pubblica. Noto con piacere, e aggiungo, tra virgolette, che il 22 agosto 2018, cioè circa 4 - 5 mesi dopo la mia interrogazione, l'Amministrazione regionale, a firma del Dottor Giuliano Vendrame, ha inviato una lettera nella quale mi dà ragione non su tutto, ma su tutto al 100%.
In questa lettera inviata al MISE, inviata ad ANCI Veneto, chiarisce che la somma da riconoscersi al gestore uscente, a titolo di rimborso, dalla somma da riconoscersi al gestore, devono essere detratte, tra l'altro, le anticipazioni, i contributi e i sussidi concessi dai Comuni e da altri finanziatori pubblici.
Rientrano in tale fattispecie, a titolo esemplificativo, i contributi concessi da questa Regione con la legge regionale, eccetera, eccetera...
Si evidenzia che la mancata o incompleta valutazione dei contributi ricevuti, determina una stima non corretta della consistenza della rete di distribuzione, e conseguentemente, da un lato un potenziale arricchimento indebito del gestore del servizio uscente, dall'altro una maggiorazione della tariffa per il cittadino causata dalla necessità del gestore entrante di recuperare i maggiori oneri legati al valore delle opere erroneamente stimate.
Cioè non è che mi dà ragione, mi dà ragione 100% rispetto a quello che io ho posto, quanto vale questa cosa? I più addentro rispetto alla tematica parlano di circa 20/30 euro al mese, o meglio, a bolletta - le bollette sono bimestrali- ogni bolletta 30 euro da circa 10/15 anni.

PRESIDENTE

Grazie, per la risposta.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Questa è la dimensione delle questioni.

PRESIDENTE

L'assessore Marcato, prego.

Ass.re Roberto MARCATO (Liga Veneta – Lega Nord)

"Il servizio di distribuzione del gas naturale è stato oggetto di revisione normativa iniziata nell'anno 2000 ed attualmente l'affidamento del servizio da parte degli Enti locali deve avvenire mediante gara ad evidenza pubblica, con modalità precisamente disciplinate per il subentro nella gestione di reti ed impianti. Le gare per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas devono pertanto svolgersi non più avendo come riferimento i singoli Comuni, ma su base di Ambiti Territoriali Minimi, i cosiddetti ATEM.
In Italia gli ATEM individuati sono 177 ed i Comuni appartenenti a ciascun Ambito sono stati individuati da Decreto Ministeriale il 18 ottobre 2011; nel Veneto gli ATEM individuati sono 15, tra questi solamente per gli Ambiti Belluno, Verona 2 e Venezia 1 sono in corso le gare di affidamento del servizio di distribuzione del gas, peraltro in pendenza di ricorsi amministrativi, conseguenza di un quadro normativo piuttosto complesso ed oggetto di numerose modifiche e rivisitazioni.
Aspetto fondamentale nella predisposizione dei documenti di gara, che il Comune quale stazione appaltante ha il compito di predisporre nel rispetto della specifica normativa di settore, è la determinazione del valore delle reti e degli impianti che deve essere riconosciuto dal vincitore dell'appalto al gestore uscente ed agli eventuali Comuni proprietari di parti di reti afferenti alla distribuzione del gas naturale, ai quali a titolo di rimborso deve essere pertanto destinato un compenso calcolato al netto dei contributi eventualmente erogati da soggetti pubblici per la realizzazione della rete gas.
Dalla disamina della normativa di settore non risultano competenze specifiche a carico della Regione finalizzate a verificare che le dichiarazioni dei Comuni (per la determinazione delle tariffe di località e per la determinazione del VIR (Valorizzazione Industriale delle infrastrutture) in riferimento ai bandi di gara per la gestione delle reti di metanizzazione di emanazione da parte degli ATEM) tengano conto dei contributi pubblici elargiti per la realizzazione delle reti in argomento.
Considerati gli effetti conseguenti la non corretta valutazione da parte degli enti locali - ATEM del valore delle infrastrutture, l'Unità Organizzativa Energia della Giunta regionale, pur non avendo responsabilità di controllo, ma a titolo di informazione e di fattiva collaborazione, ha inviato in data 22 agosto 2018 una lettera ai Comuni, agli ATEM e ad ARERA (Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente) per ricordare l'obbligo di considerare i contributi pubblici eventualmente concessi per la realizzazione delle reti di distribuzione del gas (tra i quali quelli legati alla L.R. 2/1987) in sede di determinazione delle tariffe di località e delle perizie VIR ai fini della messa a gara e trasferimento oneroso degli impianti".

PRESIDENTE

Grazie a lei, Ruzzante per la replica.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Come avevo detto nella premessa, mi sembra che la risposta l'assessore Marcato confermi al 100% le valutazioni che avevamo fatto, certo non spetta a quest'Aula stabilire se quei contributi ricevuti dai Comuni attraverso la Regione siano o meno stati detratti, è una supposizione però correttamente credo l'assessorato ha indicato i Comuni, guardate che il valore deve essere detratto di tutti i contributi pubblici; se è vero quello che dico io, non mi risulta siano stati detratti questi valori, è evidente che siamo di fronte a una grave gravissima truffa ai danni dei cittadini, è evidente che siamo a questa situazione.
Immagino che con gli atti di questa interrogazione, con gli atti della risposta corretta io mi dichiaro anche soddisfatto tecnicamente per la risposta data dall'assessore Marcato, immagino che le associazioni dei consumatori chiederanno verifica, azienda per azienda, in tutto il Veneto ma dico che la questione non riguarda solo il Veneto riguarda a livello nazionale per chiedere se i contributi pubblici siano o meno stati detratti dal costo della loro bolletta.
Voi avete idea di che cosa significa 20-30 euro a bolletta, per dieci, quindici anni, vent'anni per tutti i cittadini, certo una class action, esattamente questo.
Io mi farò promotore, attraverso le associazioni che già abbiamo avuto dei contatti, perché vadano fino in fondo a questa cosa.
Io credo che è vero che non spetta alla Regione la funzione di controllo, però essendo stati contributi pubblici quelli, credo sia giusto e corretto, un'azione non solo di ammonimento. come correttamente è stata fatta con questa lettera, da parte del direttore Vendrame, ma anche a questo punto, perché io vi ho in qualche modo evidenziato una fattispecie di rischio, Assessore, di rischio di reato, io ve l'ho evidenziata di rischio, ovviamente, non mi potrei mai permettere di dire che è un reato, però, di rischio di reato questo sì, credo che a vostra tutela, pur non dovendo voi esercitare un controllo non spetta a voi, però, a vostra tutela una evidenziazione alle Autorità preposte in tal senso, lo farò anch'io perché ovviamente a questo punto si è evidenziato che quello che ho dichiarato è giusto, è corretto dal punto di vista tecnico, alle Autorità pubbliche preposte a un'indagine in tal direzione, forse andrebbe fatta, perché si tratta di contributi pubblici conteggiati due volte ai danni dei cittadini, quindi siamo di fronte a una situazione, se dovesse essere ovviamente confermata, siamo di fronte a una situazione assolutamente inaccettabile e illegale.
Quindi, da questo punto mi permetto di suggerire all'Assessorato di eventualmente inviare alle Autorità competenti, Corte dei conti e Magistratura, l'evidenziazione di quello che già avete sottolineato, attraverso la sua risposta all'interrogazione e attraverso la lettera del dottor Vendrame. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei. Abbiamo terminato le interrogazioni.
In questo momento, ai sensi dell'articolo 72 " Comunicazioni del Presidente del Consiglio o suo delegato", l'Assessore Bottaccin fa una relazione dello stato della situazione del maltempo e di quello che è avvenuto in Veneto, negli ultimi dieci giorni.
Grazie, Assessore per la disponibilità e per la sensibilità riservata al Consiglio.
La parola all'Assessore Bottacin.

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN (Zaia Presidente)

Grazie. Ritenevo doveroso informare il Consiglio su quello che è accaduto, negli ultimi giorni, in Veneto.
Mercoledì, circa una decina di giorni fa, sul Veneto si è manifestato un incendio che è il più grosso incendio boschivo degli ultimi decenni, in provincia di Belluno ed in tutto il Veneto, che è stato gestito dalla Regione del Veneto, perché l'antincendio boschivo è competenza regionale insieme ai Vigili del Fuoco e che è stato spento nella giornata di venerdì e che ha creato la devastazione di circa mille ettari di bosco, in zona particolarmente pregiata.
Pensavamo che fosse terminata l'emergenza, che ci ha visto in campo direttamente, ma così non è stato, perché ARPAV, il settore meteo di ARPAV ha annunciato un evento devastante che si stava prospettando per la giornata di lunedì e martedì.
Quando ho visto il bollettino meteo di ARPAV, ho immediatamente era sabato pomeriggio ha avvisato il Presidente Zaia e ho chiesto di convocare l'Unità di Crisi Regionale. Presidente Zaia l'ha convocata immediatamente e domenica mattina è stata convocata ed è stata fatta la prima riunione dell'Unità di Crisi Regionale. Sottolineo un aspetto che in questa emergenza abbiamo messo in pratica ciò che è contenuto nel nuovo Codice della Protezione Civile entrata in vigore da gennaio di quest'anno, che prevede che il Presidente della Regione sia diventato Autorità di Protezione Civile e si coordini con i Prefetti, che sono altre autorità di protezione civile, che a loro volta si coordinano con i Sindaci, che sono l'autorità di protezione civile locale.
Quindi abbiamo avuto l'opportunità di testare questa nuova norma, su cui io mi sono battuto insieme alla collega della Lombardia ed è stato molto complicato arrivare a questo perché ritenevamo che, nella gestione delle emergenze, non era sufficiente la struttura messa in campo dalle Prefetture, che normalmente fanno capo alle strutture statali ma, per esempio, in un'emergenza come questa, ma anche per l'incendio è fondamentale che siano presenti tutte le componenti, non solo la Regione, non solo ARPAV (e qui ARPAV Meteo ha avuto un ruolo fondamentale), ma anche tutte le altre strutture che non sono statali e che possono dare adeguato supporto: per esempio, penso al settore difesa del suolo nella gestione delle piene.
Devo dire che domenica mattina, quando abbiamo convocato tutti i soggetti che fanno parte del sistema della protezione civile, quindi il rappresentante di ANCI, le Province, naturalmente tutte le strutture regionali, i soggetti che gestiscono il servizio idrico integrato, Terna, Enel, insomma tutto quello che può avere un ruolo nella gestione di un'emergenza, come avete letto anche sui giornali, qualcuno diceva che c'era bel tempo e la Regione stava esagerando. Non è andata così e approfitto per ringraziare i previsori di ARPAV, che sono riusciti a mettere in campo delle previsioni, che purtroppo si sono rivelate assolutamente precise, e che ci hanno fatto preparare. Quando si parla di protezione civile – e sulla legge regionale ho voluto concentrare l'attenzione anche sugli aspetti non di gestione dell'emergenza, ma anche e soprattutto su quelli di previsione e prevenzione – questo è un ambito della previsione: abbiamo informato tutti i soggetti che stava per accadere un evento che poi si è rivelato essere una vera e propria catastrofe.
Da lì, dal momento in cui si è insediata l'unità di crisi, che ho presieduto e sto ancora seguendo, è stato tutto un susseguirsi di azioni, interventi e gestioni emergenziali.
Si è abbattuto un evento assolutamente devastante su quasi tutto il Veneto e infatti il bollettino meteo dava tutto il Veneto in rosso, che vuol dire stato di allarme, e in modo particolare abbiamo rilevato in alcune zone 700 millimetri, quindi 70 centimetri di pioggia caduti in poche ore, un evento superiore al 1966 e al 2010; abbiamo misurato velocità del vento superiori a 190 chilometri orari, per cui trattasi di uragano, e in modo particolare il vento ha investito l'altopiano di Asiago, si è spostato nel Feltrino, è salito lungo tutta la vallata agordina, spostandosi poi in Cadore e in Comelico, quindi un'area molto vasta. Quindi è stata una situazione di maltempo che ha investito tutto il Veneto e che ha fatto muovere una macchina che era già pronta a muoversi, perché nel momento in cui abbiamo avvisato tutti, abbiamo avvisato anche tutta la macchina del sistema di protezione civile, che era sul campo pronta ad intervenire.
Quindi, come dicevo prima, c'è stato l'aspetto fondamentale svolto da ARPAV sulle previsioni meteo e poi l'aspetto di prevenzione perché, se c'è stato un evento superiore a quello del 2010 e del '66, noi non abbiamo avuto mezzo Veneto allagato a differenza del 2010, non abbiamo avuto rotture arginali, abbiamo avuto dei problemi in montagna, ma ricordo che nel '66 sono spariti interi paesi, c'era una frazione che si chiamava California di un Comune agordino, che non esiste più, è stato cancellato, e abbiamo avuto dei danni notevolmente inferiori rispetto a quelli del 1966 e del 2010.
Questo grazie anche a quel piano che è stato messo in campo dalla Regione del Veneto dopo il 2010, insieme allo staff del professor Luigi D'Alpaos, che ha consentito di realizzare opere di consolidamento arginale, bacini di laminazione e interventi in montagna di difesa del suolo, briglie, interventi di ricalibratura degli alvei, eccetera, che hanno consentito di far fronte a questi eventi.
Non lo dico io, io sarei di parte e poco credibile, ne cito un paio di quelli che ci hanno garantito, tecnici ci hanno garantito che le opere hanno fatto il loro mestiere, cito il mio Presidente, il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Belluno, che è un ingegnere idraulico, l'ingegner Lucchetta, che mi ha scritto dicendo: "Le opere che sono state fatte hanno avuto effetto" e cito il geologo Luca Salti, che in un'intervista televisiva ha detto: "Se non ci fossero state queste opere oggi conteremo molte vittime". Ci sono stati molti danni, strade in modo particolare, ma non abbiamo contato morti in centri abitati, case, purtroppo ci sono stati tre decessi, dovuti a due investimenti da parte di alberi e uno che è stato recuperato in un corso d'acqua, purtroppo.
Vuol dire che il Piano che è stato definito ha funzionato, vuol dire che la scelta che ho fatto di intervenire perché il Piano cuba 3 miliardi di euro, ma noi abbiamo fatto fino adesso, messo in cantiere, 870 circa milioni di euro di opere e ovviamente io tutti i giorni leggo i giornali vedo che da più parti mi si dice: "Devi fare questo, devi fare quell'altro".
Io ho sempre detto: non vince chi mi tira la giacca di più o chi fa più articoli sui giornali perché il criterio che ho dato alle mie strutture è quello di intervenire prima dove c'è la priorità più alta, quello dell'indice di rischio, non lo dico oggi, lo dico da sempre e l'indice di rischio è l'unico criterio scientifico su cui ci si può basare per definire delle priorità in questi ambiti, ed è un criterio che non è esatto. Lo sappiamo perché è probabilistico, però è l'unico criterio che può essere usato. Abbiamo seguito questo e credo che gli effetti ci siano.
411 milioni in interventi idraulici e consolidamenti arginali, 88 milioni di interventi sulla difesa del suolo nella parte montana del Veneto e credo che questo, insomma, abbia dato esito qualche anno fa in Cadore ci sono stati, anche l'anno scorso, purtroppo, dei morti; Alvera è stato investito pesantissimamente, cioè quell'immagine dello scavatore caduto nel corso d'acqua, non so, l'avete visto tutti, è diventato un po' uno degli emblemi, non ci sono state conseguenze per le abitazioni, non ci sono state conseguenze a San Vito di Cadore, non ci sono state conseguenze. Potrei fare una lista molto lunga.
Da quel momento si è messa in moto, dal momento in cui abbiamo attivato l'unità di crisi ci siamo preparati, abbiamo disposto tutta la macchina della Protezione Civile, lasciando tutti i volontari nelle proprie Province perché, evidentemente - e il ragionamento che abbiamo fatto è stato lo stesso e analogo a quello dei Vigili del Fuoco perché eravamo in coordinamento - perché tutto il Veneto era in emergenza, stavano passando le piene. Oggi possiamo dire che non abbiamo avuto problemi di esondazioni, consolidamenti arginali, ma avevamo sempre la massima attenzione perché i dati che io vedevo in sala operativa della Regione erano preoccupanti perché era un evento assolutamente devastante.
Noi abbiamo un sistema che, messo a punto con l'Università di Padova, traduce le previsioni meteo in portate dei fiumi, ovviamente questi modelli venivano fatti girare continuamente, ovviamente dovevamo interfacciarci con altre Regioni perché il Tagliamento e il Livenza nascono in Friuli, così come l'Adige nasce in Trentino e, quindi, dovevamo monitorare anche quegli aspetti.
Ringrazio i colleghi delle Regioni Friuli e della Regione Lombardia e della Provincia di Trento perché hanno avuto la sensibilità di, insieme a me, prendere delle decisioni che non sono facili da prendere perché poi il giorno dopo siamo tutti allenatori della nazionale, il lunedì mattina, ma quando ci si trova in sala operativa magari dopo due giorni 3 - 4 che non dormo (mi son fatto anche l'incendio, lo sottolineo) non è poi così semplice.
Li ringrazio per la tempestività, per la velocità, per l'immediatezza nei rapporti così come ringrazio tutte le strutture che si sono interfacciate con noi.
Dicevo, abbiamo messo in moto la macchina e sapevamo, quando abbiamo visto che a Belluno stava succedendo un qualcosa di ancor più grave, alle 22:30 del lunedì, in videoconferenza con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, ho attivato l'Esercito e ho attivato le colonne mobili di altre Regioni non perché noi non ce la facessimo ma perché avevamo tutti schierati gli uomini in tutto il Veneto, e ho chiesto il supporto anche di altre colonne mobili.
Li ringrazio, perché abbiamo attivato associazioni nazionali, le elenco velocemente: A2A, l'Ai.Bi. Piemonte, l'Associazione Nazionale Alpini, naturalmente, l'ANPAS, la Croce Rossa Italiana, la FIR, la FMI, le Misericordie, il Supporto Nazionale Emergenze, i volontari antincendio boschivo.
Così come abbiamo attivato le colonne mobili regionali della Provincia autonoma di Bolzano, di Trento, della Regione Abruzzo, dell'Emilia Romagna, della Lombardia, delle Marche, del Piemonte e della Toscana, l'AGESCI, l'ANC: Associazione Nazionale Carabinieri, Lari: i radioamatori, e poi tutti i volontari del Veneto.
Li ringrazio in modo particolare, bravi tutti, bravissimi tutti quelli che hanno lavorato e stanno lavorando, i volontari di più, perché sono volontari, semplicemente per questo, non prendono lo stipendio. Il ringraziamento va a tutti, ma a loro è doppio.
Complessivamente i volontari che abbiamo messo in campo, e che sono passati per i vari Ccs sparsi in giro, sono migliaia, un vero e proprio esercito. Solo nel Bellunese, da fuori Belluno, sono stati messi in campo 1889 volontari, quelli della provincia di Belluno sono circa 1800, che vanno a sommarsi.
Abbiamo avuto a Belluno, nella sola provincia di Belluno, 250 Vigili del Fuoco, 110 uomini dell'Esercito, 520 volontari del Soccorso Alpino Nazionale, che, solo nell'area del bellunese, hanno smaltito 1600 interventi. Io ho visto su alcuni giornali nazionali parlare di altre regioni, parlano di 250, 300, 400 interventi. Solo nella provincia di Belluno, e ricordo che non è l'unica che è stata investita da questo evento, ci sono state 1600 chiamate e interventi gestiti.
Poi ringrazio tutti quelli che stanno lavorando: le Forze dell'Ordine, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, ma anche le strutture di Terna, di ENEL, di ANAS, di Veneto Strade, e i servizi tecnici della telefonia, BIM GSP che è il gestore del servizio idrico integrato, ma anche tutti gli altri gestori che abbiamo coinvolto in unità di crisi, abbiamo chiesto di aiutare GSP in una situazione emergenziale, e lo stanno facendo.
Le ditte private sono state mobilitate da subito, quelli che erano sul posto, anche nei luoghi isolati, e si sono mobilitati da subito.
Oggi la situazione è ancora complessa, ringrazio anche tutti i dipendenti comunali, delle Unioni montane, e delle Province, della Regione, del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che è venuta a darci una mano...
Perché queste persone stanno lavorando, da quel giorno, penso ai Servizi Forestali, ai Geni civili, a tutto il settore della difesa del suolo, insomma a tutte le strutture regionali, all'ARPAV, che stanno dando un grande supporto.
La situazione lunedì sera si presentava in maniera più grave nella parte montana e pedemontana, Vicenza, Belluno e Treviso. Abbiamo registrato 160 mila utenze non collegate all'energia elettrica, abbiamo avuto 8 paesi isolati totalmente, si arrivava a piedi. C'erano delle persone sul Passo Fedaia in macchina, che siamo riusciti a recuperare solo il giorno dopo; gli elicotteri non volano col maltempo, gli unici che possono volare sono quelli dell'Esercito, ma avevano difficoltà anche loro. Abbiamo avuto 400 persone evacuate, oggi sono evacuate ancora circa 150 persone, nel Veneto, abbiamo monitorati speciali, che sono la frana del Tesina, la frana di Perarolo, la frana del Rotolon. Ovviamente sono ancora in codice rosso, perché continua a piovere, i tempi di risposta di un evento di quel tipo là richiede alcuni giorni.
Abbiamo avuto 497 chilometri di strade chiuse e sto parlando solo delle strade statali, provinciali e regionali non contro le strade comunali perché i Comuni non sono stati in grado, e non sono in grado tuttora, di darci i numeri precisi.
Abbiamo avuto problemi con l'acqua, sicuramente con l'acqua potabile, ma anche centinaia di metri di acquedotti totalmente divelti, abbiamo avuto un patrimonio boschivo di centinaia, di migliaia, di alberi che sono stati totalmente rasi al suolo, le immagini penso che l'abbiate viste.
Abbiamo messo a disposizione tutto quello che potevamo come Regione, i tre elicotteri regionali, che hanno fatto un servizio eccezionale laddove non si poteva arrivare, siamo stati sul pezzo fin dai primi minuti in maniera ininterrotta, ringrazio naturalmente tutta la struttura della Protezione Civile regionale, perché non è che uno pensa la Regione del Veneto come tutte le altre Regioni, non è che sono in numero illimitato, ma sono sempre stati tutti presenti a iniziare dal dottor Nicola Dell'Acqua, l'ingegner Soppessa, tutta la struttura della Protezione Civile regionale sono sempre stati con me, come le altre strutture, penso alle strutture della difesa del suolo ingegner Marco Puiatti e la sua struttura, tutti i Geni civili l'ingegner Salvatore Patti.
Consentitemi un ringraziamento, perché io sono stato sul posto nelle varie unità di coordinamento e funziona che c'è l'unità di crisi che coordina i CCS (comitati di coordinamento soccorsi), a livello provinciale dove ci sono i Prefetti, che a sua volta coordinano i COM (Centri Operativi Misti) che a loro volta coordinano i COC (Centri Operativi Comunali), capite la complessità della macchina e dentro ci sono tutti gli attori che ho nominato fino adesso, sicuramente ne ho dimenticati alcuni.
Non è stato facile, per cui li ringrazio; non si sono mai sottratti, non hanno mai chiesto di andare a riposare, casomai ero io che dicevo ogni tanto: "Guarda vai a riposare perché altrimenti non reggi".
Perché siamo ancora nella fase emergenziale; non è ancora terminato purtroppo, non è ancora terminato sono stati installati oltre 300 generatori di corrente elettrica, per cercare di ripristinare la situazione minima vitale per i cittadini, lo scenario, quando è arrivato l'amico Luigi D'Angelo il direttore delle emergenze del Dipartimento nazionale, gli ho chiesto se veniva a dare una mano, lui ha detto: "Vengo volentieri", lui ha detto - quando è arrivato - "lo scenario è peggio di un sisma", mancava la luce, mancava la viabilità, mancava l'acqua, alcune case erano inagibili perché scoperchiate, in più c'erano alberi schiantati che incombevano sulle strade, creavano e creeranno continui ulteriori problemi.
Una situazione molto molto complessa, noi abbiamo cercato di gestirla al meglio, io sono di parte perché penso che abbiamo fatto un buon lavoro, perché un'emergenza così lo dice sempre l'ingegner D'Angelo, l'ha detto non so se avete visto lo speciale del TG 2, gli è stato chiesto, era in studio, "qual è la situazione peggiore in Italia?" "È quella del Veneto è quella della provincia di Belluno", non aveva motivo di dirlo, c'erano stati appena quella mattina morti in Sicilia, ma lui è stato chiaro, è stato chiaro e l'ha spiegato bene.
Dicevo, io sarei di parte però vi riporto due attestati di stima, che credo vadano a tutta la struttura regionale, che sono quelli dell'ingegner Luigi D'Angelo, che in una riunione dell'unità di crisi ha detto "una gestione del genere è una gestione d'eccellenza, sia in termini di previsione, di prevenzione e di gestione dell'emergenza", credo che questo sia un motivo di orgoglio per tutti i veneti; l'altra è del professor Giuseppe Maschio, è il responsabile del corso di Ingegneria della sicurezza civile e industriale dell'Università di Padova, nonché Presidente della Commissione Grandi Rischi del Dipartimento Nazionale della Protezione civile, che mi ha scritto chiedendomi anche di trasferire la gestione emergenziale, che abbiamo fatto attraverso la sala operativa della Regione e, quindi, l'Unità di crisi, in Università Padova, ovviamente, io ho dato la disponibilità, quando avremo la possibilità di farlo passata l'emergenza.
Ne abbiamo avute molte altre di attestazioni di stima, però, queste mi sembravano piuttosto autorevoli, quindi mi sento di trasferirle a tutto il Consiglio regionale.
Io so che ci sono state una serie di polemiche, naturalmente, quando gestisci 300 generatori, può succedere che uno non funzioni. Ha chiamato personalmente a me, come tanti Sindaci, il Sindaco che aveva quel generatore, glielo abbiamo sostituito immediatamente.
Abbiamo movimentato 300 generatori ed Enel non si è risparmiata, perché anche loro insieme ai volontari hanno lavorato giorno e notte, anche i tecnici di Terna e con ENEL abbiamo fatto un'operazione, che credo, ancora una volta, dimostri la validità di questa nuova legge, che deve comprendere tutti e non solo le strutture che fanno capo alle Prefetture.
C'è stata una gestione degli invasi, i laghi erano tutti vuoti, io abito in un Comune abbiamo votato qui per la fusione, si chiama Alpago, che ha ospita la seconda zona industriale della provincia e quel lago ha problemi, perché riesce a scaricare poco e se il lago non fosse stato abbassato prima, ci sarebbe stata l'esondazione, con l'allagamento di tutta la zona industriale della seconda zona industriale la provincia di Belluno, ma così come il lago del Corlo che è stato gestito, pensando che a valle c'erano i centri abitati, ma anche il ponte di Bassano e c'è stata una gestione degli invasi anche insieme ai Colleghi del Friuli, penso alla diga di Ravedis, il lago del Centro Cadore, io vi assicuro che sono stato attaccato 24 ore davanti al nostro sistema di monitoraggio delle piene e delle portate dei fiumi in continua interlocuzione con ENEL, per gestire al meglio questi passaggi tant'è che a un certo momento ho visto che la portata del Cordevole si è azzerata e ho capito che era successo qualcosa, era crollato un edificio nel Cordevole, in località Massa, l'ho visto in diretta guardando la portata che continuava a crescere, poi, improvvisamente è .
Un ringraziamento grandissimo ai cittadini. I cittadini sono stati eccezionali e i cittadini del Veneto son sempre eccezionali, ma vi assicuro che con tutte le difficoltà del caso, io ho visto cose che ricorderò per tutta la vita, si sono rimboccati le maniche, non hanno chiesto nulla han chiesto, non dimenticatevi di noi, ma stavano da soli lavorando per cercare di risolvere i problemi, almeno quelli che riuscivano a risolvere loro.
Ho trovato dignità, forza d'animo e anche forza di braccia, perché la forza d'animo serve ma ho trovato anche la forza di braccia.
Un ringraziamento al Governo. Io quando mi collegavo col Dipartimento della Protezione Civile, ogni due ore, due ore e mezza e, quindi, non riuscivo a dormire perché devo far sempre i collegamenti, il Governo ci ha garantito da subito tutto il supporto. Quando ho chiesto l'esercito, alle ore 22.30 del lunedì, alle 4 del mattino la colonna dell'esercito era a Belluno, pronta la destina a destinare a destinazioni che poi sono state differenziate su sul territorio.
Il Governo che poi è già venuto, ci ha dato dei messaggi al di là della presenza fisica, messaggi, 250 milioni dovrebbero essere da subito disponibili nello stato di emergenza, che dovrebbe essere questa settimana, secondo quello che ci hanno comunicato. 159 milioni dal Ministero dell'Ambiente, fatalità, quando è scoppiato l'incendio ero a Roma col Ministro Costa, che ho incontrato verrà in Veneto e parlavamo anche di questo e mi ha detto: "Guarda stiamo definendo i dettagli, vi sottoporremo una bozza di accordo per fondi destinati alla difesa del suolo, oggi quanto mai indispensabili". Le altre regioni le ho già ringraziato e ringrazio anche la stampa locale, che ci ha seguito da sempre, continuamente. La stampa nazionale abbiamo un po' dovuto tirarla per la giacchetta, li ho dovuti anche accompagnare personalmente, però, mi pare che poi abbiano capito il problema che c'è stato in Veneto.
Arriveremo dappertutto e oggi inizia la fase più difficile: abbiamo ripristinato l'elettricità nelle case, abbiamo ripristinato l'acqua potabile, anche se non dappertutto è potabile, ma abbiamo ripristinato l'acqua, si arriva quasi dappertutto con alcune limitazioni sul traffico, stiamo lavorando per ripristinare le condizioni di base.
Sappiamo che la provincia di Belluno è stato l'epicentro, ma tutto il Veneto è stato colpito dal litorale alla pianura, insomma sappiamo perfettamente cosa è successo e arriveremo dappertutto: lo dico perché so che questa è la fase più difficile e poi inizieranno tutti a dire "ci sono anch'io"; lo sappiamo e stiamo seguendo, come per le opere di mitigazione del rischio, un criterio di priorità. L'obiettivo è quello di far ripartire tutto quello che c'era prima, come prima e meglio di prima.
Ovviamente in questo momento la priorità è per la stagione invernale e poi ci sarà anche la stagione estiva, il litorale, ma arriveremo dappertutto: invito tutti ad avere calma e sangue freddo, noi stiamo lavorando al massimo, ripeto che abbiamo ricevuto complimenti dall'esterno, per cui non facciamoci male da soli. Lo dico perché, dopo dieci giorni che non dormo, ho già visto qualcuno che dice che ha problemi: calma e sangue freddo e arriviamo dappertutto.
Ovviamente le priorità devono essere gestite bene e se ho una persona dispersa, prima vado a prendere la persona dispersa e poi penso all'acqua potabile e così sarà anche nel prossimo futuro.
Prevedo che ci sarà la nomina di un commissario, che di solito è il Presidente della Regione quando viene dichiarato lo stato di emergenza, quindi dopo ce la prenderemo in carico tutta fino in fondo come è avvenuto con l'alluvione del 2010.
Un aspetto personale: umanamente per me è stata una grandissima esperienza perché, dal punto di vista professionale, al di là delle gratificazioni – ma queste non contano – ho avuto modo di sperimentare una gestione emergenziale molto complessa, quindi dal punto di vista professionale per me è stato un arricchimento notevolissimo e dal punto di vista umano di più: vedere la vedova di una certa età, che stava ripulendosi casa con un secchio, senza luce e senza acqua, fermare il Sindaco di Rocca Pietore, perché poi chi sta seduto dietro una tastiera la fa facile ma quando mi dicevano: "ma il COC di Rocca Pietore?" E io dicevo: sapete cos'è il COC di Rocca Pietore, cioè il Centro Operativo Comunale?" Consiste nel Sindaco e nel Vicesindaco (che è un soccorritore alpino), che girano con una radio appesa al collo e a piedi vanno a cercare i cittadini e a chiedere di cosa hanno bisogno. Abbiamo trovato questa signora anziana che diceva: a me non serve niente perché un po' di acqua ce l'ho"; oppure dei soccorritori dell'ANA mi hanno detto che hanno raggiunto una persona anziana e le hanno lasciato quello che avevano, l'acqua negli zaini, e lei ha offerto loro il caffè.
Ecco, queste sono cose che io ricorderò per tutta la vita e che fanno parte del Veneto e questo ci impone di avere un impegno tutti, come Regione, per arrivare a una ricostruzione nel più breve tempo possibile e far ripartire l'economia in quei territori perché abbiamo bisogno che tutti i territori riemergano come prima e più di prima: su questo io garantirò il massimo del mio impegno.
Ultimi due appelli e poi ho veramente chiuso, perché sennò il Presidente mi richiama: vedo tanti messaggi e telefonate che mi arrivano, ma non servono generi alimentari e cose di questo tipo, è già tutto a posto, abbiamo attivato un conto corrente e un numero solidale; preferisco invitare sul conto corrente che riguarda solo la Regione Veneto e non ha vincoli di destinazione, mentre il numero solidale può essere utilizzato solo per opere pubbliche.
Un altro invito che faccio è di dire no al turismo delle tragedie, cioè che il Prefetto di Belluno debba utilizzare i Carabinieri e la Polizia per limitare le persone che arrivano nell'Agordino è una cosa che non è accettabile, è assolutamente intollerabile: le foto le hanno, ci sono le riprese dei Vigili del Fuoco, hanno tutto, per cui non si deve andare ad intralciare le operazioni di soccorso perché lo dobbiamo nel rispetto della dignità di quelle persone, nel rispetto delle persone che sono decedute e credo sia la cosa peggiore, sempre dal punto di vista umano, che io abbia visto in questi giorni.
Vi ringrazio, sono stato un po' lungo, mi avete ascoltato, ringrazio il Presidente Ciambetti che mi ha dato l'opportunità di riferire al Consiglio.
Mi auguro che ci sia il supporto da parte di tutto il Consiglio regionale per quello che dovremo fare da qua in avanti.

PRESIDENTE

Grazie all'assessore Bottacin, invece, che ha avuto, appunto, la disponibilità e la sensibilità di relazionare al Consiglio regionale la situazione in tempo reale e - come vi ha detto lui - è da un po' che dorme pochissimo, se non niente, in qualche caso.
Io adesso chiederei al Consiglio regionale un minuto di silenzio in ricordo delle vittime che ci sono state in Veneto e anche fuori Veneto in queste giornate.
Grazie.
L'Aula osserva un minuto di raccoglimento.

PRESIDENTE

Grazie. A questo punto, come avevo detto prima a dei Capigruppo, lo lasciamo senza discussione e replica perché non è ancora il momento di farlo, vedremo se ci sarà necessità di approfondimenti o altro.
Come ha detto l'Assessore c'è il Consiglio dei Ministri in questa settimana che dichiarerà lo stato di calamità nelle Regioni interessate dal maltempo, lo ha detto prima l'assessore Bottacin.
PUNTO7



INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA PRESENTATA DAL CONSIGLIERE RUZZANTE RELATIVA A "LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PADOVA IPOTIZZA IL DELITTO DI OMICIDIO STRADALE A CARICO DELL'AUTISTA DEL DIRETTORE GENERALE DELLA SANITÀ VENETA. QUALI INTERVENTI DI VERIFICA DA PARTE DELLA GIUNTA REGIONALE?" (INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 612)

"Premesso che:
- si apprende in data odierna della chiusura delle indagini preliminari effettuate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova a carico dell'autista del Direttore generale della sanità regionale; come è noto, il fatto che ha originato l'odierna imputazione a carico dell'autista si è verificato il 13 settembre 2016, a Padova, allorché questi, alla guida dell'autovettura di servizio con a bordo l'attuale direttore generale della sanità regionale in qualità di soggetto trasportato, procedeva nel senso di marcia inverso a quello obbligato così impattando contro un motociclista, il Sig. Cesare Tiveron, che procedeva nel proprio senso di marcia.
Rilevato che il Pubblico ministero titolare dell'indagine ha ritenuto di non dover accogliere le conclusioni formulate dal consulente d'ufficio, Dott. Montisci - attuale direttore dell'Istituto medicina legale di Padova; in effetti, le conclusioni della predetta perizia escludevano la sussistenza di un nesso di causalità tra l'impatto con l'autovettura e l'evento morte, sostenendosi, al contrario, il poco credibile intervento di un fatto del tutto autonomo e precedente al fatto-incidente, e cioè di un infarto che avrebbe colpito il Tiveron giusto qualche secondo prima dell'impatto. Del resto, tali conclusioni erano state immediatamente contestate dai familiari della vittima per il tramite di consulenze dagli stessi commissionate.
Considerato che la vicenda, peraltro già nota alle cronache e qui sintetizzata nei suoi elementi essenziali, si caratterizza per taluni elementi i quali, fermi restando i fatti per come saranno oggetto di accertamento in sede processuale, dovrebbero invece essere oggetto di un urgente e specifico approfondimento da parte della Giunta regionale, in quanto intervenuti in costanza e in occasione del rapporto di servizio che lega l'autista, oggi soggetto a procedimento penale, e il Direttore generale della sanità regionale all'amministrazione regionale.
Il sottoscritto consigliere,
Interroga l'Assessore regionale alla Sanità
per sapere quali interventi di verifica abbia effettuato o intenda effettuare rispetto a quanto sopra premesso e descritto".

PRESIDENTE

Intende illustrarla? Prego.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

La questione è un po' delicata questa è relativa a un incidente stradale che ha coinvolto una macchina della Regione, per Regione intendo in senso ampio, e la persona che è stata coinvolta in questo incidente è morta.
C'è un processo in corso, ovviamente, potrebbe non essere oggetto di attenzione di quest'Aula se non per un motivo che, secondo alcune indagini che sono state anche riportate fedelmente sugli organi di stampa la persona coinvolta nell'incidente sarebbe, addirittura, stata colpita da infarto prima dell'incidente stesso ed è quindi questa la causa dell'incidente.
Una cosa veramente, ne ho viste molte in questi anni, ma questa così no.
Ovviamente stiamo parlando di incidente in cui la causa è un'inversione di marcia, quindi una distrazione del Codice Stradale, in qualche modo, quindi, un reato che è stato compiuto: una svolta a sinistra non consentita, uscendo dallo IOV di Padova in una strada a doppio senso con obbligo di girare a destra con la possibilità di girare a sinistra.
Quindi questo è quello che è avvenuto.
La domanda è molto semplice: se la Regione e l'Assessorato regionale alla Sanità che interventi di verifica abbia effettuato o intenda effettuare rispetto a quanto sopra premesso e descritto. Ricordandosi, insomma, che c'è una vittima; ci sono i parenti di questa vittima che hanno legittimità e vanno tutelati rispetto a questa vita che è stata persa a causa di un'infrazione del Codice della strada.
Ciascuno si deve assumere le responsabilità, io non voglio assolutamente andare oltre a questo, però credo che quella persona che è mancata abbia il diritto a rispetto, e anche al rispetto delle regole, e anche delle regole processuali. Affermare che stava facendo un infarto giusto nel momento dell'impatto con la macchina, e non conseguente a questo, credo che sia non possibile da stabilire, credo che sia assolutamente inaccettabile come motivazione per evitare, magari, di risarcire adeguatamente la famiglia per il danno subito.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Massimo GIORGETTI

PRESIDENTE

La parola al vicepresidente Forcolin, per la risposta.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Premesso che né Giunta, né l'Assessore oggi ha titolo di dare sentenze, a riscontro di quanto richiesto con l'interrogazione avente titolo: "La Procura della Repubblica di Padova ipotizza il delitto di omicidio stradale a carico dell'autista del Direttore generale della Sanità veneta, quali interventi di verifica da parte della Giunta regionale", si rappresenta che essendo pendente l'attività istruttoria relativa a un procedimento penale, ogni valutazione potrà essere effettuata agli esiti dello stesso.
Allo stato non può che esprimersi la piena fiducia della Giunta regionale nei confronti della magistratura, per l'impegno che questa sta manifestando per l'accertamento della verità.

PRESIDENTE

Prego, collega Ruzzante, se vuole replicare.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Mi dichiaro soddisfatto della risposta della Giunta, non poteva che essere questa, mi sono permesso di farla, perché quando si fa un atto politico c'è sempre una motivazione, per dire che a fronte di questi episodi, così gravi, ci rimettiamo la faccia un po' tutti, nel senso che è ovvio che la sentenza che ne verrà, ne emergerà, da questo caso deve essere assolutamente trasparente, chiara e non può, in nessun modo, portare a una sorta di autoassoluzione; credo e mi auguro che si andrà in questa direzione, lo dobbiamo, ripeto, al rispetto della vittima, lo dobbiamo al rispetto del Codice della strada, alla quale siamo tutti tenuti, lo dobbiamo al rispetto dei parenti della vittima, che hanno diritto a un giusto indennizzo, se per caso questo dovesse essere riconosciuto. Ovvio che la Giunta non può fare nulla di tutto questo, ma mi son permesso di segnalare il problema, perché avevo la sensazione che anche le prime indagini andassero in una certa direzione.

PRESIDENTE

Bene. Quindi adesso le risposte alle altre interrogazioni mi dicono che non sono pronte (punti 8, 9 e 10).
PUNTO
11



PROGRAMMA DI INTERVENTI CON RIALLOCAZIONE DI RISORSE FINANZIARIE, A VALERE SUI FINANZIAMENTI DELLA LEGGE SPECIALE PER VENEZIA DI COMPETENZA REGIONALE, DERIVANTI DA ECONOMIE DI SPESA ACCERTATE E RIMODULAZIONE PROGETTUALE. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 79) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 152/2018)

"La legislazione speciale per Venezia ha come principale finalità la salvaguardia fisico-ambientale, storico-artistica e culturale della Laguna di Venezia e stabilisce gli obiettivi strategici, le procedure per realizzarli e le attribuzioni ai diversi organi competenti: lo Stato, la Regione del Veneto e gli Enti Locali. -
Con la Legge regionale n. 17 del 27/02/1990, la Regione ha stabilito le "Norme per l'esercizio delle funzioni di competenza regionale per la salvaguardia e il disinquinamento della laguna di Venezia e del bacino in essa scolante ".
L'art. 4 della Legge regionale n. 17/1990 prevede, in particolare, che:
> la Giunta regionale predispone i programmi degli interventi, da attuare sulla base degli obiettivi e delle linee guida del Piano per la prevenzione dell'inquinamento e il risanamento delle acque del bacino idrografico immediatamente sversate nella laguna di Venezia, ed. Piano direttore;
> i programmi degli interventi sono approvati in Consiglio regionale, entro novanta giorni dal ricevimento della proposta;
> la Giunta regionale presenta alla competente Commissione consiliare una relazione semestrale sul grado di raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano, evidenziando, in termini di costi/efficacia, l'utilizzo dei finanziamenti disponibili.
Con deliberazione n. 97/CR del 02/10/2018, la Giunta regionale, coerentemente a quanto previsto dal citato articolo 4, ha proposto al Consiglio regionale un programma di interventi, unitamente ad una rimodulazione progettuale, da finanziarsi con la riallocazione di risorse, resesi disponibili a seguito di economie in relazione a lavori già finanziati dalla legge speciale per Venezia, per un ammontare complessivo di € 14.997.495,00.
Gli interventi proposti sono i seguenti:
A/1 - Reintegro delle somme liquidate per oneri di esproprio e seguito della sentenza della Corte di Cassazione n. 19758/2017, importo previsto €1.540.000,00: a seguito di contenzioso in merito al valore da assegnare a un esproprio, effettuato a carico dei soggetti privati che detenevano aree nella zona di Porto Marghera, interessate da interventi regionali, in particolare dal Progetto Integrato Fusina, la Regione è stata condannata alla liquidazione di una somma superiore a quella disponibile nel quadro economico di spesa del relativo progetto. La Regione ha provveduto alla liquidazione di tale somma nei tempi assegnati, impiegando risorse tratte da diverse schede progettuali. Si tratta ora, giovandosi della disponibilità di economie, di ripristinare dette risorse finanziarie, al fine di consentire l'esecuzione delle attività già programmate con precedenti riparti.
A/2 - Accordo di Programma "Vallone Moranzani" del 31/03/2008 e "Piano Stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio alluvione" del 15 settembre 2015. Cofinanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idroseolosico individuati con DPCM 15 settembre 2015 - "Interventi sulla rete idraulica del Bacino Lusore", importo € 5.662.495,00: Il progetto degli "Interventi sulla rete idraulica del Bacino Lusore" è previsto all'interno di più strumenti di programmazione interessanti l'area dell'entroterra veneziano di Marghera. Fin dall'anno 2008, gli interventi sono previsti tra le opere di "compensazione" nell'ambito dell'Accordo finalizzato alla gestione dei sedimenti di dragaggio dei canali di grande navigazione ed alla riqualificazione ambientale, paesaggistica, idraulica e viabilistica dell'area di Venezia - Malcontenta - Marghera, denominato "Accordo di Programma Vallone Moranzani". Il progetto definitivo degli "Interventi sulla rete idraulica del Bacino Lusore", dell'importo complessivo di Euro 67.521.068,19, è stato approvato con Decreto n. 25 del 06/08/2012 del Commissario Delegato per l'emergenza socio economico ambientale relativa ai canali portuali di grande navigazione della Laguna di Venezia. Tale progetto si articola in n. 11 tra lotti e sublotti funzionali. Alla luce delle molteplici finalità del Progetto Lusore, l'intervento complessivo è quasi completamente finanziato nel "Piano Stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvione ", nell'ambito del quale sono stati assegnati € 61.858.573,19 (risorse MATTM), precisando che la quota residua di € 5.662.495,00 rimane a carico della Regione del Veneto a valere sui fondi della Legge Speciale per Venezia. Risulta quindi necessario riservare parte delle economie disponibili a garanzia del complessivo finanziamento del citato Progetto.
B1 - Interventi di completamento dell'impianto idrovoro "Altipiano" con scarico nel Fiume Brenta, in Comune di Codeviso, importo € 2.500.000,00. Il progetto è finalizzato al completamento del nuovo impianto idrovoro "Altipiano", intervento avviato a seguito della sottoscrizione di uno specifico Accordo di Programma tra Regione del Veneto e l'ex Magistrato alle Acque di Venezia (ora Provveditorato Interregionale alle 00. PP.), ma non ancora completato a causa della carenza di risorse finanziarie.
B2 - Completamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito contaminato denominato "Ex Nuova ESA ", nei Comuni di Marcon (VE) e Mogliano Veneto (TV), importo € 2.500.000,00. L'intervento riguarda l'allontanamento e lo smaltimento di rifiuti, pericolosi e non, presso l'ex impianto "Nuova Esa ", localizzato parte in Comune di Marcon (VE) e parte ricadente in Comune di Mogliano Veneto (TV).
CI - Aggiornamento del Piano Direttore 2000, del Master Pian per la Bonifica dei siti inquinati di Porto Marghera, attuazione di progetti speciali connessi alla Programmazione Europea e attività di supporto al RUP del progetto Integrato Fusina e desii interventi ex Ordinanza capo Dipartimento Protezione Civile n. 68/2013 e n. 69/2013, importo € 1.445.000,00. La scheda riguarda le attività di studio, indagine, ricerca, finalizzate all'aggiornamento delle misure, delle strategie e delle azioni individuate dal "Piano per il risanamento ed il disinquinamento delle acque del Bacino Idrografico immediatamente sversante nella Laguna di Venezia - Piano Direttore 2000", per conseguire gli obiettivi di qualità delle acque della Laguna e dei corsi d'acqua del Bacino Scolante, ai sensi della normativa speciale per Venezia e della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE.
C2 - Attività di monitoraggio ambientale nel bacino Scolante e nella Laguna di Venezia, importo € € 1.350.000,00. Attraverso lo stanziamento si garantisce il proseguimento dei programmi di monitoraggio ambientale, avviati con la collaborazione tecnico scientifica e operativa di ARPAV, per la verifica del raggiungimento degli obiettivi ambientali stabiliti dalla normativa speciale per Venezia, dalla Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE e dalla relativa normativa nazionale di recepimento.
A questi interventi si aggiunge una rimodulazione progettuale relativa a:
D/1 Interventi strutturali in rete minore di bonifica - Riqualificazione ambientale della Fossa Storta; rimodulazione progettuale senza oneri aggiuntivi rispetto al finanziamento di € 2.582.284,50, già assegnato con D.C.R. n. 23/2000. Con tale rimodulazione progettuale, si ritiene necessario prendere atto della modifica del progetto che non ricomprende più Cave Praello e che quindi limita l'intervento alla riqualificazione ambientale della Fossa Storta, essendosi il sito di Cave Praello, negli anni, spontaneamente rinaturalizzato. In sede di valutazione di incidenza ambientale dell'originario progetto, era stato chiesto lo stralcio delle opere interessanti "Cave Praello", da cui l'esigenza di procedere con la rimodulazione progettuale.
Come si evince dalle singole schede di progetto, così come integrate su richiesta della Seconda Commissione consiliare nel corso dell'istruttoria espletata, per ogni intervento proposto sono indicate: le ragioni alla base del suo inserimento nel Programma, la coerenza con il Piano direttore, gli interventi dai quali sono derivate le economie di spesa che ne consentono il finanziamento e le modalità con cui si è pervenuti alla quantificazione dei relativi costi.
Da ultimo, si rappresenta che, per alcuni degli interventi proposti (precisamente quelli di cui ai codici B1, B2 e C2) risultano sussistere le caratteristiche tecniche per poter essere avviati entro l'anno in corso, con utilizzo delle risorse resesi disponibili dagli spazi finanziari accertati, giusta deliberazione n. 1285 del 10.09.2018, da cui la necessità di procedere con l'approvazione del Programma nelle more dell'esame della Relazione sul grado di raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano direttore che le strutture competenti hanno informato essere stata approvata dalla Giunta regionale e, quindi, di prossima trasmissione al Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 4, terzo comma, della Legge regionale n. 17/1990 .
La Seconda Commissione consiliare, al termine dell'istruttoria sul provvedimento, ha espresso a maggioranza (favorevoli il presidente Calzavara -con delega del consigliere Rizzotto e il consigliere Michieletto del Gruppo consiliare Zaia Presidente, i consiglieri Gidoni e Montagnoli del Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord ed il consigliere Barison del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia - Movimento per la cultura rurale; astenuti i consiglieri Fracasso e Zanoni del Gruppo consiliare Partito Democratico; contrario il consigliere Ruzzante del Gruppo consiliare Misto - Liberi E Uguali) parere favorevole alla sua approvazione".

PRESIDENTE

Relatore il Consigliere Calzavara.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Come diceva proprio nel titolo, la deliberazione amministrativa numero 79, riguarda la riallocazione di circa 15 milioni di euro, che sono derivati da economie che sono nate dall'analisi dei lavori finora realizzati con i finanziamenti della Legge Speciale di Venezia, e che attraverso questa proposta di deliberazione hanno la possibilità di vedersi riassegnati e impegnati, qualora avvenga l'approvazione entro oggi, e poi i successivi impegni entro l'anno, con la possibilità effettivamente di utilizzarli.
Ricordo che la Legge Speciale sulla salvaguardia di Venezia e sul bacino scolante di Venezia, è una legge del 1990, e ha visto nel corso degli anni un importante finanziamento da parte dello Stato, che si è via, via, nel corso di ormai quasi trent'anni, ridotto sensibilmente. Pensate che nel 2004 questa legge è stata finanziata con 286 milioni, e l'ultimo finanziamento, che risulta un finanziamento alla Regione del Veneto, per quanto riguarda queste tematiche, da parte del Governo, attraverso il Comitatone, è del 2008 ed è complessivo di 30 milioni e 700 mila euro.
Un crollo di quelli che sono le risorse che la Regione ha avuto a disposizione per continuare quell'opera che è stata realizzata dal 1990, attraverso una pluralità di interventi.
Proprio questa mattina abbiamo avuto in Seconda Commissione la relazione, da parte degli uffici della Giunta Regionale e dell'Assessore Marcato, che è competente per materia su questa legge, che ci hanno fatto una relazione aggiornata al 31 dicembre 2017, su quello che è lo stato dell'arte, di quanto realizzato e di come queste economie nascono proprio dall'analisi puntuale di alcuni interventi, che sono stati realizzati e consegnati e hanno realizzato delle economie tali da poter essere reinvestite.
Alcuni dati che servono a capire di quante persone, di quanto territorio riguarda questa legge.
Il bacino scolante che viene finanziato attraverso la legge 1790, riguarda 108 Comuni del Veneto e non riguarda, esclusivamente, la provincia di Venezia, ma riguarda proprio quei Comuni che poi potrebbero contribuire attraverso un poco attento sversamento di alcuni liquidi, che poi andrebbero inevitabilmente a inquinare la laguna di Venezia, che attraverso un monitoraggio costante, così come abbiamo visto anche dalle analisi dell'ARPAV, sono riusciti nel corso di quest'anni a continuare a migliorare lo stato, in particolar modo, lo stato chimico delle acque, di questa parte del Veneto, tendendo a un miglioramento costante, anche per quanto riguarda lo stato ecologico.
108 comuni, 2038 chilometri quadrati, 5 Consorzi di bonifica: questo è l'ambito di intervento di una legge così importante, che ha visto, nel corso degli ultimi anni, interventi importanti, per quanto riguarda la fognatura, la depurazione, gli acquedotti ,le reti e la bonifica dei siti contaminati e il monitoraggio ambientale.
Sono interventi che hanno costato alla collettività un miliardo e 800 milioni di Euro. Il 68 per cento di questo miliardo e 800 milioni è andato per reti fognari, per far sì che ormai il 68 per cento degli abitanti siano collegati alla rete fognaria. 1200 chilometri di rete fognaria e nel corso di questi ultimi anni si è arrivati a ormai ad arrivare, rispetto al miliardo e 845 milioni, un impegnato del 92 per cento, un miliardo e 709 milioni sono stati impegnati, un miliardo e 581 milioni è l'erogato e, quindi, è la dimostrazione di come questi soldi una volta avuti hanno avuto la capacità anche di essere effettivamente impiegati e a dare risposte sul territorio.
La riallocazione di cui parliamo all'interno di questa proposta di deliberazione, riguarda proprio la capacità, come dicevo all'inizio, di riallocare dei fondi che vanno a essere reinvestiti all'interno di opere che erano previste nel Piano Direttorio 2000 e, quindi, non c'è una modifica del Piano Direttorio, ma sono perfettamente coerenti con quanto finora preventivato, a una serie di interventi che sono assolutamente necessari, alcuni di carattere emergenziale, altri di carattere programmatorio, come ad esempio, l'accordo di programma per il Vallone Moranzani, che all'interno di questa cifra ha un valore di 5 milioni 660 mila Euro o, come per quanto riguarda un intervento puntuale, che risolve un tema ambientale, particolarmente, sentito come l'inquinamento della Nuova ESA, che attraverso un investimento di 2 milioni e 500 mila Euro, mette in sicurezza anche questo tipo di problema. 1 milione e 540 mila Euro vengono finanziati per pagare liti che sono successivi a una sentenza della Corte di Cassazione; 2 milioni e 500 mila Euro, per l'impianto idrovoro dell'Altipiano; un milione e 445 mila euro, per l'aggiornamento del Piano Direttorio; un milione e 350 mila Euro, per quanto riguarda il monitoraggio del bacino scolante e 2 milioni 580 mila euro, per la riqualificazione della Fossa Storta.
Tutti i progetti come dicevo assolutamente coerenti all'interno del piano, nel caso dell'ultimo è una rimodulazione del progetto. gli altri sono il rifinanziamento per permettere il concludersi di queste opere, che come dicevo con l'approvazione di oggi saranno disponibili alla Giunta e quindi impegnabili nell'anno e spendibili e si rischierebbe la messa in avanzo e quindi il possibile non utilizzo di queste cifre.
All'interno della Commissione sono state richieste durante la discussione della PDA ulteriori integrazioni per quanto riguarda in particolar modo l'analisi da dove arrivavano queste economie e quindi è stato inserito nella relazione, con un'aggiunta nella scheda, la provenienza di queste economie e la loro riallocazione, così come credo questa mattina con la presentazione dell'analisi semestrale che la Giunta fa sui lavori di salvaguardia del bacino scolante, proprio riguardanti questa legge, si è avuto un quadro complessivo del procedere di una legge così importante, che naturalmente risente negli ultimi anni della mano del mancato finanziamento da parte dello Stato con le cifre a cui era abituata.
Ecco che allora anche i quattro ordini del giorno che sono arrivati questa mattina, in particolar modo uno, è naturalmente auspicabile da parte di tutti e quindi che il Governo riattivi quelle forme di finanziamento che aveva tenuto in essere fino al 2004 e quindi che si possano avere ancora quelle cifre che hanno permesso il realizzarsi di molte delle opere programmate. Gli altri tre sono in qualche modo condizionati da questa cifra, perché è chiaro che, non avendo oggi nuove risorse a disposizione, sono interventi che possono essere condivisi dal punto di vista così della necessità, fatto salvo che credo sia doverosa un'analisi da parte della Giunta se questi rappresentano la prima vera criticità nel Veneto rispetto ad altri elementi critici che credo ci siano in termini in particolar modo di disinquinamento, che, qualora si abbiano nuove risorse, devono essere analizzati dalla Giunta e in un ordine di priorità decisi e finanziati.
Quindi, con questi quasi 15 milioni di euro credo che si dia una bella risposta al territorio di efficienza dal punto di vista della disponibilità dei fondi ed è importante, in particolar modo dal punto di vista ambientale, per quanto riguarda la Nuova ESA, mettere in sicurezza questa parte del Veneto, che è uno degli obiettivi principali di questa legge e con questa riallocazione diamo questo tipo di risultato. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il collega Pigozzo, ne ha facoltà.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Credo di condividere la sostanza della relazione fatta adesso dal collega Calzavara, ritenendo che i lavori che sono stati eseguiti nell'arco degli anni e i finanziamenti destinati a tale scopo abbiano prodotto risultati anche concreti.
La relazione che in teoria sarebbe propedeutica a questo tipo di rimodulazione di risorse in realtà io personalmente l'avevo chiesta a luglio di quest'anno alla struttura, all'Assessorato: è arrivata adesso un po' last minute rispetto alla sequenza logica, cioè in teoria noi avremmo dovuto prima approvare o prendere atto della rendicontazione che stamattina è stata presentata in Commissione e poi eventualmente, con il quadro completo, procedere anche a questo tipo di operazioni. Però non ci formalizziamo più di tanto, se non per il fatto che in questo tipo di interventi noi riteniamo che ci siano sicuramente delle priorità e anche delle urgenze da affrontare e quindi siamo d'accordo in linea di massima.
Riteniamo, però, che su un paio di questioni, in particolare sul Vallone Moranzani, dove sappiamo bene la storia e abbiamo avuto anche modo di parlarne qui in situazioni precedenti con interrogazioni, con mozioni, eccetera, questo tipo di accordo di programma non abbia ancora tutti i contorni definiti. E' chiaro che non sono tutte responsabilità della Giunta, ci sono anche responsabilità oggettive dovute al fatto che le previsioni fatte a suo tempo hanno avuto poi un riscontro completamente diverso: mi riferisco, per esempio, al valore dei fanghi che venivano previsti come importi e poi introiti economici e che, invece, hanno dato un valore diverso perché non corrispondevano alle previsioni.
Ma, al di là di questo, da parte nostra non abbiamo una contrarietà di principio rispetto all'intervento e riteniamo che queste urgenze, in particolare per esempio Nuova ESA, sia una situazione da concludere il più rapidamente possibile e condividiamo anche l'ordine del giorno specifico che ha presentato il collega Ruzzante, anzi chiederei di poterlo sottoscrivere, come anche gli altri ordini del giorno, perché effettivamente rilevano un po' questa incertezza che su alcuni punti ancora permane.
E' chiaro che la mancata disponibilità di risorse ha limitato tutta una serie di programmazione, di interventi che erano stati fatti a suo tempo; è anche necessario ed urgente rimodulare e aggiornare quelle rilevazioni che erano state fatte, per esempio, con il Piano Direttore 2000 e qui faccio un aggancio che non è ultroneo, direbbe qualcuno, anzi, che c'entra molto: se noi andiamo a collegare, per esempio, l'opera della idrovia Padova - Venezia e non abbiamo contezza oggettiva e attuale di quali sono le dinamiche di comportamento della laguna rispetto agli inquinanti, rispetto ai deflussi, eccetera, eccetera, è chiaro che rischiamo di insistere, perché giustamente si insiste con l'idrovia Padova – Venezia, ma non avere poi anche una completezza di informazioni che ci consenta di realizzare un progetto accurato, rispondente ai fabbisogni reali e che non dia luogo a controindicazioni o a sorprese che poi potrebbero capitare negli anni successivi, qualora - ci auguriamo presto - l'opera venga realizzata.
Quindi va benissimo aggiornare il Piano Direttore, va benissimo dare urgenza ad alcune priorità.
Ci permettiamo di sottolineare – lo abbiamo fatto anche in Commissione ma lo diciamo anche qui in Aula - che è necessario un coordinamento stretto dal punto di vista del monitoraggio ambientale che ARPAV (anche stamattina nella relazione - ha dato alcuni contorni dell'attività che si sta svolgendo) ha bisogno ripeto di essere coordinato con gli altri soggetti che hanno competenze analoghe nell'ambito della laguna e che a volte abbiamo visto sovrapposizioni o, diciamo così, non coordinamenti che danno luogo poi a dei problemi, oltre al fatto, magari, di andare a sovrapporre risorse che potrebbero essere usate in maniera più attenta e più efficace.
Quindi, per tutta questa serie di motivi, non la tiro lunga perché ripeto le questioni le abbiamo, in qualche modo, già affrontate in Commissione e le ha riassunte prima il Presidente, noi riteniamo di astenerci, come votazione rispetto a questo provvedimento, non ci mettiamo di traverso, facciamo presente queste sollecitazioni e chiediamo al collega Ruzzante di poter sottoscrivere gli ordini del giorno perché interpretano anche quella posizione che adesso abbiamo espresso. Grazie.

PRESIDENTE

Collega Ruzzante, ha chiesto la parola, intervenga pure.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente. Sarò abbastanza rapido perché ho precisato la mia opinione, il mio punto di vista attraverso gli ordini del giorno che sottopongo al voto dell'Aula, ovviamente, sono aperto alle firme di chiunque condivida il contenuto degli ordini del giorno. Purtroppo dentro a questa materia non viene affrontato uno dei problemi evidenti che abbiamo nel bacino della laguna che si è evidenziato in maniera drammatica nei giorni della relazione precedente, descritta dall'assessore Bottacin, di quei giorni del rischio alluvione, eccetera: è quello del Mose, la questione del Mose continua a incombere come un dramma su questa laguna e i 160 centimetri di acqua alta, che hanno invaso Venezia e hanno toccato patrimonio storico mondiale come quello della Basilica di San Marco, stanno a dimostrare quanta urgenza ed emergenza c'è rispetto alla tenuta idraulica della città di Venezia e sappiamo che dentro a questa questione del bacino scolante la questione del Mose è una delle questioni che rimane appesa e non viene affrontata, né tantomeno risolta, cioè ad occhio ho la sensazione che finiremo anche questa legislatura senza vederla in funzione e siamo ormai alla fine.
Quindi questa questione del Mose rimane la spada di Damocle sopra la testa di tutti i provvedimenti relativi alle leggi speciali per Venezia.
Detto questo, però, le proposte di interventi che sono state qui evidenziate, sono sicuramente condivisibili, diciamocelo francamente, vale per la questione relativa alla Nuova ESA, ex ESA, vale per la questione parziale, molto parziale, del Vallone Moranzani, vale sicuramente per il canale in provincia di Padova, nel Comune di Codevigo, sono tutte opere che sicuramente hanno anche il mio il mio consenso. Detto questo però ci sono dei problemi all'orizzonte: il primo problema è quello che è stato più volte evidenziato, da alcuni anni, guarda caso proprio dall'apertura delle inchieste sul MOSE, ma non c'è connessione, non ci deve essere connessione.
Non sono più state finanziate risorse per la Legge Speciale per Venezia, ora Venezia e il bacino scolante della laguna, non può pagare i danni prodotti da chi ha rubato risorse pubbliche attraverso il MOSE. Io credo che su questo sia sbagliato condannare la città di Venezia, i problemi relativi all'inquinamento della laguna e tutte le connessioni che abbiamo qui evidenziato, ma che soprattutto sono state evidenziate anche questa mattina nella presentazione della relazione, stanno a dimostrare quanto bisogno c'è di un intervento economico a favore della Legge Speciale per Venezia; il primo ordine del giorno che io sottopongo alla vostra attenzione è quello in cui si chiede a tutti, e urgentemente al Governo, di riprevedere, a partire dal prossimo anno, un finanziamento per la Legge Speciale per Venezia, che viene chiamata Legge Speciale per Venezia, ma i cui interventi riguardano 4 province del Veneto, e non è che riguarda Venezia il punto d'arrivo del bacino scolante, però in realtà ci servono anche, aggiungerei, ad intervenire non solo sugli aspetti dell'inquinamento, ma anche della sicurezza idraulica, in qualche modo, c'è una connessione, l'intervento che facciamo a Codevigo ha una connessione rispetto alla sicurezza idraulica, non è solo la sicurezza ambientale; attraverso questi interventi possiamo ottenere questo importante risultato.
Il secondo ordine del giorno, ho già posto la questione in Commissione, mi è stato risposto che è vero che la questione della C&C di Pernumia, Battaglia Due Carrare quella zona lì, è una questione che riguarda il bacino scolante, e può trovare finanziamento all'interno della Legge Speciale per Venezia, questa è stata la risposta che mi è stata data dai tecnici e funzionari in Commissione. Io credo che non possiamo più rischiare, lì siamo di fronte a una bomba a cielo aperto, che continua a scolare sulla laguna, perché di fatto il canale che attraversa Battaglia, poi si connette e si collega al bacino scolante della laguna veneta. Siccome siamo di fronte a una bomba a orologeria, il cui livello di inquinamento è tutto da verificare e dimostrare, ma è sicuramente pericoloso, credo che dobbiamo arrivare a completamento; chiederei l'approvazione di questo ordine del giorno sulla questione della C&C, ovvio che c'è una connessione al rifinanziamento della Legge Speciale per Venezia, è chiaro che do una responsabilità, tra virgolette, indiretta alla Giunta, chiedo che prima venga finanziato la Legge Speciale per Venezia, e poi si trovino le risorse per proseguire con il disinquinamento della C&C.
C'è una connessione tra i due ordini del giorno, è evidente, però credo che sarebbe importante votarlo all'unanimità come atto di impegno, che qualora venga finanziata la Legge Speciale per Venezia, uno degli interventi previsto sia questo sulla C&C.
Gli altri due ordini del giorno, uno è una diretta conseguenza a quello che mi è stato detto in Commissione, cioè che in realtà nel sito della ex Nuova ESA non siamo al completamento come è scritto nel titolo, ma in realtà c'è ancora qualcosa da fare, allora dico completiamo anche quello, cioè non è che mi occupo solo delle questioni che stanno dentro la mia Provincia, visto che è la ex Nuova ESA, siamo a tre quarti avanzata, completiamo quella che è la situazione di messa in sicurezza e bonifica del sito ex Nuova ESA e l'altra questione, questa mi rendo conto che è molto più lunga nel procedere, nel divenire, però vorremmo vedere uno stato di avanzamento che ogni anno procede verso la direzione sottoscritta dalla Regione, attraverso un accordo sul Vallone Moranzani e, da questo punto di vista, ci piacerebbe che in qualche modo ci fosse questo impegno, che quest'anno si concretizza in una piccola parte del finanziamento, ma vorremmo che ogni anno proseguisse, nella direzione di quell'accordo di programma, che è stato sottoscritto da parte della Regione, che prevedeva tante cose, tra le quali, la realizzazione di un parco e, quindi, la realizzazione di un'opera ecologica, all'interno di quella che era un'opera inquinante del bacino scolante della laguna, quindi, da questo punto di vista è sicuramente connessa agli obiettivi della Legge Speciale per Venezia.
Questo è il mio contributo che do alla Legge e preciso anche questo: politicamente, in Commissione ho votato contro, un po' perché c'è la vecchia vicenda, un po' perché attendevo degli impegni su queste materie, ovviamente, se dovessero essere accolti gli Ordini del Giorno, valuterò il voto di astensione, esattamente, come hanno già espresso le altre opposizioni.

PRESIDENTE

Collega Barison, dieci minuti? No, domando, perché volevo sospendere alle ore 12.30, poi, se sono i 32. Grazie.

Massimiliano BARISON (Fratelli d'Italia – Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente. Sarò molto rapido, in questo mio intervento. Volevo semplicemente ribadire quanto già espresso anche in Commissione, come diventano fondamentali questi interventi di sicurezza idraulica e di bonifica ambientale, per la nostra Regione, visti e considerati anche i fatti di queste ultime settimane, che dimostrano quanto sia urgente intervenire nel territorio, visti i cambiamenti climatici, che purtroppo stanno causando molti problemi alla nostra Regione.
Sostanzialmente, la cosa che purtroppo abbiamo registrato riguarda il fatto che non abbiamo avuto molto tempo per vedere gli interventi, che potevano essere finanziati, con questi 15 milioni di euro messi a disposizione dal recupero delle infrastrutture realizzate in passato con la Legge Speciale per Venezia, però, sostanzialmente, bisogna riconoscere che si tratta di interventi necessari e urgenti, per il territorio che sicuramente daranno beneficio in futuro.
In modo particolare, ho avuto la possibilità anche di contattare le amministrazioni comunali che sono interessate dal nuovo impianto idrovoro sullo scolo Altipiano, che è sicuramente uno degli interventi più attesi dalla provincia di Padova e che consentirà appunto di mettere in sicurezza un vasto territorio, che comprende numerosi Comuni dell'area Saccisica.
Purtroppo uno degli interventi che avremmo voluto inserire tra questi, riguarda anche la bonifica ambientale, della ditta C&C, in Comune di Pernumia, che come è già stato ricordato, rappresenta purtroppo una bomba ambientale, che tuttora è presente e merita di essere affrontata e risolta in futuro e per questo condivido il fatto che, compatibilmente, con le risorse che ci saranno a disposizione in futuro, diventa quanto mai urgente e necessario, andare a disinquinare questo sito che purtroppo mette a rischio un territorio vasto della provincia di Padova, ma anche un rischio per quanto riguarda il territorio della laguna e quindi del bacino scolante della città di Venezia, comunque, sostanzialmente sono interventi necessari, ci rendiamo conto che è necessario urgentemente dare il via a questo provvedimento, per poter poi partire con il processo di gara d'appalto e di esecuzione di queste infrastrutture, per cui il giudizio è un giudizio positivo e anche di conseguenza un voto favorevole.

PRESIDENTE

Se mi garantisce 5, 8 minuti, prego.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Buongiorno. Come detto dai miei colleghi, queste sono risorse molto importanti per proseguire con l'opera di manutenzione e di salvaguardia della laguna di Venezia, così come facevano i nostri antenati, che hanno sempre lottato per far sì che Venezia rimanesse una laguna pulita e una laguna vivibile per la popolazione, ecco perché allora credo sia importante proseguire con le opere, così come abbiamo visto anche stamattina in Commissione, ma come ci è stato spiegato anche nelle scorse sedute, queste opere fondamentali sono per la salvaguardia della laguna.
Ritengo, dal mio punto di vista, che il territorio vada tutto rivisto, vada fatta una grossa programmazione di quelle che devono essere le opere da qui nel futuro perché, come abbiamo potuto assistere anche negli ultimi giorni, ci sono enormi criticità dal punto di vista idraulico ma anche dal punto di vista poi di inquinamento quando ci sono eventi calamitosi, come quelli dei giorni scorsi, poi si torna sempre a parlare di rischi per la popolazione, per l'ambiente e per la salute causate da fonti di inquinamento, credo che quindi bisogna ricominciare con una programmazione vera e propria della manutenzione del territorio della nostra Regione, ecco perché serviranno sicuramente più risorse; le risorse sono drasticamente diminuite, l'abbiamo visto in Commissione negli ultimi anni dai grafici che ci sono stati proiettati, sono drasticamente diminuite, io penso che adesso avendo anche un Governo amico sarà importante che la Giunta, tutto il Consiglio, ma soprattutto la Giunta si batta perché serviranno maggiori risorse negli anni prossimi per far fronte a degli interventi che sono sempre più necessari non solo attorno alla Laguna di Venezia, parliamo di depurazione, parliamo di bonifica di alcuni siti che sono a ridosso di Venezia e della laguna, ma anche in tutto il territorio regionale che poi comunque scola in laguna con i vari corsi d'acqua.
Ecco perché allora vado a sollecitare una questione che spesso noi portiamo come gruppo, come pensiero portiamo avanti: molto spesso ci focalizziamo su delle grandi opere costose, quando servirebbe, probabilmente, vedendo gli importi a cui costano questi interventi riportate all'interno di questo provvedimento che verranno poi finanziati con i 14 milioni è più importante portare avanti delle opere meno costose, ma che siano veramente utili al territorio. Cito solo un esempio: il collettore e depuratore del Lago di Garda credo che bisognerà...

PRESIDENTE

Colleghi, scusate, un minimo di attenzione.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Invito gli assessori Bottacin, anche l'assessore Marcato che poi è il referente per questo provvedimento, a fare un ragionamento, ad esempio, sull'opera collettore del Garda, si può risparmiare realizzando opere che veramente servono per depurare Lago di Garda, sono voci che porto sempre avanti, non per essere contrario alle opere ma perché bisogna intervenire in modo importante per salvaguardare tutta la rete idrica della nostra Regione.
Anche noi che ci asterremo su questo provvedimento ritenendolo importante perché credo che serva e servirà - avevo fatto anche una domanda, una richiesta - programmare anche la bonifica dei grandi inquinamenti che stanno attraversando la nostra Regione, il più eclatante l'inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche ma abbiamo tanti altri plume di inquinamento che dovranno essere toccati, pensavo che fosse anche questo un momento importante dove andare a prevedere delle risorse: mercurio, cromo eccetera, eccetera, che alla pari, per esempio del sito di Pernumia della C&C dovranno essere inserite all'interno di una programmazione di bonifica.
Quindi anche noi ci asterremo.
Chiedo al collega Ruzzante di sottoscrivere i tre ordini del giorno. Grazie.

PRESIDENTE

Mi fido del collega Zanoni che ha promesso di parlare per cinque minuti. Prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Sarò breve e sintetico.
Anch'io chiedo al collega Ruzzante di sottoscrivere gli ordini del giorno.
In particolare volevo soffermarmi in uno dei sei interventi che riguardano questi finanziamenti sulla Legge Speciale di Venezia, ovvero sulla questione dei rifiuti da bonificare nel centro ex Nuova ESA, tra Marcon e Mogliano Veneto; questo perché? Perché questo è un centro dove sono stati stoccati illegalmente 5800 tonnellate di rifiuti pericolosi. Sono stati stanziati molti soldi pubblici, si è iniziati con 2 milioni di euro nel settembre del 2012, poi a ottobre di quest'anno c'è un decreto che stanzia altri 850 mila euro, e adesso andiamo a finanziare, con la Legge Speciale di Venezia, altri 2500 euro.
Colgo l'occasione di parlare per questo caso specifico per fare delle considerazioni di carattere generale, dovete sapere, colleghi, che i responsabili sono stati, di questo scempio ambientale, e vicino ci sono dei corsi d'acqua importanti e abbiamo anche una possibilità di contaminazione delle falde acquifere, sono stati condannati nel gennaio del 2016, oltre ai mesi di arresto con la condizionale, sono state previste il risarcimento di 450 mila euro. Se noi andiamo a vedere i costi che la collettività deve sostenere sono già a circa 5 milioni, anzi più di 5 milioni di euro, però gli viene inflitta una pena di un risarcimento di 450 mila euro. Tra l'altro la sentenza è stata appellata, ho fatto la verifica con l'Avvocatura regionale, nel marzo del 2016 e non hanno sborsato ancora un solo centesimo.
Quello che volevo sottolineare è che noi stiamo chiedendo uno sforzo ai contribuenti veneti per pagare dei danni gravissimi, e questi interventi, e questi finanziamenti sono dovuti, perché è importante tutelare l'ambiente, perché tutelare l'ambiente vuol dire tutelare la salute, però lo facciamo al posto di chi è stato il colpevole e causa di questi immani inquinamenti. Quello della Nuova ESA di Marcon è solo un esempio, è stato citato la C&C di Pernumia Due Carrare e Battaglia Terme, ma ci sono tantissimi altri casi.
Quello che dico è che dovremmo, in ogni azione politica e in tutte le leggi che riusciamo a fare che hanno delle competenze in merito, fare in modo di, finalmente, far valere quel principio europeo di: chi inquina paga. Perché qui sta pagando il pubblico, il pubblico sta continuando a pagare per errori e per disastri fatti dal privato, che sull'ambiente e su questi siti si è arricchito, perché va detto anche questo, dovrebbe esserci da parte delle Istituzioni pubbliche maggiore capacità di far pagare a chi ha inquinato, non sempre far pagare a chi paga le tasse, a chi contribuisce. Grazie.

PRESIDENTE

Bene, se non ci sono altri interventi chiudiamo la discussione generale sul provvedimento.
Ricordo che adesso c'è la presentazione del docu-film: "Ieri come oggi, storie di conciliazione lavoro e famiglia".
Alle ore 13.00 si riunisce la Commissione banche, e riprendiamo alle ore 14.45 proprio per dare tempo alla Commissione banche di finire i propri lavori, ci riaggiorniamo alle ore 14.45.
La Seduta è sospesa alle ore 12.33
La Seduta riprende alle ore 14.52

PRESIDENTE

Abbiamo quattro ordini del giorno.
Ordine del giorno F1

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Ruzzante, Berti, Brusco, Bartelle, Zanoni e Pigozzo relativo a "La Giunta regionale proceda alla rapida bonifica ed alla messa in sicurezza dell'area ex-C&C sita in via Granze 30 a Pernumia (PD)" in occasione dell'esame della proposta di deliberazione amministrativa relativa a "Programma di interventi con riallocazione di risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia di competenza regionale, derivanti da economie di spesa accertate e rimodulazione progettuale". (Proposta di deliberazione amministrativa n. 79) APPROVATA (Deliberazione n. 148/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che:
- dal 2002 al 2005 ha operato, presso i capannoni di proprietà della ditta CEDRO srl, siti al civico 30 di Via Granze a Pernumia (PD), la ditta C&C, società che avrebbe dovuto produrre conglomerati cementizi utilizzando rifiuti speciali non pericolosi, ma la cui attività è stata caratterizzata fin da subito da una serie di criticità ambientali rilevate dai cittadini, dagli organi di stampa e dalle istituzioni;
- nel 2005, a seguito dell'indagine della Magistratura denominata "Il mercante di rifiuti", il sito in oggetto fu posto sotto sequestro: all'epoca conteneva circa 52 mila tonnellate di rifiuti all'interno e circa 3500 tonnellate all'esterno dei capannoni;
Considerato che:
- con DGR n. 3456 del 17 novembre 2009 il sito di Via Granze a Pernumia, ex C&C, è stato compreso tra i siti contaminati da bonificare previsti dal "Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate";
- il territorio del Comune di Pernumia appartiene parzialmente al Bacino Scolante, nella sua perimetrazione ufficiale approvata con DCR n. 23 del 7 maggio 2003, avente ad oggetto " Piano per la prevenzione dell'inquinamento e risanamento delle acque del bacino idrografico immediatamente sversante nella laguna di Venezia - Piano Direttore 2000: Modifica della perimetrazione del bacino scolante";
Rilevato che:
- a sedici anni dall'avvio dell'attività della C&C in Pemumia, i cittadini residenti nei Comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare continuano a convivere con un serio e concreto pericolo per la loro salute, a causa delle oltre 44 mila tonnellate di rifiuti pericolosi ancora presenti all'interno del sito di Via Granze;
- l'edificio di che trattasi, sottoposto ad un intervento di manutenzione nel 2014, risulta tuttora sottoposto a rischi di diversa natura: cedimento strutturale, l'incendio, alluvione, 'tromba d'aria, terremoto.
Tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
1) ad adottare un piano per la completa e rapida bonifica del sito di Via Granze, 30 a Pernumia, la messa in sicurezza dello stesso e la rimozione totale del materiale pericoloso ivi accumulato;
2) a finanziare detto piano di bonifica con 2 milioni per l'anno 2019 attraverso le risorse a valere sulla Legge speciale per Venezia;
3) ad assegnare attraverso un'unica procedura di gara d'appalto i fondi previsti per l'attuazione del Piano di bonifica".
Il primo è presentato dai consiglieri Ruzzante, Berti, Brusco, Bartelle e Zanoni.
Brusco ha la parola.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Prendo la parola a nome anche del consigliere Ruzzante, che è dovuto assentarsi, ma con cui ci siamo confrontati.
Questo ordine del giorno si inserisce all'interno della discussione di stamattina, ovvero all'interno dei fondi della Legge Speciale su Venezia in quanto è una delle situazioni di cui abbiamo parlato, ovvero un sito contaminato già noto a questo consesso, già noto all'Assessore, già noto a tutte le strutture regionali, di una gravità importante, c'è stata anche una manifestazione lo scorso sabato a cui anch'io ero presente, assieme ai colleghi, in cui abbiamo potuto vedere in quali situazioni versano gli stabilimenti, i capannoni che contengono tutti questi rifiuti tossici, è collocato all'interno del bacino scolante sulla laguna di Venezia, per cui questo ordine del giorno chiede alla Giunta regionale un impegno innanzitutto per arrivare in tempi celeri alla completa messa in sicurezza e bonifica del sito.
Sappiamo che ci sono delle risorse già destinate dalla Regione Veneto, l'Amministrazione per procedere con appunto con la prima fase della bonifica del sito di Pernumia, che ricordo essere anche collocato, visti gli eventi degli ultimi giorni, in un'area soggetta ad esondazioni dei corsi d'acqua, vicino a dei corsi d'acqua molto importanti nella zona parte meridionale della Provincia di Padova, quindi qui con questo ordine del giorno, prodotto dal collega Ruzzante e poi il sottoscritto, si chiede di prevedere un piano finanziario da ottenere all'interno del provvedimento Legge Speciale su Venezia, qui vengono citati 2 milioni per l'anno 2019 e da assegnare attraverso un'unica procedura gara d'appalto i fondi previsti per l'attuazione del piano bonifica.
Quindi è un impegno che prevede di pescare da questi fondi e realizzare degli step per arrivare alla completa bonifica del sito di Pernumia.
PRESIDENTE
Collega Zanoni, ha la parola.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Si tratta di un problema ambientale molto consistente perché si parla che inizialmente erano, in questo sito, 50.000 le tonnellate di rifiuti, adesso ne restano 45.000; sono rifiuti speciali, pericolosi, contenuti all'interno di un capannone in disuso della ditta C&C, un capannone che ha problemi anche di infiltrazioni d'acqua perché praticamente piove dentro, ci sono montagne di rifiuti speciali pericolosi e, quindi, c'è la possibilità effettiva che anche con queste infiltrazioni si crei del percolato che poi può raggiungere la falda acquifera.
È un'area a evidente rischio idrogeologico, vicino c'è un canale, il Vincenzone, che in passato ha avuto anche problemi e questo canale sfocia nel fiume Bacchiglione.
Quindi, abbiamo un carico importantissimo, inquinante che deve essere bonificato.
Finora sono state asportati solo i materiali che erano ubicati all'esterno di questo sito, purtroppo a distanza di anni (è ormai dieci anni) non ci sono state le dovute bonifiche che dovevano essere fatte.
Io ho ben presente la questione di questo sito, perché già nel 2013 feci un sopralluogo con il Comitato sul posto, e andai vedere, appunto, questa situazione. Portai questo Comitato anche in seno della Commissione petizioni del Parlamento europeo, per consegnare una petizione di 2 mila 400 firme alla Commissione petizioni, che ha aperto un fascicolo, che attualmente, ancora, è aperto.
É una questione conosciuta anche a livello europeo, che deve essere affrontata.
I cittadini sono molto in apprensione, proprio perché la situazione di degrado non viene in qualche modo sistemata, perché, come vi ho detto, ci sono 45 mila tonnellate di rifiuti, è tra l'altro un sito che si trova a confine tra tre Comuni: Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare, e l'ordine del giorno vorrebbe impegnare la Giunta regionale ad adottare un piano per una bonifica definitiva di questo sito e, naturalmente, con un inizio di finanziamento pari a 2 milioni per l'anno 2019. Purtroppo i milioni necessari sono molti di più, ma se non si comincia ad asportare questo materiale questo rischia di rimanere là ancora per decenni.

PRESIDENTE

Collega Conte, prego.

Maurizio CONTE (Veneto per l'Autonomia – Alleanza per il Veneto)

Questo sito è stato già oggetto, da parte della Regione di finanziamenti, in particolare 200 più 500 mila euro, e un milione e mezzo che sta per andare, è stata fatta l'aggiudicazione e c'è l'avvio, a pochi giorni, dell'inizio di una fase di asportazione di rifiuti. Questo dopo, purtroppo, circa 3 anni e mezzo, 4, da quando li avevamo stanziati, ancora all'epoca, la scorsa Legislatura.
Io inviterei, oltre che a chiedere risorse regionali, a chiedere a livello nazionale le adeguate risorse. Erano già state chieste nell'ambito di quello che era il Governo precedente, Governo Gentiloni, c'era stato l'impegno anche da parte del Sottosegretario all'epoca, Degani, io spero che questo Governo possa in qualche maniera dare una risposta a un'emergenza che non può essere solo a carico delle nostre casse regionali, anche se rientra nell'ambito, magari, di una quota dei fondi destinati alla Legge Speciale di Venezia.
Su questo c'è la necessità di fare sinergia e anche aggiungere nell'ambito dell'ordine del giorno una richiesta di un concreto contributo finanziario da parte del Governo.

PRESIDENTE

Assessore, vuol dire qualcosa nel merito, prima che lo metta in votazione?

Ass.re Roberto MARCATO (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Per quanto riguarda la C&C, questo è tratto un caso che conosciamo benissimo, è lì da molti anni, e condivido tutte le considerazioni fatte dai colleghi Consiglieri, mi permetto solo, consigliere Conte, impegni della Degani e del Governo, impegni, non l'abbiamo visto una lira, impegni che... per carità ringraziamo per l'impegno, ecco, però con l'impegno rimane là, te lo dico a favore di pubblico, che con gli impegni resta là.
Il tema della C&C, che questo sia un problema enorme lo sappiamo, per correttezza istituzionale, però siccome voi sapete che... se possiamo dopo il comizio suo lo ascoltiamo, per correttezza istituzionale, però le priorità, come voi sapete benissimo, vanno decise con l'ARPAV, i Vigili del Fuoco e l'ASL, decidere noi oggi che questa è una priorità rispetto alle n priorità che esistono in Veneto, diventa difficile. Condivido con voi la necessità di reperire risorse e di sollecitare il Governo perché queste risorse arrivino, decidere che questa sarà la priorità non lo possiamo fare, ripeto, per correttezza istituzionale. L'ordine del giorno non è condiviso per questo motivo.
Il numero 2, invece, quello di chiedere risorse per rifinanziare la Legge Speciale su Venezia, credo che sia un obbligo morale oltre che politico, la richiesta è assolutamente condivisibile e l'ordine del giorno numero 3, dove viene chiesto, la Giunta regionale ma, capisco tutto, ma "la Giunta regionale mantenga gli impegni sottoscritti", a parte il fatto che accettarlo vorrebbe dire che la Giunta regionale non ha intenzione di mantenere gli impegni sottoscritti, cosa che non è, a questo si aggiunge anche il fatto che noi siamo sul pezzo a 360 gradi, non è accoglibile, perché già lo stiamo facendo e perché noi siamo soliti mantenere gli impegni.
L'ultimo il 4, sulla nuova ESA, beh qui c'è stata una delibera di Giunta che ha messo gli 850.000 euro, oggi con questo provvedimento mettiamo altri 2,5 milioni di euro, quindi voglio dire stiamo già lavorando in maniera pesante su un tema che conosciamo benissimo e su cui abbiamo intenzione di andare avanti in maniera seria.
Mi permetto solo di dire una cosa velocissima, queste scelte che abbiamo fatto che portiamo oggi che sono tra le altre varie scelte che abbiamo fatto, sono scelte di priorità decise dai tecnici, io con il collega Forcolin ci siamo preoccupati di liberare risorse ma come declinare queste risorse è stata una scelta tecnica, perché le priorità sono ovviamente tecniche e non possono essere politiche.
Queste sono scelte tra virgolette obbligate, volevo solo specificare questo. Grazie.

PRESIDENTE

Bene, grazie all'assessore Marcato che ha anche dato il parere sugli altri ordini del giorno, ha chiesto di intervenire il collega Zorzato ne ha facoltà.

Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)

Grazie, Presidente.
Io colgo positivamente quanto diceva il collega Marcato, l'assessore Marcato mi scusi, chiederei veramente ai proponenti rispetto per non bocciare l'ordine del giorno, sui quali siamo d'accordo sul merito e abbiamo difficoltà sul dispositivo perché magari impegna, il primo ordine del giorno se levassimo l'impegno della Giunta regionale di 2 milioni di euro forse è accoglibile, se aggiungessimo - come diceva il collega Conte – nel senso che chiediamo allo Stato centrale di farsi carico di un contributo diventa accoglibile; chiederei ai proponenti, se è possibile, per non votare contro un ordine del giorno per il quale saremmo in parte e abbondantemente d'accordo, di correggerlo.
Lo stesso dicasi per il terzo che l'assessore Marcato diceva "posto così sembra una colpa della Giunta", basterebbe scrivere "continuiamo il lavoro che la Giunta sta facendo", trovare una frase che in qualche modo rende accoglibile un provvedimento invece che stiamo qua a dividerci su argomenti che sono di interesse comune.

PRESIDENTE

Collega Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, visto che stiamo facendo un ragionamento complessivo su tutti e quattro gli ordini del giorno, capisco che è già intervenuto il collega Zanoni per il primo ma mi prenoto e intervengo anche per quelli successivi.
Siccome il collega Ruzzante ha dovuto assentarsi per problemi personali, mi aveva lasciato un po' un compito anche di indirizzo rispetto agli ordini del giorno, allora per quanto riguarda il primo ordine del giorno lui riteneva necessario farlo votare perché era in una posizione che aveva bisogno - secondo lui - di una decisione della Giunta abbastanza specifica; mentre per il secondo viene accettato; per il terzo che riguarda appunto Vallone Moranzani eccetera, possiamo accettare visto che abbiamo anche sottoscritto la modifica suggerita da Zorzato cioè "la Giunta regionale continui a mantenere gli impegni sottoscritti nell'accordo di programma" eccetera eccetera.
Questo nel titolo e nel dispositivo "impegna la Giunta regionale a continuare a tener fede a quanto sottoscritto" quindi con la parola continuare di dare quella sfumatura che diceva il collega Zorzato.
Per quanto riguarda l'ultimo ordine del giorno, non ho ben capito, l'Assessore dice: effettivamente abbiamo già fatto un impegno di 800.000, adesso ne abbiamo altri milioni a disposizione, però in realtà l'Assessore sa bene che non sarà completato con questo ultimo finanziamento, ci saranno ancora dei dettagli da completare in quell'intervento della nuova ESA, per cui qui impegna la Giunta a mettere a disposizione o reperire risorse per garantire il completamento e l'effettiva integrale bonifica.
Cioè quello che mancherà dopo questo intervento, comunque la Giunta si impegna a completarlo; è un impegno generico che non vincola di farlo domani mattina, è un impegno di prospettiva perché tutti si augurano che sia completato l'intervento.
Quindi, suggerirei o inviterei l'Assessore a poter raccogliere il quarto, perché non lo impegna per domani mattina, dice: "di trovare ulteriori risorse per completare gli interventi necessari dopo questo ultimo finanziamento", perché ci sarà ancora qualcosa da finire in quell'intervento.

PRESIDENTE

Al fine di evitare problemi, sospendo per cinque minuti per dare modo al consigliere Pigozzo che si avvicini all'Assessore Marcato per vedere cosa è possibile scrivere esattamente.
Quindi riprendiamo alle ore 15.15.
La Seduta è sospesa alle ore 15.08
La Seduta riprende alle ore 15.15

PRESIDENTE

Chiederei al Consiglio di andare avanti in maniera un po' irrituale, ma discutiamo tutti e quattro gli emendamenti, visto che abbiamo già avuto la posizione della Giunta e mettiamo a verbale la proposta di modifica, e poi, singolarmente, li metto ai voti.
Poi se c'è qualche aggiustamento tecnico...
Torniamo sul primo ordine del giorno, in cui c'è una proposta a seguito dei colloqui intercorsi tra Giunta e presentatori, che una prima proposta di integrazione del testo.
Collega Pigozzo, la parola.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie.
L'ordine del giorno, riferito alla C&C di Pernumia, viene integrato con la parte finale dell'impegno, che rimane tale e quale, con questa dicitura: "Secondo le priorità stabilite dagli organi tecnici competenti per il territorio regionale".
Mi fermo qua e poi dico gli altri?

PRESIDENTE

No, adesso votiamo questo, facciamo uno alla volta.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. F0001, come modificato.
"Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che:
- dal 2002 al 2005 ha operato, presso i capannoni di proprietà della ditta CEDRO srl, siti al civico 30 di Via Granze a Pernumia (PD), la ditta C&C, società che avrebbe dovuto produrre conglomerati cementizi utilizzando rifiuti speciali non pericolosi, ma la cui attività è stata caratterizzata fin da subito da una serie di criticità ambientali rilevate dai cittadini, dagli organi di stampa e dalle istituzioni;
- nel 2005, a seguito dell'indagine della Magistratura denominata "Il mercante di rifiuti", il sito in oggetto fu posto sotto sequestro: all'epoca conteneva circa 52 mila tonnellate di rifiuti all'interno e circa 3500 tonnellate all'esterno dei capannoni;
Considerato che:
- con DGR n. 3456 del 17 novembre 2009 il sito di Via Granze a Pernumia, ex C&C, è stato compreso tra i siti contaminati da bonificare previsti dal "Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate";
- il territorio del Comune di Pernumia appartiene parzialmente al Bacino Scolante, nella sua perimetrazione ufficiale approvata con DCR n. 23 del 7 maggio 2003, avente ad oggetto " Piano per la prevenzione dell'inquinamento e risanamento delle acque del bacino idrografico immediatamente sversante nella laguna di Venezia - Piano Direttore 2000: Modifica della perimetrazione del bacino scolante";
Rilevato che:
- a sedici anni dall'avvio dell'attività della C&C in Pemumia, i cittadini residenti nei Comuni di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare continuano a convivere con un serio e concreto pericolo per la loro salute, a causa delle oltre 44 mila tonnellate di rifiuti pericolosi ancora presenti all'interno del sito di Via Granze;
- l'edificio di che trattasi, sottoposto ad un intervento di manutenzione nel 2014, risulta tuttora sottoposto a rischi di diversa natura: cedimento strutturale, l'incendio, alluvione, 'tromba d'aria, terremoto.
Tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
1) ad adottare un piano per la completa e rapida bonifica del sito di Via Granze, 30 a Pernumia, la messa in sicurezza dello stesso e la rimozione totale del materiale pericoloso ivi accumulato;
2) a finanziare detto piano di bonifica con 2 milioni per l'anno 2019 attraverso le risorse a valere sulla Legge speciale per Venezia;
3) ad assegnare attraverso un'unica procedura di gara d'appalto i fondi previsti per l'attuazione del Piano di bonifica, secondo le priorità stabilite dagli organi tecnici competenti per il territorio regionale".
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ordine del giorno F2

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Ruzzante, Pigozzo e Brusco relativo a "La Giunta regionale si attivi presso il governo affinché si provveda a destinare risorse economiche e ad aprire spazi finanziari per gli interventi di competenza ai sensi della legislazione speciale per Venezia" in occasione dell'esame della proposta di deliberazione amministrativa relativa a "Programma di interventi con riallocazione di risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia di competenza regionale, derivanti da economie di spesa accertate e rimodulazione progettuale". (Proposta di deliberazione amministrativa n. 79) APPROVATA (Deliberazione n. 149/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27 febbraio 1990, n. 17 " Norme per l'esercizio delle funzioni di competenza regionale per la salvaguardia e il disinquinamento della Laguna di Venezia e del bacino in essa scolante" il Consiglio regionale, con deliberazione n.24 del 1 marzo 2000, ha approvato il documento di programmazione e pianificazione degli interventi denominato Piano Direttore 2000";
- dalla data di formazione e approvazione del suddetto Piano fatti sopravvenuti, si vedano le note vicende della ex Nuova Esa in territorio di Marcon (VE) e Mogliano Veneto (TV) e della C&C di Pernumia (PD), hanno determinato l'inquinamento, e dunque la necessità di porvi rimedio, di porzioni del bacino scolante interessato agli interventi in discorso;
PRESO ATTO CHE:
- come si legge tra le premesse di cui alla deliberazione amministrativa n.79, l'ultima assegnazione di risorse economiche deliberata dal Comitato Interministeriale istituito ai sensi dell'articolo 4 della Legge n. 798/1984, per dare attuazione agli interventi di salvaguardia di competenza regionale, risale alla seduta svoltasi il 21 luglio 2001;
CONSIDERATO CHE:
- per far fronte agli interventi programmati o a quelli resisi necessari per effetto di fatti sopravvenuti si è dovuti ricorrere alla ricognizione e riallocazione di economie di spesa, con conseguente necessità di dover scegliere - non essendo appunto tutti finanziabili stante l'esiguità di risorse disponibili - quali interventi giudicati come prioritari avviare o completare
- dalla carenza di risorse economiche e dai ristretti spazi finanziari concessi consegue una pesante costrizione delle capacità di intervento regionali a salvaguardia della collettività e dell'ambiente
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi presso il Governo affinché provveda a destinare alla Regione del Veneto ulteriori risorse economiche e ad aprire spazi finanziari per completare ed attuare gli interventi di competenza ai sensi della legislazione speciale per Venezia".
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. F0002.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ordine del giorno F3

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Ruzzante, Pigozzo e Brusco relativo a "La Giunta regionale continui a mantenere gli impegni sottoscritti nell'"Accordo di programma Moranzani", a tutela della salute dei cittadini e del patrimonio ambientale dell'area Venezia-Malcontenta-Marghera" in occasione dell'esame della proposta di deliberazione amministrativa relativa a "Programma di interventi con riallocazione di risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia di competenza regionale, derivanti da economie di spesa accertate e rimodulazione progettuale". (Proposta di deliberazione amministrativa n. 79) APPROVATA (Deliberazione n. 150/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- il 31 marzo 2008, dodici diversi soggetti, istituzionali e non (Regione Veneto, Commissario Delegato per l'emergenza socio economico ambientale dei canali portuali di grande navigazione della laguna di Venezia, Ministero dell'Ambiente, Magistrato alle Acque, Provincia di Venezia, Comune di Venezia, Commissario Delegato per l'emergenza concernente gli eccezionali eventi meteorologici del 26 settembre 2007, Autorità Portuale di Venezia, Consorzio di Bonifica Sinistra Medio Brenta, San Marco Petroli, Terna, Enel Distribuzione SpA) avevano sottoscritto 1'"Accordo di Programma per la gestione dei sedimenti di dragaggio dei canali di grande navigazione e la riqualificazione ambientale, paesaggistica, idraulica e viabilistica dell'area di Venezia-Malcontenta-Marghera" - il cosiddetto "Accordo Moranzani" - riuscendo a condividere importanti azioni atte a riqualificare una delle aree più degradate e inquinate della terraferma veneziana;
- l'Accordo sorto dall'esigenza di individuare un sito di conferimento definitivo dei sedimenti di dragaggio dei canali portuali, comprende infatti una specifica variante al Progetto Integrato Fusina (PIF) che prevede una serie di importanti interventi di riqualificazione ambientale nell'area di Malcontenta, tra cui: 1) il recupero ambientale di vecchie discariche per i rifiuti speciali ubicate in località Moranzani di Fusina; 2) l'interramento di quattro elettrodotti; 3) interventi sulla viabilità; 4) interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore; 5) la bonifica di altre discariche dismesse; 6) la realizzazione di un parco urbano sopra ad una vecchia discarica dismessa a ridosso dell'abitato di Malcontenta; 7) la creazione di una cintura verde nel quadrante sud occidentale di Marghera, previa delocalizzazione di un deposito di carburanti considerato troppo vicino all'abitato di Malcontenta;
PRESO ATTO CHE:
- con DGR n. 116/CR del 29/11/2016 la Giunta regionale aveva operato una "(...) revoca e contestuale riallocazione di risorse finanziarie di competenza regionale recate dalla Legge Speciale per Venezia (...)" per un totale di quasi 56 milioni di euro: somme che venivano sottratte anche da quelle destinate alla riqualificazione ambientale del Vallone Moranzani per essere tutte destinate all'%..) acquisizione a patrimonio regionale di opere o impianti realizzati nell'ambito del Progetto Integrato Fusina.";
- il 7 dicembre 2016 il Consiglio regionale ha approvato la "Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2017-2019 articolo 36, comma 3, e allegato 4/1, punto 6, del decreto legislativo n. 118/2011." (deliberazione n. 168) , nel quale trova conferma il suddetto stanziamento: "(...) la Giunta regionale è autorizzata a procedere ad una complessiva e organica riprogrammazione degli interventi, e delle correlate spese, da realizzare con le residue risorse assegnate alla Legge Speciale interessanti il bacino scolante della laguna di Venezia, al fine di garantire continuità operativa e funzionalità nel sistema di depurazione dei reflui in gestione a SIFA S.c.P.A., individuando la somma massima di euro 56.000.000,00 per acquisire al patrimonio regionale le opere e gli impianti realizzati nell'ambito del Progetto Integrato Fusina. Tale intervento di spesa attinge ai fondi vincolati della Legge speciale per Venezia già accertati in bilancio. (...)";
CONSIDERATO CHE:
- il 23 dicembre 2016 la Giunta regionale ha approvato la DGR n. 2241, avente ad oggetto: "Progetto Integrato Fusina - Project Financing - Approvazione dello schema di Accordo Transattivo e Modificativo al Contratto rep. 5785 del 06.07.2005 e agli atti integrativi rep. 6377 del 12.12.2008 e rep. 6626 del 19.03.2010. Autorizzazione alla società Veneto Acque S.p.A. alla sottoscrizione di patti parasociali regolanti la partecipazione in SIFA s.c.p.a.";
- l'art. 13 dell'allegato A della deliberazione n. 2241/2016 concerne proprio l'Accordo di Programma Moranzani e in esso si legge testualmente che: "(...) non è possibile dare corso a parte rilevante dei programmati interventi di cui all'Atto Integrativo rep. 6377 del 12.12.2008 (...)" e che "la Regione procederà a una complessa revisione dell'Accordo Moranzani, finalizzata: a) alla razionalizzazione e ridefinizione degli interventi compensativi in ragione dell'attuale indisponibilità delle risorse provenienti dal conferimento dei fanghi e altri materiali (...)";
- all'art. 14.4 del medesimo allegato A si legge testualmente che "(...) la Regione del Veneto, sulla basi di una discrezionale valutazione di tutti i profili di pubblico interesse coinvolti, si riserva, per 4 anni dalla durata di questo accordo, la facoltà: a) di stralciare definitivamente dalla concessione tutte le attività, i lavori ed i servizi previsti dall'Accordo di Programma e inseriti nel rapporto concessorio con SIFA s.c.p.a. e liberandosi da ogni impegno contrattuale con la medesima (...)";
- l'art. 16.1 dell'allegato A della DGR 2241/2017, riguarda la durata della concessione a SIFA, e vi si legge che: "(...) ai fini di ripristinare il riequilibrio economico-finanziario del progetto, la concessione avrà una durata di anni 25 (venticinque) a decorrere dall' 1.1.2017. Verrà pertanto a scadenza in data 31.12.2041, dovendosi considerare la precedente attività gestionale quale avvio provvisorio degli impianti.";
REGISTRATO CHE:
- tutto ciò ha fatto sì che i cittadini, le associazioni coinvolte ed i loro rappresentanti nelle Istituzioni abbiano reagito a questa grave situazione che potrebbe compromettere la realizzazione degli impegni sottoscritti nell'Accordo Moranzani;
- nei giornali, ad esempio, si riportavano titoli quali "L'accordo sul Moranzani vittima della peggior politica", o "I venti Milioni per la discarica di fanghi stornati per la banchina del nuovo terminal";
- dalla lettura e dal confronto degli atti sopracitati sono state tratte le conclusioni che i giornali così hanno riassunto: "(...) L'Accordo per il Vallone Moranzani firmato otto anni fa doveva essere già in fase avanzata di attuazione, invece è stato deciso di «congelarlo» per altri 25 anni, fino al 2041, ovvero quando scadrà la concessione a SIFA della gestione del mega-depuratore PIF di Fusina. Di conseguenza non verrà realizzata la mega-discarica che avrebbe dovuto essere messa in sicurezza permanente e trasformata poi in un parco lineare urbano più grande di quello di San Giuliano, da Fusina a Villabona, passando per Malcontenta.(...)";
- il Presidente della Municipalità di Marghera che, tra l'altro, per anni si è occupato della questione, oltre a ribadire quanto sopra ha denunciato 'l'azzeramento di fatto, per mano della Regione, del progetto del Vallone Moranzani (...) per risolvere un guaio da essa stessa provocato, l'accordo capestro con SIFA, la Regione veneto ha dirottato fondi destinati a opere ambientali e infrastrutturali, tra cui il progetto Moranzani, facendo così pagare alla popolazione, e all'ambiente, i propri errori (...)";
RITENUTO CHE:
- siano fondate tutte le preoccupazioni sopra riportate in merito al fatto che l'attuazione dell'"Accordo Moranzani" venga rinviato "sine die";
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
a tenere fede a quanto sottoscritto nel cosiddetto "Accordo di Programma Moranzani", stipulato il 31 marzo 2008, relativamente al progetto di riqualificazione ambientale del "Vallone Moranzani", ridestinando, in tempi celeri i necessari finanziamenti per realizzare completamente gli importanti interventi di riqualificazione ambientale programmati nell'area interessata, e più precisamente:
1) il recupero ambientale di vecchie discariche per i rifiuti speciali ubicate in località Moranzani di Fusina;
2) l'interramento di quattro elettrodotti;
3) interventi sulla viabilità;
4) interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore;
5) la bonifica di altre discariche dismesse;
6) la realizzazione di un parco urbano sopra ad una vecchia discarica dismessa a ridosso dell'abitato di Malcontenta;
7) la creazione di una cintura verde nel quadrante sud occidentale di Marghera, previa delocalizzazione di un deposito di carburanti considerato troppo vicino all'abitato di Malcontenta. "
Il consigliere Pigozzo chiede la parola.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Sul terzo, Vallone Moranzani, il titolo viene integrato con: "La Giunta regionale continui a mantenere gli impegni sottoscritti" eccetera.
Nel dispositivo finale "impegna la Giunta", leggo quello che rimane, poi il pezzo viene tolto, dunque: "Impegna la Giunta regionale a tener fede a quanto sottoscritto nel cosiddetto accordo di programma stipulato il 31 marzo 2008, relativamente al progetto di riqualificazione ambientale del Vallone Moranzani - e qui viene aggiunto - tenuto conto dei necessari aggiornamenti che saranno assunti d'intesa con i sottoscrittori dell'accordo stesso", e viene tolto il punto 7, cioè rimangono i sei punti che sono elencati e viene eliminato il punto 7. Con questa modifica l'Assessore conferma che viene accolto.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'ordine del giorno n. F0003, come modificato.
"il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- il 31 marzo 2008, dodici diversi soggetti, istituzionali e non (Regione Veneto, Commissario Delegato per l'emergenza socio economico ambientale dei canali portuali di grande navigazione della laguna di Venezia, Ministero dell'Ambiente, Magistrato alle Acque, Provincia di Venezia, Comune di Venezia, Commissario Delegato per l'emergenza concernente gli eccezionali eventi meteorologici del 26 settembre 2007, Autorità Portuale di Venezia, Consorzio di Bonifica Sinistra Medio Brenta, San Marco Petroli, Terna, Enel Distribuzione SpA) avevano sottoscritto l'"Accordo di Programma per la gestione dei sedimenti di dragaggio dei canali di grande navigazione e la riqualificazione ambientale, paesaggistica, idraulica e viabilistica dell'area di Venezia-Malcontenta-Marghera" - il cosiddetto "Accordo Moranzani" - riuscendo a condividere importanti azioni atte a riqualificare una delle aree più degradate e inquinate della terraferma veneziana;
- l'Accordo sorto dall'esigenza di individuare un sito di conferimento definitivo dei sedimenti di dragaggio dei canali portuali, comprende infatti una specifica variante al Progetto Integrato Fusina (PIF) che prevede una serie di importanti interventi di riqualificazione ambientale nell'area di Malcontenta, tra cui:
1) il recupero ambientale di vecchie discariche per i rifiuti speciali ubicate in località Moranzani di Fusina;
2) l'interramento di quattro elettrodotti;
3) gli interventi sulla viabilità;
4) gli interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore;
5) la bonifica di altre discariche dismesse;
6) la realizzazione di un parco urbano sopra ad una vecchia discarica dismessa a ridosso dell'abitato di Malcontenta;
7) la creazione di una cintura verde nel quadrante sud occidentale di Marghera, previa delocalizzazione di un deposito di carburanti considerato troppo vicino all'abitato di Malcontenta;
PRESO ATTO CHE:
- con DGR n. 116/CR del 29 novembre 2016 la Giunta regionale aveva operato una "(...) revoca e contestuale riallocazione di risorse finanziarie di competenza regionale recate dalla Legge Speciale per Venezia (...)" per un totale di quasi 56 milioni di euro: somme che venivano sottratte anche da quelle destinate alla riqualificazione ambientale del Vallone Moranzani per essere tutte destinate all'"(...) acquisizione a patrimonio regionale di opere o impianti realizzati nell'ambito del Progetto Integrato Fusina.";
- il 7 dicembre 2016 il Consiglio regionale ha approvato la "Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2017-2019 articolo 36, comma 3, e allegato 4/1, punto 6, del decreto legislativo n. 118/2011." (deliberazione n. 168) , nel quale trova conferma il suddetto stanziamento: "(...) la Giunta regionale è autorizzata a procedere ad una complessiva e organica riprogrammazione degli interventi, e delle correlate spese, da realizzare con le residue risorse assegnate alla Legge Speciale interessanti il bacino scolante della laguna di Venezia, al fine di garantire continuità operativa e funzionalità nel sistema di depurazione dei reflui in gestione a SIFA S.c.P.A., individuando la somma massima di euro 56.000.000,00 per acquisire al patrimonio regionale le opere e gli impianti realizzati nell'ambito del Progetto Integrato Fusina. Tale intervento di spesa attinge ai fondi vincolati della Legge speciale per Venezia già accertati in bilancio. (...)";
CONSIDERATO CHE:
- il 23 dicembre 2016 la Giunta regionale ha approvato la DGR n. 2241, avente ad oggetto: "Progetto Integrato Fusina - Project Financing - Approvazione dello schema di Accordo Transattivo e Modificativo al Contratto rep. 5785 del 06.07.2005 e agli atti integrativi rep. 6377 del 12.12.2008 e rep. 6626 del 19.03.2010. Autorizzazione alla società Veneto Acque S.p.A. alla sottoscrizione di patti parasociali regolanti la partecipazione in SIFA s.c.p.a.";
- l'articolo 13 dell'allegato A della deliberazione n. 2241/2016 concerne proprio l'Accordo di Programma Moranzani e in esso si legge testualmente che: "(...) non è possibile dare corso a parte rilevante dei programmati interventi di cui all'Atto Integrativo rep. 6377 del 12.12.2008 (...)" e che "la Regione procederà a una complessa revisione dell'Accordo Moranzani, finalizzata: a) alla razionalizzazione e ridefinizione degli interventi compensativi in ragione dell'attuale indisponibilità delle risorse provenienti dal conferimento dei fanghi e altri materiali (...)";
- all'articolo 14.4 del medesimo allegato A si legge testualmente che "(...) la Regione del Veneto, sulla basi di una discrezionale valutazione di tutti i profili di pubblico interesse coinvolti, si riserva, per 4 anni dalla durata di questo accordo, la facoltà: a) di stralciare definitivamente dalla concessione tutte le attività, i lavori ed i servizi previsti dall'Accordo di Programma e inseriti nel rapporto concessorio con SIFA s.c.p.a. e liberandosi da ogni impegno contrattuale con la medesima. (...)";
- l'articolo 16.1 dell'allegato A della DGR 2241/2017, riguarda la durata della concessione a SIFA, e vi si legge che: "(...) ai fini di ripristinare il riequilibrio economico-finanziario del progetto, la concessione avrà una durata di anni 25 (venticinque) a decorrere dall'1.1.2017. Verrà pertanto a scadenza in data 31.12.2041, dovendosi considerare la precedente attività gestionale quale avvio provvisorio degli impianti.";
REGISTRATO CHE:
- tutto ciò ha fatto sì che i cittadini, le associazioni coinvolte ed i loro rappresentanti nelle Istituzioni abbiano reagito a questa grave situazione che potrebbe compromettere la realizzazione degli impegni sottoscritti nell'Accordo Moranzani;
- nei giornali, ad esempio, si riportavano titoli quali "L'accordo sul Moranzani vittima della peggior politica", o "I venti Milioni per la discarica di fanghi stornati per la banchina del nuovo terminal";
- dalla lettura e dal confronto degli atti sopracitati sono state tratte le conclusioni che i giornali così hanno riassunto: "(...) L'Accordo per il Vallone Moranzani firmato otto anni fa doveva essere già in fase avanzata di attuazione, invece è stato deciso di «congelarlo» per altri 25 anni, fino al 2041, ovvero quando scadrà la concessione a SIFA della gestione del mega-depuratore PIF di Fusina. Di conseguenza non verrà realizzata la mega-discarica che avrebbe dovuto essere messa in sicurezza permanente e trasformata poi in un parco lineare urbano più grande di quello di San Giuliano, da Fusina a Villabona, passando per Malcontenta.(...)";
- il Presidente della Municipalità di Marghera che, tra l'altro, per anni si è occupato della questione, oltre a ribadire quanto sopra ha denunciato "l'azzeramento di fatto, per mano della Regione, del progetto del Vallone Moranzani (...) per risolvere un guaio da essa stessa provocato, l'accordo capestro con SIFA, la Regione veneto ha dirottato fondi destinati a opere ambientali e infrastrutturali, tra cui il progetto Moranzani, facendo così pagare alla popolazione, e all'ambiente, i propri errori (...)";
RITENUTO che siano fondate tutte le preoccupazioni sopra riportate in merito al fatto che l'attuazione dell'"Accordo Moranzani" venga rinviato "sine die";
tutto ciò premesso,
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
affinché continui a tener fede a quanto sottoscritto nel cosiddetto "Accordo di Programma Moranzani", stipulato il 31 marzo 2008, relativamente al progetto di riqualificazione ambientale del "Vallone Moranzani" tenuto conto dei necessari aggiornamenti che verranno assunti d'intesa con i sottoscrittori dell'Accordo stesso, e più precisamente:
1) il recupero ambientale di vecchie discariche per i rifiuti speciali ubicate in località Moranzani di Fusina;
2) l'interramento di quattro elettrodotti;
3) gli interventi sulla viabilità;
4) gli interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore;
5) la bonifica di altre discariche dismesse;
6) la realizzazione di un parco urbano sopra ad una vecchia discarica dismessa a ridosso dell'abitato di Malcontenta."
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ordine del giorno F4

Ordine del giorno presentato dai consigliere Ruzzante, Pigozzo e Brusco relativo a "Garantire l'effettivo completamento degli interventi di bonifica del sito della Ex Nuova Esa" in occasione dell'esame della proposta di deliberazione amministrativa relativa a "Programma di interventi con riallocazione di risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia di competenza regionale, derivanti da economie di spesa accertate e rimodulazione progettuale". (Proposta di deliberazione amministrativa n. 79) APPROVATA (Deliberazione n. 151/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- l'Allegato A alla CR nr. 97 del 02 ottobre 2018 inserisce tra i progetti oggetto di riallocazione di risorse finanziarie a valere sul finanziamento della Legge speciale per Venezia di competenza regionale le attività di completamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito denominato " Ex Nuova Esa" nei comuni di Marcon (VE) e Mogliano Veneto (VE) ;
PRESO ATTO CHE:
- nelle premesse di cui alla CR sopra richiamata, nella parte motiva riguardante il finanziamento degli interventi, è affermato che l'assegnazione "permette di concludere le attività di messa in sicurezza";
RILEVATO CHE:
- a marzo 2018 il giornalista Gianni Belloni scriveva che " il 20% dei rifiuti rimasti nello stabilimento della Nuova Esa al momento del sequestro è ancora lì. Cascami plastici e idrocarburi la maggior parte. Giù avviati a smaltimento, in due franche, 51 Ornila chili, tra pentasolfuro, vernici, morchie, materiali chimici miscelati. La Regione Veneto stanziò 2 milioni per la bonifica, scattata nel 2012, e la maggior parte sono stati spesi. "
CONSIDERATO CHE:
- che dal 2012 ad oggi gli esborsi di risorse pubbliche non hanno comunque consentito di pervenire all'effettiva bonifica del sito interessato;
- a fronte della vicenda da cui trae origine l'inquinamento è necessario che le pubbliche istituzioni diano fondate garanzie circa l'effettiva bonifica del sito Ex Nuova Esa, impegnandosi mettere a disposizione o a reperire ulteriori risorse per garantirne il completamento.
impegna la Giunta regionale
a mettere a disposizione o a reperire ulteriori risorse finanziare per garantire che il completamento e l'effettiva ed integrale bonifica del sito denominato Ex NuovaEsa nei comuni di Marcon (VE) e Mogliano Veneto (VE)."
Anche qui chiede di intervenire il collega Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

L'ordine del giorno rimane esattamente lo stesso, alla fine dell'impegna la Giunta regionale viene integrato con la stessa dicitura del primo ordine del giorno, e cioè: "Secondo le priorità stabilite dagli organi tecnici competenti per il territorio regionale.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'ordine del giorno n. F0004, come modificato.
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- l'Allegato A alla CR n. 97 del 2 ottobre 2018 inserisce tra i progetti oggetto di riallocazione di risorse finanziarie a valere sul finanziamento della Legge speciale per Venezia di competenza regionale le attività di completamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito denominato "Ex Nuova Esa" nei comuni di Marcon (VE) e Mogliano Veneto (VE);
PRESO ATTO CHE:
- nelle premesse di cui alla CR sopra richiamata, nella parte motiva riguardante il finanziamento degli interventi, è affermato che l'assegnazione "permette di concludere le attività di messa in sicurezza";
RILEVATO CHE:
- a marzo 2018 il giornalista Gianni Belloni scriveva che "il 20% dei rifiuti rimasti nello stabilimento della Nuova Esa al momento del sequestro è ancora lì. Cascami plastici e idrocarburi la maggior parte. Già avviati a smaltimento, in due tranche, 510mila chili, tra pentasolfuro, vernici, morchie, materiali chimici miscelati. La Regione Veneto stanziò 2 milioni per la bonifica, scattata nel 2012, e la maggior parte sono stati spesi.";
CONSIDERATO CHE:
- dal 2012 ad oggi gli esborsi di risorse pubbliche non hanno comunque consentito di pervenire all'effettiva bonifica del sito interessato;
- a fronte della vicenda da cui trae origine l'inquinamento è necessario che le pubbliche istituzioni diano fondate garanzie circa l'effettiva bonifica del sito Ex Nuova Esa, impegnandosi mettere a disposizione o a reperire ulteriori risorse per garantirne il completamento;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a mettere a disposizione o a reperire ulteriori risorse finanziare per garantire che il completamento e l'effettiva ed integrale bonifica del sito denominato Ex Nuova Esa nei comuni di Marcon (VE) e Mogliano Veneto (VE), secondo le priorità stabilite dagli organi tecnici competenti per il territorio regionale."
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Se non ci sono altri interventi, apro la votazione del PDA n. 79 nel suo complesso.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
12



PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE FINCO RELATIVA A "MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 8 MAGGIO 2009, n. 12 "NUOVE NORME PER LA BONIFICA E LA TUTELA DEL TERRITORIO" ". (PROGETTO DI LEGGE N. 344/2018) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 40/2018)

"Come è noto, in attuazione della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 , articolo 84, comma 3 bis, da ultimo con deliberazione 23 febbraio 2016, n. 173, la Giunta regionale ha dato continuità all'affidamento in delegazione amministrativa ai Consorzi di Bonifica del Veneto delle funzioni di gestione e manutenzione dei beni del demanio idrico sulla rete idrografica minore e con deliberazione 5 gennaio 2018, n. 8, la stessa Giunta ha disposto, fra l'altro, anche l'aggiornamento annuale dei canoni per l'uso dei beni del demanio idrico.
Peraltro, l'esazione di tali canoni è stata talora contestata dagli operatori delle reti elettroniche, che si sono avvalsi dell'articolo 93 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 "Codice delle comunicazioni elettroniche", che così dispone:
"1. Le Pubbliche Amministrazioni, le Regioni, le Province ed i Comuni non possono imporre per l'impianto di reti o per l'esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, oneri o canoni che non siano stabiliti per legge".
Tuttavia, il successivo secondo comma dello stesso articolo 93, stabilisce che:
"2. Gli operatori che forniscono reti di comunicazione elettronica hanno l'obbligo di tenere indenne la Pubblica Amministrazione, l'Ente locale, ovvero l'Ente proprietario o gestore, dalle spese necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e manutenzione e di ripristinare a regola d'arte le aree medesime nei tempi stabiliti dall'Ente locale. Nessun altro onere finanziario, reale o contributo può essere imposto, in conseguenza dell'esecuzione delle opere di cui al Codice o per l'esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, fatta salva l'applicazione della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, calcolato secondo quanto previsto dal comma 2, lettere e) ed f), del medesimo articolo, ovvero dell'eventuale contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui all'articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507. (comma interpretato dall'articolo 12, comma 3, digs. n. 33 del 2016) ".
A tal proposito va rilevato che i Consorzi di bonifica svolgono un ruolo fondamentale nel garantire condizioni di fruizione dei canali, delle opere irrigue, delle linee di servizi, delle infrastrutture e delle apparecchiature di ogni sorta, comprese quelle telefoniche e di trasmissione dati, eseguendo opere di bonifica per la sicurezza idraulica e provvedendo alla manutenzione e all'esercizio di tutte le opere di bonifica e di irrigazione. I Consorzi sono tenuti, quindi, a ripartire il carico delle spese per la gestione e manutenzione del sistema idraulico, non coperte da contributi regionali o da altre voci d'entrata, tra i titolari di concessioni demaniali e consortili. Occorre, inoltre, precisare che:
- attualmente, ogni domanda di attraversamento o parallelismo del demanio idrico con linee elettriche, telefoniche e simili, viene corrisposta tramite il rilascio di apposita concessione da parte dei Consorzi di bonifica;
- negli alvei demaniali e nelle superfici di insistenza delle opere in cura ai Consorzi stessi sono disseminati svariati ponti, attraversamenti e parallelismi di utenza che si avvantaggiano direttamente delle suddette attività consortili di manutenzione, pulizia, difesa idraulica, ecc. ;
- gli attraversamenti e parallelismi con linee elettriche, telefoniche e simili generano sempre e comunque un notevole aggravio per la manutenzione e maggiori oneri per la sorveglianza.
È necessario quindi stabilire, con apposita norma regionale, che l'installazione di reti per l'esercizio dei servizi di comunicazione elettronica presso le strutture e impianti dei canali e delle opere di bonifica e di irrigazione, comportando un aggravio di costi nelle realizzazione delle opere di presidio e di manutenzione dei beni del demanio idrico sulla rete idrografica minore, impone l'obbligo per il titolare della rete di rimborsare i maggiori oneri annuali sostenuti dai consorzi di bonifica sotto la forma del canone di concessione demaniale.
Con l'occasione, per equità di trattamento, è necessario inserire l'obbligatorietà della corresponsione di tali canoni anche ai titolari dei sottoservizi (reti di energia elettrica, gas, telecomunicazioni e fognature) e di impianti a sostegno di servizi fuori suolo (reti elettriche, delle linee telefoniche, di servizi digitali, ecc.) utilizzatori degli stessi beni demaniali.
Per tale motivo si propone l'integrazione dell'articolo 33 della legge regionale 8 maggio 2009, n. 12 "Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio ", aggiungendo i commi 3 bis e 3 ter così come riportati nell'articolo 1 della presente proposta di legge regionale.
Sulla proposta di legge la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 4 ottobre 2018, ha espresso all'unanimità (presenti e rappresentati il presidente Calzavara e i consiglieri Michieletto e Rizzotto del Gruppo consiliare Zaia Presidente, il consigliere Montagnoli -con delega del consigliere Gidoni del Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord, il consigliere Giorgetti del Gruppo consiliare Forza Italia -Alleanza per il Veneto, i consiglieri Zanoni e Fracasso del Gruppo consiliare Partito Democratico, il consigliere Brusco del Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle ed il consigliere Barison del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia -Movimento per la cultura rurale) parere favorevole alla sua approvazione da parte del Consiglio regionale".

PRESIDENTE

Relatore consigliere Calzavara.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Una piccola modifica ma che credo dia una grossa mano ai Consorzi di bonifica della nostra Regione, perché dà finalmente la possibilità ai consorzi di poter riscuotere direttamente e di imporre i relativi canoni per le concessioni di rete o di strutture tecnologiche che ci sono nei loro territori di competenza.
Questa norma è necessaria, anche perché i gestori di queste reti tecnologiche a livello nazionale hanno fino ad oggi contestato l'applicazione di questo canone, proprio in virtù di una norma nazionale che prevede che le Regioni inseriscono all'interno della propria normativa questa possibilità da dare ai Consorzi.
Con questa modifica riusciamo a dare un po' di risorse fresche direttamente ai Consorzi di bonifica che le adopereranno, come ben sanno, per rendere ancora più sicuri i nostri territori.
Questo progetto di legge è passato con voto unanime in Commissione, ha un emendamento a cui è già stato dato il parere favorevole e di conseguenza penso che si possa andare tranquillamente al voto. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il collega Azzalin battendo sul filo di lana il collega Pigozzo, ma noi siamo felici. Collega Azzalin, prego.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Bruno scusa, sai che io sono ligio al centralismo democratico di vecchia memoria.
Volevo solo dire una cosa su questa questione, concordo sulla valutazione del relatore per cui esprimeremo anche noi un voto positivo, però credo che su questa vicenda dei consorzi probabilmente è il caso di fare qualche riflessione, perché i consorzi sono sempre più tutori e gestori del nostro territorio, ma del territorio complessivamente inteso e non solo degli ambiti rurali e come noi mettiamo mano a questa norma, giustamente, per garantire determinati proventi è giusto anche che questi Consorzi siano veramente il patrimonio di tutti, cosa che in realtà lo è parzialmente.
Penso che dovremmo ritornarci partendo proprio da come sono interpretati dal corpo elettorale questi consorzi, sono legati a meccanismi che oggi non hanno ragion d'essere, io non conosco in ambito elettivo dove si elegge per delega, questo alla fine se favorisce qualcuno da un lato sfavorisce dall'altra, ma io non entro in quest'ambito che può interessare ad alcuni aspetti categoriali, quello che mi interessa è che questi Consorzi quindi fuoriescano dalle esigenze categoriale, ma diventino veramente un patrimonio della nostra comunità.
Questo è il salto vero che devono fare e ci sarà bisogno di altre modifiche, mi scusi Presidente ho colto l'occasione per dire che avremo altre occasioni di riflessione su questa cosa, non ultima quella anche di affrontare la questione del sistema elettorale dei consorzi.

PRESIDENTE

Collega Finco, la parola.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sarò molto breve volevo solamente, non aggiungo altro alla relazione del Presidente Calzavara in quanto ha già descritto, diciamo, il motivo di questa mia proposta di legge che deriva principalmente da alcune necessità, che mi sono state fatte presenti dai Consorzi di bonifica, che negli ultimi anni, soprattutto da parte degli Enti gestori delle linee telefoniche, hanno riscontrato numerosi problemi. Colgo l'occasione, visto che sono intervenuto oltre a ringraziare la Commissione insomma per aver approvato il progetto di legge, per dire anche, visto che ne avevamo già parlato, con il collega Pigozzo, che anche l'emendamento che adesso ci illustrerà va bene, lo possiamo tranquillamente accogliere all'interno del progetto di legge.

PRESIDENTE

Voteremo prima questo articolo aggiuntivo, e poi tutto l'articolo, per cui sarà un voto unico finale, come modificato.
Se il collega Pigozzo vuole illustrare l'emendamento.
Emendamento n. B0001, presentato dal consigliere Pigozzo, aggiuntivo, che prevede:
"Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente articolo:
Articolo 1bis - Modifica dell'articolo 39 della legge regionale 8 maggio 2009, n. 12 "Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio".
1. Al comma 2 bis dell'articolo 39 della legge regionale 8 maggio 2009, n. 12 , le parole "regionali o" sono sostituite con le seguenti "e delle riserve naturali regionali o di interesse locale, nonché".
2. Al fine di dare attuazione a quanto previsto al comma 1 del presente articolo, la Giunta regionale è autorizzata a concedere un contributo ai Consorzi di bonifica interessati, quantificato in complessivi euro 10.000,00.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 10.000,00 per l'esercizio 2018, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente ", Programma 02 "Tutela, valorizzazione e recupero ambientale", Titolo 1 "Spese correnti", del bilancio di previsione 20182020, la cui dotazione è aumentata di pari importo; contestualmente le risorse afferenti al fondo di cui all'articolo 20 della legge regionale 29 novembre 2001, n. 39 , allocate nella Missione 20 "Fondi e accantonamenti", Programma 03 "Altri fondi", Titolo 1 "Spese correnti", sono ridotte di euro 10.000,00 nell'esercizio 2018."

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento è, praticamente, un rimedio che viene portato rispetto a una modifica che era già stata predisposta dagli uffici e dalla Giunta, in occasione di un precedente collegato, che poi era andato perso come emendamento, e adesso viene ripescato, visto che stiamo trattando la legge 12 del 2009, in pratica si aggiunge all'articolo 39, comma 2 bis: "delle riserve naturali regionali o di interesse locale", equiparando il trattamento che hanno le riserve integrali di carattere regionale a quelle di interesse locale, in modo tale che non ci sia appunto disparità e quindi l'esenzione venga garantita anche a quelle di interesse locale, ecco, questo è il senso dell'emendamento che, ripeto, era già stato predisposto a suo tempo e poi era andato perduto da un maxiemendamento, che aveva cancellato tutti quelli intermedi.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento n. B0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione il PDL n. 344 come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Siccome stanno sistemando gli ultimi emendamenti del provvedimento successivo, sospendiamo la seduta fino alle ore 15.45.
La Seduta è sospesa alle ore 15.30
La Seduta riprende alle ore 15.56

PRESIDENTE

Il Presidente della Commissione mi chiede altri venti minuti per cui andiamo alle ore 16.15.
La Seduta è sospesa alle ore 15.56
La Seduta riprende alle ore 16.22
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Bruno PIGOZZO
PRESIDENTE
Scusate colleghi, non siamo ancora in grado di riprendere la seduta, altri dieci minuti e, quindi, alle ore 16.35 riprendiamo la seduta.
La Seduta è sospesa alle ore 16.22
La Seduta riprende alle ore 16.35
Assume la Presidenza
Il Presidente Massimo GIORGETTI

PRESIDENTE

Colleghi cominciamo.
PUNTO
13



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "SOCIETÀ REGIONALE "INFRASTRUTTURE VENETE S.R.L." PER LA GESTIONE DELLE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE E DI NAVIGAZIONE INTERNA". (PROGETTO DI LEGGE N. 399/2018) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 41/2018)

"Con la presente proposta di legge, la Regione del Veneto intende razionalizzare e riorganizzare il settore della gestione delle infrastrutture ferroviarie e delle infrastrutture di navigazione interna anche realizzando la necessaria separazione tra la gestione del servizio ferroviario e la gestione dell'infrastruttura ferroviaria richiesta dal D.lgs. 15 luglio 2015, n. 112 "Attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario unico (Rifusione) ".
Per il raggiungimento degli scopi di razionalizzazione e riorganizzazione, la Regione del Veneto intende avvalersi di una società in house, quale proprio strumento operativo, provvedendo all'acquisizione dell'intera partecipazione di società Ferroviaria Servizi S.r.l, già detenuta dalla società regionale Sistemi Territoriali S.p.A., ridenominandola "Infrastrutture Venete S.r.l". L'operazione non darà luogo a costi aggiuntivi, realizzandosi attraverso una scissione dell'attività in seno a Sistemi Territoriali. Inoltre, nel 2015 tale società aveva presentato all'Agenzia delle Entrate del Veneto istanza di interpello, con esito positivo, per la non assoggettabilità ad IVA del corrispettivo dei contratti di servizio destinati al trasporto ferroviario, nell'ipotesi di costituzione di un soggetto giuridico cui vengano demandate le funzioni di cui al presente disegno di legge. L'effetto di tale interpello, da aggiornare, risulta pari al 10% del valore dei contratti di servizio ferroviari.
"Infrastrutture Venete S.r.l." provvederà, pertanto, alla gestione delle infrastrutture ferroviarie e di navigazione interna, subentrando alla Regione nella realizzazione degli obiettivi della politica di trasporto ferroviario e nei contratti in essere, con particolare riferimento alle proposte per il piano di bacino regionale, alle soluzioni intermodali, al piano tariffario, agli standard gestionali qualitativi tecnici ed economici al monitoraggio, nonché nelle attività necessarie per l'affidamento, la regolazione e il controllo del servizio di trasporto pubblico ferroviario locale e regionale.
L'articolo 1 della proposta di legge stabilisce le finalità del provvedimento, sopra richiamate.
All'articolo 2 si prefigura il modello organizzativo, individuato in una società in house providing sottoposta alla disciplina del D.lgs. 19 agosto 2016, n. 175. La nomina dell'organo di amministrazione e di controllo della neoacquisita società è riservata alla Giunta regionale secondo le modalità indicate dalla legge regionale 22 luglio 1997, n. 27 "Procedure per la nomina e designazione a pubblici incarichi di competenza regionale e disciplina della durata degli organi ".
L'articolo 3 definisce le competenze riservate ad Infrastrutture Venete S.r.l, con un'elencazione indicativa ma non esaustiva, potendo la società esercitare altresì le attività specificate nel proprio statuto, fatti salvi i limiti e i vincoli di legge e alla sua natura di società in house.
All'articolo 4 si individuano le risorse strumentali e finanziarie necessarie per l'attività della Società, includendo tutti i beni mobili registrati ed immobili sia di proprietà di Sistemi Territoriali S.p.A. che della Regione, con il limite dell'inerenza alle attività assegnate. E altresì specificatamente previsto il subentro in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi in capo a Sistemi Territoriali S.p.A., sempre con il limite dell'inerenza delle competenze attribuite, nonché il subentro nei contratti in essere tra la Regione e i gestori del servizio ferroviario al momento del conseguimento della piena operatività di Infrastrutture Venete S.r.l. A tal riguardo si stabilisce che, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale provveda con provvedimento ricognitivo all'individuazione dei propri beni da assegnare alla società Infrastrutture Venete S.r.l, e che, entro 180 giorni dall'entrata in vigore, la Giunta provveda a stabilire le modalità di gestione delle attività ricomprese nella presente legge, attestando il completamento degli adempimenti necessari alla piena operatività della società. La Regione provvede, poi al mero trasferimento delle risorse finanziarie necessarie allo svolgimento delle attività assegnate alla Società con l'articolo 3.
All'articolo 5 si prevede con norma transitoria che, fino all'attestazione da parte della Giunta regionale del completamento di tutti gli adempimenti necessari al conseguimento della piena operatività della Società, Sistemi Territoriali S.p.A. e la Regione continuano a svolgere le attività di rispettiva competenza.
All'articolo 6 è posta la copertura finanziaria di oneri quantificati in euro 2.310.000 per l'esercizio 2019 e in euro 4.620.000 per l'esercizio 2020, cui corrisponde una contestuale riduzione delle risorse afferente all'articolo 69 della l.r. 7/1999.
L'articolo 7 prevede infine l'entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La Prima Commissione consiliare ha provveduto all'illustrazione del progetto di legge n. 399 nella seduta del 3 ottobre 2018 ed ha acquisito, ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento, il parere della Seconda Commissione, che si è espressa favorevolmente per le parti di competenza.
Nelle sedute del 17 e del 24 ottobre 2018 sono stati auditi, rispettivamente, i vertici aziendali di Sistemi Territoriali S.p.a. e le organizzazioni sindacali più rappresentative.
Nella seduta del 29 ottobre 2018, infine, la Prima Commissione consiliare ha concluso i propri i lavori in ordine al progetto di legge oggi in esame, approvandolo a maggioranza.
Hanno espresso voto favorevole i rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Fratelli d'Italia-Movimento per la cultura rurale, Forza Italia-Alleanza per il Veneto. Si sono astenuti i rappresentanti dei gruppi consiliari Partito Democratico, Alessandra Moretti Presidente, Movimento 5 Stelle e la componente politica Liberi E Uguali del Gruppo Misto".

PRESIDENTE

Passiamo alla relazione del Consigliere Montagnoli.
Prego, collega, ha la parola.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta – Lega Nord)

Presidente, grazie.
Colleghi, scusate ma, su un settore così importante come è quello delle ferrovie, con l'impegno della Giunta e di tutti i colleghi, era anche giusto fare delle valutazioni ulteriori, e qui si tratta della nuova Società Regionale Fognature Venete S.r.l., in cui la Regione punta a razionalizzare e riorganizzare il settore della gestione delle infrastrutture ferroviarie e di navigazione interna, da un lato c'è un obbligo normativo della separazione della gestione del servizio ferroviario dell'infrastruttura, col decreto legislativo 212 del 2015, e in questo modo la Regione, avvalendosi della società che già in house, da Ferrovie al Servizio S.r.l., che è detenuta dal sistema territoriale, li denomina nella nuova infrastruttura Evento S.r.l..
Non si avranno costi aggiuntivi, anzi, da tutta questa operazione, a seguito anche di una serie di interpelli, si presume un beneficio importante da un punto di vista economico, di circa 16 milioni di euro, e siamo andati a determinare, e ringrazio anche la struttura, che sia in Prima Commissione, che in Seconda, ha illustrato la proposta, c'è stato un passaggio con le Parti sindacali, e dei colleghi di opposizione avevano chiesto un incontro a livello locale, che mi risulta sia stato fatto ieri, con la sottoscrizione di un accordo totale da parte dei sindacati, ma su questo magari anche l'assessore De Berti, la struttura, ci può dire qualcosa. É ovvio che da questa iniziativa ci si aspetta tanto per le esigenze che già i colleghi hanno evidenziato, e vi dico già che ai due emendamenti depositati da parte dell'opposizione siamo andati a definirli, sono in fase di distribuzione, uno per quello che riguarda l'Amministrazione, che viene demandata seguendo l'attuale normativa a un Consiglio di Amministrazione di nomina del Consiglio regionale, e infine verrà depositato un chiarimento all'articolo 3, per quanto riguarda le competenze con il bacino, con una proposta di piano di bacino che rimane evidentemente in Consiglio regionale, mentre l'attività più operativa sarà in capo all'Amministrazione diretta, per cui andiamo a chiudere velocemente questo procedimento, penso che da un lato, appunto, il rispetto della normativa di separazione, ma sicuramente anche l'operatività e anche un beneficio economico è da tenere in assoluta considerazione.

PRESIDENTE

Bene, diamo la parola al correlatore Fracasso. Prego.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
I temi fondamentali li ha già anticipati il collega Montagnoli, la direttiva dell'Unione europea, il recepimento da parte del nostro Stato, e la necessità di separare il gestore della rete e gestore del servizio. A questo si aggiunge il tema della non assoggettabilità all'Iva, a dire il vero tema che abbiamo appreso era già conosciuto dal 2015, e che è stato adesso riproposto con un interpello, poi gradiremmo anche sapere se c'è già una risposta, o comunque se è in arrivo, ovviamente ci auguriamo che venga confermata, e crediamo che possa essere confermata quella previsione oltremodo già vigente, mi pare, in altre regioni.
Ma al di là di questi temi, che sono più i temi tecnici, a noi preme sottolineare alcune questioni di prospettiva. Perché dico questioni di prospettiva? Perché non ci sfugge che questa che sembra una operazione tutta tecnica, in realtà ha una valenza strategica nella gestione della mobilità della nostra Regione, qui ci prepariamo con questa legge, quella che potremmo chiamare un'agenzia della mobilità del Veneto, anzi, io aggiungerei un'agenzia per la mobilità sostenibile del Veneto, visto che deve occuparsi della mobilità su ferro, ma in prospettiva della mobilità su gomma, gli viene affidato anche il compito di predisporre il piano per il bacino regionale, quindi, questa società è destinata a diventare, con Veneto Strade, con Veneto Acque con poche altre società regionali, veramente, uno snodo delle politiche di questa Regione.
È per questo che abbiamo ritenuto di presentare (pochissimi), due emendamenti: uno, che riguarda la governance, perché uno snodo di questo genere, a nostro avviso, ma abbiamo trovato corrispondenza, non può vedere escluso il Consiglio da indicazioni che riguardano la governance e una esplicitazione del fatto che, in termini di programmazione, la competenza del Consiglio.
Due parole brevissime sugli emendamenti, poi, anche il collega Azzalin aggiungerà di più, ma io, invece, vorrei che l'Assessore ci dicesse quali sono gli orizzonti di questa società, perché noi ci troveremo, nel giro di qualche mese, non so quale sarà il tempo per renderla operativa, ad avere un'infrastruttura veneta, a cui viene trasferito il contratto di servizio di Trenitalia, contratto ovviamente fondamentale per il servizio ferroviario locale del Veneto e, quindi, si troverà con due contratti di servizio: quello che è in capo a Sistemi Territoriali e quello che è in capo oggi alla Regione, che viene trasferito alla società, anche, per avere il beneficio della non società assoggettabilità dell'IVA.
La domanda è se ha senso tenere due contratti di servizio separati, sapendo che miglioramento del servizio ferroviario regionale, che dobbiamo anche riconoscere, a partire dal cadenzamento d'orario, all'introduzione di regionali veloci, a quello che è stato fatto anche in sede di contrattazione con il Governo e con RFI, con il contratto di programma, vale a dire investimenti per l'ammodernamento della rete elettrificazione, in modo particolare, tutto ciò e io ci aggiungo anche quadruplicamento della Verona - Vicenza - Padova, che a mio avviso è fondamentale per avere un assetto conclusivo, quantomeno, della rete all'altezza.
Quindi, la prima domanda è se ha senso mantenere in Veneto due contratti di servizio, anche se hanno scadenze diverse, in particolare quello di Trenitalia ha una scadenza molto, molto lunga, ma invece è quello di dei Sistemi Territoriali ha una scadenza relativamente corta e, dall'altra parte, se ha senso mantenere due gestioni separate dell'infrastruttura, perché la maggior parte dell'infrastruttura è in gestione RFI, una parte dell'infrastruttura e degli investimenti per il materiale rotabile è in capo a Sistemi Territoriali, durante le audizioni, l'amministratore che anche qui in Aula, ci ha per esempio evidenziato la difficoltà a trovare delle motrici diesel, quindi, perché proprio non ce ne sono, se non datate e, quindi, affrontare questi investimenti, significa avere una capacità finanziaria di un certo ordine di grandezza. Non dimentichiamoci che le norme di sicurezza sulle reti sono sempre più stringenti dopo quello che è successo, in particolare, nell'incidente di -mi pare- ormai due anni fa, in Puglia e, quindi, ci sono anche lì degli adeguamenti che richiedono investimenti. Nell'insieme, c'è una valutazione rispetto a mantenere due contratti di servizio e una valutazione che va fatta, rispetto alla necessità di investimenti e di adeguamento, sia del materiale che delle reti.
Non da ultimo, anche su questo, ci attendiamo dall'Assessore, un'informativa di informazione, il passaggio con i rappresentanti dei lavoratori, che doveva essere fatto successivamente all'audizione che abbiamo fatto e poi tutto il tema della navigazione sul quale io non mi dilungo, ma immagino che il collega potrà farlo meglio di me.
Insomma, a noi, ovviamente, ripeto, non sfugge che stiamo per approvare una legge che introduce in Veneto uno strumento strategico per la mobilità e, quindi, non abbiamo un pregiudizio negativo, anzi, su questo strumento purché sia inserito in una visione altrettanto strategica dello sviluppo, dell'incremento, del miglioramento della qualità e della quantità del servizio erogato e della sicurezza e anche dell'ammodernamento tecnologico dell'infrastruttura perché se quello è l'orizzonte allora capiamo meglio anche la scelta dello strumento, che pur rispondendo alle necessità della direttiva da una parte e anche di un certo ritorno economico dall'altro, vorremmo che fosse messo al servizio di quell'orizzonte.

PRESIDENTE

Grazie. Sono in distribuzione i tre emendamenti fatti dal relatore; quattro minuti per i sub.
Prego, consigliere Azzalin, ha la parola.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. A dispetto dei pochi articoli di cui si compone questa legge credo che sia, invece, una legge molto importante, eppure rischia di passare un po' così, un po' troppo velocemente all'attenzione del Consiglio, tant'è che i passaggi anche in Commissione, se vi ricordate colleghi, sono stati molto, molto brevi, ma oggi abbiamo l'opportunità e la fortuna di avere qui con noi l'Assessore e quindi magari possiamo avere anche qualche risposta.
Quindi, oltre a quello che ha detto il mio Capogruppo vorrei far presente un'altra serie di questioni.
C'è un primo dato: nasce una società, una nuova società importante e ci viene spiegato in virtù di cosa nasce, consente anche, tra l'altro, un risparmio, svuota l'attuale Sistemi Territoriali, non sappiamo che fine farà Sistemi Territoriali perché io ho sempre in mente quello che deve essere una deforestazione delle società regionali, tanto per usare un termine molto chiaro e, quindi, bisognerebbe anche - se noi esternalizziamo alcuni servizi come anche avverrà con questa nuova società, esternalizziamo, se affidiamo nuovi compiti meglio, ecco tenere in vita altre società vorrei capire a queste cosa poi servono.
Quindi questa è la prima questione che pongo Assessore.
La seconda è questa: gestiamo le infrastrutture (ferroviarie e idroviarie) sappiamo più o meno i programmi per la ferrovia, quali sono un po', ha posto dei problemi il collega Fracasso, ma più o meno qualche idea c'è, si tratta di definire un po' più temporalmente alcune scelte, ma sull'idrovia secondo me è stato detto poco. Il lavoro in Commissione doveva un po' servire anche ad approfondire questo aspetto, è vero che noi oggi creiamo una società che gestirà l'idrovia però come discutiamo anche delle prospettive ferroviarie, vorrei sull'idrovia spererei che la cosa poi trovasse un suo approdo, una sua dignità anche, perché noi siamo la Regione che ha in sé la parte terminale del sistema idroviario padano veneto, quindi non è una cosa da poco; è vero che è poco usata - scusate la ripetizione - potrebbe essere di più ma bisogna insistere su queste infrastrutture.
Quindi credo che su questa cosa meglio a livello di DEF sarà il caso di accentuare un po' quella che è la prospettiva e l'impegno politico rispetto al sistema idroviario perché se noi andiamo a vedere il DEF ci sono in tutto anche lì quattro o cinque righe.
L'altro dato è questo: è una società che consente un risparmio di 16 milioni, viene detto, l'Orsa parla di una cifra, nelle audizioni c'è stato anche maggiore, ma fossero anche 16 milioni, va bene anche quelli voglio dire, poi quelli che sono, sono, perché è stato chiarito che sul TPL non c'è assoggettamento dell'Iva, ma essendo la disposizione legislativa del 2015, Assessore, e l'interpello è stato fatto sempre in quell'anno, poteva essere fatta prima questa scissione societaria, perché voglio dire, insomma, 15 milioni non sono pochi, 15, più 15, più 15 alla fine se non 3, 2, insomma 30 o 40 milioni avremmo potuto diciamo beneficiarne come Regione. Il tema è questo, perché si è aspettato? C'erano delle motivazioni? Ecco, questo non c'è stata data una esaustiva, una esauriente spiegazione, c'erano dei problemi, si poteva fare... però vorrei che su questo ci fosse chiarezza, oppure si è in qualche modo prorogato, perché si era incerti, insomma, non lo so.
Credo che questo sia un aspetto da chiarire, e siccome noi siamo i migliori a prescindere, vorrei capire se qui siamo stati migliori.
Sul finanziamento, c'è un calo di finanziamenti rispetto a prima, è dovuto al fatto che rimane Sistemi Territoriali, per cui una parte serve per quella società, e dopo per le nuove funzioni occorrerà del personale adeguato, perché ci sono delle funzioni non indifferenti che caratterizzeranno in parte rilevante il lavoro di questa società, cui vengono delegati dei compiti non indifferenti, perché c'è da controllare la strutturazione del piano tariffario da sottoporre poi all'approvazione della Giunta, determinazione degli standard gestionali, qualitativi, tecnici, controllare i contratti di servizio, insomma, ce ne sono di funzioni importanti.
Rispetto a questo il tema è: la società acquisirà del personale esterno? Oppure del personale in carico alla Regione si trasferirà nella società? Ecco, bisognerebbe anche un po' capire su questo, per esempio, cosa si ha intenzione di fare, perché costituiamo una società, poi dopo non abbiamo ben chiaro questo, sarebbe non positivo, anche perché c'è stata, tra l'altro, una lamentela da parte sindacale, perché non è stato presentato, sotto questo profilo, un piano industriale, eccetera... con i sindacati sappiamo, c'è stata un'informativa, alla fine si sono anche dichiarati soddisfatti.
Bene, meglio tardi che mai.
Voglio dire non si è andati a una concertazione con un piano eccetera, eccetera... credo che su questo occorra un'ulteriore delucidazione.
Per quanto riguarda altre questioni già mi ha preceduto il relatore, dicendo che sul piano di bacino è stato chiarito chi lo adotta e chi poi lo approva formalmente, e che rimane in capo al Consiglio, e credo che questo sia importante, all'Organo di programmazione consiliare che ha questo compito, e poi il ragionamento di rifarsi alla legge Madia per quanto riguarda la governance, eccetera... Credo che su questo c'è stato un ulteriore approfondimento da parte della Giunta e del relatore, e questo credo sia positivo e ci evita e ci consente di andare in maniera sostanzialmente convergente all'approvazione di questa legge, almeno per quel che mi riguarda, fatti salvi i chiarimenti che le ho chiesto. Grazie.

PRESIDENTE

Bene, collega.
Assessora De Berti, prego.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
Giusto per riprendere, e passo direttamente alla risposta delle domande poste dai colleghi Consiglieri, l'interpello è stato presentato il 17 ottobre, e l'Agenzia delle Entrate ha 90 giorni, senza interruzioni di tempo, per poter riscontrare; il 17 ottobre e il 7 novembre dicembre, andiamo nella prima metà di gennaio, nel caso in cui ci siano delle interruzioni per chiedere delle integrazioni, eventualmente, si può arrivare a 150 giorni, un più 60 giorni.
Ad oggi l'Agenzia delle Entrate non ha risposto. evidentemente verso... ma sono pochi giorni, ma l'interpello, bene o male, diciamo che ricalca quello del 2015.
Ha senso, giustamente lei poneva il problema: ha senso di due contratti di servizio.
Se fosse per me, no! Nel senso che due contratti di servizio, comunque, comportano sempre due gestioni diverse, per quanto vadano bene tutte e due, però, ci troviamo sempre la sindrome da parte dei pendolari, c'è chi si sente pendolare di serie A e pendolare di serie B. Una gestione unica, da parte di un'unica società su tutta la Regione, sicuramente, sarebbe più opportuna anche per fare una strategia unica e perché nessuno si senta figlio di nessuno. Però, noi in questo momento, abbiamo due contratti. Abbiamo il contratto con Sistemi Territoriali, che scade nel 2019 e abbiamo giocato la partita del contratto con Trenitalia, perché sapete che abbiamo firmato prima il contratto sei più tre e, poi, a gennaio, portando a casa degli importanti investimenti, che sono soprattutto i 78 treni, che verranno consegnati tra il 2019 e il 2023, abbiamo giocato una partita importante, per quanto riguarda la gestione di tutte le linee che interessano il Veneto, tranne la Rovigo-Chioggia, la Rovigo-Verona e la Adria-Mestre.
Ora, noi ci troviamo nelle condizioni che il contratto firmato con Trenitalia scadrà nel 2032, il contratto firmato con i Sistemi Territoriali scade nel 2019.
Io ho anche fatto fare una valutazione tecnica sulle possibilità di poter affidare il servizio a Trenitalia, prendendo in considerazione il fatto che alla fine l'80-90 per cento di tutta la rete della Regione Veneto viene già gestita da una società, giusto per avere questa omogeneità, però, la normativa in questo non ci supporta.
Ci sono due contratti che devono essere gestiti, quindi, il contratto con i Sistemi Territoriali sconta anche una criticità vantaggio, nel senso che l'anno scorso sono stati messi a disposizione dal Ministero dei fondi per l'acquisto di nuovo materiale rotabile, che noi vista la volontà di sottoscrivere il contratto con Trenitalia e, quindi, con tutte le linee gestite da Trenitalia, gli investimenti sul materiale rotabile rientravano nell'ambito del contratto, abbiamo deciso di destinare i 17 milioni di Fondi FSC, all'acquisto di materiale rotabile per Sistemi Territoriali, perché Sistemi Territoriali, in questo momento -ed è giusto dirlo, non perché è qua il Direttore- ma viene scotta, tante critiche e tante criticità e tanti problemi, che non sono tutti addebitabili a Sistemi Territoriali, perché noi sulla linea abbiamo una situazione un po' particolare.
In Veneto abbiamo 300 passaggi a livello che devono ancora essere soppressi, di cui 150, più o meno, sono sulla linea Rovigo-Verona, Rovigo-Chioggia e Adria-Mestre.
I passaggi a livello, spesso e volentieri, sono il motivo principale dei ritardi, al di là della problematica che abbiamo avuto l'anno scorso sui macchinisti, perché nel momento in cui Trenitalia mi apre un concorso e mi assume con uno stipendio maggiore dei macchinisti, è ovvio che chi lavora per Sistemi Territoriali e prende uno stipendio inferiore, ha la possibilità di andare a guadagnare di più, prende e se ne va. Questo era stato fatto anche da Merce Italia, quindi, Sistemi Territoriali si è trovato nelle condizioni di non avere macchinisti e nel momento in cui un macchinista veniva mal di pancia non c'era la possibilità di sostituirlo. Mal di pancia del macchinista durante la notte voleva dire treno cancellato la mattina.
Sistemi Territoriali ha dovuto intervenire, perché i macchinisti sono anche una mansione specifica, non è che uno diventa macchinista dalla sera alla mattina. Un corso per la formazione di macchinisti, quanto dura? Dai sei mesi ad un anno? Un anno e mezzo. La formazione di un macchinista serve un anno e mezzo, quindi, anche in una società come Sistemi Territoriali, dove gli va via un macchinista già mette in difficoltà.
Abbiamo il problema delle comunicazioni, perché comunque le comunicazioni non sono imputabili a Sistemi Territoriali, ma sono imputabili a RFI, abbiamo il problema del materiale rotabile che non è imputabile ad RFI, ma è imputabile a mancanza di Fondi, per poter rinnovare il materiale rotabile ed è in questo, sostanzialmente, che noi l'anno scorso, abbiamo deciso di stanziare diciassette milioni di Fondi FSC, che sono stati integrati quest'anno in un CIPE del 2021 marzo di quest'anno con altri milioni, quindi, abbiamo 24 milioni di euro che possono essere investiti nell'acquisto di nuovo materiale rotabile, che deve essere cofinanziato e si arriva ad un budget di 40 milioni, proprio perché c'è questa necessità di dover bandire questa gara, di chiudere innanzitutto le convenzioni con il Ministero, perché il Ministero essendo che - anche se sono sempre fondi FSC, però le due fonti di finanziamento avvengono in un momento diverso - ha richiesto che (noi avevamo proposto una convenzione unica per i 24 milioni) le due convenzioni vengano scisse sostanzialmente con la fonte di finanziamento dei primi fondi FSC dell'anno scorso per quanto riguarda i 17 milioni e i 7 milioni abbia una sua convenzione a lato.
Questi 40 milioni permetteranno di poter fare acquistare nuovi treni (7 - 8 treni); che tipo di treni.
Innanzitutto per poter acquistare i treni abbiamo la necessità di - io ho sempre detto che avrebbero dovuto passare sul mio cadavere per fare una proroga a Sistemi Territoriali in queste condizioni, ma non per mancanza del Direttore o di chissà altro, ma perché la società obiettivamente non ha la forza di poter rispondere alle necessità - salvaguardare i 24 milioni, di mettere nelle condizioni Sistemi Territoriali di poter bandire la gara e di poter portare a casa i treni.
Quindi servirà una proroga tecnica a Sistemi Territoriali di cinque anni (è il massimo a cui possiamo arrivare) diciamo che questo è il massimo ma può anche durare di meno però è il tempo massimo per potergli permettere di poter bandire le gare.
Che treni utilizziamo; qui si è verificato sostanzialmente la stessa criticità che si era verificata vi ricordo sulla Belluno - Padova nel 2015 quando ci siamo trovati nelle condizioni di discutere questo regolamento...

PRESIDENTE

Collega Conte, poi non si lamenti se non capisce le cose.
Deve stare attento. Prego.
Ass.ra Elisa DE BERTI
Grazie, Presidente. Sostanzialmente, ci siamo trovati nelle stesse condizioni dove allora Trenitalia avanzò la difficoltà di poter reperire nel mercato treni diesel perché sarebbe stato difficile riuscire a reperirli ma perché proprio non posso andare al supermercato e comprarlo, servono le ditte che producano questi treni e, purtroppo, la produzione di treni diesel è sempre più rara e avevamo optato per quella famosa rottura di carico a monte Belluno che ci permetteva sostanzialmente di riuscire un po' a gestire i treni diesel esistenti, che c'erano nella dotazione di Trenitalia, e impegnandoci a richiedere ad RFI l'elettrificazione e quindi riportare sulla linea Padova – Belluno, ma non solo, anche sulla linea Venezia - Belluno i treni regionali diretti e questo poteva essere fatto con l'elettrificazione.
Anche qui succede sostanzialmente la stessa cosa: i treni diesel si parla di una fornitura eventualmente, se va bene, entro il 2021/2022, se va bene, cosa che umanamente non ci possiamo permettere perché credo che il confort del viaggio nella scelta del pendolare, del mezzo con cui si deve recare al lavoro, piuttosto che recare per motivi di svago, motivi ludici, piuttosto che per motivi di studio, insomma, il treno faccia la sua buona parte e incida molto sulla scelta che viene...

PRESIDENTE

Colleghi, per favore. Grazie.
Collega Conte, per favore.
Continui pure Assessora.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Sostanzialmente ci troviamo nelle condizioni di fare una scelta più ampia proprio per quello che diceva lei prima, dobbiamo avere la visione ampia e una strategia a medio e lungo termine.
So che in Commissione ne avevate parlato, le linee gestite da Sistemi Territoriali sono tutte a binario unico, quindi anche con i limiti del binario unico abbiamo valutato la possibilità, perché è vero che si vanno a risparmiare 16 milioni, ma sono 16 milioni all'anno, non sono 16 milioni omnicomprensivi. Questi 16 milioni, ovviamente, che io qua guardo il bilancio, chiederò a gran forza che questi 16 milioni vengano reinvestiti nel trasporto e nelle infrastrutture, assolutamente, il Vicepresidente sorride ma, ovviamente, gli investimenti nelle infrastrutture nei trasporti, e anche nelle infrastrutture ferroviarie, sono assolutamente necessari, e ci troviamo nelle condizioni di dire: "Azzardiamo, elettrifichiamo la Adria - Mestre".
Vi faccio solo una aperta e chiusa parentesi sui passaggi a livello, che prima non ve l'ho chiusa, la Adria - Mestre: 57 chilometri, 67 passaggi a livello, vuol dire che c'è un passaggio a livello ogni 600 metri - 700 metri. La Rovigo - Chioggia: 56 chilometri, 64 PL. La Rovigo - Verona ve la divido da Rovigo - Verona, che sono 95 chilometri, però da Isola della Scala a Verona sono 20 chilometri esenti da passaggi a livello, sono già stati soppressi tutti. La linea da Rovigo a Isola della Scala sono 74 chilometri, e ha la bellezza di 79 passaggi a livello, nell'ottica che vi dicevo prima.
Abbiamo sicuramente una necessità di investimento nell'infrastruttura importante, sul discorso dei passaggi a livello sapete che abbiamo fatto l'accordo l'anno scorso con RFI, dove sostanzialmente abbiamo fatto una razionalizzazione di tutti gli accordi che negli anni la Regione Veneto aveva sottoscritto con RFI, e li abbiamo riassunti in un unico intervento, dove 27 passaggi a livello, più o meno, sono, vi dico quanti ce ne sono sulla Rovigo - Verona, ci sono, ad esempio, 27 passaggi a livello sono già previsti da eliminare, solo sulla Rovigo - Verona, sull'accordo che abbiamo fatto l'anno scorso.
Sul discorso dei passaggi a livello stiamo continuando a lavorare, perché per quanto non si percepisca, per me rimane uno dei problemi più grossi dell'efficienza e della sicurezza ferroviaria, e possiamo optare, anche qui, per una elettrificazione della Adria - Mestre, da Legnago a Verona è elettrificata, tranne il pezzettino da Cerea ad Isola della Scala, se noi elettrifichiamo la Adria - Mestre, ed elettrifichiamo questo piccolo pezzettino, ovviamente il progetto di elettrificazione di tutte le linee del Veneto, comunque va avanti, però se andiamo per step e per priorità, anche da dare a RFI, elettrificando la Adria - Mestre è di competenza della Regione, l'infrastruttura è regionale, il pezzo Isola della Scala - Cerea è di competenza di RFI, elettrificando questi due pezzi noi possiamo, i nuovi treni, optare per degli elettrotreni, perché poi Sistemi Territoriali ha gli stadler che non sono messi male, che sono treni dignitosi, insomma, io dico che sono le littorine, i 668, che sono poco presentabili.
Partendo dal presupposto che apro e chiudo una parentesi anche su chi si diverte andare a fare le pitture e i dipinti sui treni, giustamente, tante volte io ho chiamato il Dottor Gambato per sollecitare una pulizia dei treni, e lui ogni volta mi diceva: "Assessore io li pulisco", quanto costa 2 mila? Quanto costa pulire un treno? 2 - 3 mila euro pulirlo, ma tempo 24 ore erano come prima, anche lì una difficoltà. Però questo ci permette, ci dà la possibilità di ordinare 7 elettrotreni, di potenziare la linea della dell'Adria - Mestre e della Rovigo - Verona, continuare con le soppressioni dei passaggi a livello, però su tutte e tre le linee, perché è un problema assolutamente importante. Tenete presente che ci troviamo nelle condizioni di avere un Adria - Mestre con 36 milioni di passeggeri - chilometro all'anno, una Rovigo - Verona con 19 milioni, e un Rovigo - Chioggia con 5 milioni e 5, dove sulla Rovigo - Chioggia abbiamo delle percorrenze, su alcuni treni, dove la media di presenza di pendolari è di 8 persone, media.
Vuol dire che possiamo andare dai 2 ai 15 su treni che trasportano 100 - 110 persone.

PRESIDENTE

Grazie.
Ho tolto cinque minuti al collega Conte, gliene tolgo altri 2,3...
Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Okay, faccio velocemente. I due contratti di servizio, sostanzialmente, andiamo avanti con una valutazione all'affidamento diretto, non è possibile. L'affidamento in house, Sistemi Territoriali, abbiamo visto che non ha la forza, l'idea, ma è al vaglio dei tecnici, è quella di valutare la gara che secondo me in questo caso tranquillamente ci starebbe.
Le due gestioni separate dell'infrastruttura: è ovvio che se la Adria-Mestre, io la cedo ad RFI, in questo momento, mi viene meno il senso dell'investimento dell'elettrificazione, quindi il risparmio dell'IVA, però, se io la passo ad RFI, innanzitutto, devo aspettare che RFI la elettrifichi, poi, la mette in coda sull'elettrificazione di tutto l'anello basso del bellunese, di tutta la Vicenza Schio, poi, arriva la Adria-Mestre. Non andiamo più fuori, cioè non riusciremo mai a dare delle risposte ai pendolari che riescono a vedere una migliore efficienza del servizio.
È ovvio che se faccio la gara, può anche succedere che io ho due gestori, ma mi auguro che ci siano due gestori con un contratto e delle performance nuove sulle linee gestite da Sistemi Territoriali, che possano garantire i pendolari. Poi se è unico meglio, se sono due, facciamo sì che tutti e due lavorino bene.
Il passaggio con i lavoratori è stato fatto ieri, è stato fatto anche una verbale e, quindi, è stato spiegato tutti i passaggi che vengono fatti. Che fine farà Sistemi Territoriali? Sistemi Territoriali ha un milione e 800 mila euro di utili all'anno, sicuramente, il valore aggiunto di Sistemi Territoriali, in questo momento, è il contratto che ha con la Regione, che scade nel 2019 e, quindi, ha poco valore. La proroga tecnica una proroga tecnica minima, quella della gara dove possiamo mettere in discussione, in gara, sia la società collegata ad un contratto, che potrebbe andare almeno a livellarsi, da un punto di vista temporale, con quello di Trenitalia, potrebbe essere assolutamente la soluzione migliore.
Per quanto riguarda l'interpello: è vero che l'interpello di Sistemi Territoriali è del 2015, però, è anche vero, se non vi ricordate, che nel 2015 avevamo tutto un problema di efficienza del servizio ferroviario, dove ogni giorno, era sulla stampa, era un disastro, quindi, io mi son trovata nelle condizioni di dover risolvere prima le problematiche che c'erano con Trenitalia e che mi sembra insomma che, a parte qualche eccezione, siamo riusciti (eccezioni che poi se vi fosse si riversano sempre sui passaggi a livello) sono state comunque risolte.
La Madia, il nuovo Testo unico sulle partecipate, quindi, abbiamo aspettato che la normativa arrivasse a compimento, arrivando fino a un anno fa, dove con la madia fatta, abbiamo dato incarico a Sistemi Territoriali di iniziare, a normativa chiara, a lavorare su questo su questo passaggio.
Per quanto riguarda le risorse, queste non calano e rimangono quelle che ci sono oggi, semplicemente viene dato la metà sul 2019, ma perché la funzionalità di Infrastrutture Venete, che si occuperà anche della navigazione interna che semplicemente verrà trasferita, non subirà nessuna blocco, è metà sostanzialmente, perché metà sarà di competenza di Sistemi Territoriali, l'altra metà di Infrastrutture Venete.
Per quanto riguarda il personale, la società dovrà presentare un progetto con Sistemi Territoriali, lavoriamo anche a questo, perché quello che oggi fa l'Ufficio Mobilità della Regione, nella figura dell'Ingegnere Menegazzo, che sta lavorando sottodimensionato, come numero di persone, bisognerà trovare delle persone adeguate, perché la società ha una visione strategica, lo diceva lei. Secondo me, questa società, per la Regione, sarà la società che strategicamente avrà l'importanza, perché se vogliamo puntare sul TPL, vogliamo puntare sul trasporto pubblico locale, vogliamo puntare sul biglietto unico, sull'integrazione ferro-gomma, tutte le strategie saranno incardinate in questa società, quindi, anche la scelta del personale e di come distribuire il personale sarà assolutamente fondamentale. Passata la Legge in Consiglio ed entrata in vigore, inizieremo a lavorare anche su questo progetto, che ovviamente vi presenterò.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.
No, non disturbi assessore Marcato.
Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Abbiamo capito che questo progetto di legge si rende necessario per adempiere a delle richieste dell'Europa però non si può nemmeno tacere il fatto che...

PRESIDENTE

Scusate, colleghi non è che la collega Baldin meriti meno attenzione dell'Assessore, quindi per favore.
Prego, continui.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Stavo dicendo che non si può tacere il fatto che in questi anni su alcune tratte gestite da Sistemi Territoriali non è stato fatto alcun intervento di rilievo.
È stato detto anche in Commissione, abbiamo fatto le audizioni poco tempo fa, sono intervenuta io per quanto riguarda la tratta ferroviaria che vedo più da vicino e che ho anche frequentato per tanti anni (la Rovigo – Chioggia) ma lo stesso discorso l'ha fatto anche il consigliere Montagnoli per la Verona - Rovigo e sono linee disastrate, cioè sono tra le peggiori d'Italia per tutta una serie di parametri e, quindi, su questi disservizi io penso che sia arrivato anche il momento di fare un po' di autocritica e non di dare continuamente la palla avvelenata in mano allo Stato, al Ministero, cioè la Regione dovrebbe fare la sua parte. Quindi anche il problema dei macchinisti, dei passaggi a livello, dei macchinari obsoleti, disservizi in generale, sono questioni comunque prevedibili e anche prevenibili da una gestione oculata ed efficiente.
Cosa che non è stata fatta, non stiamo parlando di un problema che risale all'altro giorno, sono problemi che affrontiamo da anni su queste tratte e, quindi, è giusto penso anche che i cittadini protestino tutto quello che leggiamo sui social, sui giornali, di gente esasperata perché non sa quando partirà e non sa se arriverà a casa e ha un lavoro magari, un lavoro a Rovigo, a Verona e queste persone sono in balia dei ritardi, soppressioni improvvise, di sostituzioni con altri mezzi, non è più possibile andare avanti.
Allora a questo punto anche quello che è stato citato dall'Assessore: la sostituzione con i treni diesel. È ancora il caso di parlare di treni diesel? In audizione in Commissione parlavamo della sostituzione di 10 mezzi nella tratta Rovigo – Chioggia, Rovigo - Verona che sarebbero treni diesel e in questo caso mi chiedo: perché ancora andare a investire su mezzi che comunque consideriamo obsoleti anziché invece proporre un metodo alternativo di viaggiare, appunto, puntare di più sull'elettrificazione.
Questi sono tutti problemi che, ripeto, non vengono fuori ieri, non sono di oggi.
Quindi è inutile scaricare le colpe, anzi sarebbe più opportuno decidere cosa fare nel Veneto per i prossimi anni sul trasporto pubblico locale.
Noi faremo la nostra parte, il Governo deve fare assolutamente la propria parte ma anche la Regione non si senta esonerata da responsabilità. Grazie.

PRESIDENTE

Bene. Grazie.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ufficio di Presidenza della Commissione, sospendiamo due minuti perché dobbiamo esaminare gli emendamenti, lo facciamo qua, lì dove c'è l'Assessore, quindi inviterei di trovarvi.
Riprendiamo alle ore 17.23.
La Seduta è sospesa alle ore 17.18
La Seduta riprende alle ore 17.23

PRESIDENTE

Se siamo pronti cominciamo, accomodatevi signori.
Pongo in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0003, presentato dal consigliere Montagnoli, sostitutivo, che prevede:
"3. I componenti l'organo di amministrazione e di controllo della società "Infrastrutture Venete srl ", individuati in conformità all'articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 "Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica", sono nominati secondo le procedure e le modalità indicate dalla legge regionale 22 luglio 1997, n. 27 "Procedure per la nomina e designazione a pubblici incarichi di competenza regionale e disciplina della durata degli organi"
Collega Sinigaglia lei vuole intervenire?
Se non ci sono interventi apro la votazione sull'emendamento n. A0003.
Parere favorevole del relatore e della Giunta.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
A questo punto l'emendamento Azzalin n. A0001, è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo all'articolo 3, dove troviamo il primo emendamento.
Emendamento n. A0004, presentato dal consigliere Montagnoli, che prevede:
"La lettera a) del comma 2 dell'articolo 3 è così sostituita:
"a) alla proposta del piano di bacino regionale del trasporto pubblico ferroviario locale e regionale, per la adozione da parte della Giunta regionale e la approvazione da parte del Consiglio regionale, secondo le finalità e gli obbiettivi della programmazione regionale;"
Lei vuole intervenire? Sennò lo diamo per letto l'hanno già visto tutti.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0004.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
L'emendamento n. A0002, a questo punto, Azzalin, è precluso.
Siamo sempre sul medesimo articolo.
Emendamento n. A0005, presentato dal consigliere Montagnoli, che prevede:
"Dopo la lettera a) del comma 2 dell'articolo 3 è inserita la seguente:
a bis) alla progettazione dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale su ferrovia, nonché allo sviluppo di iniziative orientate all'integrazione fra il trasporto ferroviario pubblico locale e regionale e forme complementari di mobilità sostenibile."
Pongo in votazione l'emendamento n. A0005.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 3, come modificato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Collega Conte, vuole intervenire?
Pongo in votazione l'articolo 5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 6.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 7
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ci sono dichiarazioni di voto, collega Fracasso?

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Noi riteniamo che sia dalla approvazione degli emendamenti, che dalla discussione, siano emersi elementi positivi dagli emendamenti, perché riguardano la governance e riconfermano la competenza del Consiglio, e dalla discussione e dall'intervento dell'Assessore, da cui ricaviamo che oltre ai 16 milioni anno, che intendiamo reinvestiti nel sistema del trasporto pubblico, che condividiamo ovviamente questa destinazione, la anche sulla proroga a Sistemi Territoriali, in modo che possa portare a frutto i 40 milioni, 24 più il cofinanziamento regionale, immagino sia la differenza, per i 7, 8 elettrotreni e questo si accompagna alla elettrificazione della Adria-Mestre, tra il sistema e il completamento della rete dell'elettrificazione della Rovigo-Verona.
Nel complesso quindi noi riteniamo che sia un bilancio positivo, quanto al Governo, io direi che se sta fermo forse è la cosa migliore, cioè se fa proseguire il contratto di programma, così come è passato con il voto, peraltro, unanime, alle Camere e, quindi, gli investimenti che sono previsti e che erano previsti dal precedente Governo, per noi sarebbe già un grandissimo risultato e con questo annunciamo anche il voto a favore.

PRESIDENTE

Non ci sono altri interventi.
Apro la votazione sul PdL n. 399 nel suo complesso.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva
PUNTO
14



PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI GIDONI, FABIANO BARBISAN, BORON, FINCO, RIZZOTTO, SEMENZATO E VILLANOVA RELATIVA A "MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 8 MAGGIO 1980, n. 43 "CONTRIBUTI A FAVORE DELLE SEZIONI REGIONALI DELL'ANCI E DELL'UPI, NONCHÉ DELLA FEDERAZIONE REGIONALE DELL'AICCE E DELLA DELEGAZIONE REGIONALE DELL'UNCEM" ". (PROGETTO DI LEGGE N. 377/2018) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 42/2018)

"Con la presente proposta di legge, si vogliono estendere le azioni previste della legge regionale 8 maggio 1980, n. 43 "Contributi a favore delle sezioni regionali dell'ANCI e dell'UPI, nonché della federazione regionale dell'AICCE e della delegazione regionale dell'UNCEM, anche all'ANPCl Associazione Nazionale Piccoli Comuni d'Italia. Ciò anche in coerenza con la recente legge regionale 31/2017 istitutiva del CAL, Consiglio delle Autonomie Locali, che all'articolo 2, comma 2, lett. f), prevede l'ANPCI tra i suoi componenti di diritto.
A tal proposito riportiamo di seguito alcune informazioni utili su tale associazione. L'ANPCI è l'associazione che riunisce i Comuni pari o inferiori a 5.000 abitanti. Nella nostra Regione i Comuni aderenti sono all'incirca un centinaio. L'ANPCI nasce a difesa dei Piccoli Comuni, raccogliendo e facendo propria anche l'eredità culturale, programmatica ed ideologica dell'Associazione delle Civiltà Comunali; essa si prefigge principalmente i seguenti scopi:
a) svolgere azione di promozione e tutela delle autonomie e delle risorse locali nell'ambito delle attuali suddivisioni amministrative;
b) rappresentare gli interessi dei Comuni associati dinanzi agli organi centrali dello Stato, agli Organismi Comunitari, al Comitato delle Regioni e ad ogni altro organismo istituzionale;
c) promuovere lo studio dei problemi che interessano direttamente gli Enti Locali e proporre le soluzioni relative avanzando tempestivamente e con determinazione agli organi responsabili richieste e proposte volte allo sviluppo di tutte le realtà comunali più piccole ed al miglioramento della vita amministrativa degli Enti Locali;
d) partecipare nei modi previsti dalla legge alla contrattazione collettiva di lavoro per il personale degli Enti; e) svolgere azione di informazione degli Enti associati attraverso la diffusione di notizie, comunicati, studi, proposte ecc. che riguardino i medesimi e l'attività dell'ASSOCIAZIONE.
f ) promuovere e coordinare le relazioni internazionali e le attività di cooperazione allo sviluppo, nello spirito di solidarietà fra i governi locali;
g) promuovere lo sviluppo economico e sociale e la competitività dei piccoli Comuni anche attraverso accordi, collaborazioni e partenariati con gli altri attori pubblici e privati locali;
h) effettuare ogni attività connessa e funzionale agli scopi associativi, anche a livello internazionale, compresi studi, ricerche, attività editoriali, campagne ed eventi di comunicazione e sensibilizzazione.
Con la presente proposta di legge, pertanto, si vuole consentire anche all'ANPCI di usufruire dei contributi già previsti a favore di altre associazioni di comuni e enti locali dalla legge n. 43/1980".
La Prima Commissione consiliare nella seduta del 10 ottobre 2018 ha concluso i propri i lavori in ordine al progetto di legge oggi in esame, ne ha integrato il testo con una clausola di neutralità finanziaria e lo ha approvato all'unanimità.
Hanno espresso voto favorevole i rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Fratelli d'Italia-Movimento per la cultura rurale, Forza Italia-Alleanza per il Veneto, Alessandra Moretti Presidente, Movimento 5 Stelle, Centro destra Veneto-Autonomia e libertà. Partito Democratico e Veneto Cuore Autonomo".

PRESIDENTE

Relatore consigliere Colman, a cui do la parola.

Maurizio COLMAN (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente, buon pomeriggio.
Con la presente proposta di legge, si vogliono oggi, di fatto, estendere le azioni previste dalla citata legge 8 maggio, numero 43 del 1980, anche alla ANPCI, Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni. Come tutti sanno immagino, questa associazione rappresenta e congloba, all'interno di essa, i Comuni aventi popolazione pari o inferiore a 5000 abitanti. In Veneto, circa gli aderenti sono un centinaio di Enti Locali e nasce a difesa degli interessi e con la volontà di rappresentare i piccoli Comuni, dinanzi agli organi centrali dello Stato.
Con questa legge con cui si andranno, poi, a modificare l'articolo 1 e l'articolo 2, si tratta di aggiungere alla citata letteratura, le parole dell'Associazione regionale degli ANPCI.
Per quanto riguarda la coerenza con l'ordinamento legislativo regionale, questa è contenuta sia nella norma istitutiva di CAL e sia relativamente alla norma nazionale, ossia il Testo Unico degli Enti Locali, il 267 del 18 agosto 2000.
Per quanto riguarda la clausola di neutralità finanziaria, all'interno della Missione 18, programma 18.01 è previsto uno stanziamento di 100 mila euro, presente come stanziamento iniziale, risulta essere invariato e quindi lo stanziamento attuale in linea con lo stanziamento iniziale ed è presente un saldo iniziale di cassa di 2,85 per 10, alla 5 euro. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, al relatore.
Non ci sono interventi.
Passiamo alla votazione dell'articolato.
Articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Se ci sono interventi?
Prego, collega Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Presidente, volevo fare solo un intervento di carattere generale su questa proposta.
Non ho nulla contro i piccoli Comuni, anzi credo che rappresentino un punto importante, però, ricordo pochi mesi fa una polemica costruita contro l' ANPCI da parte di un vostro autorevole membro di Governo, vedo che avete cambiato idea, cioè mantenete l' ANPCI all'interno dei finanziamenti previsti dalla legge regionale addirittura aggiungete un'altra associazione, quella relativa ai piccoli Comuni d'Italia, quindi vuol dire che quella posizione di uscita dall' ANPCI è stata in qualche modo smentita, cancellata, era solo una dichiarazione di tipo propagandistico ed è evidente, quindi, che quell'autorevole membro del Governo quando parla non vi rappresenta. Vi ringrazio di questo perché sono contento di questo, noto però che non avendo previsto maggiore finanziamento alla legge, non avendo previsto un maggiore finanziamento di fatto vuol dire che si riducono i finanziamenti di tutte le altre associazioni, anche questo è il motivo per il quale mi asterrò.

PRESIDENTE

Bene. Apro la votazione sull'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Adesso votiamo il PDL n. 377 nel suo complesso.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
15



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 18 DICEMBRE 1993, n. 53 "DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ DI VIGILANZA E DI CONTROLLO SUGLI ENTI AMMINISTRATIVI REGIONALI" E DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO". (PROGETTO DI LEGGE N. 374/2018) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 43/2018)

Relazione di maggioranza della Prima Commissione consiliare.
"La modifica proposta con l'art. 1 è volta ad armonizzare la definizione dell'ambito di interesse della LR 53/1993 con quella riportata nello statuto regionale all'art. 60, per cui non più "Enti amministrativi regionali" ma "Enti regionali".
Con l'art. 2 viene riformulato l'articolo 2 della legge regionale n. 53/1993 alfine di individuare con chiarezza gli enti regionali sottoposti alla normativa regionale appena citata.
Per completezza si ricorda che il controllo sugli atti dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie (ente originariamente, sia pure in via transitoria, solo nominato dalla legge regionale 53/1993, ma mai oggetto della sua applicazione) è assicurato nelle folllle e con le modalità disciplinate dall'articolo 23 dell'"Accordo per la gestione dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie tra la Regione del Veneto, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento e la Provincia autonoma di Bolzano" allegato alla legge regionale 18 marzo 2015, n. 5 e pienamente efficace dopo l'approvazione delle rispettive leggi da parte degli enti cogerenti. Si ricollega a quanto appena detto l'abrogazione dell'articolo 13 della legge regionale 53/1993.
Il sistema dei controlli sugli enti amministrativi regionali (o enti regionali come si esprime adesso l'articolo 60 dello Statuto del Veneto), così come disciplinato dalla legge regionale 18 dicembre 1993, n. 53 "Disciplina dell'attività di vigilanza e di controllo sugli enti amministrativi regionali", rappresenta un modello di controllo largamente superato.
Con la modifica proposta con l'art. 3 - che, in conformità alle buone pratiche in tema di tecnica legislativa, accorpa in un unico articolo ciò che si riferisce alla vigilanza ed al controllo - si propone pertanto un diverso modello basato sul controllo della conformità di un limitato numero di atti generali con la programmazione regionale con conseguenze di carattere repressivo sugli organi dell'ente in caso di mancato rispetto di tale conformità.
Nel contempo, si prevede una specifica attività di vigilanza della Giunta regionale in materia di contenimento della spesa e dei vincoli di finanza pubblica, anche per rispondere alle sollecitazioni a più riprese sollevate sul punto dalla Corte dei Conti-Sezione regionale di controllo per il Veneto.
Nel dettaglio, l'articolo prevede che la struttura regionale competente nella materia in cui opera l'ente svolga l'attività di vigilanza e controllo, e che in tale attività possa essere supportata, nei casi maggiormente critici, dalla struttura specializzata istituita dalla Giunta regionale e alla struttura regionale di riferimento per la questione oggetto di criticità.
Per quanto concerne la proposta presentata con l'art. 4, il primo comma risulta essere una modifica di mero coordinamento formale del testo legislativo conseguente alla riformulazione dell'articolo 2 della legge regionale n. 53/1993 .
Con l'art. 5 viene presentata una modifica di mero coordinamento formale del testo legislativo conseguente alla riformulazione degli articoli 2 e 7 della regionale n. 53/1993 e di aggiornamento nominalistico.
Con l'art. 6 si procede ad armonizzare le norme istitutive degli Enti regionali alle nuove disposizioni del presente DDL.
La proposta presentata all'art. 7 prevede l'abrogazione degli articoli 3, 4, 5 e 6 della legge regionale n. 53/1993 e consegue alla differente configurazione dell'attività di vigilanza e controllo in capo alla Giunta regionale, mentre l'abrogazione dell'articolo 13 della stessa normativa riguarda una norma ormai priva di qualsiasi efficacia precettiva.
L'articolo, inoltre, abroga gli articoli di due singole leggi istitutive di enti regionali per eliminare, nei rispettivi testi nomativi, i riferimenti al modello di controllo superato dalla presente novella normativa.
L'art. 8 presenta una disposizione transitoria volta a regolare i procedimenti avviati ai sensi della LR 53/1993 e non conclusi al momento dell'entrata in vigore delle modifiche presentate nel presente disegno di legge.
L'art. 9 precisa che la proposta di legge non prevede alcun maggior costo a carico del bilancio regionale.
La Prima Commissione consiliare nella seduta del 10 ottobre 2018 ha concluso i propri lavori in ordine al progetto di legge oggi in esame e lo ha approvato a maggioranza.
Hanno espresso voto favorevole i rappresentanti dei gruppi consiliari: Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Fratelli d'Italia - Movimento per la cultura rurale. Forza Italia - Alleanza per il Veneto, Siamo Veneto e Veneto Cuore Autonomo. Si sono astenuti i rappresentanti dei gruppi consiliari: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alessandra Moretti Presidente e la componente politica Liberi E Uguali del Gruppo Misto".

PRESIDENTE

Diamo la parola alla consigliera Brescacin per la relazione.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
La modifica proposta con l'articolo 1 del presente provvedimento di legge è volta ad armonizzare la definizione dell'ambito di interesse della legge regionale 53 del '93, che sappiamo disciplina le attività di vigilanza e di controllo sugli Enti amministrativi regionali e disposizioni di coordinamento, con quella riportata nello Statuto regionale all'articolo 60, per cui non più Enti amministrativi regionali ma Enti regionali.
Con l'articolo 2 del presente provvedimento di legge viene riformulato l'articolo 2 della stessa legge regionale 53, al fine di individuare con chiarezza gli Enti regionali sottoposti alla normativa regionale appena citata.
Per completezza si ricorda che il controllo sugli atti dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie è assicurato nelle forme con le modalità disciplinate dall'articolo 23 dell'accordo con la gestione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie tra la Regione del Veneto, la Regione Friuli Autonoma del Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia Autonoma di Bolzano, allegato alla legge numero 5 del 2015, pienamente efficace dopo l'approvazione delle rispettive leggi da parte degli Enti cogerenti.
Si ricollega a quanto appena detto l'abrogazione dell'articolo 13 della legge regionale 53 del '93.
Il sistema dei controlli sugli Enti amministrativi regionali, così come disciplinato dalla legge regionale 53, rappresenta un modello di controllo largamente superato.
Con la modifica proposta con l'articolo 3, che in conformità alle buone pratiche in tema di tecnica legislativa, accorpa in un unico articolo ciò che si riferisce alla vigilanza del controllo, si propone pertanto un diverso modello basato sul controllo della conformità di un limitato numero di atti generali con la programmazione regionale, con conseguenze di carattere repressivo sugli organi dell'Ente in caso di mancato rispetto di tale conformità.
Nel contempo si prevede una specifica attività di vigilanza della Giunta regionale in materia di contenimento della spesa e dei vincoli di finanza pubblica anche per rispondere alle sollecitazioni a più riprese sollevate sul punto dalla Corte dei Conti Sezione regionale di controllo per il Veneto.
Nel dettaglio l'articolo prevede che la struttura regionale competente nella materia in cui opera l'Ente svolga l'attività di vigilanza e controllo e che in tale attività possa essere supportata nei casi maggiormente critici dalla struttura specializzata istituita dalla Giunta regionale e alla struttura regionale di riferimento per la questione oggetto di criticità.
Per quanto riguarda gli articoli 4 e 5 vi rimando alla relazione trattandosi di articoli di mero coordinamento formale, la stessa cosa per l'articolo 6, che è un articolo che armonizza le varie norme istitutive degli Enti regionali, la proposta presentata dall'articolo 7 prevede l'abrogazione degli articoli 3, 4, 5 e 6 della legge regionale 53, consegue la differente configurazione dell'attività di vigilanza e controllo in capo alla Giunta regionale, mentre l'abrogazione dell'articolo 13 della stessa normativa riguarda una norma ormai priva di qualsiasi efficacia precettiva.
L'articolo 8 continua a disposizione transitoria, vi rimando alla relazione, l'articolo 9 contiene la norma dell'invarianza finanziaria. Grazie.
Relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare.
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
in merito a questo provvedimento di armonizzazione così definito, dobbiamo rifarci un po' alle norme precedenti, ed iniziare dallo Statuto, pensando alle materie che riguardano gli Enti, le aziende, le agenzie.
L'articolo 60 dello Statuto, il Consiglio, comma 2, definisce gli indirizzi per l'attività dei soggetti di cui al comma 1, e secondo quanto stabilito dall'articolo 33, ne controlla l'attuazione attraverso la competente Commissione consiliare.
La Giunta regionale poi esercita la vigilanza di controllo sugli Enti, e questa disposizione cosa ci dice? Che le istituzioni di Enti ed aziende ed agenzie avviene con legge regionale, e quindi è in capo al Consiglio regionale. La definizione degli indirizzi per l'attività avviene sempre da parte del Consiglio regionale, il controllo della loro attuazione avviene attraverso un'articolazione del Consiglio, e cioè la Commissione consiliare.
L'esercizio della funzione di vigilanza sugli organi e controllo sugli atti avviene da parte della Giunta.
Quindi non siamo di fronte a un provvedimento di armonizzazione meramente formale, perché l'esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo presentano un profilo giuridico, in cui opera la competenza e la responsabilità dei Dirigenti, cui compete l'adozione degli atti di gestione, ma presenta altresì un profilo di responsabilità politico ed istituzionale, e questa non può che essere in capo alla Giunta regionale.
Facciamo un passo indietro, nel 2012, la legge regionale 54 si articolava in termini assolutamente coerenti con lo Statuto, all'articolo 2: la Giunta regionale esercita le funzioni di vigilanza e di controllo, nonché sugli Enti, Agenzie, Aziende, etc.. All'articolo 11 i Dirigenti supportano la Giunta regionale nell'espletamento dell'attività di vigilanza e controllo, di cui all'articolo 2; ciò avveniva in via mediata dalla Segreteria generale della programmazione, al fine di evitare conflitti di competenza, sia in senso positivo se più strutture si ritengono competenti, o in termini negativi, se più strutture rifiutano la competenza.
Ora, invece, il progetto in esame stabilisce che da un lato è l'Ente controllato che sceglie la struttura a cui mandare l'atto; il bilancio a chi lo mando? ... c'è una discrezionalità. Dall'altro la direzione per le partecipazioni societarie, è quella addetta agli Enti, alle società e al controllo, opera solo su richiesta di consulenza dalla struttura destinataria dell'atto, un parere di supporto che avviene a posteriori. In altre parole l'Ente si rivolge alle strutture che ritengono eventualmente di investire la Segreteria Generale, e questo è alquanto contraddittorio, a mio avviso.
Le domande che formulo sono le seguenti: cosa comporta tenere separate le funzioni, con i relativi profili di discrezionalità tecnica della dirigenza, dalle responsabilità politico-istituzionali della Giunta regionale, quando sappiamo che, primo, da un lato, l'accentuazione dei ruoli dirigenziali e riduzione di fatto del ruolo politico, non può ritenersi una tranquilla, a mio avviso, semplificazione che snellisce le procedure, perché di snellimento in snellimento, eliminiamo anche gli organi statutariamente previsti, tra cui quello a cui noi siamo deputati; dall'altro, non si considera la relazione al giudizio di parifica che sul conto consuntivo 2017, parlava del rispetto dei vincoli degli enti dipendenti e la Corte dei Conti, a questo riguardo, lamentava una difficoltà ad acquisire i dati da parte dei diversi enti, aziende e agenzie regionali, soprattutto, per poter verificare il rispetto del quadro dei vincoli posti in materia di spese per il personale, perché è un po' questa la questione principale per il controllo della spesa.
Come si concilia quindi questa nuova organizzazione con l'esigenza di corrispondere nel tempo, anche, alle richieste della Corte dei Conti? Sono problemi di diversa natura, rispetto ai quali non abbiamo avuto una esauriente informativa o spiegazione in sede di Commissione; vorrei che su questo ci si soffermasse di più perché non è tanto un timore di venire espropriati, ma l'efficienza della macchina amministrativa va vista sotto diverse angolature e non solo nella separazione dei ruoli.
Un'ultima considerazione. Direi che distanziare maggiormente l'attività degli enti dai controllori, non credo si possa annoverare come una maggiore operatività e un rafforzamento della trasparenza degli atti o una maggiore efficacia delle politiche delle partecipate; spesso sappiamo che nelle partecipate abbiamo difficoltà, se penso anche ai comuni rispetto all'attività stessa partecipate di riferimento, spesso abbiamo dei corpi separati. Sono corpi separati che a volte invece di essere l'elemento strumentale, sono coloro i quali definiscono addirittura le politiche dell'ente. Quindi è necessario un attenta valutazione politica.
Siamo in tempi di autonomia, possiamo dire che diventano più autonomi, forse questa parola tanto invocata vi fa perdere un po' la prospettiva di merito della questione, perché saranno più autonomi dalla politica di sicuro, attenzione però - e vorrei ammonire tutti noi, a partire dal sottoscritto - che in questo caso sarebbe deleterio, se autonomia venisse interpretata (e non sarebbero casi infrequenti) che ognuno fa quello che gli pare!".

PRESIDENTE

La parola al correlatore, collega Azzalin.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
In merito a questo provvedimento di armonizzazione così definito, dobbiamo rifarci un po' alle norme precedenti, ed iniziare dallo Statuto, pensando un po' alle materie che riguardano gli Enti, le aziende, le agenzie, eccetera, eccetera.
L'articolo 60 dello Statuto, il Consiglio, comma 2, regionale definisce gli indirizzi per l'attività dei soggetti di cui al comma 1, e secondo quanto stabilito dall'articolo 33, ne controlla l'attuazione attraverso le competente Commissione consiliare, fatti salvi i casi di specifiche richieste, eccetera, eccetera.
La Giunta regionale esercita la vigilanza di controllo sugli Enti di cui al comma, da questa disposizione cosa ne discende? Che le istituzioni di Enti ed aziende ed agenzie avviene con legge regionale, e quindi in capo al Consiglio regionale. La definizione degli indirizzi per l'attività avviene sempre da parte del Consiglio regionale, il controllo della loro attuazione avviene attraverso un'articolazione del Consiglio, e cioè la Commissione consiliare.
L'esercizio della funzione di vigilanza sugli organi e controllo sugli atti da parte della Giunta.
Qui non siamo di fronte a un provvedimento di armonizzazione meramente formale, perché l'esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo presenta un profilo giuridico, cui opera la competenza e la responsabilità dei Dirigenti, cui compete l'adozione degli atti di gestione, ma anche presenta un profilo di responsabilità politico ed istituzionale, e questa non può che essere in capo alla Giunta regionale, che nei confronti del Consiglio, che l'Ente istituito, all'Ente ha impartito gli indirizzi per l'attività, di cui agli atti soggetti a controllo, ne costituiscono l'operato.
Ma se facciamo un passo indietro, nel 2012, la legge regionale 54 si articolava in termini assolutamente coerenti con lo Statuto, cioè all'articolo 2 la Giunta regionale esercita le funzioni di vigilanza e di controllo, nonché sugli Enti. Agenzie. Aziende. Eccetera. Eccetera. All'articolo 11 i Dirigenti supportano la Giunta regionale nell'espletamento dell'attività di vigilanza e controllo, di cui all'articolo 2, ciò avveniva in via cosiddetta mediata dalla Segreteria generale della programmazione, al fine di evitare conflitti di competenza, sia in senso positivo se più strutture si ritengano competenti, o in termini negativi se più strutture rifiutano la competenza.
Ora, invece, il progetto in esame, questo excursus per capire poi dove voglio arrivare, stabilisce che da un lato è l'Ente controllato che sceglie la struttura a cui mandare l'atto, il bilancio chi lo mando? Alla struttura competente nella materia in cui coopera l'Ente: agricoltura, edilizia, residenza... c'è una discrezionalità. Dall'altro la direzione per le partecipazioni societarie, è quella addetta agli Enti, alle società e di controllo, opera solo su richiesta di consulenza dalla struttura destinata all'atto, un parere di supporto che avviene a posteriori. In altre parole l'Ente si rivolge alle strutture che ritiene eventualmente di investire la Segreteria Generale, e questo è alquanto contraddittorio, a mio avviso.
Le domande che formulo sono le seguenti: cosa comporta tenere separate le funzioni, con i relativi profili di discrezionalità tecnica della dirigenza, dalle responsabilità politico-istituzionali della Giunta Regionale, quando sappiamo che, primo, da un lato, l'accentuazione dei ruoli dirigenziali e riduzione di fatto del ruolo politico, non può ritenersi una tranquilla, a mio avviso, semplificazione che snellisce le procedure, perché di snellimento, di snellimento, eliminiamo anche gli organi statutariamente previsti, tra cui quello a cui noi siamo deputati, ma eletti dai cittadini, che snellisce le procedure, in quanto questi organismi vengono bypassati; dall'altro, non si considera la relazione al giudizio di parifica, che sono andato un po' a ripescare, che sul conto consuntivo 2017, parlava del rispetto dei vincoli degli enti dipendenti e la Corte dei Conti, a questo riguardo, lamentava una difficoltà ad acquisire i dati da parte dei diversi enti aziende e agenzie regionali, soprattutto, per poter verificare il rispetto del quadro dei vincoli posti in materia di spese per il personale, perché è un po' questa la questione principale, in termini di controllo della spesa.
Come si concilia quindi questa nuova organizzazione con l'esigenza di corrispondere nel tempo, anche, alle richieste della Corte dei Conti? Sono problemi di diversa natura, rispetto ai quali non abbiamo avuto una esauriente informativa o spiegazione meglio, in sede di Commissione, rispetto un po' a questo provvedimento, perché spesso sulla parola "riorganizzazione", "semplificazione" "divisione delle responsabilità", eccetera, "la macchina amministrativa", c'è un'accelerazione che ci fa perdere di vista il merito delle questioni. Io vorrei che su questo, ci si soffermasse di più perché non è tanto un timore oppure una contrarietà, vedersi espropriare competenze, però dobbiamo anche un po' ragionare, perché tutto in capo ai dirigenti, abbiamo anche visto per esempio, che alcune questioni legate, se ricordo bene ai decreti Bassanini, ha fatto riflettere anche qualcuno di noi, rispetto un po' anche a quelle norme che in qualche modo tagliavano fuori gli organismi politici, ma i presupposti erano molto diversi da quelli cui siamo abbiamo a che fare oggi.
Nella relazione accompagnatoria, non si dice nulla su queste questioni.
Un'ultima considerazione, a corredo di questo mio intervento. Direi che distanziare maggiormente di fatto l'attività degli enti dai controllori, non credo si possa annoverare come una maggiore operatività e un rafforzamento della trasparenza degli atti o una maggiore efficacia delle politiche delle partecipate, spesso sappiamo che dalle partecipate abbiamo difficoltà, se penso anche nei comuni rispetto all'attività stessa delle partecipate, sono corpi separati. Sono corpi separati che a volte invece di essere l'elemento strumentale, sono coloro i quali definiscono addirittura le politiche dell'Ente e non solo la strumentalità delle politiche eseguono le politiche stesse. Quindi stiamo un po' attenti.
Vorrei finire un po' con una chiosa, visto che siamo in tempi di autonomia, possiamo dire che diventano più autonomi, forse questo vi fa perdere un po' la prospettiva di merito della questione, più autonomi dalla politica di sicuro, attenzione però -vorrei ammonire tutti noi, a partire dal sottoscritto- che in questo caso sarebbe deleterio, se autonomia venisse interpretata, che ognuno fa quello che gli pare. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi, quindi, chiudiamo la discussione generale.
Ci sono da vedere degli emendamenti?
La Prima Commissione si riunisce per dare parere sugli emendamenti presentati.
Riprendiamo tra sette minuti, facciamo ai minuti 55.
La Seduta è sospesa alle ore 17.48
La Seduta riprende alle ore 18.07

PRESIDENTE

Comunicazione di servizio, rapida consulta, andiamo avanti fino alle ore 19.00, con le mozioni che riusciamo a fare.
Passiamo all'articolo 1, in cui c'è l'emendamento n. C0001, della collega Bartelle, che non viene illustrato, perché non c'è e, quindi, mettiamo in votazione con parere negativo.
Emendamento n. C0001, presentato dalla consigliera Bartelle, soppressivo, che prevede:
"L'articolo 1 è soppresso"
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Mettiamo in votazione, l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Non ci sono emendamenti.
Metto in votazione l'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo all'articolo 3.
Emendamento n. C0002, presentato dalla consigliera Bartelle, soppressivo, con parere negativo, che prevede:
"I commi 2,3,4,5,6,7,8 e 9 dell'articolo 3 sono soppressi".
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Bartelle, rosso, assente.
Emendamento n. C0003, presentato dal consigliere Ruzzante, che prevede:
"Al comma 1 dell'articolo 3 sostitutivo del vigente articolo 7, il seguente testo:
"2.Gli enti di cui all'articolo 2, entro venti giorni dalla data di adozione, trasmettono al direttore della struttura regionale competente nella materia in cui opera l'ente, per il controllo preventivo, i seguenti atti:"
è così modificato:
"2.Gli enti di cui all'articolo 2, entro venti giorni dalla data di adozione, trasmettono alla Segreteria generale della programmazione della Giunta regionale, per il controllo preventivo, i seguenti atti."
Abbiamo sempre sul medesimo articolo, l'emendamento C0003, del presentatore Ruzzante, che chiede di intervenire.
Prego, ha la parola.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Rapidamente, lo faccio adesso per tutti gli emendamenti, che hanno questa finalità.
Io sono, perché rimanga un'attività di controllo, in capo alla Giunta, nella sua interezza e quindi espressa dal Segretario Generale della programmazione.
L'idea di spezzettare, in più livelli di controllo, la catena di comando amministrativa, non mi convince o mi convince fino a un certo punto, cioè l'esercizio del controllo secondo me deve essere in capo alla Giunta nella sua interezza, che ovviamente dal punto di vista amministrativo rappresentata dal Segretario Generale della programmazione.
Pensare o ipotizzare che ci sono forme diverse di controllo, secondo il settore di cui la l'ente esterno ha competenza, può apparentemente sembrare più corretto e più giusto, ma se scoppiano problemi all'interno di un Ente, poi, i problemi ricadono su tutta la Giunta, non è che ricadono solo su quel pezzetto dell'Amministrazione, quindi, secondo me proprio da un punto di vista, non è diventa questione epocale, però, da un punto di vista di carattere generale di funzionamento della pubblica amministrazione, più corretto sarebbe che ci fosse una visione collegiale e complessiva della Giunta, che è rappresentata appunto dal Segretario Generale della programmazione, tutto qui.

PRESIDENTE

Collega Brescacin.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

Per rispondere all'intervento che mi ha proceduto e r per spiegare perché il parere sarà negativo. L'emendamento, come anche gli altri di questa tipologia, propongono di incardinare nella Segreteria Generale della programmazione il meccanismo del controllo, anziché come fa la proposta di legge presentata all'Ordine del Giorno, sulle Direzioni competenti per materia.
Il risultato comporterebbe un aggravio procedurale, in quanto la Segreteria Generale della programmazione comunque dovrebbe necessariamente rivolgersi e chiedere il parere alle singole direzioni, generando un flusso documentale interno che non risulta necessario ai fini del dei controlli.
L'attuale impostazione della legge è infatti teso a semplificare l'iter amministrativo degli atti, che con questo emendamento tornano a essere più macchinosi, tenuto anche conto che la Segreteria Generale della programmazione non ha suo diretto riporto le direzioni per materia.
Va inoltre precisato che una volta approvata la legge, la Giunta con un'apposita delibera, andrà a precisare le strutture competenti per i vari Enti. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento n.C0003.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Abbiamo gli emendamenti n. C0004 e n.C0005, che sono preclusi.
Emendamento n. C0006, presentato dal consigliere Ruzzante, che prevede:
"Al comma 1 dell'articolo 3, sostitutivo del vigente articolo 7, il seguente testo:
"7.Nell'ipotesi in cui l'ente ritrasmetta l'atto oggetto di osservazioni, anche con eventuali controdeduzioni, e il direttore della struttura regionale competente nella materia in cui opera l'ente non attivi, entro trenta giorni dal ricevimento, il procedimento di cui all'articolo 9, l'atto diviene efficace" è soppresso".
Pongo in votazione l'emendamento n. C0006.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Precluso l'emendamento n. C0007 e anche il n. C0008.
Pongo in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 5.
Abbiamo un emendamento.
Emendamento n. C0009, presentato dal consigliere Ruzzante, modificativo, che prevede:
"Al comma 1 dell'articolo 5, sostitutivo del vigente articolo 9, le seguenti parole:" il direttore della struttura regionale competente nella materia in cui opera l'ente" sono sostituite dalle seguenti: "la Segreteria generale della programmazione".
Se non ci sono interventi apro la votazione dell'emendamento n. C0009, con parere negativo relatore e Giunta.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo all'articolo 6.
Emendamento n. C0010, presentato dal consigliere Ruzzante, soppressivo, che prevede:
"È soppresso il comma 1 dell'articolo 6".
Vuoi intervenire, Piero? Prego.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

In questo caso, solo perché diverso, non più l'aspetto della Segreteria Generale, qua semplicemente si chiede di non sopprimere il parere della competente Commissione consiliare relativamente all'Agenzia Veneta per l'innovazione settore primario.
É vero che c'è stata una modifica che porta e comporta adeguare l'Agenzia Veneta per la l'innovazione nel settore primario a tutte le altre, però io sono sempre contrario quando si toglie la possibilità di espressione di un parere da parte della Commissione consiliare, lo mantengo, cioè mantengo l'emendamento che propone di sopprimere il comma 1 dell'articolo 6, e poi, conseguentemente, il comma 2.

PRESIDENTE

Collega Brescacin.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

Per motivare il parere negativo all'emendamento, l'articolo proposto non esautora né la Giunta, né la Commissione consiliare dei poteri già previsti in tema di partecipazioni, stante il disposto dell'articolo 4, comma 1, lettera d della legge 37 del 2014, che stabilisce che la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare determina, gli indirizzi per la partecipazione ad altri Enti o per la costituzione di società.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento n. C0010.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0011, presentato dal consigliere Ruzzante, soppressivo, che prevede:
"È soppresso il comma 2 dell'articolo 6"
Pongo in votazione l'emendamento n. C0011.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 6.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 7.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 8.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 9.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Votiamo tutto il provvedimento PDL n. 374.
Non ci sono dichiarazioni di voto, quindi, apriamo la votazione.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
16



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RUZZANTE, RIZZOTTO, MICHIELETTO, BORON, BOTTACIN, BRESCACIN, CALZAVARA, GEROLIMETTO, LANZARIN, SANDONÀ, VILLANOVA, FINCO, RICCARDO BARBISAN, CIAMBETTI, COLETTO, COLMAN, FORCOLIN, GIDONI, MARCATO, MONTAGNOLI, POSSAMAI, SEMENZATO, ZORZATO, DALLA LIBERA, BARISON, BERLATO, FERRARI, GUARDA E GIORGETTI RELATIVA A "LA REGIONE DEL VENETO SOSTENGA E SUPPORTI LA CANDIDATURA CITTÀ DI PADOVA QUALE CAPITALE EUROPEA DEL VOLONTARIATO NEL 2020" (MOZIONE N. 399) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 153/2018)


E

MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SINIGAGLIA, FRACASSO, AZZALIN, MORETTI, PIGOZZO, SALEMI, ZANONI, ZOTTIS, GUARDA, CONTE, RIZZOTTO, MICHIELETTO, BORON, BOTTACIN, BRESCACIN, CALZAVARA, GEROLIMETTO, LANZARIN, SANDONÀ, VILLANOVA, FINCO, RICCARDO BARBISAN, CIAMBETTI, COLETTO, COLMAN, FORCOLIN, GIDONI, MARCATO, MONTAGNOLI, POSSAMAI, SEMENZATO, ZORZATO, DALLA LIBERA, BARISON, BERLATO, FERRARI E GIORGETTI RELATIVA A "LA GIUNTA REGIONALE SOSTENGA LA CANDIDATURA DI PADOVA A CAPITALE EUROPEA DEL VOLONTARIATO 2020". (MOZIONE N. 402) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 154/2018)

Mozione n. 399.
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO che il mese di luglio scorso la Città di Padova ha ufficializzato la propria candidatura a Capitale europea del volontariato 2020; il passo successivo sarà costituito dalla presentazione/illustrazione della candidatura prevista per il 25 ottobre prossimo in occasione del congresso del Centro europeo del volontariato, organizzazione che assegna il riconoscimento e con sede a Bruxelles, mentre la proclamazione della città vincitrice avverrà ad Arhaus in Danimarca il prossimo 5 dicembre;
CONSIDERATO che la città di Padova è l'unica città italiana ad aver presentato la propria candidatura, circostanza questa di assoluto rilievo in quanto è il primo anno dall'istituzione del riconoscimento, avvenuta nel 2013, che l'Italia è presente con un'unica città candidata;
PRECISATO che in un'ottica solidaristica e di rete, quale è quella che permea logica di e azioni del volontariato tutto, il percorso di avvicinamento alla candidatura ha visto il coinvolgimento di tutti gli attori sociali ed è stato frutto di un dialogo con le associazioni di categoria, gli enti del Terzo Settore e le Istituzioni pubbliche;
EVIDENZIATO che la Città di Padova ha una nota, lunga e meritoria tradizione in tema di volontariato, tanto è vero che proprio in questi giorni in città si svolge il festival "Solidaria", organizzato dal Centro Servizi per il Volontariato in collaborazione con il Comune di Padova e patrocinato dalla Regione del Veneto; non solo, nel mese di giugno scorso la Fiera di Padova ha ospitato "Civitas", progetto nato a Padova e che dal 1996 diffonde, nell'ambito di una mostra convegno, i temi della solidarietà, dell'economia sociale e civile in Italia.
RITENUTO che la Regione del Veneto, in ragione di quanto previsto dall'art.5, comma 4, dello Statuto ("La Regione [...] Riconosce e favorisce il volontariato), dovrebbe avere un ruolo di rilievo nel prestare sostegno alla candidatura della Città di Padova quale Capitale europea del volontariato 2020 anche attraverso il supporto alle iniziative collegate e connesse all'eventuale riconoscimento del titolo,
impegna la Giunta regionale
a prestare sostegno alla candidatura della Città di Padova quale Capitale europea del volontariato 2020 e a supportare le iniziative collegate e connesse all'eventuale riconoscimento del titolo".

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione n. 399, presentata dal consigliere Ruzzante "La Regione Veneto sostenga e supporti la candidatura Città di Padova quale capitale europea del volontariato 2020".
C'è una altra mozione sul medesimo argomento. "La Giunta regionale sostenga la candidatura di Padova a capitale europea del volontariato", la n. 402, a firma dei consiglieri Sinigaglia, Azzalin ed altri.
Discutiamo assieme evidentemente, prego Collega.
Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)
Presidente, siccome ho colto da parte dei colleghi della maggioranza, la disponibilità a votare l'impegno di questa mozione, visto l'orario rimando al contenuto della mozione, che propone che Padova diventi capitale europea del volontariato per il 2020, sono molteplici e infiniti i motivi che possono portare a questa candidatura. Il primo è che è stata la prima città veneta e di Italia ad ospitare una fiera del terzo settore e molteplici altri sono i motivi che possono portare a questa scelta di candidare Padova, come capitale europea, non c'è nessuna candidatura alternativa in Italia, quindi, io credo che se il Consiglio Regionale la sostiene, se le forze politiche che siedono in questo Consiglio regionale la sostengono, possa effettivamente ambire ad essere la candidatura italiana e poi, ovviamente, la scelta anche europea, quindi, mi limito a questo, perché se è condivisa non credo sia giusto perdere tempo.

Mozione n. 402.

"Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:

- nel 2014 il CEV (Centro europeo per il volontariato) ha istituito il titolo di Capitale europea del volontariato. Si tratta di un riconoscimento ai Comuni che rafforzano le partnership con i centri di volontariato e con organizzazioni che operano nell'ambito del Terzo Settore. Nei primi quattro anni le capitali sono state Barcellona, Lisbona, Londra e Sligo (Irlanda). Quella del 2018 è la danese Aarhus (Danimarca), mentre per il 2019 è stata già scelta la città di Kosice (Slovacchia);

- nei mesi scorsi il Comune di Padova ha avanzato la candidatura della Città del Santo a capitale per il 2020: un progetto ambizioso che nasce dallo stimolo del Centro di servizio per il volontariato. Proprio il Csv ha organizzato a Padova, al 24 al 30 settembre scorsi, la prima edizione di "Solidaria - La città della solidarietà". La kermesse ha come obiettivo quello di riportare Padova ad essere quell'innovativo laboratorio sociale che l'ha vista per anni protagonista del Terzo Settore: il riconoscimento di capitale europea del volontariato rappresenta dunque un traguardo fondamentale in quest'ottica di rilancio;

- il prossimo 25 ottobre tutte le città candidate dovranno presentarsi nel corso del congresso del CEV a Bruxelles mentre l'annuncio del vincitore sarà dato il prossimo 5 dicembre ad Aarhus. Al momento Padova è l'unica città italiana in lizza: l'altra contendente è la città di Stirling, in Scozia;

CONSIDERATO CHE:

- il volontariato è un bene culturale da tutelare e l'impegno sociale dei cittadini costituisce un irrinunciabile contributo allo sviluppo culturale del territorio;

- Padova si è dimostrata sempre capace di sperimentare una solidarietà concreta. Da Civitas a Banca Etica, da Fondazione Zancan ai Beati i costruttori di Pace sono moltissime le iniziative di impegno civile nate qui e diventate patrimonio nazionale. Oggi, con le 6.200 realtà del Terzo Settore censite e le migliaia di volontari, Padova è ancora punta di diamante del volontariato italiano, ma necessita di nuove motivazioni e di un ricambio generazionale e culturale che può essere alimentato da questa candidatura;

- il riconoscimento di capitale europea del volontariato porrebbe non solo la città di Padova ma tutto il Veneto in una posizione di primaria importanza a livello internazionale nell'ambito del Terzo Settore. È dunque opportuno e doveroso che la Giunta regionale si attivi per garantire un buon esito della suddetta candidatura;
impegna la Giunta regionale

a sostenere in modo attivo e concreto la candidatura della città di Padova a capitale europea del volontariato per il 2020".
PRESIDENTE
Collega Sinigaglia, la parola.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Solo per una richiesta così di chiarimento procedurale.
Siccome le due mozioni sono sostanzialmente le stesse. Si vota una? Si vota tutte e due? si vota tutte e due. Pensavo che anche il voto fosse unico.
Detto questo, non ribadisco quanto è già stato esposto, anche per non perdere tempo. Volevo solo capire una cosa, noi abbiamo rappresentato anche un'altra mozione su Padova, come riconoscimento medaglia d'oro, per meriti sanitari durante la prima guerra mondiale, adesso approviamo questa mozione, mi auguro all'unanimità, bisognerebbe avere anche un riscontro di come la Giunta promuove, poi, cioè noi non abbiamo saputo più nulla di quella richiesta che è stata fatta perché venga riconosciuta la medaglia d'oro alla città di Padova, all'ospedale di Padova per meriti legati la Grande Guerra. Cos'è successo? La Giunta che passaggi ha fatto? In questo caso, che passaggi farà la Giunta? Bisognerebbe magari fare un metodo, definire un metodo che ci dica: "guardate che stiamo facendo questo, abbiamo attivato questo e nell'arco di qualche settimana, ci sia appunto un riscontro da parte del Consiglio", perché adesso mi chiedono "ma cosa è successo?". Non so cosa sia successo, rispetto a quella mozione che abbiamo approvato, quindi sono mozioni importanti che approviamo è importante che poi la Giunta faccia la sua parte e che ce lo comunichi in maniera tempestiva. Grazie.

PRESIDENTE

L'Assessora Lanzarin ha chiesto la parola.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Solo per manifestare, oltre credo che poi sarà anche manifestato da parte dei gruppi consiliari il sostegno, ma perché la Giunta Regionale e quindi l'Assessorato alle Politiche Sociali, già in agosto aveva mandato lettera di sostegno insomma, al CSV di Padova e aveva seguito le varie fasi di candidatura di Padova come Città Europea del Volontariato. Anche nelle fasi successive, insieme agli altri CSV, erano insieme agli altri centri del servizio per il volontariato, e al COGE, che a oggi, tuttora, finché non ci saranno i nuovi organismi per quanto riguarda la riforma del terzo settore, a più riprese, si è ribadito e sostenuto questa candidatura, che poi negli eventi che ci sono stati solidali a Padova, sono stati riconfermati con la presenza della Regione.

PRESIDENTE

Rizzotto, prego.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Chiedo ad entrambi i primi firmatari di queste due mozioni la sottoscrizione, come Lista Zaia e lista Lega, anticipando il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE

Collega Zorzato, la parola.

Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)

Per la richiesta di sottoscrizione, ovviamente.

PRESIDENTE

Collega Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneti Uniti)

Chiedo la sottoscrizione, come...

PRESIDENTE

Collega Barison.

Massimiliano BARISON (Fratelli d'Italia – Movimento per la cultura rurale)

Anche noi chiediamo la sottoscrizione, come Gruppo.

PRESIDENTE

Collega Ferrari, anche lei vuole...

Franco FERRARI (Alessandra Moretti Presidente)

Sì, sì, grazie.
Anch'io la sottoscrizione, come Alessandra Moretti Presidente.

PRESIDENTE

Manca solo Forza Italia, ma Zorzato vale per tutti... No sottoscrive anche il Gruppo di Forza Italia... Sa che io vedo avanti...
Pongo in votazione la mozione n. 399.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione la mozione n. 402.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
17



RISOLUZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE RUZZANTE RELATIVA A "PFAS: TUTELA DEI LAVORATORI E VERIFICA DELLE RESPONSABILITÀ" (RISOLUZIONE N. 85) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 155/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSA l'intervenuta trasmissione al Consiglio regionale della Relazione della Commissione d'inchiesta per le acque inquinate del Veneto in relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) istituita con legge regionale n. 72 del 15 maggio 2017;
VISTO il passaggio, qui di seguito riportato e contenuto nella "Relazione di aggiornamento sull'inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcune aree della regione Veneto", e dal quale si evidenzia una patente ed enorme sottovalutazione della questione a danno dei lavoratori; della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati del 14 febbraio 2018: "Altro aspetto della vicenda è quello della sicurezza dei lavoratori. Su questo fronte il Tagliaferri, addetto al Nucleo ecologico dei Carabinieri di Treviso, nell'audizione del 14 settembre 2017, ha riferito che, a seguito del sopralluogo effettuato in data 25 giugno 2017, erano in corso dei controlli mirati, con l'ausilio dello Spisal di Venezia, che in realtà si chiama ULSS 3 Serenissima (ha cambiato da poco dicitura). Gli accertamenti non erano conclusi, in quanto, sempre secondo quanto riferito dal Tagliaferri, dalla documentazione rinvenuta presso l'azienda era emerso che gli operai hanno valori di PFOA (acido perfluoroottanoico) nel siero "a livelli stellari", pari a 90.000 nanogrammi per litro, "i più alti del mondo", come rilevati dallo stesso professor Giovanni Costa della Clinica del lavoro di Milano, medico storico della società Miteni, in quanto lo è stato per circa trent'anni fino al 31 dicembre 2016. Tali dati, nel corso degli anni, erano stati puntualmente trasmessi, con tanto di ricevuta di ritorno, da Miteni allo Spisal competente, che è quello di Arzignano. Tuttavia, il professor Costa aveva sempre circoscritto il problema e, a sua volta, lo Spisal di Arzignano ne aveva avallato la teoria sulla mancanza di pericolosità delle elevate presenze di PFAS nel sangue (90.000 ng/l); il professor Costa infatti aveva sempre cercato di sminuire la gravità della situazione sanitaria dei lavoratori della Miteni, sostenendo che, a parte un po' di colesterolo, grossi problemi non ve ne erano".
ATTESO CHE:
- nel contesto dell'emergenza PFAS non bisogna in alcun modo trascurare i lavoratori della Miteni, attivando sia i necessari interventi in punto di salvaguardia della salute e del diritto sociale al lavoro sia approfondendo le responsabilità dello Spisal di Arzignano (VI) in ordine all'omessa attivazione degli interventi immediati e conseguenti alla scoperta della presenza nel sangue degli operai dell'impianto di valori di PFOA (acido perfluoroottanoico) "a livelli stellari", pari a 90.000 nanogrammi per litro, come dalla relazione sopra riportata;
- occorre inoltre intervenire e adoperarsi affinché le Istituzioni europee e il Governo provvedano a dar seguito alla bozza di parere approvata dell'European Food Safety Authority (EFSA) che raccomanda per PFOA e il PFOS l'abbassamento di 100-1000 volte delle dosi di "tolerable daily intake" (TDI);
esprime
solidarietà ai lavoratori della Miteni, ai cittadini e alla comunità veneta
impegna la Giunta regionale
- ad attivarsi affinché siano celermente poste in essere le attività necessarie per salvaguardale la salute e il diritto sociale al lavoro dei ai lavoratori dell'impianto Miteni di Trissino (VI);
- ad approfondire o concorrere ad approfondire, per quanto di competenza e per ogni finalità prevista dalla legge, le responsabilità dello Spisal di Arzignano (VI) in ordine all'omessa attivazione degli interventi immediati e conseguenti alla scoperta della presenza nel sangue degli operai dell'impianto di valori di PFOA (acido perfluoroottanoico) "a livelli stellari", pari a 90.000 nanogrammi per litro;
- ad adoperarsi affinché le Istituzioni europee e il Governo provvedano a dar seguito alla bozza di parere approvata dell'European Food Safety Authority (EFSA) che raccomanda per PFOA e il PFOS l'abbassamento di 100-1000 volte delle dosi di "tolerable daily intake" (TDI)".

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Spiego solo trenta secondi, perché anche su questa c'è una proposta che mi verrà formulata da parte della maggioranza di modifica, e che accoglierò. Però spiego trenta secondi, perché un'ennesima mozione sulla questione dei FAS, questa è rivolta solo ed esclusivamente alla questione dei lavoratori del FAS, della Miteni, della ditta Miteni.
Il problema è sorto, fin dall'inizio ovviamente, perché sono i soggetti che sono stati più esposti, che hanno subito maggiori danni, i cui risultati dal punto di vista epidemiologico sono drammatici, e rischiano di subirne tutte le conseguenze sotto il profilo sanitario, perfino, dico, sotto il profilo legale, a quanto pare, perché ovviamente quello che è successo dentro la Miteni rischia di scaricarsi addosso agli unici che non ne hanno responsabilità, anzi, ne hanno subito le conseguenze dirette, e rischiano anche la perdita del posto di lavoro, con la messa in crisi dell'azienda Miteni, e l'ipotesi di liquidazione. Da questo punto di vista io credo sia giusto esprimere, anche se mi rendo conto che la mia mozione era molto più generale, ma mi va bene assumere questo impegno, che il Consiglio regionale assuma questo impegno, a sostenere i lavoratori in vista di eventuali nuove possibilità di occupazione, e credo sia bello e importante che il Consiglio lo esprima, e dall'altro lato a sostenere la questione dei limiti, ma questa è una cosa in parte superata, nel senso che è stata già votata dal Parlamento europeo, sotto questo profilo mi auguro si possa votare all'unanimità, vi assicuro che in una fase come questa, per quei lavoratori avere il sostegno di tutto il Consiglio regionale all'unanimità, non è cosa di poco conto, quindi, tralasciamo i punti sui quali possono esserci minime differenze, tanto abbiamo votato decine di volte sulle questioni del PFAS, però, il mio obiettivo di oggi è portare a casa una mozione votata all'unanimità dal Consiglio Regionale, a favore dei lavoratori della Miteni.

PRESIDENTE

Prego, collega Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie. Abbiamo parlato prima con il collega Ruzzante. Anche noi chiaramente condividiamo questa solidarietà verso i lavoratori della Miteni, i cittadini alla comunità veneta, per questi fatti, però, abbiamo appunto anche discusso alcune motivazioni, per cui così come presentata, non saremo in grado di approvarla, perché ci sono dei problemi.
Chiedo che venga stralciata tutta la parte che va da "visto il passaggio qui di seguito riportato, eccetera", fino a "Tdi" e, quindi, riprende a "esprime", quindi tagliare tutta buona parte dal "visto, atteso che, eccetera", quindi restano soltanto le prime quattro righe di premessa, manteniamo chiaramente le espressioni di solidarietà ai lavori della Miteni e l'impegno alla Giunta. Chiedo che venga stralciato il secondo capoverso da "ad approfondire o concorrere" fino a "per litro", quindi mantenere soltanto il primo e il terzo impegno, indicati in questa risoluzione.
In questo senso il nostro voto è favorevole, perché l'obiettivo come abbiamo concordato col collega Ruzzante è, comunque, tutela dei lavoratori per quanto è possibile fare anche da parte della Giunta Regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Accolto, quindi, se ho ben capito, ma abbiamo qui la carta, stralciamo da "visto il passaggio" fino "all'atteso che" ed il secondo punto degli impegni della Giunta Regionale.
Con queste modifiche, apro la votazione sulla risoluzione n. 85.
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSA l'intervenuta approvazione da parte del Consiglio regionale, nella seduta del 1° agosto 2018, della Relazione della Commissione d'inchiesta per le acque inquinate del Veneto in relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) istituita con legge regionale 15 maggio 2017, n. 72 ;
ESPRIME
solidarietà ai lavoratori della Miteni, ai cittadini e alla comunità veneta;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
- ad attivarsi affinché siano celermente poste in essere le attività necessarie per salvaguardare la salute e il diritto sociale al lavoro dei lavoratori dell'impianto Miteni di Trissino (VI);
- ad adoperarsi affinché le Istituzioni europee e il Governo provvedano a dar seguito alla bozza di parere approvata dell'European Food Safety Authority (EFSA) che raccomanda per PFOA e il PFOS l'abbassamento di 100-1000 volte delle dosi di "tolerable daily intake" (TDI)."
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
18



RISOLUZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GUADAGNINI RELATIVA A "IMMEDIATA SCARCERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI CATALANI" (RISOLUZIONE N. 96) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 156/2018)

Dallo scorso ottobre 2017 in virtù di una serie di decisioni della Audiencia Nacional e del Tribunal Supremo de España, Oriol Junqueras, Joaquin Forn, Jordi Sanchez, Jordi Cuixart, Jordi Turull, Carme Forcadell, Dolors Bassa, Raul Romeva e Josep Rull sono in detenzione provvisoria, nonostante sia tratti di una misura eccezionale e dal carattere temporaneo. Di fatto, il diritto fondamentale alla libertà deve sempre prevalere, ed è possibile limitare questo diritto solo quando è necessario per soddisfare gli scopi dell'indagine. La detenzione provvisoria non può quindi essere usata come pena anticipata, né come punizione o vendetta.
Nel caso di tutte le persone menzionate nel paragrafo precedente, non vi è alcun elemento che richieda l'adozione di tale misura. Tutti hanno un indirizzo abitativo conosciuto, si sono presentati alle citazioni del tribunale, non possono, dato lo stato dell'istruzione, ostacolare le indagini, e non v'è alcun pericolo di ripetizione del reato, tenendo conto delle loro dichiarazioni e della situazione politica attuale in Catalogna.
Alcuni dei detenuti sono, inoltre, funzionari eletti e con l'imposizione del carcere provvisorio, viene violato il loro diritto alla partecipazione politica, diritto fondamentale loro e dei loro elettori. Non possiamo dimenticare poi, che si trovano in carcere lontano dal loro luogo di origine, con tutto quello che ne consegue per loro e per le loro famiglie.
Organismi internazionali come le Nazioni Unite, hanno emesso risoluzioni relative a questi detenuti, sollecitando il governo spagnolo a rispettare il diritto internazionale, e di adottare misure volte ad agevolare l'esercizio dei loro diritti fondamentali.
Tutto ciò premesso, sono qua a chiedere in qualità di cittadino veneto ed europeo che il Consiglio regionale del Veneto in qualità di massima rappresentazione di tutti i cittadini veneti:
impegni la Giunta regionale

- a chiedere l'immediato rilascio di Oriol Junqueras, Joaquin Forn, Jordi Sanchez, Jordi Cuixart, Jordi Turull, Carme Forcadell, Dolors Bassa, Raul Romeva e Josep Rull, perché non sussistono motivi legali o giurisprudenziali per il prorogarsi della custodia carceraria;
- esprima la sua ferma condanna per l'atteggiamento dello Stato spagnolo nei confronti del Popolo Catalano ostacolando, nei fatti, il loro naturale diritto all'autodeterminazione".

PRESIDENTE

Prego, collega, ha la parola.

Antonio GUADAGNINI (Siamo Veneto)

Grazie Presidente. Io ho presentato questa mozione, perché è da più di un anno che ci sono diverse persone, che ricoprivano incarichi politici di Governo nel Parlamento catalano, che sono detenuti attraverso un meccanismo di detenzione provvisoria, per aver sostanzialmente organizzato il referendum indipendentista il primo ottobre dell'anno scorso, ovviamente dopo aver ricevuto per ben tre volte mandato popolare, perché questo era il loro principale punto del programma col quale hanno vinto per tre volte le elezioni.
Finalmente si sono decisi ad assecondare la volontà popolare, hanno organizzato questo referendum e per questo, senza che ci sia nessuna condanna ancora, loro sono in detenzione provvisoria.
Questo, secondo me, è scandaloso nel 2018 ed in tutto il mondo ed è scandaloso soprattutto in Europa, perché uno Stato che ha in effetti trascorsi franchisti, fascisti, eccetera, però, si permette di tenere in galera delle persone che hanno avuto soltanto il compito di esaudire un mandato popolare, secondo me, è del tutto del tutto scandaloso.
L'idea che lo Stato possa privare della libertà e mettere in galera delle persone per le loro idee e perché perseguono un disegno politico, che non è assolutamente violento, non ha causato mai nessuno nemmeno ferito, secondo me non sta né in cielo né in terra.
Credo che in Europa si dovrebbero levare delle voci forti, affinché questa iattura finisca, tra l'altro recentemente, stati chiesti fino a 25 anni di carcere per Junqueras che era Vice Presidente del Governo, per questa cosa e poi via via pene leggermente minori per gli altri attuali detenuti, anche questo credo sia del tutto inconcepibile, se pensiamo di essere in un sistema democratico e, quindi, chiedo che appunto il Consiglio regionale impegni la Giunta a chiedere l'immediato rilascio di tutti i carcerati e di esprimere la sua ferma condanna per l'atteggiamento dello Stato spagnolo nei confronti del popolo catalano. Credo sia un tentativo che noi dobbiamo fare per cercare di vedere se qualche cosa si muove in Europa. Analogo provvedimento l'hanno già votato i baschi, mi risulta che possano votarlo anche fiamminghi e altri Parlamenti nell'Europa, spero che noi lo votiamo con la maggior forza possibile e che questo porti a scarcerare queste persone che hanno delle famiglie che, appunto, non hanno nessuna colpa se non quella di portare avanti un loro progetto politico che è sostanzialmente di libertà, se alla fine il popolo catalano vuole e si è espresso a favore dell'indipendenza, lo Stato spagnolo non è eterno, non l'ha comandato il Signore, è nato in un certo periodo storico, se adesso un pezzo di quel territorio se ne vuole andare per costruire un altro Governo, democraticamente legittimato dagli elettori, non vedo dove sia il problema, se siamo in democrazia; se invece vige ancora l'Inquisizione allora basta saperlo.
Invito tutti i miei colleghi a votare a favore di questa risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE

Collega Valdegamberi, ha la parola.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Mi associo anch'io nell'appoggiare questa risoluzione.
Vorrei anche ricordare che episodi di illiberalità, di antidemocrazia, di inquisizione in Europa, nella democratica Europa, non sono solo questi qua nei confronti della Catalogna, ne abbiamo diversi.
Più volte l'ho ricordato, volevo ricordare che ci sono persone in carcere in qualche Paese europeo senza processo da almeno quattro anni, in carcere, presi solo perché hanno espresso una loro opinione diversa magari da, non so, sono opposti alla NATO, hanno preso posizioni politiche magari che non piacciono al Governo di turno, sono stati messi in carcere, ci sono appelli anche presso l'ONU, nessun media europeo, nessuna associazione si muove per loro, nessuno si scomoda, sono in carcere semplicemente per avere espresso delle opinioni. Tra l'altro senza processo hanno chiesto il processo e non sono mai stati processati, cioè in carcere preventivo, in isolamento, magari con famiglie, con figli, che non hanno più visto da tempo, in totale isolamento come fossero dei delinquenti senza avere, ripeto, nessun processo.
Quindi la cosa è strana che i nostri organismi, i nostri europei, tutte le varie associazioni, di solito portatrici dei diritti, stanno silenti; non solo: anche i media italiani stanno zitti, io faccio il nome e cognome, uno si chiama: Matteo Piskosci, è stato un politico, il giorno che noi abbiamo votato in questo Consiglio regionale la risoluzione per la Crimea, lui la settimana dopo doveva venire qui in Italia da me, è entrato la Polizia, l'hanno messo in carcere, è in isolamento per anni, ha chiesto di essere come prigioniero politico, ha chiesto di essere processato, non viene processato e questo avviene nella libera Polonia; c'è stato un intervento da parte di diversi europarlamentari presso anche l'ONU per chiedere che sia fatta giustizia, cioè che ci sia un regolare processo di fronte a una libera espressione di idee perché è una persona non violenta, è un pacifista, è una persona semplicemente che ha espresso delle idee politiche e che non andavano bene ai Governi di turno e questa è l'Europa, questo è il nostro continente europeo che tanto si riempie la bocca che va a dispensare lezioni a mezzo mondo di democrazia, di libertà, di uguaglianza e di diritti e la prima è l'Europa che nega i diritti personali, la libertà di pensiero e di opinione ai propri concittadini che magari esprimono pensieri o opinioni che non sono mai conformi a quelli che si vorrebbero, non credo neanche la maggioranza, che comunque qualche Governo non vorrebbe sentirsi dire.
Ecco, quindi, io porrei il tema in un contesto molto più ampio non solo nei confronti dei catalani che per una battaglia politica, pacifica e democratica e coerente con il principio del diritto internazionale stanno portando avanti questa richiesta di un diritto di un referendum, legittimato da uno Stato, ma lo vorrei anche ampliare a tutte le altre manifestazioni democratiche in Europa, messe a tacere da "quei regimi" che si chiamano democrazie ma che si manifestano peggio dei peggiori regimi che noi spesso attacchiamo e che soprattutto i media, la cosa più vergognosa, è l'asservimento totale dei media europei nei confronti di queste situazioni che fanno finta di non vedere. Abbiamo fatto una manifestazione con alcuni Consiglieri, chiudo, e di fronte alla sede della RAI a Venezia, e la RAI si è rifiutata di... a nessuno di una proliferazione di Consiglieri regionali, per protestare per liberazione ancora più di un anno fa, e la RAI si è rifiutata di accoglierci, di ascoltarci. Siccome c'è il silenzio totale, l'ordine di tacere, perché il popolo non deve sapere, i cittadini europei non devono sapere che in Europa ci sono persone che sono in carcere per anni, semplicemente perché hanno espresso un'opinione, che è un una loro opinione, ecco, questa è l'Europa.
Abbiamo un esempio, la Catalogna, ma abbiamo ad esempio anche, poi, gli altri parti, come nella Polonia e altri luoghi d'Europa, per dire che la Democrazia, la libertà e i diritti sono sempre a senso unico quando convengono, quando non convengano non valgono più.

PRESIDENTE

Collega Zanoni, ha chiesto di intervenire?
Grazie, Presidente.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Come sapete, io sono uno che è sempre per il rispetto delle leggi, per la legalità, e qui si tratta di persone incarcerate perché hanno commesso, in base al diritto spagnolo dei reati... però c'è anche da dire una cosa, sono incriminati di reati per un qualche cosa che riguarda, bene o male, un referendum, l'indizione di un referendum, e con delle conseguenze naturalmente importanti, gravi, ma che, comunque, per questo sono stati incarcerati, sono in carcere, sono in galera.
Oggi abbiamo stanziato 15 milioni di euro per alcune malefatte di delinquenti che ci hanno inquinato l'ambiente, che ci hanno riempito di rifiuti, e sono liberi, non hanno fatto un giorno di carcere. Uno di questi carcerati, che attualmente nelle carceri spagnole, è Raoul Romeva Irueda, io l'ho conosciuto al Parlamento europeo, lui era del Gruppo dei Verdi, e abbiamo condiviso diverse battaglie, ha sottoscritto diverse mie, anche interrogazioni, alla Commissione europea, una persona equilibratissima, una persona che, pensate, lui faceva parte della Commissione per gli affari esteri, e la Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, diciamo uno che aveva delle idee anche molto aperte, a 360 gradi, e questo è uno che attualmente è in carcere dal 2 novembre del 2017, al di là del fatto di reati commessi, credo che, effettivamente, vedere delle persone che hanno fatto una battaglia su questioni di diritto, questo è una persona pacatissima, vi dicevo, non me lo vedo come terrorista, come uno che impugna armi, difatti nessuno ha impugnato armi in questa vicenda, però sono in carcere. Se da una parte c'è da dire che ci sono state violazioni di norme, dall'altra, il fatto che questi siano in carcere, per il fatto che hanno commesso questi reati, effettivamente mi pare una pena veramente esagerata.
Dicevo prima, noi abbiamo dei casi eclatanti ma potremmo fare elenchi, io ne ho sentito molti anche da parte della maggioranza, ma non solo, casi di persone che hanno commesso reati di una serie incredibile di tipologie, che non vengono arrestate, mi sembra veramente un paradosso che persone come Raul Romeva Irueda e tanti altri siano in carcere, e che la sanzione, la pena sia effettivamente qualcosa di, almeno personalmente, devo dire poco condivisibile, in un'Europa dei popoli, un'Europa delle regioni, essere arrivati a questo stato di cose, a me, devo dire personalmente, preoccupa anche un po'.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la risoluzione n. 96.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
19



MOZIONE PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA NEGRO RELATIVA A "LA GIUNTA REGIONALE SOLLECITI IL GOVERNO NAZIONALE AD INDIVIDUARE ED ALLONTANARE I RICHIEDENTI ASILO CHE SPACCIANO DROGA" (MOZIONE N. 356) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 157/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO che quotidianamente le cronache dei giornali, le immagini dei telegiornali e sempre più spesso programmi televisivi in prima serata rappresentano molti quartieri e/o parchi pubblici di grandi, medie ma ormai anche piccole città del territorio nazionale e/o regionale Veneto "occupati" da personaggi impegnati a proporre ed offrire droghe a tutte le ore del giorno e della notte a chiunque sia di passaggio indipendentemente dall'età dei cittadini;
CONSIDERATO che sempre più spesso è evidente la presenza nelle zone dedite allo spaccio di ragazzi immigrati in prevalenza di colore e tra l'altro, ultima un'Ansa del 13 giugno, informano dell'arresto di 13 centrafricani richiedenti asilo arrestati per traffico di stupefacenti tra le città di Trento, Verona, Vicenza e Ferrara;
tutto ciò premesso e considerato,
impegna la Giunta regionale
a sollecitare il Governo nazionale affinché vengano proposte pene più severe nei confronti di chi si dedica al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, ma in particolare si attui l'immediato allontanamento coatto dal territorio nazionale degli immigrati clandestini richiedenti asilo che vengano arrestati per traffico e commercio di stupefacenti".

PRESIDENTE

Prego, collega ha la parola, se la chiede.

Giovanna NEGRO (Veneto Cuore Autonomo)

Grazie, Presidente. Io ho proposto questa mozione, perché sempre più Sindaci rilevano la problematica di avere dei richiedenti asilo, nel proprio territorio e trovarli nei un periodo successivo a spacciare droga. Io li qualifico come spacciatori della morte e, pertanto, invece di fare l'integrazione, come qualcuno sosteneva, le sante cooperative li diffondono nel territorio e abbiamo i nostri ragazzi, che continua a diminuire il numero dell'età di uso delle sostanze e aumenta l'uso di sostanze pesanti, le cosiddette droghe pesanti.
Ho presentato questa proposta di mozione, perché la mia storia personale come persona che ha lavorato il Sert, per ben dieci anni, mi porta a prendere ancora in mano queste problematiche e a considerarle come tali. L'altro giorno ho trovato una mia collega che mi diceva è diventato un campo di concentramento lavorare al Sert e gli chiedevo ma perché sempre più minori scappano di casa, li troviamo a vivere con immigrati e in condizioni penose e troviamo dei cadaveri, non dei ragazzi e quindi vi invito a votare a favore di questa mozione, affinché nel nostro territorio ritorni la dignità e soprattutto chi spaccia la morte, venga punito come lo si deve e venga rimpatriato il prima possibile.

PRESIDENTE

Altri interventi? Se non ce ne sono, apro la votazione sulla mozione n. 356.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
20



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI NEGRO, RIZZOTTO, GIORGETTI, DALLA LIBERA E VALDEGAMBERI RELATIVA A "LA REGIONE DEL VENETO SI ATTIVI PER LA DIMINUZIONE CONSAPEVOLE DELLE INTERRUZIONI VOLONTARIE DI GRAVIDANZA" (MOZIONE N. 366) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 158/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- in questi giorni la Giunta regionale ha presentato il progetto di legge n. 357, DGR 13/DDL del 28 maggio 2018 - Disegno di legge relativo a "Piano Socio Sanitario regionale 2019-2023";
- nella parte prima dell'allegato B, il punto 1. Lo scenario epidemiologico e sociale e l'impatto sulla domanda di servizi socio-sanitari, vede a pagina 29 la tabella 1.5. Gravidanze, parti e indagini prenatali - Regione del Veneto, anno 2016;
- i dati riportano che a fronte di 47.837 gravidanze, nel 2016 si sono verificati 5.985 aborti spontanei e 5.087 interruzioni volontarie di gravidanza, con una risultante di 36.765 parti con nascita;
CONSIDERATO che negli ultimi 15 anni la Regione del Veneto risulta essere tra le Regioni con le percentuali più alte nelle interruzioni di gravidanza;
RITENUTO che l'azione politica e soprattutto l'azione legislativa svolte da questa Amministrazione regionale sono sempre state rivolte al sostegno della famiglia ed alla tutela dell'infanzia anche con importanti iniziative economiche dirette o attraverso i servizi socio-sanitari delle aziende ULSS;
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi presso i servizi socio-sanitari del territorio regionale Veneto affinché si verifichi una consapevole ed importante diminuzione dei casi di interruzione di gravidanza anche attraverso incentivi, o meglio disincentivi con il mancato raggiungimento degli obbiettivi rivolti a diminuire la quantità di interruzioni di gravidanza che nel 2016 sono risultati essere 5.087."

PRESIDENTE

Prego, collega Negro.

Giovanna NEGRO (Veneto Cuore Autonomo)

Grazie, Presidente.
Anche questa mozione io lo presento, perché quando si va nel territorio si trovano parecchi Colleghi e si ascoltano le difficoltà che gli stessi vivono lavorando nei reparti e una mia Collega mi diceva è la quinta volta che abbiamo una signora che viene, di quest'anno, a fare l'interruzione volontaria di gravidanza e iniziano in me i problemi di tipo etico, perché non può essere che l'interruzione volontaria di gravidanza diventi uno strumento anticoncezionale e, quindi, dobbiamo riflettere sul significato della vita e sul perché arriviamo a questo.
Poi, la stessa mi raccontava come alcune invece affrontano l'interruzione volontaria di gravidanza per problemi economici e nasce da qui la mia mozione, che ha come obiettivo di quello di porre il problema nei confronti delle donne, che non riescono a mantenere una gravidanza e, quindi, portare a termine e avere un figlio, perché non hanno le risorse necessarie per affrontare una maternità e quindi, con questo spirito e con un'altra dietrologia, ho fatto questa mozione che ha l'obiettivo di poter ridurre un Paese, ogni anno di aborti, abbiamo 5087 interruzione volontaria di gravidanza, sono un Paese e, quindi, se pensiamo solo nel nostro Veneto, quindi, questo è lo spirito con cui ho fatto questa mozione.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Bruno PIGOZZO

PRESIDENTE

Grazie.
La parola a Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie. Noi condividiamo questa mozione. Chiedo alla collega se è possibile, però, emendarla, aggiungendo nell'impegno della Giunta, dopo la cifra 5087 e nel rispetto della Legge 194/78 e con questa modifica noi votiamo a favore. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
La parola a Massimo Giorgetti.

Massimo GIORGETTI (Forza Italia – Alleanza per il Veneto)

Solo per chiedere alla collega Negro, naturalmente, la possibilità di sottoscrivere questa mozione a nome del Gruppo Forza Italia Alleanza per il Veneto e condividiamo anche quella che è stata l'indicazione, la precisazione fatta dalla collega Rizzotto, Capogruppo della Lista Zaia.

PRESIDENTE

Io chiederei alla collega Negro di intervenire alla fine in replica, così se ci sono altre cose da valutare le conclude col suo intervento finale.
Dalla Libera, prego.

Pietro DALLA LIBERA (Veneti Uniti)

Solo per chiedere di poter sottoscrivere come Veneti Uniti.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Massimo GIORGETTI

PRESIDENTE

Collega Valdegamberi.
Quindi chiede di sottoscrivere.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Chiedo di sottoscrivere, in difformità dell'altro collega del gruppo.

PRESIDENTE

A titolo personale comunque il Consigliere, visto che non può parlare a nome del gruppo.
Altri interventi prima di dare la replica alla consigliera Negro?
Prego, collega.

Giovanna NEGRO (Veneto Cuore Autonomo)

Accolgo questo spunto della legge 194 perché c'è una parte della legge che non viene mai attuata e, quindi, ben venga che ci sia anche la seconda parte e non solo la prima. Grazie.

PRESIDENTE

Quindi se la collega Rizzotto mi legge esattamente a verbale la modifica così prendiamo nota. Grazie.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

"Dopo la cifra 5087" aggiungere: "e nel rispetto della legge 194 del 1978".

PRESIDENTE

Con questa modifica apro la votazione sulla mozione n. 366.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
21



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI DALLA LIBERA, FINCO, RIZZOTTO, SANDONÀ, BRESCACIN, BORON, MICHIELETTO, CALZAVARA, GEROLIMETTO, VILLANOVA, RICCARDO BARBISAN, COLMAN, GIDONI, MARCATO, MONTAGNOLI, POSSAMAI, SEMENZATO, NEGRO, FABIANO BARBISAN E GIORGETTI RELATIVA A "IL GOVERNO E IL PARLAMENTO ELIMININO L'OBBLIGO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA PER LE PARTITE IVA" (MOZIONE N. 407) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 159/2018)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, coordinato con la legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96, recante: "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese", conosciuto anche come "Decreto Dignità", ha introdotto la fatturazione elettronica;

- la fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che diventerà obbligatorio dal 1° gennaio 2019 per i soggetti privati con partita IVA;
CONSIDERATO che la compilazione della fattura elettronica prevede diverse e complesse fasi tecniche che costringono gran parte di professionisti, artigiani, commercianti e imprese ad affidarsi ad un collaboratore tecnico esterno per espletare la procedura;
OSSERVATO che ciò determina un aumento della burocrazia, delle spese da sostenere per la compilazione della fattura elettronica, nonché una sottrazione di tempo al proprio lavoro;
CONSTATATO che l'Agenzia delle Entrate è dotata comunque di tutti gli strumenti necessari per le procedure di controllo dei contribuenti con partita IVA, per cui la fatturazione elettronica si appalesa come un adempimento superfluo, oltreché costoso e macchinoso;
tutto ciò premesso,
invita la Giunta regionale
a sollecitare Governo e Parlamento al fine di eliminare l'obbligo della fatturazione elettronica per le partite IVA".

PRESIDENTE

Chiede di intervenire il collega Dalla Libera, prego ha la parola.

Pietro DALLA LIBERA (Veneti Uniti)

Grazie, Presidente.
Tutti sappiamo di questa novità che è stata introdotta dal punto di vista fiscale dell'obbligo di fatturazione elettronica per le partite IVA.
È vero che probabilmente si andrà a vedere, come obbligati, i contribuenti al di sopra dei 65.000 euro, però è anche vero che c'è un requisito: devono non avere nessun dipendente.
Quindi, alla fine, la grandissima parte delle partite Iva (artigiani, commercianti, professionisti) saranno tenuti all'obbligo della fatturazione elettronica.
Questo implica un'ulteriore introduzione di burocrazia per la gente che lavora per i settori più produttivi del nostro Paese, soprattutto nel nord-est sono quelli che hanno tenuto in piedi la nostra economia, che hanno garantito il progresso negli anni in cui il nord-est era trainante del Paese...

PRESIDENTE

Scusi, collega Dalla Libera. È l'ultima, quindi...

Pietro DALLA LIBERA (Veneti Uniti)

Finisco subito.

PRESIDENTE

Finiamo questo punto.

Pietro DALLA LIBERA (Veneti Uniti)

E oltre a ciò rappresenta un costo notevole per questi lavoratori, queste piccole imprese, questi piccoli lavoratori autonomi.
Ho chiesto, visto che non ci sono tutti questi vantaggi per l'erario che può benissimo andare a fare le verifiche con l'Agenzia delle Entrate a tutti i contribuenti.
Ci sono tutti gli strumenti legislativi, ho chiesto che si possa discutere di questo in Consiglio regionale, e che possa essere approvata una mozione, che ho presentato, per eliminare questo obbligo di fatturazione elettronica per le partite Iva, o comunque per cambiare la normativa, e che questo obbligo riguardi le imprese soltanto quelle più grandi, e non il tessuto produttivo del Paese, anche più piccolo di dimensioni. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, collega Azzalin, ha chiesto la parola.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Io sono contrario, perché ex collega di opposizione Piero Dalla Libera, mi sembra come si volesse afferrare il mare con un secchiello, voglio dire, svuotare il mare con un secchiello, è antistorico dire oggi ritorniamo alla fatturazione manuale, io non ne capisco la ratio, perché sul piano dell'aggravio burocratico è tutto da dimostrare, sul piano dei controlli, insomma, ci si adegua, ci siamo adeguati su tante cose, ma se vogliamo andare a una società più veloce, che razionalizza determinati oneri e determinati costi e quant'altro, fermarsi rispetto a queste cose, altri sarebbero i problemi, secondo me, che hanno le piccole e medie imprese, se ci fermiamo su questo è facile intuire che, probabilmente, su cose molto più serie, ci sarà una altrettanto posizione conservativa su questo profilo, ecco, non è fare l'elogio sempre delle piccole e medie imprese del Nord-Est, le piccole e medie imprese del nord-est hanno saputo innovare, proporsi al mercato, vuol capire che adesso hanno paura di una fatturazione elettronica, e che questo blocca il progresso.
Non ci siamo su questo, ecco perché son contrario, perché, magari, uno tirato per la giacca, o una categoria ha dei soci e allora si fa una mozione che impegna, no io credo che bisogna avere anche il coraggio di dire no, si cambia.

PRESIDENTE

Collega Azzalin, è ancora Consigliere regionale, non è ex collega di opposizione è collega di ex opposizione, se no si corre il rischio di... no, non è chiaro, chiediamo al legislativo se è comprensibile o no.
Collega Gerolimetto, prego.

Nazzareno GEROLIMETTO (Zaia Presidente)

Per sostenere convintamente questo tipo di mozione, perché caro collega Azzalin, bisogna provare ad avere una partita Iva, e bisogna approvare cosa vuol dire, per fatturare 65 mila euro, una impresa oggi dovrà sobbarcarsi un ulteriore carico burocratico, soprattutto le piccole imprese, e chi ha già una struttura che è abbastanza strutturata, e poi non vedo qual è il beneficio, qual è il beneficio? A chi giova? Non giova sicuramente alle piccole e medie imprese, che a mio avviso dovranno, anzi, ad avviso delle categorie, dovranno sopportare un inutile carico burocratico e costi ulteriori, e non c'è bisogno di caricare costi e burocrazia su un settore che già, ne sta soffrendo, se non l'ho già sottoscritta, e non ricordo, chiedo di sottoscrivere anch'io la mozione del consigliere Dalla Libera.

PRESIDENTE

Se c'è qualcuno che intende sottoscriverla, mi fa un cenno che lo metto già a verbale.
Quindi: consigliera Negro, consigliere Montagnoli, Barbisan Fabiano, Calzavara, Michieletto, Villanova, Marcato, Possamai, Gidoni, Semenzato, Riccardo Barbisan, il nostro Colman neo entrato, Giorgetti l'ho detto, Boron.
Chi altro c'è? Basta.
Passiamo quindi agli interventi ricchi di contenuto.
Ricordo che ho preso l'impegno alle ore 19.00 di chiudere. Non vorrei chiudere col punto aperto.
Prego, collega Forcolin.

Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta – Lega Nord)

Brevemente, perché il collega Azzalin mi ha stimolato su un tema che è molto caldo.
Forse il collega Azzalin non conosce, né il mondo delle partite IVA, né tantomeno il tema che stiamo discutendo, perché l'intervento che ha fatto dimostra che non conosce né le dinamiche del lavoratore autonomo e tantomeno i contenuti di questa norma, che è assolutamente vessatoria nei confronti del mondo dell'impresa. Ricordo che in Veneto, il 92 per cento delle imprese sono piccole o micro imprese e che hanno a che fare con una burocrazia, che le assale giorno per giorno, con minuti ore perse, per chiudere la giornata rimettendo a posto le scartoffie e se questo è un provvedimento, come dice lei nuovo e innovativo, io credo che se la famosa compliance, ossia quella complicità che deve avere il contribuente e l'imprenditore con il Fisco, debba essere una compliance che va incontro alle esigenze dello Stato, da una parte, di tirar fuori quel sommerso che oggi ovviamente stritola e danneggia questo sistema Paese, dall'altra parte, non può ammettere tutti gli oneri in carico alle imprese, per cui lei deve sapere che questo tipo di provvedimento aumenterà di molto il tempo perso dai nostri imprenditori che, invece, devono pensare al fatturato e al lavoro, ma aumenterà soprattutto gli oneri, perché ci si deve dotare di un software, si deve comunque dotare di un commercialista o di uno studio che possa vagliare. Sappia che un provvedimento una fattura semplice, dal primo di gennaio, che non è timbrata, non è vidimata con la certificazione della fatturazione elettronica, non ha nessuna rilevanza ai fini della detrazione, né dell'IVA, né del costo, quindi, assolutamente perdi anche quel tipo di opportunità, quindi, da gennaio le nostre partite IVA, nel nostro mondo delle partite Iva saranno sommerse da oneri burocratici ma soprattutto oneri finanziari perché costerà molto e costerà solo all'impresa, dall'altra parte lo Stato e l'Agenzia delle Entrate pensa solo agli introiti. Allora chiederemo in una fase successiva, che a questi imprenditori, possa essere dato un credito d'imposta per poter calmierare per poter mitigare questo tipo di incombenza, che è solo a vantaggio dello Stato e non dell'impresa.

PRESIDENTE

Collega Boron intende intervenire? Prego.

Fabrizio BORON (Zaia Presidente)

Grazie Presidente. A parte che ho già sottoscritto la mozione del collega Dalla Libera, ma volevo solo precisare, essendo stato per molti anni, sennò essendo stato a partita IVA, cosa vuol dire fatturazione elettronica, perché chi ovviamente non vive questa cosa e non ne avrà ovviamente necessità di farlo, ovvio va tutto bene. Ma non è così!
Un mondo va avanti e si evolve quando semplifica la vita ai cittadini, non quando gliela complica come in questo caso.
Un esempio semplicissimo: se il suo fornitore, la fattura della merce che ha comprato al 28, 29 e 30 del mese, le manda la fattura al primo del mese dopo, come avviene oggi, lei l'IVA la va a recuperare 60 giorni dopo, quindi, lei sarà finanziatore dello Stato dell'IVA, perché l'andrà a recuperare il mese ancora successivo. Addirittura se lei non fa la fattura elettronica entro le ore precise che ha indicato il sistema, lei addirittura le arriva la multa perché non ha fatto la fattura.
Quello che c'è oggi è così, dopo vediamo.
La fatturazione elettronica, oltretutto, lo sa che ogni fattura che fa costa? la paga? lo sa che lei paga il dazio della fattura che emette? ogni fattura che fa e che registra, l'agenzia si trattiene un compenso. Lei lo sa questo? Avete eliminato anche questo, perché mi piacerebbe saperlo che oltre ai tunnel sul Brennero, ci avessero anche eliminato anche questo.
Detto questo - ormai sono abituato che la mattina mi sveglio e cambia la viabilità - mi auguro che cambi anche la fatturazione elettronica, anzi che venga eliminata perché cambiare una cosa che nasce sbagliata è impossibile; l'unica cosa per migliorarla è eliminarla. Questa è l'unica certezza.

PRESIDENTE

Collega Barbisan.

Riccardo BARBISAN (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Anch'io per rinforzare, oramai di esempi ne sono stati fatti a iosa, sottolineo solo un fatto: che il nostro Veneto, ma l'Italia, se abbiamo una speranza di ripartire, a mio avviso, riparte la piccola impresa, riparte l'artigianato, riparte chi si mette a non valutare l'orario di lavoro con l'orologio davanti alla porta dell'officina, ma chi non ha neanche l'orologio davanti la porta dell'officina?
Quando qua si sente parlare di rispetto di orari, per fare questo documento si sente parlare che se si sbaglia ci sono sanzioni, ne parlo con dovizia anch'io di causa, perché proprio ieri si è parlato con le organizzazioni di categoria di questa famigerata attività, famigerata delinquenziale, un'attività che non va riformata, va cancellata, va ristudiata, se proprio si vuol fare si ragiona di come farla, certamente non per provocare danni alle aziende e soprattutto per non far lavorare in maniera fittizia uffici che si devono creare scrivanie, si devono creare apparecchiature elettroniche in più per andare avanti su questa attività.
Come aziende siamo già subissati da storpiature, da attività che sono una vergogna; non è possibile che ci siano delle aziende - e parlo di aziende anche imprenditori agricoli - che abbiano oramai i dipendenti talmente preparati, talmente presenti ma soprattutto in numero congruo, oltre che naturalmente avere consulenti esterni, per portare avanti delle semplici attività agricole.
Quindi, io oltre che chiedere la sottoscrizione (l'avevo già chiesta) voterò convintamente contro ma per la soppressione di questa attività. Grazie.

PRESIDENTE

Collega Ruzzante, prego.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Semplicemente questo, non intervengo tanto nel merito della discussione ma da un punto di vista politico sì.
Io chiedo, chiedo all'Ufficio legislativo di registrare questa parte, l'inserimento di un secondo punto nella mozione, perché bisogna essere coerenti e andare fino in fondo. Siccome le critiche che avete portato non sono superficiali ma sono in profondità nei confronti di una maggioranza, di un Governo che non capisce le esigenze di questo territorio, propongo un secondo punto all'ordine del giorno - e mi auguro che il collega Dalla Libera sia conseguente - nella mozione chiedo questo emendamento: "E pertanto esprime la sfiducia nei confronti del Vicepremier Onorevole Matteo Salvini, che l'ha votato nel Consiglio dei Ministri e dei parlamentari dei gruppi di Camera e Senato della Lega Nord - che evidentemente, ma questo non lo metto, non capiscono un nulla - che l'hanno convertito".
Se lo approvate così, avete il coraggio e qualcos'altro da mettere sopra al tavolo e lo approvate così, ha un senso; altrimenti non so di che cosa politicamente state parlando.
È un decreto del vostro Governo, che voi sostenete, votato dai parlamentari che avete contribuito ad eleggere, o non capiscono nulla... non è che vi ha imposto qualcuno di votarlo, o sbaglio? Si chiama decreto dignità, 12 luglio 2018, convertito con legge di conversione 9 agosto 2018. Allora potrebbe presentarlo il gruppo di Forza Italia, che non lo ha votato, non so Fratelli d'Italia, credo di no, che non lo abbia votato questo decreto legge, ma il Gruppo della Lega Nord o scrive così, giustamente, ma io lo capisco, ho letto anche interviste del Vicepresidente Forcolin di critica nei confronti di quello che sta facendo questo Governo, rispetto alla piccola e media impresa, rispetto alle partite Iva, ma dovete andare fino in fondo, e chiedere le dimissioni di Matteo Salvini, perché è lui che l'ha voluto e votato in questi termini, allora siete coerenti, avete il coraggio di dire che la Lega Nord del Veneto è altra cosa da questi che non capiscono nulla della Lega Nord nazionale, in particolar modo il Segretario nazionale, perché sennò tutti gli argomenti che state portando contro questo Governo, contro il Vicepremier Salvini, rischiano di apparire ipocriti e contraddittori, se permettete, perché non si può andarlo ad acclamare, che è lui che l'ha scritto, è lui che l'ha votato, e i vostri Parlamentari che l'hanno votato mica li avevano obbligati qualcuno c'era mica il medico che gli diceva: "Dovete votarlo", l'hanno votato coscientemente. Adesso non è che potete dare la colpa a qualcun altro, io banalmente ritengo che qualsiasi strumento che garantisce un controllo su tutti i livelli, su tutte le prestazioni, non ho nessun accanimento su nessuno, ma qualsiasi controllo dal punto di vista delle fatturazioni, che consente, rapidamente, un controllo di tipo elettronico è una scelta che facilita, aumenta la velocità, toglie personale che dovrebbe svolgere quel tipo di controllo. Questa è la mia impostazione, però se volete essere coerenti, io chiedo al proponente di approvarlo con questa modifica, perché allora sì, diventa interessante, è un attacco diretto a Salvini alla sua politica, la politica di questo Governo, alla politica di questa maggioranza.
Mi piace, mi piacete se fate così, vi trovo coerenti con la vostra storia, e assolutamente all'opposizione di un governo che dimostra di non capire più nulla di questo territorio, se non lo approvate con il mio emendamento, però, vuol dire che un ordine del giorno che vale poco.

PRESIDENTE

Do la parola al collega Zorzato.

Marino ZORZATO (Area popolare Veneto)

Grazie, Presidente.
A differenza del collega Ruzzante, io sono favorevole all'ordine del giorno, alla mozione che sia, perché lui è contrario alla mozione e ne fa una questione politica, io ne faccio una questione politica essendo favorevole la mozione, e non voglio far toni. Io sono dispiaciuto che all'interno di questa manovra che arriva, quella che era la famosa tassa piatta per gli artigiani, comporti per le partite Iva comporti un potenziale risparmio di 150 euro a partita Iva, per la matematica non è un'opinione. Io avrei preteso e speravo molto di più, sono un ottimista inguaribile, spero che arriverà più avanti di più, ma come diceva il collega Boron, questa norma ha uno svantaggio, che è un costo, poi avrà delle finalità, ma oggi è un costo per gli stessi soggetti ai quali diciamo che gli diamo un risparmio, cioè gli diamo 150 - 200 euro potenziali, perché 600 milioni di euro, diviso 2 -3 milioni di partite Iva, fa 150 - 200 euro a testa. La matematica non è che la inventi, quelli sono. E come diceva il collega Boron, questa roba qua costa molto di più, ma soprattutto, vedi collega Ruzzante, un conto è fare delle norme che siano finalizzate alla trasparenza, un conto è cominciare a mettere sempre il guardiano dentro che ti mette la multa, che ti mette la tassa, che ti mette... no, ma dico, ma io, questa... allora, ma siccome è mal fatta, ma siccome è mal fatta la norma, credo sia buona cosa chiedere che venga eliminata, però adesso andiamo sulla parte politica: io che voterò? Dovete fare di più ragazzi. Dovete fare di più. Adesso, al di là dei toni del collega Ruzzante, che sono un po' come i miei, un po' provocatori, adesso non posso fare uguale, ma dovete fare di più, perché se fra due mesi la norma resta, vuol dire che la Lega e il Governo è stato staranno qua il Nord non pesa, perché se fossimo in Consiglio Regionale della Lombardia, la penserebbe uguale a voi e a noi, in Piemonte uguale a noi a voi, in Emilia Romagna è uguale a noi a voi, in Toscana pure se la pensiamo tutti così. Era scritto si litiga per il carcere a vita, si litiga per gli sbarchi, si litiga e, poi, si trova la sintesi su questa roba qua, credo che una Lega che vuole rappresentare il Nord, dovrebbe dire la ponga più forte.
Io dico so se fra due mesi saremo obbligati a una procedura costosa e vessatoria, qualcuno deve dire "mi scuso", perché questo voto diventa ipocrita, allora io che non vorrei è un voto ipocrita, vi chiedo fate di più.
Io vi darò una mano col mio piccolo voto a che voi possiate fare di più, cioè chiedere a chi ci rappresenta, a chi vi rappresenta di trasformare questa protesta in una cosa molto semplice, in finanziaria, eliminare un articolo non per non farlo mai, per farlo meglio, che sia meno costoso meno burocratico e, soprattutto, che non abbia la pistola, cioè non sia un'altra norma di quelle ti metto la pistola qua, perché se sbagli una carta paghi la multa. Mi pare che ne abbiamo già tanti di questa roba.

PRESIDENTE

Collega Montagnoli desidera intervenire?

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta – Lega Nord)

Velocemente, qualche collega già l'ha detto, Presidente, però ci vorrebbe un po' di onestà intellettuale, perché questa norma l'ha fatta il precedente Governo, pesa 2 miliardi di euro e allora se avete qualche idea dopo la salvaguardia dell'IVA e tutte altre gli altri soldini messi a bilancio, dove vanno a prendersi questi soldini? Questa è la verità.
Questo Governo sta cercando in tutte le maniere di modificare la normativa anche e soprattutto in riferimento alle sanzioni, ma è una delle tante rogne che ci ha lasciato Renzi e Company, questa è la verità, perché venite qua e dite 2 miliardi li prendiamo da là.
Già Salvini un paio di miliardi li sta facendo risparmiare dall'immigrazione, ce ne mancano degli altri, perché c'era l'IVA e c'è l'Unione Europea, questa è la verità, per cui siamo certi che il Governo con questa finanziaria farà una modifica all'attuale normativa ed in particolar modo sulle sanzioni.
Sappiamo benissimo come stanno le cose, per cui ogni tanto di conoscete tutte le cavolate che avete fatto in questi anni di Governo, che son tante.

PRESIDENTE

Collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Naturalmente, solo per ricordare al collega Montagnoli, che è stato convertito questo provvedimento il 9 agosto ed al 9 agosto, mi pare che la maggioranza che siede in Parlamento, sia la vostra.
Volevo chiedere la sottoscrizione dell'emendamento proposto dal collega Ruzzante.

PRESIDENTE

Non c'è un emendamento, può chiedere anche lei.
Visto che non è stato accettato, apriamo la votazione sulla mozione n. 407.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
La seduta è chiusa, sarete riconvocati a domicilio.
La Seduta termina alle ore 19.17
Il Consigliere segretario
f.to Simone Scarabel

Il Presidente
f.to Massimo Giorgetti


Resoconto stenotipico a cura di:
Real Time Reporting S.r.l.

Revisione e coordinamento testo a cura di:
Cristiano Gebbin e Gabriella Gamba

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