ResocontoVerbali

Seduta del consiglio regionale del 14/12/2021 n. 44

Resoconto 44 a Seduta pubblica
Martedì, 14 dicembre 2021
SOMMARIO
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
 
La Seduta inizia alle ore 10.48

PRESIDENTE

Diamo inizio alla 44a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 18896 del 9 dicembre 2021 per la prosecuzione della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno di cui alla Convocazione prot. n. 18495 del 1° dicembre 2021.
Signori, con mezz'ora di ritardo iniziamo i lavori.
La mascherina va indossata bene. Grazie.
PUNTO
1
 
   

APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI

Il PRESIDENTE, poiché nessun consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 41a seduta pubblica di martedì 30 novembre 2021.
PUNTO
2
 
   

COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Ha comunicato congedo
Luca ZAIA
Il congedo è concesso.
Comunico che due colleghi ci seguono da remoto, in ottemperanza alla delibera dell'Ufficio di Presidenza che prevede questo.
PUNTO
8
 
   

DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "BILANCIO DI PREVISIONE 2022-2024". (PROGETTO DI LEGGE N. 93) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 36/2021)

Relazione della Prima commissione Consiliare.
Relatore: consigliere Sandonà.
Correlatrice: consigliera Camani.

PRESIDENTE

Siamo in continuazione della convocazione della scorsa settimana, quindi passiamo subito al PDL 93, punto n. 8) all'ordine del giorno: "Bilancio di previsione 2022-2024". Relatore è il collega Sandonà.
Prego, collega Sandonà.
Intanto il consigliere Sandonà inizia e i tecnici tengono conto del tempo che scorre per il relatore. Prego.

Luciano SANDONÀ (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Come già detto in sede di PDL 92, quindi la norma che riguarda il progetto di legge della stabilità, anche per quel che riguarda il PDL 93, quindi il bilancio di previsione 2022-2024, do per letta la relazione che avevo svolto in sede di presentazione del DEFR, che era una relazione omnicomprensiva dei progetti di legge riguardanti il bilancio.
Aggiungo che sono stati presentati tre emendamenti da parte della Giunta regionale, due emendamenti tecnici e un emendamento, diciamo, pre-maxiemendamento da parte della Giunta regionale. Inoltre sono stati presentati due emendamenti aggiuntivi da parte della correlatrice Camani.

PRESIDENTE

Se mi posso permettere – mi scusi, relatore – sono depositati e in fase di distribuzione gli emendamenti nn. C138, C139, C140, C141 e C142.
Ci sono 20 minuti per eventuali subemendamenti.
Prego, relatore.

Luciano SANDONÀ (Zaia Presidente)

Questi sono gli emendamenti distribuiti oggi, presentati dalla Giunta e dalla correlatrice.
Io ho finito. Grazie.

PRESIDENTE

Collega Camani, sull'ordine dei lavori.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Siccome gli emendamenti presentati dalla Giunta si aggirano attorno ai 170 milioni di importo, gradirei un tempo per subemendare molto più congruo rispetto alla quantità di materiale su cui dobbiamo lavorare.
Naturalmente...

PRESIDENTE

Allora 40 minuti di tempo per eventuali subemendamenti.
Adesso tocca alla correlatrice illustrare il PDL n. 93. Eventualmente, collega, lei inizia e il tempo ‒ mi rivolgo agli uffici ‒ lo scalate.
Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Arriviamo oggi, finalmente, alla discussione della vera e propria manovra di bilancio. Per due settimane ci siamo ampiamente confrontati, spero anche utilmente, in particolar modo in riferimento all'impianto generale delle politiche regionali e del loro finanziamento, alle modalità di recupero delle risorse.
Sostanzialmente abbiamo discusso per un paio di settimane – ripeto, con una discussione spero utile – sul "come" costruire il bilancio. Oggi inizia finalmente la discussione sul "cosa", poi, con quelle risorse e con questo impianto legislativo possiamo decidere di finanziare.
È un bilancio, come detto anche dal Presidente all'inizio di questa lunga discussione, che ammonta a poco più di 17 miliardi di euro, la stragrande maggioranza dei quali, però, arriva da contributi nazionali, in particolar modo per il finanziamento del cosiddetto "perimetro sanitario", per circa 10 miliardi. Quello che rimane è, appunto, la manovra di bilancio per la Regione del Veneto del 2022, del 2023 e del 2024.
Riprendendo un po' la discussione che abbiamo fatto insieme nelle settimane scorse, devo dire che l'austerity ‒ così come l'abbiamo chiamata ‒ è stata superata in Europa, è stata superata a Roma, rimane soltanto in questa Regione. Malgrado, come abbiamo già avuto modo di dire, stiamo vivendo gli anni più complicati dal punto di vista sanitario, ma anche economico, ma anche sociale, e malgrado questi fattori abbiano convinto le Istituzioni nazionali e comunitarie a modificare il proprio impianto e a rivedere anche l'idea rispetto alla quale il rigore nel trattare i conti pubblici è elemento unico e sostanziale di bilancio, dicevo, la Regione del Veneto, invece, continua a costruire la propria programmazione di spesa tenendo come obiettivo principale, appunto, quella che abbiamo detto austerity. Lo fa su alcune partite, a mio giudizio, in maniera utile, e mi riferisco in particolare a quei temi che riguardano il recupero degli indebitamenti passati (su questo poi torno), lo fa in maniera un po' meno virtuosa rispetto a quello che riguarda, invece, la possibilità e la capacità che avremo, attraverso le scelte delle politiche regionali, di aiutare e di sostenere le imprese e i cittadini del Veneto a superare questa fase complicata. Dicevo, la politica dell'austerity nel mettere i conti in ordine. Ci sono tre questioni che questa Regione eredita dal passato, abbastanza pesanti dal punto di vista finanziario, e che questa Amministrazione sta progressivamente ammortizzando, recuperando, rientrando.
C'è l'ormai famoso DANC, cioè il debito pregresso autorizzato ma non contratto, che si riferisce a quello che rimane rispetto a degli investimenti, delle spese che erano state fatte negli anni antichi e che, però, non erano state finanziate. Con un'operazione di rigore e di austerity, appunto, la Regione progressivamente, anno dopo anno, sta recuperando, cioè sta ripagando debiti fatti allora e non pagati.
Lo stesso meccanismo, seppure su basi giuridiche diverse, è quello che in questi anni sta impegnando la Regione nel recuperare quella famosa anticipazione di liquidità degli anni 2013-2014, che pian piano deve essere restituita allo Stato.
Stiamo parlando di due operazioni che, nel loro complesso, incidono per diverse centinaia di migliaia di euro nel bilancio regionale e che oggi vincolano circa 1 miliardo e 700 milioni di risorse regionali, cioè soldi che abbiamo ma che non possiamo spendere perché siamo impegnati in questo piano di rientro.
Altre operazioni discutibili del passato – legittime, ma discutibili – rispetto alle quali la Regione del Veneto oggi continua a pagare il costo sono le famose operazioni sui due prodotti derivati, una del 2003 e una del 2006. Per coprirci dal rischio finanziario di due prestiti, uno da 150.000 e l'altro da 200.000 euro nel lontano 2003 e nel lontano 2006 – lo dico perché sia chiaro che allora non governavamo ancora noi, c'eravate comunque ancora voi – si fece questa scelta, che con il senno di poi possiamo definire scellerata, di acquistare dei prodotti derivati per la copertura del rischio di questi due mutui contratti. Operazioni che dal 2008 generano costantemente flussi negativi per questa Regione.
Quando dico flussi negativi intendo risorse fresche della Regione che anziché essere spese per i cittadini e per le imprese del Veneto, devono essere impiegate per coprire questi pesanti flussi finanziari.
Lo si deve fare, perché la Regione ha sperimentato che la vendita di questi prodotti finanziari non è neppure conveniente. Quindi, ogni anno dal 2008 noi siamo costretti ad accantonare delle risorse per far fronte a questo debito finanziario che ci porteremo ancora a lungo, perché la prima operazione scadrà addirittura nel 2036, la seconda nel 2026. Quindi, per ancora un po' di anni saremo costretti a sacrificare delle risorse per far fronte a queste azioni spregiudicate del passato.
L'impostazione dell'austerity, cioè l'impostazione di costruire un bilancio dove la finanza pubblica, l'equilibrio dei conti pubblici sia prioritario, viene confermata anche dall'andamento dei livelli di indebitamento di questa Regione. Da anni, infatti, la Regione ha scelto di non andare a mutuo. Nel 2022 l'unica operazione finanziata con debito pubblico sarà la prima quota della parte che è a nostro carico di finanziamento dei Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026. Non c'è nessun'altra opera pubblica, nessun investimento che verrà pagato attraverso il ricorso al debito. Anzi, addirittura si sceglie di utilizzare alcune risorse di entrata corrente per spese in conto capitale pur di non andare a prestito.
Perché dico il bilancio dell'austerity? L'impianto del bilancio della Regione del Veneto per il prossimo triennio è costruito in modo tale da onorare tutti i debiti del passato e, come avviene ormai da diversi anni, non farne di nuovi, in modo tale che i conti pubblici siano non dico in ordine, ma addirittura in superordine. Anche la capacità, ad esempio, di indebitarsi, di contrarre mutui per poter investire su infrastrutture le risorse per questa Regione, in realtà, sarebbe amplissima, malgrado le regole rigide della finanza pubblica. Noi avremmo una capacità di indebitamento pari, per il solo 2022, a 290 milioni di euro. Se noi avessimo qualcosa da fare, potremmo tranquillamente, senza mettere in discussione l'impianto e la tenuta dei conti, contrarre mutui fino a 290 milioni. La scelta dell'austerity, invece, è quella non solo di ripagare quota parte tutto ciò che c'era di vecchio, ma neppure di impegnare risorse nuove.
Guardate – lo dico perché vale sia per le famiglie, sia a maggior ragione per gli Enti pubblici – che andare a mutuo e contrarre debito è sempre un'occasione di investimento. Invece, noi decidiamo di non percorrere questa strada. Quindi, con le risorse date, si procede sostanzialmente come al solito. L'impostazione dell'austerity, dunque di evitare investimenti, evitare l'utilizzo di risorse per fornire strutture, servizi, prestazioni ai cittadini del Veneto, è esattamente la stessa degli anni precedenti. Peccato che negli ultimi due anni ci siamo incrociati con l'esperienza della pandemia.
Se l'impostazione dell'austerity in Europa, in Italia, in tutti gli Stati membri andava bene prima del 2020, prima cioè che ci accorgessimo che i cittadini di questi territori hanno bisogno di molto di più rispetto a quello che davamo loro, a maggior ragione penso che quell'impostazione, anche in questa Regione, sia difficilmente accettabile in questa fase storica.
Tuttavia, il Presidente Zaia, l'Assessore, i Consiglieri di maggioranza rispetto a queste considerazioni ci rispondono sempre che, in realtà, pur con questo impianto di bilancio, cioè pur continuando con politiche di bilancio rigorose, che non prevedono concessione di servizi o prestazioni aggiuntive ai cittadini del Veneto, il Veneto rimane un'eccellenza. Malgrado non spendiamo i soldi, il Veneto rimane un'eccellenza, e giù con la lista dei primati di questa Regione. Ed è vero.
Del resto, questa è una Regione che andava bene anche quando la politica dava il peggio di sé. Anche quando c'è stato lo scandalo delle tangenti del MOSE, questa Regione manteneva quei primati. Questa Regione ha dato il meglio di sé anche durante la pandemia, dal punto di vista sanitario. Malgrado non abbiamo aggiunto risorse, abbiamo retto anche quella roba. Questa Regione era prima nelle classifiche anche durante la crisi economica, pesantissima, del 2008. Eppure eravamo sempre primi in classifica.
Questa Regione è stata la prima in classifica anche quando è avvenuto quel fatto che ha riguardato solo questa Regione in Italia, cioè il fallimento delle due principali banche regionali. Anche in quel momento, quando centinaia di imprenditori sono stati coinvolti in quelle operazioni fraudolente, questa Regione continuava ad andare benissimo.
Allora mi viene da pensare – invito a rifletterci un po' tutti – che questa Regione va bene perché va bene la gente che ci abita e ci lavora, non perché va bene la scelta di questa Regione di non investire soldi e risorse. Le abbiamo viste di tutti i colori e di tutte le fasi, da quella della massima espansione a quella che ci ha coinvolto nel più grande scandalo di tangenti italiano, quella che ci ha visto nella pandemia, quella che ha visto fallire le nostre banche. Ne abbiamo viste di tutti i colori in questa Regione. Se il Veneto va bene lo stesso, mi verrebbe da dire che va bene malgrado chi lo amministra.
Siccome lo sapete anche voi che questa è una Regione virtuosa perché virtuose sono le persone che ci vivono e ci lavorano, la vostra filosofia è questa: faccio il minimo indispensabile, faccio il minimo che serve, tanto i veneti sono bravi a fare da sé. Ecco, in questo momento storico, questa impostazione, che è pure legittima e ha anche un suo livello di consenso che vi premia, credo sia un problema, perché ho come l'impressione che la crisi che ci sta travolgendo, che è di natura economica e sociale, non sia più sufficiente affrontarla con l'ordinaria amministrazione.
Del resto, capisco anche la preoccupazione, perché quando ci si cimenta con qualcosa fuori dall'ordinario qualche problemino c'è. Un detto dice: chi non lavora non sbaglia mai. Quindi, se io non lavoro, faccio l'ordinario, tengo i conti in ordine, non sbaglio mai. È giusto, ma in questo momento io credo che non ce lo possiamo permettere, anche perché quelle volte che avete immaginato qualcosa dell'ordinario non sempre, in effetti, è andato tutto esattamente come doveva andare.
E faccio i due esempi che mi vengono facili da fare discutendo di questo bilancio di previsione. Strada Pedemontana Veneta. Non entro nel merito di tutto ciò che è successo prima dal punto di vista dei lavori, della programmazione, delle tempistiche, della discussione con il concessionario, dei bandi di gara. Facciamo finta che partiamo da oggi. Strada Pedemontana Veneta, l'unica vera grande infrastruttura che caratterizza e per la quale si ricorderanno i tre mandati del Presidente Zaia (due e mezzo, due e un pezzettino). Ora i nodi arrivano al pettine, perché siamo da quest'anno, cioè dal 2022, costretti a mettere a bilancio lo squilibrio economico tra le entrate da pedaggi e le uscite dovute al pagamento del canone per il concessionario.
Nel 2022 ipotizziamo di cominciare a far funzionare la Strada Pedemontana Veneta e dal 2022 cominciamo ad avere i soldi in bilancio da spendere: 2,4 milioni di euro nel 2022 per un mese di apertura, 15,7 milioni nel 2023 e 14,1 milioni nel 2024.
La grande opera infrastrutturale dell'Amministrazione Zaia, dopo un decennio di lavoro, finalmente la apriamo e nel primo triennio costa già alla Regione del Veneto oltre 30 milioni di euro. Capite perché meno faccio meno sbaglio e appena faccio rischio di fare danni? Il tema non è soltanto fare la critica per quello che non funziona sulla Pedemontana Veneta, il tema è la preoccupazione rispetto alla tenuta del quadro economico e finanziario di quella operazione. Non discuto neanche sull'utilità o meno dell'opera. Però, visto che siamo in sessione di bilancio e ci stiamo confrontando sul documento di bilancio dell'austerity, della regolarità dei conti, del non andare a debito, della tenuta del quadro economico e finanziario, io mi chiedo se siamo davvero convinti che sia utile far pagare ai veneti per i prossimi decenni botte da 15 milioni di euro l'anno come costo della Pedemontana.
Secondo grande intervento, che esula dal "non faccio niente per non avere problemi": le Olimpiadi. Anche su questo, guardate, abbiamo discusso nelle due settimane precedenti. Abbiamo detto: benissimo, grande occasione per la nostra Regione, recuperata per i capelli una grande manifestazione rispetto alla quale potremmo avere delle ricadute importanti per questo territorio. Unico investimento previsto in questa legge di bilancio.
Siccome oggi discutiamo di bilancio, non entro nel merito della questione della pista da bob, delle opere viabilistiche molto costose che verranno realizzate in parte grazie ai finanziamenti che derivano dall'appuntamento olimpico, alcune delle quali probabilmente non saranno pronte per la scadenza delle Olimpiadi, però arriveranno. Di tutto questo abbiamo già discusso nelle sessioni precedenti.
Il problema, se vogliamo stare sulle logiche del bilancio e dell'austerity, è che sapete meglio di me che l'impianto economico proposto dal Comitato organizzatore difficilmente reggerà. Il 30 novembre il Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici ha già fatto un aggiornamento rispetto al quadro economico e finanziario e ha aggiunto 200 milioni di costi rispetto a quelli preventivati.
Allora, visto che questa Regione, oltre alle risorse a debito per investimenti, presta anche rilevanti importi a garanzia, qualora il Comitato gestore delle Olimpiadi dovesse chiudere in deficit, mi chiedo che garanzie abbiamo alle condizioni date. Che anche quello non diventi un buco dentro il quale finiscono i conti della Regione Veneto.
Parlavamo l'altro giorno in Commissione, assessore Calzavara, di quanto la città di Torino, che ha fatto le Olimpiadi, se non ricordo male, nel 2006, stia oggi pagando il costo di quella manifestazione, che certamente ha cambiato il volto di quella città, ma che, dal punto di vista economico e finanziario, ha portato la Regione Piemonte e la città di Torino a un passo dal deficit.
Per questo, quando dico che le Olimpiadi vanno benissimo, ma va presidiato l'impatto economico e finanziario che quella manifestazione avrà su questo bilancio, bisogna farlo con serietà. Per come è oggi, io qualche preoccupazione ce l'ho, tenendo conto del fatto che una serie rilevante degli eventi e degli appuntamenti che riguardano le Olimpiadi sono costosissimi per questa Regione, perché non sono basati su capitale che già avevamo (pista da bob), ma dovranno essere oggetto di grandi investimenti per poter essere realizzati. Inoltre, tutte le manifestazioni di questi anni ‒ lo abbiamo visto anche l'anno scorso ‒ hanno il grande punto di domanda del Covid, che speriamo tutti che nel 2026 sia passato, naturalmente, ma che oggi non ci consente di affrontare con serenità l'impianto, il piano economico-finanziario proposto dal Comitato organizzatore.
Faccio questi due esempi, Pedemontana e Olimpiadi, per dire che, delle volte, anche se l'austerity ci guida nella predisposizione della redazione del bilancio, se non si è in grado di fare programmazione, di fare progettazione, di immaginare non tanto cosa serve per farsi un po' di pubblicità a chi governa la Regione, ma cosa serve alle cittadine e ai cittadini del Veneto, il rischio di inciampare anche rispetto alla tenuta economica e finanziaria di ciò che vogliamo realizzare esiste.
In questo quadro, a questa impostazione rigorista sui conti pubblici che ho detto prima, alle scommesse Olimpiadi e Pedemontana in atto, che io giudico rischiose, si aggiunge anche, a me pare, la volontà di non agire in autonomia, perché lo spazio di manovra del bilancio è, in realtà, ridottissimo. Su 17 miliardi che cuba il bilancio, in realtà la possibilità di discutere dove allocare le risorse si riduce più o meno a 60 milioni di euro. Voi vi rendete conto quanto la cifra 60 milioni di euro per una Regione da 5 milioni di abitanti sia una cifra che difficilmente possiamo pensare possa soddisfare le esigenze dei nostri cittadini, in questa fase in particolare. E questo avviene perché il bilancio è sostanzialmente blindato tra la spesa sanitaria, che viene praticamente totalmente sostenuta dallo Stato con il trasferimento del Fondo nazionale sanitario, quindi circa 10 miliardi che arrivano da Roma e che noi giriamo direttamente ad Azienda Zero, dentro un bilancio che fatichiamo a vedere... Oggi – lo dico anche se sono certa che tutti i Consiglieri lo sanno – stiamo valutando il triennale, il bilancio 2022, 2023 e 2024 della Regione del Veneto sapendo pochissimo della principale voce di spesa della Regione del Veneto, cioè della sanità, perché tutti i soldi in entrata e in uscita della sanità, per via della riforma del 2016, detta riforma "Azienda Zero", transita sul bilancio di Azienda Zero. Quindi, noi vediamo più o meno i macroaggregati, vediamo nella relazione introduttiva come vengono destinate le risorse, ma come effettivamente quei 10 miliardi, cioè la stragrande maggioranza del bilancio, si trasformino in politiche pubbliche regionali non lo vediamo.
Dicevo, dei 17 miliardi, 10 alla sanità. Ci sono i LEA, abbiamo anche un margine di manovra abbastanza ridotto. Sappiamo quello che dobbiamo fare, possiamo organizzare, più o meno bene, ma vanno lì.
Poi ci sono una serie di fondi vincolati. Oggi arrivano 160 milioni di emendamento della Giunta vincolati, un po' perché sono risorse che arrivano dall'Europa via Roma, quindi vanno nella progettazione europea, un po' perché sono manovre di fondi vincolati. Quindi, abbiamo 10 miliardi la sanità, una quota rilevante di fondi vincolati, un po' di spese obbligatorie, perché gli stipendi, le assicurazioni, i costi di funzionamento li dobbiamo pur sostenere anche noi. E ciò che resta, se le entrate proprie tributarie sono al minimo e se la spesa per investimenti è sostanzialmente pari a zero, quello che ci rimane è un margine di manovra risicatissimo, dicevo appunto 60 milioni.
È chiaro che se possiamo far conto su 60 milioni, le scelte allocative delle politiche di bilancio sono, da un lato, complicatissime, perché devo scegliere dove investire con poche risorse, ma spesso sono anche insufficienti ad affrontare le necessità che ci sono. Anche su questo farò alcuni esempi rispetto alle poste di bilancio, ad alcune poste di bilancio.
Nella relazione al bilancio voi mi spiegate che quest'anno confermiamo i 31 milioni di euro di finanziamento per le scuole paritarie. Devo dire che quest'anno li mettiamo tutti subito e non a pezzi, come di solito, però lo stanziamento è esattamente uguale a quello degli anni precedenti. Bene, tanta roba, tanti soldi, ma nel 2022, così come nel 2021, vi informo che le scuole paritarie, in particolar modo quelle che erogano servizi all'infanzia, hanno avuto qualche problemino con la gestione del Covid e della pandemia.
Vi informo che nel 2021 e nel 2022 molti Comuni stanno rimborsando le rette alle famiglie che sono costrette a tenere a casa i bambini per quarantena dalle scuole dell'infanzia paritarie.
Vi informo che dal 2021 o dal 2020, da quando c'è la pandemia, le scuole paritarie come quelle pubbliche, in particolar modo quelle dell'infanzia, necessiterebbero di nuovi servizi per poter garantire anche ai bambini, durante la pandemia, la possibilità di accedere al servizio educativo e formativo, sempre che non pensiamo che la scuola dell'infanzia sia un parcheggio dove mettere i bambini. Se non è così, è incomprensibile come, in un mondo che costringe il sistema educativo e formativo a cambiare, perché la pandemia ha cambiato il modo dei bambini e dei ragazzi di frequentare la scuola, noi pensiamo che il massimo che possiamo fare sia stanziare le medesime risorse degli anni precedenti, facendo la solita operazione per cui si scarica il costo di questi nuovi servizi sui Comuni.
Anche qua, nel racconto ‒ sempre con le stelline ‒ che si fa in questo Consiglio regionale dell'importanza delle scuole paritarie, del sistema educativo garantito dalle scuole paritarie nella Regione del Veneto, e io condivido, non si racconta mai, si omette il dettaglio che una quota rilevante dei costi per garantire alle scuole paritarie di poter funzionare in questa Regione se la sobbarcano i Comuni.
Il Veneto è l'unica Regione in Italia dove, parallelamente all'impianto radicato e diffuso sul territorio delle scuole paritarie, gli Enti locali fanno un pezzo fondamentale del lavoro. Il Piemonte è l'altra Regione rispetto alla quale possiamo fare un confronto come radicamento delle scuole paritarie, ma in Piemonte i Comuni non mettono una lira, perché finanzia tutto la Regione. Il Veneto ha l'eccellenza delle scuole paritarie, ci dice il Presidente, però la pagano i Comuni per la stragrande maggioranza.
Se davvero vogliamo credere e chiedere alle scuole paritarie di supplire dove non arriva il pubblico a un servizio, dobbiamo offrire loro le risorse per stare in piedi o girarle ai Comuni per sostenere le scuole paritarie. Invece, noi arriviamo in Aula, spieghiamo che con 31 milioni di euro lo Stato ne risparmia 200.000. Ma metti il conto di quello che spendono i Comuni. In quel conto lì non lo mettiamo? Certo, lo Stato risparmia 200, ma i Comuni spendono ben di più, perché le rette dei nidi e delle materne, delle paritarie, senza i contributi dei Comuni non sarebbero accessibili alle famiglie.
Faccio un altro esempio. Ci torno, perché su questa cosa sono profondamente convinta. Mi scrivete: nel 2021 spendiamo ancora, uguale all'anno scorso, 6,5 milioni per le borse di studio. Bene, ma mi volete davvero convincere del fatto che anche sulle borse di studio, sulla possibilità di accesso alle università non sia successo niente negli ultimi due anni? Se la ricchezza media delle famiglie è diminuita, significa che meno persone avranno le risorse economiche per accedere agli studi universitari. E sapete meglio di me che per i meno abbienti e capaci la possibilità di accedere all'università ha un solo nome e si chiama borsa di studio. Se la pandemia ha accresciuto le diseguaglianze, se la pandemia ha ulteriormente bloccato l'ascensore sociale, se la pandemia ha accresciuto ulteriormente le difficoltà di chi non ce la fa di avere un'opportunità, la prima cosa che mi verrebbe da fare è aumentare le borse di studio, perché io lì posso incidere per fare in modo che l'ascensore sociale in questa Regione almeno ricominci un po' a partire. Invece niente, stesso stanziamento dell'anno scorso.
Faccio un altro esempio: settore cultura, ne abbiamo parlato tanto, non possiamo non citarlo. Torniamo più o meno agli investimenti pre-taglio, dove più o meno vuol dire più meno che più, perché manca ancora qualcosina, in realtà, per arrivare ai livelli dello scorso anno. Ma anche su questo, mi volete convincere davvero del fatto che la pandemia non ha inciso nel settore cultura? Mi volete far pensare che possiamo restare con lo stesso livello di investimento, in questo comparto, precedente al Covid-19? Non pensiamo che la pandemia abbia influito sulla crisi delle produzioni artistiche e culturali? Non pensiamo che la pandemia abbia coinvolto la stabilità del lavoro culturale e minato alle fondamenta la possibilità dei produttori di cultura di avere un lavoro? Ma davvero non pensiamo che la pandemia abbia ridotto la capacità che il sistema culturale può avere in questa Regione di fare sistema, come avviene nelle altre Regioni? Lo dico perché moltissime altre Regioni, dalla Toscana al Lazio, per fare due esempi di centrosinistra, ma anche la Lombardia, nel 2022 hanno scelto di fare investimenti straordinari proprio nel comparto cultura, perché hanno capito che quello è un settore che ha pagato fortemente la crisi e che, se vuole ripartire, oggi ha bisogno di uno sforzo in più. E invece noi stiamo nei livelli degli anni precedenti.
Chiudo con l'ultimo esempio, perché è quello che dal punto di vista personale mi spiego meno. Nel 2022 decidiamo di non finanziare la legge n. 1 del 2000, che è quella sull'imprenditoria femminile. Ci siamo detti che il 2020 e il 2021 sono stati gli anni più neri per l'occupazione femminile; ci siamo detti che il Covid-19 ha colpito il lavoro in generale, ma in particolar modo il lavoro delle donne; ci siamo detti che ci vorrà del tempo perché l'occupazione femminile torni ad avere livelli pre-Covid; ci siamo detti che l'autoimprenditorialità può essere una strategia per le donne per riaffermare la propria autonomia economica. Siamo stati una delle prime Regioni ad approvare una legge a favore dell'imprenditorialità femminile, addirittura nel 2000, e nell'anno più difficile del lavoro delle donne noi non finanziamo quella legge? Zero. Zero, non un po' meno dell'anno scorso. I fondi di rotazione li avevate già tolti da un po' di tempo. Zero, zero.
Faccio questi esempi, che sono quelli che colpiscono me, ma sono sicura che i colleghi potranno farne altri.
L'unica speranza che abbiamo, a questo punto, con questo bilancio, è che arrivi l'aiuto da casa, come si dice, cioè che arrivi l'aiuto da fuori. Noi, patria dell'autonomia, possiamo solo sperare che soggetti diversi dalla Regione ci diano un po' di soldi per fare le cose che non siamo capaci di fare.
Piano nazionale di ripresa e resilienza e fondi UE, vecchia e nuova programmazione. Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ne abbiamo discusso molto. Mi pare che abbia un impianto tanto complicato quanto incerto, nel senso che, al netto del supporto che potremo dare come Regione alla rete dei soggetti attuatori, abbiamo capito, almeno penso che si possa dire così, che le risorse del PNRR non arriveranno alla Regione del Veneto perché è la più brava di tutte; arriveranno, speriamo, a tanti soggetti con i quali potremo fare rete, di questo territorio. Tuttavia, per fare rete, per beccarsi quelle risorse, servono dei progetti buoni, che non si improvvisano.
Abbiamo capito che dei 150 progetti della delibera di Giunta del novembre 2020 sono buoni pochi e ne servono altri. In questa discussione di bilancio, al netto di togliere finanziamenti che avevamo tradizionalmente in alcuni capitoli, per fare sempre le solite cose, dicendo che quest'anno i soldi li mettono gli altri, ma noi li risparmiamo, di progetti buoni, nuovi, io ne ho visti veramente pochi, o almeno se ne è discusso poco, se ce ne sono. Ditemelo. È sulla qualità della progettazione che metteremo in campo che si misurerà realmente l'incidenza del PNRR in questa Regione.
Sapete meglio di me che perdere l'opportunità del PNRR vuol dire perdere tante posizioni in termini di capacità di visione di futuro.
Poi ci sono i fondi dell'Unione europea, altro aiuto da fuori su cui investiamo molto. Avete discusso, parlato dell'aumento degli stanziamenti da 65 a 75 milioni come se fosse una cosa positiva. Lo è, ma è fisiologica, perché quest'anno – e verosimilmente anche il prossimo e anche quello dopo – si sommeranno il cofinanziamento della progettazione vecchia con un cofinanziamento della progettazione nuova.
È vero che investiamo 10 milioni in più di cofinanziamento, ma ce ne arriveranno molti di più nel complesso. Anche qua, la vecchia programmazione arriva ed è in esaurimento, i progetti, bene o male, li conosciamo, ma sulla nuova programmazione che idea abbiamo? Se pensiamo di interpretare la nuova programmazione europea con le stesse idee, gli stessi progetti, le stesse modalità della vecchia, io penso che perdiamo un'occasione, perché nel frattempo è cambiato il mondo e quindi anche le risposte da soddisfare.
Infine, sempre sui fondi europei, io sento molto spesso dire che siamo davvero i più bravi o tra i più bravi a spendere le risorse comunitarie. Ma, anche qua, l'impostazione. Il punto non è chi è più bravo a spendere i soldi. Il punto, secondo me, dovrebbe essere: valutiamo come li abbiamo spesi quei soldi e che impatto concreto hanno avuto sulla vita dei cittadini, perché per spendere i soldi siamo capaci tutti, ma il punto è se li investiamo in progetti che cambiano realmente la realtà del Veneto. Questo lo dico in prospettiva: non citiamo più la capacità di spesa; citiamo invece, se ci sono, gli impatti concreti che con le risorse europee abbiamo determinato sul nostro territorio.
Tutto questo, ovviamente, nella speranza dell'aiuto da fuori, in una fase storica cruciale, che coinvolge da un lato le imprese e, dall'altro, le persone. Il tessuto produttivo del Veneto, l'abbiamo sentito dire, lo abbiamo letto sui report, sta reagendo bene a quella che appare essere una ripresa economica post pandemia. Sta dimostrando resilienza, come è tornato di moda dire.
Ora, dentro una fase complicatissima, dove l'economia sembra dare i primi segnali di ripresa, dove abbiamo un sistema produttivo che, malgrado tutto, sta dando dei segnali interessanti, penso serva un piano industriale di sviluppo nuovo, fondato su investimenti pubblici, assenti totalmente da questo bilancio. La ricerca e l'innovazione dovrebbero essere il primo capitolo di investimento. La competitività delle imprese venete è in calo e non lo dico io, lo dicono le associazioni audite in Commissione, che ci hanno detto: stiamo resistendo, ci stiamo riprendendo, ma se guardiamo gli indici di competitività con le imprese della Lombardia, dell'Emilia e della Toscana, i nostri stanno calando a picco. Glielo spieghi ai presidenti delle associazioni di categoria, non a me.
Sa cosa, assessore Marcato, visto che ha un'idea diversa degli indicatori economici rispetto al Presidente di Confindustria? Per anni abbiamo vissuto nella retorica del "piccolo è bello". Eh, sì, ancora, perché lo dice sempre lei...

PRESIDENTE

Assessore Marcato, lasciamo parlare la collega Camani. Se vuole, poi replica.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Mi chiedo: il "piccolo è bello" è un modello di sviluppo economico che oggi ci consente di andare dove? Nel momento in cui siamo una Regione che dal punto di vista produttivo ha perso la testa e la coda, abbiamo la capacità produttiva, abbiamo le imprese, ma nei grandi settori strategici non c'è più una grande azienda che sta in questa Regione. La moda... ti spiego cos'è ... non era nessun tipo di riferimento ambiguo, era la testa, la parte di dirigenza, e la coda, la filiera distributiva. Non c'era...

PRESIDENTE

Collega Rigo, se vuole può intervenire dopo. Il dibattito in Aula viene fatto chiedendo la parola. Collega Camani, prego e senza ...

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Volevo spiegare meglio. Penso che il Veneto in questi anni abbia persa il cuore principale dei processi produttivi più importanti. Ho citato la moda, l'automotive, l'energia. Sono tutti comparti e settori nei quali avevamo ed esprimevamo una leadership, non solo in termini di produzione, anche in termini di dirigenza. E oggi tutte queste imprese hanno spostato la loro dirigenza altrove – è oggettivo, ce l'hanno detto gli auditi in audizione, le categorie economiche audite in audizione – come se il Veneto disponga ancora della capacità produttiva, ma non è più il luogo strategico nel quale avvengono le decisioni, che sono altrove: sono in Toscana, sono in Emilia, sono in Lombardia, sono all'estero. Non è la delocalizzazione per risparmiare, è proprio lo spostamento, la scelta strategica di spostare la sede decisionale delle politiche industriali delle grandi multinazionali.
Forse questo deriva dal fatto che sull'ambito della logistica e della digitalizzazione – e non è un caso che le cito insieme, perché penso siano le due facce della medesima medaglia – non ci sono investimenti strategici di prospettiva. Non a caso, il Veneto è la Regione in Italia con più aeroporti e con gli aeroporti più piccoli. Magari – dico io, ma è un elemento di discussione – nel 2022 avrebbe più senso, dal punto di vista della logistica, organizzare in maniera diversa anche questi aspetti.
Dopodiché, ci sono tutti i temi legati alle politiche del lavoro e della formazione, a proposito di imprese. È evidente che in questa Regione un conto sono le grandi imprese, un conto sono le piccole e piccolissime imprese, che rappresentano la ricchezza del nostro tessuto produttivo. Se le grandi imprese possono essere in grado di affrontare anche da sole la grande sfida della riconversione ecologica e digitale, le piccole e piccolissime imprese, le imprese artigiane da sole non ce la possono fare. Se noi decidiamo, crediamo che quello sia l'elemento attorno al quale ancora possiamo costruire sviluppo, servono investimenti mirati, politiche di riconversione ecologica e digitale che devono essere supportate.
Infine, e chiudo, l'altro grande tema che abbiamo di fronte, come dicevo all'inizio, riguarda le persone, le famiglie. Anche su questo abbiamo discusso due settimane individuando alcuni temi, alcune emergenze, alcune opportunità che riguardano le persone, sulle quali serve investire. Famiglia, denatalità, giovani. Sono questioni che abbiamo condiviso nelle due settimane precedenti, ma poi, quando andiamo ad analizzare le politiche allocative, non troviamo nulla di significativo rispetto a questi comparti.
Abbiamo detto che servono politiche per la famiglia, per far costare meno il fatto di essere genitori. Ma lo sapete che le altre Regioni stanziano milioni di euro per fondi speciali asili nido per abbassare le rette? Perché i giovani se ne vanno da questa Regione? Perché qui mandare i figli a scuola costa troppo. Cito, per essere scevra da pregiudizi ideologici, la Regione Liguria, che ha investito 10 milioni di euro nella speciale retta del nido, per ridurre le rette del nido per le famiglie con un ISEE basso, in modo da incentivarle a restare nel proprio territorio. La Liguria è la prima Regione in Italia per invecchiamento della popolazione: c'è un giovane ogni otto anziani. Oltre a discuterne in Consiglio regionale, ci pensano e fanno qualcosa.
Se io voglio che i giovani restino in Liguria, qual è la prima cosa che mi viene in mente? La genitorialità. Qual è il costo principale dell'essere genitori? Il servizio d'infanzia. Cosa posso fare? Metto 10 milioni di euro per ridurre la retta dei nidi per le famiglie meno abbienti. È un esempio. Ce ne possono essere altri. Ne faccio qualcun altro. Fondo per la non autosufficienza. Lo Stato ci mette molti soldi. Noi li trasferiamo così come sono. Io penso che in un anno come questo, dopo ciò che abbiamo visto accadere dentro le case di riposo, dopo ciò che vedremo avverrà agli anziani, i quali sono stati sprovvisti per diversi mesi, a causa del Covid, dei servizi ordinari di prevenzione e di cura delle cronicità, ci sarà un peggioramento delle condizioni, verosimilmente, della non autosufficienza. Servono più risorse. E dico, inoltre, che serve anche qualche progetto innovativo per poter intervenire dove la difficoltà è più forte.
Faccio un altro esempio, molto d'attualità, con la consigliera Bigon ne abbiamo discusso molto, a proposito di sanità e di interventi innovativi. Sono due anni che sappiamo che le curve pandemiche hanno dei picchi. Sono due anni che sappiamo che l'unica possibilità per contenere la pandemia è l'isolamento. Sono due anni che sappiamo che ad alcuni territori abbiamo chiesto sacrifici particolari quando non eravamo pronti e abbiamo trasformato degli ospedali territoriali in Covid Hospital, privando quelle persone del servizio territoriale ospedaliero. Ma in questi due anni non abbiamo capito che quella roba lì non si può continuare a fare all'infinito? Non abbiamo capito che la quarta ondata sarebbe arrivata?
Approfitto della discussione sul bilancio per rivolgere un appello all'assessora Lanzarin. Guardi, Assessore, capisco che alcuni Covid Hospital ‒ cito quello del mio territorio, di Schiavonia, in Provincia di Padova; la consigliera Bigon gliene citerà altri ‒ sono utili per contenere il virus (è un ospedale moderno, pronto, capace), ma non sono utili per garantire a un bacino di 185.000 persone i servizi necessari. L'abbiamo già chiuso due volte. Non sono andati più a fare gli screening. Non riuscivano più a fare una radiografia. I sanitari, i medici, il personale di quell'ospedale sta scappando. Non è una soluzione. O meglio, è una soluzione per la pandemia, ma non è una soluzione per i cittadini la trasformazione in Covid Hospital. E in questi due anni non ci è venuto in mente altro.
Ultimo esempio. Lo dico perché ho provato a ripensare alla discussione di queste due settimane, di natura politica, e a cercare dentro questo bilancio delle risposte. Più volte, da più di qualcuno di noi è stato sollevato il problema dell'emigrazione dei cosiddetti "talenti", cioè di ragazze e ragazzi formati in Italia, formati nella Regione del Veneto, rispetto ai quali c'è stato un investimento pubblico. Quando i ragazzi frequentano le scuole pubbliche, frequentano l'università pubblica, frequentano gli istituti di specializzazione della Regione del Veneto ci mettiamo dei soldi, investiamo nella formazione di quei ragazzi. Il problema è che, una volta formati, pronti, li abbiamo definiti "talenti", se ne vanno via, vanno a cercare lavoro altrove. Lo dico rispetto ad alcune considerazioni che ho sentito: non è vero che poi ritornano. I dati dell'ISTAT raccontano un'altra storia. Alcuni fanno l'esperienza formativa all'estero, ma la stragrande maggioranza se ne va all'estero o in altre città e non ritorna più. Lo dico perché ogni tanto un po' di numeri aiutano anche a capire meglio i fenomeni.
Noi ci dobbiamo porre il problema, e ce lo siamo detti in questa discussione, o di come evitare che i nostri ragazzi se ne vadano o di come trasformare la nostra Regione, le nostre città in poli attrattivi, sperando che i talenti dell'Emilia-Romagna, della Toscana, della Lombardia vengano da noi. Questa è una grande sfida, che non si risolve con un emendamento alla legge di bilancio.
Io sono convinta che molto spesso, per amministrare, basterebbe guardare cosa fanno gli altri. Non a caso vi ho fatto un po' di esempi di cosa accade nelle altre Regioni, dove magari hanno qualche addizionale IRPEF in più, quindi un po' di risorse in più. Ad esempio, sapete cosa si è inventata l'Emilia-Romagna, che aveva il nostro medesimo problema? Veneto, Emilia-Romagna, Friuli esportano talenti. L'Emilia-Romagna ha deciso di investire qualche milione di euro per realizzare un campus post-universitario. Lo ha fatto in coordinamento con la più importante Università di Bologna, che è l'Alma Mater, e ha costruito un luogo in cui i giovani, dopo essersi formati, possono tornare, dove ci saranno degli spin-off delle più importanti imprese innovative dell'Emilia-Romagna. I talenti, lì, possono costruire le condizioni per elaborare un proprio progetto di vita. Non ho detto che sia l'unica cosa che si può fare. Ce ne sono molte altre. Però dà l'idea di un legislatore pubblico che si è posto il problema e ha cercato degli elementi e dei modi per risolverlo.
Anche le altre Regioni sperano nelle risorse del PNRR. Anche le altre Regioni avranno i fondi europei per fare tante iniziative, ma non hanno rinunciato, nella redazione del bilancio di previsione, a investire risorse pubbliche per lanciare un progetto di sviluppo nuovo.
Concludo davvero. Ho solo fatto alcuni esempi di ciò che serve, di ciò che si può fare, di ciò che non c'è in questo bilancio di previsione. Le scelte allocative che vengono fatte sono quelle che si fondano sull'ordinaria amministrazione di una Regione virtuosa, che ce l'ha sempre fatta, che probabilmente continuerà ancora a farcela, ma in cui si perde tempo, si perdono opportunità, si perdono posizioni.
Oggi non abbiamo soltanto l'onore di amministrare la Regione più eccellente d'Italia, ma abbiamo anche la responsabilità di condurre questa Regione nei prossimi complicatissimi anni. Credo che con questo bilancio e con questa mentalità avremo qualche difficoltà nel farlo.
Grazie.

PRESIDENTE

È arrivata la comunicazione della richiesta di congedo, ai sensi dell'articolo 76, comma 2, della collega Zottis.
È stato depositato dalla Giunta l'emendamento n. C147. Mezz'ora di tempo per eventuali subemendamenti.
Collega Venturini, prego.

Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Dopo questa interpretazione a tinte fosche che è stata data dalla collega Camani in merito al bilancio di previsione della nostra Regione, io vorrei scomodare un Presidente degli Stati Uniti, precisamente Roosevelt, il quale ha coniato un'espressione, una citazione, che poi è diventata celeberrima: fai quello che poi con quello che hai nel posto in cui sei. Penso che questa citazione, questa espressione possa calzare con riferimento a questo periodo storico e con riferimento anche a questo bilancio di previsione 2022-2024. In altre parole, ad impossibilia nemo tenetur, per ricorrere a un principio della cultura giuridica: nessuno può fare cose impossibili. Quindi, ci si pone nelle condizioni di lavorare con le risorse che si hanno, mettendo in evidenza che la tassazione non è aumentata, e nel posto in cui si è, cioè nel Veneto di oggi, con le esigenze che hanno i veneti e con l'infuriare della pandemia, che non ci ha ancora abbandonato.
Come Gruppo di Forza Italia sosteniamo e condividiamo questo bilancio di previsione, perché lo riteniamo solido, lo riteniamo rigoroso. Magari alcune sfumature diverse, ma quando si è nella maggioranza ci sono varie istanze ed esigenze che devono essere contemperate e bisogna arrivare alla quadra. E alla quadra si arriva sempre per il bene dei veneti.
Questo è un bilancio che noi sosteniamo perché la dimensione finanziaria ed economica, quindi i numeri freddi, in realtà, sono sostenuti da valori, da princìpi che noi condividiamo. Il fatto che ci sia un indebitamento fino a 300 milioni per il Polo della Salute di Padova, che, come dice il Presidente, sarà un centro di ricerca, dà l'idea di come si vada a investire sul sapere, sulla conoscenza, sulla ricerca. Investire sulla ricerca significa attirare investimenti. Quando arrivano gli investimenti, allora arriva anche la ricchezza.
Il fatto, poi, di andare a investire 85 milioni per le Olimpiadi è un'occasione che viene data al nostro territorio, allo sport, perché lo sport è un contenitore di valori. Lo sport ci permette, in questo caso, di realizzare infrastrutture per il nostro territorio, ci permette di rendere questo territorio attraente. Quindi, ci può essere un ritorno turistico. E se c'è un ritorno turistico, c'è un ritorno economico. E allora, anche qui, l'economia può trarre un vantaggio.
Pensiamo anche ai 64 milioni che vengono stanziati nel triennio per la formazione professionale. Questo ci dà l'idea di come questa Regione vada a guardare al lavoro come ad una opportunità, un'opportunità che, poi, genera crescita. E se c'è crescita, c'è ricchezza.
E poi il grosso, naturalmente, delle risorse viene destinato alla sanità. Il principio di fondo, quindi, è quello di prendersi cura delle persone.
Noi ci rendiamo conto che questo bilancio ‒ come i prossimi bilanci ‒ è profondamente segnato dalla pandemia causata dal Covid. Tutti gli scenari programmatici dell'economia e della finanza pubblica, sia italiana che veneta, sono segnati da questa pandemia. Però c'è anche un altro convitato di pietra, che non viene citato spesso, ma che è presente in tutti i bilanci, di tutti gli Enti: l'Unione europea. L'Unione europea qualche anno fa veniva tratteggiata da alcuni come una "matrigna". Oggi la vediamo con un volto un po' diverso, perché ci mette a disposizione delle risorse. Però chi è stato amministratore locale, come me, negli anni passati, sa benissimo che cosa è stato il Patto di stabilità, poi declinato in versione italiana. Ci sono stati tagli trasversali. Ci sono stati vincoli di spesa. Ci sono stati blocchi di assunzioni. Non è stato possibile realizzare opere pubbliche, con, naturalmente, difficoltà dei comparti che le dovevano realizzare. Sono stati anni molto duri.
Adesso l'Europa sta raccogliendo risorse e le sta distribuendo tra gli Stati. L'Italia è uno degli Stati che sta beneficiando o che vorrebbe beneficiare di più dei miliardi messi a disposizione, in base a quelle che sono, naturalmente, le direttive che ci dà l'Unione europea, che ci dice che il grosso delle risorse andrà per la transizione ecologica, una parte consistente per la trasformazione digitale, che poi andranno alla coesione, all'inclusione sociale, alle infrastrutture, alla sanità. Ci dice già i binari che dobbiamo perseguire. E l'Italia è il Paese che chiede 122 miliardi di prestiti, 68 a fondo perduto. Tutto quello che poteva chiedere l'Italia, tutto questo, le viene concesso. Italia e Spagna sono i due Stati che beneficeranno di più. Sono stati presentati 26 piani dall'Italia i primi di maggio: 22 sono stati approvati e 17 pre-finanziati, i primi di agosto, con 25 miliardi. A Bruxelles si parla molto del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano. Se ne parla molto perché, appunto, l'Italia è tra i principali beneficiari e perché l'Italia negli ultimi anni ha registrato percentuali di crescita molto basse rispetto a tutti gli altri Paesi dell'Eurozona.
Noi adesso saremo dei sorvegliati speciali da parte dell'Unione europea, soprattutto da parte di quei Paesi frugali che nei nostri confronti non hanno mai avuto tanta fiducia. Magari alla nostra Regione arriveranno quei famosi 15 miliardi. Pensate che abbiamo un bilancio da 17. Con tutte le difficoltà, con tutte le criticità e con tutti i limiti, il Veneto comunque ce la metterà tutta per gestire questo denaro. Il Veneto ha un obiettivo, ce l'ha detto anche il nostro Presidente: essere eccellente. In italiano "eccellente" significa "superiore agli altri". Noi ce l'abbiamo, fondamentalmente, nel DNA. È un fatto culturale, è un fatto etico.
Il Veneto dice: dobbiamo fare il meglio possibile in base alle nostre capacità, e lo facciamo perché, se per il nostro territorio lavoriamo, lo rendiamo più attraente. E se lo rendiamo più attraente, arrivano investimenti. Se arrivano investimenti, c'è più ricchezza. Se c'è ricchezza, c'è benessere. Questa è l'equazione di "eccellente": garantire il benessere ai nostri cittadini.
Però, poi, se noi mettiamo il naso fuori dai confini veneti, e noi che facciamo parte, magari, di Partiti nazionali oppure di associazioni ci confrontiamo anche con gli amministratori di altre realtà italiane, vediamo che, come mi viene raccontato, in Sicilia, su 392 Comuni, 256 sono in pre-dissesto. Significa che non hanno le risorse per chiudere i bilanci. E poi manca il personale. A Palermo hai un unico dirigente tecnico che ti chiede: "Come si fa a fare progettazione?". Non si riesce a fare progettazione. E tu ti dici: guarda che il Veneto è la Regione, in realtà, dove c'è il minor numero di dipendenti negli Enti locali in rapporto alla popolazione. Quindi, siamo in estrema difficoltà, ma cerchiamo di darci delle risposte.
Questo è il Paese in cui, come sempre, e chi è amministratore locale lo sa, se sei virtuoso, bravo, continua ad esserlo, tira la cinghia. Siccome sei bravo e sei capace di gestire con poche risorse, continua a farlo. Non ti vengono date medaglie, non hai premi. Continua a farlo, visto che sei così bravo. Questo è un Paese in cui i soldi per i dissesti idrogeologici vengono distribuiti in base non tanto alla gravità, quanto al dissesto finanziario.
Un po' alla volta stanno arrivando i nodi al pettine. Questo è il vero problema. Io l'ho detto anche in un'altra seduta consiliare, quando si è parlato di Piano nazionale di ripresa e resilienza: il problema di questo Paese è che non si riesce ad avere un coordinamento. Non si sa chi fa cosa. È questo il problema. È un problema di governance. Noi siamo ancora in un sistema di stampo feudale, dove abbiamo i vassalli, i valvassori e i valvassini, abbiamo i vari livelli che, con molta difficoltà, riescono a coordinarsi tra di loro. Poi decidiamo che i Comuni devono anche gestire. A loro devono essere date le risorse per evitare i vari passaggi. Sì, ma manca il personale e mancano anche le risorse per poterlo fare.
Qual è il problema? E ritorniamo al nostro bilancio e ai futuri bilanci della Regione del Veneto. Tra due anni l'Unione europea andrà a definire nuovamente il Patto di stabilità e andrà a definire nuovamente i vincoli. Noi pensiamo che il famoso Patto di stabilità sia stato rimosso. In realtà, il Patto di stabilità è stato solamente sospeso. E nel fare le proprie valutazioni, l'Unione europea, naturalmente, guarderà come in questi anni sono stati spesi i soldi del Next Generation EU, cioè del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Come sono stati spesi, quanti e se verranno restituiti i prestiti. Questo condizionerà sicuramente i nostri bilanci, in base a quello che deciderà l'Europa, in base ai vincoli che ci darà. E questo andrà a condizionare i servizi che gli Enti riusciranno a dare.
Fino a questo momento il Veneto è riuscito a tenere botta. Anche quest'anno non è stato introdotto alcun aumento fiscale dell'addizionale IRPEF. Si riescono a garantire, quindi, determinati servizi, che i veneti reputano soddisfacenti. Abbiamo un Presidente – l'abbiamo visto l'anno scorso – che riesce a raggiungere quasi l'80% dei consensi. Se andiamo a vedere i sondaggi di questi giorni notiamo che la stragrande maggioranza dei veneti approva l'operato di questa Amministrazione, è soddisfatta. Vuol dire che i servizi che vengono dati e come vengono gestite le risorse ai veneti piace, va bene.
Un partito come il mio, Forza Italia, che ontologicamente è per la riduzione delle imposte, non può che essere favorevole al fatto che non vengano aumentate le tasse. Anzi, se si potessero ridurre! La questione di fondo è che, se i veneti un domani vorranno più servizi, è evidente che più servizi comporteranno più spesa pubblica.
Per citare un'altra celebre frase: ragioniamoci sopra. Perché poi su questo sarà lo Stato, in realtà, a incidere ulteriormente ‒ e ci ritorno ‒ sul nostro bilancio. È da un po' di anni che lo Stato sta chiedendo alle Regioni, agli Enti territoriali, quindi anche agli Enti locali, di concorrere agli obiettivi di finanza pubblica. Non è passata inosservata la legge di bilancio 2021, che prevede, da parte dello Stato, una partecipazione, un concorso con un contributo delle Regioni di 200 milioni e una razionalizzazione della spesa sanitaria per 300 milioni.
È dal 2010 che, sistematicamente, lo Stato sta caricando sulle Regioni ordinarie manovre di finanza pubblica. Quanto potremo ancora continuare a sopportare queste manovre che vengono continuamente a pesare sui nostri bilanci, con tutte le difficoltà collegate? Una risposta ce la possiamo dare, anche da questo punto di vista, con un'istanza che noi da sempre rivendichiamo: quella dell'autonomia. Alcuni pensano che, non parlandone, l'autonomia vada in cavalleria, la si dimentichi. Io sono un'autonomista convinta da sempre. Il mio professore è Alberto Lisi. Mi ha fatto appassionare. L'autonomia non la dimentichi per il semplice fatto che è una dimensione dello spirito. L'autonomia è un modo di sentire intimamente connesso con un'altra aspirazione: quella della libertà. Quindi, non li puoi comprimere. Quando tu senti che sei in condizioni di poter gestire meglio di come, magari, potrebbe fare lo Stato, con un beneficio per tutti, allora tu dici, proprio in questa concezione di un Veneto eccellente, che magari le risorse ce le potremmo gestire.
Che l'autonomia arrivi tutta e subito, su questo nutro seri dubbi. Basta storicamente vedere come è stata concessa l'autonomia nel nostro Paese. Pensiamo alle forme più spinte di autonomia che noi abbiamo visto in Trentino Alto Adige, piuttosto che in Sicilia. Erano gli anni Quaranta, precisamente. Nel Trentino Alto Adige c'è l'Accordo De Gasperi-Gruber. In Sicilia abbiamo, sempre nel 1946, il primo Statuto speciale. Questi due atti nascono perché il Governo corre ai ripari, perché si doveva scongiurare il separatismo, perché erano in corso movimenti violenti, perché in qualche maniera si doveva cercare di ristabilire l'ordine pubblico. Se vi ricordate, in Trentino, anche negli anni Settanta abbiamo avuto atti di violenza.
Io non riesco a vedere i veneti, con la responsabilità di mandare avanti le loro imprese, pronti ad imbracciare i fucili, però vedo i veneti che hanno la voglia di continuare a rivendicare l'autonomia. Perché di autonomia c'è bisogno. Si potrebbero fare le cose, forse, in maniera diversa. Come dice il Presidente, da quelli che possono essere risparmi ci possono essere sicuramente delle condivisioni anche con le altre Regioni, con le altre parti d'Italia.
Tutto questo per dire che questo bilancio ‒ come i prossimi ‒ è fortemente condizionato dalla pandemia, dall'Europa, dal resto dell'Italia, da come l'Italia verrà giudicata (non il Veneto, ma l'intera Italia) dall'Unione europea, se riusciremo in qualche maniera a rivendicare e ad avere una maggiore autonomia dai nostri rapporti con lo Stato.
Ci sono, quindi, delle sfide che ci aspettano, sfide molto impegnative, ma che rappresenteranno sicuramente per noi un motivo per impegnarci per la nostra Regione.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola il collega Lorenzoni. Prego.

Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)

Grazie, Presidente.
Mi fa piacere fare un po' il punto per riprendere alcuni concetti che sono già stati presentati molto bene dalla collega Camani, che non ha, secondo me, presentato un quadro a tinte fosche. Non condivido la visione della collega. Ha cercato di dare stimoli utili, credo, a questo Consiglio perché possa essere di aiuto al territorio che amministra.
Fai quello che puoi con quello che hai, diceva la collega. Appunto, con quello che abbiamo. Qui sta un po' il tema che mi sento di sollevare come critica all'impostazione di questo bilancio. Non voglio fare una critica diretta all'assessore Calzavara, che in qualche maniera è tra l'incudine e il martello e, quindi, cerca di gestire al meglio le pressioni che riceve, però è chiaro che c'è qualcosa che stride nell'impostazione troppo ordinaria di questo bilancio.
Voglio riportare alcuni dati, perché sono importanti per capire la situazione, per capire come questo bilancio non interpreti il momento in modo adeguato. Abbiamo stravolto le regole europee, abbiamo stravolto la contabilità nazionale per cercare di far fronte a questo momento, ma non riteniamo di dover stravolgere l'impostazione dei conti regionali. Se esiste nella storia un momento in cui le politiche espansive sono indispensabili, è questo. Ce l'ha fatto capire l'Europa, che ha convinto addirittura i fratelli tedeschi a essere meno rigidi sulle regole di bilancio, cosa che dal dopoguerra non era mai riuscito a fare nessuno. Ci è riuscita la pandemia. Ma proprio in questo le politiche espansive non ci sono ed erano indispensabili in questo momento per due ragioni: non solo per l'aspetto pandemico e la crisi che ne è nata nel 2020, con il rimbalzo che lo ha accompagnato, ma anche per la sfida della transizione ecologica, che non è colta, di fatto, da questo bilancio, diciamolo nella realtà.
Riprendo un tema. So che dal punto di vista del consenso non è popolare, però dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo. Il tema dell'addizionale IRPEF, che andrebbe a colpire, qualora superiore ai 75.000 euro, il 2,3% dei cittadini della nostra Regione – lo ripeto, il 2,3% –, anche se tutti non votassero più per questa maggioranza, rimarrebbe margine, per dare servizi al 97% rimanente, oltre al 2,3%, che in qualche maniera ha un risparmio, ma – ripeto – paga di più i servizi.
Voglio riportare alcuni dati importanti per capire anche perché i nostri ragazzi vanno a studiare a Trento. La Provincia di Trento fa pagare 20 euro l'anno l'abbonamento per tutti i trasporti pubblici. Tutti: treni, autobus, eccetera. Non per gli impianti sciistici. Quelli sono extra. Tutto il trasporto pubblico costa 20 euro l'anno per tutti gli studenti universitari. A Milano costa 50 euro l'anno con ISEE sotto un certo valore – parlo di tutti i trasporti regionali di tutto il sistema dell'area urbana milanese – e costa 200 euro senza limiti ISEE. A Padova l'abbonamento studenti solo per l'area urbana costa 290 euro, con un servizio difficilmente confrontabile con quello dell'area urbana di Milano. È un esempio, ma è significativo: fa capire perché una famiglia ha servizi diversi.
La collega Camani ha parlato delle borse di studio. È più facile prendere le borse di studio in altre regioni che non in questa. Per uno studente che viene da fuori, ovviamente, diventa un elemento di deterrenza.
Ovviamente, non c'è solo questo esempio di servizi che costano di più. Vogliamo parlare della neuropsichiatria infantile e del grido che proviene dalle famiglie che hanno un servizio che si contrae progressivamente. Capisco che sia difficile far fronte, ma dobbiamo dare risposte a questi bisogni. E non le stiamo dando, dal mio punto di vista.
Dei tagli alla cultura penso parlerà la collega Ostanel. È vero, noi abbiamo apprezzato che dal 15% i tagli sono scesi al 6%, però comunque di tagli parliamo. Quel 9% che è stato recuperato – e siamo grati dello sforzo fatto dall'assessore Calzavara – non è sufficiente per dare risposte, quando il nostro sistema dello spettacolo, della cultura si confronta comunque con quelli vicini.
Anche degli emendamenti che sono stati presentati alcuni sono apprezzabili. I 100.000 euro che ho visto sui trasporti vanno benissimo, ma sono una goccia nel mare, quando, invece, serviva veramente far ricorso... Se non vogliamo usare la leva fiscale, come fanno tutte le Regioni che ci sono vicine e che, in qualche maniera, mostrano competitività nei nostri confronti, utilizziamo il debito buono, come ha detto il presidente Draghi. È questo il momento del debito buono.
Io ho fatto degli esempi nel campo della transizione ecologica. Sono investimenti che si ripagano in 4-5 anni e non hanno profilo di rischio. Efficientare le strutture ospedaliere, gli edifici pubblici, riduce permanentemente i costi di gestione. Questo è quel debito buono che ci consente di ripagarlo, di abbassare i costi e di rendere liberi della spesa gli ambiti caratteristici della sanità o degli altri settori dell'Amministrazione.
Questo sarebbe stato bello vedere, vedere una discontinuità rispetto al passato, quando stiamo ricevendo stimoli fortissimi. Il Fit for 55 della Commissione europea, di agosto di quest'anno, non è una cosa messa lì; è una pressione fortissima che stiamo ricevendo come amministratori nel modificare le politiche di bilancio. Invece, non lo vediamo nel bilancio della nostra Regione.
Pertanto, la scelta di fare debito con i 300 milioni per l'ospedale di Padova e per le Olimpiadi va bene, ma il debito buono chiedeva di utilizzare, in questo momento, risorse per il rilancio della nostra economia e del nostro ambiente. Questo momento richiede che le scelte siano guidate, siano indirizzate. Il "laissez faire" che caratterizza questa maggioranza è diventato una scelta ideologica, a questo punto, e come tale è rigida, non è condivisibile. Nessuno vuole un dirigismo nell'impostazione dell'amministrazione, lungi da me un'idea dirigista, non è proprio nella mia cultura di formazione, ma le scelte devono essere guidate. L'attendismo, il dire che il nostro territorio è bravo e si gestisce porta ad un ritardo nelle scelte. Questo dobbiamo farlo capire ai cittadini: certe cose non le hanno non perché è così, perché siamo sfortunati; no, perché ci sono delle scelte ben precise di non chiedere al 2,3% dei nostri cittadini che guadagnano più di 75.000 euro di dare le risorse perché il 100% dei cittadini possa avere le borse di studio o i servizi per la sanità o per il trasporto pubblico.
E allora non dobbiamo sorprenderci, poi, se la nostra Regione è quella, tra le Regioni del nord, che ha i più alti tassi di emigrazione. Stavo guardando che nel 2020 se ne sono andati 12.436 cittadini del Veneto. L'unica Regione che ha avuto un'emigrazione maggiore, comprese le Regioni del sud, è la Lombardia, che ha il doppio degli abitanti, ma ne ha avuti 19.400 in partenza. Se guardiamo le partenze per abitante, insomma, la Regione Veneto è la prima in Italia.
Non credo che abbiamo nostalgia dei tempi dell'emigrazione, quando i nostri nonni, purtroppo o per fortuna – per alcuni di loro è stata la fortuna – se ne sono andati. Io li vedo i ragazzi che si laureano da noi. Non vanno via volentieri, vanno via perché trovano delle condizioni più interessanti.
Il dato è evidente e drammatico, se andiamo a confrontare gli stipendi. È inutile dire che il Veneto è il posto più bello del mondo. Anch'io sono affezionato al Veneto, ma se vado a vedere la classifica degli stipendi, è inutile dire, siamo ottavi in Italia. Ottavi! Allora, siamo l'ottava Regione? Prendiamone atto, ma c'è un gap delle retribuzioni – e qui cito i dati che sono stati presentati – con la Lombardia del 9%. Penso a Verona, che è a due passi da Brescia e da Bergamo: sono due realtà che hanno due strutture economiche diverse. Dobbiamo invertire questa tendenza. Vi parlo della Lombardia, ma anche il Friuli è sopra al Veneto, e così l'Emilia, il Lazio e così via.
Assessore Calzavara, l'assenza di risorse non può essere l'alibi per non dare i servizi ai cittadini. Dobbiamo essere consapevoli di questo. Noi siamo chiamati a dare delle risposte. È vero che gli effetti della mancanza di incidenza di adesso li vediamo tra due, tre, cinque o dieci anni, ma iniziamo a sentire lo scricchiolio del nostro sistema economico; iniziamo a sentire che i servizi che stiamo dando non sono adeguati.
Gli esempi possono essere veramente tanti. Se penso al mondo della ricerca, purtroppo, c'è l'esempio del DTT, un investimento gigantesco, il più grande investimento di ricerca. Purtroppo non siamo riusciti a tenerlo nel Veneto, qualche anno fa, ed è finito nel Lazio. Il DTT è la ricerca sulla fusione nucleare, ma come quello se ne stanno proponendo tanti, e io penso che le ricadute economiche di investimenti di quel tipo siano gigantesche.
Ma parliamo di open data, parliamo di economia circolare. Sono tutti ambiti in cui la mancanza di una scelta di accompagnamento, di una guida si fa sentire.
Mi auguro che nella gestione dei fondi del PNRR non dobbiamo subire ancora quell'umiliazione – lasciatemi usare questa parola – che abbiamo subìto quando altri sistemi si sono imposti in maniera più rapida, più reattiva. A me fa piacere che il DTT sia in Italia, ma avrei preferito che non finisse a Frascati, e che finisse invece nell'area di Porto Marghera. A me fa piacere che la Puglia abbia fatto un distretto sull'energia in cui è riuscita a drenare una montagna di risorse internazionali, ma mi sarebbe piaciuto che fosse stato a Padova, a Verona e a Venezia.
C'è qui una rete universitaria che deve essere supportata, che deve essere spinta. Non vedo questa guida nel realizzare progetti concreti, lo diceva molto bene prima la collega Camani. Se abbiamo progetti concreti e li mettiamo sul tavolo, andiamo a trattare con il Governo con una forza diversa, con una attrattività diversa, e a cascata nascono le cose e ne vediamo gli effetti.
Degli emendamenti che ho visto presentati dalla Giunta nella mattinata di oggi alcuni vanno nella direzione giusta, ma sono "el tacón", e il "tacón" qualche volta è "pezo del buso" perché mostra l'evidenza del buco. Io credo che, apprezzando lo sforzo fatto, stiano amplificando la presenza di un buco nel nostro bilancio.
C'è un altro buco, per similitudine, ed è quello effettivamente di Azienda Zero. Discutiamo delle nostre decine di milioni nell'allocazione, però è vero che c'è un'anomalia in un bilancio da 17 miliardi, con 10 miliardi che in qualche modo sfuggono dalla capacità di controllo di questo Consiglio. Penso che su questo dovremmo fare una riflessione, una riflessione seria se la scelta di accentrare gli acquisti complessivamente nella sanità sia stata una scelta felice, dal punto di vista proprio della qualità dei servizi sanitari, in primis, ma anche dal punto di vista economico. Io non ho segnali sempre positivi da parte dei professionisti che operano nella sanità. Quindi, una riflessione penso debba essere fatta su questo.
Mi auguro che questo Consiglio faccia un ragionamento con dei numeri sugli effetti di questa riforma. Non solo, si trovino anche le modalità per avere una contezza maggiore di quello che accade nei conti, altrimenti Azienda Zero è un buco nero.
Spero che nella discussione di oggi riusciremo a dare un po' di identità a questo bilancio, cercando di interpretare in modo corretto questo momento. Ripeto, è un momento di discontinuità enorme nei nostri sistemi economici.
Vedo, nel mondo dell'energia, quello che ha fatto la Spagna negli ultimi due anni. È una cosa che mi sorprende, ogni volta che vedo i dati. La Spagna ha deciso di cambiare e ha fatto una quantità di investimenti che mi sbalordiscono ogni volta che li vedo. Guardando anche gli investimenti che farà la Germania nel 2022, per darvi un'idea, la Germania nel 2022 installerà tanto fotovoltaico quanto l'Italia ne ha fatto nella sua storia fino ad oggi, dal 2005 al 2021. E non ho ragione di pensare che non riusciranno a raggiungere l'obiettivo che si sono dati.
Dove sono i nostri obiettivi? Qual è la direzione in cui vogliamo andare? Abbiamo fatto delle leggi belle sull'economia circolare e adesso il Piano dei rifiuti, ma dov'è la direzione, quella discontinuità, quell'obiettivo alto che dobbiamo dare ai nostri cittadini, alle nostre imprese perché il Veneto rimanga una Regione interessante e attrattiva e perché i nostri ragazzi non se ne vadano? Guardate, quei 12.436 veneti che sono andati all'estero nel 2020, nonostante la pandemia, nonostante tutto, sono una ferita che sanguina. Sta a noi fare qualcosa perché si cambi il segno e diventi "più". Il saldo è negativo, anche tenendo conto delle immigrazioni nel Veneto. Deve diventare "più", ma lo deve diventare soprattutto nell'ambito della fascia di età dei più giovani e dei giovani formati. A questo, credo, siamo chiamati come amministratori.
Ripeto, la manovra la si potrà emendare un pochino, ma rimane debole, e di questo dobbiamo dare evidenza a tutti i nostri cittadini.
 
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Nicola Ignazio FINCO

PRESIDENTE

Grazie, collega Lorenzoni.
Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Ringrazio prima di tutto la Giunta per aver fatto il lavoro che forse si sarebbe dovuto fare dopo la discussione in Aula, nel senso di vedere che c'è già un tentativo di predisporre un materiale per eventualmente emendare poi il fondo di riserva. Ringrazio per il lavoro fatto, però è anche vero che è proprio la discussione di quest'Aula che dovrebbe definire, eventualmente, anche prima di vederlo scritto, su cosa si va a puntare dopo giorni e settimane che discutiamo sul bilancio, tra l'altro dando dati, contenuti, parlando dei penultimi, e vedendo che effettivamente, tranne forse un amento abbastanza positivo sul contrasto alla violenza sulle donne, sul resto abbiamo pochissimo.
So che è una base per discutere, però vederla scritta ti porta a doverne discutere subito, quando in realtà forse lo scritto doveva venir fuori dalla discussione di quest'Aula, ammesso che interessi a qualcuno intervenire e dare un contributo costruttivo.
Lo dico perché abbiamo parlato – ed è da settimane che discutiamo di una manovra di bilancio e immagino che oggi andremo via veloci, visto che è già tutto fatto – e stiamo portando dei dati che raccoglie l'Istat, ripeto, dove stiamo vedendo che su varie materie siamo gli ultimi. L'allarme del sindacato, ma non è stato l'unico, perché anche le associazioni di categoria d'impresa lo sollevano, è che la crisi colpirà forte in tutta Italia, anche in Veneto, e noi ci ritroviamo, come dicevano alcuni interventi precedenti, comunque con le armi spuntate su alcuni settori, che sono quelli che verranno più colpiti dalla crisi.
L'ho detto già altre volte in Aula e non mi ripeterò, ma faccio solo un appunto sul fatto che abbiamo discusso tantissime ore qui dentro di addizionale (lasciamo perdere, perché ne avevamo già parlato tanto), dove siamo i penultimi (e dopo farò un accenno su questo), ma si arriva in Aula, si vede la predisposizione di un foglio di discussione sulla possibilità di emendare il Fondo di riserva e in qualche modo lì dentro non si vede che è stata colta la discussione che per settimane abbiamo avuto.
Questo è il primo punto, un primo punto di metodo rispetto al lavoro che stiamo facendo e alla dignità, anche, io credo, di quest'Aula.
Poi parto invece con la parte più divertente del mio intervento, perché negli emendamenti che ho presentato – e ne discuto ora nell'intervento generale perché non voglio poi dilungarmi emendamento per emendamento – rispetto al tema cultura, è stato un po' un gioco. L'ho chiamato il "fascicolo dei desideri". Ho messo insieme tutti gli emendamenti sulla cultura perché semplicemente ho aumentato del 30% tutte le poste di bilancio che hanno a che vedere con il tema cultura. Ho moltiplicato per tre le poste sulla cultura perché ho semplicemente copiato quello che altre Regioni più virtuose di noi fanno, come la Regione Piemonte, per far vedere a tutti i Consiglieri, anche a chi ha presentato dei progetti di legge in questa legislatura, progetti come la Città veneta per la cultura, come la Fondazione Cini e come altre poste di bilancio, dove potremmo essere se la nostra Regione avesse una disponibilità economica che è quella che altre Regioni hanno.
È un gioco. Però, è un gioco divertente perché si vede, ad esempio, come basterebbe per alcune poste anche molto poco per dare davvero quella dignità che gli operatori culturali chiedono a questo settore che viene finanziato come penultimo in Italia, in una Regione che, invece, dovrebbe essere eccellente.
Mi sono già esposta e ho già detto del fatto che arriviamo con un emendamento da 4 milioni in più. Bene, abbiamo ridotto i tagli, però quest'Aula non porta a dirigere eventualmente, anche con una discussione politica e con il contributo di tutti, alcuni emendamenti puntuali, fa uscire dei punti di debolezza.
Ad esempio, l'unica posta che non è stata rimpinguata prima di arrivare in Aula è proprio quella sui cinema. Quindi, in questo fascicolo dei desideri faccio puntare l'attenzione all'Assessore su una posta, che è quella della legge regionale n. 25/2009 "Interventi regionali per il sistema del cinema e dell'audiovisivo e per la localizzazione delle sale cinematografiche nel Veneto", che è stata l'unica che in quella magia di rimettere i soldi alla cultura dopo che c'era stata una mobilitazione da fuori... Siamo arrivati a ben 5.500 firme di operatori del mondo della cultura su una petizione che è stata lanciata fuori da qui. Dopo che la Commissione aveva lavorato su una mozione all'unanimità per aumentare i fondi, questa probabilmente è scivolata via, è mancata. Quindi, io mi sono posta nell'ottica di modificare, come ha fatto la Giunta, il taglio che era stato fatto, ma di fare un "per tre", così almeno, rispetto alla posta già esigua dell'anno precedente di 130.000 euro, potremo avere almeno 390.000 euro per le sale cinematografiche.
Spero sia stato un errore non rimpinguare solo quella voce lì. Oppure si pensa di assestarla più avanti, come si è sempre fatto con la cultura? Perché la cultura si assesta, non si finanzia. Se, invece, è un errore, ecco pronto l'emendamento del fascicolo dei desideri, dove almeno i cinema riprendono quello che effettivamente anche le altre poste di bilancio hanno ripreso grazie al dietrofront della Giunta sulla cultura.
Chiedo davvero di guardarlo. Sono emendamenti che non passeranno mai, non hanno la possibilità di incidere minimamente sulla vita delle persone di questa Regione, ma danno a ciascun Consigliere la possibilità di vedere dove saremmo se avessimo un "per tre". Un "per tre" che la Regione Piemonte, guidata comunque da un colore politico simile, ha.
La cultura non è l'unico. È uno dei settori, ma siamo i penultimi, come ho detto negli altri interventi di queste settimane, su tanti fronti. Parlerò dei consultori e mi focalizzerò solo su questo e, forse, su un altro punto. Anche qui c'è un emendamento, che ho fatto, costruito non da me, da Elena che si mette a fare un emendamento sui consultori, ma è una richiesta che è stata posta dal Comune di Padova, dal territorio della Provincia di Padova e anche da altri territori su cui in questo anno e mezzo di lavoro, da quando sono qui, mi sono mossa rispetto al fatto che questo sistema, quello dei consultori, fa vedere, dati alla mano, che anche qui noi siamo in fondo alla classifica, alla graduatoria del nostro Paese.
Se guardiamo, ad esempio, all'accessibilità, quindi al numero dei consultori rispetto al numero della popolazione, noi dovremmo servire con un consultorio 20.000 abitanti. Questa Regione supporta con un consultorio 50.000 abitanti. Se andiamo a vedere la Provincia di Padova, abbiamo un vulnus ancora più grande, ed è proprio quel territorio che, con una mozione condivisa dal Consiglio comunale di Padova e anche da una serie di discussioni che stanno avvenendo in maniera trasversale...
Non è un tema di sinistra o di centrosinistra o di una lista civica quello di pensare che i consultori siano un presidio fondamentale per i nostri territori. Se qui noi siamo penultimi, forse iniziare a vedere, iniziare a immaginare che anche lì si fa un lavoro... Qui c'è un emendamento che porta ad aggiungere 2 milioni di euro sui consultori. Non saranno 2 milioni di euro, questa volta, visto che siamo in una situazione di bilancio che non ci permette di manovrare nulla, ma almeno, visto che c'è il libro dei desideri, e oggi uso un'altra metafora, diventiamo la Regione dei progetti pilota.
Come abbiamo messo questi famosi 100.000 euro su un emendamento per la rigenerazione urbana la settimana scorsa, per un progetto o due pilota che la Giunta deciderà, su cui investire anche con la Commissione Urbanistica, vediamo se riusciamo magari ad avere uno o due, speriamo uno per Provincia, progetti pilota che portino ad aprire un nuovo consultorio per avere un territorio che, invece di servire quei 50.000, serva i 20.000, come da norma nazionale.
Pongo l'attenzione su questi due argomenti perché, ripeto, stiamo discutendo da tante ore e tanti giorni. Tra l'altro, avendo una pausa di settimana in settimana, poi quando si torna in Aula è difficile riprendere, nel senso che tante cose le abbiamo già detto, non mi voglio ripetere, non ho voglia di fare una discussione per farla, allora vado sulle cose più importanti. Uno, la questione di metodo, quello che ho detto prima; due, il tema dei consultori; tre, la cultura, il libro dei desideri, il libro dei sogni.
I consultori diventano un presidio in questo periodo e ho visto questa aggiunta possibile sul tema contrasto alla violenza sulle donne. Bene, ma i consultori diventano un presidio che aiuta a prevenire quello che succede eventualmente poi anche in un contesto che è quello femminile e non solo. Noi abbiamo l'obbligo di arrivare, almeno su questo fronte, visto che le donne sono state colpite dalla pandemia in maniera forte, a ridurre quel gap dei penultimi. Della cultura ho detto prima. I consultori sono un altro tema.
Se vogliamo continuare a vedere il nostro tema dei penultimi, andiamo a vedere il supporto al tema della famiglia e della natalità. Anche qui, nella bozza di discussione per produrre un lavoro sugli emendamenti, per spostare questo fondo di riserva, vedo che il fondo è stato aumentato di un po'. La domanda è: per fare cosa? Perché anche qui, quando si vede una tabella di aggiunte su alcune poste su cui si potrebbe anche essere d'accordo, come appunto la aggiunta sulla legge sulla natalità e le famiglie, abbiamo parlato di emergenza demografica nelle settimane precedenti e, se volete, vi ripeto i dati, ma credo che in qualche modo non ci sia bisogno di far vedere che, se andiamo avanti così, avremo delle città e dei paesi che si spopolano, avremo sempre meno giovani.
I dati ISTAT che vi facevo vedere l'altra volta, che comunque ho qui, dopo ve li ricito, sono dati drammatici rispetto all'emigrazione dei nostri giovani. Citavo l'ISTAT, per rispondere al capogruppo Villanova, la settimana scorsa, proprio per far vedere un dato che viene non considerato come un dato di parte. È l'ISTAT che dice che i nostri comuni stanno perdendo giovani e che Treviso e Vicenza sono due città particolarmente colpite da questo tema. La consigliera Camani vi ha già fatto vedere e capire cosa altre regioni vicine a noi hanno fatto.
Noi potremmo fare qualcosa. Non possiamo fare abbastanza perché non abbiamo fondi disponibili da manovrare in questo bilancio, come in quello dell'anno precedente. Vedo nella proposta di spostamento questi 300.000 euro, anzi 400.000 euro sulle politiche di natalità della famiglia. Voglio capire per cosa, dove, con che obiettivi e con che impatti, perché un emendamento proposto così...
Tra l'altro, ritorno sul metodo: siamo qui da tre settimane rispetto al DEFR e rispetto al bilancio e vedere che arriva questa mattina così... Bene, un po' di lavoro è stato fatto, però discutere sull'impatto che questi spostamenti possono avere sui nostri territori forse è una cosa che almeno all'Aula deve essere garantita. Spero che nel suo intervento l'Assessore dia delle spiegazioni, così allora uno può pensare che la discussione che abbiamo avuto la settimana scorsa abbia avuto un impatto almeno su alcune cose e dice "okay, nella mia attività di Consigliere di minoranza sto cercando di indirizzare una manovra che non è verso gli ultimi". L'ho detto la settimana scorsa, siamo i penultimi su vari ambiti, ma soprattutto è una manovra di bilancio, questa, che non risponde alle persone che saranno più colpite dalla crisi. C'è poco di intervento strutturale sulla lotta alle diseguaglianze, che comunque crescerà nel nostro territorio.
Se riusciamo almeno a comprendere la razionalità che ha portato la Giunta ad aumentare in alcune poste piuttosto che in altre, quando in realtà abbiamo un pacchetto di 203 pagine di emendamenti, che allora mi chiedo anche che senso abbia discutere o dare un parere, perché ormai è tutto pronto, almeno sapere perché è stato fatto credo sia doveroso per i Consiglieri che sono qui presenti e per l'Aula.
Ritorno al tema cultura, anche se non stiamo parlando di Documento di programmazione. Se il fascicolo dei desideri della consigliera Ostanel, che aumenta di tre, come fossimo in Regione Piemonte, tutte le poste sulla cultura, non verrà approvato dalla Giunta, almeno andare a vedere l'emendamento che cerca di dire "mettiamo i fondi sulla legge della cultura, che non è stata ancora attuata". Spero accada presto, visto che c'è un'urgenza anche in questo senso. Almeno guardiamo l'emendamento del fascicolo dei desideri a pagina 77, che dice "negli anni prossimi mettiamo quello che serve".
Qui ho lasciato a posta un "30 milioni" barrato. Nel fascicolo dei desideri ci sono pure gli errori dei ragionamenti. Perché? Perché se noi fossimo in quella possibilità, quella che abbiamo discusso in tutti questi giorni in Aula, avremmo quest'anno un milione. Se noi facessimo, appunto, almeno un "per" qualcosa per mettere tutto quello che possiamo mettere sul 2022, potremmo aggiungere 6 milioni, nel 2023-2024 la dotazione necessaria per arrivare a quello che una volta, tra l'altro, mettevamo, sarebbe di 30 milioni.
Questo è un ambito, è quello della cultura, ma vi fa vedere, ci fa vedere che noi oggi non siamo attrezzati, nella disponibilità che abbiamo nel bilancio, per fare non solo i desideri di quello che, magari, un Consigliere più sensibile su un tema porta dentro quest'Aula, ma i desideri che le persone qui fuori chiedono e vogliono ricevere. Non è possibile che una persona che vive nella Regione Piemonte ‒ ripeto, colore politico simile ‒ abbia la possibilità di contare su un bilancio che produce e che fa produrre un'impresa culturale, diversamente da una persona che vive in una Regione come la nostra, che, invece, quando può, aumenta di poche migliaia di euro e fa ‒ la Regione, appunto ‒ dei progetti pilota.
È un tema, è un ragionamento. Abbiamo discusso dell'addizionale IRPEF, ma non c'è solo quello. C'è anche la possibilità di investire di più e fare delle scelte politiche rispetto a dove indirizzare i fondi e in questa manovra non c'è nulla o c'è troppo poco rispetto, ripeto, al raggiungere quei gap che oggi ci vedono come Regione Veneto essere tra i penultimi su troppi temi: i consultori, la cultura, i medici di base, su cui abbiamo già discusso ampiamente durante il Documento di economia e finanza e su cui anche negli emendamenti che ho presentato oggi, ci sono delle possibilità di manovra. Perché? Perché la Regione può finanziare più borse di studio per i medici di medicina generale, può intervenire per provare ad innalzare gli stipendi come quell'ordine del giorno che è stato votato due settimane fa prova a dire, per fare in modo che i medici rimangano, quelli di base, nei territori dove dovrebbero rimanere e rimangano a fare i medici di base piuttosto che scegliere qualcos'altro. Anche qui siamo i penultimi.
Sulla salute mentale ho presentato un emendamento, perché investiamo solo il 2,3% della spesa sanitaria. Non so se avete visto un recente rapporto che fa vedere che i nostri giovani stanno avendo dei seri problemi rispetto ai temi legati alla salute mentale e, ad esempio, all'aumento dei disturbi alimentari nelle giovani ragazze dopo il lockdown.
È un'emergenza. Io non voglio dipingere di grigio questa Regione o, come diceva prima qualcuno, fare un cahier de doléances delle cose che non funzionano qui dentro, ma il tema vero è: andiamo a vedere dove ci sono dei gap, andiamo a rendere questa Regione, almeno su dove i dati ci raccontano essere penultimi, un'altra cosa, cambiare rotta: la cultura, i consultori, i medici di base, la salute mentale. Almeno diamoci delle priorità! Siamo quart'ultimi nel campionato delle Regioni italiane quest'anno. Verso l'anno prossimo cerchiamo di raggiungere almeno metà classifica.
Invece, negli spostamenti, nella bozza di discussione che vedo nell'emendamento di oggi, non riesco a riconoscere questo, da un lato perché non c'è la disponibilità economico-finanziaria, vedi appunti su addizionale IRPEF, dall'altro perché non c'è un investimento sensato su alcuni punti piuttosto che su altri.
Piuttosto che vedere 28.000 euro in più per la vivificazione della Laguna Delta del Po, cosa ci facciamo con 28.000 euro? Io ve lo chiedo veramente con il cuore in mano. Cosa facciamo con 28.000 euro in più? Cosa facciamo con 30.000 euro in più sull'articolo 10 della legge del 2017 sul contenimento del consumo di suolo? È un altro pilota? Aggiungiamo pilota su pilota?
È un ragionamento che faccio rispetto a provare almeno quel poco che abbiamo, in questa situazione in cui ancora non si è deciso di fare l'addizionale IRPEF, o contributo di solidarietà, o chiamiamola come vogliamo, su alcune poste di bilancio, dove l'impatto per i nostri cittadini veneti è qualcosa. Proviamo.
Questo è l'intervento non preparato di questa mattina, di questo primo blocco di discussione, dopo aver visto l'emendamento che è arrivato dalla Giunta, proprio per chiedere in ultimo appello: andiamo a vedere se riusciamo magari a recuperare alcune questioni che i dati ci raccontano e portano questa Regione a essere penultima in Italia per accesso ai servizi soprattutto per le popolazioni più fragili. Lo chiedo davvero con il cuore.
Anch'io vedo delle cose positive. Penso, ad esempio, all'aumento del contributo per contrastare la violenza sulle donne, ma sul resto non riusciamo a fare un ragionamento organico, di impatto, mettiamo qualcosa su alcune poste per arrivare a un risultato? Oppure, ripeto, sulla famiglia dove stiamo investendo? Sul bonus baby sitting? Dico sì, perché abbiamo votato un ordine del giorno, sul fatto che, ad esempio, si supportino le donne, le famiglie, che soprattutto, purtroppo, ancora oggi devono pagare una babysitter per riuscire a tenere i figli magari a casa durante una quarantena, o propria o dei familiari. Se l'intervento è su quello, posso dire che forse l'impatto lo vediamo su chi sta tra gli ultimi, su chi ha più difficoltà. Se, invece, è su qualcos'altro, penso di no. Non è una discussione solo di spostare dove, ma di spostare dove e perché.
Chiudo qui. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei, collega.
Come d'accordo, sospendiamo i lavori.
La ripresa è prevista per le ore 14.30.
 
La Seduta è sospesa alle ore 12.54
 
La Seduta riprende alle ore 14.43
 
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Colleghi, se ci accomodiamo, riprendiamo i lavori. Lo dico anche ai colleghi che vedo in anti-Aula. Invito i colleghi che sono fuori a rientrare, per favore. Grazie.
Per la discussione tengo gli Assessori, che faranno, penso, considerazioni generali sul dibattito, dopo gli interventi dei Consiglieri.
Ha chiesto la parola il capogruppo Giuseppe Pan. Prego.

Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)

Grazie, Presidente.
Intervengo perché naturalmente bisogna che ci capiamo. Io non vedo le minoranze, ma ho guardato questa differenza che ci viene sempre un po' additata tra l'Emilia-Romagna – ecco il compagno Montanariello – e il nostro Veneto.
Sinceramente sono andato anche a vedere alcune cose, alcuni dati e alcune situazioni che fanno della nostra Regione sicuramente una delle regioni che definiamo "la locomotiva del nord", noi della Lega.
Bisogna che partiamo, anche in questo caso, da due filosofie completamente differenti. Non ci divide solo il Po dall'Emilia-Romagna, ma se andiamo a considerare cos'è il Veneto rispetto all'Emilia-Romagna notiamo alcune differenze sostanziali. Sono tutte e due regioni bellissime, tutte e due regioni sicuramente ben governate, ben considerate anche a livello internazionale, e fanno parte di quel nord che comunque è produttivo, di quel nord che dà molto all' Italia. Una delle prime considerazioni che mi viene in mente è che se noi non applichiamo l'addizionale IRPEF, quindi lasciamo nelle tasche dei nostri veneti 1,170 miliardi, se non erro, vado a vedere l'Emilia-Romagna, dove c'è il governatore Bonaccini da sette anni, mi pare anche lui, abbiamo una tassazione sull'addizionale IRPEF che preleva dalle tasche degli emiliani 332 milioni, 332 milioni che vengono poi adoperati per tante cose, per tante situazioni.
Se andiamo a vedere anche la politica dell'Emilia-Romagna degli ultimi anni vediamo che c'è una tendenza, anche qui, uno, all'abbassamento della tassazione e, due, a un minor prelievo rispetto alle imprese. Forse si sono accorti che magari lasciare i soldi in tasca alle imprese, soprattutto in un momento così difficile, sia assolutamente importante per il rilancio economico.
Dall'altra parte, noi veneti, senza 330 milioni, se andiamo a vedere alcuni indicatori, ad esempio quelli dei LEA, cioè quelli del fabbisogno sanitario, quelli delle assistenze, vediamo che nei punteggi, che vengono fatti su 33 indicatori, c'è un punteggio massimo che arriva a 225 punti, il Veneto è a 222, mentre l'Emilia-Romagna è a 221. Siamo pari. Praticamente c'è un punto di differenza, che significa che nella sanità, nel sociale e...
Non li ho fatti io questi indicatori. Andate a vedervi l'ISTAT e tante agenzie che fanno questo lavoro. Ebbene, vediamo che i livelli essenziali di assistenza sono praticamente a parità. Quindi, non vedo questa grande differenza, se non nel dire che, comunque, da una parte c'è un prelievo di 330 milioni e dall'altra parte un risparmio di 1,270 miliardi. Se mettiamo insieme queste due bilance, naturalmente prevalgono dall'altra parte.
Siamo attualmente – lo volevo ricordare, anche se l'abbiamo già ribadito in tante situazioni anche in questi giorni –, nonostante la piena crisi finanziaria, una Regione (lo ricorderà poi l'assessore Marcato) che conta 450.000 imprese, con non so quanti miliardi di fatturato. Magari lo dirai dopo tu, Roberto.
Volevo segnalarvi oggi, invece, uno spaccato che fa "Il Mattino di Padova", che non è certo un giornale molto vicino alla Lega, dove c'è un bell'inserto sul Veneto, sull'agroalimentare, sull'industria agroalimentare e sull'export, con tutti i dati economici, che sono tutti con il "più". Anche dopo la crisi del 2008 e anche negli ultimi anni di pandemia le nostre imprese venete hanno un più 41% di fatturato e probabilmente hanno un export che supera, per esempio, nell'agroalimentare, il 10% a livello del Veneto.
C'è la metalmeccanica, Roberto, e poi c'è l'agroalimentare. Lasciami l'agroalimentare. La metalmeccanica la lascio a te. Come traino, poi naturalmente mettiamoci il turismo. Non mi sembra, quindi, che viviamo in una Regione così malfamata, così messa male, dove i nostri giovani, come ha ricordato qualcuno, scappano e se ne vanno all'estero per la disperazione.
Proprio l'altra sera ero a cena, una delle ultime di questo periodo, con Confindustria, Alta Padovana. C'era anche il Presidente di Confindustria Veneto Centro che ricordava che probabilmente il nostro Veneto, le nostre imprese, pur nella pandemia, pur nelle difficoltà dal 2008 per la crisi industriale e poi per la pandemia, hanno tutte un trend positivo, naturalmente trainate da un export, trainate da una voglia di fare, trainate dalla capacità dei nostri imprenditori. Se qui c'è un imprenditore, c'è un'impresa ogni dieci abitanti ci sarà un motivo. Naturalmente questi creano posti di lavoro, creano economia.
Ci ricordava che uno dei primi punti per loro, e anche per noi, è il capitale umano, cioè investire sui giovani. Qui siamo tutti perfettamente d'accordo che vorremmo che i nostri ragazzi, i nostri laureati, le nostre menti migliori restassero qui da noi. Ahimè, vi ricordo che il mondo è grande e a volte ai giovani fa anche bene uscire dai confini del Veneto, perché poi questi giovani ritornano. Fanno un'esperienza in tante parti del mondo. È successo anche alle nostre generazioni e poi siamo tornati. Altri decidono di farsi una vita da altre parti per mille motivi, anche personali, ma anche per motivi economici. Come biasimarli?
Al centro del nostro percorso, anche economico, vorremmo dire ai ragazzi, soprattutto a quelli del mondo della formazione della scuola... Si è parlato molto in quella serata di formazione, che comunque, al di là di fare scelte anche umanistiche, di fare comunque scelte... Mi rivolgo a chi ha figli. Vorremmo tutti che diventassero medici, avvocati eccetera, eccetera. C'è anche il mondo dell'industria. Ci sono anche gli istituti tecnici, ci sono anche le lauree tecniche, che sono prevalenti. Quello che manca in questo momento è proprio, purtroppo, anche la capacità di investire nella formazione per arrivare poi a un percorso di inserimento nelle fabbriche, nelle imprese. Non c'è nulla di così umiliante ad andare a lavorare in una fabbrica, essere perito meccanico o essere ingegnere meccanico, visto che la nostra è la prima industria, quella del Veneto, rispetto che essere per forza primario o altre cose.
Penso che la Regione nei nostri corsi di formazione si stia indirizzando per la strada giusta. È difficile additare nelle scelte del bilancio di una Regione come la nostra l'incapacità di investire sui giovani, per cui è colpa nostra che i giovani se ne vanno via, emigrano, non tornano più.
Come diceva la collega Ostanel prima, quando ha fatto il libro dei sogni del bilancio, tutti sono capaci di fare più 50% su ogni capitolo di bilancio, l'assessore Calzavara dà l'okay e siamo a posto: aumentiamo le tasse. Aumentiamo le tasse. Questo è quello che ci chiedete: aumentiamo le tasse, tassiamo i nostri imprenditori, tassiamo le nostre imprese, tassiamo i nostri cittadini in un momento anche così difficile.
Qualcuno ricordava prima la crisi delle banche di Veneto Banca e della Vicentina, in cui comunque il ceto medio ha perso milioni. Ricordo a qualcuno che è di là, che magari è del PD, che noi non abbiamo avuto lo Stato che ci ha dato 5 miliardi come Montepaschi di Siena, come fosse nulla. Abbiamo visto che fine hanno fatto i 5 miliardi: se ne sono andati in fumo e adesso addirittura Montepaschi non la vuole più nessuno, neanche Banca Intesa, che ha detto: "Aspetta che vado via".
Questo è il risultato dei soldi pubblici e della gestione pubblica che voi della sinistra tentate di fare, che è quella, comunque, che mira ad alzare i mutui. Che figata! Alziamo i mutui. Siccome noi siamo quelli che hanno la mentalità del buon padre di famiglia, che fa i conti con i soldi che si hanno in tasca, cara consigliere Camani, ricordo che prima di fare accedere ai mutui, che significa indebitamento nei prossimi anni, visto che viviamo in un Paese in cui siamo arrivati a 2.700, una roba del genere, 2.600 miliardi di indebitamento, ne mettiamo su altri 300 noi, applichiamo le tasse e le addizionali IRPEF e diamo un'altra steccata alle nostre imprese.
Uniamo, assessore Calzavara, per i nostri cittadini un debito a un altro debito. Per far cosa? 290 milioni per far che? Infrastrutture, ospedali? Boh! Non mi sembra che questa sia la politica esattamente che vede noi della maggioranza protagonisti. Anzi, noi siamo quelli, come ha ricordato la collega Venturini, che è stata Sindaco, un bravo Sindaco di Casalserugo... Chi ha fatto il Sindaco sa benissimo cosa significa accedere a un mutuo per il proprio Comune, cosa significa ingessare i bilanci, cosa significa pagare le rate del mutuo per dieci o venti anni. Non è meglio insistere ancora sul taglio agli sprechi, sulla politica di bilancio razionale? Per carità, qualcuno ci ha detto che è un bilancio di austerity, un bilancio povero, un bilancio...
Scusi, Presidente. Il foglio ha toccato il tasto.
Dagli indicatori che noi abbiamo, se andiamo a vedere ancora alcune differenze, ad esempio, il buon padre di famiglia fa sì che l'indicatore di spesa corrente sia uno dei più bassi d'Italia con 2.262 euro pro capite, contro quelli dell'Emilia-Romagna, tanto cara a voi, pari a 2.397 e quelli del Molise, pari a quasi 3.000 euro. I molisani sono 300.000 persone, sono un terzo della provincia di Padova, spendono e spandono e buonanotte al secchio, tanto sanno benissimo che prima o poi da Roma arriva qualche legge speciale che copre i loro bilanci, che paga le loro spese di funzionamento eccetera, eccetera.
Se andiamo a vedere le spese del personale, acquisto di beni e servizi, il Veneto è il numero uno con 133 euro, rispetto all'Emilia-Romagna, che è seconda, c'è quasi un pareggio, pareggio che, però, vi ricordo è comunque scevro dall'addizionale IRPEF che noi non mettiamo e dall'IRAP più bassa.
Alcuni altri indicatori, i risultati della sanità, che ho detto prima, ma anche i risultati economici sulla sanità degli ultimi dieci anni, vedono il Veneto come primo posto nelle Regioni a Statuto ordinario in sanità, con il più elevato conseguimento nel periodo, che ricordava anche il Presidente, 2011-2018 di 239 milioni contro quelli dell'Emilia-Romagna, meno 137, contro quelli del Lazio – nel Lazio, essendo la sanità del Lazio vicina ai Ministeri, non so, forse hanno lo stesso vizio dei Ministeri romani – dove siamo intorno a meno 2.865.
Vedete cosa significa a volte – poi, se volete, vi lascio i dati e ve li studiate – gestire le cose con il sale in zucca, con quella che è la caratteristica di noi veneti. Noi abbiamo una storia che deriva dal lavoro, dal sacrificio, dal risparmio.
Noi siamo i primi risparmiatori, penso, in Italia. La prima cosa che mi regalò mia nonna alla prima comunione fu la "musina", quella di ferro, che dava la Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, che significava la propensione al risparmio, al mettere via, significava pensare alle future generazioni, cominciare a far la casa per i figli appena erano nati, magari con il sacrificio del sabato e della domenica, quando tutti facevano i muratori, gli idraulici o i carpentieri.
Questa è la mentalità di noi veneti, che è quella, comunque, che ha creato la ricchezza nella nostra Regione, ma non solo, perché, se abbiamo avuto un'altra ricchezza, lo ricordava Lorenzoni, è che molti degli immigrati dall'arrivo degli italiani, ricordo, dal 1866 a oggi, sono andati in giro per il mondo, o forse sono anche di più, sono più di 5 milioni in giro per il mondo, e hanno creato la ricchezza di tutte le altre nazioni, dall'Australia, al Canada, al Brasile. I nostri veneti nel mondo. Quella mentalità tutto il mondo ce la riconosce, e deriva dalle radici storiche e identitarie del popolo veneto, che affondano nella Repubblica Serenissima, dal 1405 in poi, che è legata al lavoro, al commercio, a questa mentalità anche di girare il mondo, da Marco Polo in poi.
I nostri veneziani giravano il mondo allora conosciuto e forse si stabilivano anche dove dovevano stabilirsi, come stanno facendo i nostri ragazzi adesso. Per carità, possiamo fare tutti i bilanci che vogliamo, possiamo fare il libro dei sogni, ma io penso che l'assessore Calzavara e la Giunta abbiano fatto un ottimo lavoro, e li ringrazio.
Concludo. Chi non sta bene qui in Veneto, vada pure ad abitare in Emilia-Romagna, in Lombardia, in Piemonte o in altre parti. Non ne sentiremo la mancanza.

PRESIDENTE

Bene. Io ho, come interventi, la richiesta del collega Montanariello, che però non vedo.
Collega Zanoni, è in collegamento? Sì, lo vedo.
Do la parola al collega Andrea Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Siamo all'ultimo progetto di legge che riguarda questa importante manovra di bilancio di previsione.

PRESIDENTE

Lasciamo parlare il collega Zanoni. Grazie.
Prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, colleghi. Capisco che dopo l'intervento di Pan, accalorato, ci siano dei commenti in Aula. Credo che, per l'ennesima volta, si tratti di un'occasione mancata, questa, per fare degli investimenti sulle tecnologie e sul lavoro del futuro.
Abbiamo di fronte dei cambiamenti epocali, lo vediamo con il PNRR e lo vediamo con la Next Generation EU, lo vediamo con i Green New Deal, lo vediamo a livello mondiale dove tutti stanno cercando di dotarsi di queste nuove tecnologie per affrontare la sfida, una sfida epocale per l'umanità, quella dei cambiamenti climatici.
Abbiamo visto proprio in queste ore cosa vuol dire il clima che cambia e anche lì dove sono abituati a subire la violenza ai massimi livelli dei tornado, vediamo che anche lì non sono mai pronti a questi fenomeni che adesso si manifestano con caratteristiche molto più forti e violente di prima, con tornado che spazzano tutto e percorrono centinaia di chilometri quando prima ne facevano alcune decine e con un numero veramente impensabile fino a pochi anni fa.
Abbiamo tutti i segnali che ci dicono che la strada da percorrere è quella dell'applicazione di queste nuove tecnologie, utili a diminuire le emissioni climalteranti, quindi più rinnovabili, ma ancora non stiamo ingranando quella marcia, proprio non ci siamo. Non ci siamo e quindi continuiamo nella precedente strada, che non ci porta a risolvere questi temi.
La nostra è una Regione che si potrebbe veramente prestare a questa nuova industria del fotovoltaico, ma di tutte quelle tecnologie utili a produrre energia da fonti rinnovabili non inquinanti. Fino a pochi decenni fa avevamo un'industria e delle aziende che erano il fiore all'occhiello, ad esempio, sulla produzione del fotovoltaico. Praticamente è quasi sparito tutto.
Abbiamo puntato, come Regione perlomeno, abbiamo spinto su altri settori sicuramente. C'è il turismo, ma quello ci sarebbe stato comunque. Sulla mobilità sostenibile abbiamo fatto qualcosa, ma non quello che serve, cioè puntare, ad esempio, alla mobilità elettrica anche su gomma. Quindi, ci ritroviamo in una situazione abbastanza statica. Invece, se noi fossimo più attenti anche alle dinamiche internazionali e a quello su cui puntano alcuni Stati emergenti, avremmo ben chiaro che dovremmo, invece, puntare su queste tecnologie. Non lo stiamo facendo.
Credo che sia sicuramente interessante per molti veneti, economicamente parlando, aver investito milioni sulla viticoltura. Potrà essere un'opportunità anche quella delle Olimpiadi di Cortina, ma sono sicuramente cose che poco ci aiutano alla transizione che dovremo affrontare, che ci vedrà fare dei sacrifici e che ci vedrà affrontare, anche per quanto riguarda il mondo lavorativo, dei problemi non da poco, perché quando si parla di transizione si parla di chiudere una pagina e di aprirne un'altra, con una gradualità, in modo tale che nessuno venga lasciato per strada.
Tornando all'intervento del collega Pan, lui dice che noi parliamo di Regione malfamata, di Regione messa male, dove i giovani scappano per disperazione, ma noi ci basiamo su fatti concreti, oggettivi, sulla fotografia che vediamo. Tra l'altro, dico al collega Pan che molti di questi dati vengono fotografati da rapporti ufficiali della Giunta regionale. Ad esempio, mi riferisco al Veneto Sostenibile, dove abbiamo messo in fila gli obiettivi ONU dell'Agenda 2030 sulla sostenibilità. Ci rendiamo conto che c'è la consapevolezza di avere dei problemi in termini di tutela delle acque, in termini di tutela della biodiversità, in termini di poco biologico e così via. Non si tratta di lanciare accuse, ma si tratta di dire che c'è una situazione che non va, a nostro avviso, naturalmente, dal nostro punto di vista, quindi proponiamo alcune misure, alcuni finanziamenti ad alcune attività utili per affrontare queste tematiche.
Ho sentito di nuovo tutta la questione, la querelle sull'addizionale IRPEF, sulla maggiorazione, dovremmo dire, per essere più corretti, dell'addizionale IRPEF. Continuo ad avere il parere che potremo applicarla senza dissanguare nessuno, come fanno tutte le altre Regioni, ma con più fondi per dare dei servizi migliori ai cittadini.
Poi, quando si parla di giovani, di giovani che se ne vanno, questi giovani vedono nuovi mondi, fanno nuove esperienze. Chi è che non è d'accordo su questo? Certo, lo sappiamo benissimo, però ci sono anche molti giovani che gradirebbero restare qui in Veneto.
Tra l'altro, mi chiedo, da una forza politica che parla di orgoglio Veneto ai massimi termini, dell'autonomia del Veneto, poi parliamo della festa dei veneti, c'è stato anche un Consiglio straordinario sulla Repubblica Serenissima nella scorsa legislatura, i veneti nel mondo, credo che liquidare tutto con "ai nostri giovani piace girare il mondo" non sia corretto. Chiedo anche un po' di coerenza. Se parliamo di Veneto come modello, dovrebbe essere un modello anche per chi vi risiede, per i giovani e quindi per farsi un futuro, delle famiglie e trovare lavoro qui in Veneto. Altrimenti, a mio avviso, siamo anche poco coerenti.
Sulla sanità siamo al primo posto, come ha detto il collega Pan. Proprio in questi giorni sto ricevendo segnalazioni, in particolare nel trevigiano, ma penso sia una situazione comune, ho sentito anche i colleghi del Gruppo e vedo che anche in altre Province la situazione è questa, di cittadini che chiedono impegnative per i propri genitori, genitori anziani, e devono passare ore al telefono. Addirittura c'è chi poi tenta di chiamare da un CUP a un altro e riceve risposte evasive, "chiameremo domani" e non si fa vivo nessuno. Alla fine succede che vai dal privato. Dire che siamo al primo posto... Forse magari qualche indice, qualche tabella lo dirà, le famose tabelle, ma nei fatti non possiamo dire che non ci sono problemi; non possiamo dire, collega Pan, che non possiamo migliorare questa situazione. Naturalmente, per migliorare la situazione ci vogliono mezzi, ci vogliono risorse, ci vuole personale e per tutto ciò ci vogliono anche i soldi.
Ecco perché ritorniamo alla maggiorazione dell'addizionale IRPEF. Se ci fosse questa maggiorazione, avremmo che chi ha potrebbe dare per contribuire a dei servizi migliori per tutti ed evitare che i nostri anziani gravino sul welfare familiare. Perché poi è questo che accade: gravano sulle famiglie. Se non ci fossero le famiglie, però...
Il modello di famiglia, lo vediamo, e lo dicono tutti gli indici, che tanto ha sostenuto il welfare familiare, i propri genitori, gli anziani e quant'altro, sta cambiando, si sta modificando. Nel futuro sarà magari anche più difficile puntare a questo: il numero di figli che possono accudire i genitori adesso è diverso del numero di figli che accudiranno i futuri anziani. Conosciamo tutti la questione demografica. Certe scelte effettivamente non sono così esenti da ripercussioni, da effetti collaterali.
Mi scusi, collega Pan, io faccio riferimento a lei, perché l'ultimo intervento mi ha stimolato su diversi fronti. Lei giustamente ha detto delle cose vere: la questione dei miliardi dati alle banche, la questione dei miliardi dati alle città o Regioni che hanno bilanci insostenibili. Chi non è d'accordo su questo? Ci mancherebbe altro. Sono scandali che portiamo avanti da anni e che magari sono stati anche la vostra fortuna politica. Vanno combattuti, vanno sistemate queste cose, non possiamo pensare di andare avanti con questa palla al piede.
Giusto ieri si vedeva in TV la questione del dissesto della sanità in Calabria. Credo che non sia tollerabile una cosa del genere in un Paese civile come il nostro. Che non si trovi una soluzione veramente è una roba...
Prima diceva, giustamente, che i veneti hanno sempre lavorato molto. Il sabato e la domenica tutti fanno con sacrificio gli idraulici, i carpentieri, i muratori per risparmiare, per mettere via, per avere quella sicurezza familiare. Lei diceva della filosofia del buon padre di famiglia, ma potremmo anche dire della buona madre di famiglia. Questa filosofia potremmo e dovremmo applicarla anche quando andiamo a esaminare i bilanci del genere, perché è sostenibile, chiedo, che nei prossimi bilanci dovremo pensare a pagare dei canoni per quarant'anni per una superstrada che potevamo farci noi in casa accedendo ai finanziamenti ed evitando di dare, alla fin fine, 12 e passa miliardi a un privato.
I veneti fanno i carpentieri, i muratori, gli idraulici nel fine settimana, aggiungo anche i falegnami, per risparmiare, per far quadrare i conti e dopo abbiamo questo dissanguamento delle risorse pubbliche incredibile. Anche lì io chiederei un po' di coerenza. Come un po' di coerenza dovremmo averla anche per questi eventi puntuali nel tempo, che fanno presto a diventare storia, passato, che si ripercuoteranno sulle future generazioni.
Mi riferisco alla pista da bob, che graverà per decine e centinaia di migliaia di euro solo in manutenzioni annuali. Potremmo fare una scuola all'anno con i soldi della manutenzione di quella pista da bob. Effettivamente anche questo è un punto di domanda, a mio avviso, importante.
Direi che siamo alle solite. Siamo a un bilancio che fa fatica ad affrontare questi cambiamenti epocali. Mi auguro, visto che passeremo ancora tre anni assieme, che i prossimi bilanci, anche con risorse che arriveranno, speriamo, siano più innovativi, siano più al passo con i tempi di queste emergenze che veramente stanno gravando su tutti noi. Facevo l'esempio degli Stati Uniti e di quello che è successo l'altro giorno, ma basta leggere i giornali, approfondire qualche notizia per renderci conto che la situazione è veramente drammatica in tutti i posti del mondo. Quindi, anche qui dovremmo con maggior impegno cercare di innovare il nostro modo di investire e di finanziare i vari settori, cercando di puntare molto sull'innovazione, sulle nuove tecnologie e, quindi, su un nuovo tipo di lavoro.
Del resto, sono convinto che avremmo tutte le capacità, gli strumenti, i mezzi, le risorse umane e l'imprenditoria per affrontare queste sfide. Però, la Regione su questo dovrebbe fare da traino, cosa che, a nostro avviso, a mio avviso, per adesso non fa. Abbiamo delle opportunità.
Spero che dai prossimi anni veramente ci sia... C'è stata qualche piccola apertura, lo abbiamo visto, ad esempio sull'alimentazione dei mezzi elettrici, le colonnine elettriche e quindi qualche segnale positivo, però sono molto timidi. Mi auguro che prossimamente, almeno dal prossimo bilancio veramente si cominci a pensare in grande, a pensare al futuro della nostra Regione come Regione traino sulle tecnologie green sostenibili, perché sono quelle – basta vedere come si muove la grande industria - sulle quali dobbiamo puntare.
Le grosse industrie, che spesso arrivano prima degli Stati, stanno puntando su questo. Lì ci sono i finanziatori. I finanziatori non mettono a rischio i loro patrimoni. Sappiamo qual è la direzione, sappiamo dove dovremmo andare. Quindi, più coraggio, più determinazione e anche più impegno, perché sicuramente cambiare le cose richiede sacrificio, comporta dei rischi e comporta sicuramente maggior lavoro.

PRESIDENTE

Grazie.
Ha chiesto la parola la collega Rizzotto, ma non la vedo in Aula. Grazie.
Mascherina, grazie, collega.
Prego, collega Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie. Volevo fare solo un paio di considerazioni, anche veloci, su alcuni interventi che ho sentito questa mattina in particolare, anche se, a dire la verità, li ho già sentiti nelle altre due occasioni, quando abbiamo parlato della manovra di bilancio.
Prima di tutto mi sono chiesta: ma in che Veneto sto vivendo? Mi stanno descrivendo un Veneto che non è quello dove vivo io. Veramente pareva la peggiore Regione del mondo dove stare, il che cozza fortemente con alcuni dati, recentissimi. Stamattina pensavo: proprio ieri, l'altro ieri, abbiamo visto anche l'indagine che "Il Sole 24 Ore" fa ogni anno sulla qualità della vita delle province italiane, quindi 107 province. Dove è messo il Veneto? Dove sono le province venete? Tra i primi posti resta Verona, anche se ha perso qualche posizione. Al decimo posto vi è Treviso. È salita nell'ultimo anno di 19 posizioni. Sedicesimo posto per Venezia, salita di 17 posizioni. Diciottesimo posto Belluno, più 28 posizioni; Padova non classificata, in fondo. Io ho guardato solo le prime trenta, ma probabilmente ha una Amministrazione di tipo diverso.
Non lo so, qui stiamo parlando comunque delle province, di una gestione provinciale. A me ha colpito moltissimo il dato che è uscito sui giornali in questi giorni, che la provincia di Treviso, la mia provincia, è la prima come posto migliore dove lavorare e vivere per le donne e dove c'è anche la speranza di vita maggiore, per le donne in particolare.
Tutti questi discorsi, quindi, cozzano completamente, con tutta la parafrasi che ha fatto per la terza volta la collega Camani che ha descritto un Veneto dove io non mi riconosco e con un ruolo delle donne in Veneto dove io non mi riconosco assolutamente.
A me pare, insomma, che la Regione dove stiamo stia crescendo negli anni e io condivido anche alcune affermazioni che ha fatto la collega Venturini con la sua frase stamattina, cioè si fa quello che si può con quello che si ha, dove si è. Lei riprendeva quella frase. Sono d'accordo. Con quello che abbiamo, con quello che potevamo fare, abbiamo reso, ma non soltanto la Regione, ma anche le Amministrazioni locali, il nostro Veneto migliore, e crescerà ancora.
Quindi questo disfattismo continuo del Veneto io non lo capisco. Sono anni che vi sento dire, in sessione di bilancio, come opposizione, che siamo la peggiore Regione del mondo, continuate a criticare tutto come se veramente il posto peggio dove andare a stare è il Veneto. Non è così e i dati lo dimostrano. Non a caso la maggioranza è composta in maniera incredibile in questo mandato da quasi un 40 a 10. Vuol dire che tanto male anche negli anni passati non abbiamo fatto. Forse una riflessione la dovete fare voi.
Comunque, a parte questo, come considerazioni di carattere generale, volevo fare solo un cenno su una cosa che non condivido: è stata criticata la questione della Superstrada Pedemontana Veneta. Da quest'anno, dal bilancio 2022 verrà inserita una annualità del canone di disponibilità poi negli altri due anni vi sarà il canone, eccetera. Siete fuori dal tempo, non avete capito niente. Voi vi siete persi cosa è successo in questi anni. Vi siete completamente persi, ma persi sul serio, collega Camani, perché noi con responsabilità, non le sue frasi... Cosa ha detto stamattina? "Meno faccio e meno sbaglio; se non faccio, rischio di non fare danni", eccetera.
Ci siamo presi in carico un contratto che non ha fatto il Presidente Zaia, non ha fatto la nostra Amministrazione. Era partito tanti anni fa, era partito con l'Amministrazione Galan, dove il Presidente Zaia non c'era.
Mi lasci intervenire, la prego. Noi l'abbiamo ascoltata in rigoroso silenzio, come sempre, perché quando parla lei tutti stanno zitti, ossequiosi, eccetera, come se fossimo degli studentelli di primo pelo. Ma non è così. Non è così, collega. C'è qualcuno che pensa anche a quello che dice. Io non accetto queste frasi che lei ha detto. Che venga a dirci che noi abbiamo sbagliato e adesso si paga, e lei ha fatto la frase. Me l'ero segnata stamattina: "Non è giusto che paghino i veneti".
Noi ci siamo assunti una responsabilità nel 2017, facendo il terzo atto aggiuntivo di modifica del contratto con il concessionario per quell'opera, altrimenti rischiava di restare la più grande incompiuta in Italia come opera pubblica. Ci siamo assunti delle responsabilità importanti, con difficoltà anche. L'abbiamo approfondito molto. Non potevamo imporre la forza della Regione. Il contratto era già stato fatto all'inizio degli anni Duemila, quando era stato messo in gara.
Il fatto, come ha detto prima il collega Zanoni, che "potevamo farcela da soli l'opera". Potevamo farcela da soli? Ve lo ricordate o no che nel 2001 c'è stata una Conferenza di servizi a Castelfranco Veneto dove tutti i Sindaci dei trentasei Comuni attraversati, tutti, hanno deciso loro che non doveva essere fatta un'autostrada, ma una superstrada a pagamento? E perché? Perché così veniva ridotto il vincolo possibile di esproprio ai lati della strada.
L'unica persona in quella Conferenza di servizi, nel 2001, badate, che ha votato contro è stato il Presidente della Provincia di Treviso. Sapete chi era? Un certo Luca Zaia. Qualcuno lo conosce? Il Presidente Zaia, in quell'occasione, ha detto: "Siete sicuri che vi conviene così?". Lui l'ha detto. L'unico voto contrario era quello. Ma i Sindaci hanno detto: "No, superstrada a pagamento". E si è andati avanti con quel percorso. Poi, con l'accordo Stato-Regioni si è stabilito che gli oneri in parte dovevano ricadere sulla Regione.
Noi ci siamo presi carico di quest'opera, con un contratto capestro già all'epoca, e ci siamo detti: "Cosa facciamo? La lasciamo così? Lasciamo la più grande opera incompiuta o cerchiamo di chiuderla e di farla finire?". Noi ci siamo assunti le responsabilità. E ce le siamo assunte togliendo anche alcune agevolazioni che erano previste, alcune veramente assurde. Io all'epoca ero Sindaco quando è stata fatta la superstrada, quando è iniziato anche il progetto. Ho fatto dieci anni da Sindaco in quel tratto e vent'anni da amministratore locale. Quando dicevano: "Ah, ma verranno esentati 70-80-90". Perché non esentiamo tutto il Veneto? Chi paga, dopo? Pagherà qualcuno. La Regione del Veneto ha pagata, perché tanto lo Stato si era già liberato le mani. Doveva farla la Regione.
Noi continuavamo a dire: "Almeno esentiamo i Comuni dove passa, i 36 Comuni". Invece, all'epoca, l'assessore Chisso, che aveva promesso il mondo a tutti pur di tenerli buoni, perché così è andata, aveva promesso di esentare anche i Comuni vicini. E siamo arrivati a 76-78 Comuni, non mi ricordo. Una roba folle!
Con cosa si paga un'opera del genere? Quando nel 2017 ci siamo trovati di fronte al fatto che non riuscivano a chiudere il closing finanziario e dovevamo decidere cosa fare, se andare in contenzioso e lasciare l'opera incompiuta, ci siamo assunti una responsabilità e l'opera si sta concludendo.
Nel terzo atto aggiuntivo, però, sono state tolte alcune cose che erano previste in quello iniziale, tra cui anche l'esenzione. Adesso mi viene da sorridere. Ho visto che dopo c'è anche una mozione ridicola, di uno che dice: "Ah, scusate, ma c'era l'impegno una volta. Bisognava che tutti fossero esenti". Sì, una volta. Ma in questi anni dove eri? Ti sei accorto cosa è successo in questi anni? Ricordo che io per prima, quando nel 2017, in Seconda Commissione, abbiamo guardato l'atto aggiuntivo e poi discusso anche con la Prima Commissione qui in Aula, ho dato delle prescrizioni per il terzo atto aggiuntivo, dove c'era scritto anche "di valutare la possibilità di prevedere l'esenzione, anche parziale, del pedaggio per i residenti dei Comuni interessati dal tracciato". Questo era ancora nell'aprile 2017, "per valutare, durante gli anni di vita di concessione, 39 anni, almeno per i Comuni residenti, questa possibilità".
Cosa ha fatto il PD in quell'occasione? Cosa ha fatto la minoranza in quell'occasione, quando abbiamo discusso il terzo atto aggiuntivo? Qualcuno se lo ricorda? Non hanno partecipato al voto! Non hanno neanche partecipato al voto, cari. In Commissione no e neanche in Consiglio hanno partecipato al voto. Non si sono assunti neanche una responsabilità. Niente. Non hanno proposto niente in alternativa. L'alternativa cos'era? Lasciare le cose così, lasciare l'opera incompiuta.
Noi le responsabilità ce le prendiamo e lo facciamo per il bene dei veneti. Stiamo amministrando bene il Veneto e di questo io sono orgogliosa. Quindi, quello che ha detto per me sono tutte cavolate.
Grazie.

PRESIDENTE

La collega Bigon non c'è.
Erika Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Buongiorno a tutti.
Mi sento anch'io di dire la mia su quello che abbiamo sentito nell'ultima mezz'ora-ora in quest'Aula. Credo non sia corretto, per chi ci sta ascoltando, fare ragionamenti che, secondo me, non sono molto coerenti. Non credo sia giusto né esaltare troppo delle qualità, che pur ci sono, e neanche bistrattare quello che è insomma il buon nome della Regione del Veneto. Credo che, come in tutte le cose, bisogna usare raziocinio e oggettività. Quantomeno un certo criterio di oggettività ci deve essere in tutte le cose e quindi mi sento da una parte di prendere le distanze da chi sostiene che tutto vada male, ma anche da chi, al contrario, crede che tutto sia perfetto, che non ci sia niente di cui obiettare.
Le cose vanno dette per come sono. Ci sono sicuramente degli aspetti da migliorare e di cui bisogna tener conto e credo che quello che è stato sollevato dai colleghi vada comunque tenuto a mente e vadano fatte delle opportune riflessioni, se vogliamo essere obiettivi e rimanere appunto sul piano della concretezza.
Per quanto riguarda questa manovra emendativa, stiamo affrontando oggi questo bilancio di previsione che ci terrà impegnati fino a tarda serata, credo, io mi sono permessa di fare delle riflessioni. Innanzitutto parto dalla constatazione che ieri a Chioggia, nella mia città, si sono tenuti gli Stati Generali della Pesca. Non voglio entrare nella polemica che abbiamo letto, ma vorrei solo cercare di fare il punto su quella che è la situazione: un settore che nell'ultimo periodo è entrato in profonda crisi e chiede aiuto alla politica. Ieri eravamo in tanti e credo che ognuno di noi, per quanto di propria competenza, debba fare qualcosa, debba mettere la propria disponibilità al servizio di queste persone, che, ricordiamo insomma, fanno un lavoro veramente gravoso, meritano il sostegno più profondo e anche mandare il riconoscimento del lavoro usurante, come chiedono da tanti anni. Cosa che invece avviene per talune categorie ma per i pescatori ancora questa cosa non si vede all'orizzonte.
Ricordo anche che grazie al mio emendamento, nella risoluzione che poi è stata approvata a maggioranza sul Piano Regionale di Ripresa e Resilienza è stata dedicata una parte importante proprio alla pesca, più tutta una parte che riguarda l'ammodernamento dei mercati ittici all'ingrosso, ma anche la ricerca di nuovi strumenti meno impattanti di pesca e anche l'adeguamento dei porti e delle infrastrutture, perché ricordiamo sempre che non basta avere delle strutture all'avanguardia, ma bisogna avere le infrastrutture che arrivino a un certo luogo, che ha bisogno di svilupparsi e prosperare. Quindi, anche tutta una parte relativa alla sostenibilità ambientale, che più volte è stata citata anche in quest'Aula. Io credo che anche questo sia un concetto che non può essere demonizzato, come ho sentito fare anche qui da alcuni di voi, deve essere, invece, opportunamente valorizzato e promosso, come si sta facendo in tutte le sedi, soprattutto in Europa.
Proprio per questo ho proposto un emendamento che va ad aggiungere sul Piano della pesca 400.000 euro, perché i fondi su questo settore sono stati tagliati in questa manovra. Quindi, se vogliamo dare un senso alla partecipazione multilaterale e trasversale di ieri agli Stati Generali della Pesca, dobbiamo essere coerenti e concreti e aumentare la posta in bilancio proprio relativa al settore pesca.
Altro emendamento riguarda le imprese. Anche qui, c'è una particolare attenzione allo sviluppo sostenibile, al green economy: anche questo un concetto più volte ribadito, che va tenuto in debita considerazione proprio per le implicazioni che ha nel presente e nel futuro delle nostre esistenze e della nostra economia. Si chiede un incremento di 150.000 euro, che possono essere pochi per me, ma possono essere tanti per voi, ma sicuramente uno sforzo in più va fatto a favore proprio della legge regionale n. 13/2014 che disciplina i distretti industriali, le reti innovative, lo sviluppo sostenibile, la riduzione dei consumi, le infrastrutture digitali e quelle relative alla green economy, l'internazionalizzazione delle imprese (ho visto che qualcosa avete recepito: ho visto l'assessore Calzavara che proponeva un aumento in questo senso delle risorse proprio per l'internazionalizzazione delle imprese), la nuova occupazione qualificata, il sostegno all'imprenditorialità innovativa, un sostegno alle imprese per la partecipazione a progetti europei. Sappiamo quanto sia fondamentale di questi anni riuscire a partecipare a progetti europei per il recepimento di fondi che sono veramente una manna dal cielo e una liquidità immediata in tempi di vacche magre.
Un altro paragrafo riguarda la violenza sulle donne. Anche questa è una piaga dei nostri tempi. Il Presidente Zaia lo definiva un "fenomeno orrendo", cito le sue parole. È un fenomeno che comunque è in continua crescita esponenziale, molto spesso per mano del genere maschile. Senza voler demonizzare un genere, credo che vada data la possibilità alle donne di ottenere non solo giustizia, ma anche protezione. Si propone con questo emendamento un intervento a favore dei centri antiviolenza per 400.000 euro in più dei fondi destinati, se vogliamo essere conseguenti con quello che diciamo negli ultimi anni, con il ricordo delle varie giornate contro la violenza sulle donne, che si celebrano ormai in tutti i Comuni d'Italia. Il benessere, lo chiamiamo così, e lo sviluppo socio-economico del nostro territorio passa anche di qui, da una maggiore giustizia sociale nei confronti delle donne.
Altro capitolo importantissimo, e qui parliamo di profilo socio-sanitario, è quello della malattia mentale. In particolare, chiedo di finanziare con 200.000 euro il Centro regionale di riferimento per l'invecchiamento cerebrale, il CRIC, dell'azienda ospedaliera di Padova. Sappiamo, purtroppo, che le malattie mentali, soprattutto in riferimento all'Alzheimer, sono in crescita ed è importante sostenere questa ricerca proprio perché ogni euro investito per sostenere la ricerca nell'ambito del decadimento cognitivo può generare una maggiore efficienza in termini di cure e presa in carico dei pazienti e delle famiglie. Anche queste vanno aiutate, senza dubbio.
Ricordo anche che nel DEFR appena approvato è stato approvato un mio emendamento che chiedeva il potenziamento delle risorse dedicate alla diagnosi precoce, alla cura, al monitoraggio dei pazienti con decadimento cognitivo e questa era anche una delle richieste delle Conferenze dei Sindaci delle varie ULSS che abbiamo sentito in audizione in Quinta Commissione.
Visto che è stata recepita questa proposta, evidentemente deve trovare una ricaduta a livello di bilancio di previsione o quantomeno dovrebbe ottenere una ricaduta.
Parallelamente, per ragioni in qualche modo complementari, propongo di aumentare i fondi per la promozione e la valorizzazione dell'invecchiamento attivo. Proprio l'OMS nel 2002 l'ha riconosciuto come un processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano. Non serve che vi rammenti che la popolazione sta invecchiando: i nuovi nati sono sempre meno e quindi il calo demografico e la tendenza all'invecchiamento sono due costanti del nostro Paese. Vanno tenuti sicuramente in monitoraggio costante e c'è bisogno urgente e necessario di intervenire il prima possibile per incrementare la qualità della vita dei nostri anziani di oggi, ma anche quelli futuri, del domani.
Allo stesso tempo, chiedo un aiuto per chi oggi non è autosufficiente per l'assistenza residenziale, semiresidenziale e domiciliare, in particolare per le persone con il disturbo dell'autismo. Anche questo è stato un tema che abbiamo toccato in vari interventi in quest'Aula e ringrazio l'assessora Lanzarin anche per l'ordine del giorno che è stato approvato nella ultima seduta, per farsi carico di un nuovo piano e di un maggiore investimento anche per i due centri di riferimento regionali, che sono importantissimi e si prendono in carico persone, anche bambini e ragazzi, che vedono incrementare il numero ogni anno, purtroppo. Sono un grave fardello e una grave difficoltà, comportano gravi difficoltà per le famiglie che purtroppo hanno avuto questa sfortuna in casa.
Un'altra questione riguarda invece il diritto allo studio. Anche su questo abbiamo speso ore e ore di discussione parlando delle borse di studio, ma anche del problema che è venuto fuori di recente, ad esempio a Padova, con gli studenti fuori sede che rivendicano un alloggio che purtroppo non c'è. Abbiamo visto l'Università di Padova e il Comune di Padova mettere a disposizione importanti somme e quindi ho chiesto che anche la Regione si faccia promotrice di un sostegno pari a tre volte quello che è stato messo a disposizione dagli Enti locali e dalle Università, proprio in riferimento al fatto che tre sono i maggiori poli universitari presenti proprio nella nostra Regione.
Il caso di Padova è eclatante, ma non è sicuramente l'unico. Se vogliamo investire proprio sulla qualità dello studio e sul futuro, credo che a questi giovani vada dato tutto quello che possiamo dare in questo momento, quindi la necessità di un investimento in edilizia residenziale è assolutamente importante e impellente.
Ho chiesto anche di potenziare il programma di fornitura dei libri in comodato d'uso gratuito perché con queste azioni la Regione "contribuisce concretamente a garantire il diritto allo studio, permettendo ai meritevoli, ma privi di mezzi, di raggiungere i più alti gradi dell'istruzione". Questo è proprio preso a prestito dalla nostra Carta costituzionale.
C'è, infine, un altro pacchetto di emendamenti meno consistente, ma non meno significativo sul piano dei valori e della visione del futuro del Veneto. Sono emendamenti che intervengono in materia di ambiente e rifiuti. La direzione è quella dell'economia circolare. Lo abbiamo detto, anche questo più volte in queste giornate ed è stato anche recepito qualcosa, meno male, nel DEFR, nelle ultime Sedute.
Ricordo che questo Consiglio si è espresso in modo molto importante per l'abbandono dello smaltimento dei rifiuti in discarica, per la riduzione al minimo degli inceneritori e per il potenziamento del riciclo ad alta efficienza e di alta qualità. Il Veneto è tra le Regioni più virtuose dal punto di vista della raccolta differenziata, lo sappiamo, ma si tratta di mettere a frutto questa bellissima sensibilità da parte dei cittadini veneti e tradurla in un reale impegno per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica a livello di sistema. Oggi come oggi credo che il concetto di salute pubblica sia in cima alle preoccupazioni di tutti noi cittadini e credo sia necessario e urgente intervenire anche sulla questione dell'inceneritore di Fusina con i biomonitoraggi, che le associazioni e i comitati richiedono da tempo e che questo Consiglio regionale, ancora l'anno scorso, si era impegnato ad avviare. Ad oggi, non ci sono notizie in merito, ma spero che prima o poi ci sia da parte nostra, da parte della Giunta regionale, la volontà e il senso di responsabilità che faccia fare questa indagine, perché è assolutamente indispensabile. Prima di andare a implementare un impianto di tali dimensioni, potenzialmente nocivo, io credo che vadano accertate le condizioni di un luogo e che, se le condizioni non lo permettono perché il tasso di inquinamento è talmente elevato, non si possa procedere. In qualche modo, bisogna trovare delle soluzioni che attenuino la concentrazione di inquinanti perché, lo ripeto, la salute è in cima alle preoccupazioni di tutti i cittadini, non solo del Veneto, ma dell'Italia intera.

PRESIDENTE

Grazie.
Ha la parola il collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Non volevo neanche intervenire, ero tranquillo oggi, però, dopo questa kermesse sull'eccellenza indiscussa e tutti i buoni motivi per cui bisogna stare zitti durante una fase di bilancio come questa, perché la Regione Veneto fa le cose tutte giuste e perfette, per mezzo bocca di colui che probabilmente per qualche illuminazione divina riesce a non sbagliare nulla, è giusto che chi la pensa diversamente stia zitto. È giusto che chi la pensa diversamente venga derubricato come un litigioso. È più facile dire che chi la pensa diversamente butta fango sulla nostra bellissima Regione che dire che forse qualcosa dovremmo analizzarla.
Parto dalle frasi che diceva prima la collega: ma in quale Veneto vivo? Diceva la collega, sentendo il dibattito in Aula, "io mi chiedo in quale Veneto vivo, con quali occhi vediamo il Veneto". Io provo a vedere il Veneto con gli occhi di alcune persone che non sono quelle che guadagnano 8.000 euro al mese. Io provo a vedere il Veneto con gli occhi di coloro che non hanno la fortuna o la bravura o l'audacia o la competenza di essere gente che per meriti, e non perché qualcuno gli regala qualcosa, guadagna 10.000 euro al mese, guadagna 5.000 euro al mese.
Provo a rappresentare anche un po' quelli che, come me, sono umili operai, quelli che mi hanno votato. Provo un po' a elencarli. Mi veniva un po' in mente chi sono. Sebastian chiede il TFR per curarsi dal dentista, perché da noi il dentista non è pubblico, a meno che non stai male, vai al Pronto soccorso, ti chiamano il dentista e ti tirano il dente.
Gianni, volontario AUSER: finiti i soldi del progetto STACCO per portare la gente in quegli ospedali dove la Regione, che è titolare della competenza (non serve l'autonomia, è già titolare della competenza) non mette i bus per portare la gente a curarsi negli ospedali.
Soraya vende lo scooter per curare il proprio gatto, perché quando lo ha portato dal veterinario pubblico non era permesso di... il gatto è un animale d'affezione che, per qualche veneto, Pan, che non ama mangiarli, è un pezzo della famiglia.
Raffaella molla il proprio lavoro per diventare mamma, perché costa di più l'asilo privato e la babysitter di quanto lei guadagna.
Andrea, operaio a Mestre, doppio lavoro, pizzaiolo la sera invece di stare con la famiglia, perché con 1.600 euro al mese non riesce a pagare un mutuo di 600 e dar da vivere ai sui due figli, perché insieme al mutuo, lo sappiamo tutti, c'è il condominio, ci sono le bollette, c'è l'assicurazione, c'è il bollo. 1.600 non sono tanti per una persona che ha due figli.
Marco, mio collega dell'ACTV, con un buono pasto cercava di far quadrare il pranzo con la cena per potere risparmiare e usare i soldi per le merende il giorno dopo al figlio: ahimè, agli asili si portano le merende e per chi guadagna 1.300 euro anche un pacco di brioche è un lusso, se non vuoi far andare tuo figlio a scuola con le brioches del discount, perché i bambini guardano anche quello. Bene.
Gloria, lavoratrice del trasporto, dopo quattro stagioni progetta di sposarsi e resta a casa, non lavora più: a differenza della sua collega che riesce a trovare lavoro e si sposa, lei non riesce a trovare un altro lavoro, perché fai un po' di pulizie e qualche stagione nei chioschi, ma non è che ti danno una prospettiva di dire: programmo una vita.
Emanuela e Cristian, lui lavora in Italo, lei lavora in una cooperativa delle scuole. Non gli danno una casa in affitto perché sono due contratti precari e quando si rivolge al Comune dice: hai il reddito, perché dovrei darti un aiuto?
Esiste anche un Veneto fatto di questa gente, non sono tantissimi perché fortunatamente è una Regione dove c'è tanta ricchezza, siamo fortunati, però ci sono anche questi e a questi andare a dire che i servizi sono un optional, non è mica una cosa che non gli mette le mani in tasca, perché dire che non vai a lavorare un giorno per portare tua mamma a fare una visita, ragazzi, se sei un artigiano vai a perdere tu una giornata. Invece, se sei un dipendente vai a dire tu che ti diamo la giornata per poter andare a portare la persona... provate a uscire da qua, fermatevi in un bar, dite: "Domani prende un giorno di ferie per portare tua mamma?" Al primo locale che troviamo.
Gli studenti che fanno i pendolari e quando arrivano a casa non hanno le aule studio. Da dove vengo io non c'è mica l'aula studio. È il sesto Comune del Veneto. Non c'è mica l'aula studio. Con tutto il rispetto per le piccole comunità. Dal Comune da dove vengo io non c'è mica l'aula studio ed è il sesto Comune del Veneto. Questi ragazzi devono studiare da qualche parte. Se io faccio fatica – ma io sono duro, io non ci arrivo – a leggere un'e-mail mentre sto in Aula e sento parlare i colleghi, immaginate voi a studiare magari in una casa dove c'è tuo fratello piccolo, tua mamma o tuo papà parlano, se è facile studiare. Ci sono anche quelli. Ragazzi, in Veneto non guadagnano mica tutti 8.000 euro al mese. Vi do una brutta notizia: c'è anche chi vede il Veneto con questi occhi. E non possiamo mica accompagnarli al confine e dire: "Vai via perché inquini l'eccellenza perché tu vuoi l'autobus. Tu inquini l'eccellenza, via, non servi."
Diceva prima il collega Lorenzoni – giustamente ha sbagliato un po' i calcoli – che nel Trentino con 20-30 euro al mese si può viaggiare ovunque. Il collega Lorenzoni ha sbagliato i calcoli perché è una Regione a Statuto speciale e se lo può permettere. Ma guardate che da noi, anche se non siamo a Statuto speciale, dovrebbe costare magari non 30-40, dovrebbe costare 60-70 perché non siamo a Statuto speciale. Ma da noi c'è il problema che non c'è proprio. Da noi ci sono delle zone dove non c'è proprio. La Consigliera ha fatto l'università a Rovigo: chiedetele quanta gente ha buttato i remi in barca perché era più difficile andare all'università, raggiungerla che studiare? Esiste anche questo Veneto.
Esiste anche un Veneto che, se ha bisogno del dermatologo non ha i soldi per andare prima da quello privato perché ti danno un anno e mezzo se vai in ospedale. Volete che facciamo una telefonata in vivavoce? Scegliete voi un'ASL, la scegliete voi. Chiamiamo in vivavoce e lo appoggiamo qua. Chiediamo quanto ci vuole per andare da un oculista. Ormai è talmente abituata la gente che l'oculista e il dentista vai privatamente che ci dimentichiamo anche che può essere un servizio per chi non ha la fortuna, come me, di andare privatamente. Volete che chiamiamo? È Veneto quello, ragazzi. Dopo è meglio che hai soldi per andare da quello privato, ma noi dobbiamo garantire anche quello che non ha i soldi per andare da quello privato.
Esiste una parte di Veneto – esiste anche il tema della morte, purtroppo – dove se hai un parente in fin di vita devi raggiungerlo nell'hospice nei suoi ultimi momenti di vita. Ma se tu l'hospice ce l'hai a 50 chilometri da casa, vai a lavorare per dare da mangiare ai tuoi figli piccoli o non vai a lavorare per raggiungere l'hospice e vedere i tuoi genitori negli ultimi momenti della loro vita? Signori, esistono tra i comuni mortali questi problemi.
Questo non vuol dire che il Veneto non funziona, questo non vuol dire che stiamo gettando fango sul Veneto, questo non vuol dire che stiamo dicendo che è una Regione pessima e dobbiamo andare tutti via. Stiamo dicendo che politicamente, noi, che siamo, come ci ricordava qualcuno con l'arroganza dei numeri, perché i numeri quando vengono spiattellati così sono numeri dati con arroganza, che c'è un 80% fatto di questa maggioranza. Bene.
Vediamo dopo la pandemia che ha fatto capire ai veneti le cose che finora non si erano capite, che il divario sociale è aumentato, che tanti poveri sono ancora più poveri, la prossima volta che non ci sarà il Presidente Zaia se avrete ancora l'80%. Continuate a riempirvi la bocca di questo dato. Vediamo dopo cinque anni dove la gente ha continuato ad avere le stesse risposte, che prima andavano bene perché c'era una condizione diversa, c'era una fotografia della nostra Regione diversa, costava di meno la benzina, le bollette erano meno care, arrivavano i turisti e tu la mattina potevi anche svegliarti e andare a vendere bottigliette d'acqua ed eri ricco, perché eravamo invasi dai turisti. Bastava a Venezia vendere bottigliette d'acqua a 1 euro per prenderti la tua giornata. Vediamo adesso che i divari sociali si sono allargati chi si riempie la bocca con i numeri, quanti ce ne saranno ancora in quest'Aula quando andrà via il Presidente Zaia dopo la pandemia. Perché la sfida non è mica: io ho vinto e sono più bravo. A chi interessa "io ho vinto e sono più bravo"?
La nostra sfida deve essere: siccome siamo più bravi, siamo venuti qui che le risposte erano 10, siamo andati via che le risposte sono 10,1, non 11. Non volete mica che Calzavara abbia la bacchetta magica? Lo sappiamo. Assessore.
Ho fatto tanti anni l'amministratore locale. La bacchetta magica non ce l'ha nessuno, però il mandato che noi ci dobbiamo dare è quello di dire che amministrare una Regione non vuol dire che quella fotografia è la stessa fotografia per sempre, non perché è un reato, perché è così: la fotografia di un bilancio familiare cambia se lavorano in due e il giorno dopo uno perde il lavoro. Non è mica perché uno dei due è stato meno bravo, ma perché sono cambiate le condizioni. La fotografia di un bilancio familiare cambia se uno finisce di pagare un mutuo in confronto a trent'anni prima che l'ha pagato, ma non perché uno è stato promosso al lavoro e guadagna di più, perché per causa di forza maggiore qualcosa è cambiato: non paghi più il mutuo, puoi guadagnare di meno, (incomprensibile) stesso, avanzano, crescono, vado a mangiare la pizza. Nella nostra Regione non è mica che bisogna essere cattivi per dire che le condizioni sono cambiate: la pandemia non l'abbiamo mica voluta noi, però dobbiamo anche dire che se di fronte a dei divari sociali che si accentuano noi continuiamo a dire che l'unico dibattito che si fa in Consiglio... perché guardate l'unico dibattito che è emerso sulla stampa, nelle trasmissioni televisive, ero con qualche collega qui, non è mica su tutte le cose che ci siamo detti. Il giorno dopo del bilancio sui giornali c'era scritto: "Battaglia sulle tasse", ma il dibattito non è mica tasse sì, tasse no.
Ragazzi, guardate che non è che nel centrosinistra siamo tutti imbecilli che vogliamo andare in giro a mettere le tasse ai nostri cittadini; non è che da quella parte ci sono quelli svegli e da questa parte ci sono i cretini che dicono: "Mettete le tasse". Guardate che non è che noi facciamo le campagne elettorali o aspiriamo di andare a fare le campagne elettorali dicendo: "Votarmi, se mi voti ti mettono le tasse". Guardate che non siamo come qualcuno che mangia pane e volpe la mattina, ma non siamo neanche così stupidi da andarci a proporre nel dire: "Votami, ti tasso".
Ci arriviamo. Chiediamo scusa, ma su questo ci arriviamo anche noi. Non abbiamo la bestia che ci fa la comunicazione, ahimè, siamo più carenti di risorse, ci accontentiamo di Possamai, però ci arriviamo anche noi che non è un sistema quello di dire: "Votami che ti tasso".
Noi diciamo un'altra cosa, noi diciamo una cosa molto più semplice: chiederli a una persona che prende 80.000 euro lordi, che sono 3.500 euro al mese, che non sono tanti... guardate io vi dico la mia esperienza: con 1.800 euro, un po' di straordinari, pagavo il mutuo, mio figlio andava all'asilo, non ho mai avuto il giubbotto di marca, però non mi è mai mancato il pane. Deduco che con 3.800 il problema del pranzo con la cena non lo hai, avrai un'utilitaria, ma il problema del pranzo con la cena non lo hai. E se lo hai, ragazzi, c'è qualche problema davvero.
Se a quella gente dici: "Mi dai 400 euro all'anno perché devo pagare di più Montanariello che fa il Consigliere regionale" è sbagliato, è una tassa infida e schifosa che non va chiesta. Se diciamo: "Scusa, me li puoi dare che devo aumentare lo stipendio al dirigente o al direttore dell'ASL di turno oppure ho in mente di fare centomila brochure informative per la promozione" è una tassa sbagliata. Sono io che dico: guai chi tassa, guai chi mette le mani nelle tasche dei cittadini. Però, se diciamo che quei 50 euro al mese, che quei 400 euro all'anno, 450 a uno che guadagna cifre come dicevamo ora, servono per dargli l'asilo che non ha, forse, ragazzi, lui a fine mese ne ha recuperati 150, perché non ne paga mica più 200 d'asilo. Se quello è un artigiano, paga quei 50 euro e ha un pullman che lo porta all'ospedale quando la mamma ha la visita, quello non si deve prendere mica più la giornata di ferie per portare la mamma. Io andrei da un artigiano a dire: "Scusa, tu che metti i tubi, preferisci dare 50 euro a uno che porta la mamma in ospedale oppure perdere una giornata per portarla?" Questo dice: "50? Prendine 100, ho da lavorare, ho la credibilità di un'impresa, dove mi devo presentare la mattina". Quello è il ragionamento.
Se noi cominciamo a dire che ci può essere un patto generazionale e che non ci sono le mani in tasca alla gente, ma si chiede solamente di contribuire tutti insieme a dei servizi, guardate che quelli che ti tornano indietro sono di più di quelli che sono uscito. Qua non è il dibattito tasse sì, tasse no perché ormai vi abbiamo conosciuto. Quando voi andate in difficoltà, sapete dire solo tre cose. Ormai dopo dodici mesi in quest'Aula possiamo già preventivare le vostre risposte. Sapete cosa rispondete? Consigliera Camani, la correlazione poteva anche non farla, tanto le risposte sono le stesse dell'anno scorso, se le va a vedere: siamo i più bravi; ma dove vivete, perché buttate fango sul Veneto?
Due: "Noi non tassiamo". Tre: "I soldi che restano nelle tasche dei veneti producono di più di quelli che vengono presi dalle tasse".
Ma vediamo a quali veneti restano in tasca prima se sono questi di cui parlavamo prima? Dall'altra porta, invece, andiamo a vedere come li usiamo, se diciamo che gli fanno fruttare di più i cittadini e non noi. Guardate, siete contraddittori: se dite che prendendoli noi fruttano di meno di come li fa fruttare il cittadino spendendoli da solo, vuol dire che non siamo mica così eccellenti come Amministrazione, vuol dire che a quello della strada glieli lasci in tasca ed è più bravo di noi a farli fruttare. Ragazzi, lo dite voi: "Non prendiamoli dai cittadini. Se rimangono in tasca loro li fanno fruttare". Cosa vuol dire? Che noi siamo incapaci di destinarli ad uno scopo? Cosa vuol dire? Che per noi le tasse sono il barattolo di miele dove dire: aumentiamo tutto, aumentiamo lo stipendio... No. Anche una politica seria deve essere in grado di dire: "Mi assumo la responsabilità di chiederti, ma mi assumo la responsabilità di dirti dove vanno". Perché se a me uno mi tocca un euro per aumentare lo stipendio al collega non sono mica d'accordo. Ma se uno mi toglie 10 euro per questo poverino che chiede il TFR per il dentista, probabilmente aspettando sei mesi, lo ha anche pubblico, io sono d'accordo, perché domani lì dentro ci potrà essere mio figlio, come c'è già mio padre, come c'è già mia sorella. Non ho mica problemi io a dare 10 euro se vanno per quello scopo, ho problemi a darli se li usiamo per fare una strada che non serve o per aumentare lo stipendio a qualche Direttore generale di qualche ASL o se li usiamo per dire che qualche burocrate va in giro con i privilegi come se fosse il Capo dello Stato. Su quello io sono contro. Sono d'accordo con voi, ragazzi, la penso come voi.
Non può essere che ogni anno non si sa cosa dire e le repliche sono sempre quelle: "I comunisti che tassano dicono a noi che siamo tax free che vogliono mettere le tasse". La narrazione è un'altra, abbiamo un'altra idea. Magari è più apprezzata la vostra. Marcato, immortala questo pezzo del Consiglio e vediamoci alle prossime elezioni e vediamo quanti di quelli che oggi prendono questa scelta e schiacciano il bottone ci saranno qui alla prossima consiliatura, alla prossima legislatura, perché finora in Veneto stavamo troppo bene per porci tanti problemi. Finora in Veneto c'erano soldi, lavoravano tutti, c'era più richiesta di lavoro di gente che voleva andare a lavorare. Finora, se tu volevi andare a lavorare, andavi. Adesso, ragazzi, la Speedline sta succedendo in Veneto. Non sta succedendo in Trentino. Questi sono problemi che prima non c'erano e se c'erano in qualche modo c'era sempre qualcun altro che veniva a dare una risposta.
Chiudo dicendo cosa? Mi piacerebbe quando sento sbuffare che qualcuno dicesse la sua al microfono anziché sbuffare. D'altronde, Marcato, siamo pagati o no per dire la nostra? Dobbiamo fare quello, dire qualcosa. Qua ce ne sono tanti tra i tuoi che sbuffano, perché gli secca sentire qualcuno che parla, però non dicono neanche la loro, una volta è responsabilità, la seconda ha parlato uno per loro, la terza incomincia a chiedervi: "Cosa serve essere in 50 se parlano sempre gli stessi 10". A un certo punto vi dico io come recuperiamo i soldi: bastano 20 Consiglieri qua, tanto ne parlano 10 e siamo a posto. Vi do io una ricetta.
Detto questo, noi non siamo quelli che dicono che bisogna mettere le tasse. Noi siamo quelli che diciamo che in un'idea vera di autonomia, che vada nell'ottica anche di un modello tra Regioni, che non sia quello che faccia la gara tra la Regione più ricca e la Regione più povera, ma in un modello di welfare anche tra le Regioni, incominciamo a farlo in quelli che sono i temi di nostra competenza intanto, perché abbiamo chiesto i 23, i 26 punti per poter gestire noi, però non diciamo mica che quello che già gestivamo, come le tratte ferroviarie, lo diamo via e non lo gestiamo più. Cioè diamo via quello che avevamo e chiediamo quello che non ci danno. Non è che può andare avanti per sempre la storia così perché prima o poi bisogna decidere e noi, pur essendo una piccola minoranza che non ha la fortuna di essere all'80% in quest'Aula, diciamo che anche se non vi piace, anche se ridete, anche che ci smentirete, c'è una parte di Veneto che io ho l'onore di rappresentare, perché io sono un operaio, che chiede il TFR per andarsi a curare i denti. Noi vogliamo rappresentare anche quelli, anche se siamo in minoranza.
Grazie.
 
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Nicola Ignazio FINCO

PRESIDENTE

Grazie a lei, collega.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Camani. Prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Intervengo solo per alcune precisazioni perché mi sembrano doverose, avendo ascoltato gli interventi di tutti gli altri Consiglieri. Ho ascoltato, devo essere sincera, anche qualche risposta polemica rispetto ad alcune considerazioni che non credo sia soltanto necessario, ma anche doveroso che i Consiglieri di minoranza fanno. Queste risposte polemiche mi sembra che lascino intendere un po' una difficoltà di questa Amministrazione regionale nel ricevere critiche, di costruire delle risposte anche costruttive, utili. Mi rendo conto che non siete abituati perché siete l'Amministrazione regionale degli applausi, delle conferenze stampa a senso unico. Però, purtroppo, anche se avete preso tanti voti, c'è, e probabilmente è fisiologico che ci sia sempre, una parte che non la pensa come voi.
A me pare che in questa discussione di bilancio abbiamo cercato di portare degli argomenti certamente critici, ma anche costruttivi. Abbiamo aperto una discussione sul Collegato cercando di capire come si potevano orientare le politiche pubbliche; abbiamo discusso sulla legge di stabilità, sull'opportunità o meno di un'addizionale regionale e sul perché farla e con quale funzione e oggi, che stiamo discutendo la legge di bilancio, proviamo a portare il nostro punto di vista sulle scelte allocative che ci proponete. La notizia del giorno da dare ad alcuni Consiglieri di maggioranza dovrebbe essere che è consentito criticare l'Amministrazione regionale e se si critica l'Amministrazione regionale non si sta criticando la Regione del Veneto. Io lo so che voi vi sentite i rappresentanti supremi del Veneto, ma una cosa è la vostra Amministrazione, un'altra cosa è la Regione del Veneto. Condividere la lettura sull'eccellenza del Veneto può significare non condividere la lettura sull'eccellenza di questa Amministrazione regionale. Tant'è che molte delle risposte che ci avete proposto su alcune questioni che abbiamo sollevato non sono state risposte del tipo: "La cosa funziona perché noi abbiamo fatto qualcosa", ma è semplicemente la fotografia del Veneto che funziona. Non è esattamente l'oggetto della nostra discussione.
Io credo che si possano anche rigettare le critiche, ma non si possa evitare di spiegare che cosa si è fatto concretamente perché il Veneto funzioni così bene. È quasi una sorta di millantato credito. Se il Veneto funziona bene e voi non mi spiegate cosa avete fatto per farlo funzionare bene, capite che il ragionamento non regge, non sta in piedi.
Noi siamo partiti da una considerazione che a me sembra oggettiva e che so condivisa anche dall'assessore Calzavara: in un bilancio da 17 miliardi le risorse disponibili per le politiche regionali sono circa 1,3 miliardi. Il bilancio della Regione del Veneto, al netto delle poste obbligatorie, rimane di 1,3 miliardi. Di fronte a questi 1,3 miliardi ci sono due questioni: o si aumenta questo importo, che è la discussione che abbiamo fatto sulla legge di stabilità, perché a nostro giudizio 1,3 miliardi sono troppo pochi oppure ci si confronta su cosa finanziare con 1,3 miliardi.
Se io dico che 1,3 miliardi li avrei utilizzati per altre cose non sto criticando il Veneto, sto criticando la scelta allocativa di questa Amministrazione regionale. Non mi sembra una cosa così difficile da comprendere.
Io ho posto alcune questioni. Se di fronte alle questioni che poniamo la risposta è: "Queste questioni non esistono perché va bene così com'è, si può continuare così com'è", è una non risposta che però è un fatto politico.
Se parlo delle emergenze legate alla diffusione del Covid, che riguardano il Veneto, ma non solo, se faccio riferimento alla necessità di individuare alternative alla modalità dei Covid-hospital, se provo a ragionare in merito alle difficoltà delle IPAB e delle RSA, se provo a porre il tema del trasporto pubblico locale che in questo anno e mezzo ha dimostrato tutti i suoi limiti e la risposta è che questi problemi non esistono e che va bene tutto così, è un fatto politico. Vuol dire che vanno bene i Covid-hospital, vuol dire che vanno bene le RSA così come sono e vuol dire che sul trasporto pubblico locale avete intenzione di continuare a non investire come avete fatto finora.
Se pongo il tema delle famiglie e della necessità di offrire delle risposte nuove e diverse alle nuove emergenze che abbiamo davanti, ho parlato delle scuole paritarie e, in generale, dei servizi per l'infanzia, ho cercato di argomentare perché, a mio giudizio, in questa fase le rette dei nidi sono troppo alte e non vanno certo incontro all'inversione della denatalità, ho cercato di spiegare quanto il costo della genitorialità incida nei progetti di sviluppo della vita delle persone. Se la risposta di fronte a queste questioni è: "Va tutto bene così com'è" è un fatto politico.
Se dico che le imprese hanno delle necessità e che, a mio giudizio, a nostro giudizio, per il tessuto produttivo del Veneto servono oggi almeno due cose: un forte investimento pubblico su un piano industriale regionale, e lo dico non perché ho la fissa io, lo dico perché le altre Regioni lo fanno. Pensate al comparto del biomedicale in Emilia-Romagna. Proprio perché io penso che il Veneto non abbia nulla da invidiare all'Emilia-Romagna e mi piacerebbe anche avere tutta la cittadinanza possibile per stare in questa Regione, anche se non voto Luca Zaia, lo dico perché altrimenti l'Emilia-Romagna va più avanti di noi e sono preoccupata.
Guardi, io sto cercando di fare un ragionamento serio e anche di svolgere la mia funzione istituzionale al meglio possibile, ma poi, se vuole, a seduta spenta, ci facciamo due risate su tutto quello che ritiene.
Sul sistema produttivo, ho chiesto che le piccole e piccolissime imprese siano supportate nella riconversione ecologica e digitale perché da sole non ce la fanno e non me lo invento io, ce l'hanno detto i responsabili delle piccole imprese nelle audizioni che abbiamo fatto in Prima Commissione. Se di fronte a queste considerazioni mi si dice che tutto non serve perché va bene così com'è, è un fatto politico.
Io penso che in questo quadro, se per voi va tutto bene così com'è e il Veneto va talmente bene che non necessita interventi straordinari, siete in distonia, non dico con ciò che penso io, questo non sarebbe una notizia, ma quantomeno in distonia da ciò che pensano gli Stati europei e mondiali e l'Unione europea, perché quando l'Unione europea si inventa il Next Generation EU da oltre 200 miliardi per sostenere, orientare e governare il cambiamento epocale che è in atto, non è che dice l'Europa... anzi, quando lo diceva la criticavamo, giusto, capogruppo Villanova? Non è che l'Europa dice: vabbè, c'è stata la pandemia, ma va tutto bene così com'è. L'Europa ha detto: va tutto bene, ce la stiamo facendo, siamo a livello globale il continente che meglio risponde alla pandemia, però bisogna governare e orientare il cambiamento. Ti metto lì 200 miliardi, ma anche lo Stato nazionale, l'Italia, di fronte agli anni della pandemia ha detto: forse serve metterci qualche risorsa in più perché ciò che sta accadendo in questo Stato ha bisogno di un supporto e ci ha messo qualche centinaia di miliardi in più.
Ma può essere che in questo quadro internazionale, in cui tutti i soggetti istituzionali almeno si pongono il problema di come reagire di fronte a ciò che sta avvenendo e cosa fare per orientare il cambio di paradigma economico e sociale che è in campo, la Regione del Veneto sia l'unica che dice: "Va tutto bene così com'è, perché il Veneto è l'eccellenza e continuiamo così". A me non sembra un atteggiamento in sintonia con la fase storica che stiamo vivendo. Questo lo dico perché certamente c'è un costo economico e sociale del cattivo governo, ma c'è un costo economico e sociale anche del non governo, perché se il treno del cambiamento passa e noi su quel treno non ci saliamo io credo che sia un problema. C'è uno studio de "Il Sole 24 Ore", elaborato sulla base di un'analisi fatta dallo SVIMEZ, che ha messo a paragone le 280 Regioni europee e ha cercato di misurare... Oddio, non è che perché un istituto di ricerca rinomato a livello nazionale e internazionale si occupa anche di politiche del Mezzogiorno allora non sia attendibile. Diciamo che ho citato che lo studio è stato preso da "Il Sole 24 Ore", quindi immagino che, visto che l'ha citato anche la consigliera Rizzotto "Il Sole 24 Ore". Peraltro, giustamente il consigliere Montanariello mi fa notare che c'è una quota rilevante di Consiglieri regionali della Lega anche in Calabria, in Sicilia, in Puglia. Vi do un'altra notizia: oltre che poter essere criticati, la Lega è anche ormai un partito nazionale, che prende i voti al Sud più del PD. Rassegnatevi anche su questo.
Dicevo, questo studio cerca di analizzare, negli ultimi vent'anni, non negli ultimi sei mesi, il calo del PIL pro capite nelle 280 Regioni europee, a testimoniare la tesi che la crisi riguarda alcuni territori più che altri e che non è un'eredità delle ultime due stagioni. Il Veneto, ad esempio, in questa classifica negli ultimi vent'anni perde quasi quaranta posizioni, passando dal trentunesimo al sessantottesimo posto.
Io penso che noi possiamo anche dire che va tutto bene così, possiamo anche dire che il nostro sistema produttivo è il più eccellente l'Italia, possiamo anche dire che possiamo continuare a permetterci di non fare niente perché tanto le imprese venete si arrangiano. Fatto sta che negli ultimi vent'anni hanno perso quaranta posizioni nella classifica del PIL pro capite, a testimonianza che la crisi non è solo congiunturale, ma è strutturale, e che io penso sia una colpa grave se noi non approfittiamo delle opportunità di questo cambio di paradigma che ci consegna la pandemia per mettere l'acceleratore anche in questa Regione.
Dunque io dico: che cosa si vuole fare, se condividiamo questa necessità? Con le risorse che ci sono, e secondo me sono poche e si può fare poco... Sa, consigliera Venturini, se io faccio l'operaio, non sono un Consigliere regionale, non posso decidere il bilancio, non posso fare niente, prendo atto delle risorse che ci sono o dei 900 euro al mese che mi arrivano. Il suo ragionamento, fatto da un Consigliere regionale, che ha la responsabilità di votare il bilancio e quindi non può necessariamente ed esclusivamente prendere atto...
Noi abbiamo il potere, il dovere, mi verrebbe da dire, di provare a cambiare le cose, quindi noi non siamo qua a prendere atto, almeno i Consiglieri di minoranza. Se le risorse che ci sono, sono queste si può fare poco e noi aggiungiamo non abbastanza. Riprendo una provocazione, ma simpatica, del capogruppo Pan sul buon padre di famiglia.
È vero, bisogna amministrare la cosa pubblica con la logica del buon padre di famiglia, ma quando noi proponiamo il ricorso all'indebitamento, non stiamo proponendo di scialacquare il patrimonio familiare. Non stiamo dicendo, da padre di famiglia: fate un mutuo in banca per pagarvi il viaggio alle Maldive. Vi stiamo chiedendo di fare un mutuo in banca per comprare la casa al figlio che si sposa; vi chiediamo di fare il prestito in banca per pagare l'università al figlio; vi chiediamo di fare un mutuo in banca per ristrutturare la casa e allargare il bagno perché avete intenzione di fare più figli. Quando noi vi chiediamo di indebitarvi, ovviamente, lo davo per scontato, lo chiediamo ipotizzando un grande progetto di investimento sul futuro di questa Regione, cioè delle cittadine e dei cittadini del Veneto, che devono trovare una ragione per stare nella Regione più eccellente l'Italia. Poi io non lo so se faccia parte della logica del buon padre di famiglia fare invece quello che avete fatto, cioè indebitare questa Regione per la Pedemontana per oltre 30 milioni di euro nei prossimi anni.
Può raccontarmi quello che vuole la consigliera Rizzotto, ma se voi non mi fate 30 milioni di debito per investire sulle infrastrutture sociali della Regione, ma me li fate per pagare i debiti della Pedemontana, mi potete raccontare la storia del mondo e non è che perché vi assumete la responsabilità di scelte fatte da chi è venuto prima di voi, che non era certo del centrosinistra, perché oggi ho preso anche atto che si rinnega la continuità politica con le Amministrazioni Galan e Chisso, con Zaia che era Vicepresidente, ma si cancella tutto perché qua c'è una rimozione collettiva. È normale, anche un Sindaco che arriva in un Comune deve farsi carico delle scelte amministrative delle Amministrazioni precedenti. Non è che vi dobbiamo fare un applauso. Anzi, forse, nel 2001, quando la Rizzotto ci ha ricordato che sono stati i Sindaci a volere questa soluzione e che Zaia era l'unico contrario, magari se nel 2001 Zaia spiegava a quei Sindaci che questa roba sarebbe costata ai veneti 15 milioni di euro qualche voto contrario in più l'avrebbe preso. Invece ce l'avete raccontata come la grande opera fondamentale e a me non interessa dire di chi è la colpa, ma siccome stiamo ragionando di bilancio, siccome io dico che le risorse non sono sufficienti, non posso non dire che non sono sufficienti anche perché 15 milioni all'anno me ne vanno via per i costi economici della Pedemontana, non per realizzare l'opera, per mantenerla!
L'altro giorno il Presidente ci ha detto che la pista da bob mi costerà 3, 4, 500.000 euro l'anno per mantenerla! L'ho già superata la discussione se sia utile o meno costruirla quella pista da bob. Io, da amministratore e da buon padre di famiglia, non mi preoccupo solo dell'investimento, ma anche di quanto mi costa poi gestirla. Se ho i soldi mi posso pure a comprare il Porsche Cayenne, ma so che ogni pieno mi costa 300 euro.
Non solo non investiamo, ma quando spendiamo, spendiamo male e il costo finanziario si produce per lungo tempo. Quei 15 milioni di euro del 2023, del 2024 che ci servono per tamponare lo squilibrio finanziario della Pedemontana, ma vi rendete conto di quante cose avremmo potuto fare? Altro che buon padre di famiglia: asili nido, scuole, trasporti – guardo la consigliera Bigon – sanità. E invece no, non mi potete dire che va tutto bene e, di fronte all'esempio che vi ho fatto sulla Pedemontana, anche il discorso "con le risorse che ci sono" vale fino a un certo punto, perché come usarle dipende da noi.
Ecco perché io credo e spero davvero che ci siano le condizioni per non prendere in maniera di chi si offende le critiche. Stiamo facendo una discussione in Consiglio regionale, tenderei a immaginare che tutti sappiamo che sono discussioni politiche, però io rimango convinta che le cose così non vanno bene. La scavalliamo quest'anno perché il Governo darà i soldi, perché spieghiamo ai veneti che forse arrivano le risorse del PNRR, perché l'Europa inaugura la nuova programmazione europea? Io ho come l'impressione che anche l'eccellente Veneto, con questa tabella di marcia e vedendo già le posizioni perse nel tempo, rischierà di perdere quel primato che non rivendicate solo voi, rivendichiamo anche noi, insieme, se è vero che insieme tutti, chi per una parte più grossa, chi per una parte più piccola, rappresentiamo lo stesso territorio. Non è possibile che la sinistra sia il Veneto delle sfighe e voi siete quello delle eccellenze. Questo Veneto ha funzionato anche perché tutti abbiamo sempre remato nella stessa direzione e tutti rivendichiamo parimenti le eccellenze. Consentiteci, però, di alzare una critica ogni tanto e di pretendere una risposta, cosa che non sta arrivando.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Consigliera Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Io ringrazio in particolar modo gli ultimi due interventi, perché hanno dato quello che è il giusto spaccato, appunto, di una necessità politica di andare a guardare anche dove purtroppo alle volte è difficile andare ad osservare la realtà, perché problematiche complesse come quelle del rischio povertà, del rischio dell'abbandono del territorio, del rischio dell'abbandono di una progettualità di vita da parte dei giovani, piuttosto che da parte anche di alcune imprese, da parte delle giovani famiglie del nostro territorio, ci impongono di pensare a soluzioni complesse, soluzioni che evidentemente devono essere ricostruite. Non possono essere continuità di iniziative e di politiche già avviate in passato e che in altri settori sono riuscite a fare emergere il meglio.
In questi settori ci sono delle criticità. Ormai è da quando sono entrata in Consiglio regionale che le continuiamo a ripetere, sono sempre le stesse, e con queste discussioni noi vogliamo e desideriamo insieme poter cooperare, per fare in modo che la strada possa raddrizzarsi.
L'abbiamo fatto in particolar modo in alcuni progetti di legge, in alcuni interventi anche di bilancio negli scorsi anni e da quegli interventi, da quelle modifiche ne è scaturita una legge o un progetto ancora migliore. Penso, per esempio, a quello legato alla questione dell'edilizia residenziale pubblica, una bomba che stava per scoppiare, anzi era quasi scoppiata in mano alla Giunta regionale e che è stata corretta proprio grazie alle nostre osservazioni. Sono bombe ad orologeria che non fanno bene alla Regione, che rischiano di mettere in difficoltà anche gli altri settori, come per esempio quello che sta capitando rispetto alla Pedemontana Veneta, ai costi eccetera. Queste sono bombe ad orologeria che peseranno sugli altri settori ed è per questo motivo che noi esigiamo di essere compartecipi e dare un contributo, perché tutte queste sono problematiche quotidiane dei veneti, dalle questioni sanitarie e sociali fino a quelle legate al mondo del lavoro e dell'impresa, che noi vi proponiamo e che io – lo ammetto – non ci credo che voi non le sappiate. Non credo che le persone che vengono a parlarci delle problematiche relative alla presa in carico della disabilità, dei disturbi psichiatrici, dell'abbandono delle persone con malattie neuromuscolari che escono fuori dalla nostra Regione per essere adeguatamente assistite, queste problematiche le abbiano dette soltanto a me o ai consiglieri Camani o Montanariello. Le hanno riferite anche a voi, ne sono certa. E voi ne siete consapevoli.
Possiamo cooperare per fare in modo che questi risultati possano ottenersi, queste risposte possano avere un giusto indirizzo e queste domande riescano ad avere finalmente risposte? Non ci credo che non le sapete, altrimenti non ci sarebbe una manovra emendativa a questo bilancio da parte di Forza Italia.
Proprio per onore di verità, dato che prima parlavamo del contributo che, come minoranze, abbiamo cercato di portare all'interno di questo Consiglio, non soltanto ora, ma anche in passato, voglio ricordare che sulla questione Pedemontana, tanto dibattuta oggi, quando c'è stato da votare il terzo atto, con una proposta blindata, le minoranze hanno portato qui soluzioni, hanno portato qui alternative, hanno chiesto anzitutto di andare a rivedere quelle questioni che erano in sospeso e gravi. Per esempio, le penali bassissime o il fattore della crescita esponenziale, fantasmagorica del traffico, con un più 142% in quarant'anni. Sostenibilità del traffico che, tra l'altro, appena dopo è stata messa in discussione dallo stesso Presidente, con uno studio dedicato di cui ancora, purtroppo, non sappiamo granché. Quell'atto abbiamo scelto di farvelo votare, dalla precedente maggioranza, proprio perché questi aspetti non venivano affrontati insieme alla questione del pedaggio pagato dai cittadini locali.
C'è di più. Quel giorno abbiamo parlato anche di quella manovra di aumento dell'IRPEF per riuscire a pagare la Pedemontana Veneta, che oggi paghiamo con l'indebitamento togliendo al privato il rischio d'impresa. Ma all'epoca eravate addirittura pronti ad aumentare l'IRPEF per la Pedemontana, per tutti, tra l'altro, anche per le categorie meno abbienti, per le famiglie meno abbienti. Per la Pedemontana, quella volta, sì. Da allora in poi non c'è stata alcuna apertura per farlo per i servizi per l'infanzia, per le politiche giovanili, per fare e migliorare l'assistenza e l'accompagnamento delle persone non autosufficienti o delle persone con disabilità, quelle famiglie che alla fin fine si ritrovano a pagare una quota sociale ben superiore rispetto ai servizi sociali erogati all'interno delle strutture, proprio per andare a coprire la parte di competenza della Regione, quella dei servizi sanitari.
Se noi veniamo a parlarvi di questi aspetti è perché ci teniamo, perché teniamo al fatto che le famiglie non debbano coprire costi che potrebbero essere, invece, a carico del pubblico, perché competenza regionale o anche statale (le battaglie le fate anche voi lì), perché desideriamo che questi genitori possano investire nel futuro delle proprie famiglie, del proprio territorio, della propria impresa, dei propri figli.
Le problematiche dei giovani ve le portiamo perché c'è la possibilità di migliorare il servizio delle politiche giovanili in Veneto. Se è vero che ci sono Regioni che sono più indietro rispetto a questo, ce ne sono altre o ci sono altre realtà che ci possono ispirare a fare meglio. È vero, purtroppo, al di là di quello che ha detto il consigliere Pan prima, che se i giovani se ne vanno dal Veneto e scelgono di abitare in altri spazi è perché, purtroppo, c'è un'esperienza che fa loro scegliere di andare verso quella direzione, che non sempre è dettata dall'opportunità lavorativa. Alle volte è dettata dall'opportunità dei servizi. Lo raccontano alcune famiglie che abitano al confine con altre regioni e che scelgono di utilizzare i servizi per l'infanzia dei paesi di fianco, di un'altra Regione, o di andare a farsi curare o farsi seguire nel percorso della gravidanza in altre regioni, proprio perché i costi della gravidanza sono inferiori e dalle famiglie vengono pagati meno esami rispetto a qui in Veneto.
Se ci sono criticità ambientali, di imprese, di lavoratori, della gestione dei boschi, delle politiche della montagna, delle problematiche abitative delle montagne, dell'agricoltura, noi ve le abbiamo portate qua perché desideriamo che voi possiate avere più strumenti a disposizione per fare meglio. La parte amministrativa è di vostra competenza.
La cosa bella è poter vedere alle volte che, silenziosamente, senza dare meriti, c'è, però, una risposta. C'è stata anche all'interno degli emendamenti presentati dalla Giunta in questi giorni. In questi emendamenti ci sono delle risposte, volendo comprendere, quindi, le sollecitazioni date riguardo, per esempio, alla questione dell'autismo, del metodo Doman; la necessità di sostenere ulteriormente il contrasto alla violenza sulle donne; le politiche familiari con maggiori risorse regionali, non soltanto nazionali; una maggiore attenzione verso alcune politiche per l'impresa e per l'agricoltura. Questi aumenti di risorse corrispondono a sollecitazioni che noi abbiamo piacere siano state riscontrate e condivise. Questo è il lavoro di condivisione che in politica bisogna fare.
Proprio per questo aspetto, vorrei ricordarvi ciò che all'inizio della discussione di questo bilancio ho voluto condividere con voi, una preoccupazione che, secondo me, è sottovalutata da questo Consiglio e anche da questa Giunta. Mi riferisco alla questione "Olimpiadi". Non entro nel merito della pista da bob, perché avremo modo di parlarne in altre occasioni. Prima si parlava, all'inizio della discussione, delle garanzie di eventuali deficit, dovuti anche, magari, a questioni, come abbiamo visto recentemente, legate a necessità di tipo sanitario, eccetera.
C'è un aspetto che desidero ricordiate e venga affrontato in maniera seria nella discussione da qui in avanti, nella preparazione delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. Quel famoso articolo 3 del collegato che avete votato qualche giorno fa unisce le risorse che l'anno scorso erano destinate per la sola realizzazione delle Paralimpiadi al capitolo destinato alla copertura dell'eventuale deficit, quindi per coprire le spalle. Di chi? Gli organizzatori dovranno rispondere per le perdite della realizzazione delle Olimpiadi. Questa commistione, l'inserimento di queste risorse insieme, nello stesso calderone, spostando quelle per l'organizzazione dell'evento Paralimpiadi dal capitolo dello sport a quello destinato, invece, alla copertura del deficit, questa commistione ‒ dicevo ‒ è quantomeno preoccupante. La domanda è: quanto si prevede di andare a perdere? Perché avete sentito la necessità di unire questi due conti insieme, di trasferire, anzi, le risorse delle Paralimpiadi all'interno di questo conto per coprire le eventuali perdite? Perché ne avete sentito la necessità? Forse ci sono criticità tali da preoccupare talmente tanto la Giunta da dover togliere delle risorse per l'organizzazione dell'evento Paralimpiadi? Questa è la domanda che non è stata chiarita in nessuna delle Commissioni e in nessuna di queste sedute di Consiglio.
Prima era stata proposta come riallocazione. Poi in Commissione è stato spiegato che, in realtà, è stata una rimodulazione. Nessuno, però, ci ha spiegato come mai. Di fronte a questo, di fronte alle perdite che si prospettano per la gestione degli impianti, di fronte alle scelte economiche, di indebitamento, che andranno a pesare in futuro non soltanto sulle comunità interessate dalle Olimpiadi, ma anche sulle altre, che magari richiedono che quei fondi vengano utilizzati per dare soluzioni a fenomeni di spopolamento, di riduzione delle nascite, piuttosto che per problematiche di accesso al lavoro e di realizzazione imprenditoriale, probabilmente questa è una domanda per cui voi dovreste avere una risposta, anzitutto.
In questo bilancio abbiamo presentato diversi emendamenti, riferiti ai diversi aspetti di tipo sociale, in particolar modo per le politiche familiari, ma anche per quanto riguarda settori strategici dimenticati da questa legge di bilancio. Penso alla questione legata all'apicoltura, al turismo equestre, a settori che possono avere una strategia anche di rilancio di determinate forme di impresa e di territori. Chiedo la possibilità di discuterli, di condividerli e di progettare insieme quella che potrà essere un'evoluzione nuova di un bilancio che intende dare soluzioni e non soltanto accontentarsi.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Consigliera Bigon, prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Stiamo tutti un po' riprendendo l'intervento di qualche collega che, come l'anno scorso, effettivamente, come due anni fa, ripete le stesse identiche frasi: "voi volete le tasse"; "voi vedete solo andar via i ragazzi, noi non li vediamo"; disprezziamo, noi, il Veneto, l'eccellenza della sanità veneta; disprezziamo, ovviamente, coloro che lavorano, i cittadini del Veneto, coloro che hanno votato Zaia per l'80%. Come se noi non rappresentassimo nessuno. In realtà, noi rappresentiamo. Indipendentemente dal 20% dell'elettorato, cosa che, ovviamente, ci fate notare ogni volta.
Credo non sia una questione di percentuale. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro, quindi rappresentare quelle persone che, indipendentemente dall'esito elettorale, indipendentemente da coloro che hanno votato, rappresentano quelle che all'interno del Veneto non sono tutelate. Sono quelle persone che ogni giorno chiedono una visita e non riescono ad averla. Noi sappiamo perfettamente che un intervento chirurgico, ad esempio una cataratta di un anziano viene fatta nell'arco di due anni, altrimenti deve essere pagata 2.000 o 3.000 euro. Nel Veneto abbiamo 500.000 pensionati che vivono con meno di 1.000 euro al mese. Abbiamo il 10% delle famiglie, circa 2 milioni, che vivono in uno stato sicuramente non di ricchezza e nemmeno di dignità, perché fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Sicuramente una parte di queste persone vi ha votato, ma noi non guardiamo questo. Noi andiamo avanti con le rappresentanze delle nostre idee. Sicuramente queste persone che sono in difficoltà all'interno di questo bilancio non vedono tutela. È vero quello che è stato detto prima. Alcune integrazioni sono state fatte. Verissimo. È altrettanto vero che non avete avuto il coraggio di accogliere le nostre richieste per cambiare l'indirizzo a questo bilancio.
Pensiamo alle tasse, cosa che non abbiamo mai chiesto, mai detto. Lo dite voi prima ancora di aprire bocca. In realtà, noi pensiamo a quello che è stato speso, come si diceva, per la Pedemontana, per la pista da bob, tutto quello che viene speso, per strutture abbandonate. Milioni di euro di strutture abbandonate. E dopo ci venite a dire che non rappresentiamo niente o nessuno, quando, in realtà, molte persone fanno fatica non solo a pagarsi una visita... Sappiamo perfettamente che l'eccellenza non passa per quanto riguarda la struttura intermedia o del territorio. Se parliamo di ospedalizzazione, siamo tutti d'accordo che il Veneto eccelle rispetto a tante altre regioni e anche all'interno dell'Europa, ma non per quanto riguarda i servizi a riscontro. La legge è chiara, la Costituzione: la tutela della salute è prioritaria e deve essere garantita. Cosa che nel Veneto oggi non avviene. Non avviene non perché non abbiamo la disponibilità economica. Tante volte non riusciamo quantomeno a garantire la disponibilità, indipendentemente dalla questione reddituale. È evidente che c'è una discrasia tra chi ha la disponibilità e chi non ce l'ha. Questo è evidente. Tutti noi lo sappiamo. Anche voi lo sapete.
Il bilancio è il proseguimento di quelli precedenti, ma quantomeno dite non c'è bisogno di... Un 93% in meno per quanto riguarda i beni di interesse storico; un 55% in meno per quanto riguarda sport e attività giovanili; un 27% in meno per quanto riguarda gli interventi a difesa del suolo; un meno 6% per quanto riguarda gli strumenti per la tutela e i rifiuti; una riduzione dell'inquinamento, meno l'1,2%; politiche per lo sviluppo sostenibile, meno 188%.
La questione non è dire "noi vogliamo" o "voi volete". Lo dite voi che noi vogliamo le tasse. No. Noi non vogliamo le tasse. Noi vogliamo che certe questioni siano garantite da una parte, e mi riferisco alla dignità della vita, e che venga garantita l'istruzione. Sappiamo che nell'eccellente Veneto comunque abbiamo una difficoltà per quanto riguarda le borse di studio, per quanto riguarda gli alloggi, per quanto riguarda i buoni, per quanto riguarda la mensa. Le difficoltà le abbiamo, ma lo sapete anche voi. Gli stessi Presidenti che sono stati nominati all'ESU l'hanno ammesso. Le difficoltà ci sono e questo bilancio non le risolve.
Così come non siamo intervenuti per quanto riguarda gli anziani. Noi abbiamo il 20% della popolazione che è over 70. Abbiamo una difficoltà, al di là della cronicità, anche per quanto riguarda i servizi, le RSA. Noi abbiamo sentito questa maggioranza, come abbiamo sentito il Presidente dire che non si paga l'IRAP nel Veneto. Ma la facciamo pagare ai cittadini nel momento in cui le IPAB pagano l'IRAP. E nessuno interviene per modificare questo. Sono queste le cose che non devono essere assolutamente portate avanti.
Il fatto di richiedere interventi all'interno di questo bilancio vuole assolutamente dare equità a questo bilancio. Non solo equità, che ovviamente dovrebbe essere un obiettivo per tutti, indipendentemente dal colore politico, e che non troviamo in questo bilancio. Al di là di questo, dobbiamo anche rilanciare quello che è il Veneto. Quello che era dobbiamo tener conto che non lo è più, indipendentemente dal sondaggio citato dalla collega prima, che anche ieri dava. Non è una questione di sondaggio. Se andiamo avanti dando atto solo dei sondaggi, non facciamo il nostro dovere. Non votiamo ogni giorno. Vero? I cittadini ci votano una volta ogni cinque anni, in genere.
Nel frattempo, credo che chiunque non dovrebbe vivere di sondaggi, ma del proprio dovere politico, ossia di amministrare in modo corretto. Perdonatemi se noi non siamo amministratori, ma siamo solo Consiglieri di opposizione. Abbiamo, però, il nostro ruolo e lo rivendichiamo, perché quel 20% minimo rappresenta comunque una parte della cittadinanza del Veneto, che, magari, come si diceva, fa fatica a pagare le tasse universitarie ‒ altro problema ‒ oltre agli alloggi e alle mense. Anche su questo abbiamo chiesto alla Regione di intervenire.
Abbiamo chiesto alla Regione di intervenire anche sulla formazione. Al di là di quello che si può dire, in merito alla formazione nel Veneto, una buona parte, la percentuale maggiore degli studenti poi non svolge il lavoro per cui ha studiato. Vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa nell'orientamento. Diamo supporto a questi giovani. Se vogliamo che le imprese trovino i ragazzi per lavorare, dobbiamo anche dare l'indirizzo giusto a questi ragazzi e magari investire di più nell'orientamento, nella formazione, per dare risposte.
Avete detto che non è vero che i giovani vanno via. Ditemi il contrario! Non possiamo negare una cosa del genere. Chi non vorrebbe che i nostri giovani rimanessero qua? Certo che devono andar via, ma dobbiamo, poi, fare in modo di rendere il Veneto talmente attrattivo da farli ritornare. Tutti noi vogliamo che tornino. O lasciamo che, dopo aver speso centinaia di migliaia di euro per i nostri giovani nelle università, nelle scuole, siano gli altri Paesi a dare corsi gratuiti di lingua, a dare alloggi per tenerli lì a lavorare? È questo che vogliamo? Se neghiamo che i nostri giovani non vanno via, vuol dire che neghiamo l'evidenza.
Così come, sulla sanità, negare che, all'interno dei nostri sanitari, siamo la Regione d'eccellenza. Siamo al sedicesimo posto per quanto riguarda lo stipendio. Qualcosa probabilmente dobbiamo riprendere in mano. Non siamo qui per contestare, ma per dire le cose che non vanno, cose che sapete anche voi.
Le soluzioni ci sono in un Veneto che lavora e che ha tante disponibilità economiche, che potrebbe mettere in giro attraverso un investimento per il Veneto per il futuro. Non salvaguardando l'ordinario, ma un investimento affinché si possa veramente proiettare il futuro per i nostri giovani. Tra vent'anni avremo una buona maggioranza di persone over 65, con una denatalità che cresce ogni anno e servizi per la famiglia che diminuiscono ogni anno.
Io ho visto l'integrazione che avete fatto sulla legge n. 20/2020, che ovviamente abbiamo votato all'unanimità e che condividiamo. Ma sono pochi. Se pensiamo che per aumentare la natalità dobbiamo dare dei servizi gratuiti, non possiamo dare 40, 50 o 500. Dobbiamo dare milioni di euro.
Nell'arco di dieci anni la Germania ha cambiato completamente indirizzo sulla denatalità, ha investito su tre cose fondamentali, di cui lo Stato già una parte sta facendo: assegno unico, congedo parentale, servizi gratuiti. Facciamolo anche noi, come lo abbiamo fatto nella legge. Mettiamoci i soldi. L'IRPEF la volevate per la Pedemontana. Non è stata accolta, non è stata fatta. Nessuno vuole aumentare le tasse, ma le priorità nei confronti della crescita, dello studio, della formazione, della sanità credo siano le cose principali. Se non investiamo nella famiglia o nella natalità ‒ già la Pedemontana, con pochi passaggi rispetto a quelli previsti, ci costa tantissimo ‒ tra vent'anni chi la percorrerà questa Pedemontana?
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Ha chiesto di intervenire l'assessore Marcato.

Ass.re Roberto MARCATO

Grazie, Presidente. Buonasera a tutti.
Siccome siamo stati chiamati a dare delle risposte, io credo che sia giusto dare queste risposte. Vado random.
La consigliera Camani faceva riferimento al tema dell'innovazione e della ricerca, sostenendo che le associazioni di categoria chiedono a questa Amministrazione interventi adeguati su innovazione e ricerca. Sì, questo lo chiedono da tempo ed è proprio su questa richiesta che noi, ancora nel 2017, abbiamo fatto il primo Piano industriale della Regione Veneto basato esclusivamente su innovazione e ricerca: un Piano rivoluzionario, che si basa sulle reti innovative regionali ed è un Piano che il Magnifico Rettore di Padova ha definito una rivoluzione copernicana. Questo perché, avendo un tessuto produttivo fatto per il 95% di imprese che hanno meno di dieci dipendenti, il tema della capacità di fare innovazione e ricerca è un tema di assoluta attualità. In questi anni noi abbiamo riversato nelle reti innovative regionali 56 milioni di euro, 32 milioni di euro li hanno messi le imprese e 8,5 milioni di euro li hanno messi le università. Questi sono numeri che vi danno la consistenza del successo e dell'appeal di questo strumento. Strumento che oggi ci viene copiato anche da altre Regioni. Non serve che ci veniate a dire che il tema dell'innovazione e ricerca è un tema pregnante, perché noi abbiamo fatto di queste due matrici i due elementi sostanziali di tutti i nostri interventi in tema di sviluppo economico.
Quando sento dire che per l'imprenditoria femminile non è stato fatto nulla, diciamo che sarebbe opportuno che un Consigliere regionale quanto meno, prima di fare affermazioni, si informasse, perché è un dovere preciso per chi viene eletto in questo Consesso così importante. 2017, bando dedicato solo ed esclusivamente alle donne: 5 milioni di euro; 2019, 5,6 milioni di euro e, in piena pandemia 7,5 milioni di euro. Queste sono risorse che noi abbiamo dedicato esclusivamente alle donne che fanno impresa. L'affermazione: "Non è stato investito un euro per l'imprenditoria femminile" è una sciocchezza, evidentemente, è un'inesattezza stratosferica. Questi sono i numeri veri dedicati all'imprenditoria femminile.
Dopodiché, permettetemi, siccome ho sentito ancora che noi dovremmo finirla con la retorica del "piccolo è bello" invece io credo che voi dovreste smetterla con la retorica che il piccolo non è bello, perché siccome andate avanti da vent'anni a cantare il de profundis del modello veneto, in questi ultimi vent'anni io vorrei semplicemente ricordarvi che il Veneto, come il mondo intero, ha vissuto tre fratture temporali, che sono tre crisi pandemiche straordinarie: l'11 settembre, la crisi dovuta ai subprime americani e oggi quella del Covid.
In tutte queste tre crisi pandemiche il modello che ha saputo reagire in maniera più veloce e robusta è esattamente il modello della piccola e media impresa, quando non addirittura micro, del Veneto. Oggi il Veneto ha la crescita di PIL più alta d'Italia e ha il tasso di disoccupazione che è fra i più bassi d'Italia. Questi due elementi di positività sono dati dalle piccole e micro imprese del Veneto. Questi sono dati su cui non si può discutere. Io, piuttosto che preoccuparmi di cantare il de profundis di questo modello, invece, cercherei di capire come si può irrobustire questo modello, che è un modello assolutamente vincente. D'altronde, capisco che per chi, come voi, ritiene che questo modello sia un modello che funziona grazie all'evasione fiscale, allo sfruttamento della povertà e alla competizione al ribasso, come avete detto voi, tanto che la CGIA di Mestre è stata costretta a dire che non sapete quel che dite, è ovvio che c'è un elemento ideologico fortissimo.
Nonostante il vostro elemento ideologico fortissimo, però, le imprese venete continuano a fare impresa. Noi continueremo a investire in innovazione e ricerca perché sappiamo perfettamente di cosa hanno bisogno le imprese venete, tanto è vero che l'ultima cosa che ha detto la consigliera Camani, anche qui dimostrando di non conoscere evidentemente quello che dovrebbe in realtà conoscere, è quando parla del biomedicale dell'Emilia-Romagna.
Il 31 agosto abbiamo portato in Giunta la rete innovativa regionale del biomedicale, fortemente voluta dall'Università di Verona e dall'Università di Padova. Assieme a loro abbiamo messo a sistema con Confindustria Verona le imprese del settore biomedicale del Veneto e oggi c'è questa rete innovativa regionale biomedicale che sta lavorando tantissimo. Stanno già arrivando i primi risultati ed è un elemento di eccellenza assoluta, fatto dalla conoscenza e sapienza dei nostri Atenei straordinari veneti e dalle nostre imprese, che sono assolutamente eccellenti.
Ecco, mi sembrava giusto difendere anche questo modello, che da voi ideologicamente viene puntualmente demolito, ovviamente perché evidentemente siete più vicini a un terra-piattismo economico che alla realtà dei fatti.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.
Assessore Calzavara, prego.

Ass.re Francesco CALZAVARA

Buonasera a tutti.
Credo sia doveroso, dopo aver ascoltato i tanti interventi, in particolar modo quelli della minoranza, di fare alcune valutazioni rispetto alle tante sollecitazioni che sono emerse nella giornata di oggi, che speriamo concluda questo percorso che ci vede ormai da quasi più di cinque giornate tra DEFR, Collegato, Stabilità e bilancio, concludere la manovra per il 2022-2024.
Partirei dalla cosa che mi ha dato più fastidio questa mattina ed è questa idea che ha dato la correlatrice Camani dell'inutilità della politica. È qualcosa di gravissimo: pensare che questo Consiglio regionale, che la Giunta che ha governato negli ultimi 10 anni, sia sostanzialmente inutile, perché c'è una mano esterna che fa andare il Veneto, e che quindi la politica è sostanzialmente inutile, anzi, forse diventa un peso rispetto a un Veneto che potrebbe correre ancora di più, credo che sia un messaggio brutto e pericoloso per chi segue questo tipo di Consesso, per chi crede che ancora la politica abbia la capacità di avere visione e di dare direzioni.
Le direzioni che io intravedo all'interno di questo bilancio, che è un bilancio, lo abbiam detto insomma, difficile, da chiudere con questa volontà di non mettere ancora per un'altra volta le mani in tasca ai veneti e quindi deve fare, con quello che ha, il massimo delle risorse possibili, che è di più di quello che aveva una volta, perché la capacità e la tenacia con la quale il Presidente Zaia ha aggredito questo bilancio dal 2015 ad oggi è quella che ha permesso di trovare all'interno di questo bilancio delle risorse che sono state rimesse in gioco grazie proprio a questa capacità di andare a raschiare il barile. Credo che questa sia una cosa da apprezzare per chi fa l'amministratore pubblico: cercare di utilizzare al meglio tutte le risorse possibili, andando a evidenziare eventuali sacche di inefficienza e riuscire a mettere a disposizione il massimo delle risorse.
Dicevo, le tre direzioni che intravedo all'interno di questo bilancio, che sono la testimonianza di una volontà politica di vedere il Veneto che va al di là del singolo bilancio 2022, sono essenzialmente tre iniziative che sono state oggetto di grande discussione oggi: una è la Pedemontana, una sono le Olimpiadi, l'altra è l'ospedale di Padova, che lo avete, anche in questo caso, un po' derubricato.
La Pedemontana, che è una straordinaria opera infrastrutturale come il Veneto non ha mai visto nel corso degli ultimi anni e che molto probabilmente, quando andrà a regime, farà comprendere come la crescita del Veneto nel corso dei prossimi anni sarà supportata da questa infrastruttura, a testimonianza che per far crescere il PIL, ma anche per far crescere anche attrazione verso il nostro territorio, bisogna infrastrutturarlo, bisogna infrastrutturarlo di strade, bisogna infrastrutturarlo di connessione digitale e il ritardo che paghiamo ancora con la BUL è un ulteriore elemento che crea apprensione nei confronti delle piccole, medie e grandi imprese, proprio perché rischia di attardarci in una competizione internazionale che deve avere nella connessione digitale stabile e velocissima un asse portante.
Ma la Pedemontana, una volta realizzata e aperta nella sua interezza, metterà in evidenza questo straordinario quadrilatero economico che fa di Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Belluno e Montebelluna un'area incredibile dal punto di vista economico, che potrà avere comparazione con quella che è l'area della Ruhr in Germania, ma attraverso una scelta che quel territorio ha fortemente voluto e che ci permetterà di creare condizioni anche di nuova attrazione. Lì poi magari faremo un ragionamento sulla capacità di far rientrare i giovani in Veneto, dopo che abbiano avuto anche queste esperienze internazionali, che secondo me sono un accrescimento, non devono essere viste come un depauperamento della fuga di cervelli. Sono esperienze che devono essere fatte. Le fa qualsiasi Regione, le fa qualsiasi Stato in giro per il mondo: manda i propri giovani a fare esperienze che sono un arricchimento personale. La Pedemontana sarà un elemento di ulteriore crescita del nostro territorio.
Quando abbiamo parlato di consumo del suolo nella costruzione della legge n. 14/2017, dove ci venivano a raccontare che praticamente vi erano capannoni da abbattere, in quell'area non ci sono più capannoni disponibili. Si sta configurando una crescita economica in quell'area straordinaria, supportata proprio da quello che sarà il vantaggio che gli permetterà di avere questa strada. Così come si è dimostrato quando è stato realizzato il Passante di Mestre, dove i soliti pessimisti dicevano che era un'opera inutile, che non avrebbe risolto i problemi, oggi sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della sostenibilità di quest'opera e dell'importanza che il Passante di Mestre ha nel nostro territorio credo sia quotidianamente smentito chi diceva che il Passante era un'inutile spesa, oltre che un consumo del nostro territorio.
L'ospedale di Padova. C'è la volontà, da questo punto di vista, di avere una fortissima attenzione verso una capacità di essere attrattivi anche da questo punto di vista. La sanità nel Veneto che, ripeto, è l'85% del bilancio, è una sanità di eccellenza anche dal punto di vista del bilancio.
Io non vedo l'Azienda Zero come una società che è stata creata per fare il classico baraccone e per mettere qualche trombato di turno a presiedere Azienda Zero. È un'azienda che crea efficienza, che crea risparmi e che ci permetterà di utilizzare ancora meglio quelle risorse che vengono date dallo Stato.
Lo Stato trasferisce a tutti delle risorse per la sanità, ma non tutti le utilizzano bene come fa il Veneto, che riesce ad avere una buona gestione dal punto di vista economico e un'ottima performance dal punto di vista delle prestazioni.
Poi c'è l'ultimo driver, che è quello del turismo. Una Regione come il Veneto ha 73 milioni di presenze turistiche annue, che continuano a crescere e che hanno tenuto anche in momenti difficili come quelli della pandemia: abbiamo le città storiche che sono un po' in difficoltà e dobbiamo utilizzare i grandi eventi per avere una vetrina internazionale per continuare a promuovere questa innovazione del prodotto, che è fatto da prodotti maturi, come possono essere quelli dell'arenile, ma sono prodotti nuovi come quelli che si stanno sviluppando attorno ad aree di pregio, che sono quelle legate all'UNESCO, al Valdobbiadene piuttosto che territori che si stanno scoprendo. Ad esempio, spero, i 55 milioni di euro del PNRR sul Delta del Po andranno a far crescere un'area che riteniamo sia assolutamente spendibile a livello internazionale per far crescere ancora i numeri nel nostro territorio.
Su questo bilancio non si può non tener conto che arriveranno o saremo noi i collettori di una serie di fondi del Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza e che quindi incideranno nel corso dei prossimi anni su quelle che saranno le scelte strategiche su come utilizzare al meglio queste risorse per far sì che si liberino ulteriori impegni, che probabilmente abbiamo preso nel corso degli anni e che si sono stratificati all'interno del bilancio. Voi date per ordinarie alcune delle spese che sono state inserite all'interno di questo bilancio, ma testimoniano l'attenzione rispetto a dei bisogni che sono stati via via implementati a seconda anche di funzioni nuove che vengono inserite all'interno della struttura regionale. Penso, ad esempio, alla soluzione per i Forestali. Qui lo diamo per scontato: 1 milione di euro per l'adeguamento contrattuale ai Forestali a 560 Forestali che sono stati inseriti all'interno di un contesto come Veneto Agricoltura, che credo abbiano trovato la loro giusta collocazione e possono dare la massima efficienza e una risposta al nostro territorio.
Su questi tre driver, che credo testimonino la vocazione, la direzione che il Veneto sta prendendo e riuscirà a dare in termini di risposta, c'è un aspetto che seguiremo nel corso dei prossimi anni, che è Venezia capitale mondiale della sostenibilità e quindi la contemporaneità di un tema, come quello inserito all'interno del Next Generation EU, di una Regione che, attraverso una propria capitale come Venezia, abbia la capacità di essere estremamente attenta a quelle che sono le trasformazioni che il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, che il Next Generation ci darà come risorse, sia per quanto riguarda la transizione ecologica che l'innovazione digitale, che riteniamo possano essere i due strumenti che diano maggiore booster all'economia del Veneto.
Rimane poi quello dell'inclusione sociale sul quale credo che le attenzioni che abbiamo... Anche se non bastano mai, perché da questo punto di vista come si fa a non condividere qualsiasi tipo di sostegno a un'iniziativa legata al welfare? Però credo che l'assistenza che il Veneto continua a dare, anche da questo punto di vista, sia di assoluta performance e dia la possibilità di dire che nel Veneto, insomma, le persone non rimangono indietro. Poi c'è sempre da fare di più: se hai più risorse, sicuramente faresti tantissime altre cose, però non possiamo considerare il Veneto – ed è quella che poi è la cosa che dispiace di più – come una terra dalla quale si deve scappare. Al netto di chi deve andare di qua o di là del Po.
Sono andato a guardarmi anche alcuni dati, giusto per testimoniare che la terra promessa non è che ci sia di qua o di là. L'Emilia-Romagna al 31 dicembre 2020 ha perso 25.182 abitanti. Questi 25.182 abitanti è grosso modo la sommatoria di quello che aveva attratto dal 2014 al 2020 l'Emilia-Romagna. Il Veneto ne ha persi 9.303; lo 0,56 l'Emilia-Romagna (questi sono dati Istat), lo 0,19 il Veneto. Il Trentino, che ha altri strumenti, come quelli dell'autonomia – e quindi pensate il Veneto cosa potrebbe essere con la disponibilità del Trentino – ne ha persi 991, lo 0,09.
Questi sono dati che testimoniano che la migrazione di persone, che sono legate anche a momenti occupazionali, alcune crisi a cui faceva riferimento il collega Marcato, inevitabilmente hanno creato delle condizioni, ad esempio, del rientro di una parte di immigrazione estera, che aveva trovato in Italia posto di lavoro e che nel momento in cui ci sono state delle crisi sono ritornati a casa. Però questi sono i numeri che testimoniano come c'è un movimento all'interno del nostro Stato, ma anche delle nostre Regioni che fortunatamente fa sì che questi ragazzi - e non saranno naturalmente solo ragazzi - abbiano la capacità di muoversi nel territorio e di andare a fare esperienze internazionali che sicuramente saranno un valore assoluto per i veneti del futuro.
Mi ricollego, proprio perché non ci sono le terre promesse, a quell'articolo di Giorgio La Malfa, magari proprio su "Il Sole 24 Ore", che un autonomista non credo che sia, perché il riferimento con il quale chiude l'articolo fa chiaramente riferimento a una centralità del Governo rispetto alle autonomie delle Regioni, dando la responsabilità ai Presidenti e a quello che stava succedendo. C'è da dire che, se il Veneto ha perso trentasette posizioni, l'Emilia-Romagna ne ha perse ventisei, la Lombardia molte di più e il Piemonte molte di più. Non c'è da bearsi delle disgrazie altrui.
Credo che tutti quanti dobbiamo lavorare assieme per cercare di creare le migliori condizioni per utilizzare i soldi che abbiamo a disposizione.
Gli emendamenti che avete presentato sono anche da stimolo, credo, per comprendere che anche nel Veneto ci sono degli altri sensori sul territorio. Però, vi assicuro che tante volte, oltre che a sollecitare interventi da parte vostra, quegli interventi vengono sollecitati all'interno della Giunta regionale, che, come vedete anche nell'emendamento che è stato presentato lunedì scorso, ha la capacità di interpretare i bisogni del momento, compatibilmente con le risorse che ha a disposizione.
Credo che anche la risposta che abbiamo dato sul settore culturale, che aumenta gli stanziamenti... Mi dispiace che non ci sia la collega Ostanel, perché è la terza volta che glielo ripeto. Sostanzialmente gli stanziamenti vengono aumentati di 450.000 euro. Non bastano mai. Lei ha fatto un esercizio da tram dei desideri più che da libro dei desideri, perché moltiplicare per tre, potremmo fare per cinque e per sei, ma credo che non sia quello lo strumento attraverso cui riuscire effettivamente a utilizzare le risorse che abbiamo a disposizione, perché dietro a quelle risorse ci dovrebbero essere anche delle progettualità. Su questo ci piacerebbe confrontarci in futuro per comprendere se eventuali risorse che dovrebbero – lo speriamo – nel 2022 liberarsi proprio per i soldi del fondo PNRR e i fondi della Comunità europea possano essere messi a disposizione della Giunta e del Consiglio per fare le migliori scelte possibili.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei, Assessore.
Sospendiamo la seduta per trenta minuti, in modo da dare il tempo alla Prima Commissione di valutare gli emendamenti.
La Seduta riprenderà alle ore 17.40.
 
La Seduta è sospesa alle ore 17.09
 
La Seduta riprende alle ore 18.16
 
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Colleghi, riprendiamo i lavori. Attenzione che si inizia a votare praticamente subito, perché partiamo dall'articolo 2, dove insistono gli emendamenti depositati.
L'articolo 1, come avviene in ogni nostro bilancio, verrà votato alla fine.
Avete il fascicolone, che trovate anche su Concilium, con gli emendamenti messi in ordine di votazione.
Mi sembra di vedervi, almeno chi c'era stamattina, tutti collegati.
Emendamento n. C0138 presentato dalla Giunta, articolo 2, comma 1, allegato 6, modificativo, che prevede:
 
Variazione proposta
 
SPESA MISSIONE – PROGRAMMA - TITOLO
Competenza 2022
Competenza 2023
Competenza 2024
 
Missione 1 – Servizi Istituzionali, Generali e di Gestione
+ 7.250,00
0.00
0.00
       
Programma 01 – Organi Istituzionali
+7.250,00
0.00
0.00
       
Spese Correnti
(+7.250,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2020 n. 3 – Iniziative per la conoscenza della Shoa per il giorno della memoria
(+7.250,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 04 – Istruzione e diritto allo studio
+551.000,00
0.00
0.00
       
Programma 02 – Altri ordini di istruzione non universitaria
+551.000,00
0.00
0.00
       
Spese Correnti
(+551.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2021, n. 1 – Interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie
(+551.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 05 – Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali
+53.000,00
0.00
0.00
       
PROGRAMMA 02 – Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
+53.000,00
0.00
0.00
       
Spese Correnti
(+53.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2019, n. 44 – art. 24 – Iniziative volte alla candidatura della Valle D'Alpone alla lista
del patrimonio mondiale Unesco
+50.000,00
0.00
0.00
       
L.R. 2020 – n. 18 – art. 6 – Norme per il riconoscimento ed il sostegno della funzione educativa e sociale del Consiglio comunale dei ragazzi come strumento di partecipazione istituzionale delle giovani generazioni
alla vita politica e amministrativa
(+3.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 06 – Politiche giovanili, sport e tempo libero
+397.000,00
0.00
0.00
       
Programma 01 – Sport e tempo libero
+340.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+190.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2015, n. 8 – art. 12 – Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva
(+190.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Spese in conto capitale
(+150.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2015, n. 8 – art. 21 – Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva
(+150.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Programma 02 – Giovani
+57.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+57.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2020, n. 18 – art. 5 – N Norme per il riconoscimento ed il sostegno della funzione educativa e sociale del Consiglio comunale dei ragazzi come strumento di partecipazione istituzionale delle giovani generazioni
alla vita politica e amministrativa
(+57.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 07 – Turismo
+773.500,00
0.00
0.00
       
Programma 01 – Sviluppo e valorizzazione del turismo
+773.500,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+773.500,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2013, n. 11 – art. 19 – Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto
(+698.500,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2014, n. 34 – art. 7 – Disciplina delle associazioni Pro Loco
(+67.500,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2020, n. 4 – art. 7 – Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini veneti
(+7.500,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 08 – Assetto del territorio ed edilizia abitativa
+30.000,00
0.00
0.00
       
Programma 01 – Urbanistica e assetto del territorio
+30.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+30.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2017, n. 14 – art. 10 – Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 "Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio"
(+30.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 09 – Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente
+395.000,00
0.00
0.00
       
Programma 01 – Difesa del suolo
+250.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+250.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2017, n. 11 – art. 84 – Capo IV – Risorse idriche e difesa del suolo
(+250.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Programma 04 – Servizio idrico integrato
+41.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+41.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2001, n. 11 – art. 84 – Capo IV – Risorse idriche
(+41.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Programma 05 – Aree protette, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione
+104.000,00
0.00
0.00
       
Spese in conto capitale
(+104.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2016, n. 30 – art. 97 – Contenimento ed eradicazione delle popolazioni di ungulati nel parco regionale dei Colli Euganei
(+76.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2018, n. 43 – art. 11 – Interventi necessari alla vivificazione delle lagune e dell'area del Tizia e del Po
(+28.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 10 – Trasporti e diritto alla mobilità
+50.000,00
0.00
0.00
       
Programma 03 – Trasporto per vie d'acqua
+50.000,00
0.00
0.00
       
Spese in conto capitale
(+50.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2001, n. 11 – art. 100 – Capo VII – Trasporti
(+50.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 11 – Soccorso Civile
+260.000,00
0.00
0.00
       
Programma 01 – Sistema di protezione civile
+260.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+150.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 1984 – art. 58 – art. 10 – Disciplina degli interventi regionali in materia di protezione civile
(+150.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Spese in conto capitale
(+110.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 1984 – n. 58 – art. 14 – Disciplina degli interventi regionali in materia di protezione civile
(+110.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 12 – Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
+1.440.000,00
+1.000.000,00
0.00
       
Programma 02 – Interventi per la disabilità
+500.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+200.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 1999, n. 6, - Contributo ai cittadini veneti portatori di handicap psicofisici che applicano il "Metodo Doman"
(+200.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Spese in conto capitale
(+300.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2007, n. 16, - Disposizioni generali in materia di eliminazione delle barriere architettoniche
(+300.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Programma 04 – Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale
+400.000,00
+1.000.000,00
0.00
       
Spese correnti
(+400.000,00)
(+1.000.000,00)
(0.00)
       
L.R. 2013, n. 5 – art, 2 – Interventi regionale per prevenire e contrastare la violenza contro le donne
(+400.000,00)
(+1.000.000,00)
(0.00)
       
Programma 05 – Interventi per le famiglie
+450.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+450.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2013, n. 5 – art. 2 – Interventi a sostegno della famiglia e della natalità
(+450.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Programma 08 – Cooperazione e associazionismo
+90.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+90.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2005, n. 18 Istituzione del servizio civile regionale volontario
(+90.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 13 – Tutela della Salute
-1.500.000,00
-1.000.000,00
0,00
       
Programma 02 – Servizio sanitario regionale – finanziamento aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiore ai Lea
+100.000,00
0,00
0,00
       
Spese correnti
(+200.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2007, n.2 – art. 23 – Prestazioni con onore a carico del servizio sanitario regionale a favore dei soggetti affetti da Sindrome di Sjogren
(+100.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
Programma 07 – Ulteriori spese in materia sanitaria
-1.600.000,00
-1.000.000,00
0,00
       
Spese correnti
(-1.600.000,00)
(-1.000.000,00)
(0,00)
       
L.R. 2020, n.10 – Attivazione da parte dell'Università degli studi di Padova nel corso di laurea in medicina e chirurgia
presso l'azienda ULSS n. 2 Marca trevigiana, disposizioni in materia di finanziamento da parte della Regione del Veneto e
ulteriori disposizioni
(-1.600.000,00)
(-1.000.000,00)
(0,00)
       
Missione 14 – Sviluppo economico e competitività
+487.500,00
0,00
0,00
       
Programma 01 – Industria, Pmi e artigianato
+480.000,00
000
0.00
       
Spese correnti
(+100.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2017, n. 48 – art. 2 – Disciplina delle attività regionali in materia di promozione economica e internazionale delle imprese
(+100.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Spese in conto capitale
(+380.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2001, n. 11 – art. 55 – Capo XIII – Interventi per il sostegno alle imprese
(+380.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Programma 08 – Commercio – reti distributive – tutela dei consumatori
+7.500,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+7.500,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2012, n. 28 – art. 27 bis – Disciplina delle attività turistiche connesse al settore primario
(+7.500,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 16 – Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca
+1.550.000,00
+1.015.000,00
+1.316.000,00
       
Programma 01 – Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare
+1.480.000,00
+1.015.000,00
+1.316.000,00
       
Spese correnti
(+758.000,00)
(+1.015.000,00)
(+1.316.000,00)
       
L.R. 1985, n. 25, - Norme per l'erogazione di sussidi ad allevatore singoli o associati in casi particolarmente gravi di perdita di animali per morte o disgrazia
(+60.000,00)
(+100.000.00)
(+100.000.00)
       
L.R. 2003, n. 40 – art. 35 – Nuove norme per gli interventi in agricoltura
(+200.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2014, n. 37 – art. 9 – Istituzione dell'agenzia veneta per l'innovazione nel settore primario
(+498.000,00)
(+915.000,00)
(+1.216.000,00)
       
Spese in conto capitale
(+390.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2003, n. 40 – art.11 – Nuove norme per gli interventi in agricoltura
(+390.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Programma 02 – Caccia e pesca
+407.000,00
0.00
0.00
       
Spese correnti
(+407.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 1993, n. 50 – art. 28 – Norme per la produzione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio
(+220.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 1998, n. 19 - Norme per la tutela delle risorse idrobiologiche e della fauna ittica e per la disciplina dell'esercizio della pesca nelle acque interne e marittime interne della Regione Veneto
(+150.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
L.R. 2013, n. 6 – art. 3 – Iniziative per la gestione della fauna selvatica nel territorio regionale precluso all'esercizio dell'attività venatoria
(+37.000,00)
(0.00)
(0.00)
       
Missione 20 – Fondi e accantonamenti
-4.499.250,00
-1.015.000,00
-1.316.000,00
       
Programma 01 – Fondi di riserva
-4.499.250,00
-1.015.000,00
-1.316.000,00
       
Spese correnti
(-4.499.250,00)
(-1.015.000,00)
(-1.316.000,00)
       
L.R. 2001, n. 39, - art. 18 – Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione
(-4.499.250,00)
(-1.015.000,00)
(-1.316.000,00)
       
       
TOTALE SPESE
0.00
0.00
0.00
       
       
       
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
     
       
Nel fascicolone, oppure anche in Concilium, è il primo emendamento: n. C138.
Collega Camani, prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Intervengo su questo emendamento della Giunta perché è un emendamento importante, che l'Assessore porta in Aula prima del tradizionale maxiemendamento. A me sembra che sia un emendamento che in alcune parti perlomeno raccolga una serie di indicazioni che abbiamo sollevato durante questa lunga discussione di bilancio.
È un emendamento che ha una cifra complessiva importante, di 4,5 milioni di euro, e che sommato all'emendamento cosiddetto "Cultura", che abbiamo approvato in Prima Commissione prima dell'inizio della discussione di bilancio, ripristina sostanzialmente nel bilancio regionale quelle risorse che la Giunta aveva deciso prudenzialmente di accantonare al momento della redazione del Documento di programmazione.
Ora, sono cifre rilevanti, alla luce soprattutto delle considerazioni che fin qua abbiamo svolto rispetto alla penuria di risorse libere che ci lascia questo bilancio. È ovviamente un emendamento che apprezziamo, anche per la volontà di andare a intervenire in alcuni dei settori che noi abbiamo indicato come cruciali per la fase che stiamo attraversando.
Mi limito a citare un paio di questioni che sono finanziate o rispetto alle quali è aumentato lo stanziamento di bilancio in questo emendamento perché mi sembra che più di altre intercettino valutazioni che avevamo fatto nelle settimane precedenti. Primo fra tutti un intervento importante, di 397.000 euro, nell'ambito delle attività sportive.
Lo cito perché era uno degli argomenti che con l'assessore Corazzari avevamo provato a indagare nelle settimane scorse, condividendo l'idea che l'attività sportiva, dopo l'anno e mezzo di pandemia, poteva e doveva essere un'occasione non solo di investimento sul benessere fisico e psicofisico dei ragazzi, ma anche un elemento attorno a cui poter ripristinare un pezzo della socialità che le restrizioni avevano fortemente limitato. Con questo rifinanziamento andiamo a aumentare le risorse sia per le attività sportive e le associazioni che si occupano di sport e anche per investimenti sulla riqualificazione di impianti sportivi. Mi sembrano due interventi apprezzabili, che avevamo richiesto e per i quali ringraziamo l'assessore Corazzari per la sensibilità dimostrata.
L'altro elemento che mi preme sottolineare è quello collegato agli interventi per prevenire e contrastare la violenza contro le donne. Lo dico non per banalità, lo dico perché, anche come Gruppo del Partito Democratico, da settimane siamo stati e siamo impegnati in un monitoraggio delle attività che la Regione svolge e ha svolto a favore delle iniziative per contrastare la violenza di genere. È un tema che riteniamo rilevante in generale a livello culturale e politico, ma a maggior ragione anche in questa fase storica. Con questo aumento di stanziamento di bilancio, che abbiamo più volte sollecitato, anche con emendamenti a questa legge di bilancio, per la prima volta, in controtendenza rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni, si aumenta lo stanziamento complessivo della legge 20 del 2020 – scusatemi, non l'ho persa, della legge del 2000, non la trovo più – per lo stanziamento delle iniziative per contrastare la violenza contro le donne, arrivando ad un importo complessivo di addirittura 1 milione di euro.
Questa è una cifra molto importante che può forse contribuire a dare una risposta ai tutti i centri antiviolenza e alle case rifugio che in questi anni, che in questi mesi ci hanno spiegato come le risorse fornite dallo Stato e dalla Regione non erano più sufficienti a far fronte non solo all'aumento del numero di casi, ma anche alle necessità delle donne vittime di violenza e quindi non possiamo che accogliere positivamente questo aumento di stanziamento di bilancio.
Infine, lo cito perché anche questo è un elemento che avevamo... eccola qua, la legge 5/2013. È un intervento che avevamo sollecitato più volte nel corso dei nostri interventi. Raccogliamo con interesse la proposta di emendamento che ci arriva dall'assessore Calzavara: è uno stanziamento che aumenta le risorse disponibili nella legge 20 del 2020, che è quella appunto a favore delle famiglie. In particolar modo, si aumenta di 450.000 euro lo stanziamento previsto per i nuclei familiari monoparentali. È un tema molto delicato quello della tutela della famiglia. Ovviamente non è sufficiente, nel senso che ci sono molti altri ambiti che riguardano la vita della famiglia e sui quali avremmo chiesto e auspicato un intervento più consistente (penso al tema dei figli con la disabilità, penso al tema degli incentivi per le famiglie numerose), però vogliamo raccogliere con soddisfazione il gesto di buona volontà e l'aumento di questo stanziamento.
Questi interventi che ho cercato di riassumere, che secondo me sono quelli più importanti e più rilevanti contenuti in questa proposta emendativa, quindi quello a favore dello sport e dell'attività sportiva, quello a favore di iniziative per contrastare la violenza contro le donne e quest'ultimo che aumenta i fondi a favore delle politiche per la famiglia, sono tre interventi che, a nostro giudizio, vanno nella direzione da noi auspicata in queste settimane di discussione di bilancio, vanno nella direzione di una maggiore attenzione rispetto alle famiglie e alle persone. Quindi ci fanno poter dire con una certa serenità che, almeno in questa parte di questo emendamento, sono tutti contenuti assolutamente condivisibili.
Ringraziamo gli Assessori che, insieme a noi, in queste settimane si sono presi a cuore questi temi e naturalmente l'Assessore al Bilancio, che poi ha compiuto la difficile operazione di recuperare le risorse necessarie.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0138, con il parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. C0010 della collega Guarda. Ritirato.
La parola al collega Sandonà.

Luciano SANDONÀ (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
In Ufficio di presidenza della Prima commissione sono stati ritirati gli emendamenti nn. C0001, C0002, C0003, C0004, C0005 e C0006 della collega Venturini.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Emendamento n. C0012, collega Guarda. Ritirato.
Ostanel, emendamento n. C0116. Ritirato.
Emendamento n. C0037, presentato dai consiglieri Camani, Possamai Giacomo, Bigon, Montanariello, Zanoni, Zottis, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE
PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
variazione proposta
2023
variazione proposta
2024
variazione proposta
M03 ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
P0302 SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA URBANA
Titolo I Spese correnti
L.R. 48/2012 "Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.
+ 100.000,00
+ 100.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
- 100.000,00
-100.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza".
Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Molto brevemente, Presidente, solo per spiegare il senso di questo emendamento. Con questo emendamento e, per la verità, con un'altra serie di emendamenti simili, noi chiediamo alla Giunta di fare uno sforzo in riferimento al finanziamento delle attività legate alla legge 48/2012, che sono le politiche regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso.
Ora, è un tema molto delicato, del quale abbiamo discusso lungamente in quest'Aula. Mi rendo conto delle ristrettezze economiche nelle quali versiamo, per tutte le ragioni che non starò qua a ripetere. So che c'è un parere contrario a questo e agli altri emendamenti che investono questo comparto. Mi lasci però, Presidente, l'occasione per richiamare l'Aula, comunque, al netto delle risorse a disposizione di questa legge, sull'importanza delle attività che la Regione può e deve mettere in campo per contrastare la diffusione e il radicamento delle organizzazioni criminali e mafiose in questa Regione, che continuano a essere sempre più estese e sempre più presenti, e rispetto alle quali non solo non possiamo abbassare la guardia, ma anzi dobbiamo dotarci sempre di ulteriori strumenti per poterli contrastare.
Chiedo il voto su questo emendamento, pur avendo il parere contrario del relatore.

PRESIDENTE

Grazie. Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0037, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0040, presentato dai consiglieri Zanoni, Camani, Zottis, Possamai Giacomo, Bigon, Montanariello, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA legge Regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta

2024
variazione proposta
M03 ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
P0302 SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA URBANA
Titolo I Spesa corrente
L.R. n. 48/2012 art 19 "Norme per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile"
+100.000,00
+100.000,00
   
M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI
P0502 ATTIVITA' CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
L.R. n. 70/1975 "Contributi e spese per l'organizzazione di mostre, manifestazioni e convegni di interesse reginale"
-100.000,00
-100.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza".
Zanoni, se chiede la parola.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

In realtà l'avevo chiesta.

PRESIDENTE

Non la vedo. Non vedo richieste di intervento.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Non lo prende, Presidente.

PRESIDENTE

Zanoni, parli. Il tempo le verrà scalato da parte dei tecnici.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Casomai gliela mando a posteriori la richiesta, perché non si connette.
Questo è un emendamento che cerca di riportare una quota di finanziamento opportuna alla legge 48 del 2012 "Norme per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile", perché sappiamo tutti, e lo abbiamo anche detto, che ci sono stati dei tagli a questi finanziamenti e quindi vorremmo che ci fosse la giusta attenzione, visto che in Veneto la situazione delle criminalità organizzate, della mafia, 'ndrangheta e quant'altro purtroppo si è radicata e lo vediamo da una serie di inchieste della Magistratura.

PRESIDENTE

Grazie. Andiamo a votare questo emendamento.
Metto in votazione l'emendamento n. C0040, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0065 della collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ritiro, Presidente.

PRESIDENTE

Ritirato, grazie.
Emendamento n. C0039, presentato dai consiglieri Zottis, Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge Regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta

2024
variazione proposta
M03 ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
P0302 SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA URBANA
Titolo I Spesa corrente
L.r. n. 48/2012 art. 12 "Norme per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile"
+100.000,00
+100.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDODI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
-100.000,00
-100.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza".
La collega Zottis non è presente e non posso ritirarli se non c'è il primo firmatario.
Metto in votazione l'emendamento n. C0039, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0038, presentato dai consiglieri Zottis, Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge Regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta

2024
variazione proposta
M03 ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
P0302 SISTEMA INTEGRATO DI SICREZZA
Titolo I Spesa corrente
L.r. n. 48/2012 art. 8 "Norme per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile"
+30.000,00
+30.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDODI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
-30.000,00
-30.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza".
Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0038, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo alla Missione 4 "Istruzione e diritto allo studio".
Collega Baldin, emendamento n. C0070.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ritiro.

PRESIDENTE

Ritirato.
Emendamento n. C0111, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
MISSIONE PROGRAMMA Legge Regionale di spesa
Anno precedente
Già previsti da pdlr 93
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M04 ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO
P004 "ISTRUZIONE UNIVERSITARIA"
L.R. 8-1998 Norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario
Titolo I "Spese correnti"
13.500.000,00
+16.500.000,00
+3.500.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a Euro 8.814.390,00
L.R. n. 39/2001 art. 18)
   
-3.500.00,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
   
Lo dà per letto. Metto in votazione l'emendamento n. C00111, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0141 della collega Camani. Ritirato.
Emendamento n. C0071 della collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ritiro.

PRESIDENTE

Grazie, collega. Anche senza chiedere la parola, se lo ritira, basta che accenda il microfono e me lo dica.
Missione 5: "Tutela e valorizzazioni dei beni e delle attività culturali".
Emendamento n. C0076 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
MISSIONE PROGRAMMA Legge Regionale di spesa
Anno precedente
Già previsti da pdlr 93

2022
variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI
P0502 attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
Titolo 01 Spese Correnti
L.R. 63-1979 Norme per l'installazione e il funzionamento dell'Istituto regionale per le ville venete IRVV
72.000.000,00
790.000,00
+2.370.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a Euro 8.814.340,00
L.R. n. 39/2001 art. 18)
   
-2.370.00,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
   
Prego, Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Intervengo una volta, in realtà, sui vari emendamenti, perché ci tengo a rifare il ragionamento che anche questa mattina facevo rispetto al perché di questi emendamenti. Quello che ho definito "libro dei sogni" non è il libro dei sogni in altre Regioni. Allora dobbiamo fare un ragionamento rispetto a come reperire quei fondi, al di là del PNRR e i fondi che possono arrivare dall'Unione europea, per rendere un settore come quello culturale un settore che in questa Regione può permettersi di lavorare senza dover andare altrove.
Prima il consigliere Pan diceva: "Se qualcuno vuole andare da un'altra parte che lo faccia pure, noi saremo contenti comunque". Ecco, credo che questo non sia il ragionamento che un amministratore fa, soprattutto nel momento in cui pensa a come rendere questa Regione più attrattiva, soprattutto per un comparto come quello culturale.
Ci tengo anche a ricordare il perché del "per 3" delle varie voci di spesa e di tutte le voci di spesa, non solo quelle che magari un Consigliere di minoranza ritiene importanti, ma anche quelle che hanno avuto a che fare con dei progetti di legge presentati dai Consiglieri presenti anche di maggioranza, perché il tema è alzare per tutti e non alzare solo per qualcuno dei fondi che in realtà sono molto utili a questa Regione, per un comparto altamente produttivo.
Tra questi c'è un emendamento – poi reinterverrò per presentarlo – che è quello sui cinema, perché ricordo, e lo ripeto, è stata l'unica posta non alzata nell'emendamento della Giunta che ha aggiunto delle risorse dopo il lavoro della Commissione Cultura. E questo è un tema importantissimo. Ce lo hanno detto le associazioni di categoria, ce l'hanno detto i sindacati durante un incontro che abbiamo avuto anche con la presidente Scatto, il fatto che i cinema, le nostre sale cinematografiche nelle città stanno facendo fatica a riavere lo stesso pubblico che avevano prima della pandemia, che alcune di queste, non tutte, sia quelle grandi sia soprattutto quelle più piccole, hanno veramente continuato a pagare, con pochissimi ristori rispetto ad altri settori, le loro sale, i costi sono comunque lievitati anche rispetto ai costi vivi che una sala deve gestire. Ecco, questo è un tema che, all'interno dell'emendamento della Giunta, non è stato coperto.
Non so se è stata una svista o una volontà chiara di non alzare solo una posta. Dubito che sia quello, sinceramente. Allora, chiedo all'Aula di ragionare seriamente se aggiungere un minimo possibile per i cinema nelle nostre città non sia un segnale, un minimo segnale – visto che so esservi parere negativo su tutti gli altri miei emendamenti – per un settore che fa fatica in tutte le nostre città, soprattutto nei piccoli Comuni.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei.
Non vedo altri interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0076, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0077, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
MISSIONE PROGRAMMA Legge Regionale di spesa
Anno precedente
Già previsti da pdlr 93
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI
P0502 attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
Titolo 01 Spese Correnti
L.R. 50-1984 Norme in materia di musei, biblioteche, archivi di enti, locali o di interesse locale
Titolo I Spese correnti
+450.000,00
+357.000,00
+1.071.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a Euro 8.814.390,00
L.R. n. 39/2001 art. 18)
   
-1.071.00,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
   
Lo dà per letto.
Non vedo interventi. Lo metto in votazione, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0054 del collega Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0022 della collega Guarda. Ritirato.
Emendamento n. C0075 della collega Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0027 del collega Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0078, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0028, Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0079, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0080, sempre Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0081, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0082, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0083, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0084, sempre Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0055, Possamai. Ritirato.
Ho cambiato proprio denominazione, per evitare confusione con i due Possamai.
Emendamento n. C0085, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0086, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0087, ancora Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0088, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0030, Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0089, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0052, Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0090, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0091, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0092, sempre Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0093, presentato dai consiglieri Ostanel e Possamai Giacomo, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti da pdlr 93
variazione 2022
variazione 2023
variazione 2024
M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI
P0502 attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
Titolo 01 Spese Correnti
L.R. 25-2009 Interventi regionali per il sistema del cinema e dell'audiovisivo e per la localizzazione delle sale cinematografiche del Veneto
130.000,00
130.000,00
+390.000,00
   
M20 Fondi
e accantonamenti
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 Fondo di riserva (ammonta a Euro 8.814.39,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-390.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
   
Ritirato?
Scusate un attimo. Possamai, se chiede la parola formalmente.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Chiedo scusa. Soltanto per dire che questo è un emendamento importante e speriamo che possa trovare accoglimento in altra forma, visto che so che il parere è negativo. Di fronte alla positiva, sebbene non sufficiente, scelta della Giunta di rimpinguare i fondi ai vari capitoli della cultura, uno di quelli che è rimasto, anzi forse il principale che è rimasto al momento sguarnito è quello dei cinema. Tutti noi sappiamo quanto i cinema siano in assoluto tra le realtà che più hanno sofferto in questo tempo di pandemia. Quindi riteniamo che sarebbe importante un segnale, almeno un primo segnale in questa direzione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei. Metto in votazione l'emendamento n. C0093, parere del relatore contrario.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0094, sempre Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0095, sempre Ostanel. Grazie, ritirato.
Emendamento n. C0056, Giacomo Possamai. Ritirato.
Collega Ostanel, emendamento n. C0096. Ritirato.
Emendamento n. C0041, Giacomo Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0124, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0097, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0053, Giacomo Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0122, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
"All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti da pdlr 93
variazione 2022
variazione 2023
variazione 2024
M05 Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali
P0502 attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
Titolo 1 Spese Correnti
L.R. 17-2019 Legge Cultura
00,00
1.000.000,00
+6.000.000,00
   
M20 Fondi
e accantonamenti
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 Fondo di riserva (ammonta a Euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-6.000.000,00
   
Chiede la parola? Prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Su questo chiedo la parola perché riguarda la possibilità di finanziare la legge sulla cultura. Nell'emendamento della Giunta è stato inserito il primo milione: è un passo importante per far vedere che una legge in ritardo verrà presto attuata, come è stato anche preso l'impegno durante la discussione del Documento di economia e finanza.
Appunto questo è un emendamento che tengo molto ad illustrare perché un milione per la prossima annualità non è sufficiente. Quando entrerà in vigore saranno abrogate quasi tutte le altre leggi, per cui immagino che i fondi che noi qui abbiamo votato e anche aumentato con l'emendamento della Giunta passino nella Legge Cultura, però, nonostante questo, noi ci troviamo ancora oggi ad essere la penultima Regione per finanziamento alla cultura in Italia.
Il tentativo era quello di aggiungere un minimo già nel 2022, un minimo che in realtà sono ben 6 milioni nella mia proposta. Ma mi interessa far vedere il barrato in questo emendamento, cioè l'errore che ho voluto lasciare, perché se noi volessimo raggiungere il livello di finanziamento di altre Regioni, negli anni prossimi avremmo una cifra totale di 30 milioni per la Legge Cultura, con tutto quello che oggi mettiamo anche nelle altre leggi che sono dedicate a questo tema. È per far vedere quello che manca, un'assenza, l'assenza appunto di un investimento serio su un comparto. Non è l'unico, ne ho spiegati anche altri, ma ci porta a fare un ragionamento rispetto alla necessità di avere un bilancio diverso rispetto a quello che oggi stiamo discutendo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ostanel. Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0122, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0057, collega Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0098, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0023, presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
"All'art.2, comma 1, lett. p (Allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni
MISSIONE PROGRAMMA Legge Regionale di spesa
variazione 2022
variazione 2023

Variazione
2024
M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI
P0502 attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
L.R. n. 44 25/11/2019, art. 24 – Iniziative volte alla candidatura della Valle d'Alpone alla Lista del patrimonio mondiale Unesco
+ 300.000,00
0,00
0,00
M20 Fondi
e accantonamenti
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 Fondo di riserva
L.R. n. 39/2001 , art. 18
- 300.000,00
0,00
0,00
 
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza".

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Vorrei semplicemente sottolineare come questo emendamento, pur parzialmente ricompreso all'interno dell'emendamento della Giunta, riesca a dare risorse dignitose a un progetto di valorizzazione del patrimonio Unesco di un'area che non è seconda all'area del Prosecco, che ha delle specificità da un punto di vista sia ambientale che sociale che devono essere attenzionate e anche perfezionate, in particolar modo per quanto riguarda la questione di tutta la rete di accessibilità e di affiancamento della progettualità avanzata.
Il principio è che dimenticarsi di finanziare questo tipo di iniziativa all'interno del bilancio sicuramente era un erroraccio. Il fatto di aver inserito 50.000 euro ci fa naturalmente sperare in un impegno per questo obiettivo e scopo promosso dai Comuni e dalle diverse associazioni, in particolar modo promotrici della produzione vitivinicola locale, in rete naturalmente con la rete culturale che fino ad oggi ha valorizzato il patrimonio della Pesciara di Bolca e il relativo Museo, che probabilmente dato questo progetto dovrà essere rimpinguato in termini non soltanto di risorse, quanto anche del patrimonio che in questo caso in questi anni è stato quasi tutto delocalizzato nel Museo della città di Verona.
Alla luce di questo, ritengo che osare con qualche risorsa in più, per mettere in confronto questo territorio senza farlo sentire secondo all'esperienza e all'iniziativa svolta all'interno del territorio del Prosecco, sia opportuno.
Per questo motivo, pur apprezzando i 50.000 euro, ritengo però che non siano sufficienti per lo scopo. Di conseguenza metto al voto questo emendamento.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0023, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0099 della collega Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0100, Ostanel. Ritirato.
Emendamento n. C0101, sempre Ostanel. Ho visto un gesto di disappunto? Ritirato.
Passiamo alla Missione 6 "Politiche giovanili e tempo libero".
L'emendamento n. C0005 è precluso.
Emendamento n. C0032, Bigon. Ritirato.
Emendamento n. C0118, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
"All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
BPF2020
Già previsti da pdlr 93
variazione 2022
variazione 2023
variazione 2024
M06 Politiche giovanili, sport e tempo libero
P02 "giovani"
Titolo 1 Spese Correnti
Legge regionale 14 novembre 2008, n. 17 Promozione del protagonismo giovanile e della partecipazione alla vita sociale, art. 2 co.2 lett. h)
0,00
0,00
+2.000.000,00
   
M20 Fondi
e accantonamenti
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 Fondo di riserva (ammonta a Euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-2.000.000,00
   
Prego, collega Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Intervengo su questo emendamento velocemente, ma per far vedere che era semplicemente il tentativo di mettere qualcosa su una legge regionale del 2008, la n. 17, che parla di promozione del protagonismo giovanile e della partecipazione alla vita sociale dei giovani. Tra l'altro, al punto 2 dell'articolo 2, abbiamo anche, fra i punti, "favorire l'accesso al mercato del lavoro".
Abbiamo parlato tanto del fatto che la Regione del Veneto ha tantissimi giovani che emigrano, e ha ragione anche l'assessore Calzavara a dire che alcuni di questi emigrano perché lo scelgono e vogliono farlo, e magari poi un giorno rientreranno. Ma se andiamo a vedere effettivamente i dati di quanti rientrano, purtroppo anche il nostro tessuto – non è solo un problema veneto, ma italiano – fa fatica a far rientrare dei cervelli che in altri Paesi prendono uno stipendio che spesso è il doppio e hanno condizioni di vita dove, ad esempio, fare una famiglia con i servizi del welfare attivi è più facile rispetto al nostro Paese.
Abbiamo una legge, che è quella del 2008. Probabilmente andrebbe aggiornata e migliorata rispetto a un mondo che è cambiato più di dieci anni dopo. Il punto h) dell'articolo 2 parla di accesso al mercato del lavoro. La domanda è perché non provare a definire delle politiche attive che riportino e facciano rientrare i cervelli dei nostri giovani all'estero, che stanno, purtroppo, a produrre lì invece che qui. È un emendamento a cui tengo, per questo l'ho illustrato.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0118, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Missione "Turismo", l'emendamento n. C0013 della collega Guarda è ritirato.
Missione 10, "Trasporti e Mobilità".
Emendamento n. C0112, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
"All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti da pdlr 93
variazione 2022
variazione 2023
variazione 2024
Missione 10 "Trasporti e diritto alla mobilità"
P02 "Trasporto pubblico locale"
Titolo 1 Spese Correnti
L.r. 11-2014 legge finanziaria 2014
Art. 4 co.2 cofinanziamento regionale di programmi dell'Unione europea per la programmazione 2014-2020
0,00
161.740,41
+5.000.000,00
   
M20 Fondi
e accantonamenti
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 Fondo di riserva (ammonta a Euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-5.000.000,00
   
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0112, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione sull'emendamento n. C0112.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
"Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente", Missione 9.
Emendamento n. C0110, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
"All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
BPF 2020
Già previsti da pdlr 93
variazione 2022
variazione 2023
variazione 2024
Missione 09 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente"
P01 "difesa del suolo"
L.r. 12-2009 Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio
Titolo 1 Spese Correnti
1.080.000,00
918.000,00
+3.000.000,00
   
M20 Fondi
e accantonamenti
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 Fondo di riserva (ammonta a Euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-3.000.000,00
   
Non vedo interventi. Lo metto in votazione, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0008, presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
"All'art. 2, comma 1, lett. p (Allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni:
Missione
Programma
Legge regionale di spesa

2022
Variazione
proposta

2023
Variazione
proposta

2024
Variazione
proposta
Missione 09 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente"

P0902 "Tutela,
valorizzazione e recupero ambientale"
L.r. 32 18/10/1996 Norme per l'istituzione ed il funzionamento dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV)
+100.000,00
0,00
0,00
M20 Fondi
e accantonamenti
P2001 Fondo di riserva
L.r. 39/2001, art. 18
-100.000,00
0,00
0,00
 
0,00
0,00
0,00
Non vedo interventi. Lo metto in votazione, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0063, presentato dalla consigliera Baldin, allegato 16, modificativo, che prevede:
"All'Allegato 16 sono apportate le seguenti variazioni:
Missione
Programma
Legge regionale di spesa

2022
Variazione
proposta

2023
Variazione
proposta

2024
Variazione
proposta
Missione 09 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente"
P03 Rifiuti
L.r. n. 3/2000 "Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti"
Art. 50 Iniziative per la prevenzione dei rifiuti e per il loro recupero
+150.000,00
+150.000,00
+ ....,00
+ ....,00
+ ....,00
+ ....,00
M05 Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali
P0502 Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
L.r. n. 2/2003 "Nuove norme a favore dei veneti nel mondo e agevolazioni per il loro rientro"
-150.000,00
-150.000,00
- ....,00
- ....,00
- ....,00
- ....,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0063, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0006 è ritirato in Commissione.
Emendamento n. C0105, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
"All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti da pdlr 93
variazione 2022
variazione 2023
variazione 2024
Missione 09 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente"
P00905 Aree protette, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione
Titolo 1 Spese Correnti
L.r. 23-2018 contributi annuali agli enti di gestione di parchi naturali per spese di impianto e di funzionamento
0,00
0,00
+2.500.000,00
   
M20 Fondi
e accantonamenti
Ordine pubblico e sicurezza
P2001 Fondo di riserva (ammonta a Euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-2.500.000,00
   
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0105, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Stiamo votando l'emendamento n. C0105, che è stato respinto.

Daniele POLATO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

Presidente, mi scusi, consigliere Polato.

PRESIDENTE

Prego.

Daniele POLATO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

Ho votato, ma dal video non mi risulta essere stato registrato il voto.

PRESIDENTE

A verbale sul n. C0105 Polato ha votato? Contrario.
Emendamento n. C0042 presentato dal consigliere Montanariello, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono previste le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0906 TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 15/2007 INTERVENTI PER LA TUTELA, LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA ZONA COSTIERA DEL VENETO E PER LA CREAZIONE DI ZONE DI TUTELA BIOLOGICA MARINA
+400.000,00
+400.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
-400.000,00
-400.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Vedo un intervento Ostanel? No, quello dopo. Okay. Siamo sul n. C0042 di Montanariello.
Bene. Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0042, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Andiamo all'emendamento n. C0103, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" AllAallegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0907 SVILUPPO SOSTENIBILE TERRITORIO MONTANO PICCOLI COMUNI
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 30/2007 Interventi regionali a favore dei comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna e nell'area del Veneto orientale
150.000,00
150.000,00
+2.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
P2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-2.000.000,00
   
Saldo
 
0,00
0,00
0,00
0,00
Prego, Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Questo è un emendamento che, a partire da una legge esistente del 2007, cerca di dare un aumento ai fondi previsti già dal bilancio, che sono 150.000 euro, di aumentarli invece a 2 milioni, il minimo per poter pensare che noi stiamo facendo un intervento a favore dei Comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna e nell'area del Veneto Orientale. Tra l'altro area da cui provengo io e proviene anche la mia famiglia.
Ma, al di là di quello mi chiedo e il ragionamento è questo: come pensiamo con 150.000... Motta di Livenza, San Stino. Come facciamo in un bilancio e in una legge di questo tipo, molto utile e interessante, tra l'altro, una legge che, andando a riguardarla, ha delle cose molto positive e molto interessanti. Io mi chiedo: abbiamo un armamento di leggi alle volte molto più positive di quello che magari può sembrare da fuori, ma se noi diamo 150.000 euro pensando di fare un intervento di valorizzazione di alcuni territori che stanno perdendo abitanti, che sono al confine della Regione, che sono vicino alle aree di montagna allora forse stiamo fingendo probabilmente di fare qualcosa. 150.000 euro non sono una dotazione sufficiente per una legge di questo tipo e per i bisogni di alcuni Comuni che ricadono in questo territorio.

PRESIDENTE

Bene. Grazie. Non vedo altri interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0103, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0049 del collega Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0072 della collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ritirato.

PRESIDENTE

Passiamo alla Missione 12 "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia".
Emendamento n. C0109, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
M12 "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia"
P01 "interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido"
Titolo I Spese correnti
L.R. 11-2001 conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112
32.000.000,00
32.000.000,00
+5.000.000,00
   
M20 Fondi e accantonamenti ordine pubblico e sicurezza
P2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-5.000.000,00
   
Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Velocemente, Presidente.
Questo emendamento lo ritiro, perché c'è stata una discussione rispetto all'utilizzare i fondi del PNRR per garantire più posti in asili nido pubblici. Io spero che effettivamente i fondi arrivino con questa finalità, che vengano utilizzati con questa possibilità. Ne abbiamo discusso molto in Aula.
Ritiro questo emendamento che aveva l'obiettivo di potenziare le risorse per garantire più posti negli asili nido per le nostre famiglie.

PRESIDENTE

Grazie.
Emendamento n. C0016, presentato dalla consigliera Guarda che prevede:
" All'art. 2, comma1, lett. p (Allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni
Missione Programma
Legge regionale di spesa
Variazione 2022
Variazione 2023

Variazione
2024
M12 "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia"
P1201 "interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido"

Interventi a sostegno della famiglia e della natalità L.R. 20
28/05/2020, art. 7, comma 1, lett. a) e art. 8
+3.000.000,00
0,00
0,00
M20 Fondi e accantonamenti
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
-3.000.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
 
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Semplicemente per annunciare il ritiro di questo emendamento che interviene per quanto riguarda la legge per il sostegno della famiglia e della natalità, dell'emendamento a pagina 120, il n. C0015, che riguarda il contributo ai cittadini veneti portatori di handicap psicofisici che applicano il metodo Doman, dell'emendamento n. C0018, a pagina 137, riguardante il contrasto alla violenza contro le donne, e dell'emendamento n. C0021, a pagina 114, sempre per quanto riguarda gli interventi per le famiglie secondo la legge regionale n. 20/2020 .
Questo perché all'interno dell'emendamento presentato dalla Giunta e votato all'inizio di questa parte di votazione del bilancio ritengo che siano stati dati segnali positivi rispetto a un finanziamento regionale aggiuntivo e, di conseguenza, li ritiro.

PRESIDENTE

Bene. Facciamo un po' di ordine. Il n. C0016 viene ritirato.
Emendamento n. C0034, Bigon ed altri. Ritirato.
Emendamento n. C0015. Ritirato.
Collega Baldin, emendamento n. C0073.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Lo ritiro per le stesse motivazioni della consigliera Guarda.

PRESIDENTE

Benissimo.
Emendamento n. C0062, sempre Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Lo ritiro.

PRESIDENTE

Emendamento n. C119, della collega Ostanel. Ritirato.
Pagina 126, emendamento n. C0106 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Programma 03 interventi per gli anziani
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 11-2010 Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2010
Art. 48 Integrazione del fondo regionale per la non autosufficienza di cui alla legge regionale 18 dicembre 2009, n. 30
0,00
0,00
+5.000.000,00
   
MISSIONE20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
P01 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-5.000.000,00
   
Bene, non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0106, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0066 della collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ritiro.

PRESIDENTE

Emendamento n. C0108 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
"All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e della famiglia"
Programma 03 Interventi per gli anziani
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 38-2017 Norme per il sostegno delle famiglie e delle persone anziane, disabili, in condizioni di fragilità o non autosufficienza, per la qualificazione e il sostegno degli assistenti familiari
0,00
0,00
+1.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
Programma 2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-1.000.000,00
   
Prego, collega Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Lo presento perché questo è un emendamento che parla di caregiver familiari. So che c'è un lavoro in corso rispetto al riconoscimento di questa figura, anche in attesa, se non erro, di una norma nazionale. Mi è stato segnalato però un ritardo, soprattutto da parte della Regione, rispetto al riconoscimento di questa figura, e anche il fatto che nei tavoli di discussione si siano prese delle decisioni, ma che da quel momento, ad oggi non ci sia stato un passo avanti.
Questo era un emendamento che so che ha parere negativo, ne chiederò il voto per dare un segnale. Però il tema credo sia importantissimo, è comunque un tema anche molto attuale, vista la pandemia. Il tentativo era quello di garantire un milione di euro in questo bilancio, per la legge 38 del 2017, che proprio al suo interno permetterebbe, tra le finalità, anche di riconoscere il sostegno e la regolarizzazione degli assistenti familiari.
Approfitto di questo intervento proprio per ricordare che c'è un tema che viene segnalato come critico anche fuori di qui.

PRESIDENTE

Grazie, collega. Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0108, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0115, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Programma 04 Interventi a soggetti a rischio di esclusione sociale
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 23-2006 Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale
0,00
0,00
+500.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
Programma 2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-500.000,00
   
Saldo
 
0,00
0,00
0,00
0,00
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0115, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0048 presentato dai consiglieri Zottis, Bigon, Camani, Possamai Giacomo, Montanariello e Zanoni, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le seguenti modifiche:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa

2022
variazione proposta
2023 variazione proposta

2024
variazione proposta
M12 DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
P1204 INTERVENTI PER SOGGETTI A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE
Titolo I Spese correnti
Art. 3 c. 3 lett. C) e art. 12 c. 2 lett. B) L.R. n. 5/2013 "Interventi per prevenire e contrastare la violenza contro le donne"
+1.000.000,00
+1.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-1.000.000,00
-1.000.000,00
   
Saldo
0,00
   
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0048, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0114 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
BPF
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
M12 "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia"
P04 "Interventi per soggetti a rischio esclusione sociale"
Titolo I Spese correnti
L.R. 5-2013 Interventi per prevenire e contrastare la violenza contro le donne
600.000,00
600.00,00
+1.000.000,00
   
M20 Fondi e accantonamenti ordine pubblico e sicurezza
P2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 art. 18
   
-1.000.000,00
   
Prego, Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Lo ritiro perché è un emendamento sulla violenza contro le donne. Ho visto il fatto che nell'emendamento della Giunta questo sia un tema che è stato preso in carico e quindi aggiunto di 450.000 euro, se non erro, quindi lo ritiro e grazie di aver colto un tema importantissimo.

PRESIDENTE

Grazie.
Anche il n. C0018 è ritirato dalla collega Guarda precedentemente.
Emendamento n. C0061 della collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Presidente, anch'io annuncio il ritiro proprio per il fatto che ha trovato copertura all'interno dell'emendamento della Giunta che ringrazio.

PRESIDENTE

Grazie. Il n. C0036 è precluso dalla votazione precedente.
Emendamento n. C0026, Possamai Giacomo.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Lo ritiro anch'io, Presidente, perché anche questo ha trovato copertura nell'emendamento della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE

Emendamento n. C0020 della collega Guarda. Ritirato?
Okay. A me risulta il n. C0021 ritirato. Okay e quindi il n. C0021 anche? Benissimo.
Emendamento n. C0120 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Programma 06 Interventi per il diritto alla casa
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 3-2013 Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2013
Art. 11 co. 1, lett. c)
0,00
0,00
+6.000.000,00
   
M20 Fondi e accantonamenti ordine pubblico e sicurezza
P01 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-6.000.000,00
   
Saldo
 
0,00
0,00
0,00
0,00
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0120, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0121, presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
"All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Programma 06 Interventi per il diritto alla casa
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 39-2017 art. 37 co. 3 Norme in materia di Edilizia Residenziale Pubblica
00,00
0,00
+6.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
P01 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-6.000.000,00
   
Prego, Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento sulle norme in materia di Edilizia Residenziale Pubblica. Intervengo solo ora, è simile a quello precedente, che in realtà aveva l'obiettivo di garantire più fondi per gli interventi sul diritto alla casa. Questo è un tema in questo momento, tra l'altro, molto importante. Vedere, nel PDLR 93 zero in queste due norme è stata comunque una cosa che mi ha fatto ovviamente aggiungere delle poste in bilancio.
Nella discussione che abbiamo avuto anche durante il Documento di programmazione si è discusso anche qui dell'utilizzo di fondi PNRR per poter riqualificare il patrimonio edilizio pubblico.
Ecco, si monitorerà affinché tutto questo accada e il tema è però capire anche come le risorse di un bilancio, come abbiamo detto, troppo poco importante si possano mettere e si debbano mettere anche su un tema come questo.
Ecco, nell'emendamento della Giunta mi sarebbe piaciuto vedere un intervento su questo tema come violenza sulle donne e come politiche sulla famiglia. Questo all'ordine del giorno è un tema importantissimo, ma che manca.

PRESIDENTE

Bene. Quindi viene mantenuto? Non vedo interventi, metto in votazione l'emendamento n. C0121, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Missione 13 "Tutela della salute".
Emendamento n. C0047 presentato dai consiglieri Zottis, Bigon, Camani, Possamai Giacomo, Montanarello e Zanoni, articolo 2, comma 1, lettera p), modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono previste le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
MISSIONE 13 TUTELA DELLA SALUTE
PROGRAMMA 1301 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE FINANZIAMENTO ORDINARIO CORRENTE PER LA GARANZIA DEI LEA
Titolo I Spesa corrente
L.R. n. 55/1994 , n. 55 – art. 20, c. 1, p.to b, lett. a), d.lgs. 23/06/2001, n. 118 – l.r.n.19, n. 16 art. 4 "Interventi per lo sviluppo dei consultori familiari pubblici"
+1.000.000,00
+1.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-1.000.000,00
-1.000.000,00
   
Saldo
0,00
   
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0047, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0068 presentato dalla consigliera Baldin, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono previste le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M13 TUTELA DELLA SALUTE
P1301 servizio sanitario regionale-finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei Lea
L.R. n. 30/2009 Disposizioni per la istituzione del Fondo regionale per la non Autosufficienza e per la sua disciplina"
+2.500.000,00
+..........,00
+..........,00
+..........,00
+..........,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-2.500.000,00
-2.500.000,00
-..........,00
-..........,00
-.......,00
-.......,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0068, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0069 presentato dalla consigliera Baldin, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono previste le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M13 TUTELA DELLA SALUTE
P1301 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE-FINANZIAMENTO ORDINARIO CORRENTE PER LA GARANZIA DEI LEA
L.R. n. 30/2009 Disposizioni per la istituzione del Fondo regionale per la non Autosufficienza e per la sua disciplina"
+2.000.000,00
+.........,00
+.........,00
+.........,00
+.........,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-2.000.000,00
-2.000.000,00
-.........,00
-.........,00
-.........,00
-.........,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza."
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0069, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0033 presentato dai consiglieri Bigon, Possamai Giacomo, Camani, Montanariello, Zanoni e Zottis, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono previste le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M13 TUTELA DELLA SALUTE
P1301 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE-FINANZIAMENTO ORDINARIO CORRENTE PER LA GARANZIA DEI LEA
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 9/2013 "Contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali"
+750.000,00
+750.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-750.000,00
-750.000,00
   
Saldo
0,00
   
Lo dà per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. C0033, con il relatore contrario.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0035. Ritirato.
Emendamento n. C0107 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
MISSIONE 13 TUTELA DELLA SALUTE
Programma 1301 Servizio Sanitario regionale-Finanziamento ordinario corrente per la garanzia di LEA
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 45-2017 collegato alla legge di stabilità regionale 2018
Art. 47 finanziamento dei consultori familiari pubblici
0,00
0,00
+2.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
Programma 2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-2.000.000,00
   
Prego, collega Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
È un emendamento importante sui consultori pubblici. So che ho parere negativo, ne ho già discusso molto, quindi non rientro nel narrare il perché ho fatto questo emendamento. Poi presenterò un ODG su questo per prendere un impegno, perché è vero che stiamo contrastando di più la violenza contro le donne con un aumento di 450.000 euro, è anche vero che i consultori familiari pubblici sono uno dei primi presìdi in generale per la salute delle donne, e non solo: siamo indietro rispetto all'accesso, almeno impegnarci per raggiungere quei 20.000 e non 50.000 utenti per città serviti dai consultori credo sia un impegno importante.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Non vedo altri interventi. È ritirato.
Emendamento n. C0024, Guarda. Ritirato.
Emendamento n. C0009 della collega Guarda. Ritirato.
Emendamento n. C0059 presentato dai consiglieri Zanoni, Bigon, Camani, Possamai Giacomo, Montanariello e Zottis, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, che prevede:
" All'allegato 16 sono previste le seguenti modifiche:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa

2022
variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
M13 TUTELA DELLA SALUTE
P07 ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 60/1993 art. 5, c. 4 "Tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo" (sterilizzazione felina)
+150.000,00
+150.000,00
0,00
0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-150.000,00
-150.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza":
Non vedo interventi, quindi...

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Ho chiesto la parola, Presidente.

PRESIDENTE

Non si vede, non l'ha chiesta.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Eh no, guardi...

PRESIDENTE

Guardi, le mando lo screenshot del video dove lei non ha chiesto la parola. Se qualcuno va a sistemare il sistema informatico di Zanoni.
Intanto parli, poi il tempo le verrà scalato in base...

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

A me risulta prenotata.
Comunque, senza perdere tempo, è un emendamento per finanziare una legge, la legge 60/93 sulla tutela degli animali d'affezione. Se non ci fosse l'opposizione a ricordare che c'è questa legge, questa legge resterebbe una legge orfana, non finanziata.
So che non c'è parere positivo, ma mi pareva giusto ricordare che esiste questa legge; praticamente, una famiglia veneta su due ha questi animali d'affezione. Si trattava di dare un minimo di finanziamento ad una legge che riguarda appunto un settore dimenticato da tutti, anche se spesso in molti utilizzano, anche mediaticamente, gli animali d'affezione per apparire sui media, e questo secondo me non va bene.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0059, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0060 del collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Lo ritiro.

PRESIDENTE

Emendamento n. C0117 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
BPF 2020
Già previsti da pdlr 93
variazione 2022
variazione 2023
variazione 2024
MISSIONE 13 TUTELA DELLA SALUTE
PROGRAMMA 07 ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 23/2007 disposizioni di riordino e semplificazione normativa- collegato alla legge finanziaria 2006 in materia di sociale, sanità e prevenzione, art. 8 co. 1 e co. 1 bis
0,00
0,00
+2.000.000,00
   
MISSIONE 20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
PROGRAMMA 2001 FONDO DI RISERVA (ammonta ad euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-2.000.000,00
   
Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0117, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0014, presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
" All'art. 2 comma 1, lett. p (allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
Missione 13 TUTELA DELLA SALUTE
Programma 1307 ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 22/01/2010 "PREVENZIONE E CONTRASTO DEI FENOMENI DI MOBBING E TUTELA DELLA SALUTE PSICO-SOCIALE DELLA PERSONA SUL LUOGO DEL LAVORO"
+100.000,00
0,00
0,00
MISSIONE 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
PROGRAMMA 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-100.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Non vedo interventi. Metto in votazione l'emendamento n. C0014, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0123 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
BPF 2020
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
MISSIONE 13 TUTELA DELLA SALUTE
Programma 07 Ulteriori spese in materia sanitaria
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 9-2013 Contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali
0,00
0,00
+6.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
Programma 2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-6.000.000,00
   
Prego, Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Su questo intervengo perché è per aumentare le borse di specializzazione per medici e per permettere appunto alla Regione del Veneto di raggiungere anche sulla medicina di base e la possibilità di avere il numero di medici di cui abbiamo bisogno. Ne abbiamo discusso anche durante il DEFR e il bilancio anche la settimana scorsa. Metto questo emendamento al voto perché penso sia importante lasciare un segnale di un parere negativo della Giunta di 6 milioni sulle borse di specializzazione, quando comunque in questa Regione una carenza c'è.

PRESIDENTE

Grazie. Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0123, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0074, presentato dalla consigliera Baldin, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
Missione 13 TUTELA DELLA SALUTE
Programma 1307 ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA
L.R. n. 06/2015 Art 13 "Rete dell'Alzheimer: sostegno all'attività del centro regionale di riferimento per l'invecchiamento cerebrale (CRIC)
+100.000,00
+100.000,00
+..........,00
+..........,00
+..........,00
+..........,00
MISSIONE 20 FONDI E ACCANTONAMENTI

PROGRAMMA 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-100.000,00
-100.000,00
- ..........,00
-..........,00
- ..........,00
-..........,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Ci tengo a illustrare solo questo emendamento, preannunciandone comunque il ritiro, perché si tratta di andare a finanziare una legge a favore del Centro regionale di riferimento per l'invecchiamento cerebrale (il CRIC in acronimo), che è un centro importantissimo per quanto riguarda la cura, la riabilitazione, la diagnosi a Padova delle persone con decadimento cognitivo e per la ricerca nell'ambito delle malattie che causano demenza, con particolare riferimento all'Alzheimer. In questo caso, visto che è stato in qualche modo recepito in quota parte nel maxiemendamento, vado a ritirarlo e ringrazio.

PRESIDENTE

Passiamo al n. C0003, che è stato ritirato.
Passiamo alla Missione 14: "Sviluppo e competitività".
Emendamento n. C0102 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
"All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93

Variazione
2022
Variazione 2023
Variazione 2024
MISSIONE 14 SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITÀ
PROGRAMMA 1402 Commercio, reti distributive, tutela dei consumatori
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 50-2012 politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione Veneto
Art. 10 Commercio tradizionale
0,00
0,00
+1.000.000,00
   
Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
Programma 2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-1.000.000,00
   
Prego, Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Questo lo illustro per l'assessore Marcato, perché è un emendamento che lavora sul tentativo di dare un supporto al commercio tradizionale, perché siccome c'è il progetto di legge sui medi centri commerciali sotto i 1.500, che è passato in Commissione Terza e che spero andrà avanti nei prossimi mesi, in realtà non basta da solo per tutelare il commercio dei piccoli centri e dei nostri Comuni.
Questa legge, anche se probabilmente andrebbe aggiornata perché è del 2012, ha all'interno la possibilità di tutelare il commercio di vicinato soprattutto in alcuni Comuni. Pensare di mettere da appunto zero a almeno un milione o un segnale affinché il nostro sistema commerciale del piccolo commercio venga tutelato mi sembrava un'idea buona.

PRESIDENTE

Bene, quindi metto in votazione l'emendamento n. C0102. Non vedo altri interventi. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0067 della collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ritiro.

PRESIDENTE

Andiamo alla Missione 15 "Politiche per il lavoro e formazione professionale".
Emendamento n. C0029, Possamai. Ritirato.
Emendamento n. C0104 presentato dalla consigliera Ostanel, allegato 16, aggiuntivo, che prevede:
"All'allegato 16 sono apportate le variazioni di cui alla tabella che segue:
 
Anno precedente
Già previsti PDLR93
Variazione 2022
Variazione 2023
Variazione 2024
MISSIONE 15 Politiche per il lavoro e la formazione professionale
PROGRAMMA 1503 Sostegno all'occupazione
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 5-2010 Norme per favorire la partecipazione dei lavoratori alla proprietà e alla gestione d'impresa
0,00
0,00
+1.000.000,00
   
Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
Programma 2001 FONDO DI RISERVA (ammonta a euro 8.814.390,00)
L.R. n. 39/2001 , art. 18
   
-1.000.000,00
   
Prego, Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Questo è il mio ultimo emendamento, quindi ci tengo a illustrarlo, perché è il tema del workers buyout, di cui più volte abbiamo discusso: il tentativo di mettere un milione, appunto, in una possibilità, che è la norma del 2010, che andrebbe sicuramente aggiornata, come l'assessora Donazzan aveva detto in vari suoi interventi, poteva essere il tentativo di iniziare un lavoro di finanziamento di un'attività che credo sia importante per le nostre imprese.
Preannuncio il ritiro dei prossimi emendamenti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Quindi andiamo a votare l'emendamento n. C0104, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0043, del collega Montanariello. Ritirato? Bene.
Missione 16 "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca".
Emendamento n. C0004, ritirato in Commissione.
Emendamento n. C0019, della collega Guarda, ritirato.
Emendamento n. C0002, ritirato.
Emendamento n. C0011, presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
" All'art. 2, comma 1, lett. p, (Allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
MISSIONE 16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
Programma 1601 Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroindustriale
L.R. n. 40/2003 Nuove norme per gli interventi in agricoltura, art. 36
+465.515,00
.........0,00
.........0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-465.515,00
........0,00
.........0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2020 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C00011, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. C0001 è ritirato.
Emendamento n. C0017, presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
" All'art. 2 comma 1, lett. p (allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta

2024
variazione proposta
MISSIONE 16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
Programma 1601 Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroindustriale
L.R. n. 7 16/02/2018, Promozione e valorizzazione dei prodotti e delle attività dei produttori di birra artigianale, art. 7
+50.000,00
   
MISSIONE 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
PROGRAMMA 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-50.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Solo per ricordare che esiste uno strumento meraviglioso all'interno di questa Regione, che è quello sulla legge per la promozione dell'agro-filiera della canapa.
In questo ambito, c'è un'evoluzione, c'è una presenza di imprese che svolgono questa produzione in maniera certosina e determinante. Esiste una realtà agricola che sta cercando di ripartire, specie in alcune aree disagiate, proprio per rilanciarla. Esiste un'evoluzione a livello nazionale proprio per la gestione della normativa in relazione, in particolar modo, all'utilizzo delle infiorescenze: aspetto che al momento vede in particolar modo i produttori molto attivi, proprio per cercare di non perdere una parte importante delle proprie entrate e una parte importantissima della propria produzione, proprio all'interno delle diverse filiere che utilizzano la canapa, dall'edilizia, fino alla cosmesi o alla nutraceutica.
Il principio quindi è quello di dare almeno un pochino di risorse, proprio per andare a sostenere queste iniziative o almeno attività che possano promuoverla.

PRESIDENTE

Mettiamo al voto l'emendamento n. C0017, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0025, presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
" All'art. 2 comma 1, lett. p (allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta
2024 variazione proposta
MISSIONE 16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
Programma 1601 Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroindustriale
L.R. n. 36 08/08/2019 Sostegno e promozione della coltivazione della filiera agroindustriale della canapa (canapa sativa L.)
+200.000,00
   
MISSIONE 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
PROGRAMMA 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
-200.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza"
Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0025, parere contrario del relatore
Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0142, a firma della collega Camani.
La collega Camani mi sembra intenzionata a prendere la parola.
Il 142 è presentato post emendamenti, quindi in nome e per conto di altri, di solito.
È ritirato dalla presentatrice. Grazie.
Emendamento n. C0044, presentato dai consiglieri Zanoni, Possami Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, Guarda, Ostanel che prevede:
" All'art. 2 comma 1, lett. p (allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022 variazione proposta
2023 variazione proposta

2024
variazione proposta
MISSIONE 16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
Titoli I spese correnti
L.R. n. 5071993 art. 5 "Norme per la protezione della fauna selvatica per il prelievo venatorio"
+1.000.000,00
+1.000.000,00
   
MISSIONE 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
PROGRAMMA 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
- 1.000.000,00
- 1.000.000,00
   
Saldo
0,00
   
Prego, collega Zanoni, ha la parola.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Annuncio il ritiro di questo emendamento. So che presumibilmente ci sarà un piccolo finanziamento in incremento dei Centri di recupero per la fauna selvatica. Voglio solo ricordare che nella vicina Regione Lombardia c'è stato un finanziamento di 700.000 euro per questa attività molto utile per i cittadini e per la tutela della fauna selvatica.
Approfitto e prendo la parola adesso per l'emendamento successivo, che riguarda la vigilanza venatoria che, invece, intendo far votare. Sarebbe stato importante – so che c'è un parere negativo – incrementare questa attività, che è fondamentale per rispettare il Piano nazionale di contrasto al bracconaggio. Con la vigilanza si contrasta il bracconaggio. Con le cene e i convegni si spendono soldi dei contribuenti (mi riferisco a quelli dati alle associazioni venatorie), ma non si contrasta il bracconaggio.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0044.
Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
Avete i microfoni aperti, attenzione.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Se si ricorda, avevo annunciato che l'emendamento n. C0044 lo ritiro.

PRESIDENTE

Collega Zanoni, stiamo votando.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Ho detto che lo ritiro. Non si ricorda più? Mi scusi.

PRESIDENTE

Annullo la votazione. Non si era capito nella lunga discussione che ha fatto.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Ho esordito dicendo...

PRESIDENTE

L'emendamento n. C0044 è ritirato.
Emendamento n. C0045, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello e Zottis, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, che prevede:
" All'allegato 16 sono apportate le seguenti variazioni:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
Variazione proposta
2023
variazione proposta
2024
variazione proposta
MISSIONE 16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
P1602 CACCIA E PESCA
TITOLO I SPESE CORRENTI
L.R. n. 50/1993 , art. 27 comma 1 "Norme per la protezione della fauna selvatica per il prelievo venatorio"
+ 1.000.000,00
+1.000.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.r. n. 39/200, art. 18
-1.000.000,00
- 1.000.000,00
   
Saldo
0,00
   
Mi dica cosa vuol farne, intanto, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Come dicevo prima, lo votiamo.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0045, parere contrario del relatore
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0007, presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
" All'art. 2, comma 1, lett. p (Allegato 16) sono apportate le seguenti variazioni
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
Variazione proposta
2023
variazione proposta
2024
variazione proposta
MISSIONE 16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
PROGRAMMA 02 CACCIA E PESCA
L.R. n. 50 09/12/1993, NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA E PER IL PRELIEVO VENATORIO, art. 5
+ 350.000,00
0,00
0,00
MISSIONE 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, art. 18
- 350.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza".
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0064, a firma della collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Lo ritiro.

PRESIDENTE

È ritirato.
Cambiamo Missione. Passiamo a "Relazioni con le altre Autonomie territoriali".
Emendamento n. C0051, presentato dai consiglieri Zottis, Bigon, Camani, Possamai Giacomo, Montanariello e Zanoni, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le seguenti modifiche:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa

2022
Variazione proposta

2023
variazione proposta

2024
variazione proposta
M18 RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI E LOCALI
P1801 RELAZIONI FINANZIARIE CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI
TITOLO 1 SPESE CORRENTI
L.r. n. 16/1993 "Iniziative per il decentramento amministrativo e per lo sviluppo economico e sociale nel Veneto Orientale"
+ 50.000,00
+ 50.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDi DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
- 50.000,00
-50.000,00
   
Saldo
0,00
   
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0031, a firma del consigliere Possamai Giacomo.
Collega Possamai, mi dia un cenno. È ritirato.
Emendamento n. C0058, presentato dai consiglieri Zottis e Montanariello, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le seguenti modifiche:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa

2022
Variazione proposta

2023
variazione proposta

2024
variazione proposta
M18 RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI E LOCALI
P1801 RELAZIONI FINANZIARIE CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI
TITOLO 1 SPESE CORRENTI
art. 85 commi 2 e 3 – l.r. n. 30/2016 "Sostegno dello sviluppo economico e sociale dei Comuni di San Michele al Tagliamento, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino, Treporti, Venezia, Chioggia, Rosolina, Porto Tolle e Porto Viro, costituenti l'area del litorale veneto"
+ 50.000,00
+ 50.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
- 50.000,00
-50.000,00
   
Saldo
0,00
   
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. C0050, presentato dai consiglieri Montanariello e Zottis, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, modificativo, che prevede:
" All'Allegato 16 sono apportate le seguenti modifiche:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa

2022
Variazione proposta

2023
variazione proposta

2024
variazione proposta
M18 RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI E LOCALI
P1801 RELAZIONI FINANZIARIE CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI
TITOLO 1 SPESE CORRENTI
L.r. n. 12/2021 "Iniziative per lo sviluppo economico e sociale del Delta del Po e della Riviera del Brenta"
+ 50.000,00
+ 50.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
- 50.000,00
-50.000,00
   
Saldo
0,00
   
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Missione 19 "Relazioni internazionali".
Emendamento n. C0113, della collega Ostanel, è ritirato.
Emendamento n. C0046, presentato dai consiglieri Zottis, Possamai, Bigon, Camani, Montanariello e Zanoni, articolo 2, comma 1, lettera p), allegato 16, che prevede:
"All'ALLEGATO 16 sono apportate le seguenti modifiche:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
Variazione proposta
2023
variazione proposta
2024
variazione proposta
MISSIONE 19 RELAZIONI INTERNAZIONALI
PROGRAMMA 1901 RELAZIONI INTERNAZIONALI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Titolo I Spese correnti
L.R. n. 21/2018 "Interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani nonché la cooperazione allo sviluppo sostenibile"
+ 150.000,00
+ 150.000,00
   
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
-150.000,00
- 150.000,00
   
Saldo
0,00
0,00
0,00
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Fermi. Abbiamo finito il faldone, ma ci sono gli emendamenti depositati oggi.
Emendamento n. C0139, presentato dalla Giunta, dall'assessore Calzavara, articolo 2, comma 1, allegato 5,6, modificativo, che prevede:
"1. Agli allegati 5 e 6 sono apportate le seguenti variazioni.
 
Variazione proposta
 
 
Competenza 2022
Competenza 2023
Competenza 2024
 
TITOLO 2 - TRASFERIMENTI CORRENTI
+12.355.528,68
+922.765,24
0,00
       
TIPOLOGIA 01.01 TRASFERIMENTI CORRENTI DA AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
+12.238.201,35
+ 614.042,85
0,00
       
D.LGS, 2011, N. 167 TESTO UNICO DELL'APPRENDISTATO, A NORMA DELL'ARTICOLO 1, COMMA 30, DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2007, N. 247
(-4.148,00)
(0,00)
(0,00)
       
DEC. UE 2024, N. 9751 - DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(+78.513,64)
(+216.105,65)
(0,00)
       
REG.TO UC 2013. N. 1299 - REGOLAMENTO (VE) N. 1299/2013 DEL 17 DICEMBRE 2013, RECANTE DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER IL SOSTEGNO DEL FONDO EUROPEO Di SVILUPPO REGIOAIALE ALL'OBIETTIVO DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA

(+133.292,76)
(+16.150,00)
(0,00)
       
DEC UE 2015, 14. 5343 DECISIONE DELLA COMMISSIONE DEL 3.8.2015 CHE APPROVA IL. PROGRAMMA NAZIONALE DELL'ITALIA PER IL SOSTEGNO NELL'AMBITO DEL FONDO ASILO, MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE PER IL PERIODO DAL 2014 AL 2020
(+185.675,48)
(0,00)
(0,00)
       
REG.TO UE 2013, N. 1293 - REGOLAMENTO (UE) N. 1293/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, DELL' 11 DICEMBRE 2013, SULL'ISTITUZIONE DI UN PROGRAMMA PER L'AMBIENTE E L'AZIONE PER IL CLIMA (LIFE) E CHE ABROGA IL REGOLAMENTO (CE) AL 614/2007
(+52.831,20)
(+40.000,00)
(0,00)
       
L. 2015, N. 194 - DISPOSIZIONI PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA DIVERSITÀ DI INTERESSE AGRICOLO E ALIMENTARE.
(+23.800,00)
(0,00)
(0,00)
       
ACCORDO 2019 - ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER L4 REALIZZAZIONE DEL PROGETTO "I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO: ATTIVITA' PREME DAL DECRETO MINISTERIALE DEL 30.12.2016"
(+422.087,68)
(+123.712,70)
(0,00)
       
DL. 2020, N. 34 Art. 241 - MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHE' Di POLITICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19.
(+11.075.589,81)
(0,00)
(0,00)
       
CONVENZIONE 2021 - CONVENZIONE DI SOVVENZIONE PER LO SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI DI BENEFICIARIO NELLA GESTIONE DI ATTIVITA' DEL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE "INCLUSIONE" FSE 2014-2020
(+60.558,78)
(+8.074,50)
(0,00)
       
ACCORDO 2021 - ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA IL MINISTERO DELLA SALUTE E LA REGIONE VENETO PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO "RAFFORZAMENTO DELLE RETI PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE PREVENIBILI DA VACCINO E LA PROMOZIONE DELLE VACCINAZIONI A SEGUITO DELL'EMERGENZA PA
(+210.000,00)
(+210.0000)
(0,00)
       
TIPOLOGIA 01.05 - TRASFERIMENTI CORRENTI DALL'UNIONE EUROPEA E DAL RESTO DEL MONDO
+117.327,33
+308.722,39
0,00
       
DEC. UE 2014, N. 9751 DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 1112.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(+112.162,83)
(+308.722,39)
(0,00)
       
REG.TO UE 2013, N, 1299 - REGOLAMENTO (UE) N. 1299/2013 DEL 17 DICEMBRE 2013, RECANTE DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER IL SOSTEGNO DEL FONDO EUROPEO Di SVILUPPO REGIONALE ALL'OBIETTIVO DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA
(+5.164,50)
(0,00)
(0,00)
       
TITOLO 3 - ENTRATE EXTRATRIBUTARIE
(0,00)
+915.100,00
+1.000.000,00
       
TIPOLOGIA 01.00 VENDITA Di BENI E SERVIZI E PROVENTI DERIVANTI DALLA GESTIONE DEI BENI
(0,00)
+915.100,00
+1.000.000,00
       
D.P.C.M. 2015 - PIANO STRALCIO PER LE AREE METROF.OLITANE E LE AREE URBANE CON ALTO LIVELLO DI POPOLAZIONE ESPOSTA AL RISCHIO DI ALLUVIONI INDIVIDUAZIONE DEI CRITERI E DELLE MODALITÀ PER STABILIRE LE PRIORITÀ DI Ali-RIDUZIONE DELLE RISORSE AGU INTERVENTI DI MITIGAZIONE
(0,00)
(+915.100,00)
(+1.000,000,00)
       
TITOLO 4 ENTRATE IN CONTO CAPITALE
+57.241.949,06
+27.361.885,60
0,00
       
TIPOLOGIA 02.00 - CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI
+57.241.949,06
+27.361.885,60
0,00
       
DEC. UE 2014 N. 9751 - DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(+939.250,00)
(+850.000,00)
(0,00)
       
D.M. 2017, N. 25 - RELATIVO AL PARCO MEZZI DESTINATO AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E REGIONALE PER LE PERSOIVE A MOBILITA' RIDOTTA
(+22.373,98)
(0,00)
(0,00)
       
D.M. 2018, N. 67 - DECRETO DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E CON IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
(+1.031.532,06)
(0,00)
(0,00)
       
D.M. 2019, N. 207 - DECRETO DEL DIRETTORE DELLA DIREZIONE GENERALE PER I RIFIUTI E L'INQUINAMENTO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
(+41.072.034,00)
(0,00)
(0,00)
       
D.L. 2020, N. 34 ART. 242 - MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHE DI POLITICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19.
(+1.141.721,88)
(+252.000,00)
(0,00)
       
DEL. CIPESS 2021, N. 41 - PROGRAMMI OPERATIVI COMPLEMENTARI DI AZIONE E COESIONE 2014/2020 (ARTICOLO 242 DEL DECRETO-LEGGE N. 34/2020)
(+6.697.565,74)
(+910.000,00)
(0,00)
       
D.L. 2021 N. 59 MISURE URGENTI RELATIVE AL FONDO COMPLEMENTARE AL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA E ALTRE MISURE URGENTI PER GLI INVESTIMENTI
(+6.337.471,40)
(+25.349.885,60)
(0,00)
       
Tot. entrata
+69.597.477,74
+29.199.750,84
+1.000.000,00
       
       
       
MISSIONE 01 - SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE
+1.701.614,51
+1.444.714,09
0,00
       
PROGRAMMA 12 - POLITICA REGIONALE UNITARIA PER I SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE
+1.701.614,51
+1.444.714,09
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+762.364,51)
(+594.714,09)
(0,00)
       
L.R. 2014, N. 2 / ART. 4 - COFINANZIAMENTO REGIONALE DI PROGRAMMI DELL'UNIONE EUROPEA PER LA PROGRAMMAZIONE 2014-2020
(-12.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
DEC. UE 2014, N. 9751 - DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(+762.364,51)
(+594.714,09)
(0,00)
       
D.L. 2020. N. 34 Art. 242 - MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHE 01POUTICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA, EPIDEMIOLOGICA DA COV1D-19.
(+12.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+939.250,00)
(+850.000,00)
(0,00)
       
DEC. UE 2014, N. 9751- DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(+939.250,00)
(+850.000,00)
(0,00)
       
MISSIONE 04 - ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO
-12.329,15
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 05 - ISTRUZIONE TECNICA SUPERIORE
-12.329,15
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(-12.329,15)
(0,00)
(0,00)
       
DEC. UE 2014, N. 9751- DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(-12.329,15)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 07 - TURISMO
+4.993.946,36
+910.000,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - SVILUPPO E VALORIZZAZIONE DEL TURISMO
+4.993.946,36
+910.000,00
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+4.993.946,36)
(+910.000,00)
(0,00)
       
L.R. 2014, N. 11 - ART. 4 - COFINANZIAMENTO REGIONALE DI PROGRAMMI DELL'UNIONE EUROPEA PER LA PROGRAMMAZIONE 2014-2020
(+862.972,66)
(0,00)
(0,00)
       
DEL. CIPESS 2021 N. 41 - PROGRAMMI OPERATIVI COMPLEMENTARI DI AZIONE E COESIONE 2014/2020 (ARTICOLO 242 DEL DECRETO-LEGGE N. 34/2020)
(+4,130.973,70)
(+910.000,00)
(0,00)
       
MISSIONE 08 - ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA
0,00
-866.377,34
0,00
       
PROGRAMMA 02 - EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E LOCALE E PIANI DI EDILIZIA ECONOMICO-POPOLARE
0,00
-866.377,34
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(0,00)
(-866.377,34)
(0,00)
       
D.L. 2020. N. 34 - ART. 242 - MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHE' DI POLITICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19.
(0,00)
(-866.377,34)
(0,00)
       
MISSIONE 09 - SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
+1.683.852,45
+1.315.100,00
+1.000.000,00
       
PROGRAMMA 01 - DIFESA DEL SUOLO
+1.683.852,45
+1.315.100,00
+1.000.000,00
       
SPESE CORRENTI
(+52.831,20)
(+40.000,00)
(0,00)
       
REG.TO UE 2013, N. 1293 - REGOLAMENTO (UE) N. 1293/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, DELL 11 DICEMBRE 2013, SULL'ISTITUZIONE DI UN PROGRAMMA PER L'AMBIENTE E L'AZIONE PER IL CLIMA (LIFE) E CHE ABROGA IL REGOLAMENTO (CE) N. 614/2007
(+52.831,20)
(+40.000,00)
(0,00)
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+1.631.031,26)
(+1.275.100,00)
(+1,000.000,00)
       
D.P.C.M. 2015 - PIANO STRALCIO PER LE AREE METROPOLITANE E LE AREE URBANE CON ALTO LIVELLO DI POPOLAZIONE ESPOSTA AL RISCHIO DI ALLUVIONI - INDIVIDUAZIONE DEI CRITERI E DELLE MODALITÀ PER STABILIRE LE PRIORITÀ DI ATTRIBUZIONE DELLE RISORSE AGLI INTERVENTI DI MITIGAZIONE
(0,00)
(+915.100,00)
(+1.000.000,00)
       
D.L. 2020. N. 34 - An. 242 - MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHE' DI POLITICHE SOCIAU CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19.
(+1.631.031,26)
(+360.000,00)
(0,00)
       
MISSIONE 10 - TRASPORTO E DIRITTO ALLA MOBILITÀ
+47.431.879,38
+26.216.262,94
0,00
       
PROGRAMMA 02 - TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
+47.431.879,38
+26.216.262,94
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+47.431.879,38)
(+26.216.262,94)
(0,00)
       
D.M. 2017. N 25 RELATIVO AL PARCO MEZZI DESTINATO AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E REGIONALE PER LE PERSONE A MOBILITA' RIDOTTA
(+22.373,98)
(0,00)
(0,00)
       
D.M. 2019. N. 207 DECRETO DEL DIRETTORE DELLA DIREZIONE GENERALE PER I RIFIUTI E L'INQUINAMENTO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
(+41.072.034,00)
(0,00)
(0,00)
       
D.L. 2020. N. 34 - ART. 242 - MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHE' DI POLITICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19.
(0,00)
(+866.377,34)
(0,00)
       
D.L. 2021 N: 59 - MISURE URGENTI RELATIVE AL FONDO COMPLEMENTARE AL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA E ALTRE MISURE URGENTI PER GLI INVESTIMENTI
(+6.337.471,40)
(+25.349.885,60)
(0,00)
       
MISSIONE 12 - DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
+1.699.854,00
+131.787,20
0,00
       
PROGRAMMA 02 - INTERVENTI PER LA DISABILITA'
+1.453.619,74
+123.712,70
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+422,087,68)
(+123,712,70)
(0,00)
       
ACCORDO 2019 ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO "I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO: ATTIVITA' PREVITE DAL
DECRETO MINISTERIALE OEL 30,12.2016"
(+422,087,68)
(+123,712,70)
(0,00)
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+1.031.532,06)
(0,00)
(0,00)
       
D.M. 2018 N. 67 - DECRETO DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E CON IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

(+1.031.532,06)
(0,00)
(0,00)
       
PROGRAMMA 04 - INTERVENTI PER SOGGETTI A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE
+246.234,26
+8.074,50
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+246.234,26)
(+8.074,50)
(0,00)
       
DEC. UE 2015, N. 5343 - DEOSIONE DELLA COMMISSIONE DEL 3.8.2015 CHE APPROVA IL PROGRAMMA NAZIONALE DELL'ITALIA PER IL SOSTEGNO NELL'AMBITO DEL FONDO ASILO, MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE PER IL PERIODO DAL 2014 AL 2020
(+185.675,48)
(0,00)
(0,00)
       
CONVENZIONE 2021 - CONVENZIONE DI SOVVENZIONE PER LO SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI DI BENEFICIARIO NELLA GESTIONE DIAITIVITA DEL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE "INCLUSIONE" FSE 2014-2020
(+60.558,78)
(+8.074,50)
(0,00)
       
MISSIONE 13 - TUTELA DELLA SALUTE
+210.000,00
+210.000,00
0,00
       
PROGRAMMA 07 - ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA
+210.000,00
+210.000,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+210.000,00)
(+210.000,00)
(0,00)
       
ACCORDO 2021 - ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA IL MINISTERO DELLA SALUTE E LA REGIONE VENETO PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO"RAFFORZAMENTO DELLE RETI PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE PREVENIBILI DA VACCINO E PROMOZIONE DELLE VACCINAZIONI A SEGUITO DELL'EMERGENZA PA"
(+210.000,00)
(+210.000,00)
(0,00)
       
MISSIONE 14 - SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITÀ
+1.214.310,00
-108.000,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - INDUSTRIA, PMI E ARTIGIANATO
+1.484.682,88
0,00
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+1.484.682,88)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2014, N. 11 - Art. 4 - COFIAIANZIAMEAITO REGIONALE DI PROGRAMMI DELL'UNIONE EUROPEA PER LA PROGRAMMAZIONE 2014.2020
(-417.198,26)
(0,00)
(0,00)
       
DEL. CIPESS 2021, N. 41 - PROGRAMMI OPERATIVI COMPLEMENTARI DI AZIONE E COESIONE 2014/2020 (ARTICOLO 242 DEL DECRETO-LEGGE N. 34/2020)
(+1.901.881,14)
(0,00)
(0,00)
       
PROGRAMMA 03 - RICERCA E INNOVAZIONE
-840.409,71
-108.000,00
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(-840.409,71)
(-108.000,00)
(0,00)
       
L.R. 2014 N. 11 ART. 4 - COMANDAMENTO REGIONALE DI PROGRAMMI DELL'UNIONE EUROPEA PER LA PROGRAMMAZIONE 2014-2020
(-840.409,71)
(-108.000,00)
(0,00)
       
PROGRAMMA 04 - RETI E ALTRI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ'
+570.036,83
0,00
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+570.036,83)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2014 N. 11 - ART. 4 - COFINANZIAMENTO REGIONALE DI PROGRAMMI DELL'UNIONE EUROPEA PER LA PROGRAMMAZIONE 2014-2020
(-94.674,07)
(0,00)
(0,00)
       
DEL. CIPESS 2021, N. 41 - PROGRAMMI OPERATIVI COMPLEMENTARI Di AZIONE E COESIONE 2014/2020 (ART. 242 DEL DECRETO-LEGGE N. 34/2020)
(+664.710,90)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 15 - POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
+10.518.538,54
-69.886,05
0,00
       
PROGRAMMA 02 - FORMAZIONE PROFESSIONALE
-214.376,05
-286.533,15
0,00
       
SPESE CORRENTI
(-214.376,05)
(-286.533,15)
(0,00)
       
D.LGS. 2011 N. 167 - TESTO UNICO DELL'APPRENDISTATO, A NORMA DELL'ARTICOLO 1, COMMA 30, DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2007, N. 247.
(-4.148,00)
(0,00)
(0,00)
       
DEC. UE 2014, N. 9753 - DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 32.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(-210.228,05)
(-286.533,15)
(0,00)
       
PROGRAMMA 03 - SOSTEGNO ALL'OCCUPAZIONE
+10.732.914,59
+216.647,10
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+10.732.914,59)
(+216.647,10)
(0,00)
       
DEC UE 2014, N. 9751 - DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDOSOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(-349.130,84)
(+216.647,10)
(0,00)
       
REG.TO UE 2013, N. 1299 - REGOLAMENTO (UE) N. 1299/2013 DEL 17 DICEMBRE 2013, RECANTE DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER IL SOSTEGNO DEL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE ALL'OBIETTIVO DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA
(+6.455,62)
(0,00)
(0,00)
       
D.L 2020, N. 34 - ART 241 - MISURE URGENTI IN MATERIA DI SALUTE, SOSTEGNO AL LAVORO E ALL'ECONOMIA, NONCHE' DI POLITICHE SOCIALI CONNESSE ALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19
(+11,075.589,81)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 16 - AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
+23.800,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
+23.800,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+23.800,00)
(0,00)
(0,00)
       
L. 2015 N. 194 - DISPOSIZIONI PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ DI INTERESSE AGRICOLO E ALIMENTARE
(+23.800,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 19 - RELAZIONI INTERNAZIONALI
+132.001,64
+16.150,00
 
       
PROGRAMMA 02 - COOPERAZIONE TERRITORIALE
+132.001,64
+16.150,00
 
       
SPESE CORRENTI
(+132.001,64)
(+16.150,00)
 
       
REG.10 UE 2013 N. 1299 - REGOLAMENTO (LIE) N. 1299/2013 DEL 27 DICEMBRE 2013, RECANTE DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER IL SOSTEGNO DEL FONDO EUROPEO Di SVILUPPO REGIONALE ALL'OBIETTIVO DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA
(+132.001,64)
(+16.150,00)
 
       
Tot. spesa
+69.597.477,74
+29.199.750,84
+1.000.000,00
       
       
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
     
       
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. C0140, presentato dalla Giunta, dall'assessore Calzavara, articolo 2, comma 1, allegato 5, 6, modificativo, che prevede:
"1. Agli allegati 5 e 6 sono apportate le seguenti variazioni.
 
Variazione proposta
 
 
Cassa 2022
Competenza 2022
Competenza 2023
Competenza 2024
 
FONDO PLURIENNALE VINCOLATO PER SPESE CORRENTI
0,00
+11.725.671,18
+6.52133130
+852.650,37
         
FONDO PLURIENNALE VINCOLATO PER SPESE IN CONTO CAPITALE
0,00
+34.897381,58
+10.640.764,35
+2.587.796,25
         
Tot. entrata
0,00
+46.623.252,76
+17.164.095,65
+3.440.446,62
         
MISSIONE 08 - ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA
+475.746,55
+1.379.040,51
+903.293,96
+123.673,95
         
PROGRAMMA 02 - EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBUCA E LOCALE E PIANI DI EDILIZIA ECONOMICO.POPOLARE
+475.746,55
+1.379.040,51
+903.293,96
+123.673,95
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+475.746,55)
(1.379,040,51)
(+903.293,96)
(+123.673,95)
         
D.L. 2014 N. 47 MISURE URGENTI PER L'EMERGENZA ABITATIVA, PER IL MERCATO DELLE COSTRUZIONI E PER EXPO 2015
(+475.746,55)
(1.379,040,51)
(+903.293,96)
(+123.673,95)
         
MISSIONE 09 - SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
+3.928.679,91
+10.210.216,71
+6.281.536,80
+2.264.122,30
         
PROGRAMMA 01 - DIFESA DEL SUOLO
+2.137.300,00
+3.561.260,00
+1.423,960,00
+277.920,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+2.137.300,00)
(+3.561.260,00)
(+1.423.960,00)
(+277.920,00)
         
D.LGS. 2004 N. 102 - ART. 5 INTERVENTI FINANZIARI A SOSTEGNO DELLE IMPRESE AGRICOLE, A NORMA DELL'ARTICOLO 1, COMMA 2, LETTERA I) DELLA L. 7 MARZO 2003, N. 38
(+785.000,00)
(+940.000,00)
(+155.000,00)
(+40.000,00)
         
L.R. 2016 N. 7 ART. 29 - MISURE PER LA PREVENZIONE E LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E IDROGEOLOGICO
(+52.300,00)
(+52.300,00)
(0,00)
(0,00)
         
D.M. 2018 N. 11168 - ADOZIONE DEL PROGRAMMA DI INTERVENTI PER LA PROTEZIONE DALLA SUBSIDENZA E RIPARTO DEL FONDO ISTITUITO DALL'ART. 1, C. 129, DELLA LEGGE DI BILANCIO 2018 N. 205
(+1.300.000,00)
(+2.568.960,00)
(+1.268.960,00)
(+237.920,00)
         
PROGRAMMA 02 - TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE
+1.791.379,91
+6.604.241,85
+4.812.861,94
+1.963,000,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+1.791.379,91)
(+6.604.241,85)
(+4.812.861,94)
(+1.963,000,00)
         
L. 1984 N. 798 - ART. 5 - NUOVI INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA
(+291.379,91)
(+641.241,85)
(+349.861,94)
(0,00)
         
L. 1992 N. 139 - INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA E DELLA SUA LAGUNA
(+1.500.000,00)
(+5.963.000,00)
(+4.463.000,00)
(+1.963,000,00)
         
PROGRAMMA 05 - AREE PROTETTE, PARCHI NATURALI, PROTEZIONE NATURALISTICA E FORESTAZIONE
0,00
+44.714,86
+44.714,86
+23.202,30
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
(0,00)
(+44.714,36)
(+44.714,36)
(+23.202,30)
         
L.R. 2017 N. 45 ART. 31 - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PIANIFICAZIONE FORESTALE
(0,00)
(+44.714,36)
(+44.714,36)
(+23.202,30)
         
MISSIONE 10 - TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITÀ
+14.852.390,77
+18.308.324,36
+3.455.933,59
+200.000,00
         
PROGRAMMA 03 - TRASPORTO PER VIE D'ACOUA
+14.852.390,77
+18.308.324,36
+3.455.933,59
+200.000,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+14.852.390,77)
(+18.308.324,36)
(+3.455.933,59)
(+200.000,00)
         
L. 1990 N. 380 - INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA IDROVIARIO PADANO-VENETO
(+575.000,00)
(+1.350.000,00)
(+775,000,00)
(+200.000,00)
         
L. 1998 N, 413 ART. 11 - RIFINANZIAMENTO DEGLI INTERVENTI PER L'INDUSTRIA CANTIERISTICA ED ARMATORIALE ED ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA COMUNITARIA DI SETTORE
(+14.277.390,77)
(+16.958.324,36)
(+2.680.933,59)
(0,00)
         
MISSIONE 12 - DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
+1.258.035,69
+1.265.035,69
+7.000,00
0,00
         
PROGRAMMA 04 - INTERVENTI PER SOGGETTI A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE
+387.057,89
+387.057,89
0,00
0,00
         
SPESE CORRENTI
(+387.057,39)
(+387.057,89)
(0,00)
(0,00)
         
L. 2000 N. 328 - ART. 20 - LEGGE QUADRO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI
(+270,000,00)
(+270,000,00)
(0,00)
(0,00)
         
DEC UE 2015 N. 5343 DECISIONE DELLA COMMISSIONE DEL 3.8.2015 CHE APPROVA IL PROGRAMMA NAZIONALE DELL'ITALIA PER IL SOSTEGNO NELL'AMBITO DEL FONDO ASILO, MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE PER IL PERIODO DAL 2014 AL 2020
(+117.057,89)
(+117.057,89)
(0,00)
(0,00)
         
PROGRAMMA 05 - INTERVENTI PER LE FAMIGLIE
+5.000,00
+12.000,00
+7.000,00
0,00
         
SPESE CORRENTI
(+5.000,00)
(+12.000,00)
(+7.000,00)
(0,00)
         
L .2000 N. 3285ART. 20 - LEGG'E QUADRO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO Di INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI
(+5,000,00)
(+12.000,00)
(+7.000,00)
(0,00)
         
PROGRAMMA 08 - COOPERAZIONE E ASSOCIAZIONISMO
+865.977,80
+865.977,80
0,00
0,00
         
SPESE CORRENTI
(+865.977,80)
(+865.977,80)
(0,00)
(0,00)
         
L. 2016 N. 106 - ART. 9 - DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE
(+865.977,80)
(+865.977,80)
(0,00)
(0,00)
         
MISSIONE 14 - SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITA'
+5.000.000,00
+5.000.000,00
0,00
0,00
         
PROGRAMMA 01 - INDUSTRIA, PMI E ARTIGIANATO
+5.000.000,00
+5.000.000,00
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+5.000.000,00)
(+5.000.000,00)
(0,00)
(0,00)
         
L.R. 2000 N. 1 - ART. 3 - INTERVENTI PER LA PROMOZIONE DI NUOVE IMPRESE E DI INNOVAZIONE DELL'IMPRENDITORIA FEMMINILE
(+5.000.000,00)
(+5.000.000,00)
(0,00)
(0,00)
         
MISSIONE 15 - POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
+3.942.624,25
+10.453.915,73
+6.511.291,48
+849.290,49
         
PROGRAMMA 02 - FORMAZIONE PROFESSIONALE
+3.474.841,37
+9.986.132,85
+6.511.291,48
+849.290,49
         
SPESE CORRENTI
(+3.474.841,37)
(+9.986.132,85)
(+6.511.291,48)
(+849.290,49)
         
L. 1999 N. 144 - ART. 68 - MISURE IN MATERIA DI INVESTIMENTI, DELEGA AL GOVERNO PER IL RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL'OCCUPAZIONE E DELLA NORMATIVA CHE DISCIPLINA L'INAIL, NONCHE' DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI
(+2.057,156,25)
(+5.566.371,55)
(+3.309.215,30)
(0,00)
         
D.LGS. 2005 N. 76 DEFINIZIONE DELLE NORME GENERALI SUL DIRITTO-DOVERE ALL'ISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE, A NORMA DELL'ARTICOLO 2, COMMA 1, LETTERA C) DELLA L. 28 MARZO 2003, N. 53
(+1.417.685,12)
(+4.419.761,30)
(+3.002.076,18)
(+849.290,49)
         
PROGRAMMA 03 - SOSTEGNO ALL'OCCUPAZIONE
+467.782,88
+467.782,88
0,00
0,00
         
SPESE CORRENTI
(+467.782,88)
(+467.782,88)
(0,00)
(0,00)
         
DEC. UE 2014 N 9/51 - DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
(+467.782,88)
(+467.782,88)
(0,00)
(0,00)
         
MISSIONE 16 - AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
+1.679,94
+6.719,76
+5.039,82
+3.359,88
         
PROGRAMMA 01 - SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
+1.679,94
+6.719,76
+5.039,82
+3.359,88
         
SPESE CORRENTI
(+1.679,94)
(+6.719,76)
(+5.039,82)
(+3.359,88)
         
L.R. 2001 N. 40 - ART. 61 - NUOVE NORME PER GLI INTERVENTI IN AGRICOLTURA
(+1.679,94)
(+6.719,76)
(+5.039,82)
(+3.359,88)
         
MISSIONE 20 - FONDI E ACCANTONAMENTI
-29.459.157,11
0,00
0,00
0,00
         
PROGRAMMA 01 - FONDO DI RISERVA
-29.459.157,11
0,00
0,00
0,00
         
SPESE CORRENTI
(-29.459.157,11)
(0,00)
(0,00)
(0,00)
         
L.R. 2001 N. 39 - ART. 19 - ORDINAMENTO DEL BILANCIO E DELLA CONTABILITÀ DELLA REGIONE
(-29.459.157,11)
(0,00)
(0,00)
(0,00)
         
Tot. spesa
0,00
+46.623.252,76
+17.164.095,65
+3.440.446,62
         
TITOLO 0 - CAPITOLI TECNICI
 
+46.623.252,76
+17.164.095,65
+3.440.446,62
         
TIPOLOGIA 01.01 - FONDO PLURIENNALE VINCOLATO PER SPESE CORRENTI
 
+11.725.671,18
+6.523.331,30
+852.650,37
         
100741 FONDO PLURIENNALE VINCOLATO - PARTE CORRENTE
 
(+11.725.671,18)

(+11.655.503,75)
(+6.523.331,30)

(+6.523.331,30)
(+852.650,37)

(+852.650,37)
         
100742 FONDO PLURIENNALE VINCOLATO - PARTE CORRENTE - RISORSE LIBERE
 
(+70.167,43)
(0,00)
(0,00)
         
Tipologia 02.01 - FONDO PLURIENNALE VINCOLATO PER SPESE IN CONTO CAPITALE
 
+34.897.581,58
+10.640.764,35
+2.587.796,25
         
100743 FONDO PLURIENNALE VINCOLATO - PARTE C/CAPITALE
 
(+34.897.581,58)

(+34.897.581,58)
(+10.640.764,35)

(+10.640.764,35)
(+2.587.796,25)

(+2.587.796,25)
         
Tot. entrate
 
+46.623.252,76
+17.164.095,65
+3.440.446,62
         
         
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
       
         
MISSIONE 08 - ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA
 
+1.379.040,51
+903.293,96
+123.673,95
         
PROGRAMMA 02 - EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E LOCALE E PIANI DI EDILIZIA ECONOMICO-POPOLARE
 
+1.379.040,51
+903.293,96
+123.673,95
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+1.379.040,51)
(+903.293,96)
(+123.673,95)
         
D.L. 2014, N. 47 - MISURE URGENTI PER L'EMERGENZ4 ABITATIVA, PER IL MERCATO DELLE COSTRUZIONI E PER EXPO 2015
 
(+1.379.040,51)
(+903.293,96)
(+123.673,95)
         
102598 INTERVENTI DI RIPRISTINO DI ALLOGGI DI RISULTA E DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI ALLOGGI ERP 01 PROPRIETA' DI COMUNI E DELLE A.T.E.R. - CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (D.L. 28/03/2014, N.47 ART. 2, C. 1, LETT. B, D.M. 16/0312015 - D.M. 12/10/2015, N.265)
 
(+1.379.040,51)
(+903.293,96)
(+123.673,95)
         
MISSIONE 09 - SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
 
+10.210.216,71
+6.281.536,80
+2.264.122,30
         
PROGRAMMA 01 - DIFESA DEL SUOLO
 
+3.561.260,00
+1.423.960,00
+277.920,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+3.561.260,00)
(+1.423.960,00)
(+277.920,00)
         
D.LGS. 2004 N. 102 - ART. 5 - INTERVENTI FINANZIARI A SOSTEGNO DELLE IMPRESE AGRICOLE, A NORMA DELL'ARTICOLO 1 COMMA 2, LETTERA I) DELLA L. 7 MARZO 2003, N. 38
 
(+940.000,00)
(+155.000,00)
(+40.000,00)
         
010031 CONTRIBUTI PER IL RIPRISTINO DI OPERE PUBBLICHE DI BONIFICA E BONIFICA MONTANA DANNEGGIATE DA AVVERSITA' ATMOSFERICHE O DA CALAMITA' NATURALI (ART. 1, C. 3, LETT. B, L 15/01/1981, N.590 - ART. 5, C. 6, D.LGS. 29/03/2004, N.102)
 
(+940.000,00)
(+155.000,00)
(+40.000,00)
         
L.R. 2016, N. 7 - ART. 29 - MISURE PER LA PREVENZIONE E LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E IDROGEOLOGICO
 
(+52.300,00)
(0,00)
(0,00)
         
104135 MISURE PER LA PREVENZIONE E LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E IDROGEOLOGICO - FINANZIAMENTO MEDIANTE RICORSO AD INDEBITAMENTO - ANNO 2020 - INVESTIMENTI FISSI LORDI E ACQUISTO DI TERRENI (ART. 29, L R. 23/02/2016, N.7)
 
(+52.300,00)
(0,00)
(0,00)
         
D.M. 2018 N. 11158 - ADOZIONE DEL PROGRAMMA DI INTERVENTI PER LA PROTEZIONE DALLA SUDSIDENZA E RIPARTO DEL FONDO ISTITUITO DALL'ART. 1, C 129 DELLA LEGGE DI BILANCIO 2018, N. 205
 
(+2.568.960,00)
(+1.268.960,00)
(+237.920,00)
         
103913 REALIZZAZIONE DI INTERVENTI FINALIZZATI A FRONTEGGIARE IL FENOMENO DELLA SUBSIDENZA - CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (D.M. POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI 16/11/2018, N.11168)
 
(+2.568.960,00)
(+1.268.960,00)
(+237.920,00)
         
PROGRAMMA 02 - TUTELA VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE
 
+6.604.241,85
+4.812.861,94
+1.963.000,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+6.604.241,85)
(+4.812.861,94)
(+1.963.000,009
         
L. 1984 N. 798 - ART. 5 - NUOVI INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA
 
(+641.241,85)
(+349.861,94)
(0,00)
         
100683 INTERVENTI STRAORDINARI PER LA SALVAGUARDIA Di VENEZIA NEL SETTORE DELLE OPERE IGIENICHE - CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (ART. 5, C. 1, LETT. A, L 29/11/1984, N.798)
 
(+171.241,85)
(+29.861,94)
(0,00)
         
PROGRAMMA 02 - TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE
 
+6.604.241,85
+4.812,861,94
+1.963.000,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+6.604.241,85)
(+4.812,861,94)
(+1.963.000,00)
         
101204 INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA E DELLA SUA LAGUNA - NONA FASE - CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (L 29/11/1984, N.798 - L 05/02/1992, N.139 - ART. 1, C. 944, L. 27112/2006„ N.296)
 
(+470.000,00)
(+320.000,00)
(0,00)
         
L. 1992 N. 139 - INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA Di VENEZIA E DELLA SUA LAGUNA
 
(+5.963.00000)
(+4.463.000,00)
(+1.963.000,00)
         
100294 ULTERIORI INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA E DELLA SUA LAGUNA DA REALIZZARE CON LE ECCEDENZE DEL MUTUO CONTRATTO PER IL FINANZIAMENTO DELLA III FASE, VI E VIII FASE (L. 05/02/1992, N.139 - L 20/12/1995, N.539 ART. 50, L. 23/12/1998, N.448 AR
 
(+5.963.00000)
(+4.463.000,00)
(+1.963.000,00)
         
PROGRAMMA 05 - AREE PROTETTE. PARCHI NATURALI, PROTEZIONE NATURALISTICA E FORESTAZIONE
 
+44.714,86
+44.714,86
+23.202,30
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+44.714,86)
(+44.714,86)
(+23.202,30)
         
103542 INTERVENTI IN MATERIA DI PIANIFICAZIONE FORESTALE FINANZIATI COI RIENTRI DEL FONDO DI ROTAZIONE DI CUI ALL'ART. 30 DELLA LR. 52/1978 - CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (ART. 31, L.R, 29/12/2017, N.45 - ART. 4, L.R. 29/12/2020, N.39)
 
(+44.714,86)
(+44.714,86)
(+23.202,30)
         
MISSIONE 10 - TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITA'
 
+18.308.324,36
+3.455.933,59
+200.000,00
         
PROGRAMMA 03 - TRASPORTO PER VIE D'ACOUA
 
+18.308.324,36
+3.455.933,59
+200.000,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+18.308.324,36)
(+3.455.933,59)
(+200.000,00)
         
L. 1990 N. 380 INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA IDROVIARIO PADANO-VENETO
 
(+1.350.000,00)
(+775.000,00)
(+200.000,00)
         
104407 INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA IDROVIARIO PARANO VENETO - CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (L 29/11/1990, N.380 - D.M. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI 11/02/2005, N.DEM/1-8 - D.M. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI 25/05/2005, N.DEM/1-62)
 
(+1.350.000,00)
(+775.000,00)
(+200.000,00)
         
L. 1998 N. 413 - ART. 11 - RIFINANDAMENTO DEGLI INTERVENTI PER L'INDUSTRIA CANTIERISTICA ED ARMATORIALE ED ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA COMUNITARIA DI SETTORE
 
(+16.958.324,36)
(+2.680.933,59)
(0,00)
         
104408 INTERVENTI PER IL RISANAMENTO ED IL POTENZIAMENTO DEL "SISTEMA IDROVIARIO PADANO-VENETO" CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (ART. 11, L 30/11/1998, N,.413 - ART. 4, C. 176, L 27/12/2003, N.350)
 
(+16.958.324,36)
(+2.680.933,59)
(0,00)
         
MISSIONE 12 - DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
 
+1.265.035,69
+7.000,00
0,00
         
PROGRAMMA 04 - INTERVENTI PER SOGGETTI A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE
 
+387.057,89
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+387.057,89)
(0,00)
(0,00)
         
L. 2000 N. 328 - ART. 20 - LEGGE QUADRO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI
 
(+270.000,00)
(0,00)
(0,00)
         
Programma 04 - Interventi soggetti a rischio di esclusione sociale
 
+387.057,89
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+387.057,89)
(0,00)
(0,00)
         
103383 FONDO NAZIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI - INTERVENTI PER SOGGETTI A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE - TRASFERIMENTI CORRENTI (ART. 20, l.r. 08/11/20000, N. 328 - ART. 80, C. 17 l. 23/12/2000, N. 388
 

(+270.000,00)
(0,00)
(0,00)
         
DEC. UE 2015, N. 5343- DECISIONE DELLA COMMISSIONE DEL 3.8.2015 CHE APPROVA IL PROGRAMMA NAZIONALE DELL'ITALIA PER IL SOSTEGNO NELL'AMBITO DEL FONDO ASILO, MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE PER IL PERRIODO DAL 2014 AL 2020
 
(+117.057,89)
(0,00)
(0,00)
         
103741 REALIZZAZIONE DEL PROGETTO "IMPACT VENETO - INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI CON POLITICHE E AZIONI COPROGETTATE SUL TERRITORIO" FAMI 2014-2020 - QUOTA STATALE - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 03/08/2015, N. 5343)
 
(+2.426,53)
(0,00)
(0,00)
         
103743 REALIZZAZIONE DEL PROGETTO "IMPACT VENETO - INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI CON POLITICHE E AZIONI COPROGETTATE SUL TERRITORIO" FAMI 2014-2020 - QUOTA STATALE - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 03/08/2015, N. 5343)
 
(+2.426,53)
(0,00)
(0,00)
         
103744 REALIZZAZIONE DEL PROGETTO "IMPACT VENETO - INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI CON POLITICHE E AZIONI COPROGETTATE SUL TERRITORIO" FAMI 2014-2020 - QUOTA COMUNITARIA - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 03/08/2015, N. 5343)
 
(+56.102,41)
(0,00)
(0,00)
         
103923 REALIZZAZIONE DEL PROGETTO "IMPACT VENETO - INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI CON POLITICHE E AZIONI COPROGETTATE SUL TERRITORIO" FAMI 2014-2020 - QUOTA COMUNITARIA - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI (DEC. UE 03/08/2015, N. 5343)
 
(+56.102,41)
(0,00)
(0,00)
         
PROGRAMMA 05 - INTERVENTI PER LE FAMIGLIE
 
+12.000,00
+7.000,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+12.000,00)
(+7.000,00)
(0,00)
         
L. 2000 N. 328 ART. 20- LEGGE QUADRO PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI
 
(+12.000,00)
(+7.000,00)
(0,00)
         
103422 FONDO NAZIONALE PER LE POLITIHE SOCIALI - INTERVENTI PER LE FAMIGLIE - TRASFERIMENTI CORRENTI (ART. 20, L. 08/11/2000, N. 328 - ART. 80, C. 17 L. 23/12/2000, N. 388)
 
(+12.000,00)
(+7.000,00)
(0,00)
         
PROGRAMMA 08 - COOPERAZIONE E ASSOCIAZIONISMO
 
+865.977,80
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+865.977,80)
(0,00)
(0,00)
         
L. 2016 N. 106 ART. 9 - DELELGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL FONDO CIVILE UNIVERSALE
 
(+865.977,80)
(0,00)
(0,00)
         
103695 SOSTEGNO ALLE ATTIVITA' DI INTERESSE GENERALE DA PARTE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLOTNARIATO E ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE - TRASFERIMENTI CORRENTI (ART. 9 C. 1 LETT. G L. 06/06/2016 N, 106 - D.M. 27/06/2016, N. 10669 -ACCORDO TRA REGIONE DEL VEN
 
(+865.977,80)
0,00
0,00
         
MISSIONE 14 - SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITA'
 
+5.000.000,00
0,00
0,00
         
PROGRAMMA 01 - INDUSTRIA, PMI E ARTIGIANATO
 
+5.000.000,00
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+5.000.000,00)
(0,00)
(0,00)
         
L. 2000 N. 1 ART. 3 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE DI NUOVE IMPRESE E DI INNOVAZIONE DELL'IMPRENDITORIA FEMMINILE
 
(+5.000.000,00)
(0,00)
(0,00)
         
023012 CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE PER LO SVILUPPO DELL'IMPRENDITORIA FEMMINILE (ART. 3 C. 1 LETT. A L.R. 20/01/2000, N. 1)
 
(+5.000.000,00)
(0,00)
(0,00)
         
MISSIONE 15 - POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
 
+10.453.915,73
+6.511.291,48
+849.290,49
         
PROGRAMMA 02 - FORMAZIONE PROFESSIONALE
 
+9.986.132,85
+6.511.291,48
+849.290,49
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+9.986.132,85)
(+6.511.291,48)
(+849.290,49)
         
L. 1999 N. 144 ART. 68 - MISURE IN MATERIA DI INVESTIMENTI, DELEGA AL GOVERNO PER IL RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL'OCCUPAZIONE DELLA NORMATIVA CHE DISCIPLINA L'INAIL, NONCHE' DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI
 
(+5.566.371,55)
(+3.509.215,30)
(0,00)
         
072019 TRASFERIMENTI PER IL FINANZIAMENTO DELLE INIZIATIVE IN MATERIA DI OBBLIGO DI FREQUENZA DELLE ATTIVITA' FORMATIVE (ART. 68 C. 1 LETTE 8 C, ART. 68 C. 4, L. 17/05/1999, N. 144 - D.LGS 14/09/1999, N. 144 - D.LGS 15/04/2005, N. 76)
 
(+5.566.371,55)
(+3.509.215,30)
(0,00)
         
D.LGS 2005 N. 76 - DEFINIZIONE DELLE NORME GENERALI SUL DIRITTO-DOVERE ALL'ISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE, AA NORMA DELL'ARTICOLO 2, COMMA 1, LETTERA C), DELLA L. 28 MARZO 2003, N. 53
 
(+4.419.761,30)
(+3.002.076,18)
(+849.290,49)
         
102676 TRASFERIMENTI PER IL FINANZIAMENTO DELLE INIZIATIVE IN MATERIA DI OBBLIGO DI FREQUENZA DELLE ATTIVITA' FORMATIVE - SISTEMA DUALE (D.LGS 15/04/2005, N. 76, ART. 32, C. 3, D.LGS 14/09/2015, N. 150)
 
(+4.419.761,30)
(+3.002.076,18)
(+849.290,49)
         
PROGRAMMA 03 - SOSTEGNO ALL'OCCUPAZIONE
 
+467.782,88
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+467.782,88)
(0,00)
(0,00)
         
DEC. UE 2014 N. 9751 - DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL 12.12.2014 "REGIONE VENETO PROGRAMMA OPERATIVO FONDO SOCIALE EUROPEO 2014-2020"
 
(+467.782,88)
(0,00)
(0,00)
         
102353 PROGRAMMAZIONE POR-FSE 2014-2020 - ASSE 1 OCCUPABILITA' - AREA LAVORO - QUOTA COMUNITARIA - TRASFERIMENTI CORRENTI (DEC UE 12/12/2014, N. 9751
 
(+233.891,44)
(0,00)
(0,00)
         
102354 PROGRAMMAZIONE POR-FSE 2014-2020 - ASSE 1 OCCUPABILITA' AREA LAVORO - QUOTA STATALE - TRASFERIMENTI (DEC UE 12/12/2014, N. 9751
 
(+163.724,01)
(0,00)
(0,00)
         
102357 PROGRAMMAZIONE POR-FSE 2014-2020 - AREA LAVORO - COOFINAMENTO REGIONALE - TRASFERIMENTI (DEC UE 12/12/2014, N. 9751
 
(+70.167,43)
(0,00)
(0,00)
         
PROGRAMMA 03 - SOSTEGNO ALL'OCCUPAZIONE
 
+467.782,88
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+467.782,88)
(0,00)
(0,00)
         
MISSIONE 16 - AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
 
+6,719,76
+5.039,82
+3.359,88
         
PROGRAMMA 01 - SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
 
+6,719,76
+5.039,82
+3.359,88
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(+6.719,76)
(+5.039,82)
(+3.359,88)
         
L.R. 2003 N. 40 - ART. 61 - NUOVE NORME PER GLI INTERVENTI IN AGRICOLTURA
 
(+6.719,76)
(+5.039,82)
(+3.359,88)
         
101404 AZIONI REGIONALI DI PROFILASSI FITOSANITARIA (ART. 61, L.R. 12/12/2003, N.40 - ART. 35, LR. 06/07/2012, N.24 - D.LGS. 02/02/2021, N.19)
 
(+6.719,76)
(+5.039,82)
(+3.359,88)
         
MISSIONE 20 - FONDI E ACCANTONAMENTI
 
0,00
0,00
0,00
         
PROGRAMMA 01 - FONDO DI RISERVA
 
0,00
0,00
0,00
         
SPESE IN CONTO CAPITALE
 
(0,00)
(0,00)
(0,00)
         
L.R. 2001 N. 39 - ART. 19 - ORDINAMENTO DEL BILANCIO E DELLA CONTABILITÀ DELLA REGIONE
 
(0,00)
(0,00)
(0,00)
         
080030 FONDO DI RISERVA Di CASSA (ART. 19, L.R. 29/11/2001, N.39)
 
(0,00)
(0,00)
(0,00)
         
Tot. spesa
 
+46.623.252,76
+17.164.095,65
+3.440.446,62
         
         
C'è un sub, per caso, il 147? No. Okay, va bene.
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. C0147, presentato dalla Giunta, dall'assessore Calzavara, articolo 2, comma 1, allegato 5, 6, modificativo, che prevede:
"1. Agli allegati 5 e 6 sono apportate le seguenti variazioni.
 
Variazione proposta
 
 
Competenza 2022
Competenza 2023
Competenza 2024
 
TITOLO 1 - ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA
-20.000.000
-20.000.000
-20.000.000
       
TIPOLOGIA 01.01 -IMPOSTE, TASSE E PROVENTI ASSIMILATI
-20.000.000
-20.000.000
-20.000.000
       
D.LGS. 1992 N. 504 ART. 23 RIORDINO DELLA FINANZA DEGLI ENTI TERRITORIALI, A NORMA DELL'ARTICOLO 4 DELLA L 23 OTTOBRE 1992, N. 421. ESENZIONE DEL PAGAMENTO DELLA TASSA AUTOMOBILISTICA REGIONALE DEGLI AUTOVEICOLI ADIBITI AL TRASPORTO DI MINORI TRAPIANTATI
(-20.000.000)
(-20.000.000)
(-20.000.000)
       
Tot. entrata
-20.000.000
-20.000.000
-20.000.000
       
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
     
       
MISSIONE 01 - SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE
-787.271,37
-787.271,37
-782.271,37
       
PROGRAMMA 03 - GESTIONE ECONOMICA, FINANZIARIA, PROGRAMMAZIONE, PROVVEDITORATO
+130.000,00
+135.000,00
+145.000,00
       
SPESE CORRENTI
(+130.000.000)
(+135.000.000)
(+145.000.000)
       
L.R. 2012 N. 47 - ART. DA 21 A 31 - DISPOSIZIONI PER LA RIDUZIONE E IL CONTROLLO DELLE SPESE PER IL FUNZIONAMENTO DELLE ISTITUZIONI REGIONALI, IN RECEPIMENTO E ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGGE 10 OTTOBRE 2012, N. 174 "DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI FINANZA E FUNZIONAMENTO DEGLI ENTI TERRITORIALI
(+130.000.000)
(+135.000.000)
(+145.000.000)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
     
       
PROGRAMMA 10 - RISORSE UMANE
- 917.271,37
- 917.271,37
- 917.271,37
       
SPESE CORRENTI
(-917.271,37)
(-917.271,37)
(-917.271,37)
       
D.LGS. 1997 N. 446 - ART. 16 ISTITUZIONE DELL'IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE, REVISIONI DEGLI SCAGLIONI, DELLE ALIQUOTE E DELLE DETRAZIONI DELL'IRPEF E ISTITUZIONE DI UNA ADDIZIONALE REGIONALE A TALE IMPOSTA, NONCHÉ RIORDINO DELLA DISCIPLINA DEI TRIBUTI LOCALI
(-56.945,63)
(-56.945,63)
(-56.945,63)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
     
       
L.R. 2012, 54 - LEGGE REGIONALE PER L'ORIENTAMENTO E LE ATTRIBUZIONI DELLE STRUTTURE DELLA GIUNTA REGIONALE IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE E STATUTARIA 17 APRILE 2012, N. 1 "STATUTO DEL VENETO"
(-860.325,74)
(-860.325,74)
(-860.325,74)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
     
       
MISSIONE 08 - ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA
+100.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - URBANISTICA E ASSETTO DEL TERRITORIO
+100.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+100.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
(+100.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
INTERVENTO REGIONALE A FAVORE DEGLI INTERVENTI DI RIUSO TEMPORANEO DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ESISTENTE
     
       
MISSIONE 09 - SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO DELL'AMBIENTE
+50.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 06 - TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
FINANZIAMENTO DEI CONTRATTI FIUME PER PROMUOVERE I PROCESSI PARTECIPATIVI PER LA GESTIONE CONDIVISA DEL FIUME E DEL SUO TERRITORIO
     
       
MISSIONE 10 - TRASPORTO PUBBLICO ALLA MOBILITÀ
+200.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 02 - TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
+100.000,00
0,00
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+100.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
(+100.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
INTERVENTO PER LA REALIZZAZIONE DEI SISTEMI TARIFFARI INTEGRATI
     
       
PROGRAMMA 05 - VIABILITÀ E INFRASTRUTTURE STRADALI
+100.00,00
0,00
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+100.00,00)
(0,00)
(0,00)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
(+100.00,00)
(0,00)
(0,00)
       
CONTRIBUTI AI COMUNI PER L'ACQUISTO, L'INSTALLAZIONE, L'ATTIVAZIONE E L'ALLACCIAMENTO DI COLONNE ELETTRICE
     
       
MISSIONE 13 - TUTELA DELLA SALUTE
+50.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 07 - ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA
+50.000,00
0,000,00
 
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00) (0,00)
 
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL RADON NELL'AREA DEL MONTE VENDA
     
       
MISSIONE 14 - SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITÀ
+750.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 04 - RETI E ALTRI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ
+750.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+750.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022
(+750.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
FONDO PER IL PLURALISMO E L'INNOVAZIONE DELL'INFORMAZIONE
     
       
MISSIONE 16 - AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
+1.267.271,37
+1.267.271,37
+1.267.271,37
       
PROGRAMMA 01 - SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
+1.267.271,37
+1.267.271,37
+1.267.271,37
       
SPESE CORRENTI
(+1.267.271,37)
(+1.267.271,37)
(+1.267.271,37)
       
L.R. 2001 N. 31 - ISTITUZIONE DELL'AGENDA VENETA PER I PAGAMENTI
(+917.271,37)
(+917.271,37)
(+917.271,37)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022
(+350.00,00)
(+350.00,00)
(+350.00,00)
       
FONDO PER IL PLURALISMO E L'INNOVAZIONE DELL'INFORMAZIONE
     
       
MISSIONE 18 - RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI E LOCALI
+150.000,00
+100.000,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - RELAZIONI FINANZIARIE CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI
+150.000,00
+100.000,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+150.000,00)
(+100.000,00)
(0,00)
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
(+100.000,00)
(+100.000,00)
(0,00)
       
CONTRIBUTO STRAORDINARIO PER LE FUSIONI DI COMUNI
     
       
Nuovo articolo Pdl 91 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2022"
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
PIANO DI SUPPORTO AGLI ENTI LOCALI PER IL PNRR
     
       
MISSIONE 20 - FONDI E ACCANTONAMENTI
-1.800.000,00
-605.000,00
-515.000,00
       
PROGRAMMA 01 - FONDO DI RISERVA
-1.800.000,00
-605.000,00
-515.000,00
       
SPESE CORRENTI
(-1.800.000,00)
(-605.000,00)
(-515.000,00)
       
L.R. 2001, n. 39 - Art. 18 - ORDINAMENTO DEL BILANCIO E DELLA CONTABILITÀ DELLA REGIONE
(-920.000,00)
(-470.000,00)
(-370.000.00)
       
L. R. 2001, n. 39 - Art. 17 - Art. 17, L.R. 29/11/2021 n. 39
(-880.000,00)
(-135.000,00)
(-145.000,00)
       
Tot. spesa
-20.000,00
-20.000,00
-20.000,00
       
       
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alla variazione di competenza
     
Non vedo interventi.
Lo metto in votazione, parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
I colleghi in collegamento portino un attimo di pazienza.
Colleghi, per consentire una pausa lavori e per la definizione degli ultimi particolari del bilancio, sospendiamo fino alle ore 20.45.
La seduta è sospesa. Ci rivediamo alle ore 20.45.
 
La Seduta è sospesa alle ore 19.37
 
La Seduta riprende alle ore 20.52

PRESIDENTE

Emendamento n. C0159, presentato dalla Giunta, dall'assessore Calzavara, articolo 2, comma 1, allegato 6, modificativo, che prevede:
1. All'Allegato 6 sono apportate le seguenti variazioni.
 
Variazione proposta
 
 
Competenza 2022
Competenza 2023
Competenza 2024
 
MISSIONE 3 - ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
+50.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 02 -SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA URBANA
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2012 N. 48 - MISURE PER L'ATTUAZIONE COORDINATA DELLE POLITICHE REGIONALI A FAVORE DELLA PREVENZIONE DEL CRIMINE ORGANIZZATO E MAFIOSO, DELLA CORRUZIONE NONCHÉ PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA LEGALITÀ E DELLA CITTADINANZA RESPONSABILE
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 05 - TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
+653.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 02 - ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
+653.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+653.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 1975, N. 70 - CONTRIBUTI E SPESE PER L'ORGANIZZAZIONE DI MOSTRE, MANIFESTAZIONI E CONVEGNI DI INTERESSE REGIONALE
(+203.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2003, N. 3 - ART. 22 - INIZIATIVE DI PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELL'IDENTITÀ VENETA
(+300.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2009, N. 25 - INTERVENTI REGIONALI PER IL SISTEMA DEL CINEMA E DELL'AUDIOVISIVO E PER LA LOCALIZZAZIONE DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE NEL VENETO
(+150.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 08 - ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA
+50.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - URBANISTICA E ASSETTO DEL TERRITORIO
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2004, N. 11 - NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 10 - TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITÀ
+300.000,00
+300.000,00
+300.000,00
       
PROGRAMMA 05 - VIABILITÀ E INFRASTRUTTURE STRADALI
+300.000,00
+300.000,00
+300.000,00
       
SPESE CORRENTI
(+300.000,00)
(+300.000,00)
(+300.000,00)
       
L.R. 2001, N. 11 - ART. 2 - COSTRUZIONE DI UNA SOCIETÀ DI CAPITALI PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE, MANUTENZIONE, GESTIONE E VIGILANZA DELLE RETI STRADALI
(+300.000,00)
(+300.000,00)
(+300.000,00)
       
MISSIONE 12 - DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
+60.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 03 - INTERVENTI PER GLI ANZIANI
+10.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+10.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2009, N. 30 - DISPOSIZIONI PER LA ISTITUZIONE DEL FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA E PER LA SULA DISCIPLINA
(+10.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
PROGRAMMA 07 - PROGRAMMAZIONE E GOVERNO DELLA RETE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI E SOCIALI
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2001, N. 11 - ART. 133 FONDO REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 13 - TUTELA DELLA SALUTE
+50.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 07 - ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2015, N. 6 ART. 13 RETE DELL'ALZHEIMER: SOSTEGNO ALL'ATTIVITÀ DEL CENTRO REGIONALE DI RIFERIMENTO PER L'INVECCHIAMENTO CEREBRALE (CRIC)
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 14 - SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITÀ
+50.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - INDUSTRIA, PMI E ARTIGIANATO
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE IN CONTO CAPITALE
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 1996 N. 1 - ART. DA 10-13 - MARCHIO E INCENTIVI PER LA TUTELA E LA PRODUZIONE DI IMBARCAZIONI IN LEGNO TIPICHE E TRADIZIONALI DELLA LAGUNA DI VENEZIA
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 15 - POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
+80.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - SERVIZI PER LO SVILUPPO DEL MERCATO DEL LAVORO
+30.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+30.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2017 N. 45 - ART. 55 - NORMA DI PRIMA ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE REGIONALE DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE 18 LUGLIO 2017, n. 15 (INTERVENTI PER LO SVILUPPO DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E DEL WELFARE INTEGRATO REGIONALE DEL VENETO)
(+30.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
PROGRAMMA 03 - SOSTEGNO ALL'OCCUPAZIONE
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 2009 N. 3 - ART. 33 - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI OCCUPAZIONE E MERCATO DEL LAVORO
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 16 - AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARE E PESCA
+70.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - SVILUPPO DEL TERRITORIO AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
+20.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+20.000.000)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 1994 N. 23 - NORME PER LA TUTELA, LO SVILUPPO E LA VALORIZZAZIONE DELL'APICOLTURA
(+20.000.000)
(0,00)
(0,00)
       
PROGRAMMA 02 - CACCIA E PESCA
+50.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 1993 N. 50 - ART. 5 - NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA E PER IL PRELIEVO VENATORIO
(+50.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 18 - RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOME TERRITORIALI E LOCALI
+20.000,00
0,00
0,00
       
PROGRAMMA 01 - RELAZIONI FINANZIARIE CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI
+20.000,00
0,00
0,00
       
SPESE CORRENTI
(+20.000.000)
(0,00)
(0,00)
       
L.R. 1993, N. 16 - ART. 7 - INIZIATIVE PER IL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO E PER LO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE NEL VENETO ORIENTALE
(+20.000.000)
(0,00)
(0,00)
       
MISSIONE 20 - FONDI E ACCANTONAMENTI
-1.383.000,00
-300.000,00
-300.000,00
       
PROGRAMMA 01 - FONDO DI RISERVA
-1.383.000,00
-300.000,00
-300.000,00
       
SPESE CORRENTI
(-1.383.000,00)
(-300.000,00)
(-300.000,00)
       
L.R. 2001, N. 39 - ART. 18 - ORDINAMENTO DEL BILANCIO E DELLA CONTABILITÀ DELLA REGIONE
(-733.000,00)
(-300.000,00)
(-300.000,00)
       
L.R. 2001, N. 39 - ART. 17 - ORDINAMENTO DEL BILANCIO E DELLA CONTABILITÀ DELLA REGIONE
(-650.000,00)
(0,00)
(0,00)
       
Tot. spesa
0,00
0,00
0,00
       
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
     
Do dieci minuti per eventuali subemendamenti.
[ Spegnimento microfono – non è segnalata come sospensione]

PRESIDENTE

Colleghi, ritorniamo ai nostri rispettivi posti per riprendere i lavori. Grazie.
Riprendiamo i lavori. Sono trascorsi dieci minuti per gli eventuali subemendamenti all'emendamento n. C0159 e non è pervenuto nulla al tavolo della Presidenza.
Vi spiego come dovremmo votare adesso. Votiamo l'emendamento n. C0159. Dopodiché votiamo gli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8. Poi votiamo l'articolo 1 e, prima del voto finale, si discutono e si votano tutti gli ordini del giorno. Siamo arrivati a 31.
La facciamo dopo gli ordini del giorno, come da votazione sul PDL n. 93, dichiarazioni di voto finali sul PDL.
Colleghi, ripeto, passiamo al n. C0159, il maxiemendamento presentato dalla Giunta, ampiamente discusso e approfondito in Ufficio di Presidenza della Prima Commissione.
L'assessore Calzavara estrae il suo discorso. Prego, assessore Calzavara.

Ass.re Francesco CALZAVARA

Grazie, Presidente.
Intervengo per presentare questo emendamento che, come tradizione, chiude un po' tutto il percorso che abbiamo fatto nel corso di queste settimane e cerca di far sintesi di una serie di sensibilità che si sono evidenziate nel corso della discussione.
Naturalmente, questo maxiemendamento tiene conto di tutte le forze politiche presenti nel nostro Consiglio regionale e cerca di rimpinguare alcuni capitoli che riteniamo doverosi di attenzione.
In particolar modo – lo avete sottomano o all'interno di Concilium – credo sia interessante evidenziare come, al di là delle iniziative richieste dai singoli Consiglieri, ci sia un ulteriore segnale verso il mondo della cultura andando a ulteriormente finanziare la legge n. 49, la legge sull'identità veneta, trovando anche un adeguato ulteriore finanziamento per quanto riguarda le sale dei cinema, con ulteriori 150.000 euro, a testimonianza dell'attenzione verso questo mondo. Con questo ulteriore stanziamento e con le risorse che abbiamo messo in più (vi ricordo i soldi per la Film Commission, i soldi per la Fondazione Cini, i soldi per la Cittadella Capitale della Cultura), il bilancio 2022-2024 chiude con uno stanziamento di circa un milione in più rispetto a quello approvato nel corso del 2020 per l'anno 2021.
Questa sensibilità, che più volte è stata evidenziata all'interno di questo Consiglio e che ha avuto origine anche da un'indicazione precisa all'interno della Sesta Commissione, credo abbia trovato ampia soddisfazione, dimostrando che, cercando di utilizzare al meglio le risorse che abbiamo, si riesce in alcuni casi a trovare ulteriori disponibilità per cercare di venire incontro a un settore che, nel corso dell'ultimo anno, ha sicuramente sofferto e che crediamo debba trovare anche le necessarie risorse per ripartire.
All'interno di questo emendamento, nel maxi, trovate anche uno stanziamento triennale di 300.000 euro, che è generato da un ordine del giorno che voteremo successivamente, che dà indicazioni alla Giunta di fare una ricognizione se esistono, nel territorio del Veneto, alcune situazioni di criticità legate ad opere pubbliche realizzate negli anni precedenti, che in alcuni casi potrebbero aver creato delle condizioni di difficoltà nel rapporto fra Regione e Comune.
Stanziamo, quindi, una prima cifra che può essere, poi, nel corso degli anni, ulteriormente incrementata, e cercheremo, nel corso di queste settimane, di fare questa analisi per evidenziare se esistono queste condizioni e se, naturalmente, esistono poi le condizioni per poter dare un aiuto alle Amministrazioni locali che rischierebbero di crearsi grosse difficoltà, fino a portarle al default.
È un'ulteriore attenzione verso il territorio, una particolare attenzione: che il percorso di contribuzione possa naturalmente svolgersi nel pieno della legalità e della legittimità degli atti. Lo vedremo nel corso del 2022.
Questo è il maxi. Poi, naturalmente, mi riservo di fare un ulteriore intervento al termine della discussione.

PRESIDENTE

Collega Possamai, prego.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
L'intervento sul bilancio in sé lo faremo in dichiarazione di voto. Solo per sottolineare, da un lato il ringraziamento all'Assessore per il lavoro e l'attenzione, nel senso che in questo maxiemendamento ci sono alcune misure sollecitate da tutte le minoranze, non soltanto dal Gruppo del Partito Democratico, dal finanziamento delle politiche sulla prevenzione del crimine organizzato, che era uno dei capitoli che era stato tagliato nelle scorse settimane, e che vede 50.000 euro, ad attività più legate al sociale, come quelle sull'Alzheimer, che sono state sollecitate da altri Gruppi, ma che sono importanti. C'è il tema della formazione per chi il lavoro l'ha perso o per chi è in difficoltà sul fronte lavorativo.
Ci sono risorse per gli enti locali, sul trasporto pubblico. Insomma, viene fuori, da questo maxiemendamento, speriamo e crediamo, un bilancio migliorato, anche grazie al contributo delle minoranze, e alla disponibilità da parte dell'Assessore di ragionare su alcuni temi.
Ripeto, il ragionamento invece complessivo sul bilancio lo faremo in dichiarazione di voto, ma ci tenevo a sottolineare che è frutto di un lavoro congiunto questo maxiemendamento.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei. Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. C0159, parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Avete votato tutti, colleghi? A me risulta che ha votato, collega.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva. 1 astenuto e 4 assenti.
Votiamo l'articolo 2, così come modificato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
È aperta la votazione. Potete votare l'articolo 4.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 5.
Metto in votazione l'articolo 5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 6.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 7.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 8.
È aperta la votazione.
Bene, ritorniamo all'articolo 1. No, scusate, l'articolo 8 non è stato votato. Stiamo votando l'articolo 8.
Sull'articolo 8? Okay, me lo dice a fine votazione. Me lo dice dopo, a chiusura della votazione sull'8.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Collega Guarda, prego, a verbale.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

A verbale: sull'articolo 7 la mia votazione è stata contraria. Non so se il sistema informatico ha preso la correzione in tempo.

PRESIDENTE

È stata aperta parecchio. Comunque, a verbale rimane la sua volontà di voto.
Torniamo all'articolo 1.
Metto in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo agli ordini del giorno.
Colleghi, attenzione – mi rivolgo specialmente agli Assessori di competenza e ai Capigruppo, referenti politici per materia – a votare con cognizione di causa.
Partiamo dall'ordine del giorno n. C0125, presentato dal consigliere Bozza: "La Regione Veneto si impegna ad aumentare i contributi finanziari per le comunità religiose che assistono direttamente i propri religiosi anziani non autosufficienti".
Collega Bozza, prego. Silenzio, per favore, che non sento.
Collega Bozza, non sento, deve attivare il microfono.
Signori, se volete sospendiamo un paio di orette, e poi riprendiamo.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

Mi sente, Presidente, adesso?

PRESIDENTE

Adesso sì. Prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

Grazie.
Questo ordine del giorno sostanzialmente chiede, molto semplicemente, un'attenzione da parte della Regione.

PRESIDENTE

Collega Bozza, mi sembra di aver capito che forse questo va ritirato perché ce n'è un altro. No, Assessore, ferma un attimo. Piano.
È a conoscenza di questa cosa?

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

No.

PRESIDENTE

Se permette, faccio spiegare un attimo all'assessora Lanzarin quello che è avvenuto in Ufficio di Presidenza della Commissione.
Sto prendendo tempo.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Ci sarebbe una modifica da fare, Presidente.

PRESIDENTE

Assessore, facciamo finire il collega Bozza?
Prego, collega, continui.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

L'ordine del giorno sostanzialmente prevedrebbe una modifica nella parte dell'impegno. In particolare, si sostituirebbe questa dicitura all'attuale presentata agli atti, e cioè impegna la Giunta regionale a valutare di rafforzare, nell'ambito degli interventi per la non autosufficienza, il sostegno alle comunità religiose che ospitano nelle proprie strutture religiosi anziani non autosufficienti.

PRESIDENTE

Signori, ho troppe voci nelle orecchie.
Collega Bozza, il n. C0148, che è a qualche pagina indietro, è lo stesso emendamento, mi pare, con la modifica. Verifichi questa cosa.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Sì, confermo. Quindi, il n. C0125 è da ritirare.

PRESIDENTE

Benissimo. È ritirato il n. C0125.
Colleghi, e specialmente Capigruppo, per favore, se c'è qualcosa che viene ritirato ed è stato ripresentato, ditemelo subito.
Collega Zanoni, sul n. C0125?

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Presidente, volevo chiedere una cortesia. Siccome gli ordini del giorno sono veramente molti, se, prima di passare alla votazione per ognuno, aspetta un po' di tempo, giusto perché ognuno individui l'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Ho sottomano Concilium e li vedo ordinati. Quando premo, mi escono tutti.
Il n. C0125 è ritirato.
Collega Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Volevo intervenire a sostegno del n. C0125, ma è stato ritirato.

PRESIDENTE

Non c'è più. Peccato!
Sul n. C0148 tenga a mente che potrà intervenire.
Ordine del giorno n. C0126 della consigliera Venturini. Ritirato.
Ordine del giorno n. C0127 della consigliera Venturini. Ritirato.

ODG n. C128

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Venturini e Bozza relativo a "DPR 633/1972 tabella A Parte III punto 103. Applicazione IVA agevolata al 10% per l'erogazione di energia elettrica e fornitura di gas all'interno di strutture di accoglienza collettive quali centri di servizio, case di riposo, residenze sanitarie assistenziali." In occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 146/2021)

"Il Consiglio Regionale del Veneto
PREMESSO CHE il legislatore nazionale con il DPR n. 633 del 26/10/1972 ha disposto all'art. 16 la riduzione Iva al 10% per operazioni che abbiano per oggetto i beni e servizi elencati nella tabella A Parte III allegata al suddetto DPR che prevede al punto 103 l'applicazione di tale agevolazione per la fornitura di energia elettrica "ad uso domestico";
CONSIDERATO CHE per "uso domestico" già la circolare del Ministero delle Finanze n. 82/E/1999, confermata con successiva risoluzione n. 150/E del 15/12/2004 dell'Agenzia delle Entrate Direzione Centrale di Roma, ha chiarito che l'uso domestico deve intendersi riferito anche ai consumatori finali di forniture di energia elettrica o termica in ambienti comunitari quali caserme, asili, conventi, case di riposo e simili;
RITENUTO pertanto che l'intento del legislatore nazionale fosse pertanto certamente quello di introdurre una agevolazione nell'applicazione dell'aliquota iva non soltanto a favore di chi utilizza tali forniture all'interno della propria abitazione, ma anche a favore di chi è accolto all'interno delle strutture comunitarie, dove peraltro generalmente l'ospite trasferisce la propria residenza anagrafica;
RILEVATO CHE tuttavia l'Agenzia delle Entrate, anche recentemente, pur confermando che l'uso domestico deve intendersi riferito alle ipotesi di impiego dell'energia delle abitazioni familiari o in analoghe strutture a carattere collettivo non si applica se l'utilizzo dell'energia avviene nell'ambito di prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA, ancorché in regime di esenzione.
Attualmente pertanto, poiché i Centri di Servizio, le RSA, le case di riposo in genere effettuano prestazioni verso corrispettivo e quindi rilevanti ai fini IVA, anche se sono rese in regime di esenzione, non può darsi luogo all'applicazione dell'aliquota iva agevolata; con l'ulteriore e paradossale conseguenze che la relativa imposta non è considerata un costo deducibile/detraibile in quanto le prestazioni sono rese in regime di esenzione IVA ai sensi dell'art. 10, primo comma, n. 21 del DPR 633/72.
DATO ATTO CHE tale interpretazione genera un aumento finale del costo della retta che grava sull'utente finale, nel caso in cui questi sia economicamente autosufficiente, ovvero sull'assistenza pubblica nella frequente ipotesi in cui il costo della retta è sostenuto in tutto o in parte dal Comune di residenza prima del ricovero in struttura.
Tutto ciò premesso e considerato;
Impegna la Giunta regionale
A farsi parte attiva verso il Governo e/o Parlamento italiano affinché sia estesa l'aliquota IVA agevolata al 10%, oltre che nei casi di erogazioni di energia elettrica e gas a favore di nuclei familiari residenti nella propria abitazione, anche nel caso di costi energetici correlati all'ospitalità offerta all'interno di strutture di accoglienza ai cittadini non autosufficienti o parzialmente autosufficienti".
Prego, collega Venturini.
Mi sembra che venga accolto favorevolmente.

Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Lo illustro velocissimamente. Chiedo la parola.

PRESIDENTE

Prego, collega Venturini. Parli pure.

Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Perfetto.
Il DPR n. 633/1972 prevede una riduzione dell'aliquota IVA al 10% per quanto riguarda le operazioni che hanno per oggetto i beni e i servizi in particolare con riferimento alle forniture di energia elettrica ad uso domestico.
Il Ministero delle finanze, e successivamente anche l'Agenzia delle entrate, Direzione centrale di Roma, hanno specificato che cosa si intende per uso domestico, intendendo non solo l'abitazione privata, ma anche gli ambienti comunitari, tipo le caserme, gli asili, i conventi, le case di riposo. Quindi, l'intento del legislatore è quello di estendere l'agevolazione della riduzione dell'aliquota IVA al 10% anche alle strutture comunitarie.
Sennonché, l'Agenzia delle entrate è intervenuta precisando che l'agevolazione non si applica se l'utilizzo dell'energia avviene nell'ambito di prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA. Presso i centri di servizio, le RSA e le case di riposo vengono effettuate prestazioni verso corrispettivo e, quindi, rilevanti ai fini IVA. In questo modo si genera un aumento dei costi, che grava poi sulle rette oppure sull'assistenza pubblica.
Quello che si chiede, quindi, è che la Giunta regionale si possa attivare presso il Governo e il Parlamento affinché l'aliquota agevolata al 10% venga estesa anche alle fattispecie all'interno delle strutture di accoglienza, quindi le strutture comunitarie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Venturini.
Assessora Lanzarin, prego.

Ass.ra Manuela LANZARIN

Il parere è favorevole, perché effettivamente è una questione nota che le strutture vivono. Quindi, va bene che ci sia questo intervento nei confronti del Governo.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Soranzo, prego.

Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

Grazie, Presidente.
Molto velocemente. Abbiamo depositato un ordine del giorno, il n. C0145, che pone lo stesso impegno. Quindi, lascio a lei ordinare i lavori. Il sostegno è massimo perché l'abbiamo presentato anche noi. Siamo assolutamente d'accordo, per cui lo sosteniamo e lo condividiamo.
Non so nell'ordine dei lavori come lei ritiene di operare, ma per me va bene.

PRESIDENTE

Intanto c'è questo, anche come numerazione. Quando affronteremo l'altro le dico come lo affrontiamo.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'ordine del giorno n. C0128.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C129

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Bozza e Venturini relativo a "La Regione Veneto preveda l'istituzione di una cabina di regia con il coinvolgimento di soggetti qualificati e delle competenti Commissioni consiliari al fine di individuare la migliore strategia per l'avvio di iniziative di sostegno alla candidatura dell'area dei Colli Euganei, della Valpolicella e dei Colli Berici per l'inserimento nella lista dei patrimoni UNESCO" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93)

"Il Consiglio Regionale del Veneto
PREMESSO CHE la Regione del Veneto nel perseguire la valorizzazione degli ambiti del territorio regionale che si caratterizzano per la sintesi di patrimoni storico-artistici, culturali e paesaggistici con caratteristiche di unicità, ha individuato all'interno della Missione 16 Programma 01.03 del DEFR nei Colli Euganei, già oggetto della istituzione in Parco regionale ai sensi e per gli effetti di cui alla legge regionale 10 ottobre 1989, n. 38 recante "Norme per l'Istituzione del Parco regionale dei Colli Euganei", nonché nell'area dei Colli Berici e nell'area della Valpolicella, siti idonei per intraprendere iniziative di sostegno alla candidatura alla Lista del patrimonio mondiale UNESCO;
CONSIDERATO nel contempo che i suddetti territori si contraddistinguono per la presenza di realtà associative ed imprenditoriali che operano in forme di progettualità condivisa, in funzione della valorizzazione delle risorse locali, della biodiversità, delle produzioni naturali e tipiche, della offerta turistica del territorio, in funzione di un modello di sviluppo sostenibile;
RITENUTO pertanto di avviare un percorso sinergico volto a intraprendere, in collaborazione con la Giunta regionale, una strategia condivisa finalizzata alla candidatura dei siti individuati in premessa nella Lista del patrimonio mondiale Unesco, anche prevedendo a tal proposito azioni da inserire nel programma triennale della cultura di cui all'articolo 7 della legge regionale 16 maggio 2019, n. 17 "Legge per la cultura", e nei piani annuali di cui all'articolo 8 della medesima legge;
RICORDATO che la Regione del Veneto ha già provveduto ad istituire un Tavolo di Coordinamento con DGR n. 2867/2006, da ultimo rinnovato con DGR 1430/2019, che ha istituito anche un Coordinamento interno regionale per le tematiche Unesco;
RILEVATA l'opportunità che il predetto Coordinamento operi all'interno di una apposita Cabina di Regia con il coinvolgimento degli enti e soggetti territoriali istituzionalmente competenti e riconosciuti quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, Consorzi di Tutela, la Soprintendenza archeologica, Belle arti e paesaggio, gli Ordini professionali e così via, al fine di acquisire qualificati contributi per le attività di competenza, nonché di sinergia con le competenti Commissioni consiliari al fine di condividere le strategie e le azioni mirate più efficaci per conseguire l'ambizioso obiettivo di cui in premessa;
RILEVATO infatti che proiettare i territori interessati nella rete internazionale dei siti UNESCO, rappresenta un momento ed occasione sia per valorizzare la specificità dei siti sia per promuovere forme di sviluppo sostenibile nella consapevolezza che il percorso per il riconoscimento quale sito UNESCO può dare un ulteriore impulso alla tutela e allo sviluppo, in una logica di connessione funzionale degli aspetti di protezione della natura, di promozione delle rispettive specifiche risorse, quali le risorse termali per gli aspetti legati a cure, benessere e turismo, della agricoltura con le sue eccellenze e delle diverse forme di ospitalità e servizi e della fruizione ad uso ricreativo e sportivo.
Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
A prevedere l'istituzione di una Cabina di Regia che, includendo il supporto amministrativo e tecnico offerto dal Coordinamento interno regionale per i temi Unesco, coinvolga i soggetti del territorio titolati e riconosciuti e operi in condivisione e coerenza con gli indirizzi che saranno espressi dalle competenti Commissioni Consiliari, al fine di individuare strategie ed azioni utili a conseguire la candidatura dei territori dei Colli Euganei, Valpolicella e Colli Berici quali siti UNESCO".
Bozza Alberto, prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Anche su questo ordine del giorno – mi ero sbagliato con il precedente – c'è una modifica da apportare, a meno che non ce ne sia uno sostitutivo, ma non mi sembra di sbagliare questa volta.
In particolare, nelle premesse, il "rilevata l'opportunità che il predetto coordinatore", quindi sarebbe il penultimo capoverso delle premesse, andrebbe completamente stralciato. Infine, nella parte dell'impegno, fino a...

PRESIDENTE

No. Collega Bozza, scusi. Siccome la sento molto male, e anche il legislativo che deve tener conto delle modifiche non capisce bene, le chiedo di parlare o più vicino al microfono o con un paio di cuffie. Riprovi a dire le modifiche sull'ordine del giorno n. C0129.
Prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

A pagina 2, il penultimo capoverso, dove c'è scritto "rilevata l'opportunità che il predetto coordinamento operi all'interno di un'apposita cabina di regia", va completamente stralciato. La modifica che chiedo è sulla parte finale dell'impegno, con la seguente disposizione "Impegna la Giunta regionale a garantire il supporto amministrativo e tecnico offerto dal coordinamento interno regionale per i temi UNESCO, coinvolgendo i soggetti del territorio titolati...". Poi, è giusto fino alla fine, come da dispositivo.

PRESIDENTE

Mi lasci consultare un attimo il legislativo.
Collega Bozza, la modifica va ben oltre quanto previsto dall'articolo 102.
Dovete presentarmi un emendamento per iscritto perché sia possibile anche per tutti i colleghi comprendere la portata delle modifiche.
Intanto accantoniamo il n. C0129.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Grazie.

PRESIDENTE

Ordine del giorno n. C0130 dei consiglieri Venturini e Bozza. Ritirato.
Ordine del giorno n. C0131 dei consiglieri Bozza e Venturini.
Collega Bozza, se viene in Aula forse in questa fase è meglio.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Arrivo, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie.
Accantoniamo il n. C0131 in attesa che il collega Bozza ci raggiunga.
Passiamo all'ordine del giorno n. C0132, presentato dalla consigliera Venturini.
Prego, collega Venturini.

Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Grazie.
La legge regionale del trasporto pubblico locale prevede, con riferimento ad altre norme, la possibilità di introdurre delle agevolazioni all'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico.
Le agevolazioni riguardano, ad esempio, i ciechi assoluti che hanno la possibilità di avere una tessera agevolata con una riduzione del 20% del costo degli abbonamenti, che va esteso anche agli accompagnatori. Anche i ciechi parziali e gli ipovedenti gravi hanno questa riduzione del 20% dell'abbonamento...

PRESIDENTE

Collega Venturini, sono scortesissimo, lo so, però mi dicono che è simile al n. C0149, ripresentato.

Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Teniamo questo e dopo l'altro lo cancelliamo?

PRESIDENTE

Ritiriamo il n. C0132 e discutiamo il n. C0149.
Ordine del giorno n. C0133 della consigliera Venturini.
Lo discutiamo, collega Venturini? Lo modificate?

Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Lo ritiro perché in parte viene accolto.

PRESIDENTE

Benissimo. Grazie, collega.

ODG n. C134

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Bozza e Venturini relativo a "La Regione Veneto si impegni a sostenere con adeguate risorse economiche i concessionari degli impianti natatori e sportivi in genere per fronteggiare l'aumento esponenziale dei costi energetici" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) RITIRATO

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE il settore degli impianti sportivi con particolare riguardo a quelli natatori rappresentato dalle principali sigle riunite nel Coordinamento Associazioni gestori Impianti natatori vive una situazione drammatica per l'aumento vertiginoso dei costi energetici e la conseguente impossibilità di far fronte ai pagamenti a fronte di una drastica riduzione delle attività sportive all'interno dei centri sportivi;
RILEVATO in particolare che l'aumento dei costi energetici si attesta attorno a c.a. il 50% ed è pertanto indispensabile prevedere forme di sostegno a questo settore, così drammaticamente colpito prima dai lockdown causati dall'epidemia SARS-COV 19 e ora dal rincaro spropositato delle bollette energetiche;
CONSIDERATO CHE il costo energetico per fornitura gas ed energia elettrica per un impianto natatorio di grande dimensione è aumentato nell'ultima annualità di € 115.000,00 mentre per quelli di piccola dimensione è aumentato di € 57.500,00; moltiplicando tale differenza rispettivamente per i n. 30 impianti di grande dimensione e i n. 40 impianti di piccola dimensione presenti in Veneto, ne deriva un aumento complessivo di costi energetici pari a € 5.750.000,00, palesemente insostenibile dal comparto;
RICORDATO CHE è stato presentato da questo Gruppo Consiliare un PDL n. 3/2021 di iniziativa statale approvato con deliberazione n. 86 del 21/07/2021 che, tra le altre finalità, aveva anche quella di consentire una rinegoziazione dei canoni di concessione per i periodi di sospensione dell'attività sportiva e che tuttavia, in attesa che il Governo si attivi come richiesto, è necessario intervenire con urgenza prima che la situazione degeneri in maniera irrimediabile;
CONSIDERATO CHE la pratica sportiva assume rilevanza fondamentale in fase di ripartenza dopo una lunga inattività, e che per sostenere tale ripartenza è necessario intervenire con adeguati sostegni economici, anche con il fine di non depauperare il patrimonio infrastrutturale
Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
A sostenere con adeguate risorse economiche le varie forme associative che gestiscono gli impianti sportivi con particolare riguardo a quelli natatori al fine di fronteggiare il caro bollette e consentire la prosecuzione delle attività".
Collega Bozza, prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Su questo ordine del giorno si chiede, a fronte della crisi del caro bollette, di poter individuare alcuni strumenti, ovviamente nel limite della possibilità di questa Giunta regionale, e di fornire alle associazioni che gestiscono gli impianti natatori qualsiasi strumento necessario al fine di fronteggiare il caro bollette e consentire la prosecuzione delle attività.

PRESIDENTE

Assessore Corazzari, prego.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie.
Sicuramente l'intendimento di questo ordine del giorno è condivisibile, fermo restando che abbiamo posto risorse straordinarie anche nell'anno in corso proprio a tutti i soggetti gestori di impianti, in particolar modo delle piscine.
Comunque, visto l'impegno finanziario che sarebbe connesso a questo ordine del giorno, chiedo che venga ritirato, con l'impegno naturalmente che su questa tematica la Giunta ponga un'attenzione particolare.

PRESIDENTE

Collega Bozza, prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Accolgo l'invito dell'Assessore. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Arriva dal collega Bozza anche il ritiro dell'ordine del giorno n. C0131, precedentemente accantonato.

Alberto BOZZA (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Confermo.

PRESIDENTE

Grazie.

ODG n. C135
Ordine del giorno presentato dalla consigliera Venturini relativo a "La Giunta regionale si impegni a promuovere presso gli enti competenti la realizzazione di una rotatoria di raccordo tra la S.P. 17 e la S.S. 16 nel Comune di Due Carrare" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 147/2021)
"Il Consiglio Regionale del Veneto
PREMESSO CHE
- la realizzazione di una rotatoria tra la S.P. 17 e la S.S. risulta essere un intervento atteso dalle comunità locali per migliorare l'attuale viabilità ma soprattutto per eliminare i problemi di sicurezza che attualmente sussistono nell'incrocio fra le due strade citate;
- CONSIDERATO CHE la realizzazione di tale rotatoria era stata già progettata e in parte finanziata dalla Regione Veneto nel 2008 con DGR 3718/2008, e che il relativo finanziamento, alla scadenza dei termini previsti per la realizzazione dell'opera, in mancanza del cofinanziamento di ANAS S.p.A. è stato successivamente economizzato nel bilancio regionale;
- ATTESO CHE è riconosciuta l'importanza dell'opera per risolvere un punto ad elevata pericolosità della rete stradale regionale
Impegna la Giunta regionale
a sollecitare ANAS e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a finanziare la realizzazione di tale intervento in attuazione del contratto di programma intercorrente fra le parti".
Collega Venturini, prego.

Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)

Si tratta di una rotatoria in località Due Carrare, una rotatoria che dovrebbe essere realizzata tra la SP 17 e la SS 16. In realtà, è già stata progettata dalla Regione Veneto e in parte anche finanziata nel 2008, sennonché la Regione Veneto ha economizzato il contributo che aveva versato perché mancava il cofinanziamento di ANAS. Quindi, quello che si chiede è che ci sia un impegno da parte della Giunta per sollecitare ANAS e il Ministero competente affinché intervenga in attuazione del contratto di programma intercorrente.

PRESIDENTE

Assessora De Berti, prego.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Il parere è favorevole. Chiedo solo la modifica dell'ultima parte: togliere "in attuazione del contratto di programma intercorrente". Può anche rimanere, è lo stesso.
Scusate, mi correggo. Parere favorevole. Rimane così.

PRESIDENTE

Votiamo.
Collega Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Presidente, ero in nota dall'inizio. Mi dispiace che sia stato ritirato l'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Visti tutti i ritiri, non penso che...

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

No.

PRESIDENTE

Non era per limitare il suo dibattito.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Colgo l'occasione.

PRESIDENTE

Prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Sentivo parlare di sostegno ai Colli. Volevo ricordare che Chioggia è candidata a Capitale della cultura. Quindi, se arriva un sostegno...

PRESIDENTE

Penso che con la rotatoria a Due Carrare...
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Abbiamo le dune a Brondolo!

PRESIDENTE

Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Mi ero prenotato per l'ordine del giorno n. C031 sulla caccia, ma ho visto che è stato ritirato.
Meglio così.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'ordine del giorno n. C0135.
Avete ascoltato prima l'Assessore dire qualcosa. Le colline di Chioggia, dopo. La fantasia del collega Montanariello arriva ad alti livelli.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ordine del giorno n. C0136 della consigliera Venturini. Ritirato.
Ordine del giorno n. C0137. Ritirato.

ODG n. C143

Ordine del giorno presentato dal consigliere Finco relativo a "La Giunta sostenga il progetto MELKEN a tutela degli animali d'allevamento" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 148/2021)

"Il Consiglio Regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- la presenza del lupo nel territorio regionale ha avuto inizio nel corso del 2012 e nel corso degli anni ha portato a fenomeni predatori sempre più significativi nelle aree della Lessinia, Bellunese, Pedemontana e dell'Altopiano di Asiago;
- i dati relativi al progetto di gestione proattiva forniti nell'allegato A al Decreto della Direzione Agroambiente, programmazione e gestione ittica e faunistico-venatoria del 12 marzo 2021 n. 53 per l'anno 2020 non sono confortanti ed evidenziano un consistente aumento dei casi con 290 eventi predatori accertati e 813 capi uccisi, di cui 478 ovi-caprini, 118 bovini, 55 asini, a fronte dei quali sono stati erogati circa 290.000 euro di contributi a titolo di indennizzo;
CONSIDERATO CHE:
- La Regione Veneto durante un incontro tenutosi il 21 giugno 2021 alla presenza dell'Assessore Corazzari e dell'ex Direttore dell'Area Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria, Dott. Fregolent, presso l'Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni ha presentato un nuovo progetto denominato "MELKEN", ad oggi non ancora autorizzato né finanziato. Tale progetto prevede principalmente la tutela e la protezione, soprattutto durante le ore notturne, del patrimonio zootecnico bovino alpeggiato di età non superiore ai 15-18 mesi, ovvero quella fascia di bestiame soggetta in percentuale preponderante (circa il 70%) alla predazione, mediante la predisposizione di recinzioni elettrificate a tutela dalle aggressioni notturne, garantendo, al contempo, il rispetto delle tecniche tradizionali di gestione del pascolo e di lavorazione del latte. Siffatto progetto garantirebbe inoltre la collaborazione con l'Università degli Studi di Padova per una ricerca scientifica che preveda l'analisi e lo studio del comportamento della mandria e del relativo pascolo su prato.
Tutto ciò premesso, il Consiglio Regionale
Impegna la Giunta regionale
ad adottare idonei provvedimenti al fine di autorizzare e finanziarie il progetto MELKEN il quale ha come obiettivo una tutela diretta, immediata ed efficace degli animali predati".
Prego, collega Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta per Salvini Premier)

Lo illustro brevemente.
Siccome l'assessore Corazzari quest'estate era salito in Altopiano, presentando un progetto interessante assieme all'Università di Padova, che riguarda una sperimentazione da fare in cinque malghe del nostro Veneto per mettere in sicurezza soprattutto i giovani capi di bovini, quello che si chiede è che la Giunta finanzi questo tipo di progetto e lo renda attivo nella prossima stagione monticatoria in quanto potrebbe rappresentare una soluzione ai problemi legati alla presenza del lupo sul nostro territorio regionale.

PRESIDENTE

Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Vorrei soltanto ricordare che nella scorsa legislatura proponevo, insieme ad altri colleghi, a quest'Aula, con il voto contrario e il parere negativo dell'Assessore, all'epoca Assessore all'Agricoltura, un'iniziativa di sperimentazione all'interno delle malghe, tipicizzata a seconda dei territori, dalla Lessinia fino al bellunese, dato che le conformazioni sono decisamente diverse l'una dall'altra, in modo tale da applicare in maniera evidentemente concreta e scientificamente comprovata i sistemi di prevenzione degli attacchi dei carnivori ai capi d'allevamento. Vorrei ricordare che questa era la strategia messa in atto, cioè non percorrere queste sperimentazioni scientifiche e andare verso la pubblicizzazione massiva all'interno dei media dell'abbattimento del lupo punto e basta, anche perché il materiale consegnato all'epoca era costituito semplicemente da reti di contenimento del bestiame che sono ben diverse dalle reti di protezione e dai sistemi di protezione messi in atto anche negli altri Stati, non soltanto in alcune Regioni italiane.
Da questo punto di vista, l'obiettivo di andare ad attuare questo tipo di iniziative ci vede sicuramente favorevoli, a partire dal fatto che questo è l'abicì tramite cui poi dopo implementare gli altri servizi e l'altra assistenza per gli allevatori, magari anche quei progetti promessi all'epoca di garanzie di sentinelle, di supporto per quanto riguarda proprio il lavoro fisico di controllo e di perimetrazione delle aree recintate. Detto questo, speriamo che questi progetti possano moltiplicarsi in maniera scientificamente comprovata, senza per forza svendere al pubblico soluzioni che sono evidentemente in contrasto con la normativa europea, che evidentemente si deve andare a rispettare.

PRESIDENTE

Collega Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
È sempre positivo vedere un ordine del giorno che, per affrontare la questione delle predazioni dei grandi carnivori, in questo caso il lupo, si affida alla scienza: in questo caso si affida all'Università di Padova per attuare tutte quelle misure di prevenzione.
È quello che si doveva fare sin dall'inizio, sin dalle prime avvisaglie dell'arrivo dei lupi nella nostra Regione, ovvero fare prevenzione in modo tale che i nostri allevatori non dovessero subire queste logiche predazioni vista la presenza di questo grande carnivoro.
Arriva questa proposta nel 2021, tardiva, ma sicuramente utile. Peccato non essere partiti prima. Ricordo il collega Finco, quando io facevo gli interventi e con altri colleghi proponevamo degli ordini del giorno che criticavano l'avvio della legge per l'abbattimento del lupo, farmi anche il verso del lupo, del cane o del gatto. Io lo ricordo, questo. Ben venga il fatto che col tempo evidentemente si è capito che le doppiette non servono, servono in questo caso di più i tecnici e l'università.

PRESIDENTE

Assessore Corazzari, prego.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi. Metto in votazione l'ODG n. C0143.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C144

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Speranzon, Villanova, Michieletto, Bet, Bisaglia, Boron, Brescacin, Cavinato, Centenaro, Cestaro, Gerolimetto, Giacomin, Maino, Rizzotto, Sandonà, Scatto, Sponda, Vianello, Zecchinato, Pan, Rigo, Andreoli, Cecchetto, Cestari, Ciambetti, Corsi, Dolfin, Favero, Finco, Gianpiero Possamai, Puppato, Polato, Formaggio, Razzolini, Soranzo, Venturini, Bozza, Baldin, Piccinini, Giacomo Possamai, Camani, Bigon, Montanariello, Zanoni, Ostanel, Guarda, Valdegamberi, Barbisan e Lorenzoni relativo a "La Giunta regionale si attivi presso il Governo affinché venga garantita la tutela dei lavoratori dello stabilimento Speedline di Santa Maria di Sala (Venezia) che fa capo alla multinazionale svizzera Ronal Group" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 149/2021)

"Il Consiglio Regionale del Veneto
Premesso che:
in data 6 dicembre i vertici dell'azienda hanno dato notizia che i piani della multinazionale prevedono di chiudere lo stabilimento di Santa Maria di Sala entro il 2022 per delocalizzare la produzione in Polonia;
l'azienda impiega circa 600 lavoratori ai quali non è stato comunicato nulla nei mesi precedenti e che si trovano in poco tempo senza una prospettiva lavorativa;
Rilevato che:
a seguito della decisione è in bilico la stabilità di centinaia di famiglie che per anni hanno potuto contare sul rapporto di trasparenza tra azienda e lavoratori;
è del tutto inaccettabile che l'azienda abbia comunicato mezzo stampa da un giorno all'altro le sue intenzioni senza prendere in considerazione i canali che devono essere usati in simili situazioni per lo più motivando la scelta dettata dagli alti costi di produzione senza però comprendere il fattore sociale derivante dalle possibili conseguenze della decisione;
l'azienda non ha valutato né preso in considerazioni nessuno degli strumenti di tutela dei lavoratori previsti dalla Regione o dal Governo, facendo venire a meno il ruolo centrale che le istituzioni possono avere per trovare una soluzione a questa crisi lampo che rischia di diventare definitiva;
l'azienda lascia comprendere che forse a ridosso della fine dell'anno mette in atto un progetto previsto da tempo al solo scopo di perfezionamento del bilancio annuale;
non è stato seguito nessun iter procedurale per l'apertura delle vertenze in crisi, nonostante le parti sociali e lavoratori dovrebbero considerati parte integrante dell'azienda in ottica della gestione d'impresa.
Impegna la Giunta
a farsi parte attiva nel processo di mediazione nella risoluzione della crisi in modo immediato e che vengano fatti tutti i controlli del caso per verificare se siano stati seguiti gli iter previsti per simili scenari inoltre si chiede di intervenire presso il Governo affinché venga sviluppato un progetto pluriennale per la tutela e lo sviluppo del comparto automotive così da evitare gravi precedenti, di studiare un dispositivo che obblighi le multinazionali, che intendono fare impresa in Italia, a redigere un piano di sviluppo che le leghi al nostro territorio nei loro piani futuri".
Collega Speranzon, prego.

Raffaele SPERANZON (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

C'è anche qualche piccola modifica rispetto al testo presentato. Comunque, leggo velocemente l'ordine del giorno: "Premesso che in data 6 dicembre i vertici dell'azienda Speedline hanno dato notizia che i piani della multinazionale prevedono di chiudere lo stabilimento di Santa Maria di Sala entro il 2022 per delocalizzare la produzione in Polonia; premesso che l'azienda impiega circa 600 lavoratori, ai quali non è stato comunicato nulla nei mesi precedenti e che si trovano in poco tempo senza una prospettiva lavorativa; rilevato che, a seguito della decisione, è in bilico la stabilità di centinaia di famiglie che, per anni, hanno potuto contare sul rapporto di trasparenza tra azienda e lavoratori; rilevato che è del tutto inaccettabile che l'azienda abbia comunicato a mezzo stampa e da un giorno all'altro tali intenzioni, senza prendere in considerazione i canali che devono essere usati in simili situazioni, motivando la scelta sulla base degli alti costi di produzione e senza considerare il fattore sociale derivante dalle possibili conseguenze della decisione.
Considerato che l'azienda non ha coinvolto le parti sociali e nessuna Istituzione nella discussione del progetto che prevede la delocalizzazione, né tantomeno ha valutato la ricaduta di tale scelta su tutto l'indotto, che coinvolge aziende terze che sono parte integrante della catena di produzione, mettendo così in luce l'assenza di rispetto nei confronti dell'ordinamento giuridico in materia di diritto del lavoro.
Considerato che l'azienda non ha valutato, né preso in considerazione nessuno degli strumenti di tutela dei lavoratori previsti dalla Regione o dal Governo, facendo venir meno il ruolo centrale che le Istituzioni possono avere per trovare una soluzione a questa crisi-lampo che rischia di diventare definitiva.
Considerato che l'azienda sembra così mettere in atto, a ridosso della fine dell'anno, un progetto probabilmente, anzi, sicuramente previsto da tempo, al solo scopo del perfezionamento del bilancio annuale.
Considerato che non è stato seguito nessun iter procedurale per l'apertura delle vertenze di crisi, nonostante le parti sociali e i lavoratori dovrebbero essere considerati parte integrante dell'azienda, in ottica della gestione di impresa;
impegna la Giunta a farsi parte attiva nel processo di mediazione, nella risoluzione della crisi in modo immediato, affinché vengano fatti tutti i controlli del caso per verificare se siano stati seguiti gli iter previsti per simili scenari;
impegna la Giunta, altresì, ad intervenire presso il Governo perché venga sviluppato un progetto pluriennale per la tutela e per lo sviluppo del comparto automotive, così da evitare gravi precedenti, sulla base di un dispositivo che obblighi le multinazionali che intendono fare impresa in Italia a redigere un piano di sviluppo che le leghi al nostro territorio nei loro piani futuri.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
La parola al collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
È molto grave quello che sta succedendo ai lavoratori di questa azienda, perché non è né la prima, purtroppo, Assessore, e neanche l'ultima, ci auguriamo che sia l'ultima, anche se la realtà ci porta a considerare che forse non sarà così.
Credo che ci sia un buon gioco di squadra nel tentare di affrontare questa vicenda in modo unitario, tra le varie Istituzioni. Tra l'altro, è prevista la manifestazione il 19 e mi dicevano ieri che fortunatamente l'incontro è stato anticipato dal 19 al 17: hanno anticipato l'incontro al Ministero prima della manifestazione.
Credo sia positivo, anche per dare un segnale di interessamento, non perché non ci sia, ma perché diventa importante trovarsi prima della manifestazione, anche perché ci sono centinaia di famiglie, come diceva il collega nell'ordine del giorno, che dalla sera alla mattina hanno visto questo fulmine a ciel sereno. C'è un interesse della Regione, c'è anche un interesse anche a livello romano. Credo che questa sia l'occasione per cominciare davvero a lavorare con leggi serie contro questo tipo di delocalizzazione. A me dispiace che a qualcuno di Confindustria non comodi, dispiace anche che a qualcuno di destra non comodi, però io credo che, se questa è la delocalizzazione è una cosa sbagliata, perché ci può essere una delocalizzazione che va nell'ottica di uno sviluppo, di un'occupazione di un segmento di mercato; ci può essere una delocalizzazione anche fatta con ingegno espansionistico nelle mire di un'azienda, ma questa è una delocalizzazione al ribasso, questi arrivano, prendono tutto ciò che si può prendere di buono di un territorio e dopo vanno via.
Io sarei, anche se è difficile, perché i contesti sociali sono diversi, per un salario e un contratto nazionale collettivo di lavoro europeo. Vediamo dopo che vantaggio hanno ad andare a delocalizzare all'estero nel nome del profitto.
Io sarei per dire che in Europa, ovviamente, in base a quelli che sono i contratti, i livelli, le anzianità, dovrebbero guadagnare tutti uguale. Quando l'Europa deciderà che la battaglia, quella vera, di civiltà sarà che i lavoratori costano uguali in tutta Europa, le tasse sul lavoratore sono uguali in tutta Europa e lo stipendio è uguale in tutta Europa credo che sarà un segno vero di civiltà da parte della Comunità europea che eliminerà questa delocalizzazione in nome del profitto, in nome degli interessi di pochi, che in qualche modo dopo cade sui nostri territori.
Assessore, per questa gente noi ci auguriamo che tutto si risolva, ma se non si dovesse risolvere qualche risposta queste persone verranno a chiederla. Non possiamo lasciarle in mezzo alla strada così. La Regione farà quello che può, lo Stato farà quello che può, ma sono, alla fine, problemi che ricadono su di noi, sull'Italia.
Su questo ci sono poche parole da dire. Cosa possiamo dire di fronte a una situazione del genere? Se avessimo la bacchetta magica proibiremmo... Leggevo sul giornale che non si sono presentati neanche i titolari. Pensate il senso di rispetto che ha questa gente nei nostri confronti: non si presentano neanche i titolari. Qualche anno fa, di fronte a una situazione del genere, li avrebbero presi a calci, sa dove, degli imprenditori che si comportano così?
Detto questo, la vicenda è spinosa, le Istituzioni sono sul pezzo. Ripeto, mi giungevano notizie ieri che è stato anche anticipato l'incontro prima della manifestazione. Bene, però è una situazione davvero drammatica. Provate a pensare a quei poveri padri di famiglia che a pochi giorni dal Natale perdono il lavoro che Natale passeranno a casa con le loro famiglie. Provate a pensare a questi padri di famiglia quando arrivano a casa, trovano la letterina del figlio sotto l'albero e pensano che non avranno più il lavoro dal giorno dopo.
Queste sono le cose che ci devono far riflettere, purtroppo, anche su quel pezzo di Veneto che, ahimè, soffre, perché c'è anche un pezzo di Veneto, e l'abbiamo detto tutto il giorno, che ha delle difficoltà, quelle che abbiamo elencato tutti oggi, probabilmente sottovalutati nel dibattito politico, non riapro adesso il dibattito politico, però, purtroppo ci sono anche queste vicende.

PRESIDENTE

Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Ringrazio anche i colleghi Speranzon ed altri, so che ci sono altre mozioni in questo senso, per aver portato all'interno della discussione di questo Consiglio regionale una questione seria, che riguarda profondamente ciò che sta accadendo in questa Regione e in questo Paese. Un'azienda storica, in questo caso, la Speedline che dalla sera alla mattina decide di delocalizzare e di lasciare a casa oltre 600 dipendenti. È chiaro che questo è un atteggiamento che non possiamo accettare e rispetto al quale tutte le parti devono stare unite al fianco della Regione a difendere i lavoratori e a prefigurare, se è possibile, una via di uscita che consenta a questa impresa di continuare ad operare in Italia e nel Veneto e a garantire il posto di lavoro a 600 lavoratori.
È necessario un intervento urgente del Governo per la salvaguardia dei posti di lavoro e anche per offrire a chi poi sul territorio si misura con gli impatti occupazionali e sociali che queste decisioni di multinazionali scaricano sui territori, doversi confrontare su ciò che accade.
Il tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico è fondamentale per provare a vedere se ci sono le condizioni per costruire un progetto di piano industriale che faccia rivedere la decisione all'azienda, che in questo momento, però, sembra irreversibile e che è tutta sostenuta sulla base di opportunità economiche della delocalizzazione e non su ciò che è la professionalità dei lavoratori dei nostri territori.
Io credo che questa decisione di provare a risolvere quanto prima confermi quanto ci sia da lavorare in ambito del lavoro, dei diritti dei lavoratori e della capacità che le Istituzioni hanno di incidere sui processi e sui percorsi industriali.
Mi verrebbe da dire che è necessario e urgente non soltanto un intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare questa specifica situazione, ma che sarebbe auspicabile un intervento legislativo contro le delocalizzazioni selvagge come queste.
Per tutte queste ragioni, nella convinzione che le imprese che operano in questa nazione, in questo Stato, abbiano anche una responsabilità sociale rispetto ai territori, sosteniamo la mozione del collega Speranzon e tutte quelle che andranno nell'ordine di costruire condizioni migliori per le nostre imprese e per i nostri lavoratori, sapendo che la Regione non farà mancare, a quel tavolo di crisi, il necessario supporto.

PRESIDENTE

Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Velocemente, per ringraziare per questo ordine del giorno, ma anche chi ne ha presentati di successivi sullo stesso tema, che voterò favorevolmente e con convinzione.
Il dispositivo ha dentro tutto. Una cosa che mi sento però di aggiungere è anche la necessità di vedere se Veneto Sviluppo, non per questo caso specifico, ma in generale, possa avere un ruolo diverso anche in futuro, perché ci troveremo di fronte a moltissime crisi di questo tipo, dove tra l'altro, come nel caso di Speedline, abbiamo di fronte una controparte che non viene nemmeno ai tavoli e che fa fatica, anzi, che non parla nemmeno con i propri dipendenti.
È quindi una questione che va oltre l'immaginabile o quello che avremmo potuto vedere fino a qualche anno fa rispetto alla tutela del lavoro.
Oltre a chiedere un impegno del Governo, occorre capire: siccome è una mozione che avevo presentato un po' di tempo fa, che secondo me, anche nella discussione veloce del Consiglio, perché era tardi, non avevamo avuto modo di discutere abbastanza in profondità, bisogna vedere se Veneto Sviluppo in futuro, in questa legislatura, possa prevedere al suo interno la possibilità di intervenire in alcune crisi aziendali, come fa ad esempio la Regione Piemonte, pensando che questo sarà un tema sempre più caldo nella nostra Regione.

PRESIDENTE

Collega Pan, prego.

Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)

Grazie, Presidente.
Brevemente faccio solo un commento su questa vicenda. Sono d'accordo, purtroppo, e ringrazio il collega Speranzon di averla posta per le 600 famiglie, i 600 dipendenti. Ricordo che questa è una multinazionale - è uscito Montanariello - ma di datori di lavoro nelle multinazionali ce ne sono pochi; sono soprattutto azioni, c'è il famoso CEO (che non è il puteo piccolo, come si dice in Veneto), praticamente è il direttore generale che decide dove delocalizzare la cosa.
Caro amico Montanariello, le ricordo che il CEO si sveglia la mattina e fa due conti. Vede che magari questa non è che viene delocalizzata in Bangladesh, Cina, Pakistan o non so dove, il peggio Paese del mondo, ma in Polonia, che è in Europa. Come mai in Polonia? Se andate a vedere la Polonia, la Polonia, anche per quanto riguarda tante vicende economiche che ci legano alle nostre produzioni, anche tipiche, all'agricoltura, eccetera, era il nostro primo concorrente, primo concorrente in agricoltura, in produzione frutticoltura, orticultura eccetera eccetera, latte, carne, formaggi eccetera eccetera. Perché? Perché, guarda caso, è entrata in Europa mantenendo la propria moneta. C'era qualcuno del vostro Partito, un tal Prodi che mi ricordo tempo fa che diceva: "Entreremo nell'euro". Tra l'altro, ci ha preso, ci ha fregato anche 100.000 lire dello stipendio, però non mi ricordo bene. Avevamo tutti, come (inc.), dato 100.000 lire per entrare in questa Europa. "Lavoreremo tutti meno e saremo più ricchi". Questo è il risultato: Paesi come la Croazia, come la Polonia, entrano e sono entrati in Europa, la Polonia nel 2002, lo ricordo benissimo, ero in Polonia anch'io in quel periodo, non c'era niente in Polonia. Andate adesso in Polonia e vedete il tasso di crescita, perché ha mantenuto una propria moneta pur entrando in Europa, svalutata rispetto all'euro, con un costo della manodopera più basso, con un costo dell'energia metà rispetto a noi, con le tasse al 20% e quindi fate i vostri conti.
Dispiace naturalmente perdere un'azienda come questa, ma come tante delle multinazionali in questo Paese che arrivano qui, prendono i contributi statali, spesso in aree disagiate, abbiamo degli esempi nel bellunese, nella Bassa, eccetera eccetera e poi arrivederci e buona notte. Penso che sarebbe ora di rivedere anche le regole in questa Europa. Qualcuno diceva: "È amica", ma io la vedo molto spesso matrigna.

PRESIDENTE

Collega Scatto, prego.

Francesca SCATTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Il caso Speedline non è purtroppo l'unico che è accaduto nel paese in cui io vivo, che è Santa Maria di Sala. Abbiamo avuto anche il caso Pirotto. Quindi, vale la pena di ricordare che probabilmente, anzi, sicuramente, è il caso che il legislatore velocizzi la normativa.
Mi risulta che in agosto o, comunque, in estate era in discussione un decreto-legge che dettava delle regole sulla delocalizzazione, in maniera tale che i lavoratori non si trovassero dalla sera alla mattina, come stiamo vedendo ora, praticamente con il rischio di rimanere senza lavoro. Una normativa che preveda anche un vero e proprio piano industriale e che non possa veramente accadere più che un Amministratore delegato o che, comunque, la proprietà non partecipi al tavolo di crisi, usando anche, direi da un punto di vista proprio umano, una sfrontatezza nei confronti delle famiglie e anche nei confronti delle Istituzioni.
Annuncio, quindi, la presentazione di una mozione per impegnare il Governo per velocizzare l'attuazione di questa normativa in materia di delocalizzazione delle aziende.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Se avrà piacere di condividerla, collega Scatto, sarà sicuramente anche interessante da parte nostra e delle minoranze poter valutare e sostenere questo impegno.
Ovviamente parallelamente prendo parola adesso perché poco più avanti nella discussione voteremo un ordine del giorno sempre su questo aspetto, sempre su questa storia drammatica, condiviso e sottoscritto da componenti sia di minoranza che di maggioranza, che ringrazio per averlo condiviso.
Dal punto di vista pratico, io credo che sia stato un piccolo passaggio già fatto all'interno di questo bilancio nella discussione del Documento di economia e finanza che probabilmente ci aprirà per il prossimo anno un obiettivo importante, cioè quello di lavorare su una misura anche regionale proprio per contrastare il fenomeno della delocalizzazione selvaggia, così come definito durante la discussione del Documento di economia e finanza proprio dall'assessora Donazzan.
Alla luce di questo, credo che il messaggio debba essere unito, quindi il voto sarà naturalmente favorevole a questa mozione, e debba fungere anche da monito per quanto riguarda le altre condizioni critiche che ci sono in Veneto e che si presentano essenzialmente con una veste molto simile, se non uguale.
Che questa discussione sia di buon auspicio per iniziative non soltanto da un punto di vista nazionale, ma anche da un punto di vista regionale, per aiutare a far comprendere che questo territorio non è un supermarket di conoscenza e di capacità.

PRESIDENTE

Collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Chiedo al presentatore Speranzon se si può sottoscrivere l'impegno. Anch'io sono del parere che serva il prima possibile un intervento legislativo. Più che a livello nazionale, credo servano regole comuni in Europa, perché come diceva il consigliere capogruppo Pan, si tratta di un altro Paese europeo, dove viene ritenuto più conveniente andare a produrre.
Credo quindi che ci ancora ben poco tempo ancora davanti, perché ormai questi atteggiamenti li vediamo all'ordine del giorno ed è necessario intervenire prima possibile, con assoluta urgenza. Chiedo quindi anche io la sottoscrizione di questo ordine del giorno, sperando che per la situazione si riesca a trovare una soluzione, anche se è difficile.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Assessora Donazzan, prego.

Ass.ra Elena DONAZZAN

Grazie, Presidente.
Speedline ha raccolto diverse attenzioni rispetto a degli ordini del giorno, per cui, la prima cosa che chiedo all'Aula e al Presidente è di poter addivenire ad un unico ordine del giorno: il collega Speranzon, primo firmatario del n. C0144, Scatto e poi tutto il Gruppo di Fratelli d'Italia; Venturini, con il n. C0150, il Gruppo di Forza Italia, la collega Guarda con il n. C0152; poi si sono susseguite in questo primo confronto anche delle richieste di sottoscrizione – cito Pan e altri, anche il Partito Democratico –: credo che sia un atto di grande forza quindi quello di scrivere un unico ordine del giorno.
Avendoli letti tutti, credo che vi siano passaggi interessanti e vincolanti in ciascuno. Mi permetto di aggiungere alcune cose, molto brevemente. La prima: ogni crisi e ogni tavolo di crisi ha una propria storia, però vi è certamente qualche cosa che sottende ad un problema che sta diventando e diventerà nel 2022 decisamente difficile da gestire, ovvero la scelta unilaterale spesso, perché non abbiamo strumenti diversi, di multinazionali che decideranno di non ritenere sufficientemente competitivo per loro il nostro territorio. Non sto parlando del Veneto, ma parlo dell'Italia, perché ancora qui si ritiene che il capitale umano è quel valore di capacità e qualità del lavoro, sia un elemento che trattiene. Guardate che quando le materie prime raggiungono, quando parliamo di alluminio, dieci volte tanto, l'acciaio cinque volte tanto. I costi energetici arrivano al 40% in più. La giustificazione per alcune di queste multinazionali è facile. Noi abbiamo certamente la necessità di trovare soluzioni diverse. È già stato detto da quest'Aula: è assolutamente impellente che l'Italia si doti di una normativa, che in un dibattito, collega Scatto, che ci ha visto un po' assistere ad agosto, era più ideologico che vero, che nelle cose. Forse noi, che invece qui gestiamo crisi da tanto tempo e abbiamo maturato anche delle modalità di azione, oggi abbiamo la reputazione e la forza, come Veneto, di dire qualche cosa in più.
Ecco perché io e il collega Marcato stiamo ragionando da qualche mese su cosa fare e come mettere a punto strumenti che trattengano, che aiutino a difendere le nostre imprese e che, nel contempo, rendano attrattivo il nostro territorio.
Vengo alla seconda informazione che vi do. Il 9 dicembre abbiamo convocato, immediatamente dopo che c'è stata una evidente attenzione a mezzo stampa, perché, come avete sottolineato negli ordini del giorno, e il collega Speranzon lo ha sottolineato rileggendo il proprio ordine del giorno, questa è un'azienda che ha avuto tale poco rispetto da arrivare ad una dichiarazione, peraltro trapelata, nemmeno affermata, di chiusura a mezzo stampa. Quando li abbiamo convocati qualche giorno dopo non hanno nemmeno avuto il rispetto di venire con i massimi vertici. Io ho ritenuto che quella riunione avesse la durata di neanche dieci minuti: vista e registrata la loro mancanza di rispetto e il fatto che avessero mandato a rappresentare la Speedline la responsabile delle risorse umane, sostanzialmente a dire: "Noi abbiamo deciso di chiudere e quindi c'è solo un problema, quello dei lavoratori e questo problema si risolve in Italia con le casse integrazioni, cioè pagati dalla collettività", ho ritenuto inaccettabile la prosecuzione di quella riunione e ho chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di convocarli, perché, se non hanno rispetto della Regione, devono averlo dell'Italia, dello Stato italiano e del Governo.
La riunione era stata calendarizzata più avanti, ma grazie a un intervento diretto del Presidente Zaia, il ministro Giorgetti ha voluto anticipare la riunione, perché io credo che questa riunione debba sentire anche l'importanza e debba vedere il rispetto da parte soprattutto di quell'azienda tale per cui all'indomani, quando ci sarà una piazza... e guardate che io non chiamo la piazza, non mi piace quando non si risolvono le questioni nei tavoli, che sono quelli delle procedure, che sono quelli dei tavoli istituzionali, che sono quello del rispetto delle parti, che sono quelli del rispetto delle rappresentanze e dei corpi intermedi. Quando si va oltre il rischio è sempre troppo alto.
Mi auguro e spero che da quest'Aula e da domani ci siano i messaggi di quest'Aula, cioè dell'intero Parlamento del Veneto. Il nostro Consiglio regionale deve uscire con una posizione molto forte, molto chiara e molto unitaria, perché arriva a una multinazionale, quando è molto sensibile alla stampa, quando è molto sensibile alla propria reputazione, quando scrive, come peraltro è scritto in un altro ordine del giorno, credo quello della collega Venturini, che hanno scritto nei propri siti e, quindi, nelle proprie carte etiche – quante volte le multinazionali ci raccontano... – che sottoscrivono patti, anche se poi vengono completamente disattesi nelle loro azioni.
La riunione che si terrà venerdì 17 al Ministero dello sviluppo economico, che mi vedrà e ci vedrà partecipi, vorrà pretendere che vi sia un'immediata dichiarazione ufficiale dell'azienda affinché receda dalla propria intenzione di chiudere. Perché, prima di chiudere, le modalità di gestione delle crisi e i percorsi delle procedure dicono tutt'altro, dicono che devi fare diverse altre cose, prima di tutto sederti ai tavoli istituzionali.
Per cui, credo che ci sia la necessità di una legge nazionale, e mi fa piacere che la Presidente della Sesta Commissione voglia portare il tema all'attenzione della Commissione, con colleghi che sono sempre molto attenti quando si tratta di tavoli di crisi. Credo che la questione riguardi in particolare uno dei settori più preziosi, di maggiore valore del Veneto, che è quello dell'automotive. Credo, come è stato scritto dai diversi estensori, che ci sia la necessità di una compattezza.
Oggi è Speedline, un'azienda simbolo, che ha che fare con grandi aziende importanti, Lamborghini, Ferrari, aziende che hanno nella loro carta etica il fatto che rispettano il lavoro, che c'è la dignità delle persone, che si cercano filiere certificate. Certamente, sullo sfondo c'è anche la concorrenza sleale di un territorio europeo che, guardate, oggi è la Polonia, l'altro ieri era l'Ungheria, l'altro ieri ancora era qualche altro Stato minore, anche vicino di casa, come la Slovenia, dove si ritiene che sia più facile, più – usano questo termine – sostenibile, ma di sostenibilità non c'è quasi nulla, se non quella finanziaria.
È il caso, allora, che al di là del dibattito ideologico, che può prendere il furore quando ti trovi di fronte ad un'azienda importante, e di solito in Italia noi reagiamo solo quando vi sono grandi nomi che si scatenano, per cui alle volte in Veneto dicono: tanto voi vi arrangiate, voi siete in grado di gestire i lavoratori in esubero, voi siete in grado di gestire e di riassorbire con il vostro tessuto. Ebbene, non è accettabile.
Non è solo un problema di lavoratori. Come viene scritto, è un problema di capacità di sostenere il nostro modello di sviluppo, che è fatto di ricchezza imprenditoriale. Non esiste posto di lavoro se non c'è un'impresa, e non si fa impresa per decreto, neanche quando devi imporre a qualcuno di non lasciare il tuo terreno.
Credo che questa Regione abbia molto da dire, e credo che ai tavoli nazionali ci debbano e ci possano ascoltare. Quello che abbiamo realizzato con Ideal Standard, io vorrei che fosse realizzato anche con Speedline. Speedline vuole andarsene? Ci lascia tutto, ci deve lasciare tutto, quello che ha trovato e con qualcosa in più, perché non può decidere di chiudere unilateralmente un'azienda.

PRESIDENTE

Riprendendo l'inizio della proposta dell'assessora Donazzan, abbiamo l'ordine del giorno n. C0144, il n. C0150 della collega Venturini e il n. C0152 della collega Guarda ed altri. O facciamo una discussione unica e tre votazioni in consecuzione separate o riscriverne uno unico adesso non so se sia possibile.
Chiedo ai proponenti cosa intendono fare. La cosa più rapida è fare tre votazioni separate. Chi vuole intervenire sul tema, interviene. Poi facciamo le tre votazioni separate del n. C0144, del n. C0150 e del n. C0152.

ODG n. C150

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Venturini, Bozza, Villanova, Michieletto, Bet, Bisaglia, Boron, Brescacin, Cavinato, Centenaro, Cestaro, Gerolimetto, Giacomin, Maino, Rizzotto, Sandonà, Scatto, Sponda, Vianello, Zecchinato, Pan, Rigo, Andreoli, Cecchetto, Cestari, Ciambetti, Corsi, Dolfin, Favero, Finco, Gianpiero Possamai, Puppato, Speranzon, Polato, Formaggio, Razzolini, Soranzo, Baldin, Piccinini, Giacomo Possamai, Camani, Bigon, Montanariello, Zanoni, Ostanel, Guarda, Valdegamberi, Barbisan e Lorenzoni relativo a "La Regione Veneto si impegni ad ogni livello per scongiurare la chiusura dello stabilimento Speedline a Santa Maria di Sala (VE) e ad adottare ogni iniziativa a sostegno dei lavoratori" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 150/2021)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE La ditta Speedline insediata nello stabilimento di S. Maria di Sala opera nel settore dell'equipaggiamento sportivo di automobili e nella produzione di cerchioni, vantando fra la propria clientela marchi di elevatissimo prestigio quali Ferrari, Maserati, Lamborghini, Porsche etc.;
PRESO ATTO che la proprietà Ronal Group, fondata nel 1969, ha annunciato la chiusura per il 2022 dello stabilimento in questione per asserite difficoltà economiche connesse alla diminuita produzione a causa delle contingenti difficoltà di mercato annunciando l'intenzione di trasferire la produzione specializzata in altro Paese dell'Unione;
RILEVATO CHE il tessuto economico e produttivo del territorio interessato ha già sofferto nel recente passato di altre chiusure di attività imprenditoriali (grandi magazzini TOM) e che è necessario evitare ulteriori conseguenze negative che minerebbero la stabilità economia e sociale dell'area; si consideri che nello stabilimento di S. Maria di Sala lavorano oltre 600 dipendenti, che altri 200 sono impegnati nelle attività affidate a ditte esterne, che vi è un indotto a ricaduta che metterebbe a rischio la sopravvivenza di altre ditte che hanno caratterizzato la loro attività sulle commesse di Speedline;
CONSIDERATO CHE l'Assessorato al lavoro della Regione veneto si è prontamente attivato nei confronti della Società e che al momento non viene riscontrata alcuna disponibilità ad un confronto costruttivo, come emerge chiaramente dalla constatazione che al Tavolo dell'Unità di crisi avviata dalla Regione Veneto la proprietà non si è presentata;
RITENUTO che sia indispensabile, in un contesto socio economico aggravato dalla persistente pandemia SARS-COV 2, ricercare comportamenti responsabili che tengano conto oltre che delle esigenze di mercato anche della tutela del lavoro secondo principi di solidarietà ponendo in rilievo il ruolo insostituibile dell'individuo nello sviluppo dell'impresa; ciò appare ancor più importante ove si consideri che il Gruppo nel proprio sito, alla voce "sostenibilità" enuncia solennemente di voler promuovere "una cultura aziendale in cui i collaboratori...sono valorizzati e possono sviluppare il proprio potenziale";
RILEVATO che la compagine sociale che detiene attualmente la quota di maggioranza del capitale, Ronal Group (RG) con sede ad Hrkingen, occupa complessivamente circa 7.550 dipendenti, con un fatturato di circa 1 miliardo di euro nel 2020 e 14 sedi produttive in tre continenti, e che la diminuita produzione con conseguente perdita di esercizio sembra da mettere in relazione alla crisi congiunturale anche causata dalle restrizioni operative imposte dall'epidemia SARS-COV 2 e soprattutto dalle svalutazioni delle partecipazioni detenute;
CONSIDERATO CHE la paventata chiusura della Speedline rientra nella più generale crisi del settore auto motive attualmente determinato anche dalla difficoltà di reperire materie prime e componentistica elettronica;
Tutto ciò premesso
impegna la Giunta regionale
1) a intervenire a ogni livello facendosi parte attiva verso il Ministero dello Sviluppo Economico per sostenere una auspicata mediazione per la risoluzione della crisi della Speedline di S. Maria di Sala (VE), invitando il Ronal Group a predispone un nuovo piano industriale;
2) ad attivarsi affinché venga salvaguardata la prosecuzione della produzione nello stabilimento Speedline di S.Maria di Sala;
3) a richiedere al Governo di attuare urgentemente politiche industriali utili a tutelare le aziende produttive italiane e di varare misure di contrasto alla delocalizzazione all'estero delle nostre aziende introducendo condizioni utili ad incentivare il permanere nel territorio delle nostre eccellenze industriali in una logica di mercato".

ODG n. C152
Ordine del giorno presentato dai consiglieri Guarda, Speranzon, Scatto, Baldin, Villanova, Michieletto, Bet, Bisaglia, Boron, Brescacin, Cavinato, Centenaro, Cestaro, Gerolimetto, Giacomin, Maino, Rizzotto, Sandonà, Sponda, Vianello, Zecchinato, Pan, Rigo, Andreoli, Cecchetto, Cestari, Ciambetti, Corsi, Dolfin, Favero, Finco, Gianpiero Possamai, Puppato, Polato, Formaggio, Razzolini, Soranzo, Venturini, Bozza, Piccinini, Giacomo Possamai, Camani, Bigon, Montanariello, Zanoni, Ostanel, Valdegamberi, Barbisan e Lorenzoni relativo a "Attivarsi immediatamente per impedire la delocalizzazione della Speedline di Santa Maria di Sala (VE)" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 151/2021)
"Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che:
- in sede Adozione della Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2022-2024 questo Consiglio regionale ha approvato, tra gli altri, l'emendamento a firma della Consigliera Guarda avente ad oggetto l'espresso inserimento alla Missione 14 "Sviluppo economico e competitività" del contrasto alla delocalizzazione selvaggia;
Appreso che:
- la multinazionale svizzera Ronal, proprietaria dello stabilimento Speedline di Santa Maria di Sala, ha reso noto il programma di delocalizzare la produzione in Polonia entro il 2022; per effetto di tale scelta, nell'immediato futuro saranno 600 lavoratori a rischiare di perdere il proprio posto di lavoro: 600 famiglie dei territori della città metropolitana di Venezia e delle province di Padova e Treviso che pagherebbero, per l'ennesima volta, le scelte puramente e selvaggiamente estrattive di un'altra multinazionale, con enormi ricadute in termini sociali ed economici;
Ritenuto che:
- occorre urgentemente intervenire per impedire l'annunciata delocalizzazione.
Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
Ad attivarsi con urgenza, a sostegno dei lavoratori e del tessuto economico-sociale del Veneto, al fine di scongiurare la annunciata delocalizzazione della Speedline di S. Maria di Sala".
Collega Speranzon, prego.

Raffaele SPERANZON (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Velocemente, Presidente, innanzitutto per rimarcare, così come ha fatto giustamente l'Assessore, l'unità che si è registrata all'interno di quest'Aula su un tema che non può dividere per forze politiche, per appartenenze, tantomeno per schieramenti, ma che necessariamente deve vedere a tutti i livelli, la Regione presente e partecipe.
Bene l'intervento di Zaia nei confronti del Governo, bene la disponibilità del ministro Giorgetti anche ad anticipare. Sottolineo che in questo momento l'Italia ha un Governo definito forte. La forza di questo Governo si definisce e si riconosce anche e soprattutto nella capacità che deve dimostrare di avere in situazioni come queste, perché se il Governo non è in grado di dimostrare in situazioni come queste la propria forza, la propria determinazione, la propria capacità, la propria credibilità a livello internazionale, allora capite che viene meno anche una considerazione che nella vulgata popolare in questi mesi ha fatto breccia, e cioè che oggi abbiamo un super Governo che ha una forza mai avuta nella storia repubblicana.
Credo che questi 600 lavoratori, per riprendere un po' anche le considerazioni di Montanariello, che si interrogano rispetto alle possibilità di passare un Natale sereno con la propria famiglia e di vivere nel 2022 un anno di soddisfazioni legate alla propria professionalità, al proprio lavoro, al bilancio che hanno contribuito a far crescere nel corso degli anni a un'azienda leader in un settore come quello dell'automotive e gioiello dal punto di vista della produzione, se noi vogliamo tutto questo, in questo momento, bisogna che ci sia alle spalle dei lavoratori, alle spalle anche dell'intera comunità del Veneto che quest'Aula rappresenta, un Governo capace e dimostrare autorevolezza, concretezza e capacità.

PRESIDENTE

Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Desidero condividere le parole dell'assessora Donazzan rispetto a quanto oggi ha espresso sul caso Speedline. Credo sia necessario esigere che non vi sia, in questo caso, non un green washing, ma un white washing, un'immagine quindi diversa, giusto per ripulire la facciata di un'impresa, di una filiera che è in connessione con questa realtà imprenditoriale per riuscire, quindi, a dare un messaggio pubblicitario, un messaggio d'immagine decisamente superiore rispetto a quella che invece è la realtà dei fatti e in questo caso per quanto riguarda non la materia ambientale, ma la questione dei diritti dei lavoratori e quindi, di conseguenza, il rispetto anche dei diritti umani e di garanzia della continuità lavorativa e il rispetto delle proprie condizioni.
In questa logica, ribadisco, credo che sarà molto importante poter andare a collaborare insieme anche rispetto alla progettualità annunciata in collaborazione fra i due Assessorati per la risposta ad un'efficiente azione della Regione, volta magari a cercare di legare il fattore finanziamento regionale alla permanenza dell'azienda e all'investimento dell'azienda, quindi ad un piano pluriennale capace di dare rassicurazioni e di dare garanzie rispetto al futuro.
Per questo motivo, ribadisco che anche da parte di Europa Verde si lancerà, a livello nazionale, l'urgente necessità di una discussione seria e coerente dei progetti in essere. Per quanto mi riguarda, la mozione presentata da parte mia è stata presentata chiedendo la sottoscrizione dei colleghi solo perché le altre erano già state consegnate.
Per il resto, per me, queste saranno tre votazioni distinte, ma in realtà sarà una unica. Di conseguenza, sentitevi ben supportati nel rappresentare, venerdì, le istanze dei lavoratori.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Venturini, prego.

Elisa VENTURINI (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

Chiedo scusa, Presidente, perché non si attivava la richiesta di parola.
Esprimiamo naturalmente solidarietà ai lavoratori. Non abbiamo dubbi sull'impegno e sull'operato dell'Assessorato, che si è prontamente attivato. Facciamo parte anche noi della partita, insieme a tutti gli altri colleghi, per dare tutto il nostro sostegno, perché capiamo la gravità della situazione e vogliamo dare un segnale forte.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Intervengo per comunicare che intendo sottoscrivere tutti gli ordini del giorno. Avrei preferito che ce ne fosse uno unico, a dire la verità, ma immagino che il tempo non lo permetta.
Li sottoscrivo tutti e tre.

PRESIDENTE

È possibile sottoscrivere gli ordini del giorno in questo momento. Basta che i primi firmatari siano d'accordo.
Collega Speranzon, è d'accordo sulla richiesta di sottoscrizione?

Raffaele SPERANZON (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Assolutamente sì.

PRESIDENTE

Venturini? Anche Lorenzoni vuole sottoscrivere. Anche i Gruppi Liga Veneta e Lista Zaia, Veneto autonomo.

Raffaele SPERANZON (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

A nome del Gruppo di Fratelli d'Italia chiediamo la sottoscrizione degli altri ordini del giorno.

PRESIDENTE

Penso che i tre ordini del giorno siano sottoscritti all'unanimità da tutto il Consiglio regionale.
C'è qualche altro intervento sull'argomento Speedline? Non ne vedo altri.
Partiamo con tre votazioni separate, ma penso che saranno abbastanza simili.
Votiamo il primo ordine del giorno, il n. C0144.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione l'ordine del giorno C0150, sempre argomento Speedline.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione l'ordine del giorno C0152, sempre argomento Speedline.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C145

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Soranzo, Speranzon, Polato, Razzolini e Formaggio relativo a "La Giunta regionale si attivi presso il Governo affinché venga applicata l'IVA con aliquota agevolata al 10 per cento per l'erogazione di energia elettrica e gas, a favore delle strutture di accoglienza (Centri Servizio, RSA, Case di Riposo)" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 152/2021)

"Il Consiglio Regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
la normativa statale (DPR 633/1972) prevede che sia possibile applicare l'IVA con aliquota agevolata al 10% solo qualora la stessa sia utilizzata per uso domestico;
l'Agenzia delle Entrate ha precisato che possono usufruire dell'IVA con aliquota agevolata anche i soggetti che, in qualità di consumatore finale, la impieghino a fini collettivi, purché non venga mai utilizzata nell'esercizio di imprese o per effettuare prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA, anche se in regime di esenzione;
ATTESO CHE:
i Centri Servizio, le RSA e le Case di Riposo erogano prestazioni verso corrispettivi e quindi rilevanti ai fini IVA;
CONSIDERATO CHE:
non è quindi attualmente possibile applicare ai soggetti suindicati l'IVA con l'aliquota agevolata al 10% poiché viene a mancare il suo utilizzo per attività non rilevanti ai fini dell'IVA;
DATO ATTO
che in tal modo si genera un aumento della retta a carico degli utenti finale (se economicamente autosufficienti) ovvero di enti pubblici (se gli interessati non sono economicamente autosufficienti)
Impegna la Giunta
ad attivarsi presso il Governo affinché venga modificata la normativa statale e quindi estesa l'aliquota agevolata al 10% dell'IVA per la fornitura di energia elettrica e gas a favore delle strutture di accoglienza (Centri Servizio, RSA, Case di Riposo)".
L'Assessore mi dice che c'è un parere favorevole.
Non vedo interventi sull'ODG n. C0145.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Chiedo scusa. Semplicemente, vorrei che rimanesse a verbale il mio voto favorevole.
Grazie.

ODG n. C146

Ordine del giorno presentato dalla consigliera Bigon relativo a "All'ospedale di Bussolengo mancano tuttora molte dotazioni indispensabili per il suo funzionamento, nonostante le Schede Ospedaliere risalgano al 2019. La Giunta regionale intende intervenire con la massima urgenza?" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n.153 /2021)

"Il Consiglio Regionale del Veneto
Premesso che:
con DGR n. 614 del 14 maggio 2019, la Giunta regionale ha approvato "le schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle Aziende Ulss, dell'Azienda Ospedale-Università di Padova, dell'Azienda Ospedale Universitaria Integrata di Verona, dell'Istituto Oncologico Veneto – IRCCS, della Società partecipata a capitale interamente pubblico "Ospedale Riabilitativo di Alta specializzazione" e degli erogatori ospedalieri privati accreditati. L.r. 48/2018 "Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023". Deliberazione n. 22/CR del 13 marzo 2019";
a distanza di due anni e mezzo dall'approvazione del suddetto provvedimento nell'ospedale di Bussolengo (VR) non sono ancora stati attivati i servizi previsti: la risonanza magnetica non è funzionante da due anni; dei 50 posti letto assegnati al reparto di riabilitazione ne è stata attivata solo una minima parte (4/5); l'Unità Riabilitativa Territoriale non è mai partita; i 24 posti dell'Ospedale di Comunità non sono ancora occupati, nonostante il reparto sia pronto con il potenziamento dell'impianto di ossigeno; nel Day Surgery/Week Surgery multidisciplinare al momento si eseguono solamente interventi di oculistica e di medicina estetica
Impegna la Giunta Regionale
a dare piena e immediata attuazione a quanto previsto dalle Schede Ospedaliere per l'Ospedale di Bussolengo, dotando la struttura sanitaria di tutti i servizi previsti dalla programmazione regionale".
Grazie. Collega Bigon, prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Lo do per letto. È solo l'applicazione delle schede per quanto riguarda l'Ospedale di Bussolengo, che l'Assessore conosce. Per cui, non c'è bisogno di illustrarlo. Grazie.

PRESIDENTE

Assessora Lanzarin, prego.

Ass.ra Manuela LANZARIN

È chiaro che stiamo parlando della programmazione delle schede. Non sempre la programmazione ha avuto seguito. Sappiamo che arriviamo da due anni di emergenza. Questa è la motivazione. Nulla osta, invece, a dare il parere favorevole a quanto è scritto nelle schede della programmazione.

PRESIDENTE

Ho colto un "favorevole" nella discussione.
Metto in votazione l'ordine del giorno n. C0146.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C148

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Bozza e Venturini relativo a "La Regione Veneto si impegni ad aumentare i contributi finanziari per le comunità religiose che assistono direttamente i propri religiosi anziani non autosufficienti" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 154/2021)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE con Legge Regionale 15/12/1982, n. 55 recante "norme per l'esercizio delle funzioni in materia di assistenza sociale", all'art. 3 rubricato "programmazione", come integrato dall'art. 71, co. 3 della L.R. 30/1/1997, n. 7, si è previsto che "alle persone non autosufficienti con domicilio presso comunità religiose è riconosciuto il concorso regionale alle spese per le prestazioni assistenziali" ed è stato demandato alla Giunta regionale l'individuazione dei criteri e delle modalità di finanziamento con oneri a carico del bilancio regionale.
PREMESSO CHE La DGR 30/11/1999, n. 4304, attuativa della predetta disposizione normativa, in materia di "strutture di accoglienza di anziani non autosufficienti religiosi", ha individuato e disciplinato i nuclei di ospitalità gestiti dalle Comunità religiose, per la tutela e l'assistenza ai propri religiosi anziani non autosufficienti, caratterizzati da una organizzazione di tipo familiare, e per i quali non è richiesto il possesso dei requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla normativa vigente per i nuclei inclusi "in strutture che si configurano come case di riposo" (oggi Centri di servizi).Tale disciplina condiziona la concessione dei contributi di cui all'art. 3 della L.R. n. 55 del 1982, all'accertamento da parte delle Aziende ULSS dei seguenti indicatori-requisiti:
- condizione di non autosufficienza degli ospiti religiosi accertata dalla UVMD secondo i profili SVAMA;
- condizioni igienico-sanitarie dei locali in cui sono ospitate le persone non autosufficienti;
- adeguatezza degli arredi;
- presenza di persone incaricate dell'assistenza nell'ambito dell'intera giornata;
- garanzie in ordine alla presenza di medici e infermieri;
- convenzioni o accordi con le strutture sanitarie per il ricovero urgente in ospedale dei pazienti e/o in caso di particolari esigenze.
DATO ATTO CHE nel quadro di tali disposizioni, la Giunta regionale, sulla base delle risorse annualmente disponibili, ha provveduto, a partire dall'anno 2000, a sostenere le Comunità religiose con appositi interventi contributivi finalizzati alle prestazioni assistenziali in oggetto, condizionandone l'erogazione al possesso e mantenimento degli indicatori-requisiti prescritti dalla succitata DGR n. 4304 del 1999.
CONSIDERATO CHE la copertura finanziaria erogata negli ultimi esercizi a favore delle Comunità religiose che assistono direttamente i propri religiosi anziani, copre un contributo giornaliero di meno di 6 euro a ospite; inferiore al 10% del contributo che Azienda Zero versa giornalmente per ogni ospite delle RSA;
RITENUTO CHE le Comunità religiose, attraverso le prestazioni assistenziali in oggetto, eroghino un servizio che va a ridurre l'impatto economico sul Servizio Sanitario Regionale, che altrimenti dovrebbe farsi carico di questi anziani religiosi non autosufficienti nelle RSA, con un conseguente aumento della spesa;
RILEVATA l'esigenza di aumentare i fondi a favore delle Comunità religiose che assistono direttamente nelle loro strutture i religiosi anziani non autosufficienti, in particolare in questo lungo periodo pandemico di Covid 19 durante il quale i costi di gestione da esse sostenute e gli oneri di assistenza di cui esse si sono fatte carico sono cresciuti in maniera esponenziale;
Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
A valutare di rafforzare, nell'ambito degli interventi per la non autosufficienza, il sostegno alle Comunità religiose che ospitano nelle proprie strutture persone religiose anziane non autosufficienti".
L'Assessore è favorevole.
Non vedo interventi. Metto in votazione l'ordine del giorno n. C0148.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C149

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Venturini e Bozza relativo a "La Regione Veneto si impegni a prevedere nuove forme di agevolazione a favore degli ipovedenti che utilizzano il trasporto pubblico locale estendendo l'agevolazione ai loro accompagnatori" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 155/2021)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE la LRV n. 25 del 30 ottobre 1998 che disciplina il trasporto pubblico locale rinvia, per quanto riguarda le agevolazioni all'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, all'art. 30 della LRV n. 54 dell'8 maggio 1985, come sostituito dall'art. 1 della LRV n. 19 del 30/07/1996;
CONSIDERATO CHE sono attualmente previste alcune agevolazioni a favore dei ciechi assoluti e in particolare il rilascio di una tessera agevolata di trasporto pubblico locale, consistente nella riduzione al 20% del costo degli abbonamenti, agevolazione estesa anche agli accompagnatori;
RILEVATO CHE per i ciechi parziali o ipovedenti gravi minorati della vista con residuo visivo fino a un decimo è prevista la riduzione al 20% del costo dell'abbonamento mentre non è prevista alcuna agevolazione per l'accompagnatore;
DATO ATTO che la platea dei minorati della vista nella Regione del Veneto, che a vario titolo beneficiano delle vigenti agevolazioni, è composta da 3.900 ciechi assoluti, 4.800 ciechi parziali e 9.000 ipovedenti gravi; si stima tuttavia, in base ai dati forniti dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) che solo il 40% benefici in realtà delle agevolazioni;
CONSIDERATO che allo stato non sono previste riduzioni di costo per le corse singole, fattispecie che è ritenuta di particolare utilità per la categoria dei minorati della vista in quanto molti degli spostamenti sono occasionali e per singole incombenze e in queste eventualità non appare conveniente l'acquisto di un abbonamento;
TENUTO CONTO che, fra tutte le varie categorie delle persone con disabilità, quella dei minorati della vista merita una particolare e distinta attenzione in quanto l'ipovedente, più di altri, è in difficoltà nella regolare fruizione del mezzo di trasporto se non appositamente accompagnato da persona normodotata;
Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
Ad ampliare le fattispecie delle agevolazioni previste per i minorati della vista dall'art. 30 della LRV 54/1985 come segue:
1) estendere l'agevolazione, già prevista a favore del cieco assoluto e del cieco parziale con residuo visivo fino a un decimo in entrambi gli occhi per l'acquisto dell'abbonamento ai mezzi del trasporto pubblico locale, anche all'acquisto della corsa singola;
2) prevedere la libera circolazione sui mezzi di trasporto pubblico locale dell'accompagnatore del cieco assoluto o parziale con residuo visivo fino a un decimo in entrambi gli occhi purché il soggetto beneficiario dell'accompagnamento sia presente durante il viaggio".
Prego, collega Venturini.

Elisa VENTURINI (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

La legge regionale sul trasporto pubblico prevede, con riferimento ad altre leggi, delle agevolazioni per quanto riguarda i soggetti con disabilità sensoriali. In modo particolare, per i ciechi assoluti è prevista una riduzione del 20% del costo degli abbonamenti, che viene estesa anche agli accompagnatori. Questo vale anche per i ciechi parziali e per gli ipovedenti gravi, solamente, però, per il soggetto con disabilità, non per l'accompagnatore.
Non sono previste forme di agevolazione per le corse singole, cioè per gli spostamenti occasionali. Quello che si chiede è la possibilità di estendere le agevolazioni, quindi la riduzione del 20%, anche per le singole corse, banalmente per i biglietti, e di poter estendere la cosa anche agli accompagnatori per quanto riguarda i ciechi parziali e gli ipovedenti gravi.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Montanariello prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Al netto di quello che dopo deciderà la maggioranza su questo ordine del giorno, credo che quando si decide che delle fasce protette o alcune categorie viaggino gratis o abbiano delle riduzioni tariffarie sui mezzi pubblici, dopo, anche come Regione, dobbiamo accollarci l'onere di ristorare queste agevolazioni che all'utente vengono date.
Dico questo perché quando abbiamo fatto le audizioni, a gennaio, ASSTRA, l'associazione datoriale delle aziende di trasporto, faceva presente che c'è un gap all'interno dei calcoli delle aziende di trasporto che va dagli 8 ai 10 milioni, cifra che corrisponde proprio alle scelte fatte dalla Regione di far viaggiare alcune categorie a titolo agevolato gratuito e che non sono state in qualche modo dopo ristorate dalla Regione.
Credo che la Regione abbia diritto anche di decidere delle agevolazioni o di decidere che qualcuno viaggi gratis, però è anche vero che se le aziende di trasporto dicono "tu decidi chi va gratis" dopo, in qualche modo, questa parte deve essere ristorata alle aziende. Non lo dicono i sindacati, Assessore. ASSTRA diceva che nel Veneto ci sono, secondo le loro stime, dati di gennaio, dagli 8 ai 10 milioni... C'è una parte per il contratto nazionale su cui il Governo non ha messo i fondi e, dall'altra, ci sono scelte della Regione per le fasce deboli che viaggiano gratis.
Colgo l'occasione di questo ordine del giorno della collega per dire una cosa. Non so cosa voi deciderete, però quando si decide di far viaggiare gratis qualcuno su un mezzo, chi lo decide deve ristorare le aziende, perché in qualche modo è anche comprensibile... Loro i costi, comunque, li hanno. Dagli 8 ai 10 milioni sono una cifra già abbastanza importante, che viene segnalata da ASSTRA su questo gap proprio dovuto a scelte regionali.

PRESIDENTE

Assessora De Berti, prego.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
Posto che la materia verrà affrontata e i suggerimenti e gli impegni che ha proposto la collega Venturini riguardano una materia che è molto più complessa, io do parere favorevole all'ordine del giorno con una modifica generale dell'impegno, che è scritta, quindi ve la passo.
La leggo: "Si impegna la Giunta regionale a formulare una proposta di PDL volta ad aggiornare l'attuale quadro normativo di cui alla legge regionale n. 54/1985 ai fini di ampliare e riordinare le attuali disposizioni finalizzate al rilascio di titoli di viaggio agevolati per l'utenza con mobilità ridotta, in particolare per i non vedenti". Quindi, ci sarà un riordino complessivo della normativa.
Se è d'accordo su questa modifica, il mio parere è favorevole.

PRESIDENTE

Collega Camani, prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Sull'ordine dei lavori, Presidente.
Apprezzando il contenuto dell'ordine del giorno dei colleghi e la volontà dell'Assessore di accoglierlo, ho solo tecnicamente delle perplessità che si possa impegnare la Giunta a presentare un PDL, essendo iniziativa legislativa anche di competenza del Consiglio regionale.
Chiedo da questo punto di vista un supporto del legislativo.

PRESIDENTE

La Giunta può presentare disegni di legge. Tecnicamente è possibile.
Non vedo altri interventi. La proponente accetta la proposta della Giunta, quindi metto in votazione l'ordine del giorno n. C0149, così come modificato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C151

Ordine del giorno presentato dalla consigliera Baldin relativo a "La Regione valuti la possibilità dell'aggiornamento del Piano per l'Autismo" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 156/2021)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- Il termine disturbo dello spettro autistico identifica un gruppo di disordini del neuro-sviluppo, a verosimile genesi multifattoriale, generalmente riconosciuti entro i primi tre anni di età e che tendono a perdurare lungo tutto il ciclo di vita e influenzano particolarmente la comunicazione e l'interazione sociale della persona, compromettono il comportamento e gli interessi, inducono una particolare sensibilità agli stimoli sensoriali;
- l'utilizzo del termine spettro indica una estrema eterogeneità delle presentazioni cliniche: da quadri molto evidenti e particolarmente impegnativi con necessità di presa in carico da parte dei servizi di salute mentale e della disabilità, a situazioni difficilmente riconoscibili perché si confondono con condizioni comunque presenti nella popolazione. Si stima che la prevalenza media nel mondo, da studi europei, americani e asiatici, si attesti tra l'1 e il 2% della popolazione generale, con una crescita significativa negli ultimi 20 anni. A livello nazionale non si dispone ancora di dati affidabili e specifici, con la sola eccezione di uno studio dell'Osservatorio Nazionale Autismo dell'Istituto Superiore di Sanità, che registra una prevalenza di circa 1,35% nei bambini.
PREMESSO ALTRESÌ CHE:
- L'evoluzione e la prognosi di un disturbo dello spettro autistico, in termini di sviluppo di autonomie personali e sociali e in genere di qualità della vita, sono fortemente condizionate dalle caratteristiche del soggetto (ad esempio, dal grado di compromissione del funzionamento cognitivo e in particolare dal livello di sviluppo della comunicazione e del linguaggio, dalla compresenza di altri disturbi del neuro-sviluppo o emozionali associati) ma anche dagli interventi abilitativi che il soggetto riceve in termini di precocità, appropriatezza, continuità, coerenza e l'attenzione che il contesto di vita della persona riceve (famiglia, scuola, assistenza sanitaria, lavoro, relazioni sociali, ecc.);
- in seguito alla legge 18 agosto 2015, n. 134, il 10 maggio 2018, con la Conferenza unificata Stato-Regioni, è stato approvato l'accordo per un "Aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e l'appropriatezza degli interventi assistenziali nei Disturbi dello spettro autistico" che la Regione ha recepito con la Deliberazione della Giunta regionale n. 574 del 09 maggio 2019, approvando il Piano operativo di recepimento delle Linee di indirizzo, che ha costituito la base di molti interventi successivi.
CONSIDERATO CHE:
- recentemente la Regione Lombardia ha adottato il proprio Piano operativo regionale Autismo, con DGR n. 5415 del 25 ottobre 2021, redatto con una metodologia fortemente partecipativa e un gruppo di lavoro qualificato (GAT-Gruppo di approfondimento tecnico), che ha visto ampia collaborazione tra tecnici degli Assessorati regionali, esperti provenienti dall'ambito dei Servizi pubblici e privati accreditati (di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, di psichiatria, di riabilitazione dell'età evolutiva, semiresidenziali e residenziali per l'età adulta, di pediatria ospedaliera e di base), epidemiologi, rappresentanti di ATS e di ANCI e l'attivo coinvolgimento delle Associazioni dei Familiari, con l'obiettivo metodologico di porre la persona al centro di ogni riflessione e decisione lungo l'intero arco della sua vita, secondo una prospettiva integrata bio-psico-sociale. Il piano consiste in un documento di 104 pagine, strutturato in capitoli, molto esaustivo e dettagliato sul contesto e sugli obiettivi prioritari da perseguire nel prossimo biennio, con grande attenzione alla diagnosi sempre più precoce e alla garanzia della continuità assistenziale tra i servizi per l'età evolutiva e quelli per l'età adulta. L'applicazione del piano sarà oggetto di attenta valutazione e di costante monitoraggio da parte di Regione, anche attraverso lo stesso gruppo di lavoro.
CONSIDERATO ALTRESÌ CHE:
- nella scorsa sessione di bilancio, con voto favorevole di tutti i Consiglieri presenti, è stato approvato un Ordine del giorno, a prima firma della scrivente Consigliera, dal titolo "La Regione si impegni a realizzare concretamente quanto già previsto in materia di autismo" in cui si chiedeva una piena attuazione di tutti gli interventi già programmati;
- in questi ultimi giorni, sia durante la discussione in Aula della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2022-2024, sia durante quella del Collegato alla legge di Stabilità Regionale sono emerse nuove esigenze programmatorie in materia di formazione del personale e percorsi di parent training e parent coach e di potenziamento dei due Centri di riferimento, con la definizione di nuove attività e percorsi di cura e assistenza.
VISTE la Missione 13 Tutela della Salute e la Missione 12 Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia, in particolare il Programma 1202 Interventi per la disabilità della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2022-2024.
Tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
a valutare la possibilità di un aggiornamento del Piano Operativo per l'Autismo, attraverso una metodologia partecipativa, con il coinvolgimento anche delle Associazioni dei familiari, così da rispondere con sempre maggiore efficacia alle attese delle famiglie e di chi ogni giorno vive e convive con questa sindrome".
C'è una proposta di modifica da parte dell'Assessore.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Vorrei che intervenisse prima l'Assessore, magari.

PRESIDENTE

Va bene.
Assessora Lanzarin, prego.

Ass.ra Manuela LANZARIN

Solo nella parte conclusiva dell'impegno: "a valutare la possibilità di un aggiornamento del piano operativo per l'autismo attraverso il coinvolgimento". Toglierei "una metodologia partecipata". È la stessa cosa. Metterei "attraverso il coinvolgimento", lasciando tutto il resto.

PRESIDENTE

La proponente è d'accordo con la modifica?
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Accetto e ringrazio l'Assessore.

PRESIDENTE

Bene.
Metto in votazione l'ordine del giorno n. C0151, così come modificato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C153

Ordine del giorno presentato dalla consigliera Baldin relativo a "Interventi urgenti per il servizio abitativo universitario" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 157/2021)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- il 26 ottobre sono stati annunciati provvedimenti emergenziali in sinergia fra l'Università e il Comune di Padova per poter dare una prima risposta alla grave emergenza abitativa, denunciata dall'Associazione Studenti per - UDU Padova, che coinvolge studenti italiani e soprattutto stranieri, per i quali l'iscrizione anagrafica come residenti è uno dei requisiti per poter ottenere il permesso di soggiorno, iscritti all'ateneo patavino e che, dopo il periodo di lezioni a distanza a causa della pandemia, sono tornati o si sono iscritti per la prima volta per frequentare in presenza;
- l'Università ha messo a disposizione un milione di euro per rimborsare le spese di hotel e ostelli agli studenti che in questi primi mesi non sono riusciti a trovare un alloggio, fino ad un massimo di 500 euro. Il Comune ha previsto un abbattimento dell'IMU per i proprietari di case sfitte da più di quattro mesi che locheranno l'immobile a studenti e famiglie a canone concordato a titolo di abitazione principale. Al Sindaco sono arrivate poi tre proposte da parte di privati per la realizzazione di studentati di circa 300 posti ciascuno, vicini alle sedi universitarie, pronte nel giro di un paio d'anni;
CONSIDERATO CHE:
- tali interventi costituiscono indubbiamente un primo passo, ma non possono considerarsi risolutivi;
- soltanto azioni coordinate da una regia regionale possono far fronte con efficacia alle crescenti esigenze in materia di diritto allo studio universitario nel territorio regionale, con particolare attenzione all'urgente necessità di incrementare la qualità del servizio abitativo e l'offerta di strutture abitative destinate agli studenti universitari che dimorano in Veneto;
RICHIAMATI gli atti di sindacato ispettivo presentati da alcuni Consiglieri e relativi alla succitata emergenza abitativa, tra i quali l'Interrogazione a risposta immediata n. 208 del 28 Ottobre 2021 "Padova: mancanza di alloggi per studenti. Cosa intende fare la Regione perché non accada più?" presentata dalla scrivente Consigliera, e le relative risposte della Giunta regionale, nelle quali peraltro si fa riferimento ad incrementi di risorse a favore delle borse di studio universitarie e sul Capitolo 71204 relativo alle "Spese per il funzionamento degli ESU-ARDSU (art. 18, L.R. 07.04.1998, n. 8)" del Bilancio di previsione 2022-2024;
EVIDENZIATO CHE tali incrementi, affatto meritori, sono tuttavia stati previsti dalla Giunta regionale in sede di definizione della proposta di Bilancio, approvata il 17 agosto 2021 dalla Giunta e dunque ben prima che l'emergenza abitativa in esame si manifestasse in tutta la sua drammatica urgenza;
CONSIDERATE ALTRESÌ le recenti dichiarazioni, che destano e devono destare particolare preoccupazione, diffuse a mezzo stampa dai rappresentanti dell'Associazione studentesca Unione degli Universitari, secondo i quali "il diritto allo studio in Veneto fa acqua da tutte le parti dopo decenni di disinvestimento, a tal punto che, per mancanza di residenze pubbliche, alcuni studenti sono costretti a situazioni limite, come dormire in auto o, peggio, andarsene"; ciò a indicare un'emergenza nient'affatto conclusa;
RITENUTO fondamentale che vengano prese iniziative urgenti a livello regionale per poter dare risposte di lungo periodo alla succitata emergenza abitativa e alle generali carenze in materia di servizio abitativo e residenzialità studentesca che vengono da tempo denunciate dalle Associazioni studentesche e non solo;
VISTO quanto disposto dall'articolo 25, Legge regionale 7 aprile 1998, n. 8 , in materia di Servizio abitativo;
VISTI altresì gli obiettivi e le linee programmatiche di cui al Programma 4.04 - Istruzione Universitaria della Missione 4 - Istruzione e diritto allo studio del Documento di Economia e Finanza Regionale, nonché l'obiettivo strategico relativo alla realizzazione di interventi diretti ad ampliare l'offerta del servizio abitativo a favore degli studenti introdotto tra gli indirizzi agli Enti strumentali nel DEFR.
Tutto ciò premesso
impegna la Giunta regionale
a valutare gli opportuni provvedimenti al fine incrementare la qualità del servizio abitativo universitario e l'offerta di strutture abitative destinate agli studenti, con azioni urgenti in materia di interventi per l'edilizia residenziale e di ulteriori forme di facilitazione della residenzialità degli studenti, sentito il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Veneto, di cui all'articolo 3, Decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25".
Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Non lo illustro perché il titolo parla da sé. Spero ci sia l'unanimità su questo ordine del giorno, perché si tratta di un tema assolutamente trasversale, senza colore politico.

PRESIDENTE

Vedo annuire i capi della Giunta, "capi" nel senso di teste.
Metto in votazione l'ordine del giorno n. C0153.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C154

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Venturini e Bozza relativo a "La Regione Veneto si attivi per individuare risorse aggiuntive da destinare al finanziamento degli interventi previsti dall'art. 1, comma 4 della LR 44/1987" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) RITIRATO

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE la LR 44/1987 prevede che siano finanziati dai comuni, con i proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria, in applicazione della quota base dell'8% o superiore come deliberata da ciascun Comune, interventi di recupero degli edifici destinati al culto, inclusi gli edifici funzionalmente connessi alla pratica di culto;
RILEVATO CHE la vigente procedura prevede che le domande siano presentate entro il 31/10 di ogni anno al Comune dove insistono gli edifici di culto, e che entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio, ciascun Comune è tenuto a trasmettere poi le pratiche debitamente istruite alla Regione;
CONSIDERATO che la Regione, sulla base dei progetti presentati, concede contributi economici fino ad un massimo del 50% della spesa sostenuta per beni di interesse storico, artistico o monumentale vincolati o vincolabili o di edicole, e fino a un massimo del 30% negli altri casi;
VALUTATO CHE nelle suddette ipotesi trattasi nella gran parte dei casi di interventi particolarmente onerosi che possono essere effettuati solo grazie alla contribuzione pubblica, non avendo di norma le confessioni religiose sufficiente capacità economica per provvedere al risanamento di tutti gli innumerevoli edifici di culto che necessitano di interventi di restauro e risanamento, anche particolarmente complessi; tali edifici inoltre insistono spesso su edifici soggetti a vincolo ai sensi del Codice dei beni culturali approvato con D. Lgs. 42/2004;
RITENUTO pertanto che sia necessario dare un forte segnale di interesse per il recupero funzionale delle opere di culto in genere quale patrimonio storico e identitario della nostra Regione e della nostra cultura;
Tutto ciò premesso
Impegna la Giunta regionale
A individuare anche in corso di esercizio ulteriori canali di finanziamento per consentire l'erogazione di adeguati contributi economici alle confessioni religiose interessate, a copertura delle spese sostenute per gli interventi previsti dall'art. 1, comma 4, LR 44/1987".
Prego, Venturini.

Elisa VENTURINI (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Molto velocemente: la legge regionale n. 44/1987 prevede la possibilità per i Comuni di finanziare, con i proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria, gli interventi di recupero per edifici di culto. Poi le pratiche istruite vengono inviate alla Regione, che può decidere di dare dei contributi fino al 50% o al 30%, a seconda della fattispecie. È un patrimonio vastissimo, quello degli edifici di culto. Le confessioni religiose non sono in grado di farvi fronte. Per cui, si chiede un'attenzione economica da parte della Giunta.

PRESIDENTE

Grazie.
Assessore Corazzari, prego.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie.
Sottolineo come già un intervento sia stato fatto in sede di bilancio. Sottolineo come, dall'anno scorso abbiamo rifinanziato il capitolo relativo all'edilizia di culto. Aggiungo che sarà proposta una modifica di detta legge, per migliorarla e renderla pienamente operativa.
A fronte dell'impegno che stiamo già dimostrando in questo settore, chiedo il ritiro dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Non ho capito. Ha chiesto il ritiro, l'Assessore.
Scusi, amplifico perché anch'io non ho sentito, collega Venturini.
È ritirato l'ordine del giorno n. C0154.

ODG n. C155

Ordine del giorno presentato dalla consigliera Guarda relativo a "La IMP di Altavilla Vicentina non è un vuoto a perdere: si intervenga immediatamente!" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 158/2021)

"Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che:
- la IMP (Imballaggi materiali plastiche), azienda con sede ad Altavilla Vicentina (VI) e specializzata nella produzione di flaconi in plastica, a maggio del corrente anno è stata venduta alle holding finanziarie Libra e Nisbe, detentrici delle azioni della Emmegi Detergents, azienda con sede a Brescia e specializzata nella produzione di detergenti per la casa e prodotti cosmetici;
Appreso che:
- le organizzazioni sindacali, dopo un primo sciopero effettuato in conseguenza della decisione della proprietà dell'azienda cedente, hanno, in data 10 dicembre 2021, effettuato un nuovo sciopero, sostanzialmente per rilevare come in conseguenza del calo del fatturato e le difficoltà economiche riscontrate il nuovo assetto proprietario avrebbe unilateralmente disdettato precedenti accordi aziendali e deciso di pervenire, attraverso la procedura di cui all'art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, alla creazione di una nuova azienda cui saranno verosimilmente scaricati gli elementi negativi di bilancio dell'azienda già ceduta;
Appreso, altresì, che:
- parte dei lavoratori (32-24 unità su 90 complessivamente occupati) saranno destinati alla nuova azienda con applicazione di un contratto collettivo di minor tutela;
Considerato che:
- a fronte della complessiva dinamica instaurata con la creazione di una nuova azienda verso cui saranno sostanzialmente riversate le perdite vi è la comprensibile preoccupazione dei lavoratori sul futuro occupazionale;
Ritenuto che:
- operazioni di specie, quale quella qui riportata, costituiscono un precedente assolutamente negativo, tale da poter rappresentare una pesantissima ipoteca diretta, a carico dei lavoratori, e indiretta, per gli effetti sul tessuto sociale e produttivo regionale
Impegna la Giunta regionale
Ad attivarsi con urgenza per intraprendere ogni opportuna azione di competenza per ristabilire le garanzie lavorative a favore dei lavoratori della IMP di Altavilla Vicentina (VI)".
Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Questo ordine del giorno riguarda un altro caso di un'azienda che sta creando non poche preoccupazioni al territorio. In questo caso vi faccio ritornare nel vicentino, ad Altavilla Vicentina, per quanto riguarda la IMP, Imballaggi materiali plastici, azienda con sede ad Altavilla, specializzata nella produzione di flaconi in plastica.
A maggio del corrente anno è stata venduta alle holding finanziarie Libra e Nibe, detentrici della Emmegi Detergents, azienda con sede a Brescia specializzata nella produzione di detergenti per la casa e prodotti cosmetici.
Appreso che le organizzazioni sindacali, dopo un primo sciopero effettuato in conseguenza alla decisione della proprietà dell'azienda cedente, hanno, in data 10 dicembre 2021, effettuato un nuovo sciopero sostanzialmente per rilevare come, in conseguenza del calo del fatturato e le difficoltà economiche riscontrate, il nuovo assetto proprietario avrebbe unilateralmente disdetto precedenti accordi aziendali e deciso di pervenire, attraverso la procedura di cui all'articolo 47 della legge n. 428 del 1990, alla creazione di una nuova azienda a cui saranno verosimilmente scaricati gli elementi negativi di bilancio dell'azienda già ceduta.
Appreso che parte dei lavoratori, 32-24 unità su 90 complessivamente occupate, saranno destinati alla nuova azienda, con applicazione di un contratto collettivo di minor tutela. Considerato che, a fronte della complessiva dinamica instaurata con la creazione di una nuova azienda verso cui saranno sostanzialmente riversate le perdite, vi è la comprensibile preoccupazione dei lavoratori sul futuro occupazionale.
Ritenuto che le operazioni di specie, quale quella qui riportata, costituiscono un precedente assolutamente negativo, tale da poter rappresentare una pesantissima ipoteca diretta a carico dei lavoratori e indiretta per gli effetti sul tessuto sociale e produttivo regionale, con questo ordine del giorno chiedo l'impegno della Giunta regionale ad attivarsi con urgenza per intraprendere ogni opportuna azione di competenza per stabilire le garanzie lavorative a favore dei laboratori di IMP di Altavilla Vicentina.

PRESIDENTE

Assessora Donazzan, prego.

Ass.ra Elena DONAZZAN

Collega Guarda, io sono per accogliere il suo ordine del giorno se lei nell'impegno si ferma ad "attivarsi con urgenza per intraprendere ogni opportuna azione di competenza", perché il resto determina già una condizione che non possiamo sapere, anche se è auspicabile.
Va bene?

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Sì, assolutamente.
È una osservazione che condivido e di conseguenza va bene la modifica proposta. Ringrazio.

PRESIDENTE

Bene, con la modifica proposta dalla Giunta e accettata dal proponente, metto in votazione l'ordine del giorno n. C0155.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

ODG n. C156

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Guarda, Lorenzoni e Baldin relativo a "Infrastrutture stradali e mobilità sostenibile e intelligente: la Giunta regionale del Veneto riveda le ipotesi progettuali di eccessivo impatto sul territorio e di scarso rendimento nell'ottica della sostenibilità ambientale" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) RESPINTO

"Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che:
- In data 10 dicembre 2021 il Consiglio regionale del Trentino Alto Adige ha approvato un ordine del giorno dal titolo "NO ALLA VALADASTICO" (RGE 45/2021);
Rilevato che:
- Nelle premesse al suddetto ordine del giorno si afferma quanto segue: "Storicamente il progetto è stato avversato dalle province autonome di Trento e Bolzano e da molte associazioni culturali e ambientaliste (tra cui Italia Nostra, WWF e la Fondazione britannica `The Landmark Trust')."
Evidenziato che:
- Negli ultimi anni, il governo trentino ha mostrato e sta mostrando aperture verso diverse soluzioni che porteranno all'approdo della Valdastico Nord in Trentino;
Appreso che:
- Le motivazioni di chi si oppone al completamento a nord della A31 sono molteplici:
extraurbana, in cui si afferma che: "È necessaria un'azione risoluta per trasformare il settore dei trasporti in un sistema realmente multimodale di servizi di mobilità sostenibile e intelligente. A tal fine, l'Europa dovrebbe costruire una rete di trasporti di alta qualità con servizi ferroviari ad alta velocità sulle brevi distanze e servizi aerei puliti che migliorino la copertura delle rotte a lungo raggio. La Commissione lavorerà per creare le condizioni che consentano agli operatori dei trasporti di proporre ai viaggiatori, entro il 2030, di effettuare scelte neutre in termini di emissioni di carbonio per i viaggi collettivi programmati inferiori a 500 km all'interno dell'UE. Nel periodo 2021-2022 la Commissione perseguirà questo obiettivo in fase di revisione della pertinente legislazione dell'UE. Fatto salvo il rispetto delle norme in materia di concorrenza, le compagnie aeree dovrebbero vendere un numero crescente di biglietti multimodali. Gli investimenti dovrebbero essere orientati al potenziamento delle infrastrutture TEN-T necessarie per consentire il passaggio a collegamenti più sostenibili. Si adotteranno misure per costruire un sistema globale di trasporti in cui gli investimenti dell'UE, gli aiuti di Stato, le norme per l'assegnazione delle capacità e gli obblighi di servizio pubblico (OSP) siano orientati a soddisfare le esigenze di mobilità e a incentivare diverse opzioni multimodali"
Visto il:
- Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione M2C2 "Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile", M2C2.4 "Sviluppare la mobilità sostenibile" e, in particolare, gli Investimenti 4.2 "Sviluppo trasporto rapido di massa" e 4.4 "Rinnovo flotte bus, treni verdi".
Impegna la Giunta regionale
a favorire e sostenere le ipotesi progettuali che privilegiano la realizzazione di interventi di mobilità sostenibile, abbandonando i progetti di elevato impatto ambientale".
Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Si sta aprendo il documento.

PRESIDENTE

Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Okay.
Questo è un ordine del giorno che vuole dare un'indicazione, ossia quella di percorrere la strada di sostenere e realizzare infrastrutture stradali, mobilità sostenibile e intelligente, quindi dando priorità alla revisione progettuale di quelle iniziative con un eccessivo impatto sul territorio e di scarso rendimento nell'ottica della sostenibilità ambientale. Una sorta di proposta che vuole ricondurre a un obiettivo, quello di una valutazione, e consegnare di per sé un bollino verde alle iniziative che la Regione del Veneto dovrà, a breve o in futuro, andare ad analizzare, progettare o realizzare.
Questo in relazione, naturalmente, a quanto evidentemente è stato recentemente votato all'interno della realtà trentina, ma che vuole, qui, in questo caso, impegnare la Giunta a favorire e sostenere le ipotesi progettuali che privilegiano la realizzazione di interventi di mobilità sostenibile, abbandonando i progetti di elevato impatto ambientale.

PRESIDENTE

Assessora De Berti, prego.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Parere negativo.

PRESIDENTE

Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie di questa condivisione molto sintetica. Sicuramente me l'aspettavo.
Detto questo, invito comunque i Consiglieri a leggere anche il testo, nello specifico, senza dovervi impegnare adesso, dato che alcune questioni, secondo me, possono trovarci, in realtà, molto vicini.
Ricordo che i rappresentanti dei partiti territoriali autonomisti, della Provincia autonoma di Trento, hanno scelto di votare a favore di questa misura e di questa prospettiva, di questa progettualità, proprio perché probabilmente hanno saputo intercettare quella che è un'emergenza, un'urgenza territoriale, che è evidente.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'ordine del giorno n. C0156.
L'assessora De Berti, al microfono, ha espresso il proprio parere e quello della Giunta.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.

ODG n. C157

Ordine del giorno presentato dal consigliere Sandonà relativo a "La Giunta regionale effettui una ricognizione dei Comuni che avendo operato in qualità di stazione appaltante in esecuzione di accordi di programma con la Regione per la realizzazione di opere pubbliche acquisite al demanio regionale, versano in situazioni di esposizioni debitorie che configurano indicatori di dissesto finanziario" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Bilancio di previsione 2022-2024". (Progetto di legge n. 93) APPROVATO (Deliberazione n. 159/2021)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO che ricorrono ipotesi di Comuni che hanno stipulato accordi di programma con la Regione del Veneto per la realizzazione di opere pubbliche, ivi compresi interventi sulla rete viaria regionale e che, in esecuzione di tali accordi di programma, hanno assunto funzioni e si sono fatti carico degli adempimenti di stazione appaltante;
PREMSSO inoltre che tale intervento dei Comuni ha consentito la realizzazione di opere di interesse ed uso pubblico, acquisite al demanio regionale;
ATTESO che tali assunzioni di responsabilità, a fronte delle connesse complessità tecniche ed amministrative dei relativi adempimenti, si sono rilevate talvolta superiori alle effettive capacità gestionali delle amministrazioni comunali interessate e hanno anche dato luogo a contenziosi in sede giudiziaria e provvedimenti di condanna della stazione appaltante;
ATTESO inoltre che tali pronunce possono, in taluni casi, dare luogo ad es