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Seduta del consiglio regionale del 28/07/2015 n. 5
Resoconto 5a Seduta pubblica
Martedì, 28 luglio 2015
SOMMARIO
- COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
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- INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
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- Interrogazione a risposta immediata n. 2 del 6 luglio 2015 presentata dal consigliere Zanoni: "TUTELA DELL'AMBIENTE E DELLE RISORSE NATURALI: SALVAGUARDARE RUOLI E FUNZIONI DELLE POLIZIE PROVINCIALI, SCONGIURARNE LO SMANTELLAMENTO"
- Andrea ZANONI (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.re Giuseppe PAN
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta immediata n. 1 del 6 luglio 2015 presentata dai consiglieri Zottis, Pigozzo e Ferrari: "COSA INTENDE FARE LA REGIONE VENETO PER SALVAGUARDARE I LAVORATORI DEI SERVIZI HANDLING DELL'AEROPORTO MARCO POLO DI VENEZIA?"
- Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.re Elena DONAZZAN (Forza Italia)
- PRESIDENTE
- Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta immediata n. 3 del 7 luglio 2015 presentata dal consigliere Ruzzante: "PARCO COLLI EUGANEI: LAVORATORI STAGIONALI IN PIENA EMERGENZA. INDISPENSABILE INTERVENIRE PER AVVIO LAVORI MANUTENZIONE E PER GARANTIRE OCCUPAZIONE E STIPENDI"
- Piero RUZZANTE (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.re Cristiano CORAZZARI
- PRESIDENTE
- Piero RUZZANTE (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- MOZIONI
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- PRESIDENTE
- MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI FINCO, RIZZOTTO, CIAMBETTI, FORCOLIN, GIDONI, MARCATO, FINOZZI, MONTAGNOLI, POSSAMAI, BORON, BOTTACIN, BRESCACIN, CALZAVARA, GEROLIMETTO, LANZARIN, MICHIELETTO, SANDONÀ, VALDEGAMBERI, VILLANOVA, RICCARDO BARBISAN, FABIANO BARBISAN, SEMENZATO, RUZZANTE, AZZALIN, FRACASSO, PIGOZZO, SALEMI, SINIGAGLIA, ZANONI, ZOTTIS, FERRARI, GUARDA, DALLA LIBERA, NEGRO, BARISON, DONAZZAN, GIORGETTI, ZORZATO, CASALI, BASSI E CONTE RELATIVA A "UNIONE EUROPEA IMPONE FORMAGGI SENZA LATTE: UN ATTENTATO ALLA QUALITÀ DEI NOSTRI PRODOTTI" (MOZIONE N. 1) (DELIBERAZIONE N. 38/2015)
- Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)
- PRESIDENTE
- Graziano AZZALIN (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Cristina GUARDA (Alessandra Moretti Presidente)
- PRESIDENTE
- Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Giovanna NEGRO (Il Veneto del Fare)
- PRESIDENTE
- Massimiliano BARISON (Forza Italia)
- PRESIDENTE
- Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)
- PRESIDENTE
- Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)
- PRESIDENTE
- Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)
- PRESIDENTE
- MOZIONE PRESENTATA L'8 LUGLIO 2015 DAL CONSIGLIERE BERLATO: "DIRITTI DI ASSISTENZA AI LAVORATORI AUTONOMI COLPITI DA GRAVE MALATTIA" (MOZIONE N. 2)
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- Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)
- PRESIDENTE
- Graziano AZZALIN (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)
- PRESIDENTE
- Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta-Lega Nord)
- PRESIDENTE
- Orietta SALEMI (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Massimiliano BARISON (Forza Italia)
- PRESIDENTE
- Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Pietro Dalla Libera (Veneto Civico)
- PRESIDENTE
- Franco FERRARI (Alessandra Moretti Presidente)
- PRESIDENTE
- Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)
- PRESIDENTE
- Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)
- PRESIDENTE
- Piero RUZZANTE (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
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PUNTO
1 |
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Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 14.14
PRESIDENTE
Diamo inizio alla 5a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 13889 del 22 luglio 2015.
COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Progetti di legge regionale
Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge:
N. 30 del 23 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Ciambetti, Semenzato, Gidoni, Forcolin, Finozzi, Villanova, Sandonà, Rizzotto, Calzavara
"INTERVENTI PER IL RECUPERO E IL RESTAURO DEI LEONI MARCIANI"
N. 31 del 23 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Ciambetti, Semenzato, Gidoni, Forcolin, Finozzi, Villanova, Sandonà, Rizzotto, Calzavara
"FONDAZIONE MUSEO DELLA CIVILTÀ VENETA"
N. 32 del 23 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Finco, Ciambetti, Finozzi, Gidoni, Forcolin, Semenzato
"INTERVENTI REGIONALI CONTRO LE CALAMITÀ NATURALI O DERIVANTI DA EVENTI ANTROPICI"
N. 33 del 23 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Finco, Ciambetti, Finozzi, Gidoni, Forcolin, Semenzato
"ISTITUZIONE DEL 'FONDO REGIONALE PER LE PERSONE ANZIANE VITTIME DELLA CRIMINALITÀ'"
N. 34 del 23 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Finco, Ciambetti, Finozzi, Gidoni, Forcolin, Semenzato
"PROMOZIONE DELLA COMUNICAZIONE E FORMAZIONE DEGLI OPERATORI IN MATERIA DI DONAZIONE DI ORGANI E TESSUTI".
N. 35 del 23 luglio 2015
Presentato dalla Giunta regionale
"MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 10.8.2012, N. 28: "DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ TURISTICHE CONNESSE CON IL SETTORE PRIMARIO". (8/DDL)"
N. 36 del 23 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Sinigaglia, Moretti, Ruzzante, Dalla Libera, Ferrari, Azzalin, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Salemi, Zanoni, Zottis.
"VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2015 PER IL FINANZIAMENTO DEI SERVIZI PROPRI DELLE COMPETENZE PROVINCIALI IN AMBITO SOCIALE, SOCIO-EDUCATIVO E I SERVIZI CONNESSI, ATTRIBUITI DALL'ORDINAMENTO REGIONALE IN ESECUZIONE DELLA LEGGE 7 APRILE 2014, N. 56."
Interrogazioni
Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti interrogazioni:
a risposta scritta
N. 1 del 29 giugno 2015
Presentata dal consigliere Berlato
"LA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO APPROVI E PUBBLICHI QUANTO PRIMA IL CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE VENATORIA 2015/2016".
N. 2 del 29 giugno 2015
Presentata dal consigliere Berlato
"LA GIUNTA REGIONALE RISPETTI I CACCIATORI DEL VENETO E SOSTITUISCA SUBITO, A PARTIRE DALLA STAGIONE VENATORIA 2015/2016, IL TESSERINO VENATORIO REGIONALE"
N. 3 del 20 giugno 2015
Presentata dal consigliere Berlato
"LA GIUNTA REGIONALE RISOLVA IN VIA DEFINITIVA L'ANNOSO PROBLEMA DEGLI APPOSTAMENTI AD USO VENATORIO"
N. 4 del 29 giugno 2015
Presentata dal consigliere Berlato
"LA GIUNTA REGIONALE INTENDE APPLICARE PER LA STAGIONE VENATORIA 2015/2016 IL REGIME DI DEROGA PREVISTO DALL'ARTICOLO 9 DELLA DIRETTIVA 2009/147/CE E DALL'ARTICOLO 19 BIS DELLA LEGGE STATALE 157/1992?"
N. 5 del 29 giugno 2015
Presentata dal consigliere Berlato
"LA GIUNTA REGIONALE ADOTTI QUANTO PRIMA UNA NUOVA PROPOSTA DI PIANO FAUNISTICO VENATORIO REGIONALE"
N. 10 del 23 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Bassi, Conte
"GLI INCARICHI DIRIGENZIALI NELLE IPAB RIENTRANO NEI DIVIETI A SOGGETTI IN QUIESCENZA?"
N. 11 del 24 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Zanini, Guarda, Zottis
"CALENDARIO VENATORIO 2015/2016: LA GIUNTA REGIONALE MINACCIA LA CONSERVAZIONE DELLA FAUNA SELVATICA E RISCHIA DI PROVOCARE UNA NUOVA PROCEDURA DI INFRAZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA".
a risposta immediata
N. 12 del 20 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle, Brusco
"COSA INTENDE FARE LA GIUNTA IN MERITO ALLE AZIONI SUSSEGUENTI AD IMPEGNI, CASO PROGETTO TERNA 'RAZIONALIZZAZIONE MEDIA VALLE DEL PIAVE".
N. 13 del 20 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle, Brusco
"FARI PUNTATI SUL PROGETTO 'VENETO CITY'".
N. 14 del 20 luglio 2015
Presentata dal consigliere Azzalin
"VENETO AGRICOLTURA: STANZIARE FINANZIAMENTI NECESSARI PER LA PROSECUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI SPERIMENTAZIONE E RICERCA E PER GARANTIRE LA COPERTURA SALARIALE AGLI OPERAI A TEMPO DETERMINATO".
N. 15 del 21 luglio 2015
Presentata dal consigliere Zottis
"VARIANTE ALLA S.P. N. 58 E ALLA S.P. N. 54 TRA CEGGIA (VE) E CESSALTO (TV). OPERA FERMA DA ANNI PER MANCATO AVVIO DEL BANDO DI GARA. INDISPENSABILE TUTELARE LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI CITTADINI: A QUANDO LO SBLOCCO DEI LAVORI?"
N. 16 del 21 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Zanoni e Sinigaglia
"LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA AFFINCHÈ IL CENTRO REGIONALE DI TERAPIA ANTALGICA E CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE E L'HOSPICE "CASA DEL BAMBINO" PRESSO L'AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA SIANO DOTATI DI UN ADEGUATO NUMERO DI PERSONALE SANITARIO STRUTTURATO".
N. 17 del 23 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Ruzzante, Moretti, Dalla Libera, Ferrari, Azzalin, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis
"LA REGIONE VENETO INTERVENGA A SOSTEGNO DEI LAVORATORI DELLE FILIALI VENETE DELLA MULTINAZIONALE TNT EXPRESS ITALIA A RISCHIO LICENZIAMENTO".
Mozioni
Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti mozioni:
N. 3 del 20 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle, Brusco
"ATTIVARSI SENZA INDUGIO PRESSO IL GOVERNO NAZIONALE ED IL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA PER OGNI INTERVENTO A SOSTEGNO DEI TERRITORI E DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAGLI ECCEZIONALI FENOMENI TEMPORALESCHI DEL GIORNO 8 LUGLIO 2015".
N. 4 del 24 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Zottis, Moretti, Ferrari, Azzalin, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni
"ACCOGLIENZA MIGRANTI IN VENETO: ADOTTARE MISURE PER SUPERARE IL CAOS E GARANTIRE UNA GESTIONE EFFICIENTE, A TUTELA DEI DIRITTI DI PACE SOCIALE ED UMANITARI".
N. 5 del 28 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Barison, Giorgetti, Donazzan
"NO AL NUOVO CENTRO DI ACCOGLIENZA E SMISTAMENTO PROFUGHI NELL'EX BASE MISSILISTICA DI BAGNOLI DI SOPRA".
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PUNTO
2 |
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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Interrogazione a risposta immediata n. 2 del 6 luglio 2015 presentata dal consigliere Zanoni: "TUTELA DELL'AMBIENTE E DELLE RISORSE NATURALI: SALVAGUARDARE RUOLI E FUNZIONI DELLE POLIZIE PROVINCIALI, SCONGIURARNE LO SMANTELLAMENTO"
"Premesso che:
- lo scorso 20 giugno è entrato in vigore il decreto legge 78/2015 (contenente disposizioni urgenti in materia di enti territoriali) attraverso il quale, all'art. 5, viene previsto lo smantellamento dei Corpi di Polizia Provinciali, con la mobilità imposta al personale di appartenenza verso i Comuni che presentano piccoli vuoti di organico;
- gli ufficiali e gli agenti di Polizia Provinciale vantano competenze ultraventennali, nell'ambito di vigilanza sul territorio, su materie molto delicate quali: lo smaltimento dei rifiuti, la difesa del suolo, la tutela della qualità dell'aria, l'inquinamento acustico e delle acque, la vigilanza su caccia e pesca, il contrasto al bracconaggio e la tutela della fauna selvatica;
- in riferimento al Veneto, si tratta di competenze che si sommano alla conoscenza storica del territorio regionale e di ambienti particolari ed unici, come ad esempio la zona montana e la laguna veneta;
- le attività delle Polizie Provinciali del Veneto sono in particolar modo preziose, dal punto di vista delle funzioni di monitoraggio e sorveglianza, nelle aree della Rete Natura 2000 (zone SIC e ZPS), in molte delle quali sono già attuativi importanti progetti finanziati dalla UE;
- un'altra situazione di rilievo è quella della Polizia provinciale di Verona che è attivamente coinvolta ed impegnata nei progetti di studio/monitoraggio/controllo sulla ricomparsa dell'orso e del lupo (progetto europeo Life Wolfalps);
- nel loro complesso le funzioni svolte dalle Polizie Provinciali in Veneto vanno considerate come essenziali e fortemente specializzate;
- allo smantellamento del Corpo non troverebbe seguito alcuna adeguata sostituzione e dunque tali funzioni e compiti esclusivi resterebbero scoperti, con rischi ambientali incalcolabili e persino con risvolti di infrazione al diritto ambientale europeo, vista la sostanziale impossibilità di realizzare una soddisfacente vigilanza sulla corretta applicazione delle norme ambientali comunitarie.
Considerato che:
- la Regione Veneto, dove operano circa 220 guardie provinciali, figura tra le nove regioni a statuto ordinario che non hanno ottemperato al termine del 31 dicembre 2014, di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, per legiferare in materia di riordino delle funzioni provinciali, risultando ancora ad oggi inadempienti;
- la Giunta regionale del Veneto, nella precedente legislatura, aveva approvato in data 29 dicembre 2014 un disegno di legge regionale (non votato in Consiglio regionale), ed inviato in data 31 dicembre 2014, all'Osservatorio Nazionale presso il Ministero Affari regionali, la mappatura del personale e delle funzioni degli enti di area vasta;
- la circolare 29 gennaio 2015 dei Ministeri Funzione Pubblica ed Affari regionali, tra l'altro oggetto di conflitto di attribuzione sollevato dalle regioni Puglia e Campania davanti la Corte Costituzionale, individua il personale di Polizia provinciale come 'soprannumerario' rispetto alle funzioni fondamentali delle Province e della Città Metropolitana, benché in realtà questo svolga compiti direttamente e trasversalmente correlati alla tutela dell'ambiente e alla regolazione della circolazione stradale, ossia due delle funzioni fondamentali rimaste proprio in capo agli enti di area vasta ai sensi della suddetta legge 56/2014;
- l'art. 5 del decreto legge 78/2015, entrato in vigore il 20 giugno 2015, stravolge le precedenti previsioni della legge 'Delrio' per quanto attiene ai compiti di Polizia provinciale, in quanto l'accordo attuativo Stato-Regioni dell'11 settembre 2014 rinviava il destino delle Polizie provinciali all'esito del disegno di legge-delega sul Riordino delle Pubbliche Amministrazioni, attualmente all'esame della Camera (atto C.3098);
- ora, invece, il decreto legge 78/2015 prevede un generico transito nei ruoli delle Polizie municipali del personale di Polizia provinciale, senza precise garanzie occupazionali di completo assorbimento degli addetti nei Comuni;
- in tal modo si viene a vanificare l'esperienza professionale di operatori di Polizia giudiziaria specializzati in accertamenti nel settore ambientale e di tutela delle risorse naturali che in Veneto, spaziando dalle Dolomiti alla laguna, hanno garantito una presenza di vigilanza continuativa nel tempo e ottimamente distribuita nello spazio;
- la Polizia Provinciale, molto spesso, ha inoltre svolto un ruolo di rappresentanza istituzionale in aree rurali e montane disagiate, in cui gli agenti delle Amministrazioni Provinciali hanno di fatto espletato un ruolo prezioso di Polizia di prossimità per le comunità residenti;
- il Corpo Forestale dello Stato in molte zone, soprattutto di pianura, non è sostanzialmente presente. Pertanto l'attività delle guardie provinciali risulta determinante per il rispetto delle norme ambientali.
Rilevato che il 30 gennaio 2015 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato le disposizioni in materia di riordino delle Polizie provinciali e il Consiglio regionale del Piemonte sta per discutere un'analoga proposta presentata dalla Giunta regionale.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere chiede al Presidente della Giunta regionale:
se e quali iniziative, alla luce della normativa nazionale ancora inattuata, intenda adottare per un generale riordino delle funzioni provinciali nella Regione Veneto anche al fine di preservare il bagaglio e le funzioni di vigilanza ittico-venatoria-ambientale, scongiurandone l'annullamento dentro le Polizie municipali, attraverso idonee disposizioni regionali, in analogia a quanto già disposto dalle Giunte regionali di Lombardia e Piemonte."
La parola al consigliere Zanoni per l'illustrazione.
Andrea ZANONI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
L'
interrogazione a risposta immediata n. 2 ha come oggetto il corpo di Polizia provinciale.
Sono ufficiali agenti che operano e hanno sempre operato a dipendenza delle Province. Hanno un'esperienza ultra ventennale nell'ambito della vigilanza del territorio su materie molto delicate, tra l'altro, come lo smaltimento dei rifiuti, la difesa del suolo, la tutela della qualità dell'aria, l'inquinamento acustico delle acque, la vigilanza su caccia e pesca, il contrasto al bracconaggio e la tutela della fauna selvatica.
Si tratta di un Corpo che ha una conoscenza molto importante di tutto il territorio regionale e sono degli addetti alla vigilanza che hanno funzioni di monitoraggio e controllo anche in siti di importanza comunitaria appartenenti alla rete Natura 2000 come le zone SIC e ZPS.
Considerato che ci sono altre revisioni degli attuali Corpi di Polizia, cito anche il Corpo forestale dello Stato che potrebbe essere destinato a essere incorporato in altra Forza di Polizia, diciamo che dobbiamo stare molto attenti a mantenere quelli che sono gli attuali addetti alla vigilanza ambientale.
In Regione Veneto abbiamo 220 guardie provinciali e la loro attività può essere messa in discussione in seguito alla legge Delrio che in realtà prevedeva delle soluzioni di continuità. C'è anche un disegno di legge in discussione alla Camera, però poi nel recente decreto legge 78/2014 è stato previsto che siano assorbiti dai Comuni.
Come è già stato fatto in Lombardia e in Piemonte, siccome con la legge di riordino è stato previsto il loro recupero entrando a far parte della cosiddetta Polizia regionale, si chiede appunto all'attuale Giunta che cosa intenda fare in merito a questo importante Corpo di Polizia. Naturalmente il tutto va inserito in quella che è la nuova legge di riordino che dovrebbe fare anche il Veneto occupandosi non solo della Polizia provinciale, ma anche dei Centri per l'impiego, la questione dei disabili sensoriali e quindi chiedo, appunto, di conoscere come intende procedere la Giunta.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Zanoni.
Mi dispiace per la consigliera Patrizia Bartelle ma non può intervenire sull'argomento perché, appunto, è una risposta a una domanda specifica del consigliere Zanoni.
La parola all'assessore Pan.
Ass.re Giuseppe PAN
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
"Com'è noto il tema della riforma della governance locale ha assunto particolare rilevanza a seguito dell'entrata in vigore della legge 7 aprile 2014, n. 56 (c.d. riforma Delrio) recante "Disposizioni sulle città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni".
La legge Delrio detta i principi per un'ampia riforma in materia di enti locali, prevedendo, in particolare, la ridefinizione dell'assetto delle Province, nonostante la disciplina ivi contenuta si autodefinisca 'transitoria' in attesa dell'approvazione della riforma costituzionale sul bicameralismo perfetto e sul Titolo V, finalizzata tra l'altro alla definitiva soppressione delle Province (A.S. 2613 bis).
Il legislatore statale configura le Province quali enti di secondo livello, definendole quali 'enti territoriali di area vasta', titolari di funzioni fondamentali espressamente individuate.
Con riguardo alle altre funzioni, non fondamentali, attualmente esercitate dalle Province, la legge prevede un complesso processo di riordino, individuandone tempi e modalità e riconoscendo alla Regione un ruolo di primo piano in merito alla riallocazione delle predette funzioni nelle materie di competenza regionale.
In attuazione di quanto previsto dall'articolo 1, commi 91 e 92, dell'articolo 1, della citata legge, in data 11 settembre 2014 in sede di Conferenza Unificata è intervenuto l'Accordo tra Stato e Regioni per la determinazione delle funzioni provinciali oggetto di riordino e successivamente è stato adottato il DPCM recante i criteri per il trasferimento, agli enti subentranti, dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse all'esercizio delle funzioni trasferite.
La Legge di Stabilità 2015 ha seriamente compromesso il processo di attuazione della legge Delrio. Da un lato, infatti, ha introdotto rilevanti tagli ai bilanci degli enti territoriali, pregiudicandone irrimediabilmente il principio della necessaria corrispondenza tra funzioni da riallocare e risorse; dall'altro ha posto a carico delle Regioni il costo del personale provinciale in sovrannumero adibito alle funzioni non fondamentali.
La situazione è divenuta ancor più grave a seguito dell'entrata in vigore del recentissimo D.L. n. 78/2015 (c.d. decreto enti locali) che, tra l'altro, ha previsto il passaggio della Polizia provinciale nell'organico dei Comuni (art. 5 D.L. 78/2015).
Sul punto, è importante evidenziare che l'UPI nazionale e la Conferenza delle Regioni hanno presentato un emendamento al succitato art. 5 al fine di codificare con chiarezza i passaggi necessari per garantire un'adeguata tutela delle professionalità proprie di questo specifico ruolo.
Il tutto doveva essere discusso in Conferenza Unificata del 23 luglio 2015 ma il punto 14 all'ordine del giorno, avente ad oggetto il parere sul D.L. 78/2015 in tema di enti locali, è stato rinviato.
Era stata programmata una seduta straordinaria della Conferenza Unificata per giovedì 23 luglio, seduta successivamente rinviata al 30 di luglio p.v..
Da quanto sopra esposto emerge con chiarezza che trattasi di una questione in progress, dove i vari soggetti interessati, tra i quali anche la Regione del Veneto, stanno cercando di intervenire sulle decisioni del Governo, con l'obiettivo quantomeno di evitare dei possibili squilibri giuridico-gestionali, rispetto ai principi e ai criteri informatori della legge n. 56/2014.
In particolare vero è che, qualora l'art. 5 del decreto legge in parola venisse convertito nella formulazione attualmente vigente, verosimilmente si potrebbe configurare il venir meno di una preziosa attività di presidio su materie molto delicate, tra le quali sono senza alcun dubbio ricomprese la vigilanza su caccia e pesca, il contrasto al bracconaggio, il controllo e la tutela della fauna selvatica, materie per le quali anche volendo ipotizzare una maggiore valorizzazione della vigilanza ittica e venatoria volontaria, quest'ultima dovrebbe in ogni caso potersi avvalere dell'indispensabile funzione di coordinamento in capo agli Ufficiali e agli Agenti dei Corpi di Polizia Provinciale.
Dovrà pertanto essere fatto ogni possibile sforzo, in sede di processo di riordino delle funzioni, per non disperdere la professionalità e le competenze specialistiche dei suddetti operatori nell'interesse della tutela del territorio e dell'ambiente (le competenze di detti Corpi attengono anche allo smaltimento dei rifiuti, alla difesa del suolo, alla tutela della qualità dell'aria, all'inquinamento acustico e delle acque).
A tal fine appaiono meritevoli di attenta valutazione, avuto specifico riguardo alla vigilanza e al controllo dell'esercizio dell'attività venatoria e della pesca nelle acque interne e marittime interne, le ipotesi che prevedono di presidiare le pertinenti funzioni tramite personale necessariamente adeguato a svolgere questa specifica attività, transitante prioritariamente dai Corpi di Polizia provinciale previo accordo con le Amministrazioni di provenienza, da dislocarsi sul territorio sulla base di quello che sarà il nuovo assetto organizzativo degli uffici regionali. Accordi che possono essere finanziati con le tasse di concessione regionale pagate, ai sensi di legge, dai cacciatori e dai pescatori."
PRESIDENTE
Grazie, assessore Pan.
L'interrogante ha diritto di replicare per non più di due minuti.
La parola al consigliere Zanoni.
Andrea ZANONI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente e grazie, Assessore.
Volevo solo puntualizzare che la collega Patrizia Bartelle voleva intervenire per fare presente che i componenti del Gruppo Movimento 5 Stelle volevano sottoscrivere questa interrogazione.
Sono parzialmente soddisfatto della risposta. Speravo ci fossero delle anticipazioni su quello che dovrà essere la legge di riordino, di competenza regionale, e che quindi venisse in modo più esplicito detto quale futuro poteva essere previsto in ambito regionale per questi Corpi di Polizia provinciali. Questo anche in considerazione di quanto altre Regioni – sicuramente la Lombardia e molto probabilmente anche il Piemonte - hanno già fatto prevedendo l'inserimento di queste guardie provinciali all'interno di una struttura regionale che lei comunque ha accennato verso la fine però in maniera non molto definita, quindi per quanto riguarda questo importante Corpo di Polizia ci sono ancora dei punti di domanda che restano e quindi mi auguro che si trovi una soluzione.
Come mi auguro si possa trovare naturalmente una soluzione per tutto il comparto che riguarda la questione Province perché, come ricordavo prima, abbiamo anche la questione degli addetti del Centro per l'impiego, gli addetti per la questione assistenza ai disabili sensoriali e pertanto è una partita molto importante.
Proprio ieri ho partecipato ad un'assemblea a Treviso con le organizzazioni sindacali e i dipendenti delle Province che sono molto preoccupati di questa situazione e soprattutto di questo clima di incertezza. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Zanoni.
Interrogazione a risposta immediata n. 1 del 6 luglio 2015 presentata dai consiglieri Zottis, Pigozzo e Ferrari: "COSA INTENDE FARE LA REGIONE VENETO PER SALVAGUARDARE I LAVORATORI DEI SERVIZI HANDLING DELL'AEROPORTO MARCO POLO DI VENEZIA?"
"Premesso che:
- da alcuni anni la gestione dei servizi handling dell'aeroporto di Venezia è in grande difficoltà in quanto le società del settore per mantenere le quote di mercato applicano tariffe al ribasso con inevitabili ripercussioni negative sulla qualità dei servizi e sulle condizioni dei lavoratori;
- in particolare la società ATA Italia, una delle tre compagnie che si occupano dei servizi di terra presso lo scalo veneziano, si trova da tempo in una difficile situazione finanziaria;
- il recente passaggio dell'ATA Italia alla società francese Wfs Ground Italy ha avuto pesanti ricadute sui livelli occupazionali: ad oggi sono già stati licenziati tredici lavoratori e molti altri rischiano di perdere il posto di lavoro;
- il previsto piano di esuberi sembra in contraddizione con il crescente sviluppo dello scalo veneziano che è diventato uno dei più importanti d'Italia;
- in questi anni l'ente gestore Save ha visto incrementare gli utili grazie al costante aumento del numero dei passeggeri che nel 2014 hanno raggiunto i quattordici milioni, ma le molte criticità gestionali e occupazionali da tempo evidenziate non hanno ancora trovato una soluzione;
- i tredici licenziamenti risultano pertanto inaccettabili anche per le gravi ricadute sul tessuto sociale del territorio veneziano, già duramente colpito dalla perdurante crisi economica.
Tenuto conto che:
- i lavoratori che operano nei servizi handling dell'aeroporto di Venezia hanno proclamato lo stato di agitazione per chiedere certezze sul loro posto di lavoro e sul futuro delle loro famiglie e hanno chiesto un intervento delle istituzioni pubbliche;
- la Regione Veneto e gli Enti locali interessati dovrebbero promuovere urgentemente l'attivazione di un tavolo istituzionale per affrontare questa delicata situazione che vede non solo l'ATA Italia ma anche le altre società di handling gravemente esposte ad una sempre più difficile crisi economica e finanziaria che rischia di sfociare in un'emergenza sociale;
- Save ed Enac dovrebbero avviare al più presto le procedure per far ritirare dei licenziamenti e valutare la possibilità di farsi carico dei previsti esuberi;
- questa difficile situazione rischia di penalizzare non solo Venezia ma tutto il Veneto in un periodo di grandi eventi di richiamo internazionale come la Biennale e l'Expo.
Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
chiedono al Presidente della Giunta regionale:
se non ritenga opportuno intervenire urgentemente affinché Save ed Enac garantiscano l'applicazione della clausola sociale di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, trovino una soluzione per far ritirare i tredici licenziamenti e diano certezze a tutti i lavoratori del settore handling."
La parola alla consigliera Francesca Zottis.
Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Come già detto dal Presidente, l'interrogazione affronta le criticità che stanno attraversando alcuni lavoratori dei servizi di assistenza terra, in particolar modo ex ATA Italia ora passato in WFS Ground Italy considerando che da alcuni anni la gestione dei servizi di assistenza terra dell'aeroporto di Venezia è in grande difficoltà in quanto le società del settore per mantenere le quote di mercato applicano tariffe al ribasso con inevitabili ripercussioni negative sulla qualità dei servizi e sulle condizioni dei lavoratori e che il recente passaggio dell'ATA Italia – che era una delle tre compagnie che gestiva i servizi di assistenza a terra che è passata, come ho già detto, in WFS Ground Italy - ha avuto pesanti ricadute sui livelli occupazionali, infatti ad oggi ci sono già stati 13 licenziamenti e quindi 13 persone, so che sono stati attivati già i tavoli ma comunque non tutti hanno aderito alle clausole esistenti e quindi rischiano tuttora di perdere il posto di lavoro.
Si vuole sottolineare che il piano di esuberi sembra comunque in contraddizione con quello che è il crescente sviluppo dello scalo veneziano che è diventato uno dei più importanti d'Italia e che ha visto 14 milioni di passeggeri nel 2014.
Ad oggi è stato comunque attivato lo stato di agitazione da parte dei lavoratori e si crede che la Regione Veneto insieme agli Enti debba sedere con costanza a quello che è l' istituzionale per affrontare questo tipo di criticità e che SAVE ed ENAC dovrebbero avviare al più presto le procedure per far ritirare i licenziamenti e valutare la possibilità di farsi carico dei previsti esuberi data anche l'importanza dello scalo stesso.
Quindi si chiede alla Giunta se non ritenga opportuno intervenire urgentemente affinché SAVE ed ENAC garantiscano l'applicazione della clausola sociale di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, e trovino una soluzione per far ritirare i 13 licenziamenti, diano certezze occupazionali a tutti i lavoratori che sono occupati nei servizi di assistenza a terra.
Grazie.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Massimo GIORGETTI
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Zottis.
La parola all'assessore Elena Donazzan.
Ass.re Elena DONAZZAN (Forza Italia)
Grazie, Presidente.
"ATA Italia è una delle tre società di handling presenti presso l'aeroporto Marco Polo, che ha affittato l'azienda nel mese di giugno 2015 alla francese WFS. Sempre a giugno 2015 la Società ha comunicato il licenziamento di 13 lavoratori – come ha ricordato la collega – che hanno subito impugnato il provvedimento, senza però, ad oggi, ottenerne il ritiro.
Le Parti (ATA, le altre due società di handling Aviapartner e Gh) sono state convocate dal gestore SAVE, al fine di rivisitare l'accordo sulla cosiddetta 'clausola sociale' che stabilisce le regole per la ricollocazione dei lavoratori da un handling ad un altro sulla base di specifici criteri che dovrebbero garantire i livelli occupazionali e la qualità dei servizio offerti alle compagnie aeree e ai passeggeri. CGIL, CISL, UIL, UGL e USB hanno ribadito che la scheda di applicazione della clausola sociale è superata e va rivista e adeguata alla realtà, garantendo tutte le figure professionali. La Organizzazione Sindacale interpellata – da noi - riferisce che con un accordo sottoscritto a livello nazionale si è al momento stabilito di assorbire con contratti part-time (nuove assunzioni) circa metà degli esuberi, con un demansionamento e una riduzione dello stipendio.
La Regione, tramite i suoi uffici, sta seguendo l'evoluzione della vicenda – perché oggi è sul tavolo nazionale - e con una lettera dall'assessore Donazzan, ha chiesto al Presidente di SAVE cosa intenda fare per tutelare l'occupazione dei lavoratori impiegati in ATA Italia e per garantire una piena applicazione della 'clausola sociale' nel settore handling". Ad oggi non ho ricevuto ancora risposta."
PRESIDENTE
Grazie, assessore Donazzan.
La parola alla consigliera Francesca Zottis.
Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
La ringrazio, Assessore, e la richiesta sarà reciproca comunque di continuare a seguire questo tipo di criticità che ad oggi coinvolge 13 persone e potrebbe coinvolgere anche altri lavoratori e che ci sia anche chiarezza sulla questione della clausola sociale perché chiaramente quello che si applica non può essere troppo a svantaggio del lavoratore perché andremmo comunque ad aumentare le difficoltà invece che a risolvere il problema.
Comunque grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Zottis.
Interrogazione a risposta immediata n. 3 del 7 luglio 2015 presentata dal consigliere Ruzzante: "PARCO COLLI EUGANEI: LAVORATORI STAGIONALI IN PIENA EMERGENZA. INDISPENSABILE INTERVENIRE PER AVVIO LAVORI MANUTENZIONE E PER GARANTIRE OCCUPAZIONE E STIPENDI"
"Premesso che:
- da oltre sei mesi i 14 lavoratori stagionali in forza all'Ente Parco Colli Euganei non ricevono stipendio e si trovano privi di copertura contrattuale;
- ad aggravare la situazione il mancato completamento dell'iter burocratico che consentirebbe l'avvio dei lavori di manutenzione di alcune aree boschive;
- la scorsa settimana le organizzazioni sindacali di categoria hanno tenuto un incontro con il direttore dell'Ente, dal quale è emerso che, contrariamente a quanto annunciato ad inizio maggio, la data delle assunzioni verrà rinviata indicativamente ad ottobre;
- lo sblocco della situazione viene principalmente impedito dalla mancata approvazione del rendiconto 2014 da parte della Giunta e del Consiglio regionale del Veneto; si tratta di un passaggio essenziale per l'erogazione dei Fondi di coesione sociale PAR–FSC attraverso i quali vengono finanziati i progetti che il Parco Colli ogni anno presenta;
- a complicare il quadro l'imminente scadenza del mandato del Direttore dell'Ente Parco Colli Euganei e la necessità di individuare in tempi rapidi il sostituto;
- complessivamente, lo scenario delineato mette i lavoratori e le loro famiglie in una condizione di autentica emergenza occupazionale, economica e sociale; basti solo pensare che se gli operai non riusciranno ad effettuare nell'anno in corso, giornate sufficienti per l'ottenimento del diritto a fruire della disoccupazione agricola, l'anno successivo non potranno beneficiare di questo importante ammortizzatore sociale.
Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere
chiede al Presidente della Giunta regionale
e all'assessore ai Parchi e alle Aree Protette
se e quali iniziative intraprenderanno per consentire un rapido avvio dei lavori di manutenzione delle aree boschive dell'Ente Parco Colli Euganei, garantendo in questo modo ai lavoratori stagionali un'occupazione che costituisce un sostegno economico fondamentale per le loro famiglie."
La parola al consigliere Ruzzante.
Piero RUZZANTE (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Questa è una questione che avevamo già posto nella scorsa Legislatura, in particolar modo in sede di discussione del Bilancio.
Si tratta di circa 14 lavoratori stagionali in forza da molti anni all'Ente Parco Colli Euganei ai quali non è stato rinnovato ancora il contratto. Non perché non ci sia una volontà di rinnovarglielo ma perché c'è stato un allungamento dei tempi. Una delle motivazioni è la mancata approvazione del Rendiconto 2014 da parte della Giunta e del Consiglio regionale del Veneto. Si tratta di un passaggio essenziale per l'erogazione di fondi di coesione sociale PAR e FSC.
Ricordo ai Colleghi che il Rendiconto 2014 doveva essere presentato entro il 31 marzo, secondo il nostro Statuto approvato all'unanimità, e votato entro il 30 aprile, quindi siamo in ritardo. Ovviamente non è responsabilità di questa Giunta ma di quella precedente, qualcuno c'è oggi e c'era prima.
La questione è molto grave per il Parco dei Colli Euganei, oltretutto in una fase delicatissima. Lei, Assessore, si sarà reso conto che nei giorni scorsi ci sono stati diversi episodi di incendi boschivi quindi la presenza di questi lavoratori stagionali è essenziale per assicurare un controllo, una manutenzione anche di alcune aree boschive.
C'è il problema gravissimo dei cinghiali in quella zona, abbiamo fatto anche una norma, una legge in questo Consiglio regionale per poter intervenire.
C'è poi l'aspetto umano e sociale: si tratta di famiglie, di lavoratori che, se non svolgono un periodo minimo dal punto di vista occupazionale, perderanno anche i benefici della disoccupazione agricola. Temo che su questo abbiamo già superato la boa e quindi non potranno usufruire di alcun ammortizzatore sociale.
Assessore, le chiedo: come intende intervenire?
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola all'assessore Corazzari.
Ass.re Cristiano CORAZZARI
Grazie, Presidente e grazie, consigliere Ruzzante.
Il tema ci è ben noto, leggerò il testo della delibera che è stato approvato oggi in risposta alla sua interrogazione.
"Con DGR 1186 del 21 luglio 2011 la Giunta regionale ha approvato il Programma Attuativo regionale (PAR), necessario per la programmazione delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e individuato l'Unità di Progetto Foreste e Parchi, ora Sezione Parchi Biodiversità Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori, quale Struttura regionale Responsabile dell'Attuazione (SRA) della linea di intervento 3.2 'Valorizzazione e tutela del patrimonio naturale e della rete ecologica regionale'.
Con DGR n. 487 del 16 aprile 2013, la Giunta regionale ha approvato il 'Manuale per il Sistema di Gestione e Controllo' (Si.Ge.Co.) in cui sono descritti i compiti del Soggetto Attuatore (leggasi Parco regionale dei Colli Euganei) e della SRA e con successiva DGR n. 2462 del 23 dicembre 2014, la Giunta regionale ha approvato l'elenco degli interventi da finanziare, tra cui figurano anche quelli presentati dal Parco regionale dei Colli Euganei.
Con DGR n. 458 del 7 aprile 2015, la Giunta regionale ha approvato un disciplinare che regola le modalità attuative degli interventi firmato in data 20 aprile 2015 dalla Regione del Veneto e dal Parco regionale dei Colli Euganei.
I progetti che il Parco regionale dei Colli Euganei intende realizzare sono 17, di cui 16 individuati nel disciplinare; l'iter burocratico disciplinato dallo schema di convenzione prevede diverse fasi regolate dall'art. 3 del disciplinare stesso.
Il Parco regionale dei Colli Euganei doveva presentare entro il 30 giugno u.s. la progettazione definitiva dei progetti da finanziare; allo stato attuale solo 10 dei progetti su 17 sono stati presentati a livello di progettazione definitiva/esecutiva; per 7 di questi sono pervenute alla SRA le integrazioni richieste necessarie per ottenere il nulla osta, rilasciato con decreto del Direttore; per i restanti 3 progetti, la SRA è in attesa di integrazioni richieste con note dell'11 e 12 maggio 2015.
I primi nulla osta rilasciati dalla SRA sono del 28 maggio u.s., pertanto il Parco regionale dei Colli Euganei poteva procedere con l'avvio dei lavori di manutenzione.
Per quanto riguarda la lamentela della mancata approvazione del Rendiconto 2014 da parte della Giunta e del Consiglio regionale, che consentirebbe lo sblocco dei fondi per iniziare le attività finanziate, la SRA in data 20 luglio 2015 ha fatto una richiesta urgente alla Sezione Affari Generali e FAS FSC affinché il capitolo di riferimento n. 102305/U del Bilancio di previsione degli esercizi finanziari 2015 e 2016 venga impinguato sia per la parte di competenza che per la parte di cassa, da un primo importo pari a € 620.000,00, che è circa la metà e che permetterebbe quindi l'avvio di questi lavori.
Per quanto riguarda l'imminente scadenza dell'incarico di Direttore dell'Ente, si sottolinea che è già stato iniziato l'iter per l'assegnazione dell'incarico."
PRESIDENTE
Grazie, assessore Corazzari.
La parola al consigliere Ruzzante.
Piero RUZZANTE (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Assessore, a volte è difficile cogliere senza avere il testo di fronte, ma mi pare di capire che sostanzialmente stiamo attendendo quello che dicevo prima io, cioè l'approvazione del Rendiconto 2014, per poter rapidamente risolvere il problema. Dubito che lo faremo nel mese di agosto.
Ho chiesto una procedura d'urgenza e quindi, con questa, almeno attivare una quota parte che consentirebbe di andare a realizzare questi contratti per i 14 lavoratori stagionali in tempi brevi, diciamo entro il mese di agosto si può ipotizzare una risposta di questo tipo. Bene.
Mi dichiaro del tutto insoddisfatto su come la Giunta si è comportata. Ovviamente c'è un iter di continuità con quello che è avvenuto in precedenza, perché ogni anno ci troviamo di fronte a questa situazione. Non credo sia dignitoso, nei confronti di questi lavoratori stagionali che sono utili e fondamentali per la gestione dell'Ente Parco Colli Euganei, portarli a un ritardo che ha incidenza dal punto di vista occupazionale e sociale.
Mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta che l'Assessore mi ha dato relativamente ai tempi attraverso i quali si realizzeranno questi contratti. Mi auguro sinceramente che si possa fare entro il mese di agosto, perché siamo veramente troppo lunghi e dal punto di vista umano e sociale questo ha un'incidenza. Un'incidenza anche nella sicurezza e nella garanzia di tutela nei confronti del Parco Colli Euganei, in particolar modo per l'aspetto incendi boschivi. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Ruzzante.
Passiamo all'esame delle mozioni.
La Seduta viene sospesa per guasto tecnico all'impianto elettrico.
La Seduta è sospesa alle ore 14.40
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PUNTO
3 |
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MOZIONI
La Seduta riprende alle ore 15.00
PRESIDENTE
Riprendiamo i nostri lavori.
Cominciamo con l'esame della Mozione n. 1.
MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI FINCO, RIZZOTTO, CIAMBETTI, FORCOLIN, GIDONI, MARCATO, FINOZZI, MONTAGNOLI, POSSAMAI, BORON, BOTTACIN, BRESCACIN, CALZAVARA, GEROLIMETTO, LANZARIN, MICHIELETTO, SANDONÀ, VALDEGAMBERI, VILLANOVA, RICCARDO BARBISAN, FABIANO BARBISAN, SEMENZATO, RUZZANTE, AZZALIN, FRACASSO, PIGOZZO, SALEMI, SINIGAGLIA, ZANONI, ZOTTIS, FERRARI, GUARDA, DALLA LIBERA, NEGRO, BARISON, DONAZZAN, GIORGETTI, ZORZATO, CASALI, BASSI E CONTE RELATIVA A "UNIONE EUROPEA IMPONE FORMAGGI SENZA LATTE: UN ATTENTATO ALLA QUALITÀ DEI NOSTRI PRODOTTI" (MOZIONE N. 1) (DELIBERAZIONE N. 38/2015)
Ricordo che il tempo a disposizione è di 5 minuti per intervento. Prima delle dichiarazioni di voto dovremo esaminare, come nelle leggi, gli emendamenti e su questa mozione ci sono tre emendamenti. Votiamo gli emendamenti, le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla mozione.
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- la Commissione europea ha intimato all'Italia con una nota in cui invita il nostro Governo di abrogare la legge 11 aprile 1974, n. 138, in particolare la parte che riguarda il divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito nella fabbricazione dei prodotti lattiero caseari;
- la suddetta legge, secondo la Commissione europea sarebbe limitativa per la libera circolazione delle merci, essendo la polvere di latte e il latte concentrato prodotti utilizzati in tutta Europa e quindi di facile produzione;
VISTO CHE:
- l'Italia, già con il regio decreto del 15 ottobre 1925, n. 2033, aveva fatte proprie le disposizioni stabilite dal Congresso Internazionale per la repressione delle frodi alimentari svoltosi a Ginevra nel 1908 in cui si è deciso che il formaggio deve essere ottenuto senza alcuna aggiunta di sostanze ad eccezione di fermenti, sale e spezie;
- successivamente con la legge 11 aprile 1974, n. 138 è stato disposto all'articolo 1, comma 1: "È vietato detenere, vendere, porre in vendita o mettere altrimenti in commercio o cedere a qualsiasi titolo o utilizzare:
a) latte fresco destinato al consumo alimentare diretto o alla preparazione di prodotti caseari al quale sia stato aggiunto latte in polvere o altri latti conservati con qualunque trattamento chimico o comunque concentrati;
b) latte liquido destinato al consumo alimentare diretto o alla preparazione di prodotti caseari ottenuto, anche parzialmente, con latte in polvere o con altri latti conservati con qualunque trattamento chimico o comunque concentrati;
c) prodotti caseari preparati con i prodotti di cui alle lettere a) e b) o derivati comunque da latte in polvere;
d) bevande ottenute con miscelazione dei prodotti di cui alle lettere a) e b) con altre sostanze, in qualsiasi proporzione.
È altresì vietato detenere latte in polvere negli stabilimenti o depositi, e nei locali annessi o comunque intercomunicanti, nei quali si detengono o si lavorano latti destinati al consumo alimentare diretto o prodotti caseari.
È escluso dal divieto di cui al primo comma il latte liquido ottenuto dal latte in polvere puro o miscelato con altre sostanze che abbia subito tutti i trattamenti idonei a qualificarlo del tipo «granulare e a solubilità istantanea» e che sia destinato al consumo alimentare immediato dell'utente, purché il suddetto prodotto sia distribuito tramite apparecchiature automatiche e semiautomatiche nelle quali la miscelazione del latte in polvere con le altre sostanze avvenga al momento stesso in cui l'utente si serve dell'apparecchiatura. La dose massima di bevanda fornita per ogni singola erogazione non può superare i 150 centilitri. È vietata l'installazione di distributori che forniscono bevande di cui al presente comma nei bar, ristoranti e luoghi affini; negli alberghi e nelle mense, di qualunque genere e tipo, tale divieto è limitato alle cucine ed ai locali adibiti alla distribuzione ed al consumo dei pasti;...";
CONSIDERATO CHE:
- l'altissima qualità, il prestigio e la grande reputazione in tema di prodotti lattiero caseari pongono il nostro Paese al vertice del commercio internazionale, proprio per l'elevatissimo zelo e rigore nel produrre una vastissima tipologia di formaggi utilizzando solo e semplicemente latte intero, caglio e sale con le particolarità e le specialità di ogni territorio e tradizione locale;
- l'abrogazione della legge 11 aprile 1974, n. 138, comporterebbe un abbassamento della qualità dei prodotti lattiero caseari e metterebbe a rischio il primato della produzione italiana la cui esportazione di formaggi e latticini vanta nel primo trimestre 2015 un aumento del 9,3%;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi presso:
a) il Governo e il Parlamento della Repubblica affinché non si abroghi la legge 11 aprile 1974, n. 138;
b) il Parlamento europeo affinché vengano tutelati i prodotti tipici lattiero caseari e le relative peculiari modalità di produzione che hanno consentito nel tempo di promuovere prodotti unici di altissima qualità;
c) a trasmettere il presente provvedimento a tutti i parlamentari e senatori eletti in Veneto".
La parola al consigliere Finco, per l'illustrazione.
Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)
Grazie, Presidente.
A nome del Gruppo Liga Veneta–Lega Nord e del Gruppo Zaia Presidente abbiamo presentato questa mozione a seguito delle notizie che sono apparse lo scorso mese di giugno, in quanto l'Unione Europea ha intimato l'Italia nell'abrogare la legge dell'11 aprile 74, n. 138, che in particolare vietava l'utilizzo del latte in polvere per la realizzazione dei formaggi.
Questa Mozione, che ovviamente ha un carattere puramente politico perché sappiamo che la Regione Veneto su questo non è che possa fare grandi cose, però sicuramente diamo mandato alla Giunta, in particolare modo all'assessore di competenza che è l'assessore Pan, a battere i pugni presso il Governo centrale affinché si resista a questo ennesimo diktat da parte dell'Unione Europea che andrebbe a demolire uno dei sistemi produttivi più efficienti nel settore agroalimentare, che è tutta la filiera della realizzazione dei formaggi di altissima qualità.
Ricordo che nel febbraio del 2015 quest'Aula votò all'unanimità una risoluzione che andava praticamente a recepire le esigenze, le richieste di tutto il mondo produttivo della filiera che ha a che fare con il latte. Mi ricordo che incontrammo i vari rappresentanti delle categorie agricole e i produttori che lamentavano proprio la grande crisi che stanno attraversando per il prezzo del latte che ormai è un prezzo sottostimato. Le aziende, purtroppo, non riescono più a stare all'interno dei costi di produzione, di fronte anche ad una concorrenza sleale che punta sempre più non alla qualità del prodotto, ma che sta trasformando anche il settore agricolo in un sistema puramente di mercato, dove non si guarda più la qualità alimentare, ma si guarda solamente la quantità e la vendita.
Il settore lattiero-caseario in Veneto ha dei numeri importantissimi. Prima ho presentato anche una serie di emendamenti su richiesta del consigliere Azzalin, che vanno a perfezionare questa Mozione, che parlano dei numeri che questa Regione vanta sul settore lattiero-caseario. Ma se guardiamo anche i numeri che abbiamo a livello nazionale stiamo parlando di 180 milioni di tonnellate all'anno che vengono lavorate, stiamo pensando a tutto il settore dell'alpeggio di montagna che, oltre a produrre dei formaggi DOP e di altissima qualità, ci permette anche una difesa di tutto l'ambiente montano che se non fosse per l'attività dei nostri allevatori sarebbe completamente abbandonato a se stesso.
Ovviamente, l'Unione Europea non è che ci vieta di produrre il formaggio con il latte di qualità, però ci dice: dovete eliminare quella norma che vieta di realizzare i formaggi con il latte in polvere. Questo perché? Perché sappiamo benissimo che l'Italia insieme alla Francia sono i due paesi che producono latticini di primissima qualità. L'export nei primi tre mesi di quest'anno è aumentato di circa il 9%. Abbiamo soprattutto in Veneto una miriade di prodotti tutelati a livello internazionale e visto che proprio la Germania e la Francia sono i due paesi che producono più latte in polvere d'Europa, forse questa scelta e questa decisione, più che un carattere di libera circolazione delle merci, ha una volontà chiara e precisa che è di agevolare determinati paesi, magari eliminare determinate produzioni solamente per una logica di mercato.
Sappiamo benissimo le difficoltà che stanno vivendo i produttori. Un litro di latte a loro viene pagato, quando va bene, 35–40 centesimi. Chi ha le filiere corte arriva a 53 centesimi. Però sappiamo che dai 35–40 centesimi al litro di latte che viene venduto a circa 1,40-1,50 euro c'è un mondo, c'è un abisso. Che va a vantaggio di chi? Solitamente va a vantaggio della grande distribuzione, di coloro che guadagnano sopra la spalle dei nostri agricoltori e quindi questo merita una risposta forte da parte delle Istituzioni.
Mi auguro che questa Mozione che non è stata sottoscritta, ma è stata appoggiata anche dai Colleghi del Partito Democratico, rappresenti un atto politico forte e chiaro nei confronti proprio dell'Unione Europea. Abbiamo sentito le dichiarazioni da parte del Ministro Martina negli ultimi giorni. Ha detto che lui si farà portavoce delle istanze del mondo agricolo veneto e nazionale di fronte alla Commissione Europea. Però, purtroppo, negli ultimi anni abbiamo visto un paese molto debole rispetto ai diktat che ci vengono imposti.
Qui non stiamo parlando di agevolare il mercato, ma di agevolare e mantenere la qualità del nostro sistema agroalimentare. Comunque quello che è fondamentale è la tutela e la salute dei nostri cittadini, quindi lavoriamo su questo, diamo un indirizzo forte e chiaro da parte di questo Consiglio regionale affinché vengano difese le nostre produzioni. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Finco.
Ricordo che, con il nuovo Regolamento, le dichiarazioni di voto sono di 3 minuti e non più 10.
La parola al consigliere Azzalin.
Graziano AZZALIN (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Non voglio riprendere le questioni dette dal consigliere Finco che condividiamo in larga parte, per cui anche il Gruppo del Partito Democratico sottoscrive questa mozione.
Questa discussione avviene in un contesto un po' particolare, insomma, alla fine del regime delle quote latte, un settore in notevole difficoltà, una filiera che a fronte di questo deve riorganizzarsi proprio perché il problema è un problema di tenuta del reddito. Per cui, da questo punto di vista, anche provvedimenti di questa natura, che si profilano all'orizzonte, vanno ad incidere in un contesto già messo a dura prova e che occorre di una attenzione particolare.
I prodotti DOP e IGP, rispetto ai quali è giusto che ci sia una tutela, sono eccellenze del made in Italy, riguardano il 40% del comparto delle produzioni lattiero-caseario e il 70% delle produzioni di latte è indirizzato a questo tipo di produzione. Un fatturato che arriva quasi a 4 miliardi, per cui cifre che sono molto considerevoli e che una loro messa in discussione, con determinati provvedimenti, rischia veramente delle ricadute pesanti. Però è bene circoscrivere la questione non solo rispetto, mi permetta Collega, alla solita Europa che fa il diktat. Con l'Europa ultimamente non è che andiamo tanto d'accordo, ma è bene rivedere anche alcuni rapporti tra i Governi nazionali e la Commissione Europea, insomma che ci sia una convivenza, una evoluzione e una integrazione vera. Però qui siamo di fronte ad un adeguamento che deve attuare l'Italia rispetto alla libera circolazione delle merci; tra l'altro, questa è stata sollecitata, nel 2013, da una interrogazione scritta da un ex leghista, Oreste Rossi, poi diventato Forza Italia, perché temeva che con la libera circolazione anche del latte in polvere penalizzasse, per esempio, la produzione di yogurt e quant'altro.
Quindi l'Unione Europea, in questo caso, ha invitato lo Stato membro ad adeguarsi e non l'ha imposto, perché qual è il vero problema, il nocciolo? È che non c'è una chiara ed inequivocabile etichettatura dei prodotti che possa consentire la tutela, ma anche al consumatore di poter scegliere tra un prodotto fatto con il latte vero o un prodotto fatto con il latte in polvere. Questo non è possibile, perché, per esempio, negli yogurt, che sono prodotti con il latte in polvere, non c'è scritto che è prodotto con il latte in polvere. Anche su questo sarebbe giusto che ci fosse una etichettatura affinché il consumatore possa scegliere.
Per cui credo sia giusto sottoscrivere questa mozione e arrivare ad una tutela dei nostri prodotti e fare sì che quella legge sia modificata ed adeguata. L'invito all'Unione Europea della presenza di una etichettatura che metta in condizione di tutela, trasparenza e di totale garanzia per il consumatore. Dall'altro preservi quella che è una nostra produzione di eccellenza e di qualità, che sono il blasone di questo Stato, da questo punto di vista. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Azzalin.
La parola alla consigliera Cristina Guarda.
Cristina GUARDA (Alessandra Moretti Presidente)
Grazie, Presidente.
Gentili Consiglieri, intervengo a nome del Gruppo Alessandra Moretti Presidente per sottolineare l'importanza dell'integrazione proposta dal collega Azzalin, appoggiando l'intento della Mozione per la tutela della qualità e del carattere distintivo della filiera lattiero-casearia italiana, in particolare veneta.
Ricordando che la modifica della legge non introdurrebbe comunque obbligo di uso di latte in polvere e non interesserebbe i formaggi a denominazione di origine protetta, DOP, i più pregiati e caratteristici del mercato italiano; ritengo che una regolamentazione chiara in merito all'obbligo di etichettature esplicative permetterebbe una concorrenza trasparente, garantendo la consapevolezza di acquisto e tutelando le imprese che decidono l'uso di ingredienti di qualità.
Dobbiamo, inoltre, ricordare che l'Italia e l'industria del settore non è pronta per rispondere all'esigenza di semilavorati come latte in polvere, concentrato e ricostituito per la produzione lattiero-casearia destinate al consumo umano. Questo creerebbe forte divario di offerta tra il nostro paese e gli altri euro concorrenti, Olanda e Francia in primis, che già hanno stabilimenti di grande portata per la produzione di semilavorati sopra citati, la cui produzione riesce a sopperire addirittura alle consistenti richieste della Cina che, necessitando di estrema sicurezza alimentare a lunga conservazione e non avendo una propria regolamentata produzione, si avvale dei prodotti europei.
I prezzi concorrenziali dei semilavorati aggraverebbero la situazione, che vede le nostre filiere agroalimentari sempre più fragili a causa dell'importazione crescente dei semilavorati a basso costo, come ricordato dalla Coldiretti. La mancanza di offerta italiana consistente di prodotti quale latte in polvere e simili, costringerebbe le nostre imprese a rivolgersi ai mercati europei e non nazionali. Sono svantaggiati i nostri produttori quindi dobbiamo in ogni modo contrastare per garantire le nostre imprese e nostri consumatori.
L'inserire l'obbligo di etichettatura esplicativa è passo essenziale per rispondere con efficienza a richieste di trasparenza e tutela del prodotto italiano e Veneto. La qualità dei prodotti caseari italiana è tutelata da una legge che risale al 1974, ma l'Unione Europea è convinta che si tratti di una norma anti concorrenza. Inserire l'obbligo di etichettature esplicative è dunque un passo per rispondere con efficienza alle richieste di trasparenza e tutela del prodotto italiano e Veneto. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Cristina Guarda.
La parola al consigliere Scarabel.
Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
Il Gruppo del Movimento 5 Stelle accoglie favorevolmente questa Mozione e soprattutto accoglie favorevolmente le puntualizzazioni espresse dal collega Azzalin, in quanto veramente l'etichettatura è la cosa più importante per garantire il nostro prodotto 'made in Italy', la vera differenziazione dal prodotto fatto all'estero.
Un occhio di riguardo anche a quello che accade in Veneto. Il mercato caseario non è solamente danneggiato dall'Europa. Cerchiamo anche internamente di non andare a rubare a queste produzioni il suolo che gli serve per poi fare la produzione di questo latte. Quindi, guardiamoci anche internamente ed evitiamo di andare a danneggiare, in primis, le nostre aziende, andandogli a rubare il suolo.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Scarabel.
La parola alla consigliera Giovanna Negro.
Giovanna NEGRO (Il Veneto del Fare)
Grazie, Presidente.
Per dire che firmo questa Mozione, ma vorrei invitare i nostri Colleghi a fare una riflessione di quello che sta succedendo a livello centrale, in particolare romano. In questo caso parliamo del latte, ma mi sovviene anche una riflessione sulla carne che non sta vivendo certo un buon periodo. Avevamo percorso un lungo percorso positivo e stiamo tornando indietro nella tutela di questo nostro alimento.
Quindi invito tutti quanti, veramente, chi ha rappresentanti a livello romano a sollecitarli a fare un percorso inverso a quello che stiamo facendo, perchè serve anche coerenza.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Giovanna Negro.
La parola al consigliere Barison.
Massimiliano BARISON (Forza Italia)
Grazie, Presidente.
Solo per dire che anche il Gruppo di Forza Italia condivide questa mozione, la appoggia e la sostiene e ritiene giusto che il Consiglio, mi auguro in modo unanime, approvi questo provvedimento perché significa tutelare, difendere e soprattutto essere dalla parte di chi produce nel nostro territorio, nel Veneto, ma anche nelle diverse specificità delle nostre province, dei nostri territori, un prodotto lattiero-caseario di alta qualità, che ci contraddistingue nel mondo proprio per il modo e soprattutto per la tradizione con cui i prodotti agroalimentari danno davvero valore al nostro territorio. Quindi chiediamo anche di sottoscrivere la mozione come Gruppo di Forza Italia.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Barison.
La parola al consigliere Dalla Libera.
Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)
Grazie, Presidente.
Buongiorno Presidente e buongiorno Consiglieri.
Già in sede di discussione del programma dei cinque anni di Amministrazione mi ero soffermato proprio sulla necessità di tutelare i nostri prodotti agricoli, la nostra produzione locale e, in particolare, ricordo che mi ero soffermato sulla questione del latte in polvere. Quindi questa Mozione senz'altro è da condividere. L'integrazione fatta dal collega Azzalin mi pare importante perché completa la Mozione, tutelando in maggior modo anche il consumatore, oltre alla tutela che con la Mozione si vuole dare alle nostre imprese agricole e ai nostri prodotti. Quindi il voto di Veneto Civico sarà favorevole.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Dalla Libera.
La parola al consigliere Zorzato.
Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)
Grazie, Presidente.
Nel chiedere di poter sottoscrivere la mozione, faccio una osservazione integrativa. Perché questo non resti – ci è capitato spesso - un buon documento che votiamo magari all'unanimità potremmo sia per il tema posto, il tema del latte, ma anche per il tema della carne, fare una sessione straordinaria di Consiglio in cui potremo invitare tutti i nostri parlamentari ed europarlamentari; visto che non siamo mai abituati a fare massa critica come Veneto, ma siamo normalmente dei cani sciolti e i risultati si vedono. Poi, vediamo quanti vengono e con loro condividere fortemente una azione politica levandosi la casacca della loro appartenenza politica, senza bisogno di fare bella o brutta figura, ma fare massa critica per il Veneto.
Quindi chiederei, Presidente, senza modificare la mozione, eventualmente una seduta straordinaria del Consiglio regionale su questi argomenti, invitando i nostri parlamentari ed europarlamentari a fare massa critica. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Zorzato.
Nella prossima Conferenza dei Capigruppo sull'ordine dei lavori, esamineremo anche questa questione.
La parola al consigliere Casali.
Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)
Grazie, Presidente.
Anche la Lista Tosi per il Veneto chiede di poter sottoscrivere questa mozione e ringrazia i Colleghi che l'hanno predisposta. Abbiamo seguito con attenzione la protesta di alcune associazioni di categoria, tra cui la Coldiretti, che si sono recate in Piazza Montecitorio per criticare quella che è una vera e propria follia adottata da paesi che non hanno la nostra cultura. Probabilmente non sono abituati alla nostra qualità del cibo e vanno ad attaccare una tradizione storica di prodotti di alta qualità, non sapendo che i prodotti di alta qualità l'Italia li sa fare, il Veneto li sa fare. Non devono avere paura del latte fresco, perché i nostri agricoltori e i nostri produttori di formaggio sanno esattamente come trattarlo e come produrlo.
Quando ho letto e le associazioni di categoria mi hanno rappresentato questa legge della Commissione Europea, questa intimazione della Commissione Europea, devo dire la verità che ho fatto fatica a crederci. Quindi, nel chiedere di sottoscrivere la mozione, annuncio anche il voto a favore della stessa. Mi associo alla richiesta dell'onorevole Zorzato di sollecitare i nostri parlamentari a che si prendano a cuore questa battaglia che non è una battaglia di principio, ma è una battaglia di tradizione, di economia e credo ci debba trovare tutti fortemente compatti e insieme per portarla avanti.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Casali.
Se non ci sono altri interventi chiudiamo la discussione generale e passiamo all'esame degli emendamenti. Diamo per illustrati tutti e tre gli emendamenti e passiamo alla votazione.
Emendamento n. A0001 presentato dal consigliere Finco, che prevede:
dopo la riga 28, pagina 2, sono aggiunti i seguenti alinea:
- la produzione lattiero–casearia del Veneto è di altissimo valore economico: 421 milioni di euro di valore alla produzione con 120,55 milioni di quintali di latte prodotto in 3.400 aziende; 7 milioni di quintali di latte destinati alla produzione di formaggi DOP; Grana Padano, Asiago, Montasio, Provolone Valpadana, Piave, Monte Veronese e la Casatella Trevigiana;
- a fronte di questa realtà economico produttiva, che fa riferimento in particolare alla cooperazione esiste un complesso di industrie che lavorano il latte di provenienza estera (tant'è che per ogni litro di latte prodotto in Veneto è importato un litro di latte destinato alla lavorazione) e che testimonia la particolare esposizione alle turbative di mercato legate al prezzo internazionale del latte;"
Ci sono dichiarazioni di voto?
Pongo in votazione l'emendamento n. A0001.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0002 presentato dal consigliere Finco, che prevede:
Nella riga 30, a pagina 2, dopo le parole "lattiero–caseari;" è aggiunto:
"un maggior rischio di frodi; la perdita della distintività che solo il latte alla stalla con le sue proprietà organolettiche e nutrizionali assicura ai formaggi, yogurt e latte Made in Italy".
Pongo in votazione l'emendamento n. A0002.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0003 presentato dal consigliere Finco, che prevede:
il dispositivo, a pagina 3, è così sostituito:
a) il Governo e il Parlamento della Repubblica affinché non si abroghi la legge 11 aprile 1974, n. 138 al fine di tutelare le imprese – assicurando una concorrenza trasparente – e i cittadini, garantendo la consapevolezza di acquisto;
b) il Parlamento europeo affinché regolamenti un sistema di etichettatura chiaro, visibile, inequivocabile che garantisca una corretta e completa informazione al consumatore, in modo da tutelare i prodotti tipici lattiero caseari e le relative peculiari modalità di produzione che hanno consentito nel tempo di promuovere prodotti unici di altissima qualità, eccellenze del vero Made in Italy agroalimentare;
c) a trasmettere il presente provvedimento a tutti i parlamentari e senatori, parlamentari europei, eletti in Veneto."
Pongo in votazione l'emendamento n. A0003.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ci sono dichiarazioni di voto finali? Nessuna.
Pongo in votazione la Mozione n. 1, come emendata.
"Il Consiglio regionale del Veneto,
PREMESSO CHE:
-la Commissione europea ha intimato all'Italia con una nota in cui invita il nostro Governo di abrogare la legge 11 aprile 1974, n. 138, in particolare la parte che riguarda il divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito nella fabbricazione dei prodotti lattiero caseari;
-la suddetta legge, secondo la Commissione europea sarebbe limitativa per la libera circolazione delle merci, essendo la polvere di latte e il latte concentrato prodotti utilizzati in tutta Europa e quindi di facile produzione;
VISTO CHE:
-l'Italia, già con il regio decreto del 15 ottobre 1925, n. 2033, aveva fatte proprie le diposizioni stabilite dal Congresso Internazionale per la repressione delle frodi alimentari svoltosi a Ginevra nel 1908 in cui si è deciso che il formaggio deve essere ottenuto senza alcuna aggiunta di sostanze ad eccezione di fermenti, sale e spezie;
-successivamente con la legge 11 aprile 1974, n. 138 è stato disposto all'articolo 1, comma 1: "È vietato detenere, vendere, porre in vendita o mettere altrimenti in commercio o cedere a qualsiasi titolo o utilizzare:
a)latte fresco destinato al consumo alimentare diretto o alla preparazione di prodotti caseari al quale sia stato aggiunto latte in polvere o altri latti conservati con qualunque trattamento chimico o comunque concentrati;
b)latte liquido destinato al consumo alimentare diretto o alla preparazione di prodotti caseari ottenuto, anche parzialmente, con latte in polvere o con altri latti conservati con qualunque trattamento chimico o comunque concentrati;
c)prodotti caseari preparati con i prodotti di cui alle lettere a) e b) o derivati comunque da latte in polvere;
d)bevande ottenute con miscelazione dei prodotti di cui alle lettere a) e b) con altre sostanze, in qualsiasi proporzione.
È altresì vietato detenere latte in polvere negli stabilimenti o depositi, e nei locali annessi o comunque intercomunicanti, nei quali si detengono o si lavorano latti destinati al consumo alimentare diretto o prodotti caseari.
È escluso dal divieto di cui al primo comma il latte liquido ottenuto dal latte in polvere puro o miscelato con altre sostanze che abbia subito tutti i trattamenti idonei a qualificarlo del tipo «granulare e a solubilità istantanea» e che sia destinato al consumo alimentare immediato dell'utente, purché il suddetto prodotto sia distribuito tramite apparecchiature automatiche e semiautomatiche nelle quali la miscelazione del latte in polvere con le altre sostanze avvenga al momento stesso in cui l'utente si serve dell'apparecchiatura. La dose massima di bevanda fornita per ogni singola erogazione non può superare i 150 centilitri. È vietata l'installazione di distributori che forniscono bevande di cui al presente comma nei bar, ristoranti e luoghi affini; negli alberghi e nelle mense, di qualunque genere e tipo, tale divieto è limitato alle cucine ed ai locali adibiti alla distribuzione ed al consumo dei pasti;...";
CONSIDERATO CHE:
-l'altissima qualità, il prestigio e la grande reputazione in tema di prodotti lattiero caseari pongono il nostro Paese al vertice del commercio internazionale, proprio per l'elevatissimo zelo e rigore nel produrre una vastissima tipologia di formaggi utilizzando solo e semplicemente latte intero, caglio e sale con le particolarità e le specialità di ogni territorio e tradizione locale;
-la produzione lattiero-casearia del Veneto è di altissimo valore economico: 421 milioni di euro di valore alla produzione con 10,55 milioni di quintali di latte prodotto in 3.400 aziende; 7 milioni di quintali di latte destinati alla produzione di formaggi D.O.P.: Grana Padano, Asiago, Montasio, Provolone Valpadana, Piave, Monte Veronese e la Casatella Trevigiana;
-a fronte di questa realtà economico-produttiva, che fa riferimento in particolare alla cooperazione, esiste un complesso di industrie che lavorano il latte di provenienza estera (tant'è che per ogni litro di latte prodotto in Veneto è importato un altro litro di latte destinato alla lavorazione) e che testimonia la particolare esposizione alle turbative di mercato legate al prezzo internazionale del latte;
-l'abrogazione della legge 11 aprile 1974, n. 138, comporterebbe un abbassamento della qualità dei prodotti lattiero caseari; un maggior rischio di frodi; la perdita della distintività che solo il latte alla stalla con le sue proprietà organolettiche e nutrizionali assicura ai formaggi, yogurt e latte Made in Italy e metterebbe a rischio il primato della produzione italiana la cui esportazione di formaggi e latticini vanta nel primo trimestre 2015 un aumento del 9,3 per cento;
tutto ciò premesso,
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
ad attivarsi presso:
a)il Governo e il Parlamento della Repubblica affinché non si abroghi la legge 11 aprile 1974, n. 138 al fine di tutelare le imprese - assicurando una concorrenza trasparente - e i cittadini, garantendo la consapevolezza di acquisto;
b)il Parlamento europeo affinché regolamenti un sistema di etichettatura chiaro, visibile, inequivocabile che garantisca una corretta e completa informazione al consumatore, in modo da tutelare i prodotti tipici lattiero caseari e le relative peculiari modalità di produzione che hanno consentito nel tempo di promuovere prodotti unici di altissima qualità, eccellenze del vero Made in Italy agroalimentare;
c)a trasmettere il presente provvedimento a tutti i parlamentari e senatori, parlamentari europei, eletti in Veneto."
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
MOZIONE PRESENTATA L'8 LUGLIO 2015 DAL CONSIGLIERE BERLATO: "DIRITTI DI ASSISTENZA AI LAVORATORI AUTONOMI COLPITI DA GRAVE MALATTIA" (MOZIONE N. 2)
"Il Consiglio regionale del Veneto
considerato che:
- il welfare italiano per i lavoratori autonomi colpiti da una malattia non prevede un congruo riconoscimento dei diritti degli stessi;
- il 10 febbraio 2014 è stata lanciata una petizione "Diritti ed assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano" che ha raggiunto quasi 82.000 firme;
- nella petizione si chiede che sia data anche ai lavoratori autonomi la possibilità di una malattia dignitosa: diritto ad una indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività, il diritto ad un'indennità di malattia a chi abbia versato all'INPS almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa, un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive, il riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia e la possibilità di sospendere tutti i pagamenti (INPS, IRPEF) che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa, così come l'esclusione dagli "studi di settore";
Dato che i lavoratori dipendenti possiedono tutte le garanzie riservate alla categoria, mentre i lavoratori autonomi devono continuare a lavorare poiché l'INPS garantisce solo 61 giorni di malattia pagata in un anno;
impegna il Presidente
- ad intervenire presso il Parlamento nazionale affinché venga rivista la normativa vigente al fine di tutelare maggiormente i lavoratori autonomi colpiti da grave malattia;
- a valutare modalità di interventi regionali in supporto dei lavoratori autonomi colpiti da grave malattia."
La parola al consigliere Berlato.
Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)
Grazie, Presidente.
Abbiamo presentato questa Mozione perché, purtroppo, il welfare italiano per i lavoratori autonomi colpiti da malattia, soprattutto grave, non prevede un congruo riconoscimento dei diritti degli stessi. Nella petizione che abbiamo presentato si chiede che sia data anche ai lavoratori autonomi la possibilità di una malattia dignitosa; il diritto ad una indennità di malattia che copre l'intero periodo di inattività; il diritto ad una indennità di malattia a chi abbia versato all'INPS almeno tre annualità nel corso della sua intera vita lavorativa; un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive; il riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia e la possibilità di sospendere tutti i pagamenti INPS e IRPEF, che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa; così come l'esclusione dagli studi di settore.
Dato che i lavoratori dipendenti possiedono tutte le garanzie riservate alla categoria, mentre i lavoratori autonomi devono continuare a lavorare poiché l'INPS garantisce solo 61 giorni di malattia pagata in un anno, chiediamo al Consiglio, al Presidente e alla Giunta di intervenire presso il Parlamento nazionale affinché venga rivista la normativa vigente al fine di tutelare maggiormente i lavoratori autonomi colpiti da grave malattia; a valutare modalità di interventi regionali in supporto dei lavoratori autonomi colpiti da grave malattia."
So che su questo il Gruppo del PD propone una integrazione. Se la vogliono illustrare, così la valutiamo insieme.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Azzalin.
Graziano AZZALIN (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
È una scelta politica forte, credo che sia anche un provvedimento di civiltà se si arrivasse ad adeguare in materia di welfare una serie di provvedimenti che intervengono per la piccola e media impresa nel senso indicato dalla Mozione. Però dobbiamo essere realisti e stare attenti a non fare demagogia, a non creare false aspettative. Credo tuttavia che, a fronte anche di queste difficoltà che conosciamo benissimo, sia normative che economiche che quant'altro, sia opportuno lavorarci.
Per questo siamo d'accordo sul senso e sulla Mozione presentata. Però invece di un intervento del Presidente di sollecito presso il Parlamento nazionale, proponiamo un emendamento sostitutivo. Che la Giunta regionale e il Presidente della Giunta regionale propongano, entro 90 giorni, una proposta di legge statale proprio da trasmettere al Parlamento nazionale, che riguardi la disciplina e la tutela del lavoro autonomo. Il secondo comma rimane così com'è perché c'è un problema anche di grave malattia. Sappiamo che non c'è nessun provvedimento che garantisce, in caso di malattia, i lavoratori autonomi, per cui è opportuno su questo avere una attenzione particolare che prescinde se vogliamo da un adeguamento normativo nazionale.
È bene ricordare la forte difficoltà da questo punto di vista. Pensiamo solo alla previdenza non solo ai problemi della malattia, un reddito di 15 mila euro di un artigiano alla fine versa ogni anno 3 mila e 500 euro e dopo 40 anni di lavoro percepisce 6–700 euro di pensione. Questo è l'aspetto previdenziale; poi c'è un qualcosa che riguarda l'INAIL e sulle malattie non c'è niente. D'altro canto anche il lavoratore dipendente ha un tempo determinato, dopo 6 mesi questa si interrompe a rischio anche di licenziamento, c'è il rischio proprio di essere licenziati.
Per cui è una materia un po' complessa e c'è questa sperequazione in termini di lavoro, per cui noi siamo d'accordo, però siamo d'accordo ad intervenire in maniera più "concreta". Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Azzalin.
Faccio intervenire, per sapere se accetta, il consigliere Berlato.
La parola al consigliere Berlato.
Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)
Diciamo che non fa altro che specificare ancora meglio le intenzioni nostre che abbiamo proposto a questa mozione, quindi accogliamo più che favorevolmente questa integrazione proposta dal PD.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Finco.
Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta-Lega Nord)
Grazie, Presidente.
Solamente per dire che ovviamente sottoscriviamo anche noi questa mozione presentata dal consigliere Berlato. So che altri Consigli regionali si sono già espressi in merito – parlo dell'Emilia, della Toscana e del Piemonte – e, un po' riprendendo il discorso di prima, mi auguro che questa non resti una lettera morta ma che il Governo intervenga, anche perché qui siamo di fronte a lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.
Ci sono un sacco di persone che purtroppo sono afflitte da malattie e non hanno un minimo di previdenza, non hanno un minimo di assistenza. Persone che hanno pagato tasse e contributi per 30-40 anni e improvvisamente si trovano completamente abbandonate da parte dello Stato soprattutto in un momento come questo dove le partite IVA sono sempre più. Basta guardare anche le nostre piccole imprese quanti sono i padroncini, le singole aziende che ovviamente non avendo grandi carichi di lavoro assumono questi prestatori di manodopera, quindi persone che magari fino a ieri erano dipendenti improvvisamente si trovano "obbligati" ad aprirsi la partita IVA magari per dare delle prestazioni all'azienda X o Y.
Voglio dire che questa è una richiesta forte. Una richiesta alla quale il Governo deve assolutamente trovare una soluzione e una risposta anche perché i nostri artigiani le tasse le pagano e quindi di conseguenza devono avere anche loro dei diritti garantiti come li hanno tutti gli altri lavoratori che lavorano nel pubblico e che sono a tempo determinato all'interno di altre aziende.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Finco.
La parola alla consigliera Orietta Salemi.
Orietta SALEMI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Accogliamo volentieri la sollecitazione che ci arriva con la mozione del consigliere Berlato, come ha già detto anche il collega Azzalin, perché riteniamo importante un confronto su questo tema così delicato che è quello che riguarda appunto il lavoro autonomo.
Questo perché? Perché c'è una debolezza contrattuale - ne parlavo prima anche personalmente in via informale col collega Berlato - sul lavoratore autonomo che trova poi anche una sorta di vuoto normativo che va colmato e quindi la Regione può impegnarsi in questo senso per chiedere al Governo stesso e al Parlamento di legiferare in termini sia di Legislazione nazionale e sia in termini di Legislazione europea.
Tra l'altro c'è da dire che la Commissione europea ha già attivato una riflessione che riguarda proprio la tutela dei lavoratori autonomi per poter partecipare ai bandi per ricevere i contributi dei finanziamenti europei nel settennio 2014-2020. Quindi c'è già un'attenzione da parte dell'Unione Europea e noi riteniamo importante che anche a livello nazionale ci sia una sensibilità al riguardo e questo non soltanto perché va a garantire delle tutele previdenziali, come diceva prima il collega Azzalin, ma anche per normare tutto quello che riguarda il tema dell'indennità della malattia.
È pur vero che è molto difficile riuscire a individuare le tipologie svariate perché è una platea molto ampia quella del lavoro autonomo perché va dai Co.Co.Pro., alle partite IVA, dai titolari delle micro imprese e avanti, quindi il mondo professionistico ovviamente che va in qualche modo categorizzato non è facile. Però io credo che l'impegno che possiamo metterci nel votare unanimemente questa mozione, anche con l'integrazione che abbiamo proposto proprio per sollecitare anche chi può a livello nazionale di avere delle attenzioni sul lavoro autonomo, questa condivisione unanime della mozione ci aiuta a prenderci anche l'impegno di arrivare a intervenire sul piano normativo più ampio che venga a tutelare nello specifico anche l'aspetto relativo alla grave malattia che poi è la sostanza della richiesta presente nel dispositivo della mozione del collega Sergio Berlato.
Quindi favorevoli ovviamente alla mozione, favorevoli a impegnarci per sostenere anche nel prosieguo della Legislatura tutto quello che serve in Commissione e in Consiglio per portare avanti le sollecitazioni necessarie a livello nazionale. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Orietta Salemi.
La parola alla consigliera Silvia Rizzotto.
Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)
Grazie, Presidente.
Anche noi, del Gruppo Zaia Presidente, sottoscriviamo assolutamente questa mozione. Era già inserito questo argomento nel nostro programma e l'abbiamo citato anche nello scorso Consiglio.
Il settore del lavoro autonomo è un settore importantissimo in Veneto e anche noi ribadiamo, come hanno fatto i Colleghi, la necessità che vengano riconosciuti gli stessi diritti.
La sottoscriviamo essendo anche d'accordo col collega Azzalin. Non vogliamo certo creare aspettative particolari ma comunque questa problematica va sollevata, va trattato questo argomento senza creare disparità.
Relativamente all'emendamento proposto invece, pur ribadendo la questione che ovviamente noi come Consiglio regionale del Veneto non possiamo certo sostituirci allo Stato in questa materia, ognuno ha le sue competenze, può essere sicuramente una proposta rafforzativa della nostra attenzione e dimostrazione di voler intervenire quanto prima anche su questo settore, forse ritengo limitativo o troppo vincolante aver indicato i 90 giorni di tempo.
Anche rispetto al programma di lavori che abbiamo con altri progetti di legge e i lavori della Commissione, visto che va creato un progetto di legge ad hoc estendiamo magari a 180 giorni che può essere forse più equo.
Questa è la proposta del nostro Gruppo. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Silvia Rizzotto.
La parola al consigliere Barison.
Massimiliano BARISON (Forza Italia)
Grazie, Presidente.
Anche il Gruppo di Forza Italia chiede di sottoscrivere e quindi approva questa mozione presentata dal collega Berlato, in quanto affronta un tema molto importante che è quello di dare assistenza ai lavoratori autonomi in caso di grave malattia. Soprattutto pone l'accento su una categoria, quella delle partite IVA, che, dal nostro punto di vista, merita più attenzione e più aiuto da parte delle Istituzioni, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando.
È vero che in questa casistica affrontata nella mozione è giusto che lo Stato sia presente e dia aiuto a chi lavora in proprio così come noi riteniamo che dobbiamo affrontare anche il tema dell'aiuto alle partite IVA in caso di mancanza di lavoro. Perché se è vero che il lavoratore dipendente ha la possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali nel momento in cui c'è una crisi di lavoro, non è altrettanto giusto che chi è titolare di una partita IVA o chi è lavoratore autonomo di fronte a una crisi, di fronte a una mancanza di lavoro, si trovi assolutamente da solo senza la possibilità di accedere a qualsiasi forma di sostegno.
Per cui questo sarà un altro argomento che porteremo all'attenzione di questo Consiglio regionale, perché riteniamo che in una Regione come il Veneto, dove le partite IVA sono davvero tante, ci debba essere la stessa attenzione che lo Stato dedica al lavoratore dipendente.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Barison.
La parola al consigliere Scarabel.
Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
Noi sottoscriviamo questa mozione. Siamo stati positivamente anticipati nei tempi visto che ci eravamo imbattuti nella petizione di Afrodite K, all'anagrafe Daniela Fregosi: una partita IVA a cui è stato diagnosticato il cancro al seno a luglio 2013 e che proprio ha vissuto in prima persona il calvario come partita IVA che non sapeva come fare ad affrontare questo problema e si sentiva spesso dire "ma come, non hai un'assicurazione privata?" e questo la lasciava alquanto sbigottita perché comunque le partite IVA versano all'INPS il 27,7% di tasse.
Oltre a chiedere logicamente al Parlamento italiano di lavorare in tal senso ci vorremo anche impegnare in Prima e in Quinta Commissione affinché, anche la Regione, faccia la propria parte e trovi un modo per aiutare questi cittadini in difficoltà.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Scarabel.
La parola al consigliere Dalla Libera.
Pietro Dalla Libera (Veneto Civico)
Grazie, Presidente.
Anche questa mozione la vedo molto opportuna. E' un tema, anche questo, che io avevo affrontato nella discussione sul programma e proprio precisavo che è importante tenere in considerazione il mondo delle partite IVA, degli autonomi, che giustamente hanno bisogno di un sostegno soprattutto in momenti di difficoltà e di crisi economica come questa.
Per cui Veneto Civico condivide la mozione. Condivido anche l'integrazione proposta, l'emendamento, in quanto la rende una mozione ancora più efficace e la porta ad avere delle conseguenze pratiche effettive.
Quindi voto favorevole da parte mia.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Dalla Libera.
La parola al consigliere Ferrari.
Franco FERRARI (Alessandra Moretti Presidente)
Grazie, Presidente.
Anche il Gruppo Moretti Presidente accoglie favorevolmente sia la mozione che l'emendamento che è stato apportato, come in questo caso, per aiutare queste persone che, a volte, si trovano veramente in difficoltà e ne hanno bisogno più che mai.
Per cui il nostro Gruppo vota appunto favorevolmente. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Ferrari.
La parola al consigliere Zorzato.
Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)
Grazie, Presidente.
Per sottoscrivere la mozione, l'emendamento e, se posso rifarmi a quanto detto dal collega Scarabel che condivido in toto, c'è qualcosa che riguarda quello che noi facciamo fare agli altri. Perché il tema del mondo della professione, degli artigiani, almeno in Veneto, è sentito molto più che in altre parti d'Italia. Quindi chiediamo al Parlamento, in questo caso, di fare con forza la parte che gli compete sapendo che, essendo un problema di altri, così ci potremmo anche liberare la coscienza, ma c'è un qualche cosa che tocca a noi.
Una domanda che dovremmo porci – e quindi condivido e sottoscrivo l'osservazione che ha fatto il collega è: noi per questo tipo di categorie che riteniamo non protette in alcune fattispecie, possiamo fare qualcosa? Dentro gli 8 miliardi e mezzo di sanità veneta c'è lo spazio per fare qualcosa per quelli che non sono coperti da assicurazione nel loro lavoro? Dentro i fondi regionali c'è lo spazio per fare un'assicurazione nostra a copertura di questo tipo di episodi? Noi, finito di fare le mozioni ad altri importanti e che sottoscrivo, facciamo qualcosa?
Perché altrimenti ho l'impressione che è una mozione, ma ne facciamo anche dieci al giorno, se vogliamo, nella quale invitiamo a fare qualcosa, ma la domanda è: quando tocca a noi siamo disponibili a decidere le priorità? Perché è evidente che quanto diceva il collega Scarabel va nel fatto che se, ritenendo di discutere di qualche garanzia, questa garanzia ha un costo, da qualche altra parte la coperta è quella e bisogna che la tiriamo.
È evidente che, se facciamo l'Azienda Zero, discutevamo da un'altra parte quindi, caro Presidente, o tocca a noi programmare il nostro futuro e quindi tocca a noi decidere le priorità, e se tocca a noi decidere questa discussione è seria perché è in casa nostra, oppure se ci limitiamo a dire che noi discutiamo degli argomenti degli altri di mozioni ne predisponiamo finché volete, io le sottoscrivo volentieri, ma ho l'impressione che rischiano di essere carte che diventano articoli sui giornali ma non so se, in questo caso, hanno effetti per i nostri artigiani e per i nostri lavoratori autonomi. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Zorzato.
Il proponente accetta la modifica dell'emendamento?
La parola al consigliere Berlato.
Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)
Grazie, Presidente.
Accogliendo questa convergenza, credo che si possa modificare poi l'emendamento presentato da 90 in 180 giorni e credo che su questo ci sia la convergenza dell'Aula.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Berlato.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Emendamento n.
B0001 presentato dai consiglieri Salemi e Azzalin, che prevede:
il dispositivo è così modificato:
"Le parole 'impegna il Presidente ad intervenire presso il Parlamento nazionale affinché venga rivista la normativa vigente al fine di tutelare maggiormente i lavoratori autonomi colpiti da grave malattia'
sono sostituite dalle seguenti:
'impegna il Presidente della Giunta regionale a presentare entro 180 giorni, sentita la competente Commissione consiliare, una proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento nazionale, ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione, riguardante la disciplina e la tutela del lavoro autonomo'."
Pongo in votazione l'emendamento n.
B0001, come modificato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ci sono dichiarazioni di voto?
Pongo in votazione la mozione n.
2, come emendata
.
"Il Consiglio regionale del Veneto
CONSIDERATO CHE:
-il welfare italiano per i lavoratori autonomi colpiti da una malattia non prevede un congruo riconoscimento dei diritti degli stessi;
-il 10 febbraio 2014 è stata lanciata una petizione "Diritti ed assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano" che ha raggiunto quasi 82.000 firme;
-nella petizione si chiede che sia data anche ai lavoratori autonomi la possibilità di una malattia dignitosa: diritto ad una indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività, il diritto ad un'indennità di malattia a chi abbia versato all'INPS almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa, un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive, il riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia e la possibilità di sospendere tutti i pagamenti (INPS, IRPEF) che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa, così come l'esclusione dagli "studi di settore";
DATO che i lavoratori dipendenti possiedono tutte le garanzie riservate alla categoria, mentre i lavoratori autonomi devono continuare a lavorare poiché l'INPS garantisce solo 61 giorni di malattia pagata in un anno;
IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE
-a presentare entro 180 giorni, sentita la competente Commissione consiliare, una proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento nazionale, ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione, riguardante la disciplina e la tutela del lavoro autonomo;
-a valutare modalità di interventi regionali in supporto dei lavoratori autonomi colpiti da grave malattia."
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
La parola al consigliere Ruzzante.
Piero RUZZANTE (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Presidente, ho già posto questa questione in sede di Conferenza dei Capigruppo però la ripropongo qui vista la presenza del Vicepresidente Forcolin al quale chiedo di trasmetterla anche al Presidente Zaia.
Noi lamentiamo un problema di accesso agli atti della Giunta. Ormai sono state fatte diverse riunioni della Giunta, non sono pubblicati gli ordini del giorno quindi non sappiamo di quali argomenti la Giunta discute. Gli ultimi atti della Giunta risalgono ancora al 29 di giugno pubblicati sul sito intranet, quello accessibile da parte dei Consiglieri.
Le rammento, ma lo rammento a me stesso, che in sede di nuovo Regolamento all'articolo 116 si prevede che "Tutti gli atti della Giunta regionale sono messi tempestivamente a disposizione dei Consiglieri regionali attraverso l'invio in posta elettronica", quindi non serve neanche spendere i soldi della carta. L'abbiamo fatta apposta questa norma in formato elettronico proprio per consentire un accesso agli atti rapido e veloce.
Non è possibile che il Consiglio comunale di Barbona - cito l'ultimo Comune il più piccolo della mia Provincia di Padova - ci metta due giorni a produrre le delibere e qui passano anche 20-25-30 giorni. È un questione di efficienza ma anche una questione di trasparenza.
Quindi Presidente le chiedo di farsi interprete e di iniziare in modo giusto questa Legislatura e ovviamente lo chiedo anche alla Presidenza del Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Ruzzante.
Volevo mettervi a conoscenza che stiamo interloquendo con la Giunta. Già abbiamo parlato col Segretario di Giunta e siamo avanti.
Bene. La Seduta è conclusa.
Il Consiglio verrà convocato a domicilio.
La Seduta termina alle ore 15.45
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Il Consigliere segretario
f.to Antonio Guadagnini |
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Il Presidente
f.to Massimo Giorgetti |
Resoconto stenotipico a cura di:
Copisteria Sassaro – Stenotype Transcription Multimedia srl
Revisione e coordinamento testo a cura di:
Giuseppe Migotto
Elaborazione testo a cura di:
Elisabetta Fabris
PROCESSO VERBALE
SEDUTA PUBBLICA N. 5
SEDUTA PUBBLICA N. 5
MARTEDì 28 LUGLIO 2015
PRESIDENZA
PRESIDENTE CIAMBETTI ROBERTO
VICEPRESIDENTE GIORGETTI MASSIMO
PROCESSO VERBALE REDATTO A CURA DELL'UNITà ASSEMBLEA
INDICE
Processo verbale della 5a seduta pubblica – martedì 28 luglio 2015
Processo verbale della 5a seduta pubblica – martedì 28 luglio 2015
- Comunicazioni della Presidenza del Consiglio
- Interrogazioni a risposta immediata
- Mozioni
- Mozione presentata dai consiglieri Finco, Rizzotto, Ciambetti, Forcolin, Gidoni, Marcato, Finozzi, Montagnoli, Possamai, Boron, Bottacin, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Michieletto, Sandonà, Valdegamberi, Villanova, Riccardo Barbisan, Fabiano Barbisan, Semenzato, Ruzzante, Azzalin, Fracasso, Pigozzo, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Ferrari, Guarda, Dalla Libera, Negro, Barison, Donazzan, Giorgetti, Zorzato, Casali, Bassi e Conte relativa a "Unione europea impone formaggi senza latte: un attentato alla qualità dei nostri prodotti" (Mozione n. 1) (Deliberazione n. 38/2015)
- Mozione presentata dai consiglieri Berlato, Finco, Riccardo Barbisan, Ciambetti, Coletto, Finozzi, Forcolin, Gidoni, Marcato, Montagnoli, Possamai, Semenzato, Barison, Donazzan, Giorgetti, Rizzotto, Michieletto, Fabiano Barbisan, Boron, Bottacin, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Sandonà, Villanova, Ruzzante, Azzalin, Fracasso, Pigozzo, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle, Brusco e Zorzato relativa a "Diritto di assistenza ai lavoratori autonomi colpiti da grave malattia" (Mozione n. 2) (Deliberazione n. 39/2015)
La seduta si svolge a Venezia in Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale.
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 13889 del 22 luglio 2015.
Il Presidente CIAMBETTI dichiara aperta la seduta alle ore 14.14.
Punto n. 1) all'ordine del giorno
Comunicazioni della Presidenza del Consiglio [RESOCONTO]
Interrogazioni a risposta immediata [RESOCONTO]
• n. 2 del 6.07.2015
presentata dal consigliere Zanoni
"Tutela dell'ambiente e delle risorse naturali: salvaguardare ruoli e funzioni delle polizie provinciali, scongiurarne lo smantellamento"
Interviene il consigliere Zanoni (Partito Democratico) che illustra l'IRI in oggetto.
Interviene l'assessore Pan che risponde per conto della Giunta regionale.
Interviene il consigliere Zanoni (Partito Democratico) in sede di replica.
presentata dal consigliere Zanoni
"Tutela dell'ambiente e delle risorse naturali: salvaguardare ruoli e funzioni delle polizie provinciali, scongiurarne lo smantellamento"
Interviene il consigliere Zanoni (Partito Democratico) che illustra l'IRI in oggetto.
Interviene l'assessore Pan che risponde per conto della Giunta regionale.
Interviene il consigliere Zanoni (Partito Democratico) in sede di replica.
• n. 1 del 6.07.2015
presentata dai consiglieri Zottis, Pigozzo e Ferrari
"Cosa intende fare la Regione Veneto per salvaguardare i lavoratori dei servizi handling dell'aeroporto Marco Polo di Venezia?"
Interviene la consigliera Zottis (Partito Democratico) che illustra l'IRI in oggetto.
Durante l''intervento della consigliera Zottis assume la Presidenza il Vicepresidente Massimo Giorgetti
Interviene l'assessora Donazzan (Forza Italia) che risponde per conto della Giunta regionale.
Interviene la consigliera Zottis (Partito Democratico) in sede di replica.
presentata dai consiglieri Zottis, Pigozzo e Ferrari
"Cosa intende fare la Regione Veneto per salvaguardare i lavoratori dei servizi handling dell'aeroporto Marco Polo di Venezia?"
Interviene la consigliera Zottis (Partito Democratico) che illustra l'IRI in oggetto.
Durante l''intervento della consigliera Zottis assume la Presidenza il Vicepresidente Massimo Giorgetti
Interviene l'assessora Donazzan (Forza Italia) che risponde per conto della Giunta regionale.
Interviene la consigliera Zottis (Partito Democratico) in sede di replica.
• n. 3 del 7.07.2015
presentata dal consigliere Ruzzante
"Parco Colli Euganei: lavoratori stagionali in piena emergenza. Indispensabile intervenire per avvio lavori manutenzione e per garantire occupazione e stipendi"
Interviene il consigliere Ruzzante (Partito Democratico) che illustra l'IRI in oggetto.
Interviene l'assessore Corazzari che risponde per conto della Giunta regionale.
Interviene il consigliere Ruzzante (Partito Democratico) in sede di replica.
Il PRESIDENTE sospende la seduta alle ore 14.40 per un guasto all'impianto elettrico.
La seduta riprende alle ore 15.00.
Punto n. 3) all'ordine del giorno
presentata dal consigliere Ruzzante
"Parco Colli Euganei: lavoratori stagionali in piena emergenza. Indispensabile intervenire per avvio lavori manutenzione e per garantire occupazione e stipendi"
Interviene il consigliere Ruzzante (Partito Democratico) che illustra l'IRI in oggetto.
Interviene l'assessore Corazzari che risponde per conto della Giunta regionale.
Interviene il consigliere Ruzzante (Partito Democratico) in sede di replica.
Il PRESIDENTE sospende la seduta alle ore 14.40 per un guasto all'impianto elettrico.
La seduta riprende alle ore 15.00.
Punto n. 3) all'ordine del giorno
Mozioni
Mozione presentata dai consiglieri Finco, Rizzotto, Ciambetti, Forcolin, Gidoni, Marcato, Finozzi, Montagnoli, Possamai, Boron, Bottacin, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Michieletto, Sandonà, Valdegamberi, Villanova, Riccardo Barbisan, Fabiano Barbisan, Semenzato, Ruzzante, Azzalin, Fracasso, Pigozzo, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Ferrari, Guarda, Dalla Libera, Negro, Barison, Donazzan, Giorgetti, Zorzato, Casali, Bassi e Conte relativa a "Unione europea impone formaggi senza latte: un attentato alla qualità dei nostri prodotti" (Mozione n. 1) (Deliberazione n. 38/2015)
Interviene il consigliere Finco (Liga Veneta – Lega Nord) che illustra la mozione in oggetto ed annuncia la presentazione di emendamenti.
In discussione generale intervengono i consiglieri Azzalin (Partito Democratico) il quale dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta chiede di sottoscrivere la mozione, Guarda (Alessandra Moretti Presidente) che condivide la mozione, Scarabel (Movimento 5 Stelle) che condivide la mozione, Negro (Il Veneto del Fare) che chiede di sottoscriverla, Barison (Forza Italia) il quale dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta chiede di sottoscriverla, Dalla Libera (Veneto Civico) che la condivide, Zorzato (Area Popolare Veneto) il quale chiede di sottoscriverla e Casali (Lista Tosi per il Veneto) il quale dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta chiede di sottoscrivere la mozione.
Si passa all'esame degli emendamenti.
Gli emendamenti nn. A1, A2 e A3 posti in votazione separatamente, col sistema elettronico, sono approvati.
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico, la mozione in oggetto come emendata.
Il Consiglio approva
Ai sensi dell'articolo 50 comma 4 dello Statuto si riportano i voti espressi dai singoli Consiglieri.
Hanno votato sì:
Ferrari, Zorzato, Berlato, Barison, Donazzan, Giorgetti, Guadagnini, Bassi, Casali, Conte, Barbisan Riccardo, Finco, Finozzi, Gidoni, Montagnoli, Possamai, Semenzato, Baldin, Bartelle, Brusco, Scarabel, Azzalin, Fracasso, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Dalla Libera, Negro, Barbisan Fabiano, Boron, Bottacin, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Michieletto, Rizzotto, Sandonà, Villanova
Hanno votato no:
Astenuti:
Mozione presentata dai consiglieri Berlato, Finco, Riccardo Barbisan, Ciambetti, Coletto, Finozzi, Forcolin, Gidoni, Marcato, Montagnoli, Possamai, Semenzato, Barison, Donazzan, Giorgetti, Rizzotto, Michieletto, Fabiano Barbisan, Boron, Bottacin, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Sandonà, Villanova, Ruzzante, Azzalin, Fracasso, Pigozzo, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle, Brusco e Zorzato relativa a "Diritto di assistenza ai lavoratori autonomi colpiti da grave malattia" (Mozione n. 2) (Deliberazione n. 39/2015)
Interviene il consigliere Berlato (Fratelli d'Italia – AN – Movimento per la cultura rurale) che illustra la mozione in oggetto.
In discussione generale intervengono i consiglieri Azzalin (Partito Democratico) che la condivide ed annuncia la presentazione di un emendamento, Berlato (Fratelli d'Italia – AN – Movimento per la cultura rurale) che condivide l'emendamento, Finco (Liga Veneta – Lega Nord) il quale dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta chiede di sottoscrivere la mozione, Salemi (Partito Democratico) la quale dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta condivide la mozione, Rizzotto (Zaia Presidente) che propone una modifica all'emendamento presentato e dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta chiede di sottoscrivere la mozione, Barison (Forza Italia) il quale dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta chiede di sottoscrivere la mozione, Scarabel (Movimento 5 Stelle) il quale dichiara che il gruppo consiliare che rappresenta chiede di sottoscrivere la mozione, Dalla Libera (Veneto Civico), Ferrari (Alessandra Moretti Presidente) che condividono sia la mozione che l'emendamento, Zorzato (Area Popolare Veneto) che chiede di sottoscrivere la mozione e Berlato (Fratelli d'Italia – AN – Movimento per la cultura rurale) che condivide la modifica proposta all'emendamento.
Si passa all'esame dell'emendamento.
L'emendamento n. B1 posto in votazione, col sistema elettronico, è approvato come modificato.
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico, la mozione in oggetto come emendata.
Il Consiglio approva
Ai sensi dell'articolo 50 comma 4 dello Statuto si riportano i voti espressi dai singoli Consiglieri.
Hanno votato sì:
Ferrari, Guarda, Zorzato, Berlato, Barison, Donazzan, Giorgetti, Guadagnini, Bassi, Casali, Conte, Barbisan Riccardo, Finco, Finozzi, Forcolin, Gidoni, Marcato, Montagnoli, Possamai, Semenzato, Bartelle, Brusco, Scarabel, Azzalin, Fracasso, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Dalla Libera, Negro, Barbisan Fabiano, Boron, Bottacin, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Michieletto, Rizzotto, Sandonà, Villanova
Hanno votato no:
Astenuti:
Interviene il consigliere Ruzzante (Partito Democratico) il quale solleva il problema di accesso agli atti della Giunta regionale.
Il PRESIDENTE risponde al consigliere Ruzzante.
Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.
Il Consiglio regionale sarà convocato a domicilio.
La seduta termina alle ore 15.45.
Consiglieri presenti:
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AZZALIN Graziano
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LANZARIN Manuela
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BALDIN Erika
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MARCATO Roberto
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BARBISAN Fabiano
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MICHIELETTO Gabriele
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BARBISAN Riccardo
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MONTAGNOLI Alessandro
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BARISON Massimiliano
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NEGRO Giovanna
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BARTELLE Patrizia
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PIGOZZO Bruno
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BASSI Andrea
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POSSAMAI Gianpiero
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BERLATO Sergio Antonio
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RIZZOTTO Silvia
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BORON Fabrizio
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RUZZANTE Piero
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BOTTACIN Gianpaolo Enrico
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SALEMI Orietta
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BRESCACIN Sonia
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SANDONA' Luciano
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BRUSCO Manuel
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SCARABEL Simone
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CALZAVARA Francesco
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SEMENZATO Alberto
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CASALI Stefano
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SINIGAGLIA Claudio
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CIAMBETTI Roberto
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VILLANOVA Alberto
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COLETTO Luca
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ZANONI Andrea
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CONTE Maurizio
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ZORZATO Marino
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DALLA LIBERA Pietro
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ZOTTIS Francesca
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DONAZZAN Elena
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FERRARI Franco
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FINCO Nicola Ignazio
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FINOZZI Marino
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FORCOLIN Gianluca
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FRACASSO Stefano
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GEROLIMETTO Nazzareno
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GIDONI Franco
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GIORGETTI Massimo
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GUADAGNINI Antonio
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GUARDA Cristina
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IL CONSIGLIERE SEGRETARIO
Antonio GUADAGNINI |
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IL PRESIDENTE Massimo GIORGETTI |
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N.B. Gli emendamenti indicati nel processo verbale sono consultabili presso l'Unità
Assemblea
PROCESSO VERBALE
Redazione a cura di Giuseppe Migotto
Elaborazione testo a cura di Paola Lombardo