ResocontoVerbali

Seduta del consiglio regionale del 14/12/2022 n. 83

Resoconto n. 83 - 11^ legislatura
Resoconto 83 a Seduta pubblica
Mercoledì, 14 dicembre 2022
SOMMARIO

COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 2DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A “COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ REGIONALE 2023”. (PROGETTO DI LEGGE N. 154) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 31/2022) 3

Il Presidente Ciambetti, alle ore 10.14, comunica che, poiché alcuni colleghi sono bloccati all'altezza del Ponte della Libertà, l'inizio della seduta è rinviato alle ore 10.30.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 10.33

PRESIDENTE

Colleghi, vi chiedo di accedere a Concilium e chiedo ai relatori e all'Assessore di arrivare in Aula.
Per la vostra tranquillità vi comunico che hanno liberato i nostri colleghi tenuti in ostaggio lungo le vie d'accesso.
Colleghi, se ci accomodiamo, riprendiamo i lavori interrotti ieri sera.
Abbiamo il numero legale, però vedo tante persone non registrate su Concilium che vedo qui in Aula, quindi fate l'operazione che poi certifica la vostra presenza.
Diamo inizio alla 83a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 18375 del 7 dicembre 2022, per la prosecuzione della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno di cui alla convocazione prot. n. 17985 del 1° dicembre 2022.
PUNTO
2


COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Hanno comunicato congedo
Daniele POLATO
Roberta VIANELLO
I congedi sono concessi.
Seguono i lavori da casa due Consigliere e l'assessore Lanzarin.
PUNTO
8.4



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A “COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ REGIONALE 2023”. (PROGETTO DI LEGGE N. 154) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 31/2022)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Sandonà
Correlatrice: Consigliera Camani

PRESIDENTE

Siamo al punto 8.4, PDL n. 154.
Relatore è il collega Sandonà. Dà per letta la relazione.
Siamo a dare la parola alla correlatrice Vanessa Camani sul PDL n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”.
Collega Camani, se mi chiede la parola. Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Riprendiamo i lavori dell'Aula in continuità con la discussione di ieri e cominciamo ad affrontare il secondo testo di legge che compone gli aggregati di bilancio della Regione del Veneto.
Oggi affrontiamo la questione del Collegato alla legge di stabilità, che è lo strumento attraverso il quale si possono introdurre delle modifiche o integrazioni a disposizioni legislative regionali che si riflettono, quindi che hanno un'incidenza diretta sulle poste del bilancio regionale. Da questo punto di vista, e a maggior ragione in una fase così incerta come quella attuale in cui ancora non sappiamo quali strascichi e quali conseguenze avranno la pandemia, con la necessità di recuperare e riprendere la campagna vaccinale, e neppure quali conseguenze si produrranno a seguito della recessione economica, è evidente quanto la programmazione contenuta nel Collegato non possa essere ricondotta a una mera attività di impiego di risorse o di organizzazione delle entrate, ma dovrebbe invece ricomprendere anche azioni concrete che progettino politiche pubbliche resilienti capaci di offrire appunto risposte concrete ai cittadini e alle imprese del Veneto.
In realtà al netto di ciò che pensiamo emergerà dall'analisi e nella fase emendativa, al momento i contenuti proposti in questo Collegato in partenza sono decisamente limitati sia dal punto di vista della quantità che della qualità. Su questo punto consentitemi di fare una considerazione che poi riprenderemo quando affronteremo i singoli emendamenti. Trovo davvero curioso che si arrivi in Aula con un testo limitatissimo di pochi articoli e su pochi argomenti e che poi ci venga presentata una corposa manovra emendativa della Giunta in sede di discussione d'Aula. Lo dico perché è un metodo che a me non convince, che non consente ai Consiglieri di esercitare pienamente la loro funzione e che io penso sia anche al limite dell'interpretazione regolamentare.
Sapete benissimo infatti che in linea teorica la Giunta può presentare sì emendamenti in ogni momento, ma la prassi e anche la correttezza dei comportamenti imporrebbe che la Giunta gli emendamenti li presentasse o in Commissione, consentendo così ai Consiglieri la discussione approfondita sui temi nell'organo a questo preposto, oppure che li presentasse direttamente in Aula in modo da consentire ai Consiglieri la possibilità di subemendare. Ricorrendo invece la Giunta al punto emendamenti, diciamo così, che è tradizionalmente la facoltà concessa ai Consiglieri, a me pare che siamo di fronte ad un impianto che non rispetti pienamente le prerogative dei Consiglieri. Peraltro gli emendamenti presentati dalla Giunta appunto con questa metodologia non sono emendamenti marginali, sono emendamenti sostanziali sia per quantità che per qualità, e questo aumenta la gravità del comportamento. Ma di questi emendamenti discuteremo nel corso della seduta.
Ora proviamo a restare sui temi e sui contenuti che abbiamo potuto vedere nella proposta di legge collegata alla stabilità, presentata dalla Prima Commissione e qua portata.
Il primo articolo si riferisce ad un intervento che la Regione prova a mettere in campo per supportare, attraverso nello specifico la predisposizione di strumenti web, di piattaforme digitali, la Zona Logistica Semplificata Porto di Venezia e Rodigino, e per questo c'è la previsione di spesa di 140.000 euro, di cui 20.000 in conto capitale.
Si tratta di un progetto che nasce da lontano, con la legge di bilancio del 2020 dello Stato, con la quale si è istituita per la prima volta la ZLS, la Zona Logistica Semplificata, che, recuperando l'idea delle ZES utilizzate per alcune aree del Mezzogiorno, potesse essere applicata anche a territori del Nord per attivare importanti misure di sostegno a favore di alcune porzioni di territorio considerate bisognose di queste agevolazioni.
In particolare, per le aree ZLS e dunque per quanto riguarda il Veneto, Venezia e Polesine, si prevede la possibilità di applicare un credito d'imposta per gli investimenti e verranno previste delle agevolazioni e delle semplificazioni di natura amministrativa, proprio per accompagnare e incentivare quel processo di riqualificazione, anche dal punto di vista imprenditoriale, di aree strategiche importanti.
Dal 2020 si è costituito il tavolo tecnico guidato dalla Regione, si è sottoscritto un protocollo d'intesa tra Regione e Camera di Commercio, si è approvato il Piano di sviluppo strategico, il Governo ha approvato il Piano di sviluppo strategico proposto dalla Regione, si è stipulato un accordo tra la Regione del Veneto e il ministro Provenzano per far partire questa ZLS.
L'ultimo tassello, l'ultima tappa di questo percorso non semplice ma ambizioso lo ha messo il Governo Draghi, pochi giorni prima di essere sostituito, con la firma da parte del ministro Carfagna del decreto che istituisce la ZLS.
Ora, con la previsione del Collegato, la Regione, coerentemente con gli impegni che erano previsti nel Piano approvato dal Governo, mantiene di fatto gli impegni e comincia il suo percorso. Tutto bene se non fosse che, per far partire questa possibilità, manca ancora una cosa: mancano le risorse nazionali. Sappiamo perfettamente che tutto il percorso di cui abbiamo parlato può partire e si regge se tutti i soggetti fanno la loro parte, e tutti ci saremmo aspettati che nella prima manovra del Governo Meloni ci fossero le risorse che erano state promesse per far partire la ZLS. Un progetto che ha visto l'impegno delle organizzazioni di categoria, della Camera di commercio, della Regione del Veneto e che oggi non può non registrare l'assenza del Governo nazionale. Governo nazionale che fino a ieri, quand'era di un altro colore, ha approvato i decreti, ha stanziato le risorse, ha contribuito alla costruzione del percorso e che oggi, invece, di fatto non ci mette nelle condizioni di proseguire lungo questa strada.
Ne approfitto, dunque, visto che dovrebbe esserci una relazione abbastanza stretta tra la maggioranza di questo Consiglio regionale e la maggioranza che sostiene il Governo Meloni, in sede di approvazione del bilancio della legge di bilancio nazionale, per chiedere alla Regione del Veneto di insistere con i propri referenti nel Governo nazionale, perché senza quelle risorse, ovviamente, tutto ciò che possiamo fare qui sulla ZLS è destinato a fallire.
Il secondo tema riguarda la possibilità, all'articolo 2, di stipulare convenzioni con i Consorzi di bonifica per la predisposizione di progetti specifici in riferimento, ovviamente, in particolare all'utilizzo e alla valorizzazione della risorsa idrica. Anche questo, per carità, è un intervento interessante, ma certamente non dirimente.
L'ultimo articolo è motivato dal recepimento avvenuto a livello nazionale di una direttiva europea per disciplinare le modalità contabili per la determinazione e il versamento delle tariffe per le ispezioni svolte da ARPAV in riferimento a determinate aziende.
Fine. Il Collegato alla manovra di stabilità del 2023 della Regione del Veneto è composto da questi tre contenuti: la ZLS, che senza i soldi del Governo non si può fare; un intervento, anche utile, per carità, ma di certo non d'impatto così rilevante, per consentire ai Consorzi di bonifica di fare studi e ricerche per la valorizzazione della risorsa idrica; il recepimento di un dettaglio tecnico ordinamentale su alcuni pagamenti per ARPAV.
Noi ci saremmo aspettati di trovare dentro questo Collegato qualcosa di più e qualcosa di diverso e farò soltanto alcuni esempi per capire cosa avremmo dovuto trovare o voluto trovare in questo Collegato.
Il tema principale, quello di cui abbiamo parlato diverse volte in queste giornate lunghe, ma ne abbiamo parlato a livello un po' teorico. Adesso proviamo a capire come tutte le cose che abbiamo detto e che abbiamo anche in parte condiviso nella discussione avrebbero dovuto e potuto trovare qui una risposta. Mi riferisco al tema dei costi energetici. Il Veneto è l'unica Regione in Italia che non ha stanziato risorse proprie o non ha emanato provvedimenti specifici per fronteggiare il caro bollette. L'unica Regione in Italia. Tutte le altre Regioni, attraverso manovre emendative o di variazioni di bilancio già nel corso del 2023, hanno affiancato ai provvedimenti nazionali, i famosi “Decreti Aiuti”, delle manovre specifiche regionali per il sostegno contro il caro bollette.
In una prima fase, e in particolare quella fino alla fine del 2022, sappiamo che il Governo è intervenuto e ha tentato di calmierare, seppur solo in parte, l'aumento dei prezzi delle bollette. Sappiamo anche che la nuova legge di bilancio nazionale, la prima del Governo Meloni, seguendo sostanzialmente il solco tracciato dal Governo precedente, dal Governo Draghi, ha di fatto costruito la legge di bilancio per il 2023 come una sorta di “Decreto Aiuti Quater”, diciamo così, prevedendo e stanziando 21 miliardi per rifinanziare le misure che appunto erano già state previste nei “Decreti Aiuti” del Governo precedente. Ma con questi 21 miliardi noi sappiamo che il Governo sarà in grado di sostenere, calmierare i prezzi delle bollette soltanto per il primo trimestre del 2023 ed è evidente che questa misura, quella nazionale, non sarà sufficiente a mettere in sicurezza per un tempo lungo famiglie e imprese e che questa incertezza si rovescerà, si ribalterà inevitabilmente sulle aspettative di famiglie ed imprese e dunque sulla determinazione di una condizione di mercato molto, molto incerta.
Io credo che, raccogliendo la sfida dell'autonomia e quindi della necessità di costruire politiche territoriali che tengano conto delle specificità della nostra Regione rispetto ad altri contesti, e calcolando appunto il tessuto produttivo veneto molto diffuso, fatto di piccole imprese, sarebbe stato quantomeno opportuno o forse necessario prevedere interventi specifici per la nostra Regione e per alcuni settori particolarmente esposti.
Faccio un esempio molto semplice, perché è un comparto di cui abbiamo discusso anche non troppo tempo fa in questo Consiglio regionale: le vetrerie di Murano. Sono delle imprese che sono definibili come fortemente energivore, sulle quali il costo delle bollette peserà più che su altri comparti. Il Governo nazionale non ha pensato a loro. è una grande ricchezza del patrimonio non soltanto imprenditoriale, ma anche culturale della nostra Regione: ma nessuno ha pensato che forse per quelle aziende fosse necessario e sia necessario un intervento specifico territoriale.
Faccio un altro esempio, visto che c'è l'assessore Caner. Ogni volta, viviamo con una certa preoccupazione l'inizio della stagione turistica, perché dipende da tantissime variabili non controllabili, che naturalmente non mettono né noi, né gli operatori in sicurezza. Alla vigilia di una stagione invernale che ci sembra – con tutti gli scongiuri del caso – possa essere una stagione turistica invernale dove finalmente torniamo ad essere protagonisti, gli impianti di risalita e gli impianti a fune hanno un problemino con i costi energetici. Ci sono anche i costi per l'innevamento. Ci siamo posti il problema di come gli operatori turistici della stagione invernale affronteranno o saranno nelle condizioni di affrontare l'aumento dei costi energetici, per consentire ai nostri impianti di essere pronti per la stagione che abbiamo alle porte?
Sono due esempi molto semplici per dire come ogni territorio abbia delle esigenze particolari e, per quanto il Governo nazionale possa stanziare risorse, e – ripeto – in questo caso il Governo nazionale è costretto, perché non ne ha, a stanziare risorse limitate, poi ciascun territorio, conoscendo la propria realtà, dovrebbe essere capace, sia per lettura, sia per risorse disponibili, di costruire, di ritagliare degli interventi in linea con le necessità tipiche del proprio territorio.
Credo che le stesse valutazioni avremmo dovuto e potuto farle, ad esempio, in riferimento alle strutture pubbliche che offrono servizi di residenzialità e semi residenzialità per anziani e disabili. Anche qua sappiamo che il Governo stanzia 50.000.000. Speriamo che, malgrado non si sia stato in grado, negli ultimi decenni, di fare la riforma delle IPAB in questa Regione, ci sia un'estensione anche agli istituti veneti pubblici dei contributi previsti a livello nazionale, ma è chiaro che 50.000.000 a livello nazionale per tutti gli istituti che offrono questo tipo di servizi per far fronte agli aumenti dei costi energetici, non saranno sufficienti a contenere l'aumento delle rette di queste strutture.
Ci siamo detti, e ce lo siamo ripetuti anche ieri, che il sistema di welfare e di infrastruttura sociale di questa Regione è tipico, è costruito attorno alla tradizione della nostra Regione di offrire ai propri cittadini un sistema di servizi pubblico-privati che sono in grado di essere al di sopra della media nazionale: ma se poi noi, nei momenti di difficoltà, non siamo in grado di corrispondere alle necessità di questa struttura, di questo sistema sociale, rischia di diventare un problema.
Ultima questione che riguarda sempre il caro bollette e che forse è un po' esclusa dal dibattito di quest'Aula delle volte. Assessore, le famiglie. Guardate che l'aumento esponenziale dei costi energetici, anche per le utenze domestiche, rischia di esporre le fasce di persone più a basso reddito alla concreta possibilità di non essere in grado di far fronte al pagamento delle bollette elettriche e della fornitura di gas.
Non stiamo parlando di possibilità, stiamo parlando di fatti con i quali dobbiamo fare e facciamo i conti quotidianamente.
Io credo che anche in questo caso sia grave e irresponsabile lasciare che il supporto a queste famiglie possa arrivare soltanto da stanziamenti nazionali, oppure sia in capo soltanto agli Enti locali. Ad esempio, su tutto questo (cioè il sostegno e il contrasto all'aumento dei costi energetici per imprese e famiglie) la volontà della Regione del Veneto non c'è: non c'è nessuno stanziamento specifico. Se calcoliamo, peraltro, che di fatto, praticamente, tutte le altre Regioni del Nord stanno intervenendo in questo senso, credo si intuisca quanto sia grave questa mancanza.
Altra questione. Lo dico perché è ciò che sta accadendo dalle altre parti del Nord Italia. Il tema dell'assistenza sanitaria, assessore Calzavara. Sui medici di medicina generale, ad esempio, abbiamo già detto molto...
Presidente, scusi, mi piace farla anche per me stessa la correlazione, però sto svolgendo una funzione. Se magari possiamo chiudere le porte.
Dicevo, l'assistenza sanitaria. Sui medici di medicina generale abbiamo detto molto in queste settimane, e devo anche dire che le spiegazioni e le giustificazioni dell'assessore Lanzarin non ci hanno rassicurato. Abbiamo messo in evidenza le carenze e gli errori di una programmazione nella definizione delle borse di formazione, carenze che certamente sono da imputare a livello nazionale, ma che dimostrano una corresponsabilità del territorio di non aver visto e di non aver anticipato alcune dinamiche che oggi stanno esplodendo.
Sappiamo che grazie alle risorse del PNRR – perché la Regione non ci mette un euro in più neanche in questi anni, dove la carenza dei medici di medicina generale è conclamata, la Regione stanzia sempre le solite risorse, cioè zero, perché o è il Fondo nazionale o è il PNRR – ci sarà nei prossimi anni un aumento delle borse di formazione. Sappiamo anche, però, che, anche se i nuovi posti di borse messe a disposizione venissero tutti occupati, cosa che non è mai accaduta negli ultimi anni, e anche se l'uscita dalla formazione avvenisse nei tempi previsti, malgrado tutto questo, anche sulla base delle stime ottimistiche che fa l'Assessore, che ipotizzano che i medici di medicina generale, dall'alto della loro generosità, ritarderanno l'ingresso in quiescenza, tutti i nuovi ingressi non saranno in grado mai di sopperire a tutte le uscite che ci saranno dal sistema, partendo già da una situazione che ci vede carenti in quasi 600 zone.
È un tema, assessore Calzavara, rispetto al quale noi possiamo anche dire che è colpa di Roma, e in parte è anche vero; possiamo anche dire che ormai, per recuperare, ci vorrà del tempo, ed è anche vero; possiamo dire che ci sono delle disfunzioni strutturali nel sistema sanitario pubblico rispetto a questa questione, ed è anche vero: ma una volta che abbiamo fatto l'elenco delle colpe degli altri, una volta che non ci abbiamo messo un euro, una volta che abbiamo immaginato soltanto soluzioni che scaricano o sul medico di medicina generale o sul paziente, queste disfunzioni – e mi riferisco al fatto che il medico deve arrivare addirittura ad avere 1.800 assistiti o il cittadino deve fare 50 chilometri per poter avere una visita di assistenza primaria –, una volta che abbiamo fatto tutto questo, ma un'idea per dare una risposta concreta ai cittadini che sono senza medico di base nel territorio che, nella narrazione quotidiana, anche quella di ieri, è l'eccellenza della sanità, la vogliamo mettere in campo? Cioè possiamo accontentarci di dire “sì, c'è un problema, ma non è colpa nostra, se andiamo avanti così tra 7-8 anni recuperiamo”? In una fase in cui abbiamo capito e imparato quanto l'assistenza primaria sia fondamentale per garantire il diritto alla salute e alla prevenzione per i nostri cittadini, un'idea ce l'abbiamo? Noi ne abbiamo proposta una, certo, e adesso proviamo a raccontarla, che però richiede risorse.
Nelle settimane scorse abbiamo parlato della teoria: abbiamo cercato di spiegare perché secondo noi servivano politiche pubbliche diverse di recupero di risorse. Oggi proviamo a iniziare ad andare a vedere nello specifico le cose che non potremo fare perché non abbiamo risorse. Ringrazio anche la vicepresidente Bigon per il lavoro fatto su questa proposta. Noi abbiamo detto: non ci sono abbastanza medici di base, ci sono troppe zone carenti, le borse di formazione sono mal programmate e ora che ci daranno nuovi medici sarà tardi, ci sono tantissimi assistiti per medico di base perché siamo arrivati addirittura a metterne 1.800, ma sappiamo benissimo che alcuni medici di famiglia arrivano anche a 2.000 pazienti.
In attesa che il Messia, Roma, l'Europa ci risolva il problema, domani mattina noi cosa rispondiamo alle persone che hanno bisogno di un colloquio, di una visita con il medico di famiglia? Noi proponiamo, ad esempio, Assessore, di dotare alcuni studi, possibilmente quelli dei gruppi integrati di medicina generale, di un supporto amministrativo. Siccome una parte rilevante del tempo che i medici di medicina generale impiegano negli ambulatori è riservato alle... quanto? L'80%? Non lo so, però è tempo riservato a rispondere al telefono, a prendere gli appuntamenti, a compilare le carte burocratiche, a mandare la richiesta per la dose del vaccino antinfluenzale. Se noi, invece che impiegare quel tempo dei medici per fare questo, li lasciamo fare il loro mestiere, e per farlo dobbiamo mettere delle risorse che consentano loro di poter avere un supporto anche di ufficio di segreteria e amministrativo, forse contribuiamo a risolvere il problema: facciamo fare ai medici di medicina generale più ore di ambulatorio, li sgraviamo da quel compito e proviamo a dare un servizio migliore ai cittadini.
È un esempio, ovviamente. Sappiamo che le bacchette magiche non esistono per risolvere questo e altri problemi. Noi le abbiamo proposto un'idea, una modalità.
Un'altra questione su cui abbiamo chiesto alla Regione di intervenire in questi giorni e che poi abbiamo provato a declinare con delle proposte emendative molto concrete, che vedremo più avanti, è il tema delle famiglie, assessore Calzavara. Anche su questo possiamo fare tutti i convegni che vogliamo, in cui spieghiamo che la curva demografica è irreversibile, e in parte è anche vero.
È certamente un tema nazionale e sono sicuramente le politiche generali quelle che possono incidere significativamente su un cambio, anzi, non credo in un cambio, che ormai mi sembra impossibile e irrealizzabile, ma almeno in un rallentamento del calo demografico.
Del resto, l'approvazione del “Family Act”, voluta dal PD nel Governo precedente, andava esattamente in questa direzione: una politica nazionale finalizzata al sostegno alle famiglie.
Allo stesso tempo, è dimostrato ormai da diversi studi come le politiche territoriali a favore della famiglia siano particolarmente efficaci, in particolar modo quelle che sono destinate ad impattare sulle condizioni di vita delle famiglie e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne.
Il Trentino-Alto Adige, diversamente dal resto del Paese, da un po' di anni mette in atto questo tipo di politiche e la curva demografica di quel territorio è leggermente migliore di quella del resto d'Italia. Perché, Assessore, non pensare che anche il Veneto possa e debba giocare la propria parte sulla sfida della curva demografica? Calcolando che il Veneto è la Regione in cui la proporzione tra il numero di anziani e il numero di residenti è tra le peggiori in Italia e la peggiore del Nord Italia, calcolando che sappiamo esattamente quanto la cosiddetta “piramide demografica” inciderà sulle necessità di politiche pubbliche nei prossimi anni.
Io mi rendo conto che le politiche contro la denatalità non sono politiche che coincidono con la ricerca del consenso, perché hanno effetti molto lunghi nel tempo e, siccome siamo tutti impegnati nel consenso veloce, non ci conviene investire là. Però rischia di essere una questione che davvero ci piomberà addosso tra qualche anno e se non vogliamo fare come i medici di base, cioè che quando iniziamo a parlarne già è troppo tardi, finisce male. Quando noi abbiamo e proponiamo alcuni emendamenti specifici sulla questione del sostegno alle famiglie non lo facciamo perché siamo quelli di sinistra e delle sfortune, ma perché siamo convinti che siano politiche che possono incidere su uno sviluppo e su una coesione sociale che è utile a questa Regione.
Il tema degli asili nido e delle rette degli asili nido è un tema cruciale, Assessore. Non può costare 600 euro al mese mandare il proprio figlio all'asilo nido in questa Regione. Non può, perché una famiglia con reddito medio – si parlava, giustamente, ieri di cos'è oggi e dov'è oggi la classe media – non può permettersi di spendere 7.000 euro l'anno per l'asilo nido pubblico del proprio Comune o della propria Regione.
Un altro esempio? Io rimango ogni estate sconcertata da quanto le famiglie devono spendere per mandare i loro figli ai centri estivi. Non so se qua ci siano Consiglieri o Consigliere che hanno questo obbligo. Non esiste alcun tipo di agevolazione economica per le famiglie che devono, necessariamente, mandare per undici settimane i loro figli ai centri estivi. Si parla di migliaia di euro per una famiglia, perché nelle undici settimane di chiusura della scuola non abbiamo tante alternative. Non sto dicendo che la scuola è un parcheggio; però o i genitori lavorano o altrimenti i bambini con chi stanno?
Noi abbiamo presentato un emendamento in cui chiediamo alla Regione di dare un contributo – sempre, ovviamente, tutti contributi che noi chiediamo sulla base della situazione reddituale della famiglia – per aiutare quelle famiglie che in quelle undici settimane devono mandare uno o... Perché poi il tema della denatalità è collegato anche al numero di figli per famiglia. Quindi, quando parlo dei costi dei centri estivi, più hai figli e più li devi moltiplicare. Con un intervento potremmo consentire alle famiglie, che per undici settimane all'anno sono obbligate a rivolgersi alle offerte di centri estivi per la gestione della famiglia, un piccolo contributo, se volete, anche simbolico, ma per non far sentire sole queste famiglie e per non far loro vivere la genitorialità come un peso economico.
Poi, e vado a chiudere, ma sono solo degli esempi, e poi in discussione degli emendamenti spero si possa insieme valutare l'importanza anche di altre proposte che abbiamo avanzato e che altri hanno avanzato, c'è il grande tema dell'istruzione. Anche qua, quando noi facciamo la battaglia sulle borse di studio non è una battaglia di principio, è una questione molto concreta, assessore Calzavara. Io ritengo sia seriamente un problema democratico il fatto che nella nostra Regione chi non se lo può permettere rischi di non poter frequentare l'università. È un argomento da anni Sessanta, da anni Cinquanta, dove solo i figli dei dottori potevano fare i dottori.
Non può essere un tema che liquidiamo con “non ci sono i soldi, pazienza”. Lo dico perché siamo una delle Regioni, forse la Regione che presenta le università più prestigiose e più importanti a livello nazionale. Non possiamo disperdere questo patrimonio o fare delle scelte che facciano sì che questo patrimonio sia solo di alcuni. Le discriminazioni sulla base del censo per l'accesso all'istruzione seriamente non si vedevano da tanto tempo e io credo debbano continuare a non vedersi.
Vi faccio un esempio concreto di una cosa su cui avevo provato a fare un ragionamento ieri. Giustamente, l'assessore Donazzan e l'assessore Calzavara ci dicono: il problema delle borse di studio, che non c'è solo per il 2023, c'era anche negli anni precedenti, ma nel 2023 esplode perché con il PNRR hanno cambiato, per decreto, l'importo delle borse di studio e la soglia ISEE che può far accedere a questo sussidio. Dunque, dall'oggi al domani ci siamo trovati con una necessità finanziaria molto espansa, una richiesta di risorse molto espansa, da 7 milioni a 20. Io mi rendo conto che questo è un problema, Assessore. È chiaro, se noi avessimo programmato nel tempo un aumento progressivo delle risorse da destinare a quella missione, forse la distanza, la forbice non sarebbe così elevata, però questo è.
L'assessore Donazzan dice: sapete come lo risolviamo il problema? Io vado a Roma e dico che siccome non dipende solo da noi questa carenza di risorse, ma dipende dal fatto che Roma, attraverso il PNRR, ha cambiato le regole, adesso Roma mi deve dare i soldi. Ed è anche giusto, se ci pensate, nel senso che è chiaro che se da un anno all'altro cambi in maniera così rilevante le necessità dovete darmi una mano. Premesso che Roma una mano l'ha già data perché oltre ai 17 milioni che ogni anno arrivano con il FIS, e quindi con il Fondo nazionale, ne arrivano altri 13 proprio per sopperire a questo incremento, quindi non è che ci dicono “pagate di più” e basta. Ma noi gli diciamo: non ci basta, ce ne servono di più. E allora Roma, il Ministero dell'Istruzione ci dice: bene, Regione del Veneto, io te ne do di più, ma tu la tua parte la fai? Perché la Regione del Veneto è l'unica Regione in Italia che per le borse di studio non stanzia un euro in più del minimo indispensabile. Noi siamo obbligati a mettere almeno il 40% del contributo nazionale come minimo sennò non ci arriva neanche il contributo nazionale.
Quanto mette la Regione del Veneto per le borse di studio? Il 40%. Ma dico non il 41, non il 45, il 40, anzi, arriviamo al 40 grazie alla variazione di bilancio perché, per come ce l'avevate presentato all'inizio il bilancio di previsione, non arrivavamo manco al 40. Ecco perché ieri dicevo che quando si va – mi scusi l'espressione volgare – a batter cassa a Roma e in Europa bisogna anche dimostrare di aver fatto la propria parte, di avercela messa tutta per risolvere il problema, altrimenti giustamente si fanno altre scelte e si premiano i territori che invece uno sforzo in quella direzione l'hanno fatto e hanno dimostrato di credere su quel tema.
Chiudo con l'ultima questione perché mi sembra rilevante all'interno della nostra proposta emendativa. Io lascio al consigliere Montanariello, che ne sa molto più di me, fare una discussione sullo stato di salute e della qualità del trasporto pubblico locale della Regione del Veneto, ma è oggettivamente un problema il fatto che i costi che l'utente deve sostenere per utilizzare i mezzi pubblici in questa Regione siano costi rilevanti.
Siccome delle volte in politica non serve essere particolarmente creativi per risolvere i problemi, e delle volte basta anche copiare quelle che sono chiamate le buone pratiche, ci sono altre Regioni che da un po' di anni hanno sperimentato la gratuità del trasporto pubblico locale per gli studenti. Può essere una modalità con cui noi andiamo incontro alle necessità delle famiglie, incentiviamo l'utilizzo dei mezzi pubblici e, dunque, facciamo anche una scelta intelligente dal punto di vista della sostenibilità, costruiamo anche le condizioni migliori per migliorare la qualità del servizio, del trasporto pubblico locale.
Questi sono semplici esempi di ciò che noi vorremmo mettere dentro questo Collegato e di ciò, Assessore, che ci saremmo anche aspettati di trovare dentro questo Collegato. Sappiamo benissimo quali sono i problemi che dobbiamo affrontare. So che li conosce bene anche lei. Essendo chiaro da ieri che la giustificazione del “non ci sono soldi” è archiviata, chiediamo alla Regione del Veneto di assumersi la responsabilità di affrontare alcune questioni. Noi abbiamo proposto delle soluzioni. Se ne avete altre, benissimo. Vorremmo, però, che fosse chiaro il principio che senza risposte non si può andare da nessuna parte.
Grazie.
Assume la presidenza
La Vicepresidente Francesca ZOTTIS

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la presidente Brescacin. Prego.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Prendo la parola oggi, anche sulla scia di quanto ho ascoltato ieri e di quanto abbiamo già ascoltato questa mattina, e probabilmente continueremo nel prosieguo di questo Consiglio regionale, per intervenire su alcuni punti, in particolare in materia sociale e in materia sanitaria.
Il primo sul quale intervengo è il tema della povertà, quindi un aspetto del sociale che coinvolge la nostra comunità, la comunità regionale. La descrizione che ho avuto modo di ascoltare in questi due giorni su un sistema veneto, con riferimento all'attenzione alla povertà delle famiglie e delle persone, credo non renda conto del modello, che esiste già da diversi anni, che è strutturato, che coinvolge il sistema delle Istituzioni pubbliche, regionali e locali e quant'altro, ma è anche in collaborazione con il sistema del welfare.
Ricordo, infatti, che esistono diverse misure ed esiste una programmazione articolata e strutturata a carattere pluriennale proprio su queste tematiche. Penso, in particolare, al qualificato Piano regionale della povertà, un piano triennale che si articola, poi, in piani attuativi annuali, rispetto al quale vi sono una serie di priorità, di attività e di servizi attuati in modo concreto sul territorio regionale e sui territori locali.
Oltre a questo, c'è un'altra serie di iniziative che sono state portate avanti, in particolare negli ultimi quattro-cinque anni, in cui la Regione ha visto un impegno finanziario di circa 8 milioni di euro, attraverso strumenti significativi. Il primo che ricordo è il RIA (Reddito di Inclusione Attiva), uno strumento che è stato ideato, studiato, presentato e attuato in Regione del Veneto. È uno strumento Veneto. È lo strumento che anche dagli Enti locali e dai territori viene identificato come efficace, uno strumento che funziona. Penso anche al sostegno agli affitti, così come agli interventi per la povertà educativa e a tutta la rete degli empori solidali, che negli ultimi anni sono stati molto sostenuti e strutturati e, quindi, resi presenti in modo significativo all'interno delle realtà territoriali.
Capiamo, quindi, quanto il sistema, la presenza pubblica sul tema anche del sostegno delle famiglie sia importante e significativo.
Lo scorso mandato abbiamo approvato la legge sulla famiglia, nel 2020. Abbiamo approvato quest'anno il nuovo Piano triennale per la famiglia, anch'esso un programma strutturato triennalmente, che dà anche garanzie e stabilità nel tempo. Tra le varie misure che sono state previste vi è anche l'attenzione all'abbattimento delle rette degli asili per le famiglie in difficoltà, stanziando nel 2021 un fondo di 5 milioni di euro, confermato nel 2022.
Ricordo anche l'approvazione ‒ sempre quest'anno, o lo scorso anno, ormai ‒ del Fondo Sociale Europeo, della nuova programmazione 2021-2027, dove la scelta politica della Regione del Veneto, di questa maggioranza, è stata molto chiara in termini di attenzione al sociale. Non ci siamo rimessi alla scelta di approvare soltanto la percentuale fissata a livello governativo, del 25%, del Fondo Sociale Europeo da destinare in particolare all'inclusione sociale e al tema del sociale in generale, ma l'abbiamo alzata, portandola al 28%. Questa penso sia una scelta politica di grande chiarezza rispetto all'attenzione nei confronti delle fasce più in difficoltà e che nei prossimi anni attuerà una serie di iniziative, di bandi, che si stanno già delineando nella direzione sociale, con l'assessore Lanzarin, che saluto, tra l'altro, che vedremo arrivare nei nostri territori. Sicuramente sapranno dare una buona risposta.
Mi ricollego al tema della povertà per passare anche a un altro tema di cui ho sentito molto parlare in questi giorni. Mi riferisco al tema degli asili nido, delle scuole paritarie e delle scuole dell'infanzia. Abbiamo riconosciuto ‒ e lo riconosciamo ‒ che il nostro è un modello di welfare particolare. È un modello di welfare con caratteristiche tutte venete, che vede, come unica Regione, il 63% di servizi educativi a titolarità privata, le scuole paritarie, presenti in Veneto. La presenza del pubblico per i servizi educativi nella nostra regione si attesta al 37%. Li sosteniamo. Lo facciamo con risorse importanti. Lo facciamo, di solito, in previsione di bilancio con 31 milioni di euro. Lo facciamo con un ulteriore impegno successivo nelle variazioni di bilancio, con ulteriori 4 milioni di euro, quindi con un fondo significativo di 35 milioni di euro. Lo facciamo anche con la legge che ho richiamato prima, la legge per la famiglia, che stanzia 5 milioni ogni anno (2021 e 2022) per abbattere le rette degli asili per le famiglie in difficoltà.
La riflessione politica non deve essere che, poiché il Veneto ha un modello particolare di welfare che vede la presenza delle realtà del privato sociale attive in modo significativo nei servizi educativi, lo Stato si deve disinteressare di questi servizi. Credo che, invece, lo Stato dovrebbe prestare attenzione a questo tipo di servizio, proprio per garantire la qualità della vita delle famiglie e la qualità educativa dei ragazzi che crescono nella nostra comunità e per dare la possibilità ai genitori, nella loro scelta, di svolgere la loro attività professionale. Abbiamo sentito in tantissimi interventi, anche quando parlavamo della parità di genere, l'importanza di garantire che entrambi i genitori possano svolgere la propria attività lavorativa, perché questo porta a una qualità di vita delle famiglie, complessivamente intese, maggiore. Proprio per questo lo Stato non si dovrebbe disinteressare, ma dovrebbe sostenere. Non serve neanche alla pari di quanto sostiene l'intervento pubblico, i servizi pubblici. Basterebbe anche una percentuale minore, il che darebbe gambe e garanzia di qualità ai nostri servizi.
Vi porto soltanto un esempio, perché i numeri sono sempre importanti. Ogni anno lo Stato fissa per le scuole dell'infanzia la cifra di impegno, di costo di un ragazzo ai servizi per la prima infanzia. Nel 2022 l'ha fissata in circa 6.000 euro. Un ragazzo, quindi, in una scuola di infanzia pubblica porta un costo pubblico di circa 6.000 euro. Statale. Con quanto interviene lo Stato per le scuole paritarie? Con circa 700 euro a bambino. La differenza tra 6.000 euro e 700 euro è pari a 5.300 euro. Basterebbe, quindi, un pochettino più di attenzione da parte dei servizi, che sono servizi fondamentali garantiti e da garantire, per continuare a dare gambe a questi servizi, a questa presenza nel territorio. La Regione non si sottrae e fa certamente la propria parte, da questo punto di vista.
Centri servizi per anziani, non autosufficienza, IPAB. Avremo modo di confrontarci e di trovare il giusto equilibrio, che porterà anche a una riqualificazione, con la nuova legge per i Centri servizi per anziani. Penso che una riflessione si possa già aprire per dare una cornice più corretta e più completa alla presenza dei servizi per anziani in regione Veneto. In regione Veneto esiste da centinaia di anni. Anche in questo caso è un modello che ha delle caratteristiche tutte venete. è il frutto del lavoro sia delle Istituzioni private sia degli Enti che da centinaia d'anni offrono questo tipo di servizi, che sono stati promossi dal territorio, dalle persone che vi hanno creduto, sia attraverso l'impegno personale, l'impegno professionale, sia attraverso l'impegno di economie significative che in centinaia di anni sono state destinate a questo tipo di servizi. È un servizio che, però, rientra, secondo me, nella tradizione dell'integrazione socio-sanitaria veneta. Quindi, è una delle gambe, uno dei pilastri dei sistemi socio-sanitari e di offerta dei servizi per la non autosufficienza, che secondo me va visto in linea con il sistema sanitario, che negli ultimi decenni è stato oggetto, così come il sistema socio-sanitario anche dei Centri servizi per anziani, di un lavoro di riqualificazione e di adeguamento. Penso sicuramente all'organizzazione sanitaria, alla riqualificazione sanitaria attraverso il nuovo modello veneto, in particolare alla rete degli ospedali hub&spoke.
Penso anche al sistema dei servizi territoriali di cure intermedie, di ospedali di comunità, le unità riabilitative territoriali, presenti in Veneto. Avevo citato, tempo fa, un lavoro fatto da un servizio studi della Camera dei Deputati, che analizzava gli ospedali di comunità e le case della comunità presenti nelle varie regioni italiane, da cui si evinceva la capacità della nostra Regione di programmare gli ospedali di comunità e anche di attuarli in modo significativo rispetto ad altre realtà territoriali.
Sappiamo che questo tema sarà oggetto di un rafforzamento anche con il PNRR. Oltre a queste due gambe, servizi sanitari e strutture intermedie territoriali, ve ne è una terza, ossia il servizio offerto dalle Case di riposo e dai Centri servizi per anziani. Anche in questo caso penso possa essere utile parlare di un lavoro che è stato pubblicato recentissimamente. Sapete che ogni anno la Bocconi pubblica il Rapporto OASI, un rapporto molto qualificato sui sistemi sanitari, ma che dedica anche un capitolo alla non autosufficienza. Da questo studio ho tirato fuori alcuni dati, in particolare quelli relativi alla presenza delle nostre strutture per anziani, le RSA, strutture residenziali, per la popolazione over 75. Il Veneto si colloca, rispetto a una media italiana del 9% di strutture residenziali rispetto al fabbisogno, con una percentuale di presenza del 18%, seguendo la Provincia Autonoma di Bolzano, la Provincia Autonoma di Trento e la Lombardia, che ci precede con il 19%.
Se andiamo a guardare la presenza, sappiamo che i servizi residenziali sono uno dei servizi. Poi c'è l'assistenza domiciliare integrata. Anche su questo fanno un'analisi per la copertura del fabbisogno della popolazione over 65 non autosufficiente attraverso l'assistenza domiciliare integrata. Anche in questo caso, rispetto a una media italiana del 21% di copertura del fabbisogno, la nostra Regione, subito dopo il Molise, che è una piccola Regione, si colloca con una presenza del 48% di copertura del fabbisogno.
Ci sarebbero anche altri dati interessanti, però questi ci fanno già capire il tipo di organizzazione, di strutturazione che negli anni si è concretizzata nel nostro territorio, rispetto al quale l'attenzione di questa Regione è stata sempre molto alta, molto attenta ‒ lo ricordo ‒ sia durante il periodo della pandemia, ma ancor prima, nel 2020, quando esprimemmo un parere positivo in Commissione Sanità per un incremento del Fondo per la non autosufficienza di 21 milioni di euro, con i 30 euro di quote di accesso previste. Immettemmo, quindi, nel sistema dei servizi sanitari delle Case di riposo ulteriori risorse importanti.
Ricordo che durante la pandemia, con la capacità di avere una razionalizzazione significativa del bilancio, fu possibile riconoscere contributi straordinari a questi Centri servizi per le spese affrontate per i costi della pandemia, mentre lo Stato fece poco. Dirò qualcosa anche su questo. Più volte, anche ieri e oggi, ho sentito cose, secondo me, assolutamente non corrette, una narrazione molto deviante, da questo punto di vista. Poi lo preciserò.
Nel mese di luglio ultimo scorso abbiamo sviluppato un altro provvedimento molto importante, portato dalla direzione sociale, dall'Assessore, che prevede un fondo strutturato triennale di circa 148 milioni di euro, quindi quasi 50 milioni di euro all'anno, già da quest'anno, 2022, 50 milioni nel 2023 e 50 milioni nel 2024, per aumentare 3.000 impegnative per i posti autorizzati delle Case di riposo.
L'intervento, quindi, è significativo, anche voi lo capite molto bene, rispetto a una copertura del fabbisogno regionale, in confronto con le altre Regioni, ve le ho dette prima, con i dati del Rapporto OASI della Bocconi, che ci vede con una copertura di servizi maggiore di altre Regioni. Anche la capacità di andare incontro con ulteriori risorse ai Centri servizi, oltre che l'adeguamento della tariffa, che ‒ come sappiamo ‒ è stata portata da 49 euro per il primo livello a 52 euro, unificando le due tariffe, e anche questo è stato riconosciuto durante le audizioni, che hanno portato, comunque, un beneficio in più per le Case di riposo in un momento significativo e particolare di difficoltà per i costi energetici, per i costi dell'aumento delle materie prime, che conosciamo tutti, rispetto ai quali siamo tutti attenti, facciamo tutti del nostro meglio.
Più volte abbiamo parlato della riforma delle IPAB, una riforma che faremo e che andrà ancora nella scia di tutti questi provvedimenti che sono stati fatti, che non hanno la forma della legge: hanno la forma di un provvedimento amministrativo, ma hanno una sostanza enorme. Immettere 50 milioni di euro ogni anno per tre anni con un complessivo di 150 milioni di euro, quando sappiamo che il Fondo per la non autosufficienza ammonta a circa 530 milioni, fino all'anno scorso, nella nostra Regione... Aumentiamo di 50 milioni ogni anno. Arriviamo, fra tre anni, a 150 milioni. Quindi, capiamo quale sia l'intervento significativo. Non ha il titolo di una legge, ma ha il titolo di un documento amministrativo che, secondo me, ha una grandissima valenza.
Ho sentito dire che il “Ristori quater” ‒ o il provvedimento che sarà ‒ non riconosce i ristori per le spese energetiche alle IPAB, perché non c'è la riforma delle IPAB. Mi dovreste spiegare, allora, perché l'anno scorso le nostre IPAB regionali hanno preso i contributi dallo Stato per i ristori delle spese Covid. Proprio perché erano IPAB. Questo ci fa capire che le nostre IPAB sono presenti. I Centri servizi sono presenti a livello nazionale, tant'è che hanno preso già dei contributi dallo Stato per le spese Covid. Evidentemente è stata una svista del legislatore. Avranno l'opportunità di adeguare e riconoscere in modo corretto.
Da ultimo, vorrei intervenire anche sul tema sanitario. Ieri ho sentito una cosa che non condivido. Penso di poter parlare anche a nome degli altri colleghi. Sicuramente di quelli della Quinta Commissione, ma penso di tutti quanti. La sanità pubblica, la sanità per tutti è l'impegno di tutti quanti, una focalizzazione per tutti. Su questo andiamo avanti a lavorare. Non per niente in questi ultimi mesi abbiamo portato soluzioni normative e amministrative, a cui altre Regioni guardano con interesse, che tante volte vengono riprese anche a livello statale. Penso al tema dell'adeguamento della remunerazione oraria per gli ospedalieri che decidono di prestare ore di servizio per l'emergenza-urgenza, per i “pronto soccorso”. Penso anche all'accordo che è stato siglato la settimana scorsa, dieci giorni fa, dalla nostra Regione, come prima Regione: l'indennità di pronto soccorso, l'accordo con i Sindacati per l'indennità di pronto soccorso per gli infermieri. Penso alla disponibilità, che abbiamo letto anche ieri, nell'altro accordo fatto con i Sindacati, per l'estensione di queste previsioni anche ad altri ambiti sanitari.
Non per metterci una medaglia, perché io non ho queste velleità, riprendo una slide che ci ha portato il dottor Toniolo quando è venuto in Commissione qualche settimana fa. Ci ha portato una slide sul rapporto di performance regionale del CREA Sanità, un istituto che sviluppa un ranking frutto del contributo di un panel di 107 esperti su valutazioni delle preferenze di utenti, Istituzioni, professioni sanitarie, management aziendale e industria medica. Hanno analizzato tutti i sistemi regionali sanitari sulla base di sei parametri. Uno in particolare mi ha colpito, perché, secondo me, è interessante rispetto ai discorsi che abbiamo fatto sia ieri che oggi. Accanto al parametro dell'appropriatezza, accanto al parametro economico-finanziario degli esiti dell'innovazione sociale, vi è anche il parametro dell'equità di accesso. “Equità di accesso” significa accesso per tutti, quindi ‒ quello che dicevo all'inizio ‒ la capacità di un servizio sanitario di essere... Seppur con tutte le difficoltà e con tutto l'affaticamento che non possiamo non riconoscere in questi ultimi anni a seguito della pandemia, quindi dell'onda lunga del recupero delle prestazioni e della risposta alle nuove prestazioni e alla nuova domanda che viene avanti, hanno valutato anche l'equità di accesso, quindi l'accesso per tutti. La nostra Regione è risultata la prima tra tutte quante.
Se i risultati sono questi e vengono certificati... Potrei prendere anche quello che è uscito ieri, un altro rapporto sulle politiche della cronicità fatto da Cittadinanzattiva, che analizza come le Regioni stiano attuando il Piano nazionale della cronicità. Affermano che le Regioni che prevedono una presa in carico, in base a quanto previsto dal piano, nell'ordine sono: Lombardia e Veneto per il 56%, Emilia-Romagna per il 50% dei rispondenti, Piemonte e Toscana per il 47%, eccetera. Il sistema c'è, il sistema funziona e su questo si va avanti a operare.
Da ultimo, il tema dei medici di medicina generale. Mi ha fatto piacere sentire prima, finalmente, che si riconosce che il tema della programmazione sbagliata è un tema nazionale. In tutti questi mesi abbiamo sempre sentito che avevamo sempre sbagliato noi come Regione nella programmazione regionale. Finalmente oggi ‒ l'ho sentito due volte, quindi è inequivocabile ‒ si riconosce il tema della programmazione come un tema nazionale. Quindi, poiché non c'è ancora l'autonomia, anche noi sottostiamo alle regole nazionali, tant'è che facciamo anche da esempio.
Quello che ha detto il Presidente ieri è vero. Siamo stati i primi a inserire, nel Piano socio-sanitario che abbiamo approvato a dicembre del 2018, la previsione per gli specializzandi di quarto e quinto anno dell'inserimento negli ospedali del territorio. La Giunta e il Presidente, in particolare, con coraggio avevano adottato il provvedimento amministrativo per dare attuazione e immettere in servizio questi medici specializzandi. Vi è stata una levata di scudi. Poi è arrivata come un uragano la pandemia, che ha fatto sì che non entrassero negli ospedali o nelle USCA soltanto gli specializzandi del quarto e quinto anno, ma anche quelli laureati, abilitati, iscritti all'Ordine dei medici.
Anche sul tema della medicina generale c'è un grosso lavoro da parte di questa Regione. Ricordo alcuni dati, che sono già stati citati, ma penso sia bene ricordare affinché restino agli atti di questo Consiglio regionale, dove se ne parla, in modo da parlarne nel modo più completo e corretto possibile. La Regione non è ferma. Nei prossimi anni entreranno in servizio, dal quindicesimo corso, quello che ormai è il terzo anno, 204 medici iscritti; dal sedicesimo corso, il secondo anno, 120 medici; dal diciassettesimo corso, quello partito l'anno scorso, 265 medici.
Anche quest'anno ‒ lo abbiamo visto qualche settimana fa ‒ la Regione e anche altre Regioni sono partite con il nuovo bando, prevedendo una disponibilità di oltre 226 posti di specializzazione. Cosa succede, poi? Succede che di tutti i posti messi a bando vi sono le iscrizioni e che vi sono anche, purtroppo, persone che nel corso della loro attività di studio e di specializzazione decidono di prendere altre strade. Ci sono anche coloro che, alla fine della specializzazione, possono comunque decidere di fare i medici di famiglia, così come di entrare in altre attività sanitarie, svolgere, quindi, altre professioni. Questo, però, non dipende da scelte regionali, ma certamente da una scelta personale, della persona, di quel professionista, di quel medico.
C'è attenzione? Sì, c'è attenzione. Negli ultimi mesi ho visto passare negli ordini del giorno della Giunta anche molte collaborazioni, molte convenzioni fatte, per uso degli specializzandi, anche con Università non venete. Oltre a Padova e Verona, anche l'Università di Pisa e l'Università di Pavia. Quindi, c'è una grandissima attività su questo, una grandissima disponibilità.
Ricordo anche il provvedimento fatto lo scorso anno per poter ampliare il numero dei pazienti seguiti da un medico di medicina generale fino a 1.800, intervenendo in modo significativo con le ore di collaboratori di studio, andando a potenziare le medicine di gruppo esistenti, oppure i medici singoli disponibili. Su questo penso che una grandissima risposta sia stata data, rispetto alla quale certamente non verrà meno l'attenzione e l'impegno.
Grazie.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Grazie a lei.
La parola alla collega Bigon. Prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Ho ascoltato con molto interesse l'intervento della collega presidente Brescacin. Vorrei fare alcune precisazioni, per quanto ci riguarda, riportando le obiettività, ma soprattutto dati che a noi risultano abbastanza veritieri perché riferiti dalla stessa Regione. Procedo punto per punto, perché credo sia giusto fare ordine.
Si parlava di povertà. Giustamente, nell'intervento introduttivo in questi giorni abbiamo sempre detto che in Veneto sta aumentando la povertà. È vero quello che diceva la collega. Piano povertà triennale fatto dalla Regione, con servizi e iniziative, quattro-cinque anni, un impegno di 8 milioni, sostegno affitti, povertà educativa. Il Piano per la povertà triennale, certo, c'è un Piano della povertà e ci sono anche tante leggi in Veneto, però dobbiamo finanziarle perché abbiano effetto. La realtà è solo una: la realtà – non ho sentito alcuna contestazione su questo – è che una famiglia su quattro non riesce a far fronte ad una spesa straordinaria di 800 euro; che è aumentata dal 2018 ad oggi, quasi raddoppiata, la povertà giovanile in termini numerici molto concreti, e che, di fatto, fanno fatica non solo a pagarsi la scuola, l'istruzione, ma anche gli affitti delle case dove studiano.
È vero che c'è un sostegno affitti, ma questo non è sufficiente, perché molte famiglie in Veneto, circa un 10%, non riescono nemmeno a pagarsi l'affitto, tantomeno a volte riescono a pagare quello che è all'interno addirittura di una locazione ATER o AGEC (qualora sia comunale o regionale).
Povertà educativa. Tutti siamo consapevoli del fatto che c'è anche una povertà educativa nel momento in cui c'è una povertà economica. Nel ricco Veneto abbiamo anche delle sacche di povertà, ma questo è stato ammesso anche ieri, abbiamo concordato sul 10% di una povertà veramente pesante. Sappiamo, però, che c'è anche una povertà dovuta a un reddito basso, quello del lavoro veneto, che è tra i più bassi tra le Regioni, soprattutto anche nei confronti dell'estero, per cui tanti se ne vanno. Anche su questo non ho sentito dei dati che possano dire esattamente il contrario.
Abbattimento delle rette dell'asilo nido e Piano triennale per le famiglie. Noi abbiamo votato all'unanimità una legge, la n. 20 del 2020, che di fatto non è mai stata completamente finanziata.
Parlavamo, nell'occasione, e volevamo, come obiettivo, perché abbiamo un'emergenza in Veneto, che è la denatalità, dare dei servizi gratuiti alle famiglie, di servizio di asilo nido. Abbiamo detto: facciamolo in via sperimentale, nel momento in cui non riusciamo a garantire almeno 100 milioni, di abbattere completamente le rette in Veneto. Diamolo almeno in via sperimentale, ma di fatto il finanziamento è talmente poco rilevante che abbiamo comunque le rette in media più alte rispetto alle altre Regioni. Abbiamo sentito in più occasioni le cifre date.
Bandi al sociale. I bandi al sociale sono emessi con i fondi che riceviamo dai vari Governi di seguito a cui poi gli Enti locali partecipano. Se voi parlate con gli Enti locali, però, c'è una difficoltà enorme in Veneto: quella di accedere ai bandi, prima di tutto per la carenza di personale, secondo perché effettivamente, da graduatoria, pur avendone diritto, spesso non rientrano tra i beneficiari.
Asilo nido, paritarie, infanzia. Il 63%, giustamente, si diceva è destinato ai servizi privati e il 37% al pubblico. Noi siamo d'accordo sul fatto che ci siano le scuole paritarie. Danno un'integrazione e un servizio eccezionale, per cui dobbiamo assolutamente essere consapevoli di questo, ma dobbiamo anche aiutarle.
Non possiamo permettere che ci sia una diversità tra chi va nella scuola pubblica, che costa, è vero, 6.000 euro a bimbo, e chi si accinge ad andare a iscrivere un figlio nelle scuole private e paga di più.
È stato detto che la scuola pubblica costa 6.000 euro, mentre si danno 700 euro alle scuole private, convenzionate da parte dello Stato. Quella pubblica è vero che costa 6.000 euro, quella privata paritaria 3.000, costa esattamente la metà. Fanno un buon servizio e costa anche meno, ma la famiglia che iscrive il bimbo all'interno delle scuole paritarie paga di più rispetto a quella pubblica, e abbiamo sentito quanti sono i costi. Per cui, anche qui, compete alla Regione abbattere.
I 31 milioni son sempre quelli degli ultimi anni, con le varie integrazioni dei 4 milioni successivi in sede di avanzo, però guardate che qualche anno fa la Regione Veneto investiva di più negli asili nido. Noi abbiamo invertito la tendenza: invece di aumentare il fondo a favore dell'abbattimento di queste rette, lo manteniamo uguale da anni, con un problema di natalità, continuiamo a dirlo, molto, molto elevato.
Il supporto alle famiglie non è solo nell'asilo nido. Dobbiamo pensare che la donna si fa carico, come mamma, dei figli e, come figlia, dei genitori, e spesso anche lavora.
Noi dobbiamo dare i servizi da una parte di asilo nido, scuola materna, dopo scuola, perché è importante anche il dopo scuola, dall'altra dare dei servizi anche delle Case di riposo e delle RSA, perché comunque spesso è la donna che si occupa di tutti i servizi che ruotano intorno alla famiglia.
Io ho sentito lo studio che ha citato la collega della Bocconi. Ieri l'ho scaricato e me lo sono guardato, ma la realtà è una sola, che da una parte le strutture delle Case di riposo, i centri servizi non riescono a chiudere i bilanci per i rincari che ci sono stati e per i maggiori costi sostenuti per il Covid, dall'altra abbiamo le famiglie che si vedranno aumentare le rette da gennaio, una a Verona di 6,50 euro al giorno, l'altra in media di 5,50 euro al giorno.
Questa è la realtà, questi sono i numeri del Veneto. Dopodiché, datemi dei numeri diversi. Io non voglio sentire altro, voglio sentire dei numeri diversi dai nostri, se siete in grado di darceli.
La Camera dei deputati ha fatto un lavoro sul Veneto per quanto riguarda gli ospedali di comunità. Certo, li ospedali di comunità li abbiamo ideati prima del PNRR, e bisogna riconoscerlo. Il problema è un altro: nelle schede del 2019 avevamo, come previsione, 68 ospedali di comunità e ne abbiamo realizzati esattamente la metà.
Non solo, in quell'occasione – io non c'ero, ma la legge è chiara – si diceva che i reparti di lunga degenza dovevano essere cancellati ed estinti al momento dell'attivazione degli ospedali di comunità. In realtà, cosa è successo? Che si sono cancellati tutti i reparti di lunga degenza, a parte uno, ma nello stesso tempo non abbiamo attivato tutti i servizi di ospedali di comunità.
Sapete cos'è l'ospedale di comunità? Perché la Camera dei deputati può fare un buon lavoro, però l'ospedale di comunità è un servizio intermedio che viene dato, dopo un ricovero magari intensamente elevato, al paziente per una terapia di medio livello.
Se questa persona si ritrova in lista d'attesa e non riesce ad essere inserito nell'ospedale di comunità, significa che è in carico alla famiglia. La famiglia è in grado di supportare anche questo, oltre a tutto il resto? Perché, nel momento in cui diminuiamo i posti letto negli ospedali, dobbiamo avere dei cuscinetti, delle strutture intermedie tra l'ospedale per acuti e il domicilio. L'ospedale di comunità è una struttura intermedia. Prima avevamo i reparti di lungodegenza, adesso non ci sono più. Anche qui, metà non sono stati realizzati.
IPAB. Siamo l'unica Regione che non ha fatto ancora la riforma. Non entro nel merito, ma sappiamo perfettamente, credo tutti, lo abbiamo sentito in questi giorni, che la riforma serve sicuramente per mettere in rete una serie di servizi, per riorganizzarli, perché diventiamo sempre di più una popolazione anziana e nello stesso tempo abbiamo bisogno di servizi, che siano ovviamente messi in rete, a favore delle famiglie e anche del singolo individuo.
È stato, però, precisato che l'anno scorso il Governo ha dato dei contributi a favore delle IPAB. La diversità rispetto a questo decreto, per cui non li abbiamo ricevuti, è che l'anno scorso erano state date anche alle IPAB perché, probabilmente, il Governo precedente era a conoscenza che il Veneto non aveva ancora fatto la riforma ed era l'unica e, quindi, le IPAB in Italia che esistevano ancora erano quelle venete. Questo Governo, l'attuale, ha parlato, invece, nell'ultimo decreto, dove appunto dava dei sostegni economici, di ex IPAB, non sapendo che il Veneto ancora ha le IPAB. Ex IPAB in Veneto non ci sono, perché la riforma non è stata ancora fatta. Ecco perché siamo stati esclusi da questo contributo, oltretutto aggravando un po' la situazione rispetto a quella che già c'è.
Sanità. Sono uscita anche consapevole del fatto che condividiamo l'accordo fatto con i sindacati, che chiedevamo da tempo, lo abbiamo chiesto ancora durante la discussione del PDL, dove abbiamo fatto quegli emendamenti, da noi ovviamente rigettati, a favore dei medici iscritti al primo, secondo e terzo anno, con i 1.000 assistiti, 1.200 e 1.200. In quell'occasione dicevamo che c'è un problema per i pronti soccorsi. Non potete erogare 100 euro ai medici pubblici ad integrazione di quelli del pronto soccorso, senza aprire a tutti gli altri reparti, tanto che questo emendamento era stato rigettato. Il fatto che adesso si apra ed è stato fatto qualche giorno fa con un accordo, noi siamo contenti. Siamo d'accordo. Siamo consapevoli, ma arriva adesso dopo mesi (circa un anno) che lo chiediamo.
Accesso per tutti, recupero delle prestazioni in Regione Veneto. È risultata la prima. Siamo tutti cittadini e credo che tutti abbiamo provato, almeno una volta, a chiamare il CUP. Spesso il CUP non prende nemmeno il nome e cognome della persona. Non solo non prende il nome e cognome, non lo mette nemmeno in lista e in galleggiamento. Se chiamate – è successo a me e ho tante segnalazioni – vi dice, se non c'è disponibilità, di richiamare dopo un mese, due, oppure addirittura che la visita è al 2023, 2024, 2025.
Parlo, ovviamente, dove non ci sono disponibilità per le visite. Certo che risultiamo i primi. Certo che risultiamo probabilmente i primi. Io vorrei vedere questo dato. Scusatemi, se non abbiamo liste d'attesa perché non vengono presi i nomi e i cognomi, io credo che le disponibilità siano veramente date in riscontro a tutti.
Ne abbiamo parlato in Commissione circa un anno fa. Adesso aspettiamo l'Assessore che ci deve anche relazionare sulle liste d'attesa a seguito dei 40 milioni che abbiamo investito per il recupero. L'abbiamo detto circa un anno fa in Commissione Sanità, dove era emerso il fatto delle liste d'attesa ed era stato detto che non risultavano così gravose.
In realtà, ci sono le liste d'attesa. Bisogna vedere quanti nomi sono stati indicati all'interno di queste liste. Credo che siamo tutti consapevoli che le liste ci sono, perché altrimenti io sono disponibile a darvi nomi e cognomi delle persone (ovviamente non i dati personali) che hanno chiamato e che non riescono a trovare risposta, ma che la visita se la devono pagare, se non l'intervento.
Vengo a un altro dato, che non è stato contestato, ma che comunque è pubblicato: abbiamo circa dieci persone su cento che rinunciano a pagarsi le cure in Veneto.
Abbiamo parlato delle malattie croniche. Ho visto la relazione di Cittadinanzattiva. Anche qui, abbiamo tantissime delibere, anche sulla salute mentale, sulle malattie croniche, sulle malattie rare, dove effettivamente si dispongono determinate cose, ma devono essere attuate.
Dalla delibera alla realtà le cose cambiano, quindi, quanto alle malattie croniche che vengono prese in carico, siamo in ritardo nel Veneto. Basta parlare con alcune associazioni che rappresentano questi interessi delle persone. Non riescono ad accedere alle visite, e di visite ne devono fare più degli altri, perché la malattia, per essere diagnosticata, passano anche dieci anni. Questo è il problema.
È vero che nel Veneto si parlava di specializzandi, e sono stati inseriti già da qualche anno. È altrettanto vero che siamo consapevoli che in Veneto il problema della carenza dei medici c'era già qualche anno fa. La programmazione è sbagliata. Non credo che dobbiamo insistere ancora più di tanto. La sanità è regionale. La modifica del Titolo V ha portato ad una sanità a gestione completamente regionale.
I soldi vengono dati dal Governo, ma la gestione è completamente regionale. Questa è la realtà. Tutto quello che è stato fatto e deciso, se è stato fatto oltre Regione, è all'interno della Conferenza Stato-Regioni, dove le Regioni condividono le problematiche e i bisogni, ma comunque regionale. Non può essere regionale quando fa comodo e statale quando non fa comodo. La sanità è espressione dell'autonomia regionale per questa materia. Per non parlare ancor di più di quella ovviamente territoriale come sanità, dove addirittura c'è la Scuola di formazione regionale. È vero che ci sono gli iscritti che abbandonano, ma è di questo che noi parliamo.
Non voglio ripetere tutti i dati che sono già stati forniti dalla collega Camani prima e nemmeno ribadire quello che è stato detto in questa sede da qualche giorno, da mesi ormai, da sicuramente due anni. A noi mancano circa 600 medici, ne abbiamo 2.776 in Veneto ad oggi. Abbiamo circa 600 zone carenti. Nell'ultima delibera regionale siamo arrivati a 701 zone carenti. Questa è la realtà.
Se noi abbiamo 0,17 borse di formazione per 1.000 abitanti e siamo all'ultimo posto nella classifica regionale, un motivo ci sarà o è una punizione che ci ha fatto qualcuno? La gestione della sanità è regionale. Questa è la realtà. Dopodiché possiamo dire che abbiamo fatto delle delibere, ma le delibere vanno applicate e vanno finanziate.
Abbiamo tre problemi enormi in Veneto e credo che nessuno lo possa negare, a meno che non lo dica: la denatalità con mancanza di servizi gratuiti in Veneto, nell'eccellente Veneto; abbiamo un problema enorme di sanità territoriale, soprattutto rivolta alla salute mentale che scoppierà ancora di più in Veneto, perché i dati parlano di un Veneto penultimo in classifica regionale; abbiamo un problema, lo sapete, di ambiente, di qualità della vita territoriale.
Se avete dei dati per smentire questo, siamo qui ad ascoltarli, ma non credo.
Grazie.

PRESIDENTE

Collega Zottis, prego.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Il dato che ci ha fornito prima la presidente Brescacin, che ringrazio, sulla copertura del fabbisogno è chiaramente un dato oggettivo che nessuno di noi vuole mettere in discussione. Però, ci sono altri due elementi che andrebbero equiparati a questo dato.
Uno: il fabbisogno non è una cosa stabile e netta che si guarda anno per anno, ma bisognerebbe fare una prospettiva del fabbisogno almeno nei prossimi dieci anni, e sappiamo che la prospettiva futura è di un invecchiamento della popolazione, con, dall'altra parte, una contrazione sempre più netta delle nascite, e questo non è indifferente, motivo per cui abbiamo sempre riconosciuto la bontà dell'intervento sia per quanto riguarda l'IRAP adesso, sia la bontà dell'intervento che c'è stato qualche mese fa per l'aumento delle quote, per cui dovremmo passare nei prossimi tre anni ad una copertura dell'87%. La nostra proposta di aumentare ancora di più è quindi legata all'aumento del fabbisogno.
L'altro aspetto è che la tenuta, purtroppo, delle strutture sia pubbliche che private, quindi i centri servizi, profit e non profit, IPAB, è purtroppo una tenuta molto instabile, ma questo ce lo dicono i numeri che ci sono stati forniti sia da UNEBA che da URIPA, una tenuta dettata purtroppo dalla mancata riforma, da una parte, dall'altra dall'aumento dei costi energetici, dall'altra da un aumento del costo delle materie prime e dall'altra, per fortuna, da una revisione del contratto, quindi da elementi che hanno portato chiaramente le strutture ad avere qualche problema in più rispetto agli anni precedenti per quanto riguarda la tenuta economico-finanziaria.
Unito a questo, qualche mese fa noi siamo andati ad approvare in Commissione la DGR n. 996 del 9 agosto 2022, che ha riportato, in accordo con i centri servizi, una quota sanitaria unica a 52 euro, però con l'accordo che comunque dopo ci sarebbe stata anche una logica progressiva di revisione di questo assetto iniziale, perché è evidente che ci sono strutture con un peso assistenziale di una certa natura (su questo tornerò in fase emendativa) e strutture invece con un carico sanitario molto più elevato.
Il carico sanitario implica un aumento dei costi legati al personale infermieristico, e non solo. Questo è evidente che pesa sulle casse soprattutto di quelle strutture che hanno questo elevato carico sanitario.
Tutti questi elementi ci fanno dire che, come ha spiegato in qualche modo anche il consigliere Montanariello prima, benissimo che abbiamo delle strutture di eccellenza che cercano di rispondere e che rispondono in modo assolutamente positivo al fabbisogno delle persone e il fabbisogno all'interno della Regione Veneto. È altrettanto chiaro che, di fronte a questa efficienza, efficacia, a questo sforzo che viene fatto, di fronte a un'evoluzione purtroppo negativa della situazione, noi guardiamo con assoluta positività agli interventi che ci sono stati proposti, ma non li valutiamo sufficienti rispetto alla tenuta economico-finanziaria del sistema, che non è indifferente se vogliamo continuare ad eccellere rispetto alle statistiche nazionali.
Grazie.

PRESIDENTE

Collega Valdegamberi, prego.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Volevo fare alcune precisazioni sull'ambito sanitario, avendo ascoltato vari interventi, sia dai banchi della maggioranza che anche dell'opposizione, per focalizzare meglio qual è il tema, attraverso dei numeri, che a noi spesso sfugge. Di solito, in politica, succede che c'è chi va più a bussare alla porta e a tirare la giacca e il problema di costoro si sente e quelli che stanno silenti a casa, divisi in piccoli gruppi, in tante persone che stanno a casa, non si fanno sentire e, quindi, sembra che il problema non esista. Spesso il decisore pubblico, a tutti i livelli, decide sulla base del problema percepito e non sul problema reale.
Per rimettere le cose a posto, si parlava di numeri di case di riposo, numeri di assistenza agli anziani, numeri di non autosufficienza. Nel Veneto abbiamo oltre 1.000.000 di over sessantacinquenni, vuol dire su quasi 4.500.000, quanti siamo, 4.000.000 circa, sono molti. 1.000.000 sono persone che hanno più sessantacinque anni di età e noi sappiamo, dagli studi, che le persone che hanno più di sessantacinque anni di età incidono per più del 50% sul bilancio sanitario di una Regione. Quindi questo numero sta aumentando per tutto il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione. Abbiamo ben 347.000 over ottantenni, quindi persone che hanno più di ottanta anni di età.
Quando parliamo di non autosufficienza, parliamo, grossomodo, di un fenomeno che riguarda 180.000 anziani nella nostra regione. Parliamo un po' in maniera approssimativa, per renderci conto. 180.000 anziani. Di questi, se andiamo poi nel particolare, adesso non ho il dato aggiornato, credo che siano intorno a 35.000 i non autosufficienti che stanno nelle case di riposo. Vuol dire che circa un 20% sono nelle case di riposo, ma l'80% dei non autosufficienti sta a domicilio, a casa, a carico delle famiglie.
Se noi guardiamo la somma complessiva del Fondo per la non autosufficienza, questo ammonta a 771.000.000 di euro. Questo fondo, vado a memoria, per l'80% va per le case di riposo e per il 20% va per gli altri. Capite bene che l'80% degli anziani a casa riceve il 20%, mentre il 20% in casa riposo riceve l'80% delle risorse. Questo è vero.
Dico questo per renderci conto di come, alla fine, il sistema sia sbilanciato a supporto, anche perché le spese ci sono, e sono notevoli, delle case di riposo. Questo vuol dire che l'80% dei cittadini del Veneto, che hanno i propri anziani a casa, ha benefìci e supporto pressoché nullo o minimo.
Tutto questo per dire che nelle nostre politiche di programmazione dobbiamo puntare – non parliamo mai di questo, parliamo solo di case di riposo – a supportare la famiglia, la domiciliarità, cosa che facevo ancora a quel tempo con una serie di servizi intermedi, cercando di rafforzare la domiciliarità, perché questo permetterebbe, prima di tutto, un uso più razionale e finalizzato a ottimizzare l'uso delle risorse. Altrimenti, non possiamo creare sempre nuove strutture e dare sempre soldi in più, quando abbiamo il 20% della popolazione servita a domicilio e l'80% abbandonata a casa, in carico alle famiglie, le quali ricevono il 20% delle risorse. Abbiamo veramente un rapporto invertito.
Dobbiamo creare modelli nuovi. Non possiamo ragionare ancora sulla dicotomia, sulla contrapposizione tra casa di riposo e domicilio. Dobbiamo creare servizi intermedi. Ci sono disabilità con diversi gradi di complessità, ci sono anziani che possono stare in strutture e che devono essere assistiti, come la lungodegenza in una casa di riposo, altri che possono essere supportati per una situazione vicina al domicilio. Per questo ho creato una norma di legge, che forse è passata inosservata nella passata legislatura, che riguarda l'albergo assistito. C'è un caso nel veronese, e ho invitato l'Assessore a venire a visitarlo, a Peschiera. Questo albergo assistito è pieno di anziani, in buona parte semi-autosufficienti o non autosufficienti, a costo zero per la Regione. Pagano una retta minore rispetto a quella delle case di riposo. È un modello che è stato creato e sperimentato e che andrebbe diffuso. C'è anche il discorso dell'affido in famiglia, un'altra legge regionale che andrebbe applicata.
Dobbiamo creare strumenti nuovi, perché se pensiamo di dare risposte solo con l'aumento dei soldi alle case di riposo, che sono necessari, non voglio dire che non servano, non risolviamo il problema, ma andiamo semplicemente a risolvere il problema a un 20% di popolazione, lasciando scoperto l'altro 80%, che rimane a casa, a carico delle famiglie, sempre più fragili e sempre più deboli, che non sono in grado di dare una risposta adeguata. Le facciamo scoppiare.
Concludo, quindi, dicendo che non è questione solo di risorse, ma è questione anche di creare nuove risposte, nuovi modelli, risposte che siano più leggere e differenziate a seconda della gravità della non autosufficienza, superando la discriminante o sei in casa di riposo o sei a casa. No, ci devono essere forme più leggere e meno costose che limitino il più possibile l'accesso alla casa di riposo e sostengano la famiglia in maniera più adeguata.
Ho fatto questa precisazione perché sentivo i discorsi da entrambe le parti, che siamo fermi a modelli di vent'anni fa. La sanità, il sociale va riformato, va cambiato. Non possiamo continuare a guidare macchine che c'erano vent'anni fa, che andavano bene allora e oggi non funzionano più.
La riforma delle IPAB, che sento ripetere mille volte, vi ricordo che è stata licenziata dalla Commissione ancora nel 2014, con il voto favorevole di tutte le parti sociali. E siamo nel 2022.

PRESIDENTE

Collega Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Strano, ma condivido una parte dell'intervento del collega Valdegamberi quando dice che bisogna avere il coraggio di fare delle riforme.
Bisogna avere il coraggio di fare delle riforme e di farle anche in maniera seria e veloce perché alcune riforme qui in Veneto – al netto che qualcuno dopo predica l'eccellenza assoluta anche dove siamo non i primi in classifica, a meno che non decidiamo di girare la classifica al contrario – arrivano in ritardo, quando ormai non servono più. È un po' come le grandi opere in Italia. Quando si finisce di fare una strada ormai quella strada ha quarant'anni da quando l'hanno progettata a quando l'hanno realizzata e non serve più.
Non possiamo dire che su questo, colleghi, non ci sia un problema se la riforma delle IPAB manca a noi e alla Sicilia, che tra l'altro è a Statuto speciale, perché o ci autoconvinciamo, come quei corsi che ti fanno che tu continui a ripetere che va tutto bene, allora ci autoconvinciamo all'infinito, collega, che va tutto bene, o c'è un tema.
Il tema è che o tutte le altre Regioni che l'hanno fatta hanno sbagliato o tutte le altre Regioni che l'hanno fatta hanno fatto bene. Non c'è un tema di visione politica. Non siamo il 40% delle Regioni l'ha fatta, il 60 no, 50 o 50. Siamo a tutte l'hanno fatta tranne noi e la Sicilia.
C'è questa frenesia di questa autonomia. Il Nord ha un'altra velocità di marcia. Però, vedo che sui dati in questi giorni emerge che sul trasporto siamo con la Campania, che sulle IPAB siamo con la Sicilia. Mi pare, Presidente, più che un partito autonomista che guarda al nord stiamo diventando il primo degli ultimi.
Ragazzi, i numeri son quelli. Con il trasporto siamo con la Campania, con le IPAB siamo con la Sicilia. Ripeto, una volta eravamo i primi nell'altra parte d'Italia, adesso stiamo diventando i primi nella parte opposta.
Così come sono giuste le considerazioni della collega Presidente, quando dice che l'anno scorso ci hanno dato le risorse, quest'anno no. È chiaro, l'anno scorso c'era una parte di Governo, che è quella che noi ci pregiamo di aver rappresentato in alcune scelte come queste, che, avendo un occhio di riguardo nei confronti del Veneto, si è permessa di dire, durante quel tipo di manovre, di non essere distratti nei confronti di chi aveva quel tipo di normativa che non sarebbe rientrato.
Provate quindi a pensare per assurdo che con un Governo di centrodestra si scordano della particolarità del Veneto, e per fortuna c'è stato il nostro Segretario, Andrea Martella, che ha preparato una serie di emendamenti (l'avranno fatto anche i vostri Parlamentari, per carità, gioco di squadra, siamo tutti dello stesso territorio). Però pensi l'assurdità, collega: con un Governo dove dentro c'è il PD si segnala che c'è questa discrasia, quindi la norma in quel modo che lascia fuori il Veneto e non c'è questo problema, con un Governo tutto di centrodestra, la presidente Meloni e il suo Governo si scordano del Veneto, tant'è che adesso bisogna rincorrere gli emendamenti.
Questi sicuramente passeranno, però la buccia di banana per la presidente Meloni, quella di scordarsi del Veneto, con autorevoli rappresentanti anche veneti di Fratelli d'Italia, c'è stata, cioè con la Meloni all'opposizione non ci scordiamo del Veneto, con la Meloni che governa ci scordiamo del Veneto. È un dato oggettivo. Fratelli d'Italia, è un dato oggettivo, non potete far finta che non sia così.
Dopo – ripeto – ci mancherebbe altro che lasciano il Veneto fuori e non accolgono i nostri emendamenti, ci mancherebbe anche quello, però non potete dire anche voi che qui va tutto bene. Adesso la colpa qual è? No, ma l'altra volta i soldi ce li hanno dati, ha ragione la Presidente, l'altra volta i soldi ce li hanno dati, c'era un Governo più attento: la parte del PD ha acceso i riflettori sul Veneto. Questa volta i soldi non ce li hanno dati: si vede che il Governo Meloni guarda con meno attenzione al Veneto. Il PD c'è ancora, seppure in minoranza, e abbiamo preparato gli emendamenti per far sì che il Veneto non resti fuori.
Provate a pensare l'assurdità: con i dati siamo insieme alle Regioni del Sud, con le riforme siamo insieme alle Regioni del Sud. Va al Governo una coalizione di destra e si scorda del Veneto. Ma provate a pensare quanto è buffa a volte la politica. Avete predicato talmente bene che quando avete cominciato a razzolare avete messo due passi e siete caduti tre volte.
È una considerazione politica mia – Presidente, mi rivolgo a lei per non creare polemiche – che quando qualcuno è all'opposizione (magari lo direte anche voi a noi, ma questa volta non riguarda noi) ha tutte le ricette salvifiche, quando uno va a governare la povera Giorgia Meloni si scorda del Veneto. C'è il PD al Governo e non si scorda del Veneto, ma la Meloni si scorda del Veneto. Manderemo un messaggio al collega Speranzon per dirgli “caro Raffaele, ricordati di noi, visto che se lì, dì alla Meloni che si ricordi di noi”, perché ci vuole la Meloni per scordarsi del Veneto. Ma guarda un po'!
Collega Soranzo, lei può stare meglio, sono contento per lei, ma il dato è ineludibile. Nella manovra prima, quando la Meloni era all'opposizione, non si scordano che il Veneto non ha la riforma delle IPAB, nella manovra dopo, quando c'è il Governo Meloni, si scordano del Veneto. Collega, io spero che lei stia benissimo sempre, per tutta la vita, le voglio bene, è una brava persona, però, collega, il dato è questo: che la Meloni si scorda del Veneto. Ma detto ciò, lo ripeto perché i video li mandiamo sul web e i cittadini devono capire che la Meloni si scorda del Veneto. Per assurdo, collega Villanova, ha funzionato più la formula di Governo rosso-verde che quella azzurro-verde per il Veneto, perché se i numeri sono numeri... Sa com'è, collega Soranzo, la politica non è geometria; lei può parlare anche 48 ore, ma la politica non è geometria, i dati...

PRESIDENTE

Collega Soranzo, lasci intervenire.
Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Presidente, se serve a fargli dire qualcosa, mi va bene anche che mi interrompa; piuttosto che il silenzio della maggioranza, mi va bene anche essere interrotto. Le concedo di interrompermi, purché lei dia un cenno di vita politica e ci dica qualcosa, non all'ultimo, come ogni volta, venendo a spiegarci come è girato il mondo dopo tre giorni che siamo qui a parlare.
Tra l'altro, il collega che è intervenuto prima dava dei dati importanti sulla popolazione anziana. Io qui ho dei dati... Magari, collega Scatto, le può interessare. Io so che lei non interviene, ma se uno interviene gli dà fastidio avere sotto uno che non è mai intervenuto sul bilancio che parla e ti interrompe. Quindi, collega Scatto, credo sia pagata per intervenire, non per disturbare chi parla.
Detto questo, io ho qui dei dati sulla popolazione anziana. La popolazione anziana da noi deve farci davvero preoccupare, perché dal 2001 al 2041 c'è un raddoppio della popolazione degli over 65. Dai dati che abbiamo risulta: nel 2001 ci sono 405.000 dai 65 ai 74 anni e 416.000 over 75; nel 2041, dopo quarant'anni, ci saranno 686.983 stimati tra i 65 e i 74 anni e 925.565 over 75. Questo vuol dire che dagli 800.000 del 2001 andiamo a 1.600.000 persone over 65. Su questo mi aggancio alla programmazione sanitaria di cui si parlava prima. Io non entro nel merito dell'uno o dell'altro, io credo che ci voglia un po' di coerenza, però. Del resto, non può essere che quando qualcosa funziona nella sanità, molto spesso, colleghi, anzi, tantissime volte quando nella sanità le cose funzionano nel Veneto è merito del Presidente Zaia e dell'assessore Lanzarin, che sono lì a spiegarci le scelte coraggiose, il macchinario che abbiamo comprato prima degli altri, il medico che anticipiamo. E non è che quando le cose vanno male è colpa degli altri. Mettiamoci d'accordo: o la sanità la gestiamo noi sempre, quando va bene e quando va male, o non è che la sanità la gestiamo noi solo quando va bene, mentre quando va male è sempre colpa di qualcuno.
Io non sono uno di quelli che si mettono a parlare del Titolo V della Costituzione o altro. Decidete voi a chi dare la competenza. Però, se diciamo che politicamente la colpa è di uno, suoi sono anche i meriti. Se mancano i medici di medicina generale ed è colpa dei Governi, vuol dire che ciò che funziona in Veneto nella sanità è merito dei Governi. Così come se quello che funziona è merito delle scelte del Presidente Luca Zaia, quello che non funziona è demerito delle scelte del Presidente Luca Zaia. Credo sia un addendo così facile che riesco a farlo anch'io.
Sui medici di medicina generale smettiamo di dire che la colpa è del Governo centrale. Questi sono dati scientifici forniti dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Quest'anno noi abbiamo 306 borse perché ce ne sono 66 (se non ricordo male) del PNRR, però negli altri anni, vi faccio un esempio: Regioni simili alla nostra in termini di densità di abitanti sono l'Emilia-Romagna o il Piemonte. Quando l'Emilia chiedeva 70 borse nel 2016, noi che ne chiedevamo 25, nel 2017 loro ne chiedevano 80, noi ne chiedevamo 50. Regioni che hanno un milione di abitanti in meno della nostra, come la Toscana, in questi anni hanno chiesto più borse di noi. La Toscana ne chiedeva 78 e 80, quando noi ne chiedevamo 50 e 25. Però, volendo togliere, collega, il fattore demografico – quindi per dire che altri hanno più abitanti – calcolando sempre con i dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali in quota pro-capite, la media delle Regioni che abbiamo nel Nord è 0,31, 0,25, 0,28, 0,52. Il Veneto è l'ultima d'Italia a 0,17. Calcolando cioè la quota pro-capite delle borse chieste per ogni cittadino – i dati, ripeto, sono quelli dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari, quindi sono dati scientifici – il Veneto è a 0,17.
Il Veneto nella programmazione è l'ultima Regione d'Italia. Mi sono chiesto perché gli altri hanno più borse di noi. Colleghi, quando le davano, noi non le chiedevamo. Quando hanno smesso di darle, ormai per caduta storica, chi le aveva se l'è tenute, c'è anche un tema che qualche altra Regione ha fatto e noi no e le ha potute integrare.
Non credo che sia un reato poter integrare con fondi regionali le borse, lo hanno fatto anche gli altri, non è che ce lo dobbiamo inventare, l'hanno fatto anche gli altri. Tant'è, Presidente, che anche sulla programmazione dei medici di medicina generale i dati ministeriali ci collocano come ultima Regione d'Italia.
Adesso, io capisco che non sia un reato, è una scelta politica. Ricordiamoci il fatto di essere l'ultima Regione d'Italia nella programmazione di medici di medicina generale in quota pro-capite; che le Regioni che hanno gli stessi abitanti che abbiamo noi in questi anni ne chiedevano il triplo delle nostre, o integravano di loro; che le Regioni con un milione di abitanti in meno come la Toscana in questi anni ne hanno chieste più di noi, centinaia, addirittura, nell'ultimo settennio, facendo la somma, visto che noi siamo a 810 e loro a 1.137 nell'ultimo settennio. Non è frutto di una distrazione, dobbiamo raccontarla tutta la verità ai cittadini veneti.
Chi andava ai convegni dicendo che il medico di medicina generale non serve più, che basta andare su Google e digitare e ti viene fuori lo specialista – c'è il video su YouTube – è l'autorevole Ministro della Lega, Giorgetti. Qualche grande dirigente sanitario in questa Regione, anche lì ci sono i video su YouTube, diceva: “A cosa serve il medico? Basta mettere all'interno di Google “ho mal di testa” e ti dicono che medicina prendere”.
Il fatto che in Veneto siamo l'ultima Regione d'Italia nella programmazione di medici di medicina generale secondo dati ministeriali non è una scivolata, è figlio di una volontà politica che il Veneto ha avuto in questi vent'anni di non voler programmare un sistema che prevede medici di medicina generale. Come? Aggiungendo borse o chiedendo borse come hanno fatto tutti gli altri. E quando si parla di una zona carente, che ce ne sono 91 solo nella Provincia di Venezia... per chi ci ascolta da casa, una zona carente è stimata su un bacino ottimale di 1.200 persone, colleghi. Quindi vuol dire che noi dobbiamo fare 91 per 1.200, che fa quasi 11.000, ed è la fotografia di chi oggi nella Provincia di Venezia non ha un servizio ottimale.
è vero che uno che non ha il proprio medico può essere messo da un altro medico all'interno del proprio distretto. Però ho sentito l'altro giorno il cittadino veneto che ha chiamato a Caterpillar: gli hanno dato il medico lontano 25 chilometri e alla moglie, visto che sono andati in ordine alfabetico, gli hanno dato un altro medico ancora a 20 chilometri. Così come, colleghi, dati della Regione Veneto, nelle aree carenti sono il 30% quelli sprovvisti totalmente di servizio. Quindi Provincia di Venezia, 91 zone carenti per 1.200, 11.000 cittadini veneziani metropolitani, di cui il 30% di questi, dati ASL, non hanno un servizio e il 70% hanno un servizio che non è ottimale, chiamiamolo così, perché vanno in aggregato là dove possono a qualche altro dottore.
Grazie.

PRESIDENTE

Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Intervengo in realtà solo su un tema, e brevemente. Mi dispiace che l'assessore Corazzari sia uscito e non sia presente l'assessore Calzavara, ma, come ha fatto ieri il Presidente Zaia, magari guarderanno i video.
Noi abbiamo un problema oggi e guardo anche il capogruppo Villanova visto che si è tanto speso per l'approvazione della legge cultura tempo fa. Ieri abbiamo aggiunto 700.000 euro nella legge n. 70 del 1975 per far scorrere la graduatoria e quindi finanziare più progetti che in quella graduatoria hanno avuto appunto un punteggio più basso. Ma noi abbiamo una legge cultura, che abbiamo attuato quest'anno, che in realtà fa vedere un dato, secondo me, allarmante. Su domande di contributo che sono arrivate sul bando ordinario sono state finanziate solo 19 imprese culturali, per un totale di 520.000 euro, su 37 domande, quindi abbiamo 18 soggetti che sono in una graduatoria, ma che sono non finanziati per assenza di risorse.
Anche lì abbiamo, come sapete bene, una graduatoria che potrebbe scorrere, come abbiamo fatto ieri sulla legge n. 49, e che invece ad oggi pare, perché non ci sono emendamenti della Giunta in questo senso, ci sono miei emendamenti in questo senso che spero verranno approvati... quindi questo è un appello a fare quello che ieri abbiamo fatto sulla legge n. 49 per una legge sicuramente che tutti voi, perché io non c'ero, avete voluto e votato all'unanimità, che è la legge cultura.
Ne abbiamo un altro, quindi non solo il bando ordinario, che era invece quello per lo spettacolo dal vivo, che anche qui ha avuto al suo interno 5 imprese che sono state escluse, quindi abbiamo un totale di 18 più 5 imprese culturali che nei due bandi oggi non hanno ricevuto un finanziamento, perché, come è scritto nero su bianco nelle graduatorie, non abbiamo abbastanza fondi investiti sulla cultura.
Io so bene che la cultura è stata l'unica missione che è entrata in questo bilancio non tagliata, credo anche perché insieme abbiamo fatto un lavoro, all'interno della Commissione Cultura, dove all'unanimità l'anno scorso avevamo votato un ordine del giorno che diceva di mettere più fondi alla cultura, e forse anche per quella battaglia che abbiamo fatto insieme, per le più di 6.000 firme raccolte, sostenuta anche da grandi artisti veneti che oggi sono entrati nella scena nazionale (cito uno per tutti, Andrea Pennacchi, che all'epoca aveva guidato quella raccolta firme anche pubblicamente) avevamo raggiunto insieme un risultato, che era quello di dire: mettiamo più fondi alla cultura.
L'anno scorso, quindi, questo risultato portato dalla Commissione Cultura, ricordo votato all'unanimità, aveva portato a un risultato che oggi abbiamo visto, perché quest'anno una delle uniche missioni non tagliate è stata proprio quella della cultura.
Oggi, nonostante questo, noi abbiamo ancora una Regione del Veneto che investe solo 3,5 euro a persona, esattamente come gli anni precedenti, su un comparto (l'ha qui in audizione chi aveva parlato a nome della Fenice) che non solo produce PIL, ma tra l'altro produce più PIL di tantissimi altri comparti economici all'interno di questa Regione, quindi vuol dire che genera non solo ricchezza, ma anche lavoro. Lavoro, come io ho proposto la settimana scorsa nel DEFR, che io credo dovrebbe essere anche uno degli indicatori che incentiva Regione del Veneto a dare un finanziamento a quelle strutture che danno contratti dignitosi ai lavoratori della cultura, perché troppo spesso questo non accade anche all'interno di Enti che fanno cultura in questa Regione, in maniera istituzionale.
Abbiamo un problema e lo riporto. È vero, non sono ancora intervenuta in quest'Aula sul tema della cultura, ma oggi lo voglio fare. Lo voglio fare con i dati, perché noi abbiamo un problema che credo dovremmo provare a risolvere: quello di vedere che in una legge cultura, approvata all'unanimità, noi abbiamo dei beneficiari sicuramente meritevoli che non hanno ricevuto un finanziamento, alcuni dei quali sono anche dei progetti portati da Comuni del Veneto. Non sono solo progetti che vengono portati dalle organizzazioni culturali, ma anche dai Comuni che dovrebbero essere l'asse portante del portare la cultura all'interno di Comuni che non sono capoluogo.
Ricordo, ad esempio, in quest'Aula il Presidente ANCI che ha riportato un tema importante, cioè quello di dire: attenzione, guardate che la cultura viene prodotta anche in quei Comuni che non sono solo quelli capoluogo, e noi abbiamo bisogno di un sostegno.
Siccome Commissione Cultura ha votato, anche quest'anno, all'unanimità un parere per cercare di arrivare ad un risultato che porti aumenti alle risorse su questo comparto, io credo che sia importante oggi che ci diciamo che questo deve essere fatto. E, quindi, la sfida qual è? Ho visto un emendamento della Giunta che dà 750.000 euro al Teatro Stabile, perché effettivamente, qui in Aula, c'era stato riportato, appunto, dal Presidente come l'essere teatro nazionale avesse bisogno di risorse per implementare una serie di attività.
L'abbiamo sentito tutti. Ma al pari abbiamo sentito anche tantissimi altri attori della cultura, importanti, che dicevano: abbiamo fatto dei bandi, abbiamo partecipato a dei bandi, ma vediamo, perché ci sono degli esclusi, che non abbiamo una dotazione economica finanziaria che ci permette di sostenere tutte quelle progettualità. Non entro nel merito anche di come poi si stila quella graduatoria. Ricordo un intervento anche, fatto sempre in Commissione, che diceva: premiamo, ad esempio, i progetti di rete, cioè quei progetti che, effettivamente, mettono insieme più Comuni, mettono insieme più organizzazioni culturali. Cosa che non sempre è stata valorizzata all'interno delle graduatorie.
Noi oggi vediamo che c'è un sostegno, da parte della Giunta, solo per un attore culturale, che può andare bene, perché abbiamo iniziato a dire che le partecipate della Regione possono creare una filiera. Abbiamo fatto tutta una discussione interessante anche in Commissione, dove dicevamo che le partecipate della Regione possono, anche con dei meccanismi di avviso pubblico, utilizzare quei fondi per creare una filiera dello spettacolo veneto e far crescere il mondo FUS ed extra FUS che sta fuori dal circuito delle partecipate.
L'anno scorso Teatro Stabile, anche grazie alla collaborazione di altri enti, ad esempio, ha emanato degli avvisi pubblici per avere degli spettacoli che finanziava in maniera trasparente all'interno del nostro territorio. Quindi, se quella è la via, è vero che le partecipate possono diventare gli attori che creano una filiera e che supportano una filiera culturale veneta. Ma cosa manca in tutto ciò? Che sediamo a una delle partecipate. Noi dobbiamo anche, io credo, mettere quello che manca per finanziare oggi gli esclusi, che sono, ripeto, 18 imprese sul bando ordinario e 5 imprese sull'altro bando, quindi stiamo parlando di una dotazione economico-finanziaria che non è poi così grave da prendere in carico, e che credo potrebbe dare un segnale importante a quei soggetti che oggi si sono presentati ai bandi perché hanno trovato finalmente una finestra aperta e chiara, a partire dalla legge cultura, ma che non è possibile che rimangano esclusi proprio nell'anno dell'attuazione di questa legge.
Sono dei progetti meritevoli, dei progetti dentro i quali ci sono i nostri Comuni, i Comuni del Veneto; ci sono soggetti che producono lavoro culturale. Credo che pensare che chi ha fatto domanda e che è escluso non per non merito... i punteggi di quei progetti sono alti, non sono dei progetti che non vanno bene, a riprova del fatto che il settore culturale veneto è sicuramente innovativo. L'unica motivazione è che non abbiamo abbastanza fondi da investire.
Se ieri abbiamo messo 700.000 euro di avanzo sulla legge n. 49 e n. 70 del 1975 per scorrere la graduatoria, e se oggi mettiamo 750.000 euro per Teatro Stabile, io non vedo perché non potremmo decidere di aumentare una dotazione anche minima che permetta però di scorrere una graduatoria di quei soggetti, ripeto, anche Comuni del Veneto, che vogliono e hanno chiesto di partecipare attivamente alla produzione culturale della nostra Regione.
Chiedo davvero l'attenzione dell'assessore Corazzari, anche se qui non è presente (parlo sempre a dei cartonati). Parlo con l'assessore Marcato. Sa perché le dico una cosa, Assessore? Il primo anno, quando abbiamo approvato qui un emendamento, appena io ero arrivata – si ricorda? –, quell'emendamento da 1 milione di euro per gli operatori extra FUS che utilizzava i fondi delle imprese culturali, tra l'altro, era di sua competenza, lei gli ha dato ascolto e io ricordo, e lo vedo anche in queste settimane, che tantissimi imprenditori della cultura sono stati molto contenti di quell'iniziativa perché finalmente la Regione del Veneto con quel provvedimento di due anni fa ha finanziato per 1.000.000 di euro dei soggetti extra FUS che erano delle imprese.
Abbiamo delle esperienze positive, perché non continuiamo a portarle avanti? Manca poco per fare quello che ci eravamo detti di fare, che abbiamo votato all'unanimità. Manca poco per mettere un po' di fondi che ci permettano di finanziare tutti i soggetti che oggi hanno fatto domanda sulla legge cultura. Io credo che i fondi in più che noi riusciamo a mettere oggi devono andare lì nell'unica legge che avete voluto, avete votato all'unanimità e che può dare davvero un sostegno agli operatori culturali della nostra Regione.

PRESIDENTE

Collega Scatto, prego.

Francesca SCATTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Intanto chiedo la presenza in Aula del consigliere Montanariello, cortesemente.

PRESIDENTE

Collega, può auspicarlo, ma non è che possiamo precettarlo.

Francesca SCATTO (Zaia Presidente)

Mi piacerebbe che fosse presente, visto che è uno stakanovista.
Volevo, intanto che lo attendiamo, spendere due parole visto che parliamo di cultura. Come Presidente della Commissione non posso dire che non sia stato fatto, insieme a tutta la Commissione, un lavoro a sostegno del settore cultura. Tuttavia i problemi ci sono e sono sempre problemi di natura economica.
Io credo che comunque, come diceva la vicepresidente Ostanel, siamo stati ascoltati, la Commissione è stata ascoltata e ci sono stati dei risultati. Io francamente credo che forse il ruolo della Commissione proprio nel settore cultura debba essere intensificato ulteriormente e mi spiego meglio. È vero che abbiamo la legge n. 17, è vero anche però che la Commissione deve essere d'impulso, deve farla vivere. Come deve farla vivere? Non deve assolutamente essere un ricettacolo la Commissione di decisioni e di provvedimenti che arrivano dall'Assessorato. Io farò di tutto perché questo non avvenga, perché dobbiamo veramente metterci in testa tutti che la cultura non è il dare ascolto all'associazione di turno, che può tornarci utile magari in una possibile campagna elettorale: la cultura è qualcosa di diverso.
Come ho già detto anche in altre occasioni, non tutto è cultura, non si può pensare che tutto sia cultura, però che noi, come Commissione, come Consiglieri regionali dobbiamo dare voce a quelle che sono le espressioni della cultura nelle varie associazioni, questo deve essere sempre. Poi ci sarà sicuramente una cernita, ci saranno modi di collaborare per lavorare, però la Commissione non sarà solo un luogo dove vengono illustrati i progetti di legge, dove vengono approvate o meno delle PDA, perché così non può funzionare. La Commissione è viva e deve rappresentare la cultura.
Io credo che un passo l'abbiamo fatto in questo senso anche nel parere citato dalla vicepresidente Ostanel, dove proprio ci siamo anche impegnati a chiedere non dico delle rendicontazioni, ma ciclicamente che chi fa cultura, che siano partecipate o meno della Regione, venga in Aula a dirci il lavoro che sta facendo e i risultati che sta ottenendo.
Mi rivolgo per fatto personale al consigliere Montanariello. Consigliere, prima di tutto lei non si deve permettere nel modo più assoluto di rivolgersi a me con questi toni, non solo a me, ma a nessun altro Consigliere, che ha la pazienza, sempre, quando lei parla, in modo il più delle volte istrionico, di ascoltarla e rispettarla. Quindi lei non si deve assolutamente permettere!
Io intervengo sempre quando ho qualcosa da dire, quando non ce l'ho non è mio vezzo tediare la platea o parlare a vanvera. Come vede, sto intervenendo. Ripeto, non intervengo mai in modo istrionico e non assumo mai atteggiamenti da circo. Solitamente, quando parlo io, e glielo sto dimostrando, c'è silenzio in Aula. Si faccia una domanda.

PRESIDENTE

Collega Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Collega, la mia spiegazione del silenzio in Aula è che sono stupiti dal fatto che lei intervenga, ma è una mia considerazione del tutto personale.
Collega, non so che concezione abbia lei del rispetto, ma mi creda, e qui parlo per fatto personale, quando un collega interviene, quando un collega studia, quando un collega sta leggendo dei dati, non ci si aspetta dall'altra parte che siano condivisi, sennò non saremmo maggioranza e minoranza; ma quando un collega interviene, lei, da Consigliera, ha il ruolo, il compito, il dovere ‒ ed è pagata per questo, nessuno la obbliga a fare il Consigliere ‒ di stare seduta al suo banco o di stare fuori o di fare altri lavori, e invece lei è qui davanti, che parla ad alta voce con un'altra collega. L'altro collega chiede educatamente per due volte di poter intervenire e lei continua con l'altra collega, là davanti, a parlare ad alta voce. Io interverrò pure in modo istrionico. Faccio il mio lavoro a modo mio. Mi creda, considerato quello che sto vedendo su questo bilancio, non accetto lezioni da lei su come fare il mio lavoro. Forse da qualcun altro sì, ma da lei sicuramente no. Glielo posso garantire. Non avrei avuto neanche modo di ascoltarle.
Non accetto neanche lezioni di educazione da una persona che non interviene al microfono, anche se è una sua facoltà, per carità. Ma se io parlo, lei è fuori dal suo posto, qui davanti, e, dopo due volte che le chiedo di poter intervenire, lei continua a parlare a voce alta con una vostra collega, mi creda, non è nella condizione di dare lezioni di educazione a nessuno. Dovrebbe solo dire: “Scusi, non mi ero accorta che stava intervenendo. Vado via”. Il posto del Consigliere è là...

PRESIDENTE

Collega Montanariello, il fatto personale ha certi canoni.
Sicuramente lei può fare delle rimostranze. La collega Scatto parla quando ha bisogno di parlare...

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Ma non qua.

PRESIDENTE

... e lo fa da Presidente di Commissione e lo fa sempre con cognizione di causa. Le chiedo, quindi di limitare il suo fatto personale a casi specifici, come ha fatto, senza andare ulteriormente a spaziare con fantasie su cose che non esistono.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Presidente, non sono fantasie. Il posto di ognuno dei 50 Consiglieri, perlomeno quando uno interviene, cosa che mi pare io non abbia mai fatto, non è davanti a un altro, interrompendolo parlando fuori microfono.
Se vogliamo interromperci quando parliamo, interrompiamoci. Per me non c'è nessun problema. Chiedere, però, rispetto quando si interviene in Aula ed essere tacciato di quello che si è detto, mi creda, Presidente, non ci sto. Per me possiamo cominciare il Consiglio e andare avanti fino al 25. Può non piacere quello che dico, ma ascolto, scrivo e replico. Non interrompo un collega che parla. Dobbiamo dire che è giusto anche questo adesso?

PRESIDENTE

La parola al collega Villanova, sull'ordine dei lavori.

Alberto VILLANOVA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Faccio una richiesta all'opposizione. Visto che ieri abbiamo fatto un ottimo lavoro e ci siamo confrontati in maniera più che civile sui temi politici, credo sia il caso di farlo anche oggi. Non credo sia il caso di metterla su attacchi personali o rilievi. La mia richiesta, quindi, giusto per sapere come regolarci, è se vogliamo continuare a lavorare in maniera civile, confrontandoci, oppure metterla su attacchi o rilievi personali.
Ricordo che l'ordine in Aula viene gestito da un Presidente del Consesso, di questo Consiglio. Non abbiamo bisogno che nessuno di noi si metta a fare il Presidente vicario.
Quello che chiedo e che auspico è che si continui a lavorare come abbiamo fatto ieri, con un confronto a livello politico e sui temi.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Montanariello, se iniziamo a dare lezioni e a fare i maestri a destra e a sinistra, vi assicuro che qualcuno avrebbe da perderne. Iniziamo, ben volentieri.
Correlatrice Camani, sull'ordine dei lavori.
La seduta è sospesa.
La Seduta è sospesa alle ore 12.49
La Seduta riprende alle ore 12.59

PRESIDENTE

Sospendiamo qui la seduta.
Ricordo che alle ore 13, quindi adesso, inizia la Terza Commissione in Sala Legni e alle ore 14 inizia il punto emendamenti.
Stabilisco la ripresa dei lavori alle ore 14.30, però vediamo come va il punto emendamenti, quanto lavoro prepara per l'Aula. Quindi, ripresa dei lavori alle ore 14.30, ma con un po' di elasticità, in base a come va il punto emendamenti del PDL n. 154.
La seduta è sospesa.
La Seduta è sospesa alle ore 13.00
La Seduta riprende alle ore 14.36

PRESIDENTE

Colleghi, l'Ufficio di Presidenza della Prima Commissione sta ancora valutando gli emendamenti.
Ripresa dei lavori alle ore 15.00.
La Seduta è sospesa alle ore 14.36
La Seduta riprende alle ore 15.07
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Nicola Ignazio FINCO

PRESIDENTE

Colleghi, possiamo riprendere i lavori d'Aula.
Ho iscritto a parlare il collega Lorenzoni, che non vedo presente. C'è, però, la collega Guarda. Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Il consigliere Lorenzoni sta arrivando, era in Ufficio di Presidenza.
Intanto nuovamente buon lavoro a tutti i colleghi. Questo è un Collegato ricco di proposte. È un Collegato di ricco di proposte utili per progetti che in tanti settori sono davvero necessari.
Penso, ad esempio, ad alcune proposte di cui mi sono fatta portavoce attraverso Europa Verde e che sono rivolte ad andare a risolvere alcune questioni o perlomeno a dare spazio ad interventi che sarebbe stato più semplice poter realizzare attraverso il recupero di alcune risorse con un'addizionale IRAP, per esempio, verso alcune aziende che magari utilizzano le nostre risorse e le pagano pochissimo. Per esempio, vi facevo il caso ieri di Coca Cola, oppure attraverso un contributo in più da parte delle persone che possono permettersi 14 euro all'anno o 250 euro all'anno massimo per riuscire ad avere dai 30 ai 50 milioni circa per implementare le nostre politiche.
Detto questo, però, cominciamo ad andare al sodo e anticipo qui la discussione di alcuni emendamenti. Ce ne sono alcuni che, secondo me, possono incrociare anche il vostro interesse. Il primo che vorrei condividere è legato al contrasto all'infiltrazione criminale all'interno del contesto veneto con l'aggiornamento, l'inverdimento di una norma che ha dieci anni e di cui abbiamo parlato anche durante la discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, approvando proprio un emendamento rivolto in questa direzione. L'obiettivo è quello di rinverdire questa norma, perché in dieci anni abbiamo visto che si possono fare determinate azioni, ma magari può essere implementato, può essere migliorata l'operazione di coordinamento fra tutte le aree di competenza della Giunta regionale, che sono coinvolte e che devono operare per l'applicazione della legge per il contrasto all'infiltrazione mafiosa: chi recupera interessi da parte del settore, per esempio, dell'impresa, quindi dell'Assessorato dell'assessore Marcato, piuttosto che di quello che è legato alla sanità, piuttosto che quello dell'assessore Corazzari.
Siamo di fronte, tanto più oggi che abbiamo continui rimandi non soltanto a un rischio, ma a un effettivo radicamento dell'infiltrazione mafiosa ormai consolidato e che, purtroppo, mette a rischio e a repentaglio la buona impresa veneta, inserendosi in particolar modo non soltanto dove ci sono grandi quantità di fondi e di bandi pubblici, ma anche e soprattutto dove ci sono situazioni di criticità. Questa epoca di inflazione e di crisi non sta facendo altro che aumentare il rischio dell'impresa veneta nell'inserirsi all'interno di questo contesto gravissimo da rivedere.
Per questo propongo un emendamento, che prevede l'inverdimento del meccanismo di coordinazione per l'attuazione coordinata, così come c'è scritto in legge, delle politiche in materia, visto e considerato che queste toccano diversi settori di intervento da parte della Regione, attraverso poi anche la definizione di un programma annuale o biennale – decidete voi – predisposto dalla Giunta, che può essere approvato direttamente in Consiglio, attraverso l'interlocuzione e l'avvalersi dell'operato di un organo importantissimo, che è appunto l'Osservatorio del Consiglio regionale in termini di contrasto all'infiltrazione mafiosa.
Questa è un'iniziativa utile per l'applicazione di una legge, di cui tutti diciamo di essere grandi fan e abbiamo necessità di applicarla quanto più oggi e per questo ho proposto questo emendamento.
Un secondo punto che andrò a toccare è quello relativo ai costi energetici, con un'operazione di due emendamenti connessi l'uno all'altro. Il primo riguarda una proposta per intervenire sulle utenze: un contributo per aiutare le famiglie in difficoltà, di cui abbiamo parlato anche ieri e su cui tutti dicono di non volersi voltare dall'altra parte, perché ovviamente sono da aiutare. Siccome la Regione del Veneto ha degli strumenti e può metterli in pratica, la proposta vi arriva al voto.
È un emendamento che tratta di una misura che è già stata messa in piedi, per esempio, anche dal Comune di Venezia. Riguarda tutte quelle spese che sono connesse alle utenze, per cui c'è difficoltà di pagamento. L'emendamento, appunto, prende dal fondo relativo alla copertura dell'eventuale deficit del Comitato organizzatore OCOG e modalità di formazione degli accordi e intese, per la copertura dei Giochi paralimpici invernali, proprio perché, in realtà, al momento questi fondi non servono e possono essere rimpinguati.
Esistono, invece, delle priorità e questa priorità al momento è quella di coprire le utenze delle famiglie che non sono in grado di pagarle. L'aumento del rischio di povertà oggi in Veneto è doppiamente preoccupante, perché, se anche è inferiore rispetto a quello di altre Regioni, negli ultimi dieci anni l'aumento è considerevolmente più alto in termini percentuali. Per questo motivo non possiamo permetterci di non intervenire in questa manovra con qualcosa di specifico nei confronti di questa categoria.
Il secondo, invece, differisce esclusivamente per quanto riguarda la norma finanziaria, prelevando un numero inferiore di risorse. Coordinato con questa operazione di aiuto per il pagamento delle utenze, c'è un'altra misura che può essere utile a tutti quanti i cittadini maggiormente in difficoltà e che prende spunto, ad esempio, da quanto è avvenuto proprio quest'estate con una prima sperimentazione e sta continuando a essere utilizzata in Germania.
Vi ricordate il famoso biglietto a 9 euro? Un'operazione per incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico, ridurre quindi i costi a carico delle famiglie con l'utilizzo invece dell'auto con i relativi costi. Potrebbe essere molto interessante perché questo ci dà un doppio vantaggio: un aiuto alla famiglia in termini di riduzione di costi a carico di un servizio, che è il servizio pubblico, dall'altra parte, invece, un aiuto anche alla riduzione delle emissioni. Motivo per cui prendo proprio i fondi per raggiungere questo scopo. È molto importante questo aspetto perché avere una doppia funzione non è un'operazione da poco. Avere una doppia funzione su uno dei problemi ambientali più importanti per la Pianura Padana, che è quello della qualità dell'aria, e al contempo andare ad aiutare le famiglie inducendo quindi l'utilizzo del trasporto pubblico, riducendo i costi e magari cominciando anche a valutare in maniera più efficace quella che potrebbe davvero essere l'attrattività di questo servizio nel momento in cui lo si rende più accessibile, più interessante.
Un altro aspetto che andrò a puntare con questi emendamenti è quello relativo a due temi che sono interconnessi fra loro: uno è il risparmio e il riuso dell'acqua, con anche un'operazione di riduzione dell'esposizione ad inquinanti sui nostri corsi d'acqua e sulle falde, e l'altro è la qualità degli alimenti, perché, come sapete bene, ci sono degli enormi problemi in questa fase. Quest'anno li abbiamo toccati con mano. Uno è la siccità, con la riduzione della falda di un metro all'anno rispetto al passato, che erano circa trenta centimetri di riduzione all'anno.
Questa problematica può essere ridotta e può essere gestita non soltanto facendo chiudere i rubinetti alle case o non soltanto facendo chiudere i rubinetti alle aziende agricole che, come vi dicevo anche ieri, hanno dovuto, per esempio, rinunciare alla produzione orticola estiva (e non soltanto), andando a sotterrare ad arare le proprie colture per la carenza di acqua, ma può essere affrontata questa emergenza a monte, anche richiedendo a quello che è uno dei settori maggiormente interessati dal consumo di acqua, un'operazione di risparmio e di riuso dell'acqua? Ebbene sì.
Il sistema è il ciclo chiuso. È un sistema che in alcuni distretti industriali già è utilizzato, sia all'estero che in Italia (penso a quello di Prato). Cominciamo a intervenire, a livello regionale, con un finanziamento ad attività di sperimentazione e di ricerca per questo scopo? Mi è stato risposto, durante la discussione della Nota di Aggiornamento, di no, per un semplice motivo, perché non è compito della Regione fare ricerca in questo campo.
Eppure la Regione del Veneto e voi avete votato, addirittura, un'intera misura del Piano nazionale di ripresa e resilienza, quello desiderato dal Veneto, nel Piano regionale, esclusivamente dedicato a cercare di tamponare il problema di uno dei settori che più di tutti utilizza e preleva acqua dalla falda, che è il settore conciario, per cercare di tappare i buchi di una situazione di contaminazione che è molto grave. Questi fondi addirittura pare che potrebbero essere utilizzati, dalla prima lettura dell'unico documento a disposizione del nostro Consiglio, anche per creare una linea acquedottistica dedicata, in piena emergenza siccità.
Se, invece, iniziassimo ad utilizzare questi fondi anche per investire nell'operazione di riduzione e di riuso delle acque, avremmo tre benefici: riduzione e approvvigionamento dalla falda e, quindi la falda verrebbe maggiormente tutelata; andare a riutilizzare l'acqua, con un processo di depurazione in loco, consente anche di ridurre, per esempio, i costi di gestione, perché la depurazione chimica che viene effettuata adesso nei nostri impianti di depurazione è una depurazione molto complessa. Invece, dedicarla in loco, specificatamente per quel tipo di sostanze chimiche, presenti per quel tipo di lavorazione, è molto più semplice e abbassa, quindi, i costi, non obbliga nemmeno, per esempio, in alcuni casi, a fare le vasche di decantazione delle acque, quindi un costo ulteriore in meno per le nostre aziende.
Il terzo beneficio è quello di cui tutti noi dovremmo preoccuparci, quello legato alla qualità delle acque, perché non possiamo pensare di continuare a scaricare acqua depurata sì, ma non acqua bianca, all'interno di fiumi come il Fratta-Gorzone, che ha una marea nera che lì si inserisce, e che ha delle problematiche evidenti, perché non riesce a rientrare all'interno degli standard qualitativi delle acque definiti dall'Unione Europea e per questo utilizziamo acqua dell'agricoltura per andare a diluirlo alla fin fine, perché si chiama vivificazione, ma è una diluizione in pratica.
Quindi, alla luce di questo, siccome, cari Consiglieri, avete votato per destinare una buona fetta del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinato al Veneto per tappare i buchi di un settore come quello conciario e del suo impatto ambientale, probabilmente potremmo comunque inserire qualche risorsa per fare attività di ricerca e di sperimentazione per prevenire quei danni e fare in modo che non si ripetano.
Questa per me è un'operazione di carattere essenziale che, se non approvate qui, porterò in Europa, proprio per fare in modo che questa operazione venga a vantaggio dei cittadini del Veneto e anche dei soldi che la Regione spende per garantire la qualità delle acque. Si collega con un tema, che è quello della sicurezza alimentare. Perché, come dice il consigliere Barbisan in Commissione Ambiente, quando abbiamo approvato il Piano dei rifiuti, gli agricoltori non producono giocattoli, producono cibo e il cibo deve essere di qualità. Se noi non garantiamo la qualità delle acque o del suolo, noi non possiamo garantire un cibo di estrema qualità. Creiamo delle problematiche.
Per questo motivo inserisco una proposta di finanziamento di progetti non soltanto come quelli fatti finora o in corso di definizione per verificare l'impatto degli alimenti contaminati dai PFAS sui cittadini, ma per definire le strategie di coltivazione sicure, perché è da lì che si parte. Ormai lo sappiamo che i PFAS ci fanno male. L'importante è fare in modo preventivamente di avere un'agricoltura sicura.
Passo ad un altro tema che riguarda un'altra area rurale molto spesso dimenticata, che è la montagna. Ho letto un'intervista del Presidente. Santo cielo, bisogna rilanciare l'attrattività in termini di popolosità della montagna, riportare i cittadini ad abitare in montagna. Bisogna ritornare a ripopolare la montagna finanziando il settore dello sci. Questa è la strategia che ho letto in un ultimo articolo uscito. Oltre al bob, ovviamente, ma lo sci è un po' meno costoso rispetto al bob, anche se lo è lo stesso.
Ci rendiamo conto? Sono estremamente convinta che determinati tipi di sport debbano rivedere alcune proprie priorità. In questo caso, di fronte ad un'emergenza climatica che nel Veneto ha causato un aumento già di un grado e mezzo della temperatura e la prospettiva dell'aumento di un altro grado e mezzo, se non due, ci deve far pensare che forse la strategia non è quella di puntare su un settore che rischia di diventare esclusivamente fatto di neve artificiale e di un ridottissimo periodo con neve naturale.
Non possiamo pensare che questo sia il rilancio della montagna. Io davvero non riesco a comprendere questa strategia politica. Cominciamo, invece, a pensare ad un'alternativa se non vogliamo che la montagna si trasformi, al pari di Venezia, in una sorta di parco giochi, con un settore imprenditoriale, quello turistico, che notoriamente precarizza molto e non consente una scalata di tipo sociale e di rivalutazione in termini anche di anche di competenza personale.
Abbiamo necessità di rilanciare la capacità di attrazione della popolazione in montagna, attraverso percorsi che ci dicano che è bello abitare in montagna non soltanto perché c'è lo sci, non soltanto perché è meraviglioso il contesto in cui si abita, non soltanto perché si è attrattivi tutto l'anno per attività commerciali, di impresa, di filiera, del legno per esempio, ma si vuole vivere in montagna perché si hanno a disposizione anche determinati tipi di servizi.
Per questo continuiamo a ribadire l'urgenza di un investimento in termini di servizi sociali, sanitari e anche di vita quotidiana, per esempio quelli postali in montagna, e di un investimento in operazioni di stimolazione dell'imprenditoria e in questo caso, per esempio, può essere anche la cooperativa di comunità che sviluppa la competenza locale, che è fatta di cittadini locali e che sviluppa la possibilità e la creatività dei territori, non soltanto nel settore turistico, ma anche negli altri professionalizzanti. In terzo luogo sono necessarie anche operazioni che premino coloro che decidono di vivere in montagna e i giovani che decidono di sistemarsi in montagna.
Per questo abbiamo un emendamento dedicato che continuiamo a ripetere, dopo che l'anno scorso ce l'avete bocciato.
Attenzione a pensare che i grandi eventi facciano bene, perché fanno bene in un periodo molto limitato, come ci dicono tutti gli studi fatti sulle Olimpiadi, ma c'è bisogno di una strategia: al di là che uno sia d'accordo o meno sulle Olimpiadi e sulla pista da bob, converrete tutti che c'è bisogno di una strategia di medio-lungo periodo per il rilancio di quei territori.
Di fianco propongo altre due opzioni di azione per due problematiche di natura sociale, di cui una è relativa agli asili pubblici aziendali, di cui prima parlava anche la collega Ostanel: esisteva già nel 2006 una misura collegata al bilancio che prevedeva la possibilità di investimenti ed è stata per lungo tempo finanziata, poi è scomparsa. Per cui la riproponiamo qui per fare in modo che gli asili pubblici aziendali possano continuare a essere pensati, sviluppati e anche finalmente frequentati adeguatamente proprio per aiutare quella famosa operazione di empowerment femminile di cui tutti si riempiono la bocca, ma alla fin fine, pur non essendo una minoranza, le donne rimangono sempre fuori da questa operazione di servizio capace di valorizzare la propria funzione genitoriale sia appunto della donna che dell'uomo.
C'è un problema poi di diritti. L'abbiamo vissuto, l'abbiamo visto, ne hanno lungamente parlato anche gli Assessori competenti, quindi Lanzarin e Donazzan, ed è relativo a una violenza che ha subìto in particolar modo un ragazzo omosessuale a Vicenza. Da lì appunto la difficoltà di capire chi può aiutare le persone come questo ragazzo che si sono ritrovate vittime di un fenomeno di violenza perché ovviamente i centri antiviolenza derivano da una normativa statale che non consente di prendersi carico di queste situazioni. Si parla soltanto di violenza contro le donne. Per cui l'obiettivo è di dire: facciamo in modo che ci sia una realtà capace di assistere le persone di ogni genere vittime di violenza. Benissimo, implementiamo quella che può essere l'opportunità di dare un servizio e di dare capacità di ascolto e assistenza, non soltanto psicologica e sanitaria, anche a queste persone. In questo caso abbiamo identificato nella discussione in Commissione una nuova opportunità e quindi ho presentato due emendamenti: uno per creare una linea di percorso di antiviolenza proprio per il contrasto della violenza di genere e l'altro invece per l'implementazione del servizio all'interno dei consultori familiari, quindi implementando quella che è l'offerta che è data all'interno di questi centri.
Poi ancora un emendamento sull'informatica verde a partire appunto dalle scuole e dalle operazioni di educazione, di formazione di insegnanti e di studenti per l'utilizzo dell'open source e degli strumenti per l'informatica sostenibile, che parte sia dai metodi produttivi che dalla riduzione dello spreco, dal riuso degli strumenti elettronici, fino alla riduzione appunto del consumo energetico. Tutto di guadagnato visto che a questo si affianca anche la possibilità di una maggiore sicurezza da un punto di vista informatico.
Finisco con un messaggio. Un messaggio...

PRESIDENTE

Colleghi, per cortesia.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Finisco con un messaggio, che è il seguente. L'ultimo emendamento di cui voglio parlare è un emendamento per cui in realtà io vi devo dire grazie e devo ringraziare tutti quanti i Consiglieri che l'hanno sottoscritto, in particolar modo Silvia Maino, che ha accompagnato il tema, puntando i riflettori su un aspetto legato all'applicazione della legge nazionale; accanto la Presidente della Quinta Commissione, Sonia Brescacin, e anche in particolar modo la consigliera Cestaro e il consigliere Formaggio per aver creduto immediatamente ed essersi fidati, sottoscrivendo per primi, essenzialmente, insieme, appunto, a Silvia e a Sonia, questo emendamento.
Vorrei ringraziare tutti i Gruppi consiliari per averlo sottoscritto. Ovviamente anche i miei colleghi di minoranza che hanno compreso, fin da subito, l'urgenza di questa, per me molto importante, azione ed è un emendamento che riguarda - consigliere Formaggio, grazie - un tema importantissimo, perché sapete che c'è una patologia, che è la seconda patologia causa di invalidità a livello mondiale, che è la cefalea cronica primaria. Colpisce prevalentemente le donne. Questo problema, questa patologia può arrivare a un punto di gravità da compromettere totalmente la vita delle persone.
Ci sono pazienti cronici che sono talmente gravi che addirittura pensano più volte di lasciare questa Terra e di togliersi la vita. Io voglio ringraziare, per questa proposta, tutte le persone che mi hanno coinvolto e hanno risvegliato in me questa attenzione.
Si tratta di un'operazione, unica nel suo genere, per evitare che la cefalea diventi talmente grave da diventare cronica e, quindi, essere difficilmente, anzi quasi impossibile da togliersi dalla propria vita.
La cefalea cronica primaria si manifesta dalle quindici volte al mese in su e provoca dolori che sono in grado di dare una totale invalidità al paziente. L'obiettivo di questo emendamento è fare in modo che non si arrivi alla cronicità, per quella che è la seconda causa di disabilità a livello mondiale.
L'obiettivo, quindi, è fare in modo che, anzitutto, la medicina del territorio, i medici di base, anche i farmacisti, insieme con i medici del Pronto soccorso, sappiano riconoscere un paziente, probabilmente, cronico e cerchino di evitare la cronicizzazione, cercando di prevenirla con terapie che sono terapie molto spesso molto semplici, ma che vengono sottovalutate da tutti, non soltanto dal paziente e dai familiari, ma anche dai medici stessi e vengono semplicemente limitate all'assunzione di antidolorifici. L'antidolorifico non è una cura. L'antidolorifico sistema temporaneamente, ma poi può creare dipendenza e creare danni ancor più gravi anche per il Sistema sanitario regionale e nazionale, con costi notevoli.
Siccome molto spesso bastano anche terapie di altro tipo, di integrazione, siccome molto spesso aiutano terapie comportamentali di cui molto spesso non si sa nulla, e siccome i primi a sottovalutare i propri fenomeni di emicrania, di mal di testa, sono gli stessi pazienti, l'obiettivo è rendere le persone che se ne prendono cura anzitutto più consapevoli. Questo anche per ridurre il carico che c'è sui nostri Centri cefalee perché abbiamo, se non ricordo male, undici centri cefalee in Veneto che sono di assoluta qualità, che sono riconosciuti anche a livello nazionale, in particolar modo, per la presa in carico della emicrania e della cefalea cronica nelle donne. Vengono da altre Province, anche a Vicenza, per esempio, per farsi curare. Fanno un lavoro preziosissimo che però molto spesso è oberato, e ci sono tempi di attesa che vanno addirittura a sei, otto, dieci, dodici mesi. E questi sei, otto, dieci, dodici mesi sono un periodo essenziale per evitare invece la cronicizzazione di cui vi parlavo prima. Soprattutto, molto spesso vanno a curarsi nei Centri cefalee persone che magari non hanno un livello di gravità tale da dover entrare in un Centro cefalee, ma magari possono essere prese in carico ben prima.
L'obiettivo di questo emendamento è questo: prevenire la cronicizzazione, fare in modo che ci sia maggiore consapevolezza e fare in modo che anche il paziente abbia il coraggio di prendere in mano la propria cura, la propria vita.
Questo è un emendamento che nasce da un'esperienza molto personale. Io soffro da quattordici anni di emicrania cronica a seguito di un incidente un po' grave e nel 2008, presa dallo sconforto nel non riuscire a trovare delle soluzioni, ho abbandonato qualsiasi tipo di cura. Già ero molto grave prima, avevo attacchi ogni giorno, ma questo abbandono mi ha creato una situazione di non ritorno, tanto che la gravità ha raggiunto il mio sistema nervoso centrale, e questa situazione è praticamente irreversibile. Nessuna cura riesce ad avere effetto e io vorrei portare questa mia esperienza. Siccome grazie a un gruppo di mutuo aiuto sono ritornata a curarmi, a trovare qualche sollievo e siccome grazie a loro abbiamo sviluppato questo progetto, ho voluto portarlo qui per dire e per testimoniare un messaggio: nessuno deve abbandonare le cure, tutti devono avere una speranza per trovare un conforto e un'operazione di prevenzione. Nessuno deve arrivare ad avere una cronicità come quella mia e di tanti altri. L'obiettivo lo voglio portare in Veneto perché so che in Veneto ci sono tante persone che potrebbero avere davvero un grande aiuto e perché non basta la dichiarazione di uno stato di invalidità, così come appunto la norma nazionale potrà consentire se i decreti attuativi verranno fatti. Non basta la dichiarazione dello stato di invalidità per risolvere un problema che è un malessere che poi provoca danni nella propria vita personale, professionale e familiare.
Dobbiamo essere molto coraggiosi in questo. Io ho voluto condividere con voi e ringrazio davvero tutti coloro che hanno apposto la propria firma e vi terrò sicuramente aggiornati nel momento in cui potremo magari dire che questo progetto potrà essere realizzato e potrà essere portato non soltanto in una Provincia, ma in tutte le Province, affinché ogni medico sia cosciente e nessun paziente si vergogni del proprio stato, perché molto spesso è la vergogna, la paura di un giudizio che impedisce al paziente di prendere davvero a cuore questa patologia, non sottovalutarla e non creare situazioni magari di danno alla propria famiglia.
Io vi ringrazio davvero per la fiducia che avete posto in questo emendamento e spero proprio di potervi rendere molto orgogliosi. Vi chiedo di parlare di questo tema per fare in modo che nessuno sottovaluti la propria condizione di salute.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Consigliere Lorenzoni, prego.

Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)

Grazie, Presidente.
Intervengo qui nella discussione generale di questo Collegato perché credo che ci siano degli elementi positivi. Ieri siamo stati rimproverati, come opposizione, di vedere tutto nero, di essere pessimisti e di trovare il pelo nell'uovo. Invece ci sono delle cose buone e noi lo riconosciamo: la riduzione dell'IRAP per le IPAB dall'8,5% al 3,9% credo sia una buona notizia, così come l'incremento dell'IRAP per i codici ATECO legati a dei settori industriali che in qualche modo sono critici; io penso a tutta la politica europea che deve rispettare il principio DNSH, “do no significant harm”, “non deve fare male”, cioè bisogna dimostrare, quando si danno dei soldi europei, che qualcosa non fa male.
È chiaro che ci sono dei settori che sono critici da questo punto di vista e l'incremento dell'IRAP nei codici ATECO legati ad alcuni settori specifici, legati ai combustibili fossili prevalentemente, credo che vada nella direzione giusta, perché tassa di più degli utilizzi che dobbiamo in qualche modo ridurre progressivamente a favore di un servizio.
Ma dico questo innanzitutto per rallegrarmi con la maggioranza, perché sta facendo delle cose giuste e per riconoscere quel che è giusto, ma anche per dire che fare delle cose buone è possibile e questa credo sia la consapevolezza che emerge dalla lettura del documento: cioè, se vogliamo, possiamo modificare qualcosa nella direzione che ci piace. Io credo che questo lo dobbiamo prendere come principio ispiratore di più della nostra azione, cioè dobbiamo essere, come si è già detto, un po' più coraggiosi, un po' più audaci nel cercare di riallocare le risorse nella direzione dei nostri bisogni, andando a togliere qualcosa a dei settori che sappiamo che in qualche modo rappresentano una criticità per la nostra economia.
Poi c'è il tema delle tasse automobilistiche per le persone con disabilità e le loro famiglie, una cosa giustissima. Qualche volta mi chiedo: perché non ci abbiamo pensato prima? Io ogni tanto mi faccio questa domanda: perché l'umanità non ha pensato un secolo prima che le rotonde sono più efficienti dei semafori? Non siamo così intelligenti, ci abbiamo messo un secolo a capirlo. No, veramente uno è sorpreso. Ma come? Siamo sei miliardi di persone, tutti che studiano, abbiamo fatto le scuole alte e nessuno ci è arrivato prima che erano meglio le rotonde. Effettivamente non è che siamo così scaltri. Vedendo l'azione sull'IRAP effettivamente ci si poteva pensare prima. È un po' come le rotonde. L'importante, però, è arrivarci.
Possiamo fare un passo in più. A me sarebbe piaciuto che, oltre che mettere i cerotti dove effettivamente la nostra economia, la nostra società fa acqua, avessimo la capacità di indirizzare delle risorse dove queste risorse possano dare un ritorno utile nel dare i servizi, cioè muoverci dalla spesa corrente alla spesa per investimenti. Questa è un'urgenza che nella nostra Regione, nel nostro Paese è assolutamente primaria. Stiamo vivendo una pressione fortissima con l'aumento dei costi. Dobbiamo sottrarci da questa morsa tremenda dei costi correnti che non sono controllabili, perché viviamo in un'economia interconnessa. Per cui non è che possiamo difenderci. Ci piaccia o no i costi dell'energia, i costi delle telecomunicazioni, i costi dei servizi dipendono da troppi fattori. Dobbiamo, per quanto possibile, cercare di liberarci da questo giogo.
Sarebbe stato bello che il documento riuscisse a leggere di più il momento che stiamo vivendo, perché è un momento veramente di discontinuità rispetto al passato, per tanti fattori, veramente tantissimi. Ad un momento di discontinuità devono essere date delle risposte in discontinuità. Dare delle risorse per riuscire, per esempio, a mettere a disposizione delle risorse energetiche alla nostra pubblica Amministrazione a costo fisso riconosciuto per i prossimi anni credo sarebbe stata una cosa utile.
La raccomandazione è questa: guardiamo laicamente ad alcune delle proposte emendative che sono state fatte nei provvedimenti, perché possono aiutare a fare proprio questo, a liberare delle risorse per la gestione dei servizi a cui dobbiamo dare delle risposte nuove.
Se usare un euro per pagare un metro cubo di gas solleva il problema per il momento del consumo, dare un euro per consentire di non consumare il gas dà un beneficio per sempre. Lavorare sull'efficienza energetica delle strutture ospedaliere, per dire, vuol dire ridurre i costi e vuol dire liberare capacità di spesa nel settore sanitario. È un esempio. Lo possiamo fare per le scuole, lo possiamo fare anche per questo edificio. Mettiamo dei termostati digitali. Non c'è il Direttore, il Segretario generale, ma mettere dei termostati digitali in questo edificio consente, penso, di ripagare l'investimento nell'arco di un mese, forse due mesi, ma è veramente potentissimo.
Dobbiamo essere capaci di indirizzare le scelte. Io non vedo questa capacità nel documento che andiamo a discutere oggi, di dare dei segnali forti in questa direzione.
La nostra manovra emendativa ha cercato, ovviamente, di spingere. È più facile stare all'opposizione e chiedere. Poi, chi guida la macchina deve decidere la strada che si segue. Però, il segnale che noi vorremmo dare è questo: attenzione, non basta più lo stile di guida del passato, è uno stile che, purtroppo, non dà più le risposte e ce ne stiamo accorgendo in tanti ambiti. Non è per fare i pessimisti. Non è per fare i menagramo, è proprio per cercare di dire qual è lo stile di guida che dobbiamo adottare. Io penso che soluzioni ce ne siano. Da un confronto sereno su questo fronte, possiamo dare delle risposte nuove. L'invito è a guardare con occhi nuovi alla modalità con cui utilizziamo i soldi dei nostri cittadini, proprio per cercare di usarli bene, di usarli a leva e di far sì che un euro speso nel 2023 possa dare dei benefici non solo nel 2023, ma da allora in avanti. È possibile, lo possiamo fare. Ci sono tanti esempi. Cerchiamo di leggere con questi occhi nuovi i bisogni che ci sono.
Massima apertura a discuterne, a capire e a mettere in campo delle soluzioni che io credo siano alla portata di una Regione come il Veneto. C'è un'accelerazione fortissima a livello economico, nelle politiche. Ci sono alcune Regioni che cresceranno sempre di più ed altre che cresceranno sempre meno.
Il Veneto è un po' al confine tra questi due mondi. Dobbiamo stare completamente tra le Regioni europee che riescono a correre. Purtroppo, è un dato di fatto. L'economia si sta polarizzando. Ci sono alcune zone forti di crescita economica e alcune zone che saranno sempre più marginali, nonostante tutti gli sforzi che si facciano a livello nazionale e internazionale per cercare di ridurre le diseguaglianze. Però, non c'è nessuna area metropolitana del Veneto tra le aree metropolitane europee e questo credo che sia inaccettabile. Dobbiamo riuscire a portare quel nucleo del Veneto centrale ad essere una delle aree metropolitane europee su cui si concentreranno gli investimenti, su cui si concentreranno le politiche economiche a livello europeo, nazionale e locale necessariamente. Lo possiamo fare, abbiamo la storia, abbiamo la capacità, abbiamo anche dei Consiglieri, come qualcuno alla mia sinistra, che forse la sa più lunga di me, ma attenda un attimo nel parlare che credo di dire una cosa che è utile anche ai territori pedemontani e delle prime montagne.
Possiamo, se facciamo le scelte giuste, essere presenti in quella montagna di investimenti legati alla digitalizzazione, legati alla trasformazione dell'economia su cui, con politiche caute, non riusciamo ad essere presenti. Leggiamo il momento cercando di reindirizzare la traiettoria in questa direzione.
La raccomandazione è questa: guardiamo con occhi laici le proposte che sono arrivate, perché io credo che i primi a beneficiarne siano proprio coloro che guidano la macchina. A noi l'ingrato compito di cercare di mostrare la strada.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Consigliere Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Il bilancio è uno dei temi sicuramente più importanti nel corso dell'anno. Anche quest'anno siamo qui, alla conclusione quasi del 2022, a occuparci dei temi su cui puntare per avere un Veneto più efficiente, più giusto, dove tutti stiano meglio e che sappia affrontare queste sfide epocali che ci troviamo di fronte e alle quali non eravamo abituati.
Abbiamo presentato una nutrita manovra emendativa toccando moltissimi temi. Adesso elencherò alcuni degli emendamenti che abbiamo presentato, perché crediamo che ci sia un bilancio diverso, alternativo, più consono e più giusto ad affrontare questa situazione. Una situazione drammatica, purtroppo, per molti cittadini, non per tutti, ma per molti, dovuta alla crisi economica, dovuta all'aumento dei prezzi, dovuta all'aumento degli energetici, e mezzi di trasporto di conseguenza, riscaldamento e quant'altro, per non parlare anche delle spese mediche in merito alle quali molti sono costretti a rivolgersi alla sanità privata, e quindi a spendere molti soldi.
Abbiamo la questione della siccità – è stata ricordata prima da diversi colleghi – che è una delle emergenze più importanti, perché va a toccare l'agricoltura, e non solo, va a toccare anche la biodiversità. In particolare, però, va a toccare l'agricoltura, quel settore che produce il cibo che noi mangiamo. È una siccità sempre più pericolosa e grave, che richiede interventi importanti.
Siamo nell'epoca dei cambiamenti climatici, che ci porta ad effettuare delle programmazioni e dei programmi mirati, utili a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, effetti veramente molto, molto preoccupanti, oltre alla siccità gli eventi estremi, i fortunali, le alluvioni, gli allagamenti, l'arrivo di nuove malattie che colpiscono le piante, gli animali.
Nella manovra emendativa di questo bilancio, diverso da quello che propone la Giunta, prevediamo un importante aiuto anche per piantare alberi, nuove piantumazioni. Sappiamo che gli alberi sono un importante strumento di assorbimento dell'anidride carbonica, quella che sta creando il surriscaldamento globale causato dai cambiamenti climatici. Prevediamo dei fondi per bonificare i siti inquinati che abbiamo in moltissime nostre realtà, in moltissimi nostri paesi, che mettono a rischio la falda acquifera, quindi un bene primario, quello dell'acqua, per tutelare le nostre falde acquifere.
Chiediamo interventi per disinquinare determinati siti particolari, scoperti grazie ai lavori pubblici che hanno portato alla luce peccati più o meno del passato, con interramento di rifiuti anche speciali e pericolosi sotto strade, sotto opere pubbliche.
Chiediamo una maggiore attenzione anche sugli interventi per capire gli effetti sulla salute dell'uomo, sulla salute delle persone, dovuti a impianti importanti come inceneritori, cementifici.
Chiediamo di intervenire in aree e in siti, ad esempio capannoni, dove sono stati stoccati illegalmente i rifiuti per capire che rifiuti sono per poi procedere alla bonifica; interventi per bonificare discariche che negli anni sono state riempite di rifiuti che non dovevo entrare in quei siti, rifiuti anche pericolosi, rifiuti cancerogeni.
Chiediamo un maggiore impegno, da parte della Giunta regionale, per un censimento dei siti inquinati, ma soprattutto interventi utili a disinquinare quei siti, che ARPAV ha così bene monitorato, ma che ultimamente non sono più riscontrabili dal sito dell'ARPAV, che aveva effettuato una puntuale ricognizione, con la pubblicazione di una cartina del Veneto, dove si poteva capire anche dove erano.
Chiediamo interventi per disinquinare l'atmosfera, in quanto abbiamo problemi di inquinamento dell'aria, che ci hanno portato, assieme ad altre Regioni, a subire anche delle condanne da parte della Corte di Giustizia dell'Unione Europea per il superamento dei limiti. È un inquinamento che crea molti malati e anche morti premature.
Chiediamo dei provvedimenti per la tutela dei nostri fiumi, con dei finanziamenti ai contratti di fiume, strumenti molto importanti per coinvolgere i cittadini, gli Enti locali, il mondo produttivo, che si mette assieme per capire come salvaguardare queste importanti presenze nel nostro territorio, che sono presenze amiche perché forniscono acqua, acqua per l'agricoltura e anche acqua che viene emunta, dopo essere stata trattata, per l'erogazione dell'acqua potabile, ma che a volte possono anche trasformarsi in presenze nemiche quando ci sono queste piene difficilmente controllabili a causa degli eventi estremi, come le bombe d'acqua, dovuti ai cambiamenti climatici.
Chiediamo interventi per incentivare la lotta alle mafie e alla criminalità, una presenza inquietante nella nostra Regione, spesso sottovalutata, che oggigiorno è purtroppo un elemento con il quale dobbiamo obbligatoriamente fare i conti. Basta leggere i giornali delle nostre sette province e ci rendiamo conto che non passa giorno, non passa settimana che non si venga a conoscenza di nuove indagini, nuovi sequestri, nuove denunce e addirittura ultimamente anche nuove condanne, perché alcuni filoni sono datati, quindi siamo già alle sentenze di condanna.
Prevediamo un aiuto ai nostri cittadini in difficoltà, un aiuto per il caro bollette. Sapete che le bollette sono raddoppiate, triplicate, metano, energia elettrica, poi anche i combustibili come la legna e il pellet, e quindi per questi cittadini che rischiano di passare l'inverno al freddo chiediamo dei fondi per aiutarli, perché vivere in una Regione dove tutti riescono a vivere in maniera dignitosa è vivere meglio per tutti: vivere e aumentare la qualità della vita per tutti, maggiori aiuti per quanto riguarda i disabili, la disabilità. Prevediamo degli interventi per rispondere a queste esigenze di energia ad esempio anche per le case di riposo con fondi per il fotovoltaico così importante e così utile per produrre energia in casa nostra. Cari colleghi, il solare ci dà l'energia di casa nostra, che possiamo produrre a casa nostra e consumare a casa nostra.
Interventi per l'efficientamento energetico sono importantissimi. Abbiamo moltissimi edifici pubblici che sono energivori, che consumano tantissimo. Prima il collega ricordava come basterebbe cambiare i termostati o mettere le valvole termostatiche ai termosifoni di tanti edifici per risparmiare energia e ridurre bollette del riscaldamento.
Poi anche altri interventi che riguardano i medici di famiglia, dei fondi per incentivare chi svolge questa professione e per attirare medici invece di farceli scappare.
Altri interventi importanti per quanto riguarda la biodiversità: ad esempio dei fondi per tutelare gli insetti impollinatori, dare una mano agli apicoltori, fare degli studi per vedere perché tutti questi insetti utili all'agricoltura e all'uomo stanno scomparendo. Mi riferisco a un articolo de “Il Corriere” di qualche mese fa dove addirittura si parla di 1.000.000 di api morte in Provincia di Verona a causa dei pesticidi. E quindi misure anche per la tutela della biodiversità e per studiare il fenomeno dei pesticidi usati in maniera massiccia nell'agricoltura attuale. Incentivare anche la viticoltura biologica, che sappiamo essere uno dei settori trainanti dell'agricoltura, ma che tanta chimica usa per trattare le malattie delle viti. Mettere dei fondi per studiare gli effetti dei pesticidi sul bene acqua potabile, sulla biodiversità. Approfondire gli effetti della viticoltura sulla biodiversità.
Poi, altri temi importantissimi per i nostri ragazzi: la questione dell'aiuto per i nostri studenti che si muovono da una parte all'altra del Veneto, quindi con degli aiuti per il trasporto. Parlavamo proprio ieri di borse di studio. Studenti e ragazzi che oggigiorno quando hanno finito il loro percorso di studi se ne vanno all'estero, senza più ritornare, perché non hanno opportunità e anche in questo caso abbiamo inserito delle norme e disposizioni utili a questo. Alcune sono, come ricordate, passate l'altro giorno anche con il DEFR.
Incentivi per il mezzo di trasporto elettrico per togliere mezzi a motore termico, che tanto inquinamento causano e che tanti problemi alla salute dei veneti causano. Prevedere la ristrutturazione degli alloggi energivori. Anche questo è un intervento molto importante che potrebbe consentire a molti di risparmiare energia, soprattutto anche agli Enti pubblici, consentendo anche di inquinare di meno, che è una cosa sembra importante. Meno inquinamento, ma anche meno emissioni di anidride carbonica. Quindi un aiuto all'aria e un aiuto anche al clima.
Poi prevedere uno studio sugli effetti sulla fauna selvatica causati dall'utilizzo della chimica di sintesi, ovvero dai pesticidi, e causati dai cambiamenti climatici. Diamo dei soldi alle associazioni venatorie per combattere il bracconaggio, cosa che dovrebbe essere al contrario, nel senso che dovrebbe essere: diamo i soldi alle guardie, a chi fa i controlli per combattere il bracconaggio. Se diamo quindi i soldi alle associazioni venatorie per autocontrollarsi, mettiamo qualcosina per vedere quali sono gli effetti sulla fauna selvatica di pesticidi e cambiamenti climatici.
Noi soffriamo moltissimo i cambiamenti climatici. Ci ricordiamo quest'ultima estate. Pensate la fauna selvatica che si ritrova, tra l'altro, con un territorio sempre più consumato, sempre più cementificato e sempre più arido.
Norme anche per il contrasto del bracconaggio che, stando a uno studio effettuato dall'ISPRA, riguarda, purtroppo, ancora molte aree della nostra Regione. Un aiuto ai tanti volontari che si occupano di tutela di fauna selvatica, degli animali da affezione. Un aiuto ai centri di recupero della fauna selvatica che vede moltissimi volontari attivi durante tutti i mesi dell'anno, ma che vedono pochi aiuti da parte degli Enti pubblici. Poi, anche un aiuto ai rifugi per gli animali randagi. Tutte azioni utili, a mio avviso, a nostro avviso, per rendere la nostra Regione migliore di quello che è adesso, per essere più al passo coi tempi, più vicina alle esigenze e alle richieste dei tanti cittadini che si occupano di questi temi, che spesso sono delusi dalla politica e non vanno neanche più a votare, perché vedono che le richieste, i bisogni e le necessità ci sono, ma le risposte non arrivano.
In questa manovra abbiamo anche tentato, ne abbiamo parlato anche questa mattina, di trovare questi fondi con...

PRESIDENTE

Colleghi, per cortesia.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

...una maggiorazione dell'addizionale IRPEF, ovvero per chi sta bene, anzi benissimo, in Veneto, con redditi superiori ai 100.000 euro, per vedere di pagare quel pochino che serve per trovare i fondi per realizzare tantissimi di questi progetti che vi abbiamo detto. Una misura che è già presente in tutte le altre Regioni d'Italia, che non ha fatto gridare allo scandalo nessuno, che è già norma, è cosa datata in tutte le altre Regioni. Non si capisce perché il Veneto non debba chiedere ai ricchi un piccolo contributo per rendere la qualità della vita dei veneti migliore. Di questo veramente non si capisce il perché. Oppure, potremmo pensare anche di risparmiare dei fondi in spese inutili, come abbiamo detto più volte degli 85 milioni di euro per le Olimpiadi di Cortina. È stato detto che non servono per la pista da bob, che la pista da bob tanto la paga lo Stato.
Cari colleghi, la pagherà anche lo Stato, ma non è lo Stato che voi tanto criticate perché si porta via la fiscalità del Veneto? Sono sempre soldi nostri, non è mica detto che siccome sono soldi che vengono da Roma non siano soldi dei contribuenti del Veneto. Oppure...

PRESIDENTE

Colleghi, c'è il collega Zanoni che sta intervenendo. Magari può non interessare a tutti, però vi chiedo di portare rispetto.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Potrebbe anche dar fastidio quello che dico, Presidente, o potrebbe anche interessare, chi lo sa? Magari potrebbe anche interessare più di quello che si pensa.
Ma torniamo allo scandalo, dico io, di questo bilancio: i 55 milioni di euro che chiediamo ai veneti di pagare per coprire il buco della Pedemontana Veneta, solo perché la Regione del Veneto non ha saputo gestire una partita tutta veneta, una grande opera del Veneto, con una convenzione fatta (la terza, a dir verità) nel 2017 che ha portato il rischio di impresa in capo alla Regione. Per chi non lo avesse ancora capito, chi ha fatto l'affare nel 2017 è stata l'azienda privata, perché prima l'azienda privata si prendeva, per ripagare l'opera, i pedaggi, ma a un certo punto, nel 2017 – io ricordo sempre quel 7 marzo 2017 – venne a trovarci il presidente Zaia, ci presentò addirittura un filmato con tanto di colonna sonora, come i colleghi della scorsa legislatura ricordano, e ci disse che era giusto, invece, che i pedaggi se li prendesse la Regione Veneto, mentre al privato davamo una quota fissa. Questa quota fissa dobbiamo cominciare a darla ed è di un importo che varia da 150 milioni di euro fino a 450 milioni di euro verso il trentottesimo o il trentanovesimo anno, per cui pensate che nel 2060 staremo ancora pagando, con i soldi dei veneti, questa Superstrada Pedemontana Veneta.
Ma che cosa succede? La Giunta regionale ha fatto i conti, i tecnici hanno fatto i conti e si sono resi conto che con il flusso di traffico, ovvero che i mezzi che ci sono, la Regione non incasserà i soldi necessari a pagare la quota fissa, che invece abbiamo garantito per 39 anni al privato. E chi mette la differenza? Il Veneto. Mi viene in mente un detto che usavate voi soprattutto anni fa in qualche vecchia campagna elettorale: “Paga veneto polenton”, che si addice proprio a questo bilancio.
Devo dire che questo è solo un primo assaggio, purtroppo, e io non sono contento di questa cosa, perché, tra l'altro, l'avevamo detto più volte, l'aveva detto anche la Corte dei conti a Roma e l'aveva detto anche Cassa Depositi e Prestiti, che non è notoriamente un'organizzazione di sinistra, che li traffico previsto in un'arteria del genere non avrebbe superato i 15.000 veicoli e con 15.000 veicoli un impianto del genere non ci può stare.
È stata fatta questa scelta e saranno i veneti e dire se era stata giusta oppure no, ma sono stati dati, in quel 2017, 300 milioni di euro che servivano a questa impresa che stava fallendo perché non trovava i finanziamenti e grazie a questo ha ritrovato la fiducia dei mercati ed è andata avanti. Però il prezzo che adesso stiamo pagando per quel salvataggio è stato troppo elevato. Io credo che all'epoca si doveva dire, visto che c'erano tutte le condizioni contrattuali: “Cara azienda, sei inadempiente, sei in ritardo, non hai fatto quello che c'era scritto nel contratto e quindi si rescinde il contratto”; trovavamo qualcun altro, stava fermo il cantiere per qualche anno, ma non mettevamo questa palla al piede dei cittadini veneti, che è diventata, più che una palla al piede questa Superstrada Pedemontana, come un cappio al collo dei veneti, che più avanti si va, più stringe.
Colleghi, qualcuno ci ha criticato perché noi critichiamo e quant'altro, ma, come avete visto e come hanno detto anche i miei colleghi, le proposte per un Veneto e un bilancio diverso ci sono, non è solo critica la nostra, è il nostro ruolo intanto criticare quello che fa la maggioranza, ma mi pare evidente, e dovete ammetterlo, che il nostro lavoro è stato fatto. Noi abbiamo presentato, purtroppo è anche una risma di carta, centinaia di emendamenti. Quindi il nostro impegno e la nostra parte l'abbiamo fatta. Io spero veramente che almeno qualcuno di questi emendamenti passi, fateci un pensiero, perché a mio avviso moltissimi sono più che ragionevoli e darebbero dei vantaggi a tutti, non solo a noi della minoranza ma a tutti i cittadini e quindi, anche da parte vostra, sicuramente avreste dei ritorni positivi presso i nostri cittadini.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Assessore Calzavara, prego.
Vi sono stati consegnati gli emendamenti n. A0119, n. A0120, n. A0121 e n. A0122. Do dieci minuti di tempo per eventuali subemendamenti.
Prego, Assessore.

Ass.re Francesco CALZAVARA

Grazie, Presidente.
Buon pomeriggio a tutti.
Alla chiusura poi della discussione generale che credo sia stata... anzi, no, mi pare di capire che manca ancora qualcuno, ci tenevo insomma a chiarire un po' il percorso e la correttezza istituzionale che la Giunta ha avuto nei confronti del Consiglio regionale perché questa mattina, in premessa della correlazione della collega Camani, sembrava che ci fosse una scorrettezza nelle procedure e nel percorso che ci porterà, spero domani sera, all'approvazione definitiva del bilancio 2023-2025.
Vi ricordo che questo bilancio è stato approvato il 16 agosto con scelte precise: andare a finanziare da subito tutto il capitolo della cultura e prevedere inevitabilmente dei tagli agli altri Assessorati per una percentuale che era del 14% e poterlo così approvare in equilibrio e iniziare quel percorso che tradizionalmente ormai si fa da agosto a quando si arriva poi in Aula per l'approvazione definitiva del bilancio.
Nel corso di questi mesi succedono delle cose, succedono degli eventi, succedono delle opportunità, succedono anche delle idee piuttosto che delle sollecitazioni che poi devono trovare una risposta all'interno dell'approvazione definitiva del bilancio di previsione 2023-2025 o di ogni anno perché sarà così anche il prossimo anno. E così nel corso di questo percorso abbiamo informato il Consiglio regionale e la Prima Commissione della manovra sull'IRAP, sulle IPAB, e quindi il fatto di andare a generare un riequilibrio, che spero possa essere propedeutico per l'approvazione della legge nel corso del 2023, ma anche a generare ulteriori risorse che poi sono servite in una successiva variazione di bilancio di fatto a rimettere tutti gli Assessorati nelle stesse condizioni del bilancio approvato nel 2022 e, quindi, ripristinare, di fatto rimpinguare, quei capitoli per circa 9.000.000 di euro in maniera tale che i vari Assessorati possano continuare ad operare per quelle missioni, per quegli interventi che hanno programmato nel corso degli anni e che danno continuità all'azione di governo della Giunta Zaia, a partire dal primo bilancio 2020 e poi via via a seguire, secondo quello che è il programma che è stato votato dai veneti e fortemente condiviso dai veneti.
Poi, nel corso di questo ultimo passaggio, insomma dall'approvazione in Prima Commissione dello schema di bilancio, sono nate ulteriori necessità e, quindi – ma ce ne sono nate anche questa mattina, per dirvi com'è un organismo vivente il bilancio, fino a quando non viene approvato – si deve necessariamente tenere conto di una serie di sollecitazioni che arrivano da vari Assessorati e cercare di dare risposte fino a quando abbiamo tempo, attraverso quelli che sono gli strumenti che la legge ci mette a disposizione. Il Collegato alla legge di stabilità è uno di questi strumenti e, quindi, lo abbiamo utilizzato per implementare alcune linee di spesa che si sono evidenziate nel corso di queste ultime settimane.
Essenzialmente questo, poi, cosa ha comportato? Ha comportato che quella che poteva essere una disponibilità che avevamo nel Fondo di riserva all'approvazione del bilancio in Prima Commissione, via via è stata erosa per una scelta che la Giunta ha fatto di presentare dei Collegati che, crediamo, siano dei Collegati importanti che danno delle risposte e fanno delle scelte. Poi, inevitabilmente, si dice che non si sceglie o non c'è il coraggio: no, c'è il coraggio di fare determinate scelte perché all'interno di questo Collegato, in primis, c'è la scelta di credere, di investire ancora di più nella cultura. Poi ognuno ha una propria idea di quella che è la cultura, c'è chi la vuole nei cinema, chi la vuole nei teatri. Qui c'è una scelta forte di riconoscere che il fatto che il Teatro Stabile del Veneto sia ritornato ad essere teatro nazionale merita di avere quelle risorse a disposizione in un arco triennale, sono circa 3.000.000 di euro che gradualmente daremo (750.000 euro il primo anno, 1.000.000 il secondo e 1.250.000) per avere quella capacità finanziaria per fare un salto qualitativo e quantitativo che credo sia stato spiegato dal presidente Beltotto all'interno della Sesta Commissione. Sono scelte che si fanno. Se ci credi devi investire, sennò torniamo indietro, ci va bene un teatro regionale e non ambiamo ad avere un teatro nazionale, così come invece è stato il percorso richiesto al presidente Beltotto che lo ha raggiunto nel corso di quest'anno.
Nel corso di questa settimana, altro evento che è arrivato in Veneto – come sempre, quando si fanno delle candidature, possono andar bene, possono andar male – è che la candidatura della città di Vicenza ad ospitare il Raduno Nazionale degli Alpini nel 2024 è stata accettata, quindi inevitabilmente genererà una serie di impegni di carattere finanziario che diano garanzia agli organizzatori e all'Associazione Nazionale Alpini che l'evento venga realizzato nelle migliori condizioni possibili, con le risorse necessarie, ben sapendo qual è la leva, anche soltanto dal punto di vista di indotto economico, che un raduno nazionale riesce a svolgere nei giorni, nella settimana, ma in particolar modo nel weekend in cui si svolge.
Da questo punto di vista quindi finanzieremo per 250.000 euro nel 2023 e per 350.000 euro nel 2024 questo evento, che sono convinto che sarà un ulteriore biglietto da visita e una bella vetrina per il Veneto, in particolar modo per la città di Vicenza.
Abbiamo approfittato di questo veicolo che è nato nel corso della scorsa settimana per provare a risolvere un altro problema che abbiamo sempre in quella zona, dove c'è un protocollo d'intesa firmato qualche anno fa insieme con l'Agenzia del demanio e con la Prefettura, per riuscire a risolvere il problema del Commissariato di Bassano del Grappa. Sta cercando delle altre soluzioni, però quello che oggi è vero è che la Palazzina comando della Caserma Monte Grappa viene utilizzata dall'ANA, dall'Associazione Nazionale Alpini come sede nazionale.
In un percorso che si è costruito nel corso di questi mesi insieme con l'Agenzia del demanio stiamo cercando di attivare quella che è una nuova procedura che riguarda il federalismo demaniale culturale, affinché ci sia la cessione gratuita della Palazzina comando e dell'altro corpo di fabbrica, che è accanto alla Palazzina comando, per dedicarlo integralmente all'ANA, agli Alpini, o a quello che vorrà fare la città di Bassano nel corso dei prossimi anni.
Per far questo c'è bisogno anche di un po' di lavori, quindi diamo un contributo all'associazione ANA affinché metta a norma e possa, attraverso una messa a norma di questi edifici, essere partecipe, perché credo che sarà inevitabilmente così, se non altro per la vicinanza tra Bassano e Vicenza, dell'organizzazione di questo evento e fare la migliore figura possibile.
Già questi due interventi, quindi come capite, portano via quasi più di un milione. Ci sono 250.000 euro per l'abbattimento delle barriere architettoniche a Venezia; ci sono altri interventi che sono minimali, ma che di fatto complessivamente erodono 189.0000 euro al fondo di riserva. È per questo che credo, come dicono quasi tutti gli Assessori al bilancio o Ministri al MEF in maniera prudente, che non si possa utilizzare il Fondo di riserva così com'è stato in qualche modo preventivato da parte di molti degli emendamenti che sono stati presentati dalla minoranza, proprio perché credo che sia assolutamente necessario e doveroso che una Regione come il Veneto abbia un Fondo di riserva, come in ogni piccolo o grande Comune, affinché, se succede qualcosa, ci sia la possibilità di intervenire, come in caso di un'emergenza imprevista: penso all'alluvione di Vicenza, dove c'era bisogno immediatamente di avere delle risorse disponibili. Non si può pensare che una Regione come il Veneto non abbia un Fondo di riserva adeguato a intervenire per situazioni calamitose, piuttosto che eventi che non sono stati previsti.
Di fatto, questo non ci mette nelle condizioni di accettare gli emendamenti che sono stati presentati e credo che sia inutile andare a rifare la discussione di ieri, che si è conclusa. L'addizionale IRPEF per quest'anno non c'è. Il prossimo anno sarà un altro anno. Speriamo che i cigni neri siano finiti e andremo ad affrontare il bilancio 2024-2026 in un altro modo. Però questo tipo di risorse abbiamo pensato di dedicarle a due importanti interventi, di cui uno è di carattere culturale e va a potenziare, ancora una volta, gli stanziamenti che abbiamo fatto nel settore della cultura. Non arriveremo, almeno per il momento, a quelli dell'Emilia-Romagna, ma stanno costantemente crescendo negli anni e tra l'altro – e mi dispiace, perché era una cosa che mi ero ripromesso di fare – dovremmo capire anche quantu degli interventi dei grandi eventi siano di carattere culturale, perché poi su quella percentuale bisognerebbe andare a definirli.
La scelta di Vicenza credo che sia un'ulteriore vittoria del Veneto nella sua capacità di organizzare e nella sua credibilità nel gestire grandi eventi.
Mi ero ripromesso di non parlare di Pedemontana ma, dopo la quarta volta che il collega Zanoni ne parla, devo dire qualcosa, perché confido nel fatto che la sua non sia malafede, ma sia non aver studiato e non aver volutamente letto gli atti. Lei, infatti, dovrebbe dire non che costa 450 milioni, ma che nel 2040 gli introiti saranno 1 miliardo 708 mila euro, che nel 2050 gli introiti previsti saranno 1 miliardo 935 mila euro, che nel 2030 gli introiti saranno 1 miliardo 388 mila euro.
Se lei vede soltanto l'uscita, ma non vede l'entrata, probabilmente è un modo suo di fare la contabilità di casa, ma che non ha niente a che vedere con il piano economico finanziario, che è stato approvato nel terzo atto e che è stato oggetto di molta discussione all'interno di questo Consiglio, che è quello che ha generato il percorso che vedrà la Regione del Veneto, dopo qualche anno di inevitabile rodaggio, e così è per tutti perché non c'è una nuova infrastruttura che parta a saldo zero ... È inutile, questi sono i numeri. Anch'io come veneto spero di aver ragione perché sennò toccherà pagarla anche quota parte a me, come tutti. Però questi sono i numeri che sono stati vistati, credo, da chi si occupa di flussi di traffico.
Chiudo facendo un piccolo riferimento a quando ieri il collega Montanariello diceva che il Presidente ha detto che in Regione non c'è... Lui diceva che a livello nazionale non c'è nessuno che fa studi sui flussi di traffico e che quindi dobbiamo dotarci di uno strumento che abbia la capacità di analizzare quelli che potrebbero essere futuri flussi di traffico, che sono stati quelli in qualche modo certificati da quel Piano economico finanziario che è alla base del terzo atto aggiuntivo. Questi sono i numeri veri della Pedemontana. Quelli che noi auspichiamo potrebbero essere peggiori o migliori, però vi ricordo sempre che voi eravate quelli del no al Passante di Mestre e oggi il Passante di Mestre fa dei numeri decisamente superiori a quelli che erano i numeri previsti all'interno di quel piano economico finanziario e ha messo nelle condizioni di avere Mestre libera dallo smog, libera dall'inquinamento che Mestre viveva grazie all'attraversamento di milioni di mezzi e oggi credo che la qualità dell'area di Mestre sia migliore anche grazie a quel tipo di intervento.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.
Consigliere Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie Presidente.
Assessore Calzavara, spero che sia stata anche per lei una distrazione perché sul Passante di Mestre, mi permetta di dire, non è così. Glielo do per certo perché... Presidente, noi non eravamo contrari, glielo dico perché quando io mi sono iscritto al PD mi sono iscritto al PD con Valter Vanni...

PRESIDENTE

Colleghi, per favore.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

...che ha fatto anche due libri, che è una delle menti che ha pensato il Passante di Mestre...

PRESIDENTE

Assessore, casomai dopo può intervenire.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Se dopo, Assessore, lei vuole rinnegare anche la storia della Regione, per carità, però invito qualsiasi Consigliere ad andare a digitare su Google e leggere i libri di Valter Vanni. È stato un grande accordo tra destra e sinistra, quel Passante, dove una delle menti che ha avuto visione è stato Valter Vanni, l'allora Consigliere regionale, Assessore regionale, Presidente della... tant'è che ci sono, Assessore, due bellissimi libri che le consiglio di leggere, finito di leggere il bilancio; ne hanno presentato uno non molto tempo fa, dove Valter Vanni racconta la storia di come è nato il Passante, in questo grande accordo tra una visione di destra e sinistra.
Quindi, che ci sia stata una parte di popolazione che possa aver votato destra o sinistra, che non era d'accordo con quell'opera perché passava dai suoi territori è un conto, ma le posso garantire che chi oggi è nel PD e ieri apparteneva ad altre forze politiche, come quella volta potevano essere i DS... Il PD non esisteva quella volta. L'anima verde non è mica nel PD! Parli con la collega. Guardi che Valter Vanni non è mai stato un Verde. Presidente, noi siamo del PD. Mi permetta di dire, Presidente, e lo dico in memoria del grande Valter Vanni, che ha detto un'inesattezza, a meno che dopo lei non mi dica che i due libri scritti e presentati, mi pare patrocinati addirittura dalla Regione, siano fuffa, che la grande storia del Passante sia un'altra. Io le dico che il Passante di Mestre è una grande visione che ha visto insieme destra e sinistra e la sinistra era capeggiata dall'allora Assessore regionale – è stato anche Assessore – Valter Vanni, che è stata una delle menti e uno dei visionari del Passante di Mestre.
Assessore, mi creda, sul Passante ci vuole più onestà intellettuale. Anziché dirci sì, trovi una traccia della nostra contrarietà al Passante. Una traccia deve trovare.
Assessore, non siamo mica Verdi noi, noi siamo del PD. Cosa le devo dire? Non siamo mica Verdi. Assessore, noi siamo del PD. Guardi che i Verdi di Mestre, come Bettin, non sono mai stati del PD; non so lei che visione e conoscenza abbia della politica veneziana, ma noi del PD, Assessore, rivendichiamo... glielo dico anche con un senso di appartenenza e di orgoglio perché io mi sono iscritto e ho iniziato a far politica con Valter Vanni, una mente illuminata; ce ne fossero ancora come Valter Vanni.
Assessore, piuttosto...

PRESIDENTE

Colleghi, per cortesia.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Vi dirò di più. Anche prima del mio arrivo, anni prima, una mente così lungimirante in infrastrutture e trasporti che ha continuato ad avere incarichi anche dalle Giunte di destra, in termini di viabilità e trasporto. Ha avuto incarichi anche dalle Giunte di destra della Regione Veneto, segno che era un politico vero, in grado di saper guardare oltre. Sul Passante, piuttosto, Assessore, noi rivendichiamo un altro problema. Lo abbiamo detto anche all'interno del DEFR.
Il grande problema che abbiamo noi del Passante si chiama opere complementari e compensative. È inutile andare a dire che noi facciamo il Passante e dopo i Sindaci della Riviera hanno mandato non so quante lettere per gli arretramenti vari di casello, di Roncoduro, Villabona, poi ogni tanto qualcuno sposta, poi è subentrato quell'accordo di programma che abbiamo fatto come Regione Veneto insieme all'Autorità Sistema di Alto Adriatico, CAV, Città metropolitana, che è quello di portare la ferrovia con una bretella che porta il traffico pesante fuori dalla tangenziale per portarlo in porto.
Fermiamo l'arretramento di opera compensativa, perché per fare il tragitto uguale devi passare da lì. C'è anche un accordo di programma che abbiamo sottoscritto lo scorso febbraio, su questo.
Il problema che abbiamo noi sul Passante sono le opere compensative, sono le opere complementari, perché non puoi andare a dire a un territorio che gli fai un'opera, ci sono le opere complementari e dopo non le fai. È lo stesso tema del MOSE. Il problema sono quei territori che chiedono le opere complementari che sono state promesse. È troppo facile promettere, fare un'opera e dopo non ci sono le opere complementari. È quello, quindi, il problema che abbiamo.
Crediamo, Assessore, che CAV debba pensare, visto che non mi pare proprio una delle società più povere che abbiamo nella nostra Regione, che le opere complementari le deve fare. Lei pensi alla disperazione che c'è nei territori per le opere complementari che non facciamo del Passante. L'altro giorno ho letto sul giornale che il Sindaco di Mira e il Sindaco di Dolo hanno scritto una lettera ufficiale chiedendo aiuto a Salvini, come Ministro, per intervenire sulla Regione Veneto e su CAV e chiedere di fare le opere complementari, dopo anni che esiste il Passante. Non si fidano più di parlare con noi e hanno scritto a Salvini. Due Sindaci che chiedono opere per il territorio.
Assessore, mi creda, sul Passante c'è un'altra storia, noi abbiamo un'altra storia. Tra l'altro, Presidente, tanto perché resti agli atti, perché le affermazioni che ha fatto dicendoci del Passante le rigettiamo al mittente, c'è un progetto di legge della VI Legislatura, con un'interrogazione successiva di Valter Vanni, Sprocati, Varisco, Vigna, Armano e Campion che chiedono: come uscire dalla paralisi e sbloccare l'iter per la realizzazione del Passante di Mestre? Il Passante, quindi, siamo noi che ce lo intestiamo, non voi, perché siamo noi che vi abbiamo fatto le interrogazioni per dirvi che andava fatto. Siamo noi che abbiamo tentato di sbloccarlo. Carta canta! Carta canta!
È stata presentata l'8 giugno 1999: come esce la maggioranza dalla paralisi per sbloccare l'iter per la realizzazione del Passante? Parliamo della VI Legislatura. Lei non era ancora in Regione, e neanche io, però, Assessore, mi piace informarmi sulle cose, quando la sinistra ha fatto delle robe belle. Assessore, carta canta. L'unica opera che conosco è il Passante. Le è andata male, forse doveva citarne un'altra.
Per quanto riguarda, Assessore, la Pedemontana, in questi giorni non ne ho mai parlato, perché ho un approccio diverso sui temi della Pedemontana. Faccio un ragionamento che non è quello dei numeri, del servire, del non servire. Io sono arrivato a dire la mia quando la Pedemontana era già in corso di realizzazione e, credendo di fare il buon amministratore, ho detto: “La stanno realizzando, va finita e domani ci penseremo”. Però, Assessore, diceva il Presidente ieri che noi investiamo sulla Pedemontana più di 300 milioni di euro. È chiaro, è un'opera pubblica, per cui 600 li mette lo Stato e 300 noi.
Io avrei solo qualche perplessità non sulla Pedemontana, ma su come ci può essere, in un accordo che facciamo con il privato, la parte pubblica che si assume il rischio d'impresa. Assessore, il vero tema che Jonatan Montanariello, Consigliere, pone sulla Pedemontana è questo: è giusto che il pubblico si assuma il rischio d'impresa che deve avere un privato che sta realizzando l'opera? Dopo la Pedemontana serve? Sì. Assessore, il Veneto ha bisogno di strade. Lo diceva la Consigliera l'altra volta. Diamo una brutta notizia a chi non la vuole: in Veneto non si va a cavallo, servono strade per far circolare le produzioni, le merci. Però, il tema che poniamo noi sulla Pedemontana, che vogliamo che sia finita, non è che siamo quelli che diciamo di no e lasciamo l'opera così, guai chi non la finisce, però possiamo porci due temi, Assessore?
Parto dal primo. È giusto, politicamente ragionando, che un pubblico si assuma il rischio di impresa di un privato? Il secondo. Diceva ieri il Presidente che mettiamo 300 milioni. Bene. Io sono un po' invidioso, perché parliamo del terzo stralcio dell'Arzerone. Il secondo di tre stralci è fatto dalla Regione. Questo non viene fatto e ha un costo stimato di 25-30 milioni. È l'unica alternativa alla strada più pericolosa d'Italia. Però, Presidente, per la Pedemontana ne troviamo 316. Posso essere un po' invidioso e dire che forse bisogna guardare tutti i cittadini e tutti i territori del Veneto in ugual misura? Posso essere un po' invidioso se da noi non si fa il terzo stralcio di un'opera che costa 30 milioni e da un'altra parte ne iniziamo una nuova mettendone 300 di milioni?
Ragazzi, io faccio un ragionamento politico: 316 alla Pedemontana, bene, però i 316 alla Pedemontana per il sottoscritto non sono contestabili qualora abbiamo ultimato tutte le altre opere che possono avere un costo inferiore. Non sto mica dicendo che non va fatta. Però, se ci sono altre opere che ultimiamo per 30 milioni, possiamo dire che forse politicamente è un segnale dire che spendiamo 316 milioni lì e non ne spendiamo 30 dall'altra parte? È un segnale politico. È una scelta politica. La Pedemontana non è nulla di illecito. È una scelta politica. Io ho il compito di mettere in luce le altre scelte politiche che la Regione, spendendo un decimo, non ha messo in campo.
Quando chiederemo ai cittadini della Provincia di Venezia: “Voi, che l'Arzerone non ve l'hanno fatto, avete un buon motivo, come chi abita in quell'altra parte del Veneto, che ha i treni di ultima generazione, la Pedemontana e tutto, per votare questa maggioranza?”. Io, se non fossi politico, direi: “Non ho un buon motivo per votare questa maggioranza”. Se fossi un cittadino che abita a Verona, con i treni di ultima generazione o che vive in un Comune attraversato con la Pedemontana, che risparmia mezz'ora, avrei un motivo per votarlo. Io che vivo dove manca il terzo stralcio dell'Arzerone e abbiamo il treno di fine Ottocento – ho sbagliato ieri (mi hanno corretto da casa) quando ho detto primi del Novecento – ho un buon motivo per dire che in quel territorio siamo un po' guardati con strabismo.
Chiudo. Io non ho mai parlato di IRPEF tra ieri e oggi. Due battute le dico per non sottrarmi al confronto. Non siamo noi del PD i Robin Hood. Noi non vogliamo essere Robin Hood che toglie al ricco e dà al povero. Non ci appartiene. Non abbiamo quel compito nella storia, quel ruolo nella società. Abbiamo un altro ruolo, noi, piuttosto, Assessore, che è quello di porre una riflessione diversa. Che prezzo ha la qualità della vita dei nostri cittadini? Punto. La qualità della vita dei nostri cittadini ha il prezzo di dire che con un sistema non tassiamo di più il ricco? Assessore, fosse per me, se le tasse non servissero per la fiscalità, non sono così folle da andare in giro a promuovere tasse. Non è che la nostra campagna elettorale è diversa dalla vostra. Non è che voi per farvi votare dite “non mettiamo le tasse” e noi andiamo in giro e per farci votare e diciamo “noi le proponiamo le tasse”. A tanto non arriviamo neanche noi, Assessore.
Noi abbiamo il compito di dire quale visione di società vogliamo. Noi abbiamo una visione di società che è quella che in alcuni momenti, di fronte ad alcuni servizi essenziali che mancano, come collegamenti sanitari, come trasporti pubblici, come asili, come difesa del litorale, si potrebbe cominciare a pensare di recuperare quei soldi con una manovra fiscale. Non siamo quelli che ce l'hanno con chi è ricco. I primi a pagare l'IRPEF saremmo noi Consiglieri, non è che noi siamo esenti, però se una parte di quell'IRPEF va per aumentare lo stipendio al Consigliere regionale, aumentare lo stipendio al Direttore Generale, assolutamente no! Però, come diceva una volta il vicepresidente Finco, se si fa un patto tra generazioni e quei soldi vanno per mettere quei servizi che oggi mancano, forse potremmo ragionare su una fiscalità diversa. Se domani voi andate a dire – e chiudo, Assessore – a un operatore turistico di Chioggia che forse sta pagando 200 euro di IRPEF su un anno, ma non deve più sperare di avere una duna dietro casa per far sì che il buon assessore Bottacin, molto attento a questi temi, faccia le opere di ripascimento per poter lavorare nella stagione estiva, secondo me l'operatore li pagherebbe molto volentieri in cambio di un servizio che oggi ogni volta con difficoltà riesce ad ottenere.

PRESIDENTE

Collega Camani, prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Intervengo solo per puntualizzare alcuni concetti in riferimento ai passaggi che ha fatto l'Assessore sulle modalità con cui si arriva in Aula con questo Collegato.
Assessore, a noi non sfugge la complessità dell'attività amministrativa e di come molto spesso non coincidano i tempi tecnici e contabili con i tempi della vita amministrativa, però non siamo disponibili a farci prendere in giro, nel senso che questo vale per tutti e vale per tutti gli anni, cioè la distonia possibile tra i tempi contabili e i tempi della vita vera.
Quest'anno questa distonia è stata, a mio giudizio, volutamente accentuata, perché questo Collegato entra in Aula come un progetto di legge di tre articoli, peraltro uno dei quali oggetto di un emendamento in sede di Aula. Sono tre articoli che non contengono previsioni, norme all'altezza delle sfide che le abbiamo posto, perché se la Giunta fosse arrivata in Aula con un progetto di legge collegato alla stabilità articolato in una serie di interventi per far fronte alle emergenze o alle necessità di investimento di cui parliamo da due settimane e poi in corso d'opera mi avesse proposto delle correzioni o delle urgenze emergenti, io non avrei avuto nulla da dire.
Il problema è che lei mi presenta un Collegato da poche centinaia di euro e pensa che il Collegato possa uscire dall'Aula con un contenuto di diverse migliaia, decine di migliaia di euro. Capisce che non può essere sufficiente una spiegazione del tipo: “abbiamo vinto l'assegnazione degli alpini una settimana fa e prima non lo sapevamo”.
Non possiamo acconsentire a questa lettura dei fatti. Se le cose vanno come voi pensate debbano andare...

PRESIDENTE

Colleghi, per cortesia. Se dovete parlare tra di voi, vi invito a uscire dall'Aula. Parlate e poi rientrate. È veramente fastidioso sentire tutto questo mormorio.
Prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Il Collegato alla legge di stabilità entra in quest'Aula formato da tre articoli, esce da quest'Aula con più di venti articoli. Ora, o abbiamo sbagliato tutto il 16 agosto, quando l'abbiamo pensato in Giunta, perché non abbiamo capito cosa ci stava accadendo, oppure, come io penso, non volendo, ovviamente, parlare di malafede, non c'è l'abitudine ad affrontare le questioni nei tempi congrui.
La seconda questione è di metodo, sempre. Noi sappiamo perfettamente che ci sono delle spese obbligatorie, ci sono delle scelte strategiche di sviluppo che competono alla Giunta, che noi possiamo discutere dentro questo Consiglio, ma la responsabilità politica è vostra, quindi il bilancio arriva blindato.
Sappiamo già che questo è un bilancio particolarmente blindato, perché dei 17 miliardi della cifra che cuba, come si dice oggi, soltanto 60 milioni sono la cifra, effettivamente, disponibile, su cui la Giunta può esercitare qualche scelta discrezionale. La Giunta. Quindi, i 17 miliardi non li vediamo neanche, 60 milioni ce li ha la Giunta. Cosa fa il Consiglio di solito? Di solito il Consiglio discute attorno a quelle poche risorse libere che decidete di lasciare nel Fondo di riserva, che possono essere utilizzate per venire incontro ad alcune necessità, stiamo parlando sempre di pochissime risorse, in termini complessivi, alla discussione del Consiglio, al confronto che emerge in Consiglio, all'intervento puntuale di cui si capisce che può esserci bisogno. Voi, con tutti questi emendamenti, ce ne sono undici a fascicolo, quindi undici che avete presentato al punto emendamenti che non possono essere subemendati, né niente e, se non ho capito male, altri quattro o cinque per l'Aula.
Con questa operazione solo dal Fondo di riserva voi togliete... Ripeto, non so adesso ormai quanto sia rimasto, ma stiamo parlando di un fondo che, dopo l'operazione in Commissione, sarà rimasto da 2-3 milioni di euro forse. Da quei 2-3 milioni di euro voi, Giunta, dopo esservi presi i 17 miliardi e i 60 milioni, dai 2-3 milioni che erano nella disposizione del Consiglio, ne togliete altri 1,5-2 di milioni.
Assessore, io non ho problemi. Mi piace tanto discutere e non ho bisogno di vedere approvati emendamenti a mia prima firma. Però, capirà che è una modalità per cui la nostra funzione è quella di discutere della teoria, ma che poi in pratica non siamo messi nelle condizioni, noi e voi, di incidere concretamente. Queste scelte, infatti, non è che avvengono qua vicino, ma avvengono proprio in un altro palazzo.
Io non pretendo neanche che avvengano in sala consiliare, ma almeno in questo palazzo, con i Consiglieri. Invece, avvengono proprio in un altro palazzo, dall'altra parte del canale. Siccome qua, oltre a lei, a farci le maratone-bilancio ci stiamo noi, io credo che questo metodo per il futuro debba essere rivalutato. Io spero che non venga messa in discussione la disponibilità, anche questa volta, e anche oggi, delle minoranze, nel comprendere i limiti di ciò che si può fare e di ciò che non si può fare.
Chiudo soltanto con una considerazione sulla Pedemontana Veneta perché l'ha citata lei, anche perché non è un tema che mi ha mai appassionato, non ho neppure io posizioni ideologiche, e soprattutto penso che la discussione sull'utilità o meno dell'opera sia una discussione fuori tempo. L'opera c'è ed è praticamente finita. Mi parrebbe quantomeno fuori luogo e fuori tempo decidere o discutere se andava fatta o non andava fatta, e anche come andava fatta, nel senso che ormai siamo imbarcati in questa avventura.
Però, mi consenta, Assessore. Uno, non vendiamola come l'opera più veloce mai realizzata nella storia del mondo, perché non è così. Poi, mi spiegherete tutti gli inghippi, gli intrighi, la burocrazia, tutto bene. Diciamo che la Regione del Veneto ha fatto un'opera importante, pagata moltissimo, nei tempi ordinari in cui le Regioni fanno le opere.
Due, non vendetemela come una offertona economica che abbiamo costruito, andandoci a guadagnare. Se fosse così, avremmo fuori dalla porta decine e decine di fondi di investimento che ci supplicherebbero di comprare l'opera o di entrare dentro l'operazione. Ma siccome questo non è avvenuto neanche nel 2017, quando l'abbiamo ricontrattata, tanto che abbiamo dovuto fare noi quel mestiere, non diciamo che è un grande investimento finanziario. Non dovrebbe neanche essere tale un'opera pubblica. Non diciamo che lo è, non diciamo che è un'opera in cui la Regione ci guadagnerà, perché non può essere che sia così.
Del resto, tutti ci dicono che è una delle opere in Italia che ha un rapporto costo/chilometro molto elevato. Sarà fatta benissimo, sarà fatta velocissimamente, ma è un'opera costosa, che ha richiesto del tempo e che ha impegnato e impegnerà, dal punto di vista economico e finanziario, il bilancio regionale per tanto tempo, nella speranza che sia un impegno che saremo in grado di sostenere, come giustamente lei ha detto.
Vengo alle due questioni dal punto di vista degli effetti sul bilancio. Questa, quindi, era la premessa. Perché noi ne parliamo ogni volta che si discute del bilancio? Per due questioni. Una l'ha già anticipata il collega. Il project financing, che è una modalità di finanziamento pubblico/privato, che ha avuto anche un periodo di moda e che oggi è messo in discussione da tutte le teorie di finanza pubblica, si basava su un principio: siccome il rischio d'impresa può essere più o meno remunerativo e siccome non è opportuno che l'ente pubblico rischi, faccio in modo di offrire al privato la possibilità di una rendita, chiedendogli, però, di farsi carico del rischio di impresa, perché l'impresa, a differenza di quello che pensa il presidente Zaia, non la può fare e non la deve fare l'ente pubblico.
L'operazione che voi avete fatto sulla strada Pedemontana Veneta, che è servita a sbloccare l'opera, che è servita a velocizzare, in realtà è oggettivo che ha ribaltato questo schema di gioco. Andrà bene, come dice lei, perché le proiezioni dicono che poi ci guadagneremo. Benissimo. Ma non è corretto, rispetto ai principi della finanza pubblica, che il bilancio di una Regione in prospettiva regga o non regga sulla base dell'aleatorietà degli elementi che sono alla base della convenzione che abbiamo sottoscritto.
Io non credo che sia sano, ma non lo dico io, lo dico sapendo quanto è solido il nostro bilancio, tant'è che voi non fate nient'altro, non fate alcuna altra operazione di indebitamento e di investimento perché volete essere pronti, qualora le cose vadano male là, ad avere le leve per evitare il crack: lo so io e lo sa anche lei.
Tutti speriamo che vada bene, ma giustamente, siccome siete persone serie, dite: “Se va male, io devo essere nelle condizioni di salvarmi”. Io non credo che sia una cosa positiva o, meglio, l'avete fatta, sappiamo che è così, tutti speriamo che non serva intervenire, ma questa è la dimensione dell'operazione strada Pedemontana Veneta.
Altro elemento e poi chiudo davvero, altra questione: 57 milioni in un triennio per un'opera così importante possono essere pochi come tanti. Il problema è che sono, per come avete costruito l'operazione, 57 milioni di spese correnti. Noi stiamo impegnando il bilancio regionale su quest'opera. Ecco l'assurdità, dal mio punto di vista e dal punto di vista contabile, dell'operazione. Se io faccio un mutuo, almeno so che ho quello e il mio livello di variabilità è limitato, è contenuto. Se, invece, io faccio un'operazione come quella che voi avete fatto, l'aleatorietà della variabilità del costo che devo finanziare con entrate correnti, e non posso andare a mutuo per finanziarlo, è tanto alta.
Ultima questione. Andrà tutto bene, ce la faremo, eccetera. Converrà con noi che ‒ fatalità, questo forse era imprevedibile ‒ dobbiamo sobbarcarci il maggior costo finanziario dell'operazione proprio negli anni in cui avremmo più bisogno di altre risorse. Magari, se questi 20 milioni all'anno, anziché nel 2023, 2024 e 2025, fossero arrivati più avanti o più indietro, avrebbero pesato meno. Ma quest'anno, il prossimo, quello dopo e quello dopo ancora, impegnare 57 milioni di entrate correnti per... Se lei mi dice che tra cinquant'anni li riprenderemo, mi rasserena poco, perché io avrei bisogno di quei soldi oggi. Se io avessi fatto un altro tipo di operazione finanziaria, l'avrei potuto fare. Ad esempio, un mutuo, magari con partenza dopo un po' di anni dall'accensione.
Questo solo per precisare il fatto ‒ e chiudo davvero ‒ che anche sulla strada Pedemontana Veneta, al netto delle legittime posizioni ideologiche delle diverse parti in campo, a me va bene tutto, ma non raccontiamoci la storia dell'orso. A parte qualcuno, Assessore, non ci crede più nessuno. Vediamo di finirla. Apriamola, incrociamo le dita che le previsioni del flusso di traffico siano quelle che reggono e su cui si poggia il Piano finanziario e speriamo di non doverci mettere le mani.
Se questo è l'impianto, noi siamo con lei. Sul resto, invece, facciamo fatica a venirle dietro.

PRESIDENTE

Prego, collega Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Anch'io reagisco all'intervento dell'assessore Calzavara. Alcune questioni ‒ ne abbiamo discusso anche in Ufficio di Presidenza ‒ ci sono. Alcune le ha dette già la consigliera Camani. Il tema vero, e ritorno, ad esempio, alla Missione Cultura, quindi ai fondi che vengono dati al Teatro Stabile, non è una battaglia sul Teatro Stabile. Io sono contenta che ci siano più soldi per un'istituzione culturale. Figuriamoci, non ho mai proposto qui dentro di togliere dei soldi alle nostre partecipate, però, davvero, qui c'è un tema nuovamente di gestione delle politiche culturali di questa Regione perché abbiamo un grande – scusatemi, lo dico – casino. Io sono stata finora abbastanza tranquilla, ma adesso uso anche delle parole un po' più precise.
Legge n. 49. Abbiamo lì dentro vari progetti che vengono finanziati a scopo culturale. Grandi eventi, lei li ha citati. Abbiamo lì dentro, e lo ha detto giustamente, io credo, delle cose che noi dobbiamo capire se hanno anche una funzione culturale. Vediamo le nostre partecipate, oggi c'è un'intervista, che credo interessante, del presidente Beltotto sui giornali che dice “utilizzeremo i fondi del Teatro Nazionale anche per fare quella filiera culturale con i soggetti più piccoli”. Bene. Io credo che la Regione, visto che quello è un ente partecipato, sostanzialmente non è di qualcuno quell'ente, è nostro, è dei cittadini veneti e io tornerò a dirlo sempre, noi dobbiamo vigilare e sostenere affinché quelle procedure di trasparenza permettano, ad esempio, ai soggetti che hanno partecipato ai bandi cultura di essere sostenuti da quei fondi, perché se quei progetti hanno valore, e la Commissione che li ha valutati gli ha dato un punteggio alto, vuol dire che se non li finanziamo noi li potrebbe finanziare una nostra partecipata con quei 750.000 euro, perché il Teatro Nazionale – lo ha detto qui il Presidente – è anche fare in modo che ci siano operatori culturali veneti che lui può scritturare, perché altrimenti continueremo ad avere partecipate che comprano spettacoli fuori.
Vogliamo creare un vivaio veneto? Adesso sembro più autonomista di voi, ma sulla cultura è importantissimo sostenere la produzione locale, perché la filiera è questa, non perché c'è un chilometro zero della cultura, ma perché diamo un lavoro. È un luogo di produzione lavorativa. Vi ricordate la discussione della delocalizzazione post pandemia, di tutti gli operatori che qui ci dicevano “vado a mettere la sede in Friuli-Venezia Giulia perché lì ho una Regione che mi sostiene di più”? Noi dobbiamo evitare questo. Quindi vuol dire che ogni ente partecipato nostro, Stabile, Fenice, Arena di Verona – io vedo così le partecipate così – è come un braccio della Regione. Hanno un Presidente perché ha una responsabilità, ma siamo noi.
Vorrei avere chiarezza e qui è più di visione politica, quindi mi spiace parlare con lei. Abbiamo una visione di riorganizzare il settore culturale affinché quella legge, lo ridico, la legge n. 49, abbia un senso? Scusate, la legge cultura, perché sulla legge 49 abbiamo 1.900.000 euro che abbiamo dato con i 700.000 euro in più sulla legge cultura per lo spettacolo dal vivo, abbiamo 500.000 euro l'anno; 1.900.000 versus 540.000 euro.
Credo serva davvero, ieri abbiamo approvato un ordine del giorno, fare ordine, farlo insieme, ovvio che non devo dire io come si fa ordine, perché sono all'opposizione, ma voglio contribuire a capire come fare ordine, perché qui c'è davvero un tema di come usiamo le risorse.
Sono contenta che sia l'unico settore che è entrato in bilancio senza un taglio e, come ha detto lei, qualcosina noi stiamo aggiungendo, ma dobbiamo verificare che quello che stiamo aggiungendo moltiplichi, funzioni, faccia accadere delle politiche culturali diverse, da come lo facevamo prima, perché altrimenti, se finanziamo a pioggia, o se finanziamo dentro una legge sbagliata, secondo me, la legge n. 49, iniziative culturali, che dovrebbero andare dall'altra parte, allora noi non abbiamo creato una filiera. Oppure, se mettiamo nella legge n. 49 troppi soldi e non li mettiamo, invece, nella 17, abbiamo Comuni che rimangono fuori. Abbiamo progetti che rimangono fuori. Basterebbero 450.000 euro per coprire tutti quelli che hanno fatto domanda.
Io cerco di fare una proposta e di capire se è fattibile. Vedo che sull'emendamento legato al tema alpini noi abbiamo un impegno di 350.000 euro sulla missione cultura. Siccome l'evento degli alpini è un grande evento, lo ha definito anche lei così, io non me ne intendo, ma è un grande evento, credo porti un sacco di affluenza in un momento determinato, in una città, che è Vicenza, perché non pensare che dai grandi eventi vengano presi questi 350.000 euro e che 350.000 euro vadano sulla legge cultura per coprire tutti i progetti che sono arrivati? Perché non facciamo un'operazione di riordino? È una provocazione di riordino, perché è questo il tema. Sui grandi eventi abbiamo – mi ricordo, li ha aumentati l'anno scorso – 3.000.000 di euro, se non erro. Abbiamo anche approvato dei criteri. Abbiamo dei fondi su cui noi sosteniamo delle cose che sono dei grandi eventi culturali e sosteniamo delle cose che sono dei grandi eventi sportivi: è normale che sia così perché è la legge sui grandi eventi.
Riusciamo a fare quell'ordine che serve a capire come finanziare la legge cultura? Io credo che vada bene, che possa andar bene avere 350.000 euro per un grande evento su cui voi – io non l'avrei finanziato – decidete che si investe. Va bene, ma io non riesco a comprendere perché non investiamo parimenti, veramente basterebbero 350.000 euro, per chiudere le graduatorie dei bandi cultura di quest'anno e dare un segnale a chi è fuori che in qualche modo quei bandi hanno un senso, non si rimane fuori perché la dotazione e l'analisi che un Assessore alla cultura dovrebbe fare è questa: lancio una legge cultura, l'avevamo già detto l'anno scorso e c'era anche un impegno politico in questo; so che avrò tante domande perché c'è un'aspettativa; alcune ne rimangono fuori, per un totale più o meno di 450.000 euro.
Aggiungiamo qualcosa affinché quel mondo abbia risposte, perché altrimenti continuiamo ad avere operatori culturali che ormai sanno guardare il BUR e vedono che 1,9 milioni vanno sulla legge del Presidente dove c'è uno scorrimento di graduatoria, e vedono invece che lo stesso scorrimento non c'è nella legge cultura.
Quale delle due leggi è importante per questa Regione e per la Giunta? Questa è la domanda. Quali di queste leggi è quella su cui un operatore culturale deve fare affidamento? Neanch'io voglio che vengano approvati emendamenti a mia prima firma, tanto non cambia nulla; ma il tema vero è se riusciamo – io ho visto anche gli emendamenti della Giunta, ad esempio 5.000 euro per pagare le spese ai gestori degli Enti parco, mi sembra che a livello di programmazione anche questi emendamenti siano davvero piccoli, cioè non cambiano la vita di questa Regione – almeno a pensare che ci sia la necessità di fare un intervento un po' più corposo su alcuni temi che invece sono delle emergenze. Almeno, qui dentro le abbiamo sentite. Io mi ricordo il Presidente ANCI, che non è del mio colore politico, ricordo gli operatori di tutte le partecipate, non solo di una partecipata, che hanno espresso delle difficoltà. Mi chiedo se non ci sia la possibilità – è vero, lei mi diceva il 2023-2025 – per andare a vedere effettivamente se si può magari accantonare un secondo per comprendere se riusciamo a capire se, facendo un attimo di riordino, un po' di “mila euro” li troviamo per scorrere anche graduatorie di leggi che io credo abbiano più dignità, come la legge cultura che, ripeto, è stata approvata qui all'unanimità.

PRESIDENTE

Con l'intervento della collega Ostanel, chiudiamo la discussione generale.
Colleghi, aggiornate l'applicazione perché adesso iniziamo con gli emendamenti.
Siamo sul primo pacco di emendamenti, volume 1.
Emendamento n. B0056 presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, articolo 1, comma 3, modificativo, che prevede:
1. Al comma 3 dell'articolo 1, le parole “euro 120.000,00” sono sostituite dalle seguenti: “euro 200.000,00”;
2. Al comma 4 dell'articolo 1, le parole “euro 20.000,00” sono sostituite dalle seguenti: “euro 100.000,00”.
Assessore Calzavara, vuole presentare l'emendamento? Lo diamo per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. B0056. Parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo al successivo.
Emendamento n. B0040 presentato dalle consigliere Baldin e Guarda, articolo 1, comma 4 bis, aggiuntivo, che prevede:
All'articolo 1 è aggiunto il seguente comma:
“4 bis In assenza di adeguati stanziamenti a valere sulla legge di bilancio 2023 che consentano l'effettiva attivazione degli investimenti previsti per la istituita Zona Logistica Semplificata, le disposizioni di cui alla presente legge e le correlate risorse finanziarie di cui ai commi 3 e 4 si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2024.
Lo volete illustrare? Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Colgo anche l'occasione per spiegare il voto precedente.
Lo riprendo un attimo, è l'emendamento della Giunta e quindi è anche l'occasione per chiedere all'assessore Calzavara se ci sono novità rispetto a questo tema, perché sappiamo che a Roma si sta discutendo della manovra finanziaria e non ci sono notizie rassicuranti sul fronte ZLS. Quindi anche rispetto alle risorse finanziarie stanziate io le chiedo, assessore Calzavara, se ci sono delle novità in merito.
Infatti, se ci sono delle rassicurazioni sul fronte delle risorse per la ZLS di Venezia e Rovigo, sono a ritirare anche l'emendamento che segue, perché chiaramente risulterebbe quasi pleonastico, perché si vanno a portare le risorse finanziarie previste dal documento che stiamo approvando all'anno successivo, ovvero il 1° gennaio 2024, dato che, non essendovi le risorse a bilancio nazionale, non possiamo e non dovremmo, o non siamo in grado ‒ meglio ‒ di pubblicizzare adeguatamente le ZLS a partire dal 2023.
Se mi dite che ci sono le risorse, che a livello nazionale si sta provvedendo o si provvederà al più presto, ritiro l'emendamento che segue.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Assessore Marcato, vuole intervenire? Prego.

Ass.re Roberto MARCATO

Grazie, Presidente. Buon pomeriggio a tutti.
Per quanto riguarda la zona logistica, intanto devo esprimere tutto il mio rammarico perché il Governo precedente, come regalino di Natale, ha deciso di finanziare le ZES, cioè tutte le zone del Sud, e di non finanziare le ZLS, che sono quelle del Nord. Suggestiva come decisione. Lo è perché, in realtà, queste sono zone che insistono su aree che evidentemente hanno dei problemi, altrimenti non avrebbero motivo di esistere. Non c'è differenza tra Nord e Sud. Stiamo parlando di aree con particolari difficoltà. Quindi, è incomprensibile il motivo di questa distinzione.
Noi lo abbiamo fatto presente. Abbiamo chiesto a questo Governo di finanziare anche le ZLS. Lo faremo presente ulteriormente. Visto che qui la maggioranza è praticamente la stessa, chiedo l'aiuto anche dei colleghi degli altri due partiti che sostengono questo Governo.
Noi la nostra parte l'abbiamo fatta, perché abbiamo messo nella nuova programmazione PR FESR risorse per le ZLS e anche per l'internazionalizzazione delle imprese. Insomma, noi la nostra parte l'abbiamo fatta. Certo, serve assolutamente un intervento del Governo che dia pari dignità a queste nostre zone come per le ZES del Sud.

PRESIDENTE

Collega Baldin, prego. Lo vuole votare? Bene.
Apriamo la votazione sull'emendamento n. B0040, con il parere contrario da parte del relatore.
Scusate. Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Molto rapidamente.
A me va bene tutto. Mi associo, anzi, all'appello dall'opposizione a Roma come in Veneto dell'assessore Marcato per finanziare le ZLS. Proviamo a dire le cose come stanno. L'Assessore sa perfettamente che le ZES del Sud Italia sono state finanziate semplicemente perché c'erano già i decreti, mentre le ZLS del Nord non sono state finanziate perché mancavano i decreti, tanto che il Governo precedente in realtà un regalo di Natale al Governo che è venuto dopo l'ha fatto davvero, perché il ministro Carfagna due giorni prima di decadere da Ministro ha firmato esattamente i decreti attuativi. Noi oggi siamo nelle condizioni di investire 200.000 euro rispettando il Programma Strategico previsto dalla Regione del Veneto e accolto dal Ministero proprio perché è stata fatta la firma di quei decreti.
Cos'è che manca oggi? “I soldi” (tradotto da espressione dialettale) che ha da mettere il Governo Meloni nella legge di bilancio. Non doveva metterli il Governo precedente. Assessore, a me va bene tutto. Le comunico che il giochino “è colpa del Governo di Roma” è finito. Ci sono degli emendamenti depositati al Senato a firma di diversi Senatori del PD che chiedono il finanziamento delle ZLS di Venezia e di Rovigo. Siamo certi che una telefonata ai Ministri della Lega e di Fratelli d'Italia contribuirà all'approvazione di quegli emendamenti.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0040. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo ora alla votazione dell'articolo 1.
Non ci sono dichiarazioni di voto.
Metto in votazione l'articolo 1, così come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0011 presentato dalla consigliera Guarda, articolo X, rubrica contributo per la realizzazione di analisi e studi funzionali all'attivazione di impianti a ciclo chiuso, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. X- Contributo per la realizzazione di analisi e studi funzionali all'attivazione di impianti a ciclo chiuso.
1. La Giunta regionale è autorizzata ad attivare analisi e studi funzionali all'installazione di impianti a ciclo chiuso presso le aziende con stabilimento produttivo in territorio Veneto e il cui ciclo di produzione ha un elevato impatto in termini di consumo della risorsa idrica, quali le industrie cartarie, del settore tessile e conciario.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce, sentita la competente commissione consiliare, i criteri e le procedure per l'ammissione a contributo.
3. I contributi di cui alla presente legge sono concessi nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato.
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 2.000.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 4 “Sviluppo economico e competitività” Programma 14.01 “Industria, PMI e Artigianato”, Titolo 2 “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 14 Sviluppo economico e competitività
Programma 14.01 “INDUSTRIA, PMI E ARTIGIANATO”
Art. X ‒ Contributo per la realizzazione di analisi e studi funzionali all'attivazione di impianti a ciclo chiuso
+ 2.000.000,00


Missione 20
FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001
FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
- 2.000.000,00






Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Prego, collega.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Solo per confermare che questo è un emendamento che richiede di fare l'attività di ricerca in ottemperanza a quanto previsto dalla Missione 14 e anche dalla Missione 16 della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza rispetto a due processi, cioè quello della sostenibilità e dell'utilizzo della risorsa idrica intelligente e dell'utilizzo razionale delle risorse naturali per limitare l'impatto da un punto di vista ambientale e climatico.
In questo caso parliamo del ciclo chiuso e ribadisco, nel momento in cui presentate un progetto regionale per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che finanzia degli interventi in un settore specifico industriale per tappare i buchi dei danni ambientali e del consumo di acqua che questo settore provoca all'interno del territorio e, di conseguenza, anche i danni da un punto di vista sanitario, non mi potete dire che non è competenza della Regione intervenire per l'attività di prevenzione e, quindi, per un'attività di ricerca e di sperimentazione di soluzioni che prevengono quei problemi. Non interveniamo soltanto a valle, cominciamo ad agire anche a monte.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0011. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Siamo all'articolo 2.
Emendamento n. B0038 presentato dalla consigliera Baldin, articolo 2, modificativo, che prevede:
All'art. 2 co. 1 del progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022”, rubricato “Inserimento dell'articolo 34 bis nella legge regionale 8 maggio 2009, n. 12 “Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”, le parole 'bonifica e di irrigazione' sono così sostituite: 'bonifica, irrigazione e cuneo salino'
Conseguentemente la rubrica del nuovo articolo 34bis è così modificata:
'Art. 34 bis - Studi e ricerche in materia di bonifica, irrigazione e cuneo salino'.
Lo vuole illustrare? Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Brevemente, Presidente. Con questo emendamento si introducono anche le parole “cuneo salino”, perché credo che all'interno della bonifica e irrigazione sia un tema su cui dobbiamo tenere un faro acceso. È un problema che riguarda da vicino il mio territorio, ma in particolare tutta l'agricoltura a valle dei fiumi, che riscontrano il problema della risalita del cuneo salino. è un problema grande che va affrontato. I Consorzi di bonifica li ringraziamo per l'enorme lavoro che stanno portando avanti e spero, insomma, in un voto favorevole da parte anche della maggioranza, perché non implica nessuna cosa così negativa, ecco.

PRESIDENTE

Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0038. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Metto in votazione l'articolo 2.
Non ci sono dichiarazioni di voto.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0067 presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zanoni e Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art XX
Contributo straordinario a sostegno delle spese per l'energia sostenute dai Consorzi di bonifica
1 - Per consentire di far fronte all'aumento delle spese per la fornitura di energia elettrica senza gravare sui cittadini e sugli agricoltori, la Giunta regionale è autorizzata ad erogare ai Consorzi di Bonifica un contributo straordinario a compensazione dei maggiori costi.
2 - La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, individua i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3 - Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 5.000.000,00 di euro, per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione Sviluppo sostenibile Tutela del territorio e dell'ambiente, Programma 0901 Difesa del suolo, Titolo 1 Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
PROGRAMMA 0901 DIFESA DEL SUOLO,
TITOLO 1 SPESE CORRENTI
Nuovo articolo PDL n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 5.000.000,00


Missione 20 “Fondi E Accantonamenti”
Programma 2001 “Fondo di Riserva”
L.R. 39/2001, ART. 18
M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
P0502 ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
LR. n. 07/2016 - art. 18 “Programma regionale per la promozione dei grandi eventi”
- 4.000.000,00
-1.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono uguali alle variazioni di competenza.
Collega Possamai, lo vuole illustrare? Prego.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Mi dispiace che non ci sia l'assessore Caner, nel senso che ne discutevamo ieri.
Vado avanti. L'Assessore conosce bene la tematica, ma penso che la conosciamo tutti, nel senso che ci sono arrivate segnalazioni forti in questi mesi in Commissione, ma anche nei rapporti che ciascuno di noi ha con i Consorzi di bonifica, quindi il grande tema dell'ultimo biennio in cui in gran parte per responsabilità della pandemia, ma adesso per le motivazioni dei rincari energetici e in generale, per le difficoltà in cui tutte le realtà versano, hanno portato a un contesto di grandissima criticità.
Negli anni le risorse che la Regione ha destinato ai Consorzi di bonifica sono crollate, non calate ma crollate. Il punto però è che in un momento come questo, quindi di particolare difficoltà, l'idea di non destinare un contributo straordinario, quindi di non fare in modo che i Consorzi di bonifica possano evitare poi di gravare su altri fronti nel richiedere contributi diventi decisivo.
Per questa ragione abbiamo presentato questo emendamento. So che da parte della Giunta c'è la conoscenza del tema, perché ieri l'Assessore lo diceva molto chiaramente, però al di là della conoscenza, sarebbe importante fare anche un investimento economico, altrimenti il rischio è davvero pesante.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Non ci sono altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0067. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo adesso all'articolo 3.
Non ci sono emendamenti.
Metto in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0010 presentato dalla consigliera Guarda, articolo X, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X - Autorizzazione all'attivazione di un progetto pilota per la riduzione dell'inquinamento atmosferico tramite la ricostruzione e la valorizzazione delle zone umide.
1. La Giunta regionale è autorizzata ad attivare un progetto pilota con l'obiettivo di verificare le potenzialità ai fini della riduzione dell'inquinamento atmosferico del contributo apportabile dalle zone umide del Veneto attraverso interventi di ricostruzione e di valorizzazione con impiantazione di piante briofite.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 50.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 08 “Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025”.
Riferimento NaDefr 2023-2025: Programma 09.08, risultato atteso: Contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 09
Programma 08
Art. X - Autorizzazione all'attivazione di un progetto pilota per la riduzione dell'inquinamento atmosferico tramite la ricostruzione e la valorizzazione delle zone umide
+ 50.000,00


Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
- 50.000,00






Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Lo dà per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. B0010. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo al successivo.
Emendamento n. B0023 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023' è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Contributo straordinario per il finanziamento dell'estirpazione delle piante infestanti dai canali navigabili del Comune di Mira, della Riviera del Brenta e dei territori limitrofi
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi per finanziare l'estirpazione delle piante infestanti (tra cui la Ludwigia hexapetala e la vulgo porracchia) dai canali navigabili del Comune di Mira, della Riviera del Brenta e dei territori limitrofi.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 500.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente Programma 0906 tutela e valorizzazione delle risorse idriche.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
Variazione proposta
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
M09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”
P0906 “Tutela e valorizzazione delle risorse idriche”
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 500.000,00
+500.000,00
+500.000,00
Missione 20 Fondi E Accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, Articolo 18
- 500.000,00
- 500.000,00
- 500.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questo è un tema che arriva da Comuni qui vicini, Mira in particolare, la Riviera del Brenta e non solo, perché lo riscontriamo anche nei canali di Mestre e dintorni, e riguarda una pianta infestante che si ritrova nei canali navigabili, di cui non pronuncio il nome perché è abbastanza impronunciabile. È veramente un problema per chi, appunto, ha nel proprio territorio la presenza di questa pianta all'interno dei canali navigabili e quindi, si chiede alla Giunta regionale di individuare queste aree di intervento, stabilire criteri e modalità di assegnazione dei contributi atti a finanziare l'estirpazione di queste piante e si prevede lo stanziamento di circa 500.000 euro per ognuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025.
Nel caso in cui venisse respinto, chiedo comunque di provvedere in qualche misura, perché è un problema che portano avanti i Sindaci e quindi magari anche una rassicurazione in questi termini va data, secondo me, ai Sindaci dei nostri Comuni.

PRESIDENTE

Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0023. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0028 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022” è aggiunto il seguente articolo:
ART. X- STRATEGIE E PIANI PER LA PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLA DISPERSIONE IN ACQUA DELLE ATTREZZATURE PER LA PESCA E L'ACQUACOLTURA
1. La Giunta regionale promuove e sostiene, e a tal fine è autorizzata ad erogare contributi, progetti prevenire o ridurre la dispersione in acqua di attrezzatura per la pesca e l'acquacoltura realizzata con materiali non bio­degradabili, anche mediante l'utilizzo delle risorse del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP).
2. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 300.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 15 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 03 “Rifiuti”, Titolo 1 “Spese correnti”.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
Variazione proposta
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
M15 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”
P1503 Rifiuti
Nuovo articolo PDL 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 300.000,00
+300.000,00
+300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 300.000,00
-300.000,00
-300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2022 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie.
Qui si chiede uno stanziamento di 300.000 euro per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025, ai fini di promuovere e sostenere progetti (manca un verbo) volti a prevenire e ridurre la dispersione in acqua di attrezzatura per la pesca e l'acquacoltura, realizzati con materiali non biodegradabili, anche mediante l'utilizzo delle risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.
È un problema che l'assessore Corazzari, ma anche l'assessore Bottacin, conoscono molto bene, cioè quello dei rifiuti che vengono ripescati in mare o che si ritrovano sulle spiagge, formati da un'altissima percentuale di plastica e, come vi dicevo ieri, è un problema grandissimo che va affrontato perché la plastica è anche all'interno del nostro stesso organismo, quindi bisogna assolutamente provvedere in questo senso.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Metto in votazione l'emendamento n. B0028, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo al successivo.
Emendamento n. B0031 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022” è aggiunto il seguente articolo:
ART. X - CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI DI REALIZZAZIONE DI CASETTE DELL'ACQUA
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti volti alla realizzazione di casette dell'acqua per la distribuzione gratuita di acqua potabile da prelevare con contenitori di proprietà dell'utenza.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 30.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 09 sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente Programma 0904 servizio idrico integrato.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente Programma
Programma 0904 Servizio idrico integrato
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 30.000,00
+30.000,00
+30.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 30.000,00
-30.000,00
-30.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Qui, invece, si chiedono 30.000 euro per ciascuno degli esercizi per dei contributi volti a progetti per la realizzazione di casette dell'acqua, per la distribuzione gratuita dell'acqua potabile.
È un provvedimento che credo vada nel senso giusto. Anche questa proposta arriva da parte dei Comuni, che ne hanno un assoluto bisogno.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0031. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Andiamo al successivo.
Emendamento n. B0043 presentato dalla consigliera Ostanel, articolo __, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. - Realizzazione di uno studio di biomonitoraggio sui residenti nell'area di maggiore ricaduta degli inquinanti emessi dall'inceneritore di Padova
1. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare un adeguato studio di monitoraggio biologico umano (biomonitoraggio) tra i cittadini residenti nelle aree di maggiore ricaduta delle emissioni inquinanti dell'inceneritore di Padova.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 75.000,00 euro, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 19 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, Programma 0908 “Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
Variazione proposta
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
MISSIONE 10 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente
Programma 0908 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento
Nuovo Articolo PDLR 154 – “Collegato alla legge di Stabilità regionale 2023”
+ 75.000,00
0,00
0,00
Missione 20 Fondi e accantonamenti
Programma 2001 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, ART. 18
- 75.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento che ho presentato per una richiesta che viene fatta dal territorio di Padova dopo l'approvazione della quarta linea dell'inceneritore, per far attuare uno studio di biomonitoraggio che possa permettere di valutare le emissioni inquinanti dell'inceneritore di Padova.
La spesa prevista, come vedete, credo sia bassa a tal punto da poterci permettere di fare un investimento per valutare, verificare effettivamente quale sia l'impatto dell'apertura della nuova linea. Credo sia un'operazione importante, comunque di trasparenza e anche di comunicazione verso i cittadini. Sono 75.000 euro che credo possano essere spesi in maniera utile, soprattutto perché è già stato deciso, ad esempio, per l'inceneritore di Fusina, di fare un'operazione simile. Non vedo perché, nel caso di Padova... Soprattutto perché diversi Consiglieri, non solo di opposizione, ma anche di maggioranza, nel corso del tempo hanno espresso anche alcune criticità, ad esempio, per l'apertura della nuova linea.
So che ho parere negativo. Mi piacerebbe anche capire se questo parere riguarda l'investimento economico o una visione politica. I 75.000 euro spero possano essere considerati una spesa dignitosa per permettere di avere semplicemente uno studio che ci dica come sta andando su un territorio, che è quello padovano, che comunque, come sapete, ha visto non tutti favorevoli rispetto all'apertura della nuova linea, non solo comitati, ma anche lo stesso Comune di Padova.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Vorrei sostenere idealmente questo emendamento della collega Ostanel facendo riferimento anche all'altra situazione presente a Fusina, sulla cui questione abbiamo chiesto anche lì i biomonitoraggi da effettuarsi. Siamo ancora in attesa nonostante siano passati diversi mesi, se non anni. Quindi, magari se c'è qualche rassicurazione o qualche novità l'Assessore può informarci. Ormai l'assessore Lanzarin non c'è. Va bene, attendiamo notizie magari nelle prossime sedute.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Metto in votazione l'emendamento n. B0043. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo al successivo.
Emendamento n. B0050 presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Art. - Strumenti operativi per l'espletamento della procedura di Valutazione di incidenza di cui all'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e ss.mm.ii. (art. 6, paragrafi 3 e 4, della direttiva n. 1992/43/CEE)"
1. In attuazione dei principi e degli indirizzi sanciti dall'intesa del 28 novembre 2019 tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano sulle Linee guida nazionali per la valutazione di incidenza (VlncA), la Giunta regionale promuove e sviluppa soluzioni tecnologiche dell'ICT (lnformation and Communications Technology) per le finalità di miglioramento, efficientamento e digitalizzazione dell'attività valutativa, volte ad assicurare coerenza e congruità nell'attuazione delle procedure di valutazione ambientale e favorire l'integrazione dei regimi amministrativi tra i vari soggetti coinvolti nei procedimenti.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in euro 50.0000 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 9 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 05 “Aree protette, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione”, Titolo 2 “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Lo diamo per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. B0050. Parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo al successivo.
Emendamento n. B0061 presentato dal consigliere Possamai Giacomo, aggiuntivo, che prevede:
è aggiunto il seguente:
Art. XX
Manutenzione e conservazione del sito naturalistico del Lago di Fimon
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare un contributo annuale alla Provincia di Vicenza per la manutenzione, la cura e la conservazione del sito naturalistico del lago di Fimon.
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in euro 1.000.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0902 “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.”
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0902 TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità 2023”
+ 1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
+1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
+1.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Non c'è il collega Possamai.
Metto in votazione l'emendamento n. B0061. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Collega, ho aperto la votazione.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE

È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Sull'ordine dei lavori. Siccome non è presente in Aula in questo momento il presentatore dell'emendamento, è andato talmente veloce che ora che ho girato tutte le pagine collegate all'emendamento precedente della Giunta, che non è un foglio, ma sono 20, ora che ho visto che emendamento era e chi era il presentatore, che non era presente in Aula, volevo intervenire per chiedere l'accantonamento dell'emendamento.

PRESIDENTE

Collega, capisco, però avevo già aperto la votazione e oltretutto, se ci sono degli emendamenti, i presentatori dovrebbero rimanere in Aula per presentarli. Quindi, mi dispiace, però non possiamo più tornare indietro.
Siamo all'emendamento successivo.
Emendamento n. B0079 presentato dalla consigliera Bigon, articolo XX, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo straordinario al Comune di Sorgà per l'effettuazione di un'indagine geologica sul sito della. discarica di car fluff
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare un contributo di 40.000,00 euro al Comune di Sorgà per l'effettuazione di un'indagine geologica sul sito individuato per la realizzazione di una discarica di car fluff.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 40.000,00 euro per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0902 “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2022
Variazione proposta
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0902 TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità 2023”
+ 40.000,00
+40.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 - FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001
-40.000,00
- 40.000,00


Saldo
0,00


Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Lo vuole illustrare? Prego, collega Bigon.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Era solo semplicemente per chiedere un supporto per quanto riguarda il Comune di Sorgà per la valutazione delle indagini in attesa di verificare l'idoneità della discarica che verrà autorizzata e di cui è già stata fatta anche la Commissione.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Metto in votazione l'emendamento n. B0079. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0096 presentato dal consigliere Zanoni, aggiuntivo, che prevede:
È inserito il seguente articolo:
Art. XX
Programma straordinario di contrasto ai cambiamenti climatici e risanamento dell'aria
1. Al fine di concorrere al contrasto ai cambiamenti climatici e a migliorare la qualità dell'aria nel territorio regionale la Giunta regionale prevede un programma straordinario di interventi finalizzati alla messa a dimora di alberi in particolare in ambiti urbani e periurbani.
2. Per le finalità di cui al comma 1 la Giunta regionale si avvale dell'Agenzia veneta per l'innovazione (Veneto Agricoltura), di cui alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37 “Istituzione dell'agenzia veneta per l'innovazione nel settore primario”, e sue modificazioni riconoscendole contributi straordinari per l'attuazione degli interventi e la fornitura gratuita di materiale di propagazione di origine certificata a soggetti pubblici e privati interessati e in possesso dei requisiti previsti dal programma straordinario.
3. Per le finalità di cui al comma 2 entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente articolo Veneto Agricoltura definisce:
a) le linee guida per la redazione dei progetti ammissibili a contributo;
b) i requisiti minimi dei progetti ammissibili al contributo;
c) le modalità e i termini per la presentazione dei progetti di impianto.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in euro 4.000.000,00 per l'esercizio 2023 e in euro 3.000.000,00 per ciascuno degli esercizi 2024 e 2025 si fa fronte mediante le risorse assegnate alla Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0908 “Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE TUTELA DEL TERRITORIO, DELL'AMBIENTE
P0908 QUALITÀ DELL'ARIA E RIDUZIONE DELL'INQUINAMENTO
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 4.000.000,00
+4.000.000,00
+3.000.000,00
+3.000.000,00
+3.000.000,00
+3.000.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001
-4.000.000,00
- 4.000.000,00
-3.000.000,00
-3.000.000,00
-3.000.000,00
-3.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo è un emendamento molto importante al quale teniamo molto per l'incentivazione della piantumazione e riforestazione in pianura, per combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e contrastare l'inquinamento dell'aria.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

È un intervento importante, che non può ridursi alle sole iniziative di distribuzione di alberi per l'inverdimento della Pianura Padana, ma deve affiancarsi ad operazioni strutturali, perché serve la gestione, poi, di questi spazi.
Per questo motivo supporto l'emendamento, così come ho supportato l'emendamento precedente della consigliera Bigon, rispetto al tema della discarica di Sorgà, e mi stupisce che ci siano colleghi che sono venuti nel Comune di Sorgà, ad incontrare i cittadini di Sorgà, preoccupati della sicurezza delle acque e della sicurezza della produzione di riso nano vialone, che hanno votato contro a questo tipo di intervento. Un intervento in aiuto per le valutazioni che sono a carico del Comune, rispetto alla sicurezza di quest'opera, che è stata autorizzata dalla Regione del Veneto, nonostante le osservazioni del Comune, nonostante le osservazioni di tutti i Comuni dell'area e anche della zona del mantovano e della Provincia di Mantova, che si sono espresse portando elementi tecnici di grande valore e, soprattutto, un Comune che si ritroverà a dover affrontare delle spese di adeguamento della strada, perché la Regione gli ha imposto questo tipo di iniziativa senza chiedere che l'adeguamento della strada, estremamente inadeguata, venisse fatto da chi, da questa operazione, ci trae comunque un guadagno.
Per cui costi su costi a carico di un Comune veneto che ormai, essenzialmente, come sapete, ha già avanzato la proposta ai cittadini di valutare, eventualmente, lo spostamento in altra Regione, proprio per come si è visto trattato durante il processo di autorizzazione di questa discarica. Un aiuto per questo tipo di analisi sarebbe stato, quantomeno, il minimo tollerabile per riuscire a rinsaldare dei rapporti con una comunità ferita.

PRESIDENTE

Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0096. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0098, pagina 56, presentato dal consigliere Zanoni, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Studio per l'individuazione della fonte primaria di inquinamento da mercurio della falda acquifera dei Comuni di Treviso, Preganziol, Quinto, Casier
1. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare uno studio per l'identificazione della fonte primaria di inquinamento da mercurio della falda acquifera dei Comuni di Treviso, Preganziol, Quinto, Casier.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 300.000,00 euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0906 “Tutela e valorizzazione delle risorse idriche”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA. DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0906 TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo PDL n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 300.000,00
+ 300.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n . 39/2001 art. 18
- 300.000,00
- 300.000,00
Saldo
0,00


Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Sono abbastanza sorpreso della bocciatura dell'emendamento di prima, perché piantare alberi in pianura è fondamentale per una serie di motivi, che non sto qui ad elencare. Ci sono stati interventi straordinari in questo senso, in Regioni a noi vicine, tipo l'Emilia-Romagna e anche in Lazio. Non capisco perché qui in Veneto non si possa fare.
Comunque, parlando dell'emendamento oggetto del contendere, è una questione che ho già sottoposto al Consiglio regionale, ed è l'individuazione della fonte primaria di inquinamento da mercurio, inquinamento che ha contaminato le falde acquifere di Treviso, Preganziol, Quinto, Casier e adesso è arrivato fino a Mogliano.
Non sappiamo da dove arriva. Sarebbe bene chiudere quella fonte primaria per chiudere questo immane inquinamento che si è manifestato da anni e che inquina le acque di una grande porzione del territorio trevigiano, che ha comportato la chiusura di decine e centinaia di pozzi, e addirittura di alcuni pozzi della rete acquedottistica consortile.

PRESIDENTE

Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0098. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0099, presentato dal consigliere Zanoni, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo al Comune di Treviso per l'effettuazione di un monitoraggio ambientale sul sito di Treviso Servizi - Viale Serenissima località San Giuseppe.
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare un contributo al Comune di Treviso per l'effettuazione di un monitoraggio ambientale, con relativa caratterizzazione, sul sito di Treviso Servizi - Viale Serenissima località San Giuseppe.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 100.000,00 euro per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0902 “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA. DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0902 TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl154 “Collegato alla legge di stabilità 2023”
+ 100.000,00
+ 100.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n . 39/2001 art. 18
- 100.000,00
- 100.000,00
Saldo
0,00


Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

In provincia di Treviso, esattamente in Comune di Treviso, sotto Viale Serenissima, in località San Giuseppe, in occasione di alcuni lavori per realizzare una pista ciclabile, la Treviso-Ostiglia, sono stati rinvenuti interrati negli anni precedenti ingenti quantità di rifiuti di diverse colorazioni, di diverso tipo.
Si chiede di effettuare un monitoraggio, perché quel rilievo è stato parziale sull'intersezione tra Viale della Repubblica e la Treviso-Ostiglia, ma non sappiamo che cosa c'è in tutto il resto di questa opera risalente a qualche decina di anni fa.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0099. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0100, presentato dal consigliere Zanoni, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Studio di impatto ambientale sui territori delle attività di incenerimento e co-incenerimento di rifiuti nell'area di Pederobba
1. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare uno studio al fine di misurare l'impatto ambientale sui territori dei comuni di Pederobba e limitrofi delle attività di co-incenerimento di rifiuti PFU svolte dall'azienda Cementi Rossi.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 150.000,00 euro, si fa fronte per l'esercizio 2023 con le risorse allocate nella Missione 09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, Programma 0908 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE P0908 QUALITÀ DELL'ARIA E RIDUZIONE DELL'INQUINAMENTO
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di· stabilità regionale 2023”
+ 150.000,00
+ 150.000,00
0,00
0,00
0,00
0,00
M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI P0502 ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
L.r. n. 70/1975 “Contributi e spese per l'organizzazione di mostre, manifestazioni e convegni di interesse regionale”
- 150.000,00
- 150.000,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo, Presidente e colleghi, è un emendamento per effettuare uno studio di impatto ambientale sui territori interessati dalle ricadute delle emissioni di incenerimento e co-incenerimento di rifiuti in un cementificio di Pederobba. È una questione ricorrente in alcuni nostri territori. Prima la collega Ostanel aveva presentato un emendamento simile per un altro impianto di Padova. È importante sapere quali sono le ricadute per poter poi intervenire e prevenire situazioni di danni futuri all'ambiente e alle persone.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0100. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0103, presentato dal consigliere Zanoni, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Monitoraggi e analisi del sito inquinato ex Mestrinaro in località Bertoneria di Zero Branco.
1. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare dei monitoraggi e delle analisi tramite l'ARPAV del sito inquinato del Centro trattamento rifiuti ex Mestrinaro, in località Bertoneria di Zero Branco.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 50.000,00 euro, si fa fronte per l'esercizio 2023 con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0903 “Rifiuti”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE P0903 RIFIUTI
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 50.000,00
+ 50.000,00


M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI P0502 ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
L.r. n. 70/1975 “Contributi e spese per l'organizzazione di mostre, manifestazioni e convegni di interesse regionale”
- 50.000,00
- 50.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo è un emendamento per effettuare monitoraggi e analisi presso un capannone di Zero Branco, della ex Mestrinaro, un'attività molto contestata a livello locale (ricordo autorizzazioni date dalla Giunta regionale del Veneto due o tre legislature fa), che poi è stata oggetto di sequestro da parte degli inquirenti su mandato della Procura della Repubblica di Venezia.
Lì abbiamo un capannone e non sappiamo bene che cosa c'è dentro. Per realizzare un monitoraggio e una serie di analisi complete, serve un intervento della Regione.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0103. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0104, presentato dal consigliere Zanoni, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Studio per la caratterizzazione e messa in sicurezza della discarica ex SEV di Padernello di Paese (TV)
1. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare uno studio per la caratterizzazione e la messa in sicurezza dell'area della discarica di Padernello di Paese (TV) denominata ex SEV di Via Vecelli per la realizzazione dei necessari interventi di bonifica.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 100.000,00 euro, si fa fronte per l'esercizio 2023 con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0903 “Rifiuti”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0903 RIFIUTI
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 100.000,00
+ 100.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI P2001 FONDO DI RISERVA
L.r. n. 39/2001 art. 18
- 100.000,00
- 100.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo emendamento è per realizzare la caratterizzazione e messa in sicurezza di una vecchia cava nel Comune di Paese, poi trasformata in discarica, all'interno della quale sono stati portati i rifiuti in violazione delle norme e in violazione delle autorizzazioni in possesso di quella discarica, cioè anche rifiuti pericolosi. Siccome questi rifiuti possono causare ingenti danni alla falda acquifera, si richiede una caratterizzazione per poi intervenire con una bonifica.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0104. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0105, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Piano straordinario di controllo dell'attività di smaltimento dei rifiuti
1. A seguito dei frequenti ritrovamenti sul territorio veneto di discariche e depositi abusivi di rifiuti, molti dei quali stoccati all'interno di capannoni abbandonati, la Giunta regionale è autorizzata a finanziare un piano straordinario di controllo dell'attività di smaltimento dei rifiuti da affidare all'ARPAV.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 2.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, Programma 903 Rifiuti, Titolo I Spesa corrente, del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0903 RIFIUTI
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo pdl n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 2.000.000,00
+ 2.000.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
- 2.000.000,00
- 2.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

È un intervento per un più preciso e serrato controllo dell'attività di smaltimento dei rifiuti nella nostra regione, anche in seguito al ritrovamento di discariche incontrollate di rifiuti all'interno dei capannoni e quant'altro.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0105. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0110, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo straordinario per la rottamazione di stufe a legna
1. Al fine di ridurre le emissioni inquinanti, la Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi per la rottamazione di generatori di calore domestico alimentati a biomasse e la loro sostituzione con apparecchi a bassa emissione e ad alta efficienza energetica dotati di filtri antiparticolato.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, determina i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo quantificati in 4.000.000,00 di euro si fa fronte per l'esercizio 2023 con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile tutela del territorio dell'ambiente”, Programma 0908 “Qualità dell'aria riduzione dell'inquinamento”, Titolo II “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
MISSIONE 09 SVILUPPO SOSTENIBILE TUTELA DEL TERRITORIO DELL'AMBIENTE
PROGRAMMA 0908 QUALITÀ DELL'ARIA RIDUZIONE DELL'INQUINAMENTO
Titolo II Spese in conto capitale
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 4.000.000,00
+ 4.000.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI P2001 FONDO DI RISERVA
- 4.000.000,00
- 4.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo è un emendamento per dare un contributo a chi ha vecchie stufe a legna. A volte sono stufe anche molto inquinanti. Naturalmente, chi ha una stufa a legna lo fa perché evidentemente cerca di fare economia. Quindi, è doveroso da parte della Regione dargli una mano, così può dotarsi di un sistema di riscaldamento più moderno, che sia una stufa o che sia un altro tipo di apparato utile a riscaldare.
È importante, perché questo toglierebbe dalla circolazione vecchi impianti che generano molte polveri sottili, PM10.

PRESIDENTE

Collega Valdegamberi, se vuole intervenire, fa richiesta di intervento come tutti gli altri.
Non ci sono altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0110. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0111, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, articolo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Finanziamento del “Contratto del Fiume Piave” per promuovere il processo partecipativo per la gestione condivisa del fiume e del suo territorio
1. La Giunta regionale è autorizzata a finanziare il Contratto di Fiume del Piave, strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 80.000,00 euro, si fa fronte per l'esercizio 2023 con le risorse allocate nella Missione 09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, Programma 0906 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE P0906 TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE
Titolo I Spese correnti
Nuovo articolo n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 80.000,00
+ 80.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI P2001 FONDO DI RISERVA
- 80.000,00
- 80.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Facciamo finta di non aver sentito la bestemmia del collega Valdegamberi.

PRESIDENTE

Collega Valdegamberi, per cortesia.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Pensavo fosse vietato bestemmiare in Aula. Va bene.
Questo è un emendamento sul contratto di fiume per...
C'è la collega Guarda testimone, perché l'ha fatto presente anche lei.

PRESIDENTE

Collega Valdegamberi, per cortesia!
Vada, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

I contratti di fiume sono importantissimi. I fiumi, l'ho spiegato anche nella relazione, sono entità importantissime che possono diventare pericolose, ma che sono anche utilissime perché ci forniscono l'acqua e forniscono l'acqua all'agricoltura. Per tutelarli dagli inquinamenti e da interventi sconsiderati è importantissimo coinvolgere tutte le popolazioni e quelle realtà che vivono lungo questi corsi. È un aiuto per mettere in atto questo strumento che in molte realtà sta funzionando, sta dando dei frutti molto importanti alle comunità e anche al benessere delle persone.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Valdegamberi, prego.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Solo un accenno. Intanto per dire che uno non può dire a microfono ciò che non ho detto. Prima cosa.
Secondo, io ho semplicemente...

PRESIDENTE

Ma lei sta intervenendo per fatto personale o sull'emendamento?

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Per fatto personale.
Secondo, sentirmi dire, in un momento in cui stiamo riaprendo gli impianti a carbone e arriva dall'altra parte dell'oceano gas liquido, che il problema sono le stufe è un'offesa al buon senso.

PRESIDENTE

Collega Camani, prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Sull'ordine dei lavori, Presidente, perché abbiamo già avuto modo di chiarirci sulla necessità che abbiamo di stare concentrati sul lavoro che facciamo e di essere rispettosi del lavoro di tutti. Siccome è una responsabilità a cu abbiamo richiamato tutti, noi stessi per primi, ribadisco l'invito, per tutti, di attenersi a un comportamento consono nell'Aula. Se dobbiamo essere intransigenti insieme, lo dobbiamo essere per tutti.

PRESIDENTE

Concordo.
Metto in votazione l'emendamento n. B0111. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Collega Formaggio, non serve ricordare nulla.
Emendamento n. B0013, presentato dalle consigliere Guarda e Baldin, articolo X, rubrica Per una video sorveglianza democratica: contributi agli enti locali per l'attivazione di studi sull'efficacia dei sistemi di videosorveglianza nella gestione della sicurezza urbana, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge D. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo: “Art. X - Per una videosorveglianza democratica: contributi agli enti locali per l'attivazione di studi sull'efficacia dei sistemi di videosorveglianza nella gestione della sicurezza urbana
1. La Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi agli enti locali al fine di consentire, con il necessario coinvolgimento della cittadinanza, l'effettuazione di studi fondati su processi di verifica che contemplino la diagnosi preliminare in ordine alla necessità di installare, implementare o potenziare sistemi di videosorveglianza e la valutazione dei risultati in relazione all'efficacia potenziale e poi effettiva sulla gestione della sicurezza urbana, coerentemente con quanto previsto dall'articolo 3 della legge regionale 7 maggio 2002, n. 9 “Interventi regionali per la promozione della legalità e della sicurezza” e dalla legge regionale 23 giugno 2020, n. 24 “Normativa regionale in materia di polizia locale e politiche di sicurezza”.
2. La Giunta regionale definisce, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, le caratteristiche metodologiche degli studi e i criteri di accesso ai contributi di cui al comma 1, garantendo priorità ai comuni capoluogo e alle forme associative tra gli stessi la cui popolazione complessiva sia superiore i 50.000 abitanti; 2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 100.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 3 “Ordine pubblico e Sicurezza “, Programma 02 “Sistema integrato di sicurezza urbana “, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025”.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 03 Ordine pubblico e sicurezza
Programma 02 Sistema integrato di sicurezza urbana
Articolo X - Per una videosorveglianza democratica: contributi agli enti locali per l'attivazione di studi sull'efficacia dei sistemi di videosorveglianza nella gestione della sicurezza urbana
+ 100.000,00
0,00
0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI Programma 01 FONDO DI RISERVA
- 100.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Solo perché non l'ho presentato prima. L'emendamento si inserisce all'interno di una serie di discipline regionali in materia di gestione della sicurezza urbana e intende dare un sostegno agli Enti locali ai fini di un'adeguata ponderazione, anche democratica, rispetto all'attivazione di sistemi di videosorveglianza. I nostri Comuni queste cose le richiedono e, quindi, ho pensato di portare questa istanza all'interno del Collegato.

PRESIDENTE

Collega Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Penso sia molto importante questo emendamento e sia una dotazione che i nostri Comuni richiedono e, quindi, sicuramente da appoggiare.
Poi, volevo aggiungere che bisognerebbe studiarsi quello che dice ARPAV in merito alle origini delle polveri sottili, delle PM10. Il collega Valdegamberi imparerebbe, finalmente, che una delle grosse cause sono proprio le stufe a legna.
Mi spiace che ignori totalmente il problema. Io penso che il suo parere e la sua opinione sarebbe ben diversa se si studiasse un po' quello che accade oggi in Veneto e quello che dice ufficialmente...

PRESIDENTE

Collega Zanoni, le chiedo di rimanere sul tema. Collega Valdegamberi, per cortesia. Un attimo. Do ragione al collega Valdegamberi, perché lei ha fatto un intervento sull'emendamento di prima che non c'entrava niente con l'emendamento presentato dalla collega Guarda. L'ha fatto solamente per istigare il collega Valdegamberi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0013. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Chi non è interessato ai lavori d'Aula può uscire. Grazie.
Emendamento n. B0119, presentato dalla consigliera Camani, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Modifiche all'articolo 15, comma 7 bis della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”
1. Al comma 7 bis dell'articolo 15 della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”, dopo le parole “relative all'organo stesso” sono inserite le seguenti:
“e alle missioni effettuate nel territorio regionale, anche individualmente, per lo svolgimento delle attività di cui al comma 2 e per le finalità di cui alla presente legge, nella misura prevista dall'ordinamento regionale per i dirigenti”.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 7.500,00 per ogni esercizio del triennio 2023-2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 01 “Servizi istituzionali, generali e di gestione”, Programma 01 “Organi istituzionali”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta

M01 “Servizi istituzionali, generali e di gestione”
P01 “Organi istituzionali”

Nuovo articolo del pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”

+ 7.500,00

+ 7.500,00

+ 7.500,00

M20 “Fondi e accantonamenti”
P01 “Fondo di riserva”

L.R. 39/2001, articolo 18
- 7.500,00
- 7.500,00
- 7.500,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Camani, lo illustrate o lo diamo per letto? Lo diamo per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. B0119. Parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0014, presentato dai consiglieri Guarda, Zanoni, Zottis, articolo X, rubrica Modifica dell'articolo 19 della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 , aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo: “Art. X-Modifica dell'articolo 19 della Legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”
1. Il comma 1 dell'articolo 19 della Legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile” è così sostituito:
“1. Ai fini dell'attuazione coordinata delle azioni previste dalla presente legge, la Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione del bilancio finanziario gestionale, adotta il Programma attuativo annuale degli interventi coordinati. Nel programma attuativo annuale degli interventi coordinati sono indicati: la struttura regionale cui è attribuita l'attività di coordinamento; le strutture regionali cui è rimessa, in via principale e in ragione della specifica competenza per materia, la responsabilità attuativa degli interventi programmati; le modalità operative e di gestione; le risorse finanziarie disponibili. Il Programma attuativo annuale degli interventi coordinati è approvato dal Consiglio regionale sentito l'Osservatorio di cui ali 'articolo 15.”
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 30.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 3 “Ordine pubblico e Sicurezza”, Programma 02 “Sistema integrato di sicurezza urbana”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025”.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 03 Ordine pubblico e sicurezza
Programma 02 Sistema integrato di sicurezza urbana
Articolo X - Modifica dell'articolo 19 della Legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 “Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”.
+ 30.000,00
0,00
0,00
Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 01 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
- 30.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Ho presentato questo emendamento con i consiglieri Zanoni e Zottis per un motivo molto semplice: per dare attuazione alla legge n. 48 del 2012, una legge che ha dieci anni. Abbiamo visto nella sua applicazione che ha bisogno di essere un po' rinverdita, dicevo prima, deve essere applicata in modo tale da realizzare quell'obiettivo di operatività di tipo coordinato fra le diverse funzioni della Regione del Veneto che si devono interessare, che sono interessate da tutte le operazioni di prevenzione del crimine organizzato e mafioso e della corruzione.
Con questo emendamento propongo una soluzione ad una questione che sono certa è al centro dell'attenzione anche dell'Assessore competente. Prevedevo non soltanto il lavoro di coordinamento, ma anche la realizzazione di un Piano annuale, o eventualmente anche biennale, da sottoporre e da far approvare al Consiglio, insieme all'Osservatorio regionale.
Proponevo 30.000 euro, assessore Calzavara, solo per un motivo, perché magari da un punto di vista operativo...Chiedo scusa, mi rivolgo a lei, assessore Marcato, che magari può fare... Proponevo 30.000 euro soltanto perché magari potevano essere utili per l'assegnazione del lavoro di coordinamento, delle operazioni di coordinamento in Giunta ad un professionista anche a tempo determinato. È per questo che inserivo una risorsa economica.
Però, in realtà, questo è un emendamento che potrebbe anche essere approvato – che bello, c'è l'Assessore competente – senza bisogno di un intervento economico. Per questo proponevo all'assessore Calzavara di valutare, insieme con l'assessore Corazzari, competente in materia, un'eventuale approvazione anche senza spostamento di risorse, se il problema è lo spostamento di risorse.
Alla luce di questo, chiedo la possibilità di accantonarlo per poterlo ridiscutere, visto che al momento risulterebbe plausibile un'approvazione di questo tipo.
Vorrei capire dall'Assessore competente l'opinione in merito.

PRESIDENTE

C'è una richiesta di accantonamento. Non c'è la volontà di accantonarlo.
Collega Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Se magari ci dite anche perché non c'è questa volontà, se possiamo sospendere un minuto, giusto per capire, o se andiamo al voto.
Accantoniamolo, bene.

PRESIDENTE

L'emendamento n. B0014 è accantonato.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Allora sospendo l'intervento.

PRESIDENTE

Emendamento n. B0009, presentato dalla consigliera Guarda, articolo X, rubrica Incentivi regionali per favorire la residenzialità in zone montane, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo: Art. X – Incentivi regionali per favorire la residenzialità in zone montane.
1. In attuazione di quanto previsto dall'articolo 19 della Legge 31 gennaio 1994, n. 97 (Nuove disposizioni per le zone montane) e al fine di favorire il riequilibrio insediativo ed il recupero dei centri abitati di montagna, la Regione del Veneto concede contributi sulle spese di acquisto e ristrutturazione di immobili da destinare a prima abitazione a favore di coloro che vi trasferiscono o mantengono la propria residenza e dimora abituale.
2. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, previo parere della competente commissione consiliare che si esprime entro trenta giorni decorsi i quali se ne prescinde, definisce i criteri generali di attribuzione e le modalità di erogazione delle risorse di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 1.000.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente” Programma 07 “Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli comuni” Titolo 2 “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 9 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
Programma 09.07 SVILUPPO SOSTENIBILE TERRITORIO MONTANO PICCOLI COMUNI
Articolo X - Incentivi regionali per favorire la residenzialità in zone montane
+ 1.000.000,00


Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 01 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
- 1.000.000,00






Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Lo dà per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. B0009. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0044, presentato dalla consigliera Ostanel, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Sostegno ai giovani per l'acquisto o la ristrutturazione di immobili a fini abitativi in zone montane
1. AI fine di favorire la residenzialità nelle zone montane e incentivare la permanenza dei giovani nel territorio regionale, in attuazione a quanto previsto dall'articolo 19 della Legge 31 gennaio 1994, n. 97 “nuove disposizioni per le zone montane”, la Regione Veneto concede contributi per l'acquisto o la ristrutturazione di immobili da destinare a propria residenza a giovani con età non superiore a 40 anni, che mantengono o trasferiscono la loro residenza in comuni montani.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, individua i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 2.500.000,00 di euro, per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0907 “Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli comuni”, Titolo 1 “spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
MISSIONE 09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente
Programma 07 Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli comuni
Articolo X Sostegno ai giovani per l'acquisto o la ristrutturazione di immobili a fini abitativi in zone montane
+ 2.500.000,00
0,00
0,00
MISSIONE 20 fondi e accantonamenti
Programma 2001 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, art. 18
- 2.500.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Intervengo per presentare questo emendamento. So che ho parere negativo, però, siccome i miei emendamenti quest'anno aprono solo porti alla discussione per l'anno prossimo, lo illustro perché magari almeno la mia presenza in Aula serve a qualcosa.
Guardo soprattutto l'assessore Bottacin, che credo sia interessato al tema, anche se non competente direttamente, perché è il tema della residenzialità in montagna. Non è competente per materia, ma magari, abitando in montagna, potrebbe vedere questo emendamento come qualcosa di interessante da discutere per i prossimi anni.
Ci sono Regioni, come dicevamo ieri, che hanno incentivato il fatto che ci siano particolari popolazioni che entrano all'interno dei territori montani. Lo ha fatto – la cito nuovamente – la Regione Emilia l'anno scorso e sta funzionando perché ci sono alcuni giovani, coppie, soprattutto sotto i quarant'anni, che decidono, attraverso questo incentivo, di ristrutturare alcuni immobili abitativi che magari non hanno le condizioni per essere abitati e nessuno avrebbe voglia di andarci senza un incentivo, quindi si stanno spostando in alcuni Comuni montani perché hanno un incentivo a ristrutturare casa.
Allora io proponevo una cifra che so essere alta, visto che non abbiamo la disponibilità di un'addizionale IRPEF. Avevo messo 2,5 milioni, però si potrebbe pensare anche a dei progetti pilota, anche in alcuni Comuni, che magari hanno dei dati di spopolamento più importanti e quindi per quest'anno si potrebbero selezionare alcuni Comuni in una provincia e provare anche a fare un progetto pilota.
So che ho parere negativo, ma ci tenevo ad illustrarlo, anche se mi pare non interessi a nessuno, per dare senso alla presenza di un Consigliere di opposizione in Aula.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Metto in votazione l'emendamento n. B0044. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Il successivo emendamento n. B0063, è precluso da precedenti votazioni, perché riguarda l'aumento dell'addizionale IRPEF.
Emendamento n. B0064, pagina 84, presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributi regionali per l'acquisto, il recupero e la costruzione dell'abitazione nei Comuni montani del Veneto
1. Al fine di contrastare lo spopolamento dei territori montani del Veneto, la Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi a persone fisiche per l'acquisto o il recupero tramite ristrutturazione di unità immobiliari adibite a prima e unica casa e ubicate nei Comuni di cui all' Allegato A della Legge regionale 8 agosto 2014, n. 25 .
2. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, definisce entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1, tenendo comunque conto dei seguenti parametri: a) premialità per nuclei familiari con figli minori; b) importo massimo del contributo: euro 20.000,00; c) reddito lordo del nucleo familiare inferiore a 75.000,00.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 4.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 9 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente” Programma 09.07 “Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli comuni” Titolo 1 “Spese correnti” del Bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0907 SVILUPPO SOSTENIBILE TERRITORIO MONTANO PICCOLI COMUNI
Titolo l "Spese correnti"
Nuovo articolo
+ 4.000.000,00
+ 4.000.000,00


MISSIONE 20 "Fondi e accantonamenti"
PROGRAMMA 01 "Fondo di riserva"
L.R. 39/2001
- 4.000.000,00
- 4.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Lo vuole illustrare, collega? Prego.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Presidente, grazie.
È un emendamento che ci tenevo ad illustrare, perché immagino che sia di interesse anche di molti colleghi, soprattutto di coloro che hanno perlomeno parti delle Province montane, anche dell'assessore Bottacin. Abbiamo avuto occasione di discuterne negli anni.
L'Emilia-Romagna ‒ e questa volta non la cito per citare l'Emilia-Romagna, ma solo perché c'è un provvedimento puntuale che, secondo me, avrebbe senso recuperare anche nella programmazione di questa Regione ‒ ha previsto una legge, che poi ha portato ad alcuni bandi, per riportare residenza in montagna, facendolo, secondo me, in una maniera molto intelligente. L'idea è che chi ristruttura una casa in montagna e la rende prima casa – ovviamente l'obiettivo è prima di tutto per le coppie che hanno, nel caso dell'emendamento che ho presentato, un reddito lordo del nucleo familiare inferiore ai 75.000 euro – riceve un contributo, in quel caso dall'Emilia-Romagna, ma l'idea sarebbe di fare qualcosa di molto simile anche in Veneto, per tornare ad abitare la montagna.
Perché l'ho voluto illustrare? È uscito l'assessore Calzavara, ma ‒ povero cristo ‒ sente il dibattito tutto il giorno. Non ce l'ho con lui. Magari parlo con l'assessore Bottacin. Il punto è questo. In questi giorni ho detto più volte che la cosa che più mi colpisce di questo bilancio è che non ci sono guizzi, cioè che non riesco a vedere qual è l'indirizzo, cioè quali sono le due, tre, quattro grandi idee portanti su cui proviamo a costruire un disegno del Veneto.
Questa non è una cosa che cambia il mondo, però è una cosa che potrebbe e poteva ‒ perché immagino che sarà bocciato ‒ dare il senso di come noi pensiamo che i territori montani debbano tornare ad essere popolati, in questo caso da giovani coppie, da giovani coppie che tornano a vivere in quei territori.
È chiaro che si tratta di risorse importanti, ma è anche vero che senza risorse questo tipo di inversione di tendenza non si può fare. Non si può ricostruire una prospettiva per territori che sono sempre più spopolati, tenendo conto che chi vive in quei territori oggi, di fatto, è custode di quei territori.
La Toscana ha approvato una legge che si chiama così: “Custodi della montagna”. È una legge diversa da quella dell'Emilia-Romagna, ma che individua le modalità con cui si cerca di mantenere le persone sui territori montani e, magari, di riportarci anche i giovani.
Ripeto, non credo che sarà approvato questo emendamento, però l'invito è, per l'anno prossimo, per il tempo che abbiamo davanti, magari anche inventandoci soluzioni che abbiano a che fare con i fondi europei, di trovare un modo per lasciare un segno e per provare a restituire un futuro ai territori montani.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Intervengo su questo emendamento perché il precedente mio ho deciso di darlo per letto visto che l'avevate già bocciato durante la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza e anche lo scorso anno quando l'abbiamo proposto come Europa Verde, a seguito anche del dialogo avvenuto con alcuni Comuni dell'Alto Vicentino che hanno fatto iniziative a cui siete stati invitati anche voi. Alcuni di voi hanno partecipato riconoscendo questa urgenza e questa emergenza.
Non è soltanto la Regione Emilia-Romagna ad aver fatto – come giustamente ha ricordato il collega – questo tipo di operazioni, ma è anche il Piemonte ed è anche l'Umbria.
Comincia a esserci un'attenzione rispetto a questo tema, perché si riconosce che c'è necessità di andare a far rivivere i centri e i Comuni delle aree montane? Sì. Si riconosce che non bastano iniziative di tipo sportivo invernale per riuscire a rendere questi territori attrattivi 365 giorni all'anno da chi li vive, non soltanto da chi li frequenta per un turismo mordi e fuggi o per una vacanza un po' più lunga? Sì, è evidente.
Per cui questo tipo di iniziative si inseriscono in un particolare contesto in cui c'è un desiderio di vita, di trasformazione della propria vita. C'è un desiderio da parte di alcune categorie, anche giovani, proprio per ricostruire una propria vita, una propria abitudine, una propria consuetudine anche lavorativa differente in quei territori. C'è la possibilità di dare questo tipo di incentivo per renderla più attrattiva, visto che i contesti non sono semplici da un punto di vista umano, sociale ed economico.
Continuiamo a ribadire che questa è una strategia necessaria su cui riflettere. Non vorrei che ci trovassimo qui ogni anno a discutere dello stesso tema rimandando all'anno successivo.

PRESIDENTE

Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Intervengo perché sono gelosa che il collega Possamai abbia ricevuto silenzio e io no e quindi riparlo dell'emendamento montagna, perché c'è un tema. A me sembra che quando parliamo da questa parte e portiamo altre Regioni che fanno delle esperienze ci sia un “a cosa serve portare...” Ho sentito una frase per cui... Non ce l'ha con me, però sentir dire che un certo emendamento è una..., e non lo ridico, non credo sia rispettoso per l'Aula.
Assessore, io le rispondo su quello che lei ha appena detto – ridendo su un tema importante ed interessante e non è, credo, nello stile di quest'Aula, per me almeno, accettarlo – con i dati.
Il bando che, secondo lei, è una..., virgolettato, non lo ripeto in quest'Aula, ha portato 346 famiglie a ritornare a vivere in montagna, all'interno della Regione Emilia-Romagna. Hanno fatto scorrere la graduatoria e sono arrivate altre 700 famiglie. Sono 346 giovani coppie che hanno meno di quarant'anni che hanno scelto perché hanno avuto un incentivo di andare a vivere in paesi e in Comuni in spopolamento all'interno delle Regioni montane dell'Emilia Romagna. Hanno in media un'età poco superiore a trent'anni, in nove casi su dieci sono nuclei con figli, quindi vuol dire che generano anche delle persone che magari poi rimarranno lì, anche negli anni successivi.
Cosa ha fatto l'Emilia-Romagna? Ha dato dei contributi semplicissimi, dai 10.000 ai 30.000 euro, a fondo perduto, per ristrutturare una casa, all'interno di Comuni dove questi abitanti, nuovi abitanti, ripopolano anche Comuni molto molto piccoli.
Pensare che questa cosa non abbia un senso, quando lo fanno altre Regioni e dove l'Emilia-Romagna ha investito 10.000.000 di euro...
Smetto di intervenire perché vedersi ridere in faccia è ancora peggio.

PRESIDENTE

Collega Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

L'emendamento è sicuramente da appoggiare, poi vedere la collega che lo presenta e l'Assessore di riferimento che si mette a ridere...

PRESIDENTE

Non era riferito all'intervento della collega Ostanel.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

È facile adesso dire che non era riferito. Io vedevo che guardava la collega. Cosa avrebbe detto per far ridere così tanto l'assessore Marcato?

PRESIDENTE

Collega Zanoni, vuole intervenire sull'emendamento o sui lavori d'Aula?

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Va bene.
Abbiamo, Presidente, la Giunta che se la ride e non ha il coraggio delle proprie azioni.

PRESIDENTE

Collega Zanoni, lei ride tante volte quando parlano i suoi colleghi e anche quando parla la Giunta, quindi non faccia lezioni a nessuno. Intervenga sull'emendamento.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Io rido perché ne sento di cotte e di crude. È per quello che a volte ridiamo. Ma in questo caso si tratta di un emendamento. Sentire determinati frasari, perché oltre a ridere c'erano anche i frasari, insomma, mi sembra una cosa oggetto di censura. Dovrebbe essere oggetto di censura da parte sua, non da parte di chi si lamenta perché gli Assessori ridono.

PRESIDENTE

Lei sta intervenendo sull'emendamento o sull'ordine dei lavori?

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Sul fatto che ridono e dicono certi frasari...

PRESIDENTE

Quindi, è sull'ordine dei lavori.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Cosa dice lei su questo, Presidente? Io potevo anche...

PRESIDENTE

Vada avanti.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

È un emendamento molto importante, questo, perché riguarda i Comuni della montagna. Sappiamo sempre di più quanti problemi in più ci sono in quei Comuni rispetto agli altri Comuni, soprattutto adesso che abbiamo visto il manifestarsi di questi eventi climatici estremi. Ci ricordiamo Vaia che cosa ha combinato in montagna? Abbiamo in mente il dissesto idrogeologico? Abbiamo in mente le frane? Abbiamo in mente quanto più difficile sia mantenere una strada in montagna rispetto a quelle di pianura? Mi viene in mente, tra l'altro, il fatto che ANAS non vuole firmare la cessione da Veneto ad ANAS, appunto, di 700 chilometri, probabilmente perché si è resa conto che ci sono molte strade anche di montagna.
Lo sanno tutti quanto difficile sia vivere in montagna. Qui c'è un nostro emendamento che è molto importante, e che va a dire: diamo a queste famiglie che vivono in montagna, che hanno dei problemi di mantenimento delle proprie abitazioni, di recupero di queste abitazioni, e i motivi li sappiamo tutti, diamo questa opportunità, diamo dei contributi, contributi che naturalmente tengono conto di determinati criteri, come i nuclei familiari con figli minori; diamo un contributo massimo di 20.000 euro per ogni famiglia, e naturalmente lo diamo a chi non si può permettere di recuperare questi edifici, di restaurarli, perché mettiamo il limite dei 75.000 euro.
Sono 4 milioni di euro per le abitazioni, per la residenza dei cittadini nella nostra montagna. C'è pure, colleghi, il parere negativo: state votando 85 milioni di euro per le Olimpiadi, per chi deve andare a farsi il giro sulla pista da bob e per la gente che ha la casa con difficoltà, per questa gente, per questi veneti i soldi non li trovate? Ma insomma, non c'è niente da ridere, c'è da piangere.
C'è da piangere, colleghi, Assessori! Assessore Bottacin, assessore Marcato... adesso vedo che Bottacin ha preso la parola. Finalmente sentiremo perché questo emendamento non va votato, ma vanno dati 85 milioni di euro per le Olimpiadi. Voglio sentire cosa dice Bottacin su questo, che viene proprio dalla Provincia di Belluno. Diamo o non diamo questi aiuti?
Lei ride, assessore Bottacin. Ma questa gente che non riesce a trovare i fondi, che ha la casa che sta andando a ramengo, che andrebbe manutenuta, ma non ha reddito sufficiente, non ride mica. Io non so come faccia ridere di questi cittadini che hanno bisogno, che fanno parte proprio della sua Provincia. Io avrei poco da ridere.

PRESIDENTE

Grazie.
Assessore Bottacin, prego.

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN

Senza ridere, ci mancherebbe, stavo ridendo per una battuta di Marcato, che sia chiaro, perché Marcato mi ha detto: “Però, quasi quasi mi ha convinto” e io ho sorriso; è normale, siamo qui da giorni e una volta che ride Bottacin magari non è la fine del mondo, potrebbe anche essere, però qui non si può dire nulla.
Sull'emendamento, io oggi ho sentito parlare di molte cose e non sono mai intervenuto, anche cose che sono errate come sul contratto di fiume, che è già finanziato, quindi l'abbiamo bocciato per quello, mica per altro e potrei parlare anche di tutti gli altri argomenti.
Guardi, Zanoni, so meglio di chiunque altro quanto costano le strade di montagna, non fosse altro perché io ho fatto il Presidente della Provincia e il più grosso capitolo di spesa della Provincia è la viabilità: io spendevo 1.700.000 euro solo di sale per evitare il ghiaccio, cosa che i miei sei colleghi del Veneto non sapevano neanche cosa fosse, quindi so perfettamente quali sono i costi in montagna. Sono nato in montagna, vivo in montagna da 53 anni e so quali sono i problemi della montagna.
Ha ragione Mauro Corona a dire che a volte bisognerebbe difendere la montagna dai difensori della montagna, perché per vivere in montagna, bisogna provarci e stare lì 365 giorni all'anno. Io i problemi li conosco e non credo che la soluzione sia dare un contributo a fondo perduto, fine a sé stesso, per l'acquisto della casa. Peraltro ci hanno provato alcuni Comuni, anche Comuni che non sono del PD, qui in Veneto, e il risultato non è stato molto molto favorevole.
Io credo che la strada corretta – e l'ho detto da sempre, chi mi conosce può guardarsi le rassegne stampa – sia lo sgravio fiscale, perché il modo per mantenere la gente in montagna e le aziende in montagna sono gli sgravi fiscali e la semplificazione burocratica, perché il piccolo negozietto di montagna non può avere gli stessi adempimenti del grande negozio di pianura, sennò chiude e, se chiude il piccolo negozio, i cittadini non stanno là, anche se la casa la comprano con lo sconto perché costano già molto meno le case in montagna. Poi dopo vanno manutenute, mantenute, riscaldate, e bisogna avere il servizio. Ma se metto le aziende commerciali nelle condizioni di chiudere, è evidente che la montagna si spopola.
Ecco perché col ministro Calderoli abbiamo parlato più volte e si va nella direzione dello sgravio fiscale ed ecco perché Confindustria Belluno, che fa parte del gruppo di lavoro per la legge della montagna, ha proposto gli sgravi fiscali per le imprese. Credo sia questa la strada.
Dire che non c'è un disegno dopo che in Commissione, proprio chi è intervenuto prima di me ha visto che abbiamo approvato una legge sull'idroelettrico che restituisce e mantiene sul territorio della montagna gli introiti derivanti dall'idroelettrico, che sono la ricchezza della montagna, credo sia un non riconoscere il lavoro che viene fatto dalla Giunta. Punto.
Credo che la strada ‒ ripeto ‒ sia un'altra, non sia questa. Tutto qui, niente di più, niente di meno. Ripeto: io non ho mai parlato. Ho sempre ascoltato. Ho registrato delle cose che oggettivamente non erano vere, però fa parte del dibattito la critica. Sennò, se dobbiamo contestare qualsiasi virgola, non ne veniamo più fuori. Però questa cosa io la spiego in questi termini. Non credo che sia questa la strada corretta. E lo dico alla luce anche di esperimenti fatti in Veneto, progetti pilota ‒ come è stato detto ‒ che non hanno dato l'esito che qualcuno sperava.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.
Collega Possamai, prego.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Assessore.
In realtà, ho apprezzato la risposta. Lei semplicemente ha un punto di vista diverso. Al netto della battuta che prima mi ha fatto fuori microfono, in riferimento alla proposta, non è vero che abbiamo due approcci diversi. La dico così. Quello che lei ha detto è, di fatto, per quello che possono fare le Regioni, chiaramente, perché buona parte di quello che dice lei sta in capo allo Stato, un pezzo della “Legge Toscana”. L'ho citata prima, non ne ho parlato. La legge sui custodi della montagna è esattamente questo: va a individuare per le attività economiche sgravi fiscali o contributi sugli affitti, sulle spese del personale.
Il punto, Assessore, per me, non è mica tanto se era più giusta la tesi ‒ chiamiamola così ‒ emiliano-romagnola o, comunque, l'emendamento che ho presentato o, viceversa, la tesi Toscana, per semplificare all'osso il ragionamento, che è più sul lato imprese, attività produttive. Il punto vero è fare qualcosa in quella direzione. Quello che ha detto lei sul tema idroelettrico è vero. È una cosa molto puntuale, molto specifica, che sicuramente può aiutare sul piano economico. Quello che ho provato a teorizzare prima nel mio intervento è: la si può prendere dal lato della residenzialità, la si può prendere dal lato delle imprese, resto convinto che in una cornice nazionale, che lì deve sicuramente intervenire in maniera diversa, e su questo siamo tutti d'accordo, la Regione Veneto possa individuare ‒ ripeto ‒ o il lato residenzialità o lato imprese degli strumenti veri per spingere a restare in quei territori. Io ne sono assolutamente convinto.
L'anno prossimo, magari, non presenteremo più questo. Presenteremo una proposta di emendamento sul tema degli sgravi fiscali. Però, a quel punto, ci aspettiamo che ci sia la possibilità di discuterne davvero e di trovare le risorse per finanziarlo.
Grazie.

PRESIDENTE

Prego, collega Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Assessore Bottacin, io sono d'accordo con lei, tanto che ieri ho presentato sei emendamenti sulla riduzione IRAP che lei ha appena descritto e mi sono stati bocciati. Ma non è per lei, perché quando si sta qui e si fa un ragionamento di preparazione ad un provvedimento che abbiamo condiviso, perché l'ha appena detto, è stato poi approvato un ordine del giorno, ho ritirato quegli emendamenti e mi è stato detto che ci lavoreremo, la domanda che arriva è questa: perché una Consigliera di minoranza, come altri che hanno presentato negli anni emendamenti simili – li abbiamo presentati anche l'anno scorso emendamenti sull'IRAP – prova a lavorare non avendo tra l'altro la strumentazione tecnica anche per fare un ragionamento sensato su quanto queste misure poi portano e – siamo da un po' di anni qui dentro – non è arrivata la proposta dalla Giunta quest'anno di ridurre l'IRAP? Perché non ci si mette tantissimo a lavorare su questo tema.
Questo è il terzo bilancio. Se questa è la strategia, che io condivido, allora mi aspettavo e mi aspetterei che già quest'anno ci fosse una proposta, così la consigliera Ostanel e altri non hanno bisogno di farla. La proposta che vuole lei gliel'avrei votata a favore. Io ho proposto l'IRAP, c'è qualcos'altro? Lei lo poteva fare. Non c'è e quindi la consigliera Ostanel continua a fare degli emendamenti sulla montagna. Quindi la strategia che lei ha...

PRESIDENTE

Assessori, per cortesia.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

... la strategia che lei ha, e che io condivido, la vorrei vedere nero su bianco e su carta, non a parole perché é tre anni che stiamo vedendo dei provvedimenti di bilancio e sulla montagna ancora non si è visto qualcosa in questo senso.

PRESIDENTE

Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie di questa condivisione, perché credo che sia un inizio di discussione positiva.
Lo scorso anno avevamo approvato all'interno del Documento di economia e finanza questo come obiettivo e ci sono due osservazioni che vorrei fare. Il primo è che gli sgravi fiscali, che giustamente vengono citati dall'Assessore, servono, ma servono se ci sono al contempo anche le persone che consumano ciò che le aziende propongono perché sennò non sopravvivono e di conseguenza il principio è che i due dispositivi devono andare davvero di pari passo. Anche perché in realtà proprio il tema della gestione della residenzialità, del sostegno alla residenzialità è al centro non degli emendamenti di minoranza ma delle discussioni di tutti i tavoli di lavoro dei GAL della montagna vicentina che per la programmazione 2023-2027 parlano del focus proprio sulla residenzialità come elemento sostenuto da tutte le categorie e da tutti i soggetti che ne fanno parte, anche citando delle esperienze passate, di qualche anno fa, per esempio, del Comune di Valli del Pasubio, che dicono che abbia avuto un grande risultato e un grande successo, proprio incentivando l'acquisto e la residenzialità nel proprio Comune. Quindi, oggettivamente parlando, sono delle diverse esperienze, sono gruppi dei nostri territori che ci chiedono di andare in questa direzione, ci sono Regioni che stanno facendo sperimentazioni in questo tipo: perché non possiamo cominciare a ragionare su una sperimentazione, almeno iniziale? Sulle due linee? Va benissimo, ci stiamo, però l'importante è che cominciamo a pianificare.
Io ritengo che, dopo averne discusso per due anni di seguito, il 2023 potrebbe essere un anno in cui possiamo anche metterci a tavolino, al di fuori del bilancio, per pianificarlo.

PRESIDENTE

Collega Corsi, prego.

Enrico CORSI (Liga Veneta per Salvini Premier)

Io non abito in montagna, ma abito comunque alle pendici delle colline veronesi. So e conosco, perché poi ho fatto anche il Presidente della Circoscrizione, perciò, ho gestito una parte del territorio collinare. Ci sono territori e parti dove c'è una sola attività commerciale. Se questa attività commerciale chiude... praticamente ha anche una funzione sociale l'attività commerciale, perché è un punto dove si trovano le persone, non è come in una città o un qualsiasi paese dove se chiude un bar, ce ne sono altri dieci. Qui, veramente, in certi casi è l'unico esistente.
Abbiamo anche votato una PDA, in questo Consiglio regionale, indirizzata al Governo, perché ci siano le detrazioni fiscali soprattutto per quanto riguarda le attività commerciali e credo che questo sarebbe importantissimo perché, ovviamente, queste attività collinari e montane fanno fatica anche a stare in piedi perché non è che hanno un'utenza, un turismo, se non sono zone turistiche, montane, sciistiche o quant'altro. Perciò tante realtà rischiano di chiudere e di creare dei grossi problemi.
Lo dico anche ai Consiglieri della minoranza: è facile parlare, ma bisogna anche raggiungere i fatti. Siete stati anche voi al Governo. Sono provvedimenti che, soprattutto, devono arrivare da quella parte per aiutare le nostre colline, altrimenti rischiamo, veramente, che tra un po' la gente, anche per questioni economiche, perché per recarsi poi al lavoro, oggi anche con i costi della benzina e dei carburanti, ha sicuramente uno svantaggio rispetto a un cittadino che abita in città o nella periferia. I ragazzi che devono andare a scuola o all'università o anche alle scuole superiori partono alle 5.00 della mattina. Non è come in città, che magari ti alzi mezz'ora prima. La montagna ha sicuramente dei vantaggi, perché respiri l'aria buona, sei in mezzo alle colline e vivi in un contesto completamente diverso rispetto ai territori cittadini, però ha tanti svantaggi. Noi abbiamo tutto l'interesse, anche perché l'abbandono delle montagne e delle colline porta, poi, all'abbandono del territorio. Se non si tagliano le siepi, se non si fa la manutenzione dovuta, succedono anche quei disastri che, purtroppo, ormai, anche con i cambiamenti climatici, cominciamo ad abituarci a conoscere.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0064. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Siamo, adesso, sul secondo volume.
Emendamento n. B0049, pagina 87, presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX - Disposizioni per la gestione da parte dell'Agenzia Veneta per i Pagamenti (AVEPA) delle funzioni affidate ai sensi dell'art. 2 c. 3 della LR 31/2001 e dell'art. 6 c. 1 bis della LR 9/2005.
1. Al fine di garantire l'esercizio delle funzioni di cui agli artt. 2 c. 3 della LR 31/2001 e 6 c. 1 bis della LR 9/2005, nel rispetto dei livelli di efficienza e qualità, viene ridefinito il contingente di risorse umane assegnate all'Agenzia in ragione del mutato quadro delle deleghe attivate dalla Giunta Regionale.
2. A partire dalla data del 1/1/2023, all'Agenzia è trasferita l'ulteriore capacità assunzionale di 8 dipendenti di categoria D e la relativa dotazione organica previa corrispondente riduzione di quella regionale.
3. All'Agenzia sono trasferite le risorse finanziarie a titolo di contributo ordinario di funzionamento per la copertura degli oneri per il personale a tempo indeterminato di cui al comma precedente nella misura pari ad € 343.900,00.
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in euro 343.900,00 per ciascun esercizio 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca” Programma 01 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare” Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Assessore, vuole illustrarlo o lo dà per letto? Prego, Assessore.

Ass.re Francesco CALZAVARA

A seguito di un approfondimento che abbiamo fatto rispetto all'impostazione di questo emendamento, dobbiamo ritirarlo. Però ‒ ne parlavo con l'assessore Caner ‒ chiedo un impegno da parte di tutti a far sì che quello che c'è scritto, attraverso un altro veicolo legislativo, nel corso del 2023 arrivi a risultato. C'è assoluta necessità che questo personale in AVEPA possa effettivamente iniziare a lavorare e cercare di intercettare anche le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.
Non vedo altre richieste di intervento.
L'emendamento n. B0049 è ritirato.
Emendamento n. B0051, pagina 100, presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Articolo: Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 24 dicembre 2004, n. 34 “Istituzione della Fondazione Comelico Dolomiti - Centro Studi Transfrontaliero”
1. L'articolo 5 della legge regionale 24 dicembre 2004, n. 34 viene sostituito dal seguente:
“Art. 5 - Partecipazione della Regione.
1. La Regione partecipa alla Fondazione con la corresponsione di una quota annuale determinata in euro 20.000,00.”
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 20.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, Programma 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.

Ass.re Francesco CALZAVARA

Siccome mi sembra poca cosa, e stiamo cercando di risolvere, chiedo di poterlo accantonare per giustificare questo Collegato. Lo accantoniamo.

PRESIDENTE

L'emendamento n. B0051 è accantonato.
Emendamento n. B0052, pagina 112, presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
ART - Disposizioni per la gestione da parte dell'Agenzia Veneta per i Pagamenti (AVEPA) dell'erogazione dei contributi per il risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica e nell'esercizio dell'attività venatoria
1. Per l'esercizio delle funzioni di cui all'art 28 c. 3 della LR 50/93, a partire dalla data del 1/1/2023, il personale regionale che presta attività a qualunque titolo presso l'Agenzia per la gestione di tali funzioni è trasferito nei ruoli della stessa.
2. La Giunta regionale determina la capacità assunzionale da assegnare all'Agenzia con riferimento alle funzioni di cui al presente articolo e la relativa dotazione organica nel rispetto degli obiettivi di performance organizzativa, efficienza, economicità e qualità dei servizi assegnati previa corrispondente riduzione della consistenza della dotazione organica regionale e, per le quote gravanti sul fondo per il trattamento accessorio del personale regionale alla data di cui al comma 1., del relativo fondo contrattuale, con effetto dalla data di effettivo trasferimento del personale.
3. All'Agenzia sono trasferite le relative risorse finanziarie a titolo di contributo ordinario di funzionamento per la copertura degli oneri per il personale a tempo indeterminato di cui al comma precedente.
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in euro 194.606,88, per ciascun esercizio 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca” Programma 01 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare” Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Prego, Assessore.

Ass.re Francesco CALZAVARA

Questo mi si dice, invece, che è votabile. A differenza di quello che abbiamo ritirato prima, che riguarda sempre il personale di AVEPA, ha comunque, all'interno della scheda finanziaria, una modifica della Missione. Quindi, si configura come un collegato alla legge di stabilità e fa sì che alcune persone che lavorano all'interno di AVEPA vengano trasferite in maniera stabile e definitiva e siano dedicate al ristoro e a tutte le pratiche dovute agli incidenti da fauna selvatica, cercando ‒ come obiettivo ‒ di riuscire a rispondere entro dieci giorni rispetto all'evento successo, e alla capacità di dare risposte ed eventualmente ristori di carattere economico alle persone che sono state coinvolte negli incidenti.

PRESIDENTE

Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0052. Parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0057, pagina 126, presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Art. - Misure urgenti a supporto della liquidità delle imprese colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia
1. Considerato il perdurare di esigenze di liquidità da parte delle imprese colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia, i termini previsti all'articolo 1, commi 6 e 7, della legge regionale 28 maggio 2020, n. 21 “Misure urgenti per il supporto alla liquidità delle imprese colpite dalla crisi correlata all'epidemia Covid-19. Seconda variazione generale al bilancio di previsione 2020-2022 della Regione del Veneto”, sono prorogati rispettivamente al 31 dicembre 2023 ed al 1° gennaio 2024.
2. Al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 28 maggio 2020, n. 21 le parole: “A decorrere dall'anno 2023” sono sostituite dalle seguenti: “A decorrere dall'anno 2024”.
3. Il termine previsto all'articolo 3 bis, comma 4, della legge regionale 9 novembre 2001, n. 31 “Istituzione dell'Agenzia veneta per i pagamenti”, introdotto dall'articolo 3 della legge regionale 24 luglio 2020, n. 28 “Modifiche della legge regionale 9 novembre 2001, n. 31 “Istituzione dell'Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura”, è rideterminato al 1° gennaio 2024.
4. Il termine del 31 dicembre 2022 previsto all'articolo 3, comma 2, della legge regionale 24 luglio 2020, n. 28 è prorogato al 31 dicembre 2023 ed il termine previsto all'articolo 3, comma 3, della medesima legge regionale è prorogato al 1° gennaio 2024.
5. La dotazione finanziaria degli strumenti finanziari a supporto della liquidità delle imprese, istituiti dalla Giunta regionale in attuazione del comma 3, dell'articolo 1 della legge regionale 28 maggio 2020, n. 21 , è incrementata per l'esercizio 2023 di euro 150.000,00.
6. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 150.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 14 “Sviluppo economico e competitività”, Programma 01 “Industria e Artigianato” Titolo 2 “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025

Ass.re Francesco CALZAVARA

Con questo emendamento e con lo stanziamento di ulteriori 150.000 euro, di fatto, cerchiamo di far sì che la previsione di trasferire le funzioni, per quanto riguarda la gestione dei fondi 2021-2027 ad AVEPA venga prorogata di un anno, in maniera tale che anche Veneto Sviluppo abbia la capacità, in un prossimo futuro, di avere le caratteristiche per essere lo strumento per ottimizzare le risorse che la programmazione europea mette a disposizione del Veneto.

PRESIDENTE

Collega Camani, prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Abbiamo parlato lungamente in queste settimane della necessità di intervenire, con sostegni regionali, per aiutare le imprese che devono affrontare il caro-bollette. Abbiamo chiesto un impegno alla Giunta in questo senso, un'assunzione di responsabilità, individuando alcuni strumenti precisi e chiari, primo fra tutti un supporto economico e finanziario sulle bollette, per venire incontro al tessuto imprenditoriale veneto, in particolare ad alcuni settori e comparti particolarmente colpiti dalla crisi energetica.
Tra tutti gli emendamenti della Giunta che abbiamo trovato a questo Collegato, questo è l'unico che parla di “Misure urgenti a supporto delle imprese colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia”. In realtà, io chiedo formalmente al Legislativo e all'Ufficio di Presidenza se non pensate che ci sia una distonia tra la rubrica di questo articolo e il contenuto di questo articolo. In realtà, l'obiettivo di questo articolo non è quello di sostenere le imprese per far fronte ai costi energetici. L'obiettivo dell'articolo è quello di fare quella cosa che da tanti anni, da troppi anni, ogni anno ci chiedete di fare, cioè di ritardare quella decisione di decidere quale deve essere l'Ente strumentale regionale che interviene per gestire i finanziamenti regionali alle imprese.
Quante volte in quest'Aula abbiamo detto “decidete”. Se lo deve fare Veneto Sviluppo, dovete cambiarne la composizione sociale; se volete fare un altro soggetto lo dovete costituire; se volete mantenere Veneto Sviluppo o un soggetto così costituito, quindi anche con una partecipazione societaria di privati, dovete fare un bando di gara. Non lo dico io. Lo dice l'Europa. Sennò andiamo tramite AVEPA. Del resto AVEPA nasce per questo. Nasce con l'idea di essere il nuovo soggetto della Regione del Veneto per gestire in maniera rapida e efficace i finanziamenti regionali a sostegno dell'impresa.
Da troppi anni voi non assumete questa decisione. Avete approfittato della pandemia per bypassare il termine ultimo che l'Unione europea vi aveva indicato e adesso, ogni anno, un anno con l'altro, prorogate la scadenza, sperando che, emergenza dopo emergenza, nessuno si accorga che stiamo compiendo un'azione contraria alle leggi e alle direttive europee. È illegale che società finanziarie, composte da soggetti legati al mondo bancario e assicurativo, gestiscano i fondi regionali a sostegno delle imprese. Se proprio deve essere così, questi soggetti devono essere individuati con bando di gara. Lo ha detto l'Unione europea. Ci ha aperto una procedura. Ci ha invitato calorosamente ad adempiere alla normativa. E noi, prima per il Covid, adesso per l'emergenza, dal “31.12.n” al “31.12.n+1“. Ogni anno.
Siccome questo sarebbe un contenuto prettamente ordinamentale, quindi non legato alle dinamiche economico-finanziarie del bilancio, per giustificare la presenza di questa ennesima proroga dentro questa legge decidete di finanziarla. Quindi, finanziate un fondo di diversi milioni di euro ‒ vado a memoria, non ricordo quanti ‒ con 150.000 euro per il caro-bollette delle 5.000 imprese venete. 150.000 euro che, ovviamente, recuperate da quel famoso fondo di riserva che dovrebbe servire per le emergenze, per le necessità del Consiglio, per impieghi specifici.
Ribadendo davvero la totale incredulità rispetto alla non volontà di risolvere il tema strategico per la nostra Regione, cioè come finanziamo, come supportiamo, come sosteniamo le imprese, perché stiamo continuando ad utilizzare uno strumento improprio, quindi stigmatizzando ancora una volta la proroga della proroga della proroga della proroga, fenomenologia non sconosciuta a questo Consiglio, devo anche stigmatizzare l'entità dell'impegno. Non solo non sostenete le imprese, ma quasi-quasi le prendete in giro e definite un finanziamento totalmente ridicolo, totalmente sottodimensionato, totalmente inadeguato rispetto alla questione di cui stiamo parlando. 21 miliardi stanzia il Governo. E noi 150.000 euro? Ma siamo seri?
Penso che questo possa essere un emendamento accettabile se ‒ e solo se ‒ può avere un contenuto, dal punto di vista quantitativo, ben più rilevante. Altrimenti, oltre al danno la beffa. Utilizzate uno strumento improprio per una proroga inopportuna prendendo in giro le imprese del Veneto. A me non sembra davvero una risposta all'altezza delle necessità.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0057. Parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0071, pagina 139, presentato dal consigliere Possamai Giacomo, aggiuntivo, che prevede:
Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente:
“Art. 3 bis - Contributo straordinario per le fusioni di comuni
1. Al fine di dare un avvio decisivo alla riorganizzazione territoriale dei comuni, è istituito un fondo straordinario per gli anni 2023 e 2024 destinato alle fusioni dei comuni che saranno portate a compimento entro il 31 dicembre 2024.
2. La Giunta regionale entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge, acquisito il parere del CAL e della competente commissione consiliare individua i parametri per l'erogazione dei contributi.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in euro 4.000.000,00 per gli esercizi 2023 e 2024, si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali P01 Relazioni finanziarie con le altre autonomie territoriali del Bilancio di previsione 2023-2025.”
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M18 RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI

P01 RELAZIONI FINANZIARIE CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI

Titolo 1 Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+4.000.000,00
+4.000.000,00
+4.000.000,00
+4.000.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. n. 39/2001
-4.000.000,00
-4.000.000,00
-4.000.000,00
-4.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Il collega Possamai non c'è, ma non possiamo accantonarlo. Anche perché dovrebbe farne richiesta il proponente.
Metto in votazione l'emendamento n. B0071. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. B0095, pagina 142, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Camani, Bigon, Montanariello, Zottis è precluso.
Quindi, passiamo al successivo.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Presidente, scusi, perché è precluso? Giusto per capire.

PRESIDENTE

Perché prevede un finanziamento attraverso l'addizionale. Siccome con gli emendamenti che abbiamo già approvato l'addizionale non è stata inserita, conseguentemente questo è precluso.
Emendamento n. B0024, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023' è aggiunto il seguente articolo:
Art. x - Contributo straordinario per il finanziamento di interventi di contrasto all'emergenza sociale conseguente all'aumento delle spese relative al costo dell'energia per le utenze private
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi per finanziare il contrasto all'emergenza sociale conseguente all'aumento della spesa relativa ai costi dell'energia con riferimento alle utenze private.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 3.000.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 diritti sociali, politiche sociali e famiglia, Programma 1204 interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M12 “diritti sociali, politiche sociali e famiglia”

P1204 “interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale”

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+3.000.000,00
+3.000.000,00
+3.000.000,00
M20 Fondi e accantonamenti

P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001 articolo 18
-3.000.000,00
-3.000.000,00
-3.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento che cerca di porre una pezza a un problema che, tra l'altro, non si è voluto risolvere con l'addizionale IRPEF, almeno per questo bilancio. Rimango sulle parole dell'assessore Calzavara: per questo bilancio non abbiamo inteso, voluto apporre alcuna addizionale IRPEF.
Con questo emendamento si vanno a richiedere 3 milioni di euro per ogni esercizio, per interventi di contrasto all'emergenza sociale conseguente all'aumento delle spese relative al costo dell'energia per le utenze private, quindi un contributo abbastanza importante per le utenze private, al fine di ridurre quelli che sono gli effetti della crisi energetica, della guerra, per andare a beneficio delle famiglie. Proprio perché non si è voluto dare un contributo maggiore, abbiamo proposto delle alternative, delle idee che sarebbero state utili anche a questi fini. Prendiamo atto che non si è provveduto in questi termini. Si chiede, quindi, quantomeno di fissare a bilancio queste somme per andare incontro alle necessità più urgenti, che sono quelle che vi ho appena citato. Grazie.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0024. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0006, presentato dalla consigliera Guarda, articolo x, rubrica Misure anticrisi a favore delle famiglie con difficoltà, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023 è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Misure emergenziali a sostegno delle famiglie in difficoltà.
1. La Regione del Veneto, limitatamente all'anno 2023 e fino al 31 dicembre 2023, al fine di proteggere e sostenere le famiglie dagli effetti dell'emergenza economica determinata anche dalla crisi energetica in corso, provvede, quale forma straordinaria e limitata nel tempo di sostegno monetario al reddito dei nuclei familiari residenti in Veneto, alla erogazione di specifici contributi per far fronte alle spese di utenze domestiche riferite all'alloggio di residenza del nucleo familiare, anche riferite a spese inerenti l'ultimo semestre del 2022.
2. La Giunta regionale, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente commissione consiliare, definisce i requisiti per l'accesso individuati sulla scorta della dichiarazione ISEE, le spese ammissibili, l'ammontare, le modalità di erogazione, nonché verifica, controllo e rendicontazione.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 10.000.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, Programma 12.04 “Interventi soggetti a rischio esclusione sociale” Titolo 1 “Spese correnti” “del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
P12.04
Articolo X ‒ Misure emergenziali a sostegno delle famiglie in difficoltà
+10.000.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18

Programma 2003 ALTRI FONDI
L.R. 44/2019, ART. 3
-2.000.000,00
-8.000.000,00




Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
È un emendamento che, in realtà, in maniera simile al precedente, ma in modo un pochino diverso, prevede di introdurre una misura di carattere straordinario e temporaneo, quindi emergenziale, per sostenere le famiglie con basso reddito a fronte dello stato di precarietà economica in cui molte versano, in particolar modo per quanto riguarda i processi inflattivi e la crisi energetica in corso.
Lo dicono gli indicatori BES contenuti nel Documento di economia e finanza che avete proposto e votato la scorsa settimana, che ha proposto la Giunta e avete votato voi di maggioranza. Per quanto riguarda l'indicatore di povertà assoluta, nel 2021 nelle regioni del nord la percentuale di povertà assoluta, secondo le stime preliminari ISTAT, è diminuita rispetto al 2020, ma in Italia è comunque rimasta costante. Tuttavia, negli ultimi dieci anni i valori sono più che raddoppiati. Quindi, la riduzione di qualche punto non ci deve far rilassare e non farci preoccupare della problematica effettiva, perché rispetto a dieci anni fa le condizioni sono più che peggiorate.
Per questo motivo, abbiamo proposto due emendamenti. Uno con 10 milioni destinati alle famiglie per il pagamento delle utenze, trattenendo dei fondi anche da un fondo che attualmente non è utilizzato, quello per sostenere le eventuali perdite del grande evento delle Olimpiadi. Stiamo accantonando, in questo momento, una somma piuttosto considerevole – il prossimo anno sono quasi 20 milioni – solo per metterli da parte per le eventuali perdite future delle Olimpiadi. Sono soldi, quindi, che adesso non utilizziamo e che, invece, potremmo utilizzare per quell'emergenza che voi, nel vostro Documento di economia e finanza, definite prioritaria, dicendo che è necessario e urgente applicare politiche di natura sociale e solidale.
La seconda opzione, se questa non vi garba, perché evidentemente le famiglie più a rischio povertà vengono dopo il grande evento delle Olimpiadi, è quella di trattenere alcune risorse, per esempio, dall'attività di informazione editoriale della Giunta regionale oppure dall'ambito di informazione e comunicazione, dall'attività infrastrutturale di comunicazione della Regione del Veneto. Possiamo ridurre un attimino l'attività di comunicazione della Regione e della Giunta per intervenire dando un supporto alle famiglie a rischio povertà? Questa è la proposta che noi vi lanciamo, riproponendovi l'urgenza di intervenire non solo a parole, ma anche nei fatti, con degli atti che immediatamente possano essere messi in atto e con soldi immediatamente spendibili per l'emergenza che vivono le famiglie a rischio povertà o che in questo periodo stanno cominciando ad erodere i propri risparmi, perché non sono in grado di affrontare spese straordinarie, come quelle che l'inflazione provoca loro.
Dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Dobbiamo fare come ha fatto il Comune di Venezia, che ha fatto questo tipo di operazione. Cominciamo a metterci anche il soldo noi, senza per forza affidarci a Enti esterni e altre Istituzioni? È forse questa la priorità che voi dite nel vostro Documento di economia e finanza, che, come ha detto il Presidente, è un programma politico, per reagire allo shock che l'inflazione sta provocando? Non è più un rischio di tassa nascosta. È già una tassa nascosta.
Questa era un'opzione: ridurre un pochino la comunicazione e utilizzare i fondi che avete messo da parte per le Olimpiadi. Mi sembra che queste potrebbero essere due strategie che, considerata la logica emergenziale, qualsiasi politico con i piedi ben piantati per terra sarebbe disposto e avrebbe il coraggio di fare.

PRESIDENTE

Collega Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Intervengo su questo emendamento ‒ visto che dei precedenti due uno era precluso e l'altro è stato bocciato ‒ della collega Guarda per sostenerlo. È risaputo da tutti che quest'anno ci sono stati degli aumenti (energia elettrica, metano, legna, pellet) che mai prima si erano visti. I dati ci dicono che abbiamo un 10% di cittadini del Veneto in difficoltà. Il calendario, invece, ci dice che stiamo andando verso il cuore dell'inverno, le giornate più corte, le giornate fredde. Il periodo peggiore è gennaio-febbraio.
Abbiamo a cuore i nostri cittadini, anche quelli meno fortunati. Chi abita in città, nei paesi, sa chi se la passa peggio, sa chi l'anno scorso poteva permettersi di accendere il riscaldamento e quest'anno probabilmente non lo potrà sempre accendere, sa che ci sono anche anziani in queste condizioni che hanno bisogno di vivere al caldo. Sapere di avere dei vicini di casa che stanno al freddo non è il massimo.
Credo, quindi, sia importante pensare anche a chi è meno fortunato.
Noi avevamo proposto, prima, un minimo contributo da parte di chi se la passa bene, aggiungendo anche una questione di omogeneità a livello nazionale, quindi facendo quello che fanno anche tutte le altre Regioni. Non si è voluto fare. Allora c'è questa soluzione che propone la collega Guarda. Credo sia doverosa. Lei ha parlato di politico con i piedi ben piantati per terra. Io parlerei di una persona di buonsenso. Nel bilancio ci sono delle spese, le abbiamo ricordate più volte, ormai le sapete a memoria, che stridono un po' con questa situazione. In periodo di vacche magre non ci si dovrebbe occupare di divertimento, di giochi e quant'altro, ma bisognerebbe pensare a chi se la passa male e trovare delle soluzioni.
Come fanno a riscaldarsi queste persone? Abbiamo sentito parlare del 10% di persone vicine alla povertà in Veneto. Come fanno a scaldarsi questo inverno con queste bollette, con il costo della legna, dei pellet, del metano? Si possono, forse, scaldare guardando alla televisione il presidente Zaia che presenta il suo quinto libro? Possono riscaldarsi così? Non credo.
Il collega Favero dice: se compra il libro, lo brucia e si riscalda. Costa un occhio della testa. Magari il Presidente sarebbe contento. Non credo, però, neanche tanto, collega Favero. Si compra un libro per bruciarlo? Sarebbe anche un affronto. Non va bene dire queste cose.
A parte queste battute che mi fate fare, torniamo al punto. È una situazione di difficoltà. È una situazione veramente di difficoltà. Non abbiamo visto grossi segnali, su questo, in questo bilancio. Non li abbiamo visti, non li abbiamo percepiti. Sono non pervenuti. Non so, cosa aspettiamo? Che arrivino i soldi da Roma? Magari arrivano ad aprile. Arrivano i soldi da Roma ad aprile, e cosa facciamo? In maniera retroattiva scaldiamo i nostri cittadini dal freddo? Non è possibile. Abbiamo un'occasione. Ho voluto appoggiare questo emendamento come altri. Spero di essere riuscito in qualche modo a convincervi. Magari, visto che con l'accantonamento c'è più speranza, accantoniamo l'emendamento. Chissà che il tempo porti consiglio.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0006. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0005, presentato dalla consigliera Guarda, articolo x, rubrica Misure anticrisi a favore delle famiglie con difficoltà, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023 è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Misure emergenziali a sostegno delle famiglie in difficoltà.
1. La Regione del Veneto, limitatamente all'anno 2023 e fino al 31 dicembre 2023, al fine di proteggere e sostenere le famiglie dagli effetti dell'emergenza economica determinata anche dalla crisi energetica in corso, provvede, quale forma straordinaria e limitata nel tempo di sostegno monetario al reddito dei nuclei familiari residenti in Veneto, alla erogazione di specifici contributi per far fronte alle spese di utenze domestiche riferite all'alloggio di residenza del nucleo familiare, anche riferite a spese inerenti l'ultimo semestre del 2022.
2. La Giunta regionale, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente commissione consiliare, definisce i requisiti per l'accesso individuati sulla scorta della dichiarazione ISEE, le spese ammissibili, l'ammontare, le modalità di erogazione, nonché verifica, controllo e rendicontazione.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 1.500.000,00per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, Programma 12.04 “Interventi soggetti a rischio esclusione sociale” Titolo 1 “Spese correnti” “del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
P12.04
Articolo X ‒ Misure emergenziali a sostegno delle famiglie in difficoltà
+1.500.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

Programma 2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001, ART. 18

Missione 1
Programma 01

Lr 5/1984 “Disciplina dell'attività d'informazione ed editoriale della Giunta regionale”

Missione 14
Programma 04

Lr 34/2001, art. 11 AZIONI REGIONALI PER IL PLURALISMO E L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA E INFRASTRUTTURALE NEL SETTORE DELL'INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE

Missione 05
Programma 01

Lr 39/2019 Interventi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale risalente alla Repubblica Serenissima di Venezia nell'Istria, nella Dalmazia e nell'area mediterranea
-1.000.000,00
-100.000,00
-320.000,00
-80.000,00




Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0005. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0022, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023' è aggiunto il seguente articolo:
Art. x - Contributo straordinario per l'acquisto di carburante per le organizzazioni di volontariato che utilizzano veicoli nella loro attività principale
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi alle organizzazioni di volontariato che utilizzano veicoli nello svolgimento della propria attività principale.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 300.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia, Programma 1208 cooperazione e associazionismo.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
Missione 12 diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Programma 1208 cooperazione e associazionismo

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+300.000,00
+300.000,00
+300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti

P01 Fondo di riserva

L.R. 39/2001, ART. 18
-300.000,00
-300.000,00
-300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Questo è un emendamento per dare dei contributi alle organizzazioni di volontariato che utilizzano veicoli nello svolgimento della propria attività principale.
È una proposta che prende spunto da necessità oggettive di alcune associazioni che fanno trasporto malati o persone con disabilità o anziani, quindi persone più fragili, che, naturalmente, in questo periodo stanno riscontrando difficoltà oggettive per quanto riguarda gli aumenti dei prezzi dei carburanti. Questa è una proposta al fine di alleggerire il peso del carburante.
È una somma che si può anche modulare diversamente. Magari la aggiungete al maxiemendamento finale. Credo sia un intervento a favore di tantissime persone, quindi non solo organizzazioni, ma soprattutto chi ne beneficia. Sono tantissimi i beneficiari. È un problema che stanno riscontrando da più parti, che ci richiedono. Sono numerose le richieste che pervengono non solo a me, ma ‒ penso ‒ a ognuno di voi, a chi conosce singolarmente le associazioni.
Chiedo che sia data la possibilità di votare un emendamento che va in questa direzione, magari ‒ come dicevo prima ‒ con diverse somme. Almeno si faccia una riflessione su questo punto, perché è assolutamente vitale per la sussistenza stessa delle associazioni di volontariato che utilizzano mezzi per il trasporto di persone con difficoltà.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0022. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0069, pagina 153, presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Camani, Bigon, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Misure di sostegno ai Centri di Servizio del Veneto per interventi edilizi, sulle opere e sugli impianti
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi ai Centri di Servizio accreditati del Veneto, il cui patrimonio immobiliare sia di proprietà di un soggetto pubblico o privato non a scopo di lucro.
2. La misura si riferisce ad interventi di:
- costruzione, demolizione, ristrutturazione, recupero e manutenzione straordinaria di edifici, opere e impianti;
- acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili ad utilizzo pluriennale.
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, determina le modalità, i termini e le priorità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo quantificati in 20.000.000,00 di euro per ciascun esercizio 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia”, Programma 12.03 “Interventi per gli anziani”, Titolo Il “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE di spesa
PROGRAMMA di spesa
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
M50 Debito pubblico
P01-P02 Rata ammortamento mutuo (interessi + capitale)

M.01 SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE.
Art. 16 L r n. 3/1998 Rinegoziazione mutui
+900.000,00
+900.000,00
+1.800.000,00
+1.800.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Metto in votazione l'emendamento n. B0069. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0083, presentato dai consiglieri Bigon, Camani, Giacomo Possamai, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributi per l'adeguamento e la realizzazione di strutture destinate alle persone con disabilità prive di sostegno familiare
1. La Giunta regionale è autorizzata a concedere a soggetti pubblici e privati no profit contributi per l'adeguamento e la realizzazione di strutture da destinare a persone disabili prive di sostegno familiare.
2. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, determina i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in 4.000.000.00 di euro per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti Sociali, politiche Sociali e Famiglia”, Programma 1202 “Interventi per la disabilità”, Titolo II Spese in conto capitale del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M12 DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
P1202 INTERVENTI PER LA DISABILITÀ

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo pdl 91 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022”
+4.000.000,00
+4.000.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. n. 39/2001
-4.000.000,00
-4.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Con questo emendamento partiamo dal “Dopo di noi”, vogliamo sostenere il “Dopo di noi”. La legge statale n. 112/2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, cosiddetta “Dopo di noi”, ha delineato gli obiettivi da raggiungere sul territorio nazionale per garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità in contesti il più possibile simili alla casa familiare.
La Regione ha definito le linee guida e si è impegnata a dare priorità ad esperienze residenziali temporanee in appartamenti che riproducono le condizioni di una famiglia, a percorsi giornalieri di autonomia e a forme di sostegno per soluzioni domiciliari alternative alle RSA, coinvolgendo il terzo settore, le famiglie e i servizi sociali.
Tuttavia, le strutture da destinare ai suddetti progetti non sono sufficienti e molte necessitano di costosi interventi. Per cui chiediamo il sostegno alla Regione affinché possano essere fatti questi interventi a favore di queste strutture per il “Dopo di noi”.

PRESIDENTE

Collega Brescacin, prego.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Solo per un ulteriore completamento dell'intervento sul tema del “Dopo di noi” e della disabilità. In questo anno è significativo anche il lavoro che stanno facendo i Comuni attraverso gli ambiti territoriali sociali, con le linee di finanziamento date dal PNRR, che lavorano anche in questo senso. Proprio la settimana scorsa ho avuto occasione di parlare, nella realtà da cui io provengo, di queste iniziative che stanno coinvolgendo in modo significativo i Comuni.
Sappiamo che su questo anche la Regione, seppur non sia coinvolta in modo diretto perché il PNRR ha dato i finanziamenti direttamente agli ambiti territoriali sociali, sta svolgendo un ruolo di coordinamento, insieme ai Comuni, ai Comuni capofila degli Ambiti territoriali sociali, alle Conferenze dei Sindaci e ai Comitati dei Sindaci, proprio per andare verso un'attuazione e, quindi, un utilizzo efficace ed efficiente di queste iniziative, che vanno proprio a sostenere e rafforzare anche il tema dell'autonomia abitativa e, quindi, degli interventi sugli edifici.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Metto in votazione l'emendamento n. B0083, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0075, presentato dai consiglieri Camani, Possamai Giacomo, Bigon, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art.
Sostegno alle famiglie per il pagamento delle rette dei centri estivi
1. La Giunta regionale è autorizzata a istituire un Fondo per l'erogazione di contributi da destinare alle famiglie per il pagamento delle spese di frequenza dei centri estivi per minori.
2. Le risorse del Fondo sono ripartite tra i Comuni, che provvedono all'istruttoria per l'individuazione dei beneficiari.
3. La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge, definisce i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in 5 milioni di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, Programma 12.02 “Interventi per l'infanzia, minori e asili nido”, Titolo 1 spese correnti, del bilancio di previsione 2023-2025.
DEFR: MISSIONE 12 “DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA”. PROGRAMMA 02 “INTERVENTI PER L'INFANZIA, MINORI E ASILI NIDO”
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023 Variazione proposta
2024 Variazione proposta
2025 Variazione proposta
MISSIONE 12 DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA. P12.01 INTERVENTI PER L'INFANZIA, MINORI E PER ASILI NIDO
Titolo I Spese correnti
L.r. n.23, n. 7 art. 18 “Programma regionale per la promozione dei grandi eventi”.
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 5.000.000,00
+ 5.000.000,00


MISSIONE 05 VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI P05.02 ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
Titolo I Spese correnti
L.r. n. 23, n. 7 art. 18 “Programma regionale per la promozione dei grandi eventi”.
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI P01 FONDO DI RISERVA
- 1.000.000,00
- 4.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Bigon, Prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Con questo emendamento chiediamo un sostegno alla Regione affinché intervenga – e lo chiediamo da parecchio tempo – sui centri estivi. Sappiamo perfettamente che da metà giugno a metà settembre non c'è una disponibilità a favore e a supporto delle famiglie per i figli. Soprattutto, quando si hanno più figli, la difficoltà, quando si lavora, è proprio nella gestione degli stessi, dal momento che non ci sono supporti scolastici per quei tre mesi. In quei tre mesi, pertanto, si fa affidamento a strutture o centri, privati o pubblici, ma si va dai 200 euro settimanali a 100 euro, o poco meno, in caso di struttura pubblica, dunque con costi molto, molto elevati.
La Regione Emilia-Romagna, come anche altre Regioni, è intervenuta garantendo dei fondi a supporto delle famiglie che inseriscono i propri figli all'interno dei centri estivi. Del resto, il problema è sempre quello: se vogliamo il reinserimento di una donna all'interno del mondo lavorativo e sosteniamo e crediamo che questa debba assolutamente realizzarsi, ma non solo per se stessa, bensì anche all'interno di una società, che lo richiede, e anche all'interno della propria famiglia, noi dobbiamo fare in modo che vi siano supporti da parte dei servizi. Ma se questi servizi, che esistono in determinati paesi, sono costosi, automaticamente c'è un'impossibilità ad accedervi, perché abbiamo un altro problema in Veneto, come abbiamo detto più volte, che è il reddito medio molto basso, soprattutto per quanto riguarda le giovani famiglie. Allora, dobbiamo assolutamente intervenire, se pensiamo che costa anche circa 1.200 euro, l'inserimento estivo per una famiglia a favore di un figlio.
C'è anche un altro problema che voglio supportare e condividere con voi, anche se ne abbiamo già parlato, questione poi richiamata nell'emendamento successivo, ed è quello dei servizi gratuiti. Noi abbiamo fatto una legge, la n. 20/2020, dove abbiamo stabilito che, per supportare la natalità, i servizi di asilo nido dovevano essere gratuiti. In realtà, questa legge non è mai stata sufficientemente finanziata, nemmeno in parte, con la sperimentazione che volevamo quantomeno attivare. Abbiamo cercato di inserire all'interno del DEFR che il finanziamento potesse essere fatto in modo graduale per arrivare alla gratuità del servizio, ma anche questo è stato respinto.
Capiamo che non c'è una volontà, però qui non è una questione di soldi, ma è una questione proprio di investimento. Se noi investiamo su questi servizi, sappiamo perfettamente che poi ci sarà un ritorno. D'altronde, una ricerca americana stima che ritorna sette volte tanto l'investimento che si fa, soprattutto se lo si fa a favore dei bambini, della natalità e del sociale. Allora, non dobbiamo vedere questi come costi puri e semplici. Capisco che sia una linea tipica del centrodestra vedere come costo il servizio sociale. Ma se lo vediamo come investimento e non come costo, quindi un investimento che frutta molto più dei soldi in banca, credo che potremmo trovare anche delle disponibilità. Penso anche si possano attivare debiti da parte della Regione. Se non vogliamo attivare una tassazione per mille motivazioni, che voi avete detto e che noi non condividiamo, perché questo andrebbe a favore addirittura di chi pagherebbe quella tassazione in più, perché con la diminuzione dei costi dei servizi automaticamente avrebbe un beneficio maggiore, addirittura, di quello che spende, dunque, se non volete fare questo, almeno accendete dei finanziamenti.
Se è vero che un servizio, un investimento ci ritorna sette volte quello che noi spendiamo, è più di un interesse in banca. Allora, attiviamo anche questa possibilità. La Regione lo può fare. L'ha fatto per la Pedemontana, l'ha fatto per tante cose, perché non lo facciamo per i nostri figli? Perché non lo facciamo per i servizi sociali? Perché non lo facciamo per questi centri estivi e per la natalità?
La Germania, dieci anni fa, aveva lo stesso problema dell'Italia, identico: aveva una forte denatalità. Ha attivato tre meccanismi: uno è l'assegno unico, che in Italia è già stato attivato, grazie al Governo, due anni fa; l'altro è il congedo parentale; il terzo è il servizio di asilo nido gratuito. Allora, il congedo parentale è stato uno strumento attivato o quantomeno valutato in sede di Governo qualche mese fa, e speriamo che l'attuale Governo lo porti avanti. Alla Regione competono i servizi gratuiti. Io credo che anche con un finanziamento, se non volete aumentare le tasse, che porterebbe beneficio sicuramente a tutti, anche ai figli dei ricchi, si possa investire su questo. Pensate almeno a questo.
Grazie.

PRESIDENTE

Collega Brescacin, prego.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

L'impegno da parte della maggioranza sul tema del sostegno c'è ed è quello di andare verso le gratuità dei servizi.
Volevo solo dire alla Vicepresidente – forse ho perso un po' la memoria da quando non faccio più il Sindaco – che non penso si possa fare un debito per pagare spese di carattere corrente.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0075, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Comunico che l'emendamento n. B0076 è precluso.
Emendamento n. B0041, presentato dalla consigliera Ostanel, articolo X, aggiuntivo, che prevede:
Art. X – Modifiche alla legge regionale 23 aprile 1990, n. 32
1. Alla legge regionale 23 aprile 1990, n. 32 “Disciplina degli interventi regionali per i servizi educativi alla prima infanzia: asili nido e servizi innovativi” al Titolo III, Capo I è aggiunto l'art. 18 bis:
Articolo 18 bis – Nido aziendale
1. Il nido aziendale è un servizio educativo per l'infanzia di interesse pubblico di cui all'articolo 70 della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
2. La Regione favorisce l'istituzione di nidi aziendali quali strumento psico-pedagogico utile per Io sviluppo integrale della personalità del bambino e quale strumento di conciliazione vita-lavoro.
3. La Regione sostiene l'istituzione di nidi aziendali presso le sedi delle pubbliche amministrazioni quali servizi a disposizione in prima istanza ai dipendenti lavoratori e ai fruitori diretti e in seconda istanza al territorio di riferimento della struttura stessa.
2. Alla legge regionale 23 aprile 1990, n. 32 “Disciplina degli interventi regionali per i servizi educativi alla prima infanzia: asili nido e servizi innovativi” al Titolo IV, Capo II, Art. 29 comma 1) dopo il punto b) è aggiunto il punto b bis) così formulato: “b bis) peri nidi aziendali di cui all'articolo 18 bis, secondo quanto previsto dall'Art. 28 comma 1 lettere a), c), d) ed e), unitamente ad una relazione circa il numero di dipendenti e utenti potenziali fruitori del servizio.”
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 500.000,00 per l'esercizio 2023, in euro 1.000.000,00 per l'esercizio 2024 e in euro 2.000,000,00 per l'esercizio 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, Programma 0901 “Interventi per l'infanzia e i minori e per gli asili nido”, Titolo 2 “spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:

Variazione 2023
Variazione 2024
Variazione 2025
MISSIONE 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Programma 01 interventi per l'infanzia e i minori e per gli asili nido
L.R. 32/1990
+ 500.000,00
+ 1.000.000,00
+ 2.000.000,00
MISSIONE 20 Fondi e accantonamenti
Programma 2001 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, ART. 18
- 500.000,00
- 1.000.000,00
- 2.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Prego, collega Ostanel.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Intervengo perché questo è un emendamento a cui tengo molto. Propone al Collegato una modifica alla legge regionale 23 aprile 1990 per inserire in norma il tema dei nidi aziendali. Lo dicevo anche durante il mio intervento ieri: è vero, esiste una DGR oggi nella nostra Regione che permette il riconoscimento dei nidi aziendali, però io credo che inserirla in norma e, quindi, avere un articolo dedicato, dunque propongo un articolo 18-bis che si chiama proprio “Nido aziendale”, che fa vedere a chi in Veneto abbia voglia di aprire un nido all'interno di un'azienda, ma addirittura all'interno di un'amministrazione pubblica, per i propri dipendenti e lavoratori, ma in realtà per tutte le persone che abitano nel territorio ove quella struttura è ubicata, sia un modo non solo per garantire il benessere lavorativo dei propri dipendenti, ma anche per poter aumentare i posti nido che oggi abbiamo all'interno del nostro territorio.
Nella relazione illustrativa parlo di come anche nel DEFR, nella Missione 4, noi diciamo che vogliamo colmare quei gap che oggi abbiamo strutturali, qualitativi e quantitativi nell'offerta dei servizi. Portare, quindi, al centro il tema dello 0-3 è un obiettivo che, tra l'altro, si rifà al nostro DEFR e che può in questo modo aprire una linea nuova nella proposta del Collegato per permettere di riconoscere i nidi aziendali.
Tra l'altro, la proposta la faccio anche perché – lo sapete perché ne ho parlato con alcuni di voi – penso che la Regione del Veneto potrebbe essere la prima Regione in Italia ad aprire, a pochissime spese, un nido aziendale che sia ubicato in una struttura della nostra Regione e che possa permettere a tutti i dipendenti di questa Regione di avere un nido di riferimento. Sapete che, quando c'è un nido dentro un'azienda pubblica, il benessere dei dipendenti è enorme, dal momento che vuol dire poter andare a lavorare con il proprio figlio, lasciarlo al nido la mattina, andare in ufficio, eventualmente per le donne che vogliono, ad esempio, continuare ad allattare anche potersi spostare dall'ufficio verso l'asilo nei momenti in cui vogliono continuare ad allattare i propri figli e poi rientrare al lavoro. Nei Paesi del Nord Europa questa pratica è diffusissima. Anzi, le Istituzioni si mettono proprio a disposizione per sostenere progetti di nidi dentro le aziende. Tra l'altro, in alcune zone industriali di alcune città, penso a Padova, ci sono alcuni nidi che aiutano davvero i lavoratori, in quel caso soprattutto gli uomini, a prendersi in carico un pezzo della cura, perché la mattina prendono i figli, li portano vicino alla loro sede lavorativa e poi magari tornano a prenderli quando finiscono il turno e li riportano a casa.
Ebbene, l'idea che la Regione del Veneto possa avere un nido a disposizione dei dipendenti e, qualora fosse necessario, magari anche di noi Consiglieri – so che alcuni hanno avuto appena adesso dei figli, come il presidente Finco, ma spero che alcuni altri vogliano avere dei figli anche in futuro – potrebbe essere una cosa interessante, anche perché questi nidi vengano aperti anche al territorio. A Venezia, ma anche in altre realtà, anche Istituzioni pubbliche, hanno avuto nidi di questo genere, ma poi li hanno dovuti chiudere per mancanza di fondi. Allora, prevedere un sostegno specifico io penso che sarebbe molto interessante.
Ho parlato con l'assessore Lanzarin di questo emendamento e la proposta è quella di ritirare l'emendamento e di presentare un ordine del giorno – lo presento ora perché poi non potrò intervenire – che impegna la Giunta a definire ogni azione possibile per ampliare l'offerta di asili nido aziendali, come previsto dalla DGR del 2007, ma con un impegno specifico anche a fare uno studio e, quindi, a valutare dove eventualmente potrebbe essere aperto un nido aziendale, anche all'interno della Regione del Veneto, perché, tra l'altro, questa è una linea che io avevo letto anche nel benessere dei dipendenti della Regione, che è scritto proprio nel Documento. Quindi, io penso che lavorare per il benessere di tutte le persone, anche quelle che ci stanno seguendo in questi giorni qui o che devono fare orari lavorativi che vanno oltre la loro normale giornata, e avere un servizio di questo tipo sarebbe innovativo.
Ieri ne parlavo e lo dicevo anche al presidente Zaia, perché penso che sia interessante che potremmo diventare la prima Regione in Italia che fa un'opera di questo tipo. La spesa per aprire un nido aziendale non è elevata, soprattutto se magari la sede è già di proprietà, come la Regione ha. Basterebbe arredare un luogo, avere la possibilità di avere un minimo di dipendenti. Addirittura penso che alcuni Consiglieri potrebbero anche permettersi, eventualmente, di avere addirittura a pagamento una persona che sta lì, quindi anche contribuire alla cura di chi gestisce un nido aziendale.
Mi piacerebbe – la lancio qui come proposta anche ad altri Consiglieri che avranno voglia l'anno prossimo di collaborare, penso soprattutto alle Consigliere, ma non solo – promuovere un'iniziativa di questo tipo e vedere se l'anno prossimo riusciamo a capire, facendo uno studio delle necessità, dove sarebbe meglio ubicarlo, di che grandezza, per quanti posti. Dalla DGR che abbiamo in questa Regione sono circa trenta i bambini che possono stare in un nido aziendale. Quindi, potremmo vedere dove è meglio farlo, se c'è la necessità, quali siano le sedi più utili per poterlo fare, se abbiamo degli spazi disponibili e poterci mettere insieme a lavorare ad un progetto che, io credo, darebbe un segnale.
Perché l'Istituzione fa un nido? Perché probabilmente dà un segnale anche ad altre aziende. Peraltro, penso che le grandi categorie, le organizzazioni, come ad esempio Confindustria, potrebbero seguire in un progetto di questo tipo, e cioè pensare che le aziende della Regione del Veneto possano investire per avere dei nidi aziendali. Io ricordo sempre l'esempio di Adriano Olivetti, che ad Ivrea aveva lavorato molto sul benessere dei propri dipendenti, garantendo all'interno di quella città dei nidi, che lui metteva a disposizione non solo dei dipendenti, ma anche degli abitanti della città, facendo un lavoro veramente incredibile. Se leggiamo i libri e i discorsi di Adriano Olivetti dell'epoca, ci rendiamo conto che era molto più avanti per certi versi di quello che noi oggi in realtà stiamo facendo.
So che ho parere positivo per l'ordine del giorno e davvero invito chi volesse a collaborare a questo progetto perché credo possa essere interessante per il nostro territorio e la nostra Regione.

PRESIDENTE

L'emendamento n. B0041 è ritirato.
Emendamento n. B0004 presentato dalla collega Guarda, articolo X, rubrica Contributo di funzionamento agli asili aziendali pubblici, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X-Contributo di funzionamento agli asili aziendali pubblici
1. Per l'anno 2023 è riconosciuto un contributo per il sostegno delle spese di funzionamento agli asili aziendali pubblici istituiti nel rispetto dei pertinenti standard di cui alla Legge regionale 16 agosto 2002, n. 22 “Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali” e relativi atti di complemento attuativo.
2. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce, informata la competente commissione consiliare, criteri e modalità di attribuzione del contributo di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 200.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglie”, Programma 01 “Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025”.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglie

Programma 04 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido

Articolo X - Contributo di funzionamento agli asili aziendali
pubblici.



+ 200.000,00



0,00



0,00
Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 01 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
- 200.000,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

Dieci secondi, Presidente.

PRESIDENTE

Prego, collega Brescacin.

Sonia BRESCACIN (Zaia Presidente)

Velocissimamente.
Intervengo sul tema dei servizi per l'infanzia perché è un tema e un'attenzione che è preminente anche per la maggioranza, quindi mi ricollego sia all'ultimo intervento della consigliera Ostanel sia a quello della vicepresidente Bigon che in tema generale ha parlato della legge della famiglia, che abbiamo approvato con molta convinzione nello scorso mandato e che prevede, sul tema degli asili nido, proprio di arrivare come obiettivo alla gratuità degli asili nido. In questo senso, anche i 5 milioni che ho richiamato nel mio intervento di oggi pomeriggio per l'abbattimento delle rette per le famiglie in difficoltà, sia per il 2021 sia per il 2022, vanno proprio in questa direzione.

PRESIDENTE

Grazie.
L'emendamento n. B0004 è ritirato? Lo mettiamo al voto? Lo dà per letto, scusi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0004, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione. (N.d.r.)
Il Consiglio non approva. (N.d.r.)
Emendamento n. B0027 presentato dalla collega Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022” è aggiunto il seguente articolo:
ART. X - CONTRIBUTI PER LA REALIZZAZIONE E IL POTENZIAMENTO DI PROGETTI SPERIMENTALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE CON DISABILITÀ
1. La Giunta regionale è autorizzata a stanziare contributi per la realizzazione e il potenziamento di progetti sperimentali per l'inserimento lavorativo di persone con disabilità con priorità per quelli volti a realizzare laboratori di comunicazione per giovani con disturbo dello spettro autistico.
2, La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 500.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia, Programma 1202 interventi per la disabilità.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1202 “Interventi per la disabilità”
Nuovo articolo pdl 91 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022”
+ 500.000,00
+ 500.000,00
+ 500.000,00
Missione 20 Fondi e accantonamenti
Programma 01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 500.000,00
- 500.000,00
- 500.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Lo illustro brevissimamente. Qui si chiedono 500.000 euro per ognuno degli esercizi per finanziare dei progetti specifici per l'inserimento lavorativo di persone con disabilità e in particolare per persone con disturbi dello spettro autistico.
È un problema che sta emergendo con grandissima potenza, prova ne è anche la mostra che è stata allestita nella hall del Consiglio regionale. Quindi, è un problema molto serio che colpisce un bambino ogni 74. Ci sono letture che ne danno anche qualcuno in più, perché è in progressivo aumento, purtroppo. Indagare le cause di questo disturbo credo sia assolutamente necessario. Anche il post e quindi la gestione della persona con disturbi dell'autismo è una questione di cui ci dobbiamo occupare. Quindi, cercare di inserirla nel mondo lavorativo penso sia una delle soluzioni che dobbiamo assolutamente percorrere come Regione del Veneto.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0027, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0002 presentato dalla collega Guarda, pagina 167, articolo X, rubrica istituzione Centri di ascolto e orientamento sessuale (C.A.O.S.), aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X-Istituzione dei Centri di ascolto e orientamento sessuale (C.A.O.S).
1. La Regione del Veneto coordina e sostiene la costituzione da parte di enti locali, singoli o associati, associazioni e organizzazioni operanti nel settore e che abbiano maturato esperienze e competenze specifiche, di Centri di ascolto e orientamento sessuale (C.A.O.S) ai fini della prevenzione e la presa in carico di vittime di violenza contro le persone Lgbt+, del supporto psicologico e legale a coloro che presentano intersessualità o disturbi della differenziazione sessuale, dell'affiancamento e supporto durante il percorso di transizione, nonché a tutti i soggetti che sentano l'esigenza di accoglienza, ascolto e supporto in riferimento alle situazioni di disagio vissute o a tutte quelle persone costrette ad emigrare a causa dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere.
2. Per le finalità di cui al comma 1 presso i C.A.O.S. possono essere attivati:
a) un numero di emergenza presidiato da operatori formati e qualificati;
b) una struttura di protezione 24 ore su 24, attraverso la reperibilità di operatori formati per la prima accoglienza e la protezione in casi di emergenza;
c) sportelli di supporto psicologico, legale, di orientamento al lavoro e all'autonomia abitativa;
d) gruppi di mutuo aiuto, gestiti da operatori alla pari;
3. La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, stabilisce, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i criteri, le priorità e le modalità di attivazione e sostegno dei C.A.O.S.
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 500.000, per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglie”, Programma 04 “Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglie
Programma 04 Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale
Articolo X – Istituzione Centri di ascolto e orientamento sessuale (C.A.O.S.)
+ 500.000,00
0,00
0,00
Missione 20 Fondi e accantonamenti
Programma 01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, art. 18
- 500.000,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Intervengo per presentare entrambi questi emendamenti. So che hanno un voto negativo, ma credo che il secondo non sia tanto per una questione di merito, quanto per una questione, al momento, di tipo economico.
Si tratta della questione della violenza di genere e della necessità di creare degli strumenti, dei luoghi all'interno dei quali le persone (chiunque, non soltanto le donne) possono sentirsi accolte per affrontare quelle che possono essere violenze sessuali, per gestire la propria lotta e il contrasto della violenza, anche di tipo psicologico. Quindi, un supporto a 360 gradi e un supporto anche per tutte quelle questioni che non sono al momento ancora affrontate in termini, appunto, di vicinanza da un punto di vista sociale e psicologico.
È importante perché anche le persone che fanno parte della comunità LGBT+ sono persone che vivono, in questo momento, delle situazioni di grande criticità, di carenza di informazioni e di possibilità di confronto anche rispetto ai propri percorsi personali e, di conseguenza, all'interno delle strutture che la Regione può istituire – io ne propongo di due tipi, una con un percorso di un centro dedicato che, facendo un lavoro di creatività, ho identificato con il nome CAOS (Centri di ascolto e orientamento sessuale) – si può dare un'assistenza con un numero di emergenza presidiato, una struttura di protezione, sportelli di supporto psicologico-legale di orientamento al lavoro, di autonomia abitativa e gruppi di mutuo aiuto.
Questo per non lasciare da sole le persone che, al momento, all'interno dei centri antiviolenza tradizionali, perché sottostanno a una normativa nazionale di un certo tipo, che è legata alla Convenzione di Istanbul, eccetera, possono occuparsi del contrasto alla violenza sulle donne, ma non su altri soggetti. Per questo, il primo emendamento riguarda in particolar modo questa tipologia di approccio, con un percorso ad hoc.
Il secondo, invece, prevede un'implementazione del servizio all'interno dei consultori familiari, con un servizio molto simile a quello che vi ho elencato prima, quindi numero di emergenza, strutture di protezione, sportelli di supporto e gruppi di mutuo aiuto, proprio per implementare il servizio, rispettando il desiderio e la volontà anche dell'Assessore, che in Commissione sanità, nel momento in cui ho posto la questione – visto che lo scorso anno era stata bocciata e visto che è ritornata, purtroppo, d'interesse pubblico a causa di eventi di violenze – diceva che poteva essere più ragionevole se inserito all'interno di una struttura già esistente, come quella dei consultori.
Ho condiviso con l'Assessore una proposta di ordine del giorno, visto che so che ci sarà un parere negativo. Assessore Calzavara, siccome non ho ancora ricevuto risposta sull'ordine del giorno, e mi aveva detto che l'avrebbe letto l'assessore Lanzarin, volevo capire se fosse possibile in questo caso accantonare le proposte, per valutare la presentazione dell'ordine del giorno e quindi il loro ritiro, oppure no, considerato che per l'ordine del giorno in questo caso c'è stata un'apertura di valutazione da parte dell'Assessore competente.

PRESIDENTE

Grazie.
C'è una richiesta di accantonamento.
Mettiamo in votazione l'emendamento n. B0002, col parere contrario da parte del relatore.
La votazione è aperta.
(Votazione elettronica)
Emendamento n. B0003 presentato dalla collega Guarda, articolo X, rubrica Potenziamento dei consultori familiari, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X - Potenziamento dei Consultori familiari.
1. Nell'ambito dei consultori familiari afferenti a ciascuna AULSS sono svolte le funzioni di prevenzione e presa in carico delle vittime di violenza contro le persone Lgbt+, di supporto psicologico e legale a coloro che presentano intersessualità o disturbi della differenziazione sessuale, di affiancamento e supporto durante il percorso di transizione, nonché a tutti i soggetti che sentano l'esigenza di accoglienza, ascolto e supporto in riferimento alle situazioni di disagio vissute.
2. Per le finalità di cui al comma 1 possono essere attivati:
a) un numero di emergenza presidiato da operatori formati e qualificati;
b) una struttura di protezione 24 ore su 24, attraverso la reperibilità di operatori formati per la prima accoglienza e la protezione in casi di emergenza;
c) sportelli di supporto psicologico, legale, di orientamento al lavoro e all'autonomia abitativa;
d) gruppi di mutuo aiuto, gestiti da operatori alla pari;
3. Entro centottanta ·giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale stabilisce, anche avvalendosi del supporto di enti pubblici e privati, di associazioni e organizzazioni operanti nel settore che abbiano maturato esperienze e competenze specifiche, e sentita la competete commissione consiliare, i principi di organizzazione, le modalità attuative e di funzionamento specifiche;
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 200.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglie”, Programma 04 “Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale”, Titolo 1 “Spese correntidel bilancio di previsione 2023-2025”
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglie
Programma 04 Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale
Articolo X – Potenziamento dei Consultori familiari
+ 200.000,00
0,00
0,00
Missione 20 Fondi e accantonamenti
Programma 01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, art. 18
Missione 1 SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE
Programma 01 ORGANI ISTITUZIONALI
Legge regionale 10 gennaio 1984, n. 5 Disciplina dell'attività d'informazione ed editoriale della Giunta regionale
- 100.000,00
- 100.000,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Presidente, mi scusi, per lo stesso motivo chiedevo di accantonarlo, visto che stavo aspettando la possibilità di un confronto con l'assessore Lanzarin sull'ordine del giorno. Se il resto dell'Aula preferisce non rinunciare all'opportunità di votare contro, mi rendo conto che è una decisione politica, sapendo che questa era stata un'operazione che, anche da un punto di vista pubblico, di comunicazione pubblica, l'Assessore aveva identificato come una possibile strategia, cioè quella dell'intervento all'interno dei consultori familiari.
Personalmente non sarei d'accordo nell'andare a bocciare l'emendamento, ma preferirei eventualmente fare una valutazione sull'ordine del giorno. Per questo lo ritiro.

PRESIDENTE

L'emendamento n. B0003 è ritirato.
Emendamento n. B0036 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X - Interventi per la rigenerazione e la riqualificazione dell'area circostante la Stazione di Mestre
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi per interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana dell'area adiacente alla stazione ferroviaria di Venezia-Mestre che prevedano in particolare programmazioni riguardanti i temi dell'inclusione sociale e culturale, della sensibilizzazione sull'uso di sostanze stupefacenti e sulle dipendenze organizzando eventi a ingresso libero e gratuito.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 1.000.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia, Programma 1208 cooperazione e associazionismo.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1208 “cooperazione e associazionismo”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 1.000.000,00
+ 1.000.000,00
+ 1.000.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 1.000.000,00
- 1.000.000,00
- 1.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ho presentato questo emendamento perché credo che il Comune di Venezia non debba e non possa essere lasciato solo nella risoluzione di un grosso, grossissimo problema relativo all'area adiacente alla stazione di Mestre. La stazione di Mestre è sicuramente una delle porte per arrivare a Venezia, e Venezia è una città che ci deve interessare tutti. La questione è molto semplice e molto attuale: la stazione di Mestre è diventata una grande piazza conosciuta per lo più per spaccio, piccola criminalità e altri atti che sicuramente vanno perseguiti.
Quindi l'intenzione è quella di andare a riqualificare e a rigenerare, dal punto di vista urbano, l'area adiacente alla stazione di Venezia Mestre, proprio per attivare dei percorsi che riguardino l'inclusione sociale delle persone che fanno uso di sostanze stupefacenti o comunque che abbiano delle dipendenze in questo senso, e creare dei programmi per la sensibilizzazione sull'uso delle sostanze stesse, con eventi ad ingresso libero e gratuito.
Ribadisco, è una necessità di cui la Regione si deve far carico. Il Comune di Padova lo ha fatto già, con un buon miglioramento dell'area della stazione dei treni a Padova. Ripeto che, secondo il mio modesto parere, il Comune di Venezia può essere lasciato solo in questa battaglia, che è fondamentale e che riguarda anche il nostro lavoro di Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0036, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0018 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X - CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI FINALIZZATI ALLA REALIZZAZIONE E GESTIONE DI UN CONSULTORIO GIOVANILE NEL TERRITORIO DELLA BASSA PADOVANA
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti volti alla realizzazione e gestione di un consultorio giovanile nel territorio della bassa padovana, con priorità per progetti orientati in particolare su temi quali la sessualità, le dipendenze, l'orientamento studentesco e lavorativo.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 300.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 12 diritti sociali, politiche sociali e famiglia Programma 1208 cooperazione e associazionismo.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1208 “cooperazione e associazionismo”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 300.000,00
+ 300.000,00
+ 300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Lo dà per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. B0018, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0016 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X – CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI FINALIZZATI ALL'ORGANIZZAZIONE DI CORSI E TIROCINI GRATUITI OPERATORI SOCIO SANITARI
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti volti all'organizzazione di corsi e tirocini gratuiti per operatori socio sanitari.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 300.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 12 diritti sociali, politiche sociali e famiglia Programma 1208 cooperazione e associazionismo.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1208 “cooperazione e associazionismo”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 300.000,00
+ 300.000,00
+ 300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 300.000,00
- 300.000,00
- 300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie.
Questo è un emendamento che sicuramente attirerà l'attenzione della presidente Brescacin. Si tratta di organizzare dei corsi e dei tirocini gratuiti per gli operatori sociosanitari.
Colgo l'occasione per sottolineare l'emergenza, che tutti conosciamo, per quanto riguarda gli operatori sociosanitari, nonché i medici e gli infermieri. Quindi, questo è un intervento per far sì che magari vi siano più cittadini propensi a questo tipo di corsi, con la speranza che poi riescano a ottenere l'abilitazione a operare nei vari reparti, nelle RSA, eccetera. Quindi, la questione è quella che attiene ai corsi e ai tirocini gratuiti.
Eliminiamo una potenziale barriera a effettuare i corsi da parte di chi non ha i soldi per farli e magari avrebbe intenzione di operare. Vista questa carenza assoluta, credo sia arrivato il momento di provvedere.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0016, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0017 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X – CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI FINALIZZATI ALL'ORGANIZZAZIONE DI CORSI GRATUITI PER DONNE OPERATE AL SENO A SEGUITO DI MALATTIA ONCOLOGICA
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti volti all'organizzazione di corsi gratuiti per donne operate al seno a seguito di malattia oncologica.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 300.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 12 diritti sociali, politiche sociali e famiglia Programma 1208 cooperazione e associazionismo.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1208 “cooperazione e associazionismo”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 300.000,00
+ 300.000,00
+ 300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 300.000,00
- 300.000,00
- 300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Lo dà per letto.
Metto in votazione l'emendamento n. B0017, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0020 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X – Contributo straordinario per il sostegno alle organizzazioni di volontariato che si occupano di autismo e disabilità psichica
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare finanziamenti in favore delle organizzazioni di volontariato che si occupano di autismo e disabilità psichica aventi sede ed operanti nel territorio regionale.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento, dando in ogni caso priorità ai soggetti che si occupano di gestire comunità terapeutico educative per persone con autismo o disabilità psichica, e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 1.000.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia, Programma 1202 interventi per la disabilità.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1208 “cooperazione e associazionismo”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 1.000.000,00
+ 1.000.000,00
+ 1.000.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 1.000.000,00
- 1.000.000,00
- 1.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Lo dà per letto. Prego, collega.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Questo è un emendamento che prende lo spunto dalle difficoltà delle organizzazioni di volontariato che si occupano di autismo e disabilità psichica.
Si chiede 1.000.000 di euro per ciascuno degli anni. Sappiamo che con il Covid, soprattutto, queste associazioni hanno avuto grosse difficoltà, alcune di queste, ad esempio, legate alla cessione del credito per i bonus edilizi per immobili non privati. Mi sono occupata anche di questa situazione che mi è stata sollecitata, sollevata da parte di una fondazione in particolare. Questi soggetti sono stati costretti ad anticipare i costi, a stipulare i famosi mutui ponte. Poi, con la crisi dell'Ucraina, ovviamente, i costi sono raddoppiati o triplicati in alcuni casi. Per cui si chiede un contributo di questo genere a organizzazioni che fanno sicuramente un lavoro di volontariato, un volontariato puro, di grande pregio.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0020, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0019 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X – CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI PER LA COMUNICAZIONE SCOLASTICA E LE PERSONE CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti volti a sviluppare, migliorare e incrementare la comunicazione scolastica per le persone con disturbo dello spettro autistico.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 300.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 12 diritti sociali, politiche sociali e famiglia Programma 1208 cooperazione e associazionismo.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1208 “cooperazione e associazionismo”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 300.000,00
+ 300.000,00
+ 300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 300.000,00
- 3000.000,00
- 300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Questo è sempre relativo alla comunicazione scolastica per persone con disturbi dell'autismo. Si chiedono 300.000 euro per ciascuno degli esercizi. Faccio anche riferimento al fatto che è stato approvato sulla Nota di aggiornamento al DEFR un emendamento a mia prima firma che chiedeva di valorizzare e sviluppare gli Sportelli autismo, che hanno sicuramente un'ampia parte della loro missione nel facilitare la comunicazione a livello scolastico per le persone con disturbi dell'autismo.
Quindi, in questo caso si chiede di dare un aiuto agli Sportelli proprio per facilitare la comunicazione che credo sia fondamentale per arrivare a una presa in carico delle persone affette da autismo.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0019, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Vi è stato consegnato l'emendamento n. 126 dell'assessore Calzavara. Do cinque minuti per eventuali subemendamenti.
Emendamento n. B0015 presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X – SOSTEGNO A PROGETTI RELATIVI AD IMMOBILI DA DESTINARE A MALATI EMATOLOGICI NEL TERRITORIO DI COMPETENZA DELL'ULSS3 SERENISSIMA
1. La Giunta regionale, al fine di agevolare i malati ematologici, nonché i loro assistenti, nel percorso diagnostico e terapeutico, è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti volti all'acquisizione e/o alla gestione di immobili, all'interno del territorio di competenza della ULSS 3 Serenissima, da adibire ad uso foresteria a prezzi calmierati per i predetti.
2, La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 300.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 12 Diritti Sociali, Politiche Sociali e Famiglia, Programma 1202 interventi per la disabilità.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1202 “interventi per la disabilità”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 300.000,00
+ 300.000,00
+ 300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 300.000,00
- 300.000,00
- 300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Cambio leggermente argomento. Anche questa è una necessità che hanno sollevato alcune associazioni, in particolare quelle dei malati ematologici. Si chiede, in questo caso, di acquisire o gestire degli immobili, quindi erogare contributi a sostegno di progetti volti a questo fine, all'interno del territorio di competenza della ULSS n. 3, da adibire a foresteria a prezzi calmierati, per gli ospiti e per le famiglie dei malati ematologici.
Succede spesso, infatti, che chi deve andare in un centro diagnostico vi si debba recare, chiaramente, a spese proprie, ma succede anche che si debba recare e rimanere lì per diversi giorni consecutivi. Quindi, questa era un'idea per dare la possibilità a chi segue il malato o al malato stesso di rimanere in zona, al centro, senza dover per forza affittare o prendere una camera come quelle degli alberghi o altro. Quindi, si tratta di cercare di facilitare la permanenza del malato vicino alla struttura. Soprattutto per chi viene da lontano, questo può avere un costo molto elevato.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0015, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0021, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X – Contributo straordinario per azioni a sostegno dell'attività del centro regionale di riferimento per l'Invecchiamento cerebrale (CRIC)
1. La Giunta regionale è autorizzata a stanziare all'Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova un contributo straordinario di euro 200.000,00 per il funzionamento del Centro Regionale per lo studio e la cura dell'Invecchiamento Cerebrale (CRIC).
2. La Giunta regionale individua e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 200.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13 Tutela della Salute, Programma 1307 ulteriori spese in materia sanitaria.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”
Programma 1202 “interventi per la disabilità”
Nuovo articolo pdl 154 – “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 200.000,00
+ 200.000,00
+ 200.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 200.000,00
- 200.000,00
- 200.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Ricordo che l'anno scorso era stato approvato un impegno in questo senso, mi pare per 50.000 euro, se non ricordo male, per il funzionamento del Centro regionale per lo studio e la cura dell'invecchiamento cerebrale.
Qui se ne chiedono 200.000. Anche qui, ovviamente, siamo aperti ad ogni tipo di soluzione e variazione relativa alla somma, però credo sia assolutamente un impegno che come Regione possiamo prendere, dato che questo Centro, che come acronimo si scrive CRIC, compie un lavoro straordinario anche per la ricerca ai fini di prevenire l'invecchiamento cerebrale, quindi malattie come Alzheimer, eccetera.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0021, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. B0078 presentato dalla consigliera Bigon è ritirato.
A questo punto abbiamo finito il secondo volume degli emendamenti.
C'è l'emendamento n. 126, che verrà esaminato dalla Commissione, e poi gli altri due volumi di emendamenti.
L'Ufficio di Presidenza della Prima Commissione si ritrova subito in Sala Legni per l'esame degli emendamenti.
Sospendiamo il Consiglio fino alle ore 20.30. Raccomando a tutti la puntualità.
La Seduta è sospesa alle ore 19.13
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta riprende alle ore 20.43

PRESIDENTE

Colleghi, riprendiamo la seduta.
Partiamo con il volume 3, Energia. L'Assessore di competenza c'è.
Emendamento n. B0025, pagina 190, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023' è aggiunto il seguente articolo:
Art. x - Grandi derivazioni d'acqua ad uso idroelettrico, aliquota riservata al. finanziamento di piani di gestione distrettuali, o comunque piani di tutela, finalizzati alla tutela e al ripristino ambientale dei corpi idrici interessati dalla derivazione.
1. Una quota pari al dieci per cento delle maggiori entrate, previste dall'articolo 15 della legge regionale 4 novembre 2022, n. 24 DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE CONCESSIONI DI GRANDI DERIVAZIONI D'ACQUA AD USO IDROELETTRICO IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 12 DEL DECRETO LEGISLATIVO 16 MARZO 1999, N. 79 “ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 96/92/CE RECANTE NORME COMUNI PER IL MERCATO INTERNO DELL'ENERGIA ELETTRICA”, e quantificate dal predetto articolo in euro 700.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023 e 2024 è riservata al finanziamento di piani di gestione distrettuali, o comunque piani di tutela, finalizzati alla tutela e al ripristino ambientale dei corpi idrici interessati dalla derivazione.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati nel 10% delle maggiori entrate di cui all'art. 15 L.R. 24/2000 per ognuno degli esercizi 2023 e 2024, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, Programma 0909 politica regionale unitaria per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e dell'ambiente.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M09 “sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”
P0909 “politica regionale unitaria per lo sviluppo sostenibile e la concessori LR canoni concessori tutela del territorio e dell'ambiente”
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 10% valore canoni concessori LR 24/2022
+ 10% valore canoni concessori LR 24/2022
________
M20 Fondi e accantonamenti
P03 “altri fondi”
L.R.39/2001
- 10% valore canoni concessori LR 24/2022
- 10% valore canoni concessori LR 24/2022
________
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento al Collegato che ho presentato si rifà ad una legge che abbiamo votato poche settimane fa per quanto riguarda le grandi derivazioni d'acqua ad uso idroelettrico. Qui si chiede, tra l'altro come già previsto all'interno di questa legge, di riservare una aliquota, una certa percentuale di finanziamento, ai Piani di gestione distrettuali o comunque ai Piani di tutela finalizzati alla tutela e al ripristino ambientale dei corpi idrici interessati dalla derivazione. Gli oneri erano stati quantificati nella misura del 10% delle maggiori entrate di questa legge votata poco tempo fa.
Si chiede di mettere nero su bianco questo impegno. Credo sia stata una previsione importante quella di inserire la tutela dei corsi idrici interessati dalla derivazione.

PRESIDENTE

Bene.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0025. Relatore contrario.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0048, pagina 192, presentato dal consigliere Lorenzoni, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Finanziamento di un progetto di ricerca sui sistemi agrivoltaici
1. Al fine di dimostrare scientificamente come far convivere la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici e la produzione agricola e zootecnica, la Giunta regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di euro 200.000,00 all'Agenzia veneta per l'innovazione (Veneto Agricoltura), di cui alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37 “Istituzione dell'agenzia veneta per l'innovazione nel settore primario”.
2. Per le finalità di cui al comma 1 l'Agenzia veneta per l'innovazione (Veneto Agricoltura) dovrà avvalersi della collaborazione delle Università del Veneto.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 100.000,00 per l'esercizio 2023 e euro 50.000,00 per ciascuno degli esercizi 2024 e 2025 si fa fronte con le risorse allocate nelle Missione 17 “Energia e diversificazione delle fonti energetiche” Programma 01 “Fonti energetiche” Titolo l “Spesa corrente” del Bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M17 “Energia”
Programma 01 “Fonti energetiche”
TITOLO I SPESA CORRENTE
Nuovo articolo pdl154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022”
+ 100.000,00
+ 100.000,00
+ 50.000,00
+ 50.000,00
+ 50.000,00
+ 50.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
- 100.000,00
- 100.000,00
- 50.000,00
-50.000,00
- 50.000,00
-50.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Prego, collega Lorenzoni.

Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)

Grazie, Presidente.
Come avete visto, non ho fatto molti emendamenti, ne ho presentati solo tre complessivamente, due oggi e uno domani, perché l'obiettivo era quello di fare delle cose costruttive e mirate.

PRESIDENTE

Per favore, lasciate parlare il collega.

Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)

Se chiediamo complessivamente 50 milioni, bisogna scegliere. Qui non c'era da scegliere perché era molto chirurgica l'azione; azione chirurgica su delle cose a effetto sicuro, diciamo così.
Si propone di finanziare una sperimentazione sulle colture agronomiche che possono essere compatibili con l'agrivoltaico. C'è grandissimo interesse, da questo punto di vista, dal mondo agricolo, dal mondo di chi vuole produrre l'energia e sta partendo una sperimentazione in Veneto Agricoltura con la realizzazione sulle aziende agricole di Veneto Agricoltura per sperimentare quali siano le colture più adeguate.
L'obiettivo era quello di sostenere l'attività di Veneto Agricoltura potendo coinvolgere degli enti di ricerca per riuscire a fare questa sperimentazione e mettere a disposizione queste informazioni a tutto il mondo agricolo della Regione.
Ovviamente, la sperimentazione fatta in altre Regioni è difficilmente esportabile nella nostra realtà e quindi è importantissimo avere un'esperienza da questo punto di vista perché io credo che nei prossimi anni questo tipo di realizzazione sarà protagonista degli investimenti energetici nella nostra Regione e nel nostro Paese.
So che è negativo il punto di vista del relatore. Me ne dispiaccio io, penso se ne dispiaccia anche Veneto Agricoltura che sta mettendo tante risorse su questo tipo di progettazione.
Mi auguro, però, che questa sollecitazione venga recepita e l'Amministrazione regionale possa comunque sostenere questo tipo di sperimentazione perché ritengo che ce ne sia estremo bisogno. Non possiamo delegare ad altri perché lo dobbiamo fare in casa. Non possiamo prendere l'esperienza che si sta facendo in altre Regioni per capire quali siano le colture più adeguate da coltivare in presenza dei pannelli fotovoltaici.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0048. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È stato depositato e consegnato l'emendamento n. B0127 della Giunta regionale. Dieci minuti per eventuali subemendamenti.
L'emendamento n. B0115, di pagina 194, presentato dalla consigliera Zottis, è ritirato.
Passiamo all'assistenza sanitaria ospedaliera. L'assessora Lanzarin dovrebbe essere collegata.
L'emendamento n. B0113, di pagina 197, della collega Zottis, è precluso.
Emendamento n. B0001, pagina 199, presentato dai consiglieri Guarda, Favero, Boron, Bet, Bozza, Zecchinato, Cestari, Andreoli, Cecchetto, Sponda, Scatto, Piccinini, Rigo, Rizzotto, Ciambetti, Villanova, Pan, Brescacin, Zottis, Camani, Baldin, Ostanel, Zanoni Bigon, Possamai, Lorenzoni, Montanariello, Maino, Cestaro, Soranzo, Formaggio, Razzolini, Giacomin, Sandonà, Bisaglia, Cavinato, Barbisan, Dolfin, Centenaro, Gerolimetto, articolo X, rubrica Progetto pilota regionale in materia di cefalea primaria cronica, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Progetto pilota regionale in materia di cefalea primaria cronica.
1. La Giunta regionale è autorizzata ad attivare un progetto pilota finalizzato alla creazione di una rete territoriale di intervento per la presa in carico delle persone affette da cefalea nelle forme di cui all'articolo 1, comma 1, Legge 14 luglio 2020, n. 81 “Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale”.
2. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, definisce il contenuto del progetto pilota di cui al comma 1, inserendo comunque la previsione di attività formative di specie a favore di pediatri, medici di medicina generale, medici di pronto soccorso e farmacisti, e valorizzando il ruolo dei gruppi di mutuo-aiuto.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 50.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13, Programma 1302, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 13
Programma 1302
Articolo x - Progetto pilota regionale in materia di cefalea primaria cronica.
+ 50.000,00
0,00
0,00
Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
-50.000,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Guarda, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Questo, come ho spiegato prima, è un emendamento a cui in questo bilancio penso di aver dedicato una grande energia, specialmente perché viene da più di un anno di lavoro e di confronto con un gruppo di mutuo aiuto e alcuni neurologi del Veneto, e non soltanto, ed è dedicato proprio ai malati di cefalea cronica primaria.
Volevo ancora una volta ringraziarvi per la vicinanza dimostrata a questo tema, per la condivisione tra tutti i Gruppi rappresentati all'interno di questo Consiglio regionale. Volevo ricordare che questo tipo di intervento potrà realmente andare ad aiutare non soltanto i malati, ma anche il sistema sanitario regionale, per ridurre il carico e la pressione di richieste sui Centri cefalee, andando a prevenire l'aggravarsi e quindi l'utilizzo del Centro cefalee e dei servizi dati dalla Regione del Veneto.
Grazie ancora. Ringrazio per l'ennesima volta anche l'Alleanza Cefalalgici, che vi ha scritto nelle scorse settimane, se ricordate, perché ha voluto condividere anche con i Consiglieri la problematica di un malato di cefalea cronica primaria in Veneto che non riesce a ricevere l'ossigeno necessario per le proprie cure. È un tema che dobbiamo richiamare, perché riguarda un caso, ma chissà quanti non riescono ad avere lo stesso tipo di aiuto. Lo ha fatto proprio per sollecitarci ad un intervento che vada ad agire a livello regionale, ma anche a livello nazionale.
Oggi noi facciamo un passo molto importante, per cui vi ringrazio ancora. Adesso la battaglia si apre non soltanto nell'applicazione pratica di questo emendamento, ma anche per quanto riguarda l'operazione nazionale per l'attuazione della legge che riconosce l'invalidità delle persone con questa patologia cronica invisibile.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0001. Parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione. (N.d.r.)
Il Consiglio approva. (N.d.r.)
Emendamento n. B0007, pagina 203, presentato dalla consigliera Guarda, articolo X, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X - Interventi funzionali alla riduzione a regime della polifarmacoterapia: Autorizzazione all'attivazione di un progetto pilota finalizzato alla deprescrizione e riconciliazione terapeutica.
1. A sostegno delle funzioni di vigilanza pro attiva sulle interazioni farmacologiche potenzialmente lesive, la Giunta regionale è autorizzata ad attivare un progetto pilota, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale, funzionale ali 'attivazione di procedure e interventi di deprescrizione e riconciliazione terapeutica con la finalità di riconsiderare e monitorare le terapie alla luce delle reali necessità cliniche, per migliorare l'aderenza terapeutica e prevenire l 'interazione fra diversi medicamenti.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 50.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13 “Tutela della salute “, Programma 07 “Ulteriori spese in materia sanitaria”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025”.
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
Missione 13
Programma 13.08
Art. X- Interventi funzionali alla riduzione a regime della polifarmacoterapia: Autorizzazione all'attivazione di un progetto pilota finalizzato alla deprescrizione e riconciliazione terapeutica
+ 50.000,00


Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
-50.000,00






Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0007. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0047, pagina 206, presentato dal consigliere Lorenzoni, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributi regionali per l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico adibito a strutture ospedaliere del Veneto
1. La Giunta regionale è autorizzata a costituire un apposito fondo da destinare alle Aziende ULSS e Aziende ospedaliere al fine di aumentare l'efficientamento energetico o sviluppare l'autoproduzione di energia elettrica del patrimonio edilizio di proprietà pubblica ed adibito a strutture ospedaliere.
2. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, definisce entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i criteri e le modalità per l'assegnazione delle risorse del fondo di cui al comma 1, tenendo comunque conto che gli interventi devono garantire un miglioramento nel parametro di efficienza energetica dell'edificio di almeno 2 classi energetiche.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 40.000.000,00 di euro per l'esercizio 2024 e 45.000.000,00 di euro per l'esercizio 2025 si fa fronte con le risorse allocate nelle Missione 13 “Tutela della Salute” Programma 05 “Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari” Titolo 2 “Spese in conto capitale” del Bilancio di previsione 2023-2025 diminuendo contestualmente per un ammontare di pari importo lo stanziamento iscritto a valere per gli interventi di cui all' articolo 2 della legge regionale n. 44 del 2019.
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M13 “TUTELA DELLA SALUTE”
P05 “SERVIZIO SANITARIO REGIONALE - INVESTIMENTI SANITARI”
TITOLO I SPESA CORRENTE
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022”
0,00
0,00
+ 40.000.000,00
+ 40.000.000,00
+ 45.000.000,00
+ 45.000.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 art. 18
0,00
0,00
- 40.000.000,00
- 40.000.000,00
- 45.000.000,00
- 45.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega.

Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)

Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento che avevo presentato lo scorso anno. L'assessore Calzavara ‒ mi dispiace non ci sia ‒ aveva detto: “È interessante, ma ci vuole un attimo di tempo per pensarci”. È passato un anno. Forse non ci ha pensato abbastanza, non ci ha dedicato l'attenzione che, secondo me, meritava.
Torno sul tema dell'utilizzo dei fondi a leva, che secondo me è importantissimo. Si propone di aiutare le strutture sanitarie a liberare spesa sanitaria. Oggi, con i prezzi che ci sono, in questo momento, gli ospedali ‒ non conosco i contratti ‒ se comprano l'energia dalla rete la pagano 55 centesimi di euro. Con un impianto fotovoltaico riescono ad alimentare le strutture, per quanto riguarda la quantità di energia prodotta dall'impianto, ad un costo che può andare dai 10 ai 12 centesimi, cioè un quinto.
Il tempo di ritorno dell'investimento è veramente rapidissimo. Fare debito per questo tipo di investimento ha un ritorno sicuro. Ahimè, sarebbe bello che gli ospedali non consumassero più, che non ne avessimo bisogno, ma penso che ne avremo sempre bisogno. È un modo di utilizzare le risorse, non per pagare delle spese correnti, ma per liberare capacità di spesa nelle strutture sanitarie.
Proponevo, visto che c'era un'autorizzazione a contrarre un debito di 85 milioni, che non verrà utilizzato per la finalità inizialmente prevista, di utilizzarlo perché vengano realizzati questi impianti e si possa liberare spesa.
Con 85 milioni si possono fare 85 megawatt, che sono una potenza rilevante. Non so se riescono a coprire l'intero fabbisogno degli ospedali del Veneto, però una quota importante. Capite che se gli ospedali non devono pagare quei prezzi folli che stanno pagando oggi e hanno la possibilità di alimentarsi in buona parte con questo tipo di fonte ad un costo fisso e conosciuto per vent'anni, è un aiuto che possiamo dare. Mettere a disposizione queste somme alla loro spesa sarebbe molto significativo.
Mi ha colpito una cosa: gli ospedali non hanno la voce “energia” nel bilancio. È in “altro”. È significativo. Un Direttore generale che riesce a dimezzare i costi per l'energia, non riceverà mai un premio, perché è nella voce “altro”. Se lui riesce a contrarre la spesa per i farmaci, avrà un premio; se riesce a gestire bene, giustamente, ci sono degli stimoli, ma non c'è nell'energia. Questo, secondo me, è un limite organizzativo del nostro sistema, ma questo è secondario.
Con questo emendamento, si proponeva di impegnare temporaneamente, perché in tre anni si riesce a restituire il debito, forse qualcosa di più se i prezzi scenderanno, lo auspichiamo, ma non lo sappiamo oggi, e quindi era un modo io credo intelligente per utilizzare quella capacità di indebitamento che la Regione aveva acquisito.
So che il parere è ancora negativo. Mi auguro che la Giunta ci rifletta. Lo ripresenterò l'anno prossimo. Speriamo che prima o poi sia data questa opportunità alle nostre aziende sanitarie, perché il momento è ora. Non possiamo dire che lo faremo in futuro. Ogni anno che passa è un onere più grande che si accumula sui conti di tutte le Amministrazioni, ma ho pensato in particolare alle Amministrazioni sanitarie, che sono quelle più delicate, e quindi credo che dare delle risposte tempestive sia assolutamente urgente.
Rimetto l'idea, la proposta sul tavolo. Ragioniamo se ci sono altri modi per riuscire a portare avanti questa iniziativa, perché credo che faccia solo il bene dei cittadini del Veneto.
Ripeto, è una possibilità potente che abbiamo in questo momento per le particolari condizioni dei costi dell'energia, dei costi contenuti per gli investimenti e della normativa che sta facilitando questo tipo di realizzazioni, aiutando a valorizzare al meglio le produzioni grazie anche a tutta la normativa sulle comunità energetiche che, anche a livello regionale, abbiamo cercato di sostenere.
Sollecito l'assessore Calzavara a fare tesoro di questa opportunità. Non passerà adesso, perché ho capito che è negativa la valutazione del relatore, però ragioniamoci perché, secondo me, è un'opportunità per usare bene a leva le risorse che abbiamo anche a debito, perché c'è la garanzia di rientro nell'arco di tempi molto contenuti.
Vedo che il profilo di rischio è veramente molto, molto basso, e penso che liberare capacità di spesa sanitaria sia una cosa che faccia bene a tutti.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0047, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0080, presentato dai consiglieri Bigon, Possamai Giacomo, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Realizzazione e adeguamento di strutture ospedaliere
destinate alle persone giovani con disabilità mentale
1. La Giunta regionale è autorizzata a finanziare la realizzazione o l'adeguamento di strutture ospedaliere da destinare alle persone giovani con disabilità mentale.
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in 4.000.000.00 di euro per l'esercizio2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13 “Sanità e salute” Programma 1305 Servizio sanitario regionale - Investimenti sanitari, Titolo II Spese in conto capitale del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
MISSIONE 13 - TUTELA DELLA SALUTE - PROGRAMMA 1305 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE - INVESTIMENTI SANITARI

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”



+ 4.000.000,00




+ 4.000.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.r. n. 39/2001


- 4.000.000,00

- 4.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Bigon, Prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento è stato fatto per cercare di adeguare le strutture ospedaliere e destinarle alle persone giovani con disabilità mentale. Da tempo io sto urlando questa situazione in Veneto, dove i ragazzi vengono ricoverati nelle strutture ospedaliere per adulti, sacrificando quella che può essere anche la loro riabilitazione, perché sappiamo perfettamente che, a seguito di questi ricoveri, spesso viene ad aggravarsi la loro situazione. Per cui, chiediamo proprio l'adeguamento da parte della Regione.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Metto in votazione l'emendamento n. B0080, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. B0077 è precluso dalla votazione precedente.
Emendamento n. B0081, presentato dai consiglieri Bigon, Possamai Giacomo, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Vaccinazioni gratuite per l'estensione della copertura vaccinale
1. Al fine di estendere la copertura vaccinale, anche attraverso l'adesione volontaria e consapevole, per raggiungere e mantenere l'immunità di comunità/gregge, la Regione garantisce la vaccinazione gratuita a tutte le persone residenti o domiciliate in Veneto che ne facciano richiesta.
2. Le vaccinazioni per cui è prevista la gratuità a domanda sono quelle indicate nel calendario vaccinale regionale, compresa la vaccinazione anti-influenzale stagionale, e la vaccinazione anti-Covid, a prescindere dalle fasce d'età indicate.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 2.000.000,00 euro per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13, “Tutela della Salute”, Programma 1301 “Servizio Sanitario regionale - Finanziamento ordinario corrente per le garanzie dei LEA”, Titolo I Spesa corrente del bilancio di previsione 2022-2024.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M13 - Tutela della Salute
P1301 Servizio sanitario regionale
Finanziamento ordinario corrente per le garanzie dei LEA

Titolo I Spese in conto capitale

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”

+ 2.000.000,00





+ 2.000.000,00

+ 2.000.000,00





+ 2.000.000,00

+ 2.000.000,00





+ 2.000.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.r. n. 39/2001
- 2.000.000,00


- 2.000.000,00
- 2.000.000,00


- 2.000.000,00
- 2.000.000,00


- 2.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Bigon, prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Premetto che ritengo veramente sprezzante il fatto di rigettare un emendamento che chiede di intervenire sui reparti per i ragazzi. Veramente lo trovo disgustoso anche sotto l'aspetto politico, perché credo che ogni politico debba fare il massimo per tutelare la salute, ma anche la dignità, perché si parla anche di dignità all'interno di certi reparti.
Al di là di questo, per quanto riguarda le vaccinazioni, noi sappiamo quanto sono importanti le vaccinazioni e dobbiamo metterle gratuite. Guardate che una vaccinazione costa anche 80 euro, un costo ovviamente gravoso per la tasca di molti cittadini, per cui chiediamo che l'estensione della copertura vaccinale sia obbligatoria, quantomeno, e a carico della Regione, in modo tale che la gratuità sia a favore di tante persone, dimodoché venga ampliata l'immunità di gregge.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Metto in votazione l'emendamento n. B0081, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0082, presentato dai consiglieri Bigon, Possamai Giacomo, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Vaccinazione del personale che lavora presso asili, scuole,
strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali
1. Al fine di tutelare maggiormente la salute di bambini, anziani e soggetti più esposti a rischi sotto il profilo immunitario, la Giunta regionale promuove il più ampio ricorso alle vaccinazioni da parte del personale che lavora, a qualsiasi titolo, presso asili e scuole pubbliche e private, strutture sanitarie, socio-sanitarie. e sociali. A tale scopo la Giunta:
- individua tra i criteri prioritari, nell'ambito degli obiettivi da inserire nel piano della performance delle Aziende ULSS, l'adesione del personale in servizio al calendario vaccinale regionale;
- inserisce il tasso di copertura vaccinale del personale in servizio tra i parametri per la concessione di contributi regionali ad asili, scuole, strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 400.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13, “Tutela della Salute”, Programma 1301 “Servizio Sanitario regionale- finanziamento ordinario corrente per le garanzie dei LEA”, Titolo I Spese in conto corrente del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M13 - TUTELA DELLA SALUTE
P1301 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE - FINANZIAMENTO ORDINARIO CORRENTE PER LE GARANZIE DEI LEA

Titolo I Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”

+ 400.000,00





+ 400.000,00

+ 400.000,00





+ 400.000,00

+ 400.000,00





+ 400.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.r. n. 39/2001
- 400.000,00


- 400.000,00
- 400.000,00


- 400.000,00
- 400.000,00


- 400.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Bigon, prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Anche qua si parla di vaccini. Con questo emendamento chiediamo che venga estesa a chi lavora negli asili, nelle scuole e nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali la vaccinazione obbligatoria.
Sappiamo e abbiamo visto cosa è successo con il Covid, sappiamo che all'interno degli ospedali l'obbligatorietà della vaccinazione è fondamentale, perché trasmette comunque malattie la mancata vaccinazione. Per cui, con questo emendamento chiediamo che la Regione si faccia parte attiva affinché nelle strutture sanitarie e scolastiche non ci sia la trasmissione di certi virus e, quindi, l'obbligatorietà della vaccinazione.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Metto in votazione l'emendamento n. B0082, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0090, presentato dal consigliere Montanariello, aggiuntivo, che prevede:

Art XX
Contributo per l'attivazione dell'Hospice di Chioggia
1. Al fine di dare attuazione a quanto previsto dalla pianificazione socio sanitaria di cui alle schede di dotazione delle strutture sanitarie di cure intermedie dell'Azienda Ulss 3 Serenissima, giusta DGR n. 110712020, specificamente alla previsione dell'Hospice di Chioggia con dotazione di 5 posti letto, la Giunta regionale è autorizzata ad attribuire alla medesima Azienda Ulss un contributo straordinario per provvedere all'attivazione dell'Hospice”.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in €. 500.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13, “Tutela della Salute”, Programma 1305 “Servizio Sanitario regionale - investimenti sanitari”, Titolo II “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M13 “Tutela della Salute”
Programma 1305 “Servizio Sanitario Regionale - Investimenti sanitari”

Titolo II “Spese in conto capitale”

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”


+ 500.000,00




+ 500.000,00


MISSIONE 20 “Fondi e accantonamenti”
Programma 01 “Fondo di riserva”

(L.R. 39/2001, articolo 18)

- 500.000,00


- 500.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Si chiede un contributo per l'attivazione dell'Hospice di Chioggia: “Al fine di dare attuazione a quanto previsto dalla pianificazione socio sanitaria di cui alle schede di dotazione delle strutture sanitarie di cure intermedie dell'Azienda Ulss 3 Serenissima, giusta DGR n. 110712020, specificamente alla previsione dell'Hospice di Chioggia con dotazione di 5 posti letto, la Giunta regionale è autorizzata ad attribuire alla medesima Azienda Ulss un contributo straordinario per provvedere all'attivazione dell'Hospice”. A seguire sono elencate le motivazioni per cui è importante costruire questo tipo di struttura.
Io su questo, Presidente, vorrei fare due appunti. Il primo è quello che già più di un anno e mezzo fa, in risposta a una interrogazione – c'è il video, che ho pubblicato sul web –, l'assessore Lanzarin aveva personalmente garantito che entro un anno sarebbero cominciati i lavori. Ne sono passati due e non è iniziato nulla.
Altra nota dolente. Visto che ci vantiamo tanto della sanità che funziona, dovremmo dire le cose come stanno. Quando noi abbiamo fatto il Piano socio-sanitario abbiamo detto – ed è una scelta che può essere condivisibile – che c'è un taglio di posti letto per gli acuti, perché hanno un costo da ricoverati gli acuti, che è diverso da chi deve avere una riabilitazione nelle strutture intermedie, e che, quindi, era giusto, a fronte di creazione di strutture intermedie, come hospice o ospedali di comunità, fare un taglio di posti per gli acuti. A Chioggia è stato fatto il taglio di posti per gli acuti, sono stati fatti importanti tagli nei posti letto, però mancano sia l'hospice che l'ospedale di comunità indipendente e autonomo, che non sia ricavato all'interno di un piano che non serviva ad altro, dove abbiamo messo quattro letti. Dell'hospice non c'è traccia.
Presidente, gli altri anni abbiamo avuto pazienza, però – mi creda – di fronte alla promessa fatta dall'Assessore che entro fine anno sarebbe partito e sono passati due anni, noi riproponiamo lo stesso emendamento da due anni per tracciare un punto nave e mi sembra di vedere che, anche sotto questi aspetti sanitari, siete molto, molto, molto, molto, molto, molto distratti quando si parla di Chioggia. Quando si parla di Chioggia, siete distratti con i treni, siete distratti con le corriere, siete distratti con la sanità.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Metto in votazione l'emendamento n. B0090, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. B0114 è precluso per mancanza di copertura.
Emendamento n. B0034, presentato dalla consigliera Baldin, articolo X, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - AZIONI PER L'INCREMENTO DELLA DOTAZIONE ORGANICA DEGLI SPISAL
1. In coerenza con le linee strategiche del Piano strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori 2021- 2023, Azienda Zero è autorizzata ad espletare le procedure concorsuali e alla formazione di una graduatoria unica regionale per l'assunzione di personale da assumere a tempo indeterminato ad incremento della dotazione organica dei Servizi SPISAL presso ciascuna ULSS.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 2.500.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13 “Tutela della salute”, Programma 1301 “Servizio sanitario regionale - Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA”, Titolo 1 “Spese correnti”, del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M13 - “Tutela della Salute”

Programma 1301 “Servizio sanitario regionale - Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA

Art. X - AZIONI PER L'INCREMENTO DELLA DOTAZIONE ORGANICA DEGLI SPISAL




+ 2.500.000,00




+ 2.500.000,00




+ 2.500.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001, art. 18


+ 2.500.000,00


+ 2.500.000,00


+ 2.500.000,00




Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questo è uno dei temi più importanti e dirompenti della manovra, perché si chiede di incrementare la dotazione organica degli SPISAL. Noi abbiamo inserito una cifra che può essere utile a fare anche delle riflessioni in merito a una diversa modulazione. Quindi, chiederei l'interessamento da parte della Giunta su questi particolari aspetti della sicurezza del lavoro. Era già un impegno che si era assunto il presidente Zaia, che, ogni volta che ne parla, ha modo di tornare su questo tema. Credo sia arrivato il momento di inserire a bilancio delle somme che possano essere utili ed effettivamente impiegate per aumentare il numero degli organici degli SPISAL per effettuare i controlli e, quindi, aumentare la prevenzione sui luoghi di lavoro.
Non sto qui a ricordare che la Regione del Veneto è maglia nera, dopo la Regione Lombardia, per numero di infortuni sul lavoro e ha una media di infortuni mortali sul lavoro che è superiore alla media nazionale. Anche questo è un tema su cui ci dobbiamo interrogare e fare tutto il possibile affinché non si ripetano questi episodi, che sono drammatici e tragici sia per le persone a cui tocca questo infortunio, sia per le famiglie che devono stare vicine al familiare.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0034, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
“Formazione Professionale”, pagina 223.
Emendamento n. B0066, presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Contributi per l'innovazione tecnologica e l'ammodernamento dei laboratori
delle Scuole di Formazione Professionale
1. La Regione del Veneto eroga contributi per l'innovazione tecnologica e l'ammodernamento dei laboratori delle Scuole di Formazione Professionale.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, determina le modalità e i termini per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in 3.000.000.00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 15 “Politiche per il lavoro e la formazione professionale”, Programma 1502 “Formazione professionale”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M15 POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
P1502 FORMAZIONE PROFESSIONALE

Titolo I Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla Legge di Stabilità regionale 2023”


+ 3.000.000,00




+ 3.000.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.r. n. 39/2001 art. 18
- 3.000.000,00


- 3.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0066, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0072, presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Fondo regionale straordinario per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare un contributo straordinario all'Ente Veneto Lavoro per la costituzione di un fondo destinato a sostenere progetti innovativi territoriali di servizio all'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, con il coinvolgimento attivo delle parti sociali e della rete dei soggetti privati accreditati alla formazione e al lavoro.
2. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, determina i criteri per il finanziamento dei progetti di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo quantificati in euro 5.000.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 15 “Politiche per il lavoro e la formazione professionale”, Programma 03 “Sostegno all'occupazione”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M15 “POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE”
P03 “SOSTEGNO ALL'OCCUPAZIONE”

Titolo I Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”






+ 5.000.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. n. 39/2001

M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
P0502 ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
L.R. n. 07/2016 - art. 18 “Programma regionale per la promozione dei grandi eventi”



- 4.000.000,00







- 1.000.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Prego, collega Possamai.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
È un emendamento per istituire un fondo regionale straordinario per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Noi sappiamo che sui temi delle politiche del lavoro siamo sicuramente una Regione che fa tanto, ma sul tema delle persone con disabilità c'è spazio per lavorare di più sul fronte dell'inserimento. Questa è una segnalazione arrivata sia dal mondo del lavoro sia dalle associazioni del mondo della disabilità. Quindi, l'idea, di fatto, è creare progetti innovativi che possano portare, tramite Veneto Lavoro chiaramente, ad un coinvolgimento delle parti sociali e della rete dei soggetti privati accreditati, per fare in modo di costruire le condizioni di accesso per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Ci sembra un provvedimento di senso, importante, già abbiamo avuto occasione di discuterne in Commissione, quindi l'abbiamo presentato con questo emendamento.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Metto in votazione l'emendamento n. B0072, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
“Istruzione e diritto allo studio”, pagina 228.
Emendamento n. B0012, presentato dalla consigliera Guarda, articolo X, progetto pilota per il sostegno dell'informatica verde nelle scuole, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X - Progetto pilota per il sostegno dell'informatica verde nelle scuole.
1. Anche al fine di sostenere il sistema educativo della Regione del Veneto di cui alla legge regionale 31 marzo 2017, n. 8 nell'attivazione di percorsi di conversione all'informatica verde delle tecnologie, la Giunta regionale è autorizzata, in via sperimentale, all'erogazione di contributi per il sostegno di progetti finalizzati al risparmio energetico, acquisizione e riuso dei dispositivi digitali e all'utilizzo di sistemi operativi e software open-source, in coerenza con quanto disposto dagli articoli 68 e 69 del D.Lgs. 07/03/2005, n. 82 (Codice dell'amministrazione digitale).
2. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, definisce le modalità di accesso, gestione e revoca dei contributi a sostegno delle progettualità di cui al comma 1, e comunque nel rispetto dei seguenti criteri:
a) attribuzione di punteggio di priorità ai progetti di conversione che contemplino anche un percorso di formazione tecnico-pratica;
b) garantire il coinvolgimento dell'Ufficio scolastico regionale nella definizione degli obiettivi per il cui raggiungimento, in coerenza con quanto stabilito al comma 1, è apprestato il contributo regionale;
c) inserimento di previsione di revoca nel caso di omessa o ritardata trasmissione di rapporto periodico dettagliato, da trasmettere anche all'Ufficio Scolastico Regionale, contente lo stato di avanzamento del progetto ammesso a contributo.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 100.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 01, Programma 0108, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
Missione 01
Programma 0108
Articolo X - Incentivi per il sostegno della informatica verde nelle scuole

+ 100.000,00

0,00

0,00
Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , ART. 18
- 100.000,00
0,00
0,00




Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0012, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0070, presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Contributi regionali alle Aziende Regionali per il Diritto allo Studio Universitario del Veneto
per la manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare
adibito a residenze per gli studenti
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi alle Aziende Regionali per il Diritto allo studio del Veneto per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione anche energetica del patrimonio immobiliare di proprietà o in gestione e adibito a residenze per gli studenti.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, determina le modalità, i termini e le priorità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo quantificati in 10.000.000,00 di euro per ciascun esercizio 2023, 2024 e 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 04 “Istruzione e diritto allo studio”, Programma 0404 “Istruzione Universitaria”, Titolo II “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M50 Debito pubblico

P01-P02 Rata ammortamento mutuo (interessi + capitale)

M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva

(L.R. 39/2001, articolo 18)


+ 450.000,00


- 450.000,00


+ 900.000,00


- 900.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Metto in votazione l'emendamento n. B0070, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0035, presentato dalla consigliera Baldin, articolo X, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - AZIONI PER L'INCREMENTO DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO ABITATIVO UNIVERSITARIO
1. In considerazione della grave emergenza abitativa che si è venuta a determinare in alcune aree del territorio regionale e che coinvolge studenti universitari fuorisede, italiani e stranieri, la Giunta regionale è autorizzata ad un ulteriore programma di interventi urgenti finalizzati a incrementare la qualità del servizio abitativo universitario e l'offerta di strutture abitative destinate agli studenti.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento nell'ambito delle azioni previste all'articolo 25, Legge regionale 7 aprile 1998, n. 8 in materia di interventi per l'edilizia residenziale e di ulteriori forme di facilitazione della residenzialità degli studenti, sentito il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Veneto, di cui all'articolo 3, Decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 2.500.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 4 “Istruzione e Diritto allo studio”, Programma 0404 “Istruzione Universitaria”, del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
Missione 4 “Istruzione e Diritto allo studio”
Programma 0404 “Istruzione Universitaria”
Articolo X- AZIONI PER L'INCREMENTO DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO ABITATIVO UNIVERSITARIO

+ 2.500.000,00


Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. n. 39/2001 , art. 18
- 2.500.000,00






Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Lo illustro perché è un tema molto discusso in questi giorni, anche da parte dei colleghi delle opposizioni, che hanno rilevato che una delle tante problematiche che affligge il mondo degli studenti sia proprio quella della ricerca di un alloggio di qualità. Quindi, si chiede alla Regione di incrementare la qualità del servizio abitativo universitario e di farlo con uno stanziamento sicuramente importante, ma che sarebbe necessario per i tantissimi studenti universitari fuori sede che hanno bisogno di un alloggio e che frequentano le nostre università venete.
In questo momento, pertanto, si chiede alla Giunta di fare il possibile affinché si trovino soluzioni vere e reali al problema abitativo degli studenti fuori sede.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0035, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0042, presentato dalla consigliera Ostanel, aggiuntivo, che prevede:
Art. X - Contributo regionale da destinare alla riqualificazione del patrimonio immobiliare adibito a residenze degli studenti di proprietà o in gestione delle Aziende Regionali per il Diritto allo Studio Universitario del Veneto
1. AI fine di aumentare la disponibilità di residenze per gli studenti universitari degli atenei Veneti, la Giunta Regionale è autorizzata ad erogare un contributo specifico alle Aziende Regionali per il Diritto allo Studio Universitario del Veneto da destinare alla manutenzione straordinaria e alla ristrutturazione, compresi gli interventi di efficientamento energetico, degli immobili di proprietà o in gestione delle Aziende e adibiti a residenze per gli studenti.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, individua i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 2.500.000,00 di euro, per ciascun esercizio 2023-2024-2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 04 “Istruzione e diritto allo studio”, Programma 0404 “Istruzione Universitaria”, Titolo Il “spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:

2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

MISSIONE 12 Diritti sociali politiche sociali e famiglia

Programma 06 Interventi per il diritto alla casa

+ 2.500.000,00

+ 2.500.000,00

+ 2.500.000,00

MISSIONE 20 Fondi e accantonamenti

Programma 2001 Fondo di riserva

L.R. 39/2001, art. 18
- 2.500.000,00
- 2.500.000,00
- 2.500.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0042, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0065, presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo all' Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Padova
per la manutenzione straordinaria dello studentato' “San Silvestro” a Vicenza
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare un contributo all'Azienda Regionale per il Diritto allo studio di Padova per la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria dello studentato “San Silvestro” di Vicenza.
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo quantificati in 700.000,00 di euro per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella: Missione 04 “Istruzione e diritto allo studio”, Programma 0404 “Istruzione Universitaria”, Titolo II “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M04 - “Istruzione e diritto allo studio”
P0404 “Istruzione universitaria”

Titolo II “Spese in conto capitale”

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”



+ 700.000,00

+ 700.000,00


M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
P0502 ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE

L.R. n. 07/2016 - art. 18 “Programma regionale per la promozione dei grandi eventi”




- 700.000,00


- 700.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Collega Possamai, prego.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Questo mi tocca illustrarlo, Presidente.
Grazie, assessore Marcato. È sempre gentile da parte sua.
Questo è un emendamento identico a un emendamento presentato l'anno scorso. Manca l'assessore Donazzan. Forse c'è, ma non la vedo. Il confronto naturalmente in questo caso doveva essere con lei. Siccome abbiamo avuto occasione di discuterne anche in questo Consiglio con il presidente Ciambetti e con la consigliera Maino in particolare, il punto è il seguente. L'anno scorso avevamo presentato questo emendamento che era legato al diritto allo studio e alla sistemazione dello Studentato di San Silvestro, che da dieci anni a Vicenza è chiuso a causa, all'epoca, del terremoto dell'Emilia-Romagna, che ne provocò alcuni problemi strutturali. L'anno scorso, in questa sede, se n'era discusso ed era stato detto, in quel caso in realtà dall'Assessore, che non c'era necessità di approvarlo – se lo ricorderà bene, l'assessore Calzavara, perché sono andato a guardare i verbali nei giorni scorsi – perché le risorse c'erano già, tanto che poi il giorno successivo l'assessore Calzavara rispose “guardi, Consigliere, non c'è la necessità perché le risorse ci sono”. Tanto che a febbraio di quest'anno abbiamo approvato una mozione, vincolante e importante, tutti insieme – sulla mozione ci fu anche un intervento da parte della maggioranza – che chiedeva l'avvio dei lavori entro l'anno 2022, cioè entro quest'anno.
Chiaramente i lavori non sono stati avviati, altrimenti non saremmo qui a discuterne. Ho letto sui giornali – nel senso che è una cosa di cui non abbiamo più discusso in quest'Aula nei mesi successivi, ma ha avuto rilevanza pubblica – che l'assessore Donazzan ha detto che le risorse non ci sono, quindi io l'emendamento lo ripresento per fare in modo che ci siano. Dopodiché, visto che non c'è l'assessore Donazzan, ma c'è l'assessore Calzavara, oppure i Consiglieri di maggioranza, vorrei capire, dal punto di vista tecnico, qual è realmente lo stato dell'arte: queste risorse c'erano l'anno scorso e non ci sono più? non ci sono? com'è la situazione?
Chiaramente l'emendamento non lo presento per farlo bocciare; lo presento perché magari mi viene detto che, in realtà, le risorse sono presenti. Può rispondere anche il consigliere Formaggio, essendo dello stesso partito dell'assessore Donazzan.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0065. Relatore contrario.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Cultura.
Emendamento n. B0033, pagina 239, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022” è aggiunto il seguente articolo:
“Art. X - AZIONI A FAVORE DELL'ISTITUZIONE DI UNA FILM COMMISSION PER LA CITTÀ DI CHIOGGIA
1. La Giunta regionale è autorizzata a stanziare dei fondi per la realizzazione di una Film Commission specifica per Città di Chioggia.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 500.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 05 tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali, Programma 05 attività culturali e interventi diversi nel settore culturale.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
Missione 05 tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali
Programma 05 attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 500.000,00
+ 500.000,00
+ 500.000,00
M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva
L.R. n. 39/2001 , articolo 18
- 500.000,00
- 500.000,00
- 500.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

L'Assessore è uscito nel momento in cui si parlava di un tema che gli è simpatico. Proprio perché è di Jesolo, quindi per la vicinanza geografica con Chioggia, poteva interessargli.
Con questo emendamento si chiede di stanziare dei fondi per realizzare una Film Commission specifica nella città di Chioggia. Non serve che mi dilunghi perché ho ricordato ancora ieri che sono state diverse le pellicole realizzate nella città di Chioggia, ma voglio ripeterlo ancora una volta: non è un emendamento che può essere tacciato di essere localistico, perché con valorizzazione di quella città noi possiamo anche valorizzare tutto il contorno, ovvero il Delta del Po, ovvero la Riviera del Brenta, la Laguna veneta in sé.
Questa, quindi, è una proposta che si riferisce a quanto già avviene in altre Regioni. Anche, ad esempio, la vicina Parma ha una propria Film Commission, quindi il presupposto c'è, il precedente c'è. Si chiede di essere conseguenti con l'impostazione che ha già la Regione del Veneto, creando una Commissione specifica per film da realizzare nella città.
Non è un caso che capita ogni giorno quello di registi che decidono di ambientare una intera serie in una città. Per cui, presa da questa occasione, ho pensato di dare a Chioggia lo spazio che merita. La realizzazione di una Film Commission in questa città credo possa essere una buona opportunità per tutto il territorio, anche circostante, non solo per la città di Chioggia.

PRESIDENTE

Grazie. Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0033. Relatore contrario.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0055, pagina 241, presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
ART .... - Contributo straordinario al Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”
1. AI fine di sostenere una programmazione di attività teatrali di notevole prestigio nazionale e internazionale, proprie di un teatro nazionale ai sensi delle normative vigenti, nonché di promuovere una filiera culturale veneta, la Giunta regionale è autorizzata ad attribuire al Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”, riconosciuto quale teatro nazionale con decreto dirigenziale del Ministero della Cultura n. 230 del 3 giugno 2022, un contributo straordinario di euro 3.000.000,00 complessivi a valere sugli esercizi 2023, 2024 e 2025.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 750.000,00 per l'esercizio 2023, euro 1.000.000,00 per l'esercizio 2024 ed euro 1.250.000,00 per l'esercizio 2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali” Programma 2 “Attività culturali e interventi diversi. nel settore culturale”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Prego, assessore Calzavara.

Ass.re Francesco CALZAVARA

Intervengo per presentare questi due emendamenti, quello di pagina 241 e successivamente quello di pagina 253, già anticipati nel mio intervento precedente. Uno, quello di pagina 241, riguarda il finanziamento triennale al Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”, che quest'anno è ritornato ad essere teatro nazionale e, a fronte di questo riconoscimento, vi è la volontà di finanziare questo progetto triennale per una crescita sostanziale, dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo, dei prodotti culturali che l'Amministratore, il Presidente Beltotto, ha illustrato in Sesta Commissione. Quindi andiamo a finanziare questo progetto di crescita e io spero, come in qualche modo anche anticipato dalla collega Ostanel, che all'interno di queste risorse ci sia la capacità di fare una rete vera e propria anche delle piccole realtà delle produzioni teatrali nel nostro territorio. Sicuramente l'ambizione è quella di fare grandi progetti che abbiano la visibilità che il Veneto merita, ma all'interno di queste risorse spero si trovino anche gli spazi per dare risalto, per dare possibilità alla creatività, alla produzione teatrale del Veneto, attraverso le piccole compagnie, e iniziare un percorso di aggregazione e di crescita complessiva.
L'altro emendamento è quello legato a questo evento che il Veneto si è visto assegnare nel corso della scorsa settimana, mi pare, dieci giorni fa. L'Associazione Nazionale Alpini ha deciso di realizzare la sua tradizionale manifestazione annuale nel 2024 nella città di Vicenza, quindi finanziamo per 600.000 euro questo evento: 250.000 euro nel 2023 e 350.000 euro nel 2024 attraverso un contributo alla Sezione di Vicenza. Per noi questo veicolo è anche l'occasione di finanziare un intervento all'interno della struttura Caserma Monte Grappa, che è sede nazionale dell'ANA, che ha necessità di un intervento di carattere strutturale, di messa a norma, che può e speriamo possa essere propedeutico nel corso del 2023 a far sì che si chiuda quel protocollo d'intesa che era rimasto ancora aperto di tre interventi che erano previsti all'interno di quel protocollo, Padova, Verona e Bassano. Due sono stati realizzati. Questo ha visto una sua complessità legata anche alla difficoltà di andare a individuare in maniera puntuale il posto dove realizzare il nuovo Commissariato di pubblica sicurezza.
Sono in corso interlocuzioni con l'Agenzia del Demanio e con la Prefettura di Vicenza per arrivare a una soluzione che ci permetta di arrivare in proprietà definitiva attraverso un processo legato al federalismo demaniale e culturale di queste due ali della Caserma, che sono storiche e vincolate, la palazzina Comando Monte Grappa e il corpo di fabbrica accanto, che, attraverso questo tipo di contributi, potranno essere messe ulteriormente a norma e a disposizione, in funzione di quello che poi sarà il grande evento del 2024.

PRESIDENTE

Collega Possamai, prego.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Intervengo per annunciare il voto favorevole sui due emendamenti del Gruppo su due fronti. Sul tema del Teatro Stabile sono stato testimone, in Sesta Commissione, dei vari passaggi del presidente Beltotto, fin dallo scorso anno, con i passaggi sulla serie A, la serie B, la serie C, visto che siamo in serata calcistica (Champions League... per ora si è accontentato della serie A). È vero che in quella Commissione si è discusso sul tema del Teatro Nazionale ed è evidente che il Veneto deve supportare la più importante istituzione in quel campo del nostro territorio, quindi è bene che gli si dia gli strumenti per stare in serie A, magari non solo per salvarsi. Per recuperare quello che diceva l'assessore Caner, se riusciamo a portarlo in Champions League siamo più felici.
È importante che quelle risorse – prendo in parola l'assessore Calzavara – vengano utilizzate anche molto per sostenere la rete delle realtà culturali dello spettacolo dal vivo del nostro territorio. È importante (aggiungo io, Assessore) che, oltre al finanziamento dello Stabile – e guardo la presidente Scatto – ci sia un'identica attenzione anche per le altre realtà culturali e che quindi sulla legge 17 si vada a crescere negli investimenti. Evidentemente, se è importante che ci sia una squadra in serie A, è importante che non abbandoniamo tutto il resto in eccellenza o in promozione, per stare alla metafora sportiva. Quindi, questo è un punto dirimente.
Sul secondo emendamento è evidente – da vicentino a maggior ragione – che il fatto che il Veneto ospiti l'adunata nazionale richiede che il Veneto su questo faccia un investimento forte, un investimento che la Regione deve accompagnare a quello che le altre Istituzioni territoriali stanno già facendo, a partire dal Comune di Vicenza. Quindi, da questo punto di vista, l'appoggio a questi due emendamenti della Giunta, da parte del Gruppo, non mancherà.
Grazie.

PRESIDENTE

Collega Scatto, prego.

Francesca SCATTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
A supporto di quello che ha detto l'assessore Calzavara, colgo anche quanto detto dal capogruppo Possamai e mi associo ad entrambi gli interventi, sottolineando ‒ e mi preme davvero sottolinearlo in questa sede ‒ che, sempre rimanendo in tema calcistico, non vorrei vedere nessuno in panchina di quelli che devono giocare.
Come ho già esplicitato nel mio intervento di stamane, e lo sottolineo, ricordiamoci che non tutto è cultura, che comunque non devono esserci i contributi a pioggia, ma ribadisco il concetto che con il nuovo anno la Sesta Commissione farà un lavoro nuovo, proprio per fare attenzione acché veramente non ci sia qualcuno che fa da asso pigliatutto. Il presidente Beltotto mi ha citato stamattina in un articolo, riportando una frase, che ripeto: io non voglio sentir parlare di panda. Chiaro.

PRESIDENTE

Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
L'ho già detto prima, quindi semplicemente lo ribadisco e dico all'assessore Calzavara che se davvero questi fondi sono dedicati a creare quella filiera culturale di cui abbiamo parlato per due anni, ormai, in quest'Aula, non credo si debba solo sperarlo, perché una nostra partecipata (lo ridico) è nostra. Ha lì una persona, come tutte le partecipate, che ha la responsabilità di dirigerla, perché viene nominata, ma è una società della Regione del Veneto.
Anch'io voterò favorevolmente all'emendamento sul Teatro Stabile, perché non sono una persona che ritiene che ci sia una cultura di serie A e una cultura di serie B. Credo che anche le nostre partecipate debbano comprendere che c'è una cultura che è quella dello Stabile o di altre partecipate che sono enti che vengono riconosciuti non solo dalla Regione del Veneto, ma anche dallo Stato, e c'è tutto un mondo di operatori, che sono quelli che hanno fatto domanda sulla nostra legge cultura, che si aspettano di poter lavorare.
Non voglio solo sperare che quei fondi siano destinati anche a loro. Voglio, pretendo e in qualche modo verificherò ‒ perché è il lavoro delle opposizioni ‒ che, nel momento in cui una nostra partecipata riceve dei fondi, vengano trasferiti con trasparenza, com'è stato fatto l'anno scorso, quindi non sto inventando nulla di nuovo, lo Stabile lo ha già fatto, attraverso bandi che riescano a moltiplicare quei fondi per creare una filiera culturale veneta, cioè che non ci sia più la scusante per cui quando dobbiamo fare un cartellone si dica che dal Veneto non arrivano compagnie che sanno innovare, che sanno fare spettacolo, che non hanno degli attori preparati, perché non è così.
Probabilmente, se non sono ancora entrati nel circuito, il motivo è che non li abbiamo sostenuti abbastanza negli anni passati. Va bene un contributo allo Stabile del Veneto. Va bene che come Regione verifichiamo che quei fondi vengano destinati a moltiplicare quell'investimento non tanto per pochi, ma per tutte quelle compagnie che oggi davvero chiedono di poter entrare in una filiera della cultura che noi stiamo sostenendo.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Giacomin, prego.

Stefano GIACOMIN (Zaia Presidente)

Intervengo sul contributo che viene dato dalla Regione all'adunata degli alpini di Vicenza. Intanto, grazie alla Giunta, grazie al Consiglio che – ho sentito anche l'espressione del Consigliere, collega Possamai – credo sia unanime su questa posizione.
Ricordo, come sono stati ricordati nel corso dei festeggiamenti dei cento anni della sezione di Vicenza, sezione ANA di Vicenza, quanto gli alpini fanno per il nostro territorio, quanto rappresentano la storia, il nostro vissuto storico, quando rappresentano anche il presente. Io sono stato Sindaco a Creazzo e, come in molte realtà, la Protezione civile, anche sul mio territorio, era rappresentata dal locale gruppo alpini.
Di conseguenza dico “finalmente”, perché ricordo anche la delusione che mi rappresentava l'allora collega sindaco Variati della mancata adunata degli alpini nel corso del triennio 15-18. La realtà vicentina, che ha visto un'importante presenza nel corso della Prima guerra mondiale sia sul Pasubio, sia sull'Altopiano di Asiago, sia sul Grappa, si sarebbe aspettata già allora un giusto riconoscimento. Adesso diciamo “finalmente”.
Grazie, pertanto, alla Regione che, concretamente, intervenendo, aiuta a rendere realizzabile questo incontro. Ricordiamoci, l'adunata degli alpini è una grande festa, ma è anche un momento di incontro dove si fa sintesi sulla capacità di questo gruppo di dare servizi alla nostra comunità.
Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Prego, collega Giuseppe Pan.

Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)

Velocemente. Anch'io vorrei ringraziare la Giunta per questa sensibilità, da ufficiale degli alpini. Io penso di interpretare la stessa volontà dell'assessore Bottacin e del presidente Ciambetti. Noi alpini, e penso non ce ne siano altri qui che abbiano fatto gli alpini, forse Stefano, siamo grati soprattutto per la sensibilità nella sistemazione della Caserma Monte Grappa, che è una caserma storica, in cui noi abbiamo più spesso soggiornato durante il servizio. Veramente grazie.

PRESIDENTE

Assessore Corazzari, prego.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie, Presidente.
Intervengo a sostegno di questo emendamento presentato dalla Giunta, che vuole dare una spinta propulsiva al nostro Teatro Stabile del Veneto, che ha recentemente ottenuto il riconoscimento di Teatro nazionale. Prima si parlava di serie A, ma giustamente era un ruolo che anche in passato aveva e abbiamo conosciuto l'onta di aver perso questo riconoscimento.
È stato faticoso riuscire a riottenerlo. Sono state avviate tutta una serie di azioni per la creazione di reti sul territorio tra le istituzioni culturali del territorio, tra le città, tra le realtà teatrali e tutto ciò che è legato al mondo dello spettacolo dal vivo, andando ad assumere una dimensione sempre più regionale e, quindi, sovraterritoriale del Teatro Stabile del Veneto, che vuole essere protagonista anche per i prossimi anni.
Sappiamo bene – ci è stato spiegato più volte – come sia necessario poter programmare con risorse adeguate lo sviluppo di questa attività, un'attività in cui noi crediamo moltissimo. Questo investimento ne è la dimostrazione e la conseguenza.
Devo, quindi, ringraziare l'assessore Calzavara per lo sforzo che ha fatto. Conosciamo bene tutti le ristrettezze di bilancio, ma questa è una manifestazione chiara ed esplicita di quello che vuole essere l'intervento della Regione del Veneto nel mondo della cultura, e che vuole essere sempre più presente per valorizzare istituzioni che debbono continuare ad essere per noi un punto di riferimento, auspicabilmente sicuramente capaci sempre di più di coagulare intorno a loro il tessuto culturale della nostra Regione.
Sono già state fatte molte attività che non hanno riguardato semplicemente il Teatro Stabile del Veneto, ma hanno rappresentato un vero e proprio polmone per lo sviluppo e per la crescita di tutto il sistema dello spettacolo dal vivo della nostra Regione. Ne è stata testimonianza tutta la serie di progetti straordinari che ha fatto il Teatro Stabile del Veneto insieme alla Regione, in particolar modo durante il periodo del Covid, anche nelle fasi successive. È quindi una sinergia tra il territorio e il nostro Teatro, che sta crescendo sempre più.
Noi ci crediamo, e questa ne è la dimostrazione.

PRESIDENTE

Collega Soranzo, prego.

Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

Grazie, Presidente.
Anch'io a nome del Gruppo desidero ringraziare la Giunta, e anche, per il lavoro, la Sesta Commissione, perché nell'audizione il presidente Beltotto aveva lanciato una sfida. La sfida era se la Regione avrebbe riconosciuto il ruolo e il lavoro del Teatro Stabile del Veneto. Credo che non ci sia una manifestazione più forte di quello che di fatto è un riconoscimento, con questo emendamento. Ringrazio quindi anch'io per lo sforzo l'assessore Calzavara, che seppure sul fotofinish riesce a dare una risposta sul ruolo che il Teatro per la Regione Veneto ricopre, e il riconoscimento del lavoro fatto dal Teatro Stabile in tre anni.
Ringrazio anche l'assessore Corazzari, perché è vero, oggi abbiamo la possibilità di raggiungere questo risultato alla luce del riconoscimento del decreto del Ministero del 3 giugno 2022. Allo stesso tempo, però, dobbiamo ringraziare il lavoro fatto da tutte le maestranze, da tutti gli attori, da tutti i registi, da tutte le direzioni artistiche, in un percorso lungo, svolto talvolta un po' in solitudine. Chi non ci credeva aveva bisogno di trovare un riscontro oggettivo sul percorso e l'investimento che stavano facendo il nostro Teatro, o il mondo del teatro veneto.
Oggi la Regione Veneto, la Giunta, riconosce con un atto concreto il grande lavoro svolto, e credo che questo sia un grandissimo risultato non solo dell'Amministrazione, della Giunta, del presidente Zaia, ma di tutto il Consiglio, che nei fatti recita esattamente, e posso dire anche che in qualche modo cancella quei dubbi che per tanti mesi, per quanto negli ultimi due anni abbia visto recitare che al teatro, alla cultura questa Amministrazione non aveva tanta attenzione. Invece, questa sera questa attenzione viene riconosciuta, questa sera viene confermata nelle parole del capogruppo collega Possamai e nel voto favorevole viene consacrata, perché finalmente la Regione Veneto avrà la consacrazione che è attenta alla cultura com'è attenta a tutti i settori della Regione.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Permettete anche da parte mia due parole, anche se inusuali. Non ripeto le cose già dette, ma per come è fatto l'emendamento per il Teatro Stabile, cioè la triennalità permetterà al Teatro Stabile di portarsi a livello nazionale e di chiedere attenzione almeno adeguata appunto ai Ministeri, e non è cosa da poco. Chiamiamola tecnica di bilancio pubblico che serve a guardare avanti e a programmare in maniera importante.
Abbiamo visto i palinsesti negli ultimi anni e i cartelloni che sicuramente fanno onore a questa struttura, che è sicuramente importante per la nostra realtà.
Vado anche su quanto detto per l'adunata degli alpini del 2024. Riprendo le parole del presidente Sebastiano Favero: “Hanno inciso da un lato la grande disponibilità delle Amministrazioni, da quella regionale a quella provinciale e comunale”. È stato un percorso di accompagnamento partito nella primavera di quest'anno che ha via via affinato le lettere di endorsement da parte della Regione Veneto. Questo finanziamento va a supportare una manifestazione che ha un indotto di milioni di euro, decine di milioni di euro e porterà a centinaia di migliaia di persone nella nostra regione nel 2024.
Averlo abbinato anche alla ripresa dell'accordo di programma del 2014 sulla Caserma Monte Grappa, invece, è merito dell'assessore Calzavara, che ha trovato una soluzione a una situazione che si era purtroppo raffreddata, ma che vede una struttura in una località e una posizione urbanisticamente strategica che, se acquisita attraverso le forme del Demanio che vengono sviluppate negli ultimi anni, porterà alla Regione/all'ANA sicuramente un patrimonio immobiliare di primaria importanza. Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0055, che riguarda il contributo straordinario al Teatro Stabile del Veneto.
È aperta la votazione. Parere favorevole del relatore.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva all'unanimità.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Presidente, chiedo scusa, non ho fatto in tempo a votare. Lascio a verbale il voto favorevole.

PRESIDENTE

Va bene.
Emendamento n. B0060, presentato dalla Giunta regionale, assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Art. - Contributo straordinario per organizzazione Adunanza Nazionale Alpini Città di Vicenza 2024
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare un contributo straordinario complessivo di euro 600.000,00 all'Associazione Nazionale Alpini Sezione di Vicenza per l'organizzazione della Adunanza nazionale degli Alpini dell'anno 2024.
2. Al fine di garantire il necessario supporto logistico e organizzativo, la Giunta Regionale è autorizzata a erogare un contributo straordinario complessivo di euro 200.000,00 all'Associazione Nazionale Alpini - Sezione Monte Grappa di Bassano del Grappa (VI) per l'utilizzo e le attività che saranno realizzate presso la Caserma Monte Grappa di Bassano del Grappa (VI).
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del comma l del presente articolo, quantificati in euro 250.000,00 per l'esercizio 2023 ed in euro 350.000,00 per l'esercizio 2024, si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, Programma 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” Titolo l “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del comma 2 del presente articolo, quantificati in euro 100.000,00 per l'esercizio 2023 ed in euro 100.000,00 per l'esercizio 2024, si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 01 “Servizi istituzionali, generali e di gestione”, Programma 05 “Gestione dei beni demaniali e patrimoniali”, Titolo l “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023 - 2025.
Metto in votazione l'emendamento n. B0060.
È aperta la votazione, con parere favorevole del relatore.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva all'unanimità.
Nella votazione precedente la collega Brescacin non è riuscita a votare per un problema. È riuscita, invece, a votare il secondo emendamento.
Emendamento n. B0062, pagina 265, presentato dal consigliere Possamai Giacomo, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Fondo regionale perla ristrutturazione e l'ammodernamento di sale cinematografiche
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a fondo perduto per la ristrutturazione e l'ammodernamento di sale cinematografiche.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, determina le modalità, i termini e le priorità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti della Commissione europea per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo quantificati in 1.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, Programma 0502 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale”, Titolo I “Spesa corrente” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE PROGRAMMA Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M05 “TUTELA E V ALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI”
P0502 “ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE”
TITOLO I Spesa corrente
Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 1. 000. 000, 00
+ 1. 000. 000, 00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA
- 1. 000. 000, 00
- 1. 000. 000, 00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Collega Possamai, prego.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Grazie. Ho preso in mano il fascicolo perché volevo illustrare l'emendamento.
Il punto è semplice, nel senso che ne abbiamo discusso già molte volte in Commissione con l'assessore Corazzari. In assoluto, il mondo della cultura più in difficoltà tra tutti quelli già in difficoltà – guardo il capogruppo Soranzo, che ha amabilmente provocato, nel suo ultimo intervento – è quello del cinema, nel senso che la flessione e le difficoltà del mondo dello spettacolo dal vivo e di altre realtà culturali nel post pandemia hanno visto già un'inversione di tendenza; detto in maniera un po' più semplice, le sale dei teatri hanno ricominciato a riempirsi, quasi con la capienza e la quantità di persone e di pubblico che c'era prima, pur con costi aumentati naturalmente, per la crisi energetica e per tutto quello che sappiamo. Ma sul cinema l'effetto della pandemia rischia se non di essere definitivo, di lasciare ‒ guardo l'assessore Marcato, che annuisce ‒ degli strascichi pesantissimi, un po' perché sono stati modificati i consumi, quindi tante persone si sono abituate, per esempio, a guardare i film sulle piattaforme online, quindi si è spostata una quota di consumo, molto perché per tanto tempo ci si è probabilmente anche disabituati ad andare al cinema. Quindi, da questo punto di vista, le difficoltà di quel settore sono enormi.
La Regione qualcosa ha fatto in questo anno. Guardo l'assessore Corazzari. Sono passati anche in assestamento di bilancio degli emendamenti più che altro per favorire la frequentazione dei cinema da parte delle persone, per esempio garantendo una scontistica per chi va al cinema. In questo caso, però, noi facciamo una proposta diversa: quella di un investimento sul riammodernamento delle sale. Perché? Proprio perché oggi i cinema si trovano a competere, ad esempio, con le piattaforme online, o il cinema diventa in una qualche misura anche un'esperienza, quindi nella sala c'è un investimento forte sul tipo di poltrone, sul tipo di proiezione che dà e tutto ciò che concerne l'esperienza cinematografica, oppure il rischio è che davvero le sale in Veneto siano destinate in larghissima misura a chiudere.
Nessuno nega che probabilmente non avremo lo stesso numero di sale tra dieci anni di quelle che abbiamo oggi. Il punto, però, è investire strategicamente, al momento giusto, per fare in modo di non trovarci il deserto, che è il vero rischio che abbiamo davanti a noi.
Questo è il senso di questo emendamento che immagino, come gli altri, non verrà accolto, però vuole avere un valore politico e dare un messaggio. Nell'anno che abbiamo davanti, se pensiamo che non desertificare il mondo dei cinema del nostro territorio e della nostra regione sia una priorità, evidentemente in una qualche misura lì dobbiamo volgere un occhio di riguardo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Intervengo a sostegno di questo emendamento. Se l'anno scorso abbiamo discusso qui e abbiamo anche approvato un emendamento che era a doppia firma, mia e del capogruppo Possamai, sull'emergenza cinema, aggiungendo 100.000 euro, oggi ci rendiamo conto che, in realtà, c'è una questione diversa.
Nonostante si sia lavorato, anche con un contributo regionale, per portare con biglietti gratuiti più giovani al cinema, quindi per creare nuovo pubblico, a causa del fatto che il Governo nazionale ‒ spero che cambierà ‒ non ha ancora normato il fatto che oggi un film che viene prodotto... Cambierà la proposta il Governo? Il Governo deve decidere ‒ spero lo faccia presto ‒ di fare una norma che finalmente faccia in modo che quando un film viene prodotto non vada sulle piattaforme troppo presto. Altrimenti l'evento cinema per nessuno di noi è più appetibile, perché si può guardare comodamente a casa, dopo che la pandemia ci ha insegnato anche a creare delle piccole sale cinematografiche nelle nostre abitazioni.
Siccome quell'esperienza, purtroppo, sembra compromessa in maniera quasi definitiva, è giusto, come ha proposto il collega Possamai, pensare a dei progetti innovativi, a progetti pilota che possano permettere alle sale ‒ penso, ad esempio, a quanto è accaduto a Padova, dove una sala storica come l'MPX ha chiuso poco tempo fa ‒ di cambiare, ammodernarsi, cioè di pensare che l'esperienza del film debba essere accompagnata ad altri tipi di esperienze. Un evento culturale, oltre ad essere un evento di cui fruire, è un'esperienza. Se il cinema non riesce più a diventarlo, noi dobbiamo fare in modo che le sale diventino un'esperienza diversa.
Al di là dell'emendamento, che probabilmente non verrà approvato, credo serva un ragionamento ‒ e guardo anche l'assessore Corazzari ‒ su come Regione del Veneto possa diventare una Istituzione in grado di sostenere le piccole sale cinematografiche del Veneto ad ammodernarsi, cioè ad avere una sala che proietti il film, ma che accanto abbia anche spazi in cui fare altro. Portare il pubblico semplicemente con il biglietto ‒ lo stiamo vedendo ‒ non ha l'effetto che avrebbe potuto avere prima della pandemia, perché le nostre abitudini sono cambiate.
Questa è una vera emergenza. Non basta mettere i fondi. Serve essere di supporto a un cambiamento della funzione sala, che è epocale, ma che ormai abbiamo di fronte.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0062. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0074. Vedo un appunto.
Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Solo per annunciare il ritiro dell'emendamento.

PRESIDENTE

L'emendamento è ritirato.
Emendamento n. B0046 di pagina 269, presentato dalla consigliera Ostanel, articolo x, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Modifiche alla legge regionale 9 gennaio 2003, n. 2 “Nuove norme a favore dei Veneti nel mondo e agevolazioni per il loro rientro”
1. Dopo l'articolo 5 è aggiunto l'articolo 5 bis così formulato:
“Art. 5 bis - incentivi per il rientro di giovani con profili ad elevata specializzazione
1. La Regione Veneto incentiva il rientro di giovani di età non superiore ai 35 anni di cui al punto 1) della lettera a) del comma 1 dell'art. 1 con una comprovata elevata specializzazione.
2. L'obiettivo di cui al comma 1 è perseguito attraverso contributi e/o agevolazioni fiscali alle imprese che si avvalgono dei soggetti di cui al presente articolo per attività di ricerca, sviluppo ed innovazione di cui alla legge regionale 18 maggio 2007, n. 9 “Norme per la promozione ed il coordinamento della ricerca scientifica, dello sviluppo economico e dell'innovazione nel sistema produttivo regionale”.
3. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione Consiliare, annualmente definisce i criteri e le modalità di assegnazione dei contributi e delle agevolazioni di cui al comma 2.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 500.000,00 di euro, per ciascun esercizio 2023-2024-2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 05 ''Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, Programma 0502 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale”, Titolo 1 spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:

VARIAZIONE 2023
VARIAZIONE 2024
VARIAZIONE 2025
MISSIONE 05 tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali
Programma 02 Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
+500.000,00
+500.000,00
+500.000,00
MISSIONE 20 fondi e accantonamenti
Programma 2001 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, art. 18
-500.000,00
-500.000,00
-500.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0046. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Pagina 271 “Turismo, sport e attività ricreative“
Emendamento n. B0029, pagina 272, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
ART. X - CONTRIBUTO PER IL SOSTEGNO DEL TURISMO SOSTENIBILE A CHIOGGIA E NELLE AREE LIMITROFE
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti di turismo sostenibile da realizzarsi nel territorio comunale di Chioggia e nei territori ad esso confinanti, con priorità per progetti volti a promuovere oltre alla sostenibilità anche il turismo lento, eno-gastronomico e di promozione delle tradizioni locali.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 300.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 07 turismo, Programma 01 sviluppo e valorizzazione del turismo
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M07 “turismo”

P0701 sviluppo e valorizzazione del turismo

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+300.000,00
+300.000,00
+300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti

P01 Fondo di riserva

L.R. 39/2001, articolo 18
-300.000,00
-300.000,00
-300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0029. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0026, pagina 274, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023' è aggiunto il seguente articolo:
Art. x - Contributo agli sport marinari tradizionali della Laguna Veneta
1. La Giunta è autorizzata ad erogare contributi perii sostegno degli sport marinari tradizionali della Laguna Veneta con priorità per le realtà, con sede ed operanti nel territorio lagunare, che siano attive nella promozione di tali attività nei confronti dei giovani e dei soggetti a rischio di marginalità sociale.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 300.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 06 politiche giovanili, sport e tempo libero, Programma 01 sport e tempo libero
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M06 “politiche giovanili, sport e tempo libero”

P0601 “sport e tempo libero”

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+300.000,00
+300.000,00
+300.000,00
M20 Fondi e accantonamenti

P01 Fondo di riserva

L.R. 39/2001, articolo 18
-300.000,00
-300.000,00
-300.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0026. Parere contrario del relatore.
È aperta, la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0030, pagina 276, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022” è aggiunto il seguente articolo:
ART. X - CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTI DI PROGETTI DI RECUPERO, RESTAURO E RICOLLOCAZIONE DELLE IMBARCAZIONI LAGUNARI TRADIZIONALI
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti di recupero, restauro e ricollocazione delle imbarcazioni lagunari tradizionali con priorità per i bragozzi storici della Città di Chioggia.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 100.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 07 turismo, Programma 01 sviluppo e valorizzazione del turismo
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M07 “turismo”

P0701 sviluppo e valorizzazione del turismo

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+100.000,00
+100.000,00
+100.000,00
M20 Fondi e accantonamenti

P01 Fondo di riserva

L.R. 39/2001, articolo 18
-100.000,00
-100.000,00
-100.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0030. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0073, di pagina 278, presentato dal consigliere Possamai Giacomo, aggiuntivo, che prevede:
Art.
FONDO REGIONALE STRAORDINARIO PER LE SPESE DI RISCALDAMENTO ED ELETTRICITÀ DELLE PISCINE E DELLE PALESTRE
1. Al fine di garantire la continuità del funzionamento degli impianti sportivi, messa a repentaglio dalla grave e perdurante crisi economica conseguente alla pandemia da covid-19 e all'invasione russa dell'Ucraina, la Regione del Veneto istituisce un apposito Fondo straordinario regionale.
2. Il Fondo è finalizzato alla erogazione di contributi ai gestori di impianti natatori e sportivi destinati al pagamento delle maggiori spese di riscaldamento.
3. I due terzi del fondo di cui al comma 1 sono destinati ai gestori degli impianti natatori.
4. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la competente struttura regione provvede alla emanazione di un bando che determina le modalità e i termini per la presentazione delle domande.
5. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in euro 3.000.000,00 per l'esercizio finanziario 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 06 “Politiche giovanili, sport e tempo libero” Programma 01 “Sport e Tempo libero” Titolo l “Spesa corrente” del bilancio di previsione 2023-2025.
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M06 POLITICHE GIOVANILI, SPORT E TEMPO LIBERO

P01 SPORT E TEMPO LIBERO

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+3.000.000,00
+3.000.000,00
0,00
0,00
0,00
0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

P2001 FONDO DI RISERVA
-3.000.000,00
-3.000.000,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Possamai.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Sarò velocissimo. È un emendamento su un tema di cui abbiamo parlato questa mattina. Mi rivolgevo all'assessore Calzavara, che magari ci risponderà alla fine di tutto questo percorso del bilancio. Ho citato il Piemonte e la Toscana. L'Emilia-Romagna non l'ho citata. Notatelo. Il Piemonte vi segnalo che è governato dal centrodestra. E la Liguria. A parte questo, le tre Regioni che vi ho detto, più altre, hanno messo risorse sul tema delle piscine, che stanno vivendo una difficoltà estrema, come altre realtà, per il caro-bollette.
Mi rivolgo all'assessore Calzavara. Al di là dell'addizionale IRPEF, che ‒ a quanto ci dite, anche giustamente ‒ non può essere la panacea di tutti i mali, quando c'è il Covid le altre Regioni riescono a metterci dei soldi, e noi no; quando c'è il caro-energia le altre Regioni riescono a metterci dei soldi, e noi no. Mi piacerebbe capire qual è la spiegazione. Se la spiegazione è solo l'addizionale, si vede che questa addizionale è un po' più incisiva di quanto non ci abbia detto ieri il presidente Zaia.
Chiudo dicendo che le piscine sono un grande tema. Il collega Favero, di Montebelluna, sa bene, per esempio, che in quel territorio gli impianti sono tra quelli più in difficoltà ed è assolutamente necessaria trovare forme d'aiuto. Qualcosa farà il Governo. Immagino che il consigliere Soranzo adesso ci annuncerà che arriveranno vagonate di miliardi dal Governo nazionale. Se anche la Regione potesse fare la sua parte credo non sarebbe male. Grazie.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0073. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo al quarto fascicolo “Agricoltura e Foreste”.
Emendamento n. B0097, pagina 281, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, articolo x, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Contributi straordinari per interventi
di tutela e mantenimento delle api e degli altri insetti impollinatori
1. Al fine di favorire la tutela e il mantenimento delle api e degli altri insetti impollinatori nel territorio veneto, la Giunta regionale è autorizzata a riconoscere all' Agenzia Veneta per la innovazione nel settore primario (AVISP), di cui alla legge regionale 28 novembre 2014, n. 37 “Istituzione dell'agenzia veneta per l'innovazione nel settore primario”, contributi straordinari per il finanziamento a soggetti pubblici e privati di progetti finalizzati alla creazione, all'interno di terreni agricoli, di aree verdi coltivate, con essenze vegetali utili agli insetti impollinatori e colture officinali mellifere.
2. L'Agenzia Veneta per la innovazione nel settore primario, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce i requisiti minimi dei progetti ammissibili al contributo.
3. I soggetti interessati presentano i progetti per gli interventi nei termini e secondo le modalità definiti annualmente dall'Agenzia Veneta per la innovazione ' nel settore primario; in sede di prima applicazione, AVISP provvede entro 90 giorni dallo scadere del termine di cui al comma 2.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in euro 500.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025 si fa fronte mediante le risorse assegnate alla Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0908 “Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente


P0908 Qualità dell'aria e riduzione dall'inquinamento

Titolo 1 Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+500.000,00
+500.000,00
+500.000,00
+500.000,00
+500.000,00
+500.000,00
M20 Fondi ed accantonamenti

P01 Fondo di riserva


L.r. n. 39/2001 art. 18
-500.000,00
-500.000,00
-500.000,00
-500.000,00
-500.000,00
-500.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Solo per ricordare il tema. Non lo sviluppo. È giusto almeno sapere che cosa si vota: tutela e mantenimento delle api e degli altri insetti impollinatori.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0097. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0112, pagina 283, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Misure a tutela della salute dai rischi derivanti dall'utilizzo di pesticidi in agricoltura
1. La Regione del Veneto, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa dell'Unione europea e statale, al fine di tutelare la salute delle persone e degli animali, detta disposizioni relative all'utilizzo di pesticidi in applicazione del principio di precauzione connesso al potenziale rischio derivante dall'“effetto deriva”, ovvero dal movimento del prodotto fitosanitario nell'atmosfera dall'area trattata verso qualsiasi sito non bersaglio.
2. È vietato l'utilizzo di pesticidi, in relazione all' “effetto deriva” in prossimità di:
a) edifici pubblici o privati abitati o luoghi frequentati dalla popolazione, quali asili nido e istituti del sistema educativo di istruzione ' e formazione, nonché strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, con particolare riferimento ai gruppi vulnerabili;
b) luoghi dove siano presenti animali, qualora comporti violazione della normativa in materia di tutela e benessere degli animali.
3. La Giunta regionale promuove attività di informazione sul corretto utilizzo dei pesticidi e sui rischi derivanti, ai fini della tutela della salute.
4. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, individua modalità di attuazione del divieto di cui al comma 2, declinandolo, con particolare riferimento alla tossicità dei prodotti impiegati, alle fasce di rispetto, alle condizioni metereologiche, alle attrezzature o macchine utilizzate per l'applicazione dei prodotti, alla tipologia e allo stadio di sviluppo della coltura da trattare.
5. Le disposizioni di cui al comma 4, quali requisiti minimi uniformi in materia di tutela della salute dai rischi derivanti dall'utilizzo dei pesticidi, si applicano sul territorio regionale fino alla conformazione da parte dei Comuni, nell'ambito della propria autonomia e potestà regolamentare, dei rispettivi regolamenti di polizia rurale.
6. Nelle more della definizione dei provvedimenti della Giunta regionale di cui al comma 4, e comunque a partire dal 1° marzo 2023, è fatto divieto di utilizzo dei pesticidi a meno di 50 metri da edifici e luoghi di cui al comma 2.
7. Ogni trattamento con prodotti fitosanitari effettuato ai sensi dei commi 2, 4 e 5, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 “Attuazione della direttiva 20091128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi”, deve essere comunicato in via preventiva ai soggetti interessati ed alle competenti autorità addette al controllo nonché iscritto nel registro dei trattamenti, secondo modalità e termini definiti dalla Giunta regionale.
8. Fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa statale in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari, la violazione di quanto previsto dal comma 2 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 a 3000,00 euro.
9. Le sanzioni di cui al comma 8 possono essere comminate anche dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri, dalle Guardie ambientali volontarie riconosciute e da altri soggetti riconosciuti, previa intesa con le rispettive e competenti amministrazioni dello Stato.
10. Spetta al Comune, competente per territorio, comminare e introitare la sanzione di cui al comma 8, ai sensi della legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale” e successive modificazioni.
11. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 100.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0908 “Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.”
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”


P. 0908 “Qualità dell'aria e riduzione dall'inquinamento”

Titolo 1 Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+100.000,00
+100.000,00
0,00
0,00
0,00
0,00
M.20 “FONDI E ACCANTONAMENTI”

P.01 “FONDO DI RISERVA PER LE SPESE IMPREVISTE”


L.R. n. 39/2001
-100.000,00
-100.000,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo è un articolo che viene inserito e che riguarda “Misure a tutela della salute dai rischi derivanti dall'utilizzo di pesticidi in agricoltura”.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0112. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0101, pagina 285, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, articolo x, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Studio sugli effetti derivanti dalla diffusione massiccia dei pesticidi in agricoltura su salute e ambiente
1. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare uno studio sugli effetti che l'utilizzò massiccio di pesticidi nella viticoltura può causare sulla salute e sull'ambiente, con particolare riferimento alle falde acquifere, al suolo e alla biodiversità, da realizzarsi in particolar modo nelle aree interessate dal progressivo incremento della coltivazione del Prosecco.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 500.000,00 euro, si fa fronte per l'esercizio 2023 con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0906 “Tutela e valorizzazione delle risorse idriche”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE

P0906 TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE

Titolo 1 Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+500.000,00
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M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

P2001 FONDO DI RISERVA



L.R. n. 39/2001 art. 18
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Saldo
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Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Anche questa volta sarò molto sintetico. Si tratta di inserire un articolo con oggetto “Studio sugli effetti derivanti dalla diffusione massiccia dei pesticidi in agricoltura su salute e ambiente”.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0101. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0102, di pagina 287, presentato dal consigliere Zanoni, articolo x, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Interventi a favore della viticoltura sostenibile biologica
1. Al fine di promuovere pratiche colturali sostenibili sotto il profilo ambientale, la Regione incentiva l'applicazione dell'agricoltura biologica nella coltivazione della vite nella DOCG Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e nella DOCG Prosecco Colli Asolani.
2. La Giunta regionale provvede a definire i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione degli aiuti, nonché il livello massimo degli interventi, secondo quanto stabilito dalla vigente normativa comunitaria.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 400.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca” ‒ Programma 01 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare” ‒ Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA

P01 SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE

Titolo 1 Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+400.000,00
+400.000,00
M20 - FONDI E ACCANTONAMENTI

P2001 - FONDI DI RISERVA


L.R. n. 39/2001 art. 18
-400.000,00
-400.000,00
Saldo
0,00
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Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo è un altro importantissimo articolo che si intende inserire dal titolo “Interventi a favore della viticoltura sostenibile biologica”.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0102. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0106, pagina 289, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, articolo x, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Studio, per la definizione degli impatti ambientali sull'ecosistema dovuti all'attività di viticoltura e per la definizione di pratiche colturali sostenibili.
1. La Regione del Veneto opera per concorrere a promuovere una complessiva e coordinata gestione dell'attività di viticoltura con la tutela del patrimonio ambientale e della biodiversità, individuando strumenti e metodologie di rilevazione e monitoraggio degli impatti e pianificando le conseguenti soluzioni e modelli di sviluppo sostenibile e gestione compatibile del territorio vocato alla attività vitivinicola.
2. La Giunta regionale, a tal fine, è autorizzata ad affidare ad istituti universitari e di ricerca, in regime di convenzione uno studio volto ad individuare le interrelazioni fra attività di viticoltura e sue ricadute sull'ambiente, con particolare riferimento alle risorse idriche e alla biodiversità delle aree su cui insiste l'attività di viticoltura e la produzione vitivinicola e ad attivare le conseguenti soluzioni di sviluppo e gestione sostenibile, con particolare riferimento alle aree del territorio regionale ad essa maggiormente vocate.
3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, quantificati in euro 200.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e della pesca”, Programma 01 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge Regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M16 AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA


P1601 “SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO E DEL SISTEMA AGROALIMENTARE”

Titolo 1 Spese correnti

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+200.000,00
+200.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

P2001 FONDO DI RISERVA



L.R. n. 39/2001 art. 18
-200.000,00
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Saldo
0,00
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Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo è un articolo dal titolo “Studio per la definizione degli impatti ambientali sull'ecosistema dovuti all'attività di viticoltura e per la definizione di pratiche colturali sostenibili“.

PRESIDENTE

Metto in votazione l'emendamento n. B0106. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0116, pagina 291, presentato dalla consigliera Guarda, articolo x, rubrica Contributo per l'attivazione di un progetto sperimentale finalizzato alla riduzione dell'esposizione all'inquinamento da PFAS dei prodotti agricoli nelle zone rossa e arancione, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023” è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Contributo per l'attivazione di un progetto sperimentale finalizzato alla riduzione dell'esposizione all'inquinamento da PFAS dei prodotti agricoli nelle zone rossa e arancione.
1. Al fine di ridurre l'esposizione all'inquinamento da PFAS dei prodotti agricoli nelle zone rossa e arancione, la Giunta regionale è autorizzata ad attivare analisi e studi funzionali all'avvio di un progetto sperimentale per l'attivazione di un impianto pilota di depurazione e affinamento acque reflue civili, con l'obiettivo di produrre una quantità sufficiente di acqua di processo che possa essere utilizzata per progetti di irrigazione.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce, sentita la competente commissione consiliare, i criteri e le procedure per l'ammissione a contributo
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 500.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”, Programma 16.03 “Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca”, Titolo 2 “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

Missione 16

Programma 16.03

Articolo X – Contributo per l'attivazione di un progetto sperimentale finalizzato alla riduzione dell'esposizione all'inquinamento da PFAS dei prodotti agricoli nelle zone rossa e arancione
+500.000,00
Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA


L.R. 39/2001, ART. 18
-500.000,00




Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Mi sembra di essere tornata a scuola.
La cosa interessante di questo emendamento, assessore Caner, è che riguarda l'incentivazione ad un utilizzo più razionale ed efficiente delle risorse mirato a ridurre l'impatto ambientale e climatico.
In questo caso fa riferimento ad una competenza che molto spesso si pensa che sia esclusivamente in capo all'assessore Lanzarin. In realtà, quando si parla di metodi di coltivazione per la riduzione anche dell'esposizione alle sostanze contaminanti, come appunto possono essere i PFAS nel nostro territorio, si parla di agricoltura e, quindi, si parla di una competenza che la riguarda direttamente. È per questo che ho provato ad introdurre – non è la prima volta che lo faccio – un'operazione per attivare almeno un progetto sperimentale in più per quanto riguarda le tecniche colturali di irrigazione più adeguate.
Sono state fatte delle piccole sperimentazioni per la fitodepurazione delle acque dai perfluoroalchilici, che ha dato qualche risultato interessante, ma questo, oggettivamente parlando, non è possibile realizzarlo su larga scala. Per questo, prendendo esempio e spunto...

PRESIDENTE

Signori, prego.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie, Presidente.
Dicevo, prendendo esempio e spunto dall'esperienza che sta facendo il Land del Baden-Württemberg e che stanno replicando anche in Olanda nelle zone contaminate e dove il suolo è contaminato, così come capita nel nostro territorio, sottoposto ormai da diversi anni a un utilizzo di acqua contaminata, che ovviamente lascia percolare nel terreno le sostanze inquinanti PFAS, propongo di poter avviare questo tipo di iniziative anche in Regione del Veneto. Che sia attraverso l'utilizzo di fondi regionali o no, secondo me un'attenzione ci deve essere, perché in questi giorni è stata formalizzata dall'Unione europea quanto definito nel 2020...

PRESIDENTE

Assessore Corazzari, collega Rigo. Esca per parlare, non qui. Sta disturbando una collega che sta intervenendo.
Prego, collega Guarda.

Cristina GUARDA (Europa Verde)

Grazie.
Dicevo, essenzialmente in questi giorni l'Unione europea ha accolto, fatta propria e votato la riduzione ulteriore delle massime dosi tollerabili settimanali per chilogrammo di peso corporeo per quanto riguarda quattro tipologie di PFAS, pari a 4,4 nanogrammi per chilogrammo corporeo. È una riduzione importantissima, di cui già eravamo coscienti, perché nel 2020 l'Ente europeo per la sicurezza alimentare ci ha detto che questo è l'obiettivo. Non può riguardare esclusivamente l'ambito di prevenzione sanitaria, deve riguardare anche la parte precedente, cioè i metodi di coltivazione e di gestione del terreno per ridurre l'esposizione.
Io ho piacere eventualmente di condividere con lei quanto è stato effettuato in Baden-Württemberg e le risultanze rispetto alla riduzione dell'esposizione dovuta all'inquinamento del suolo e dell'acqua. So che non è provato, però – detta fra noi – potrebbe in futuro poter stuzzicare l'attenzione di molti, visto che evidentemente abbiamo un problema che riguarda le coltivazioni del nostro territorio.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0116, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Su richiesta della proponente, viene ritirato l'ODG n. 17, presentato dalla collega Ostanel.
Pagina 293 “Urbanistica”
Emendamento n. B0053, presentato dall'assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:

Articolo XXXX
Contributi alle province e alla Città metropolitana di Venezia per l'esercizio delle funzioni delegate in materia paesaggistica di cui all'articolo 45 sexies, comma 1, lettera b) della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare un contributo alle province e alla Città metropolitana di Venezia per l'esercizio delle funzioni delegate in materia paesaggistica di cui all'articolo 45 sexies, comma 1, lettera b) della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”.
2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, sentita la competente commissione regionale, determina i criteri e le modalità di erogazione delle risorse di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in euro 250.000,00 per ciascun esercizio 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 08 “Assetto del territorio ed edilizia abitativa” Programma 01 “Urbanistica e assetto del territorio” Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Metto in votazione l'emendamento n. B0053, con il parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Andiamo a pagina 307 “Trasporti e viabilità”
Emendamento n. B0008, presentato dalla consigliera Guarda, articolo X, Misure di sostegno al diritto alla mobilità e complementari al “Nuovo accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano”, aggiuntivo, che prevede:
Art. X - Misure di sostegno al diritto alla mobilità e complementari al “Nuovo accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano”.
1. Al fine contemperare le esigenze sottese all'attivazione delle misure di restrizione alla circolazione dei veicoli privati negli agglomerati o nei comuni, come derivanti dal “Nuovo accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano”, con il minor aggravio a carico dei cittadini e dei nuclei familiari ivi residenti, la Regione del Veneto concede, anche sotto forma di tariffa agevolate o di rimborso, contributi che coprano in tutto o in parte le spese sostenute per l'acquisto di titoli di viaggio di mezzi di trasporto pubblico. Sono ammesse a tariffazione agevolata e/o rimborso, le spese, effettivamente sostenute e documentate, per l'acquisto di biglietti e abbonamenti a mezzi pubblici, garantendo comunque accesso prioritario ai contributi a favore di lavoratori e studenti, nei limiti stabiliti dalla deliberazione di Giunta regionale di cui al comma 2.
2. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilisce i criteri e le modalità di accesso ed erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in complessivi euro 2.000.000,00 per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 10 “Trasporti e diritto alla mobilità”, Programma 06 “Politica regionale unitaria per i trasporti e il diritto alla mobilità” Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025..
Scheda finanziaria:
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
Missione 10
Programma 10.06
Articolo X - MISURE DI SOSTEGNO AL DIRITTO ALLA MOBILITÀ E COMPLEMENTARI AL “NUOVO ACCORDO DI PROGRAMMA PER L'ADOZIONE
COORDINATA E CONGIUNTA DI MISURE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELL'ARIA NEL BACINO PADANO”
-2.000.000,00


Missione 20 FONDI E ACCANTONAMENTI
Programma 2001 FONDO DI RISERVA
L.R. 39/2001, ART. 18
-2.000.000,00






Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0008, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0037, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023' è aggiunto il seguente articolo:
Art. X - Disposizioni relative al contenimento del prezzo di acquisto di biglietti e abbonamenti per particolari categorie di utenti del trasporto pubblico
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi per l'acquisto di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico da parte di studenti e persone con disabilità.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 2.500.000,00 per ognuno degli esercizi 2023, 2024, 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità, Programma 1006 Politica regionale unitaria per i trasporti e il diritto alla mobilità.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M10 “Trasporti e diritto alla mobilità”

P1006 “Politica regionale unitaria per i trasporti e il diritto alla
mobilità”

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 2.500.000,00
+ 2.500.000,00
+ 2.500.000,00
M20 Fondi e accantonamenti

P01 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, articolo 18
- 2.500.000,00
- 2.500.000,00
- 2.500.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Lo illustro perché, sennò, corriamo il rischio di finire troppo presto.
Questo è un emendamento per erogare contributi per l'acquisto di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico da parte di studenti e persone con disabilità. Sappiamo che è già stato fatto qualcosa riguardo alle persone con disabilità, però questo si riferisce anche agli studenti.
Questo del trasporto pubblico è un tema che riguarda in maniera ampia tutto il tema del diritto allo studio e collegato a questo c'è anche l'altro grande filone delle borse di studio, a cui non abbiamo dato una soluzione concreta con questa manovra. Almeno si cerca, con questo emendamento, di dare un altro contributo agli studenti per l'acquisto dei biglietti a tariffa agevolata o degli abbonamenti, in modo tale da alleggerire anche le spese per le famiglie. Sappiamo che avere dei figli a scuola, soprattutto all'università, per tantissime famiglie è un onere molto importante, per cui si chiede alla Regione del Veneto di venire incontro a queste famiglie che hanno magari più di un figlio all'università. Capite bene che le spese sono già tante di per sé, in più, se si hanno dei ragazzi all'università queste spese aumentano.
In questo modo si cerca di dare un minimo di sollievo con tariffe agevolate, in attesa del famoso biglietto unico, che in Regione Veneto non è mai decollato. Sono 2,5 milioni di euro. Mi rendo conto che è una cifra abbastanza importante, però il tema è sentito, e credo che faremmo un bel gesto se andassimo incontro alle necessità delle famiglie e degli studenti.

PRESIDENTE

Io mi chiedo perché quando un collega parla tutti parlano, quando il collega ha finito di parlare cala il silenzio. Serve una copertura per permettervi di sfogarvi? Se volete ci fermiamo un attimo, una mezz'oretta o un'oretta, e poi riprendiamo. Ditemi voi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0037, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. 84 è precluso per mancanza di copertura.
L'emendamento n. 59 della Giunta regionale viene ritirato.
Emendamento n. B0088, presentato dai consiglieri Montanariello, Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. X - Contributi per l'acquisto di mezzi adibiti al TPL ad alimentazione elettrica.
1. La Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi in favore degli enti territorialmente competenti per il servizio di trasporto pubblico locale, con vincolo di destinazione alle aziende affidatarie dei servizi, per il rinnovo del parco automobilistico e della flotta per la navigazione lagunare mediante acquisto di mezzi ad alimentazione elettrica e contestuale rottamazione di quelli a maggiore impatto ambientale.
2. La Giunta regionale, entro 60 giorni dall'approvazione del presente articolo e sentita la competente commissione consiliare, approva le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 10.000.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025, si fa fronte mediante le risorse allocate alla Missione 10 “Trasporti e diritto alla mobilità” Programma 1002 “Trasporto pubblico locale”, Titolo 2 “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE di spesa
PROGRAMMA di spesa
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M50 Debito pubblico

P01- P02 Rata ammortamento mutuo (interessi + capitale)

M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva

(L.R. 39/2001, articolo 18)




+ 450.000,00


+ 450.000,00

+ 900.000,00


+ 900.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0088, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0093, presentato dal consigliere Montanariello, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Contributo straordinario alle imprese del settore del traporto pubblico non di linea
1. Al fine di prevedere un adeguato indennizzo a ristoro dei maggiori costi di trazione derivanti dall'aumento intervenuto nell'ultimo anno dei costi dei carburanti e lubrificanti dovuta alla crisi Ucraina e della conseguente riduzione di fatturato causata da una minore circolazione di persone dai paesi interessati e dal perdurare, in alcune aree dell'Asia (Cina, India, Giappone, Corea etc.) degli effetti da Pandemia da Covid 19, la Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi alle imprese del settore del trasporto pubblico non di linea.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente articolo, la Giunta regionale, sentita la Competente commissione consiliare, determina criteri e modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1 compatibilmente con le misure di aiuto a sostegno dell'economia nell'emergenza Ucraina individuate dal Governo di concerto con l'Unione europea e nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti della Commissione europea per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 5.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 10 “Trasporti e mobilità”, Programma 02 “Trasporto pubblico locale”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M10 “TRASPORTI E MOBILITÀ”
P02 “TRASPORTO PUBBLICO LOCALE”

Titolo I Spese correnti

Nuovo articolo pdl n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”

M20 FONDI E ACCANTONAMENTI P01 FONDO DI RISERVA
L.R.39/2001

M05 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
P0502 ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
L.R. n. 07/2016 - art. 18 “Programma regionale per la
promozione dei grandi eventi”

+ 5.000.000,00




+ 5.000.000,00




- 4.000.000,00







- 1.000.000,00


Saldo
0,00


Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento che considero importante, perché è un contributo straordinario alle imprese del settore del trasporto pubblico non di linea. C'è una relazione che lo accompagna. Sostanzialmente, l'anno scorso hanno avuto un grosso impatto negativo per tutto l'indotto a causa dei problemi generati dalla pandemia. Il trasporto pubblico non di linea, Presidente, torna a essere ancora in difficoltà. Anche gli effetti di questa guerra stanno impattando più di quanto crediamo, se pensiamo che quel segmento di trasporto è un segmento fortemente usato da alcuni turisti che vengono da specifiche aree dell'Asia (Cina, India, Giappone, Corea). Già queste aziende ne vengono fuori ridimensionate, con una perdita dell'80% durante la pandemia. L'80%! Provate a immaginare che queste aziende, già colpite da questa perdita durante la pandemia così importante, tant'è che anche noi abbiamo riconosciuto le loro difficoltà, tant'è che nell'ordinamentale della Seconda Commissione abbiamo fatto un intervento forte a salvaguardia di quelle che sono le imprese venete del settore, proprio perché abbiamo riconosciuto, appunto, le difficoltà di questo settore, vengono ulteriormente colpite a causa della guerra e del caro-energia. A differenza di altre aziende pubbliche che fanno trasporto, dove ci possono essere, da parte di soggetti, Enti locali, Governo, forme di aiuto, loro non ricevono nessuna forma di ammortizzatore.
In più, c'è da dire che è un settore ‒ e chiudo ‒ che va fortemente accompagnato in un percorso di tutela. Pensate che nel trasporto pubblico non di linea, tanto per capirci, anche quello acqueo, c'è la specificità di alcuni titoli che, a volte, per averli e diventare conduttore di quei mezzi ci vogliono anche due, tre, quattro anni di percorso formativo. Voi immaginate una persona che si trova l'azienda in crisi, già con la pandemia una parte di questi operatori si sono dedicati ad altre realtà lavorative e produttive, lasciando queste aziende sguarnite, che oggi non trovano più, perché magari qualcuno ha trovato il posto fisso e si è fermato lì, oggi rischiamo che questo accada di nuovo. Quando si parla di trasporto pubblico non di linea, parliamo di artigianato, di piccola e media impresa, di aziende familiari venete, di persone che lavorano sul proprio mezzo, che comprano e pagano con mutui, che durano anni. C'era anche una formula con un nostro ente strumentale che dava una sorta di agevolazione per l'acquisto di mezzi nuovi, che è stata tolta, anche quella, quest'anno.
Il trasporto pubblico non di linea, quindi, è in fortissima sofferenza e, pandemia prima e guerra adesso, sta subendo un duro colpo, e noi, nel nome di quelle imprese familiari venete, artigianali, piccole e medie imprese che vi operano, dobbiamo veramente tentare di fare uno sforzo, perché se perdiamo quel segmento di settore, cari colleghi... Tanto per capirci, non è che dalla sera alla mattina nasce, come un fungo sotto un albero, un tassista, un NCC o un comandante di un'imbarcazione che porta centinaia di persone.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0093, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0032, presentato dalla consigliera Baldin, aggiuntivo, che prevede:
Al progetto di legge n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2022” è aggiunto il seguente articolo:
ART. X - CONTRIBUTO PER IL FINANZIAMENTI DI PROGETTI DI RECUPERO, VALORIZZAZIONE ED EFFICIENTAMENTO DEI PONTI MOBILI SUI CORPI IDRICI NAVIGABILI
1. La Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi a sostegno di progetti volti al recupero, alla valorizzazione e all'efficientamento dei ponti mobili presenti sui corpi idrici nel territorio regionale, con priorità per gli interventi che comportano un abbattimento dei costi di funzionamento e manutenzione.
2. La Giunta regionale individua le aree prioritarie di intervento e stabilisce modalità e criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 3.000.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024, 2025, si provvede con le risorse allocate nella Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità, Programma 1003 Trasporti per vie d'acqua.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M10 Trasporti e diritto alla mobilità
Programma 1003 1006 Trasporti per vie d'acqua

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”
+ 3.000.000,00
+ 3.000.000,00
+ 3.000.000,00
M20 Fondi e accantonamenti

P01 Fondo di riserva L.R. 39/2001, articolo 18
- 3.000.000,00
- 3.000.000,00
- 3.000.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0032, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. 58, presentato dalla Giunta regionale, viene ritirato.
Emendamento n. B0127, presentato dall'assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Art. - MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 17 GENNAIO 2002, n. 2 “LEGGE FINANZIARIA REGIONALE PER L'ESERCIZIO 2002” E ALLA LEGGE REGIONALE 3 FEBBRAIO 2006, n. 2 “LEGGE FINANZIARIA REGIONALE PER L'ESERCIZIO 2006”
1. La Giunta regionale è autorizzata ad assegnare al Comune di Venezia un contributo per la realizzazione di progetti che, avuto riguardo alla particolare conformazione architettonica del centro storico di Venezia, propongano soluzioni di trasporto ed accessibilità nelle strutture aperte al pubblico del centro storico medesimo, finalizzati ad agevolarne l'utilizzo anche alle persone con ridotta capacità motoria.
2. La Giunta regionale con proprio provvedimento definisce le modalità di erogazione del contributo di cui al comma 1 e di rendicontazione delle spese effettivamente sostenute, a seguito della realizzazione dei progetti.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, quantificati in euro 200.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, Programma 02 “Interventi per la disabilità”, Titolo 1 “Spese correnti”, del bilancio di previsione 2023-2025.
4. A decorrere dall'esercizio finanziario 2023 sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) l'articolo 26 della legge regionale 17 gennaio 2002, n. 2 “Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2002”;
b) l'articolo 26 della legge regionale 3 febbraio 2006, n. 2 “Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2006”.
5. Ai procedimenti amministrativi e di spesa in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla loro conclusione, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
SPESA



Missione
Variazione proposta
Programma
Legge di spesa
Competenza 2023
Competenza 2024
Competenza 2025
MISSIONE 12 - DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA

PROGRAMMA 02 - INTERVENTI PER LA DISABILITA

SPESE CORRENTI

Nuovo articolo PDL 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023

MISSIONE 20 - FONDI E ACCANTONAMENTI

PROGRAMMA 01 - FONDO DI RISERVA

SPESE CORRENTI

LR. 2001, N. 39 - Art. 17 - ORDINAMENTO DEL BILANCIO E DELLA CONTABILITÀ DELLA REGIONE
+ 200.000,00


+ 200.000,00


(+ 200.000,00)

(+ 200.000,00)



- 200.000,00


- 200.000,00


(- 200.000,00)

(- 200.000,00)
0,00


0,00


(0,00)

(0,00)



00,00


00,00


(00,00)

(00,00)
0,00


0,00


(0,00)

(0,00)



00,00


00,00


(00,00)

(00,00)
Tot. spesa
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
L'emendamento n. 127 viene momentaneamente accantonato.
La Commissione, con la correlatrice, si trova un attimo qui, vicino al presidente Sandonà.
Per Commissione intendo l'Ufficio di Presidenza.
Emendamento n. 127 della Giunta regionale, pagina 333-bis. È uno di quelli consegnati oggi. Se andate su Concilium e andate in fondo lo vedete.
Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0127, con il parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

Presidente, chiedo scusa...

PRESIDENTE

Il collega Soranzo non è riuscito a votare.

Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

Non è uscita la videata. Il voto era favorevole, ma non sono riuscito a votare.

PRESIDENTE

Va bene.
Emendamento n. B0089, presentato dai consiglieri Montanariello, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo straordinario per l'illuminazione dei canali esterni di Venezia e Chioggia.
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare nell'esercizio 2023 un contributo straordinario di 1.000.000,00 di euro a favore del Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia per l'installazione di lampioni lungo i canali della laguna di Venezia e Chioggia.
2. La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge stipula una convenzione con il Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia per la definizione dell'intervento di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 1.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 10 “Trasporti e diritto alla mobilità”, Programma 1003 “Trasporti per vie d'acqua”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
Missione 10 “Trasporti e diritto alla mobilità”
Programma 1003 “Trasporti per vie d'acqua”

Titolo I Spese correnti

Nuovo articolo





+ 1.000.000,00

+ 1.000.000,00





0,00





0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001, art. 18

- 1.000.000,00

- 1.000.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Si chiede un contributo di 1 milione di euro, una richiesta che riguarda la sicurezza in quanto si chiede di dare un contributo straordinario per l'illuminazione dei canali esterni di Venezia e Chioggia. La Laguna Veneta è molto grande, è molto diffusa, è frequentata non solo dai diportisti della domenica, ma anche da gente, come nel caso della Laguna Nord di Venezia, che si muove a tutte le ore del giorno perché vive sulle isole, è frequentata da pescatori in qualsiasi momento e ora della giornata, per cui noi chiediamo, Presidente, un contributo per l'illuminazione straordinaria, perché vi posso garantire che, quando all'interno della Laguna semplicemente mancano le palificazioni, tu rischi non solo di farti male, ma di fare male anche agli altri.
Tanto per capirci, i cittadini che ci sentono da casa dicono: ma le barche hanno il radar, perché non vanno quando c'è nebbia? Se pure una barca ha il radar, quando c'è nebbia e non ci sono le briccole, i pali e le luci, il radar non serve a niente, perché non ti batte il canale, ma vedi tutta quanta una chiazza. Così come vi posso garantire che non serve la nebbia, ma basta semplicemente un po' di foschia o semplicemente il buio della sera, Presidente, per avere in alcune zone di Venezia – basti pensare alla girata dell'Arsenale – le imbarcazioni di servizio pubblico che non vedono qual è il canale, e molto spesso queste imbarcazioni hanno a bordo 200-250 persone.
Si chiede semplicemente che ci si faccia carico di un contributo per illuminare tutti quei canali esterni alla Laguna, perché la Laguna è un vero e proprio paese, con gente che ci vive, che la percorre e che ci lavora, e oggi le condizioni di sicurezza dovute alla scarsa illuminazione in Laguna sono davvero pessime.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0089, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0094, presentato dal consigliere Montanariello, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Completamento della progettazione del collegamento ferroviario Venezia Chioggia
1. Al fine di ridurre l'utilizzo dei mezzi privati, con il conseguente beneficio sia in termini ambientali che di sicurezza stradale, La Giunta regionale è autorizzata a completare la progettazione del collegamento ferroviario diretto tra Venezia e Chioggia.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 600.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 10 “Trasporti e mobilità”, Programma 01 “Trasporto ferroviario”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M10 TRASPORTI E MOBILITÀ

P0901 TRASPORTO FERROVIARIO

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”




+ 600.000,00

+ 600.000,00




0,00




0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001 art. 18

- 600.000,00

- 600.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Presidente, questo è un emendamento a cui tengo particolarmente. Si chiede di completare il progetto del collegamento ferroviario Venezia-Chioggia. Assessore, sappiamo che nessuno ha la bacchetta magica o può compiere miracoli, però siamo altrettanto persone di buonsenso da sapere che per arrivare a un punto da qualche parte bisogna partire. Ebbene, per poter partire da qualche parte noi crediamo che la vera vocazione, il vero sviluppo di una città come Chioggia sia avere un collegamento ferroviario con Venezia o con Padova, perché sono i due maggiori segmenti non solo di offerta lavorativa da parte di città che hanno un'economia basata su un forte pendolarismo. Ricordo, Assessore, che solamente la Linea 80 di Chioggia trasportava circa 5.000 pendolari al giorno. Parliamo di numeri importanti, che molto spesso servono per operare in quelli che sono servizi pubblici fondamentali della città capoluogo (netturbini, operatori del servizio pubblico, infermieri, dottori, OSS).
Crediamo non si possa, assessore De Berti, continuare a pensare che lo sviluppo della città si debba fermare solo nella direttrice verso Rovigo, della quale non intendo parlare oggi visto che ne abbiamo parlato abbastanza in questi giorni, ma abbiamo tempo per farlo anche nei prossimi. Quindi, con questo emendamento, proprio in virtù di quello che dicevamo prima, chiediamo – non siamo certo folli da chiedere di fare domani la ferrovia – di mettere 600.000 euro per la progettazione del collegamento ferroviario da Chioggia a Venezia.
Per carità, Assessore, ci accontentiamo intanto del progetto. Come ci insegna la Regione Veneto in tanti altri ragionamenti, quando hai un progetto poi puoi andare in giro a trovare i soldi. Quindi, a noi basterebbe avere un progetto per fare squadra tutti insieme e andare in giro a trovare le risorse, tutti insieme, ognuno per le sue competenze, ognuno per le sue conoscenze, ognuno per le sue capacità.
Assessore, a nome di un territorio isolato, che rivendica di avere il suo posto nella Regione, ovvero il posto che spetta al settimo Comune di questa Regione, propongo questo emendamento, che è costruttivo e non pretestuoso. Noi chiediamo di costruire, Assessore, non di scontrarci quando si parla dei bisogni della gente.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0094, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0122, presentato dall'assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Art. - Contributo straordinario a Croce Rossa Italiana Comitato Bardolino Baldo Garda per acquisto nuova idroambulanza
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare un contributo straordinario di euro 30.000,00 alla Croce Rossa Italiana Comitato Bardolino Baldo Garda per l'acquisto di una idroambulanza destinata a garantire la continuità del servizio attivo di salvataggio in acqua sul lago di Garda, in collaborazione con SUEM 118, Guardia Costiera e Comuni rivieraschi
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in euro 30.000,00 per l'esercizio 2023 si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 13 “Tutela della Salute”, Programma 7 “Ulteriori spese in materia sanitaria”, Titolo 2 “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
SPESA



Missione
Variazione proposta
Programma
Legge di spesa
Competenza 2023
Competenza 2024
Competenza 2025
MISSIONE 13 - TUTELA DELLA SALUTE

PROGRAMMA 07 - ULTERIORI SPESE IN MATERIA SANITARIA

SPESE IN CONTO CAPITALE

Nuovo articolo PDL 154 'Collegato alla legge di stabilità regionale 2023

CNI005 · CONTRIBUTO STRAORDINARIO PER ACQUISTO IDROAMBULANZA

MISSIONE 20 - FONDI E ACCANTONAMENTI

PROGRAMMA 01 - FONDO DI RISERVA

SPESE CORRENTI

LR. 2001, N. 39 - Art. 17 - ORDINAMENTO DEL BILANCIO E DELLA CONTABILITÀ DELLA REGIONE
+ 30.000,00


+ 30.000,00


(+ 30.000,00)

(+ 30.000,00)







- 30.000,00


- 30.000,00


(- 30.000,00)

(- 30.000,00)
0,00


0,00


(0,00)

(0,00)







00,00


00,00


(00,00)

(00,00)
0,00


0,00


(0,00)

(0,00)







00,00


00,00


(00,00)

(00,00)
Tot. spesa
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Bigon, prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Intervengo perché è un contributo importante che viene dato e ringrazio...

PRESIDENTE

Lasciate parlare la collega Bigon, per favore.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)

Dicevo, ringrazio la Giunta perché questo è un intervento importante che va a favore della Croce Rossa Italiana, del Comitato Bardolino Baldo Garda per la sostituzione di un'idroambulanza. È un bell'intervento, che va assolutamente fatto.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Metto in votazione l'emendamento n. B0122, con il parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
“Lavori pubblici, acquedotti, fognature, edilizia residenziale pubblica”, pagina 338.
Emendamento n. B0068, presentato dai consiglieri Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis, aggiuntivo, che prevede:

Art. XX
Misure di sostegno per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica
degli alloggi di edilizia residenziale pubblica
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi alle Aziende Territoriali per l'Edilizia
Residenziale Pubblica per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, determina le modalità, i termini e le priorità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo quantificati in 20.000.000,00 di euro per ciascun esercizio 2023, 2024 e 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 08 “Assetto del territorio ed edilizia abitativa”, Programma 0802 “Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare”, Titolo II “Spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE di spesa
PROGRAMMA di spesa
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M50 Debito pubblico
P01- P02 Rata ammortamento mutuo (interessi + capitale)



M20 Fondi e accantonamenti
P01 Fondo di riserva

(L.R. 39/2001, articolo 18)


+ 900.000,00





- 900.000,00

+ 1.800.000,00





- 1.800.000,00
Metto in votazione l'emendamento n. B0068, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0045, presentato dalla consigliera Ostanel, aggiuntivo, che prevede:
Art. X - Contributo regionale straordinario da destinare alla riqualificazione del patrimonio immobiliare adibito a residenza pubblica di proprietà o in gestione delle Aziende Territoriali per l'Edilizia residenziale del Veneto
1. AI fine di aumentare la disponibilità di residenze pubbliche, la Giunta Regionale è autorizzata ad erogare un contributo specifico alle Aziende Territoriali per l'Edilizia residenziale del Veneto da destinare alla manutenzione straordinaria e alla ristrutturazione, compresi gli interventi di efficientamento energetico, degli immobili di proprietà o in gestione delle Aziende e adibiti a residenza pubblica.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, individua i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1, riservando maggiori risorse ai Comuni classificati ad alta tensione abitativa.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in 10.000.000,00 di euro, per ciascun esercizio 2023-2024-2025, si fa fronte con le risorse· allocate nella Missione 08 “Assetto del territorio ed edilizia abitativa”, Programma 0802 “Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare”, Titolo 1 “spese in conto capitale” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria:

2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
MISSIONE 50 Debito pubblico
Programma 5001 e 5002 Rata ammortamento mutuo (interessi + capitale)
Articolo X Contributo regionale straordinario ATER

0,00

+ 600.000,00

+ 600.000,00
MISSIONE 20 Fondi e accantonamenti
Programma 2001 Fondo di riserva
L.R. 39/2001, art. 18

0,00

+ 600.000,00

+ 600.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Metto in votazione l'emendamento n. B0045, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0085, presentato dai consiglieri Montanariello, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo straordinario per la realizzazione di opere di difesa a mare
nei litorali di Sottomarina e Isola Verde
1. A seguito dei ripetuti danni arrecati agli arenili di Sottomarina e Isola Verde da eventi meteorologici, la Giunta regionale è autorizzata a erogare nell' esercizio 2023 un contributo straordinario di 3.000.000,00' di euro a favore del Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia per la realizzazione di opere di difesa a mare strutturali, anche di tipo sperimentale.
2. La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge stipula una convenzione con il Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia per la definizione degli interventi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 3.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0902 “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
Proposta
2025
Variazione
proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0901 DIFESA DEL SUOLO

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo pdl. n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”


+ 3.000.000,00




+ 3.000.000,00



0,00



0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. n. 39/2001 art. 18

- 3.000.000,00

- 3.000.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento molto importante. Perché dico che è molto importante? Non perché gli altri anni, quando proponevamo queste cose, non lo fosse, ma per gli effetti dell'ultimo maltempo, dell'ultima acqua alta che c'è stata. Basta aver letto i giornali e le grida di allarme che sono venute dai Sindaci, ma anche dallo stesso Presidente del Veneto sulla totale mancanza di spiaggia. Sostanzialmente ci sono località che hanno perso quasi tutta la loro spiaggia. Il giorno dopo, leggendo i giornali, sembrava un vero e proprio bollettino di guerra, perché si vedeva che gran parte del litorale era stato portato via dall'acqua alta. Ricordiamo che il litorale è, sì, quella parte importante di ambiente che ci circonda nel nostro territorio, ma è anche un importantissimo volano e fonte di sviluppo della nostra economia, dove si sviluppano importanti attività economiche e turistiche, sulla quale c'è anche una vera e propria diatriba nazionale nei confronti dell'Europa, dell'importanza di queste aziende, Presidente, basti pensare alla Direttiva Bolkestein.
Ve la sintetizzo così. Tutta l'energia che l'Italia sta mettendo sulla Direttiva Bolkestein è per tutelare le aziende che si sviluppano su quel segmento di territorio e quel segmento di territorio viene messo a repentaglio, in alcuni casi, per la mancanza di opere di difesa del suolo strutturali che riescano a tutelarlo. Quindi, sintetizzando la vostra energia quando si parla di alcuni temi, diciamo che è lo stesso argomento, solo che a portarcela via e a portarla via alle imprese che lavorano su quel territorio da trenta, quaranta o cinquant'anni questa volta non è una norma europea, ma cominciano a essere sempre più spesso fattori meteomarini, che sviluppano acque alte eccezionali, maltempi, mareggiate.
Devo dire che sotto questo aspetto l'assessore Bottacin è sempre molto attento e sta facendo anche tanto, Colgo l'occasione per dirle, Assessore, che lei è una persona molto attenta nei confronti del nostro territorio. Il Genio civile quando, l'ultima volta, questa estate, è venuto a Chioggia, ha elencato una serie di opere che stanno continuando a venire avanti.
Assessore, con la stessa franchezza con cui dico che quest'estate, nel vostro ultimo intervento a Chioggia, quando siete venuti da noi, avete elencato importanti opere, non solo concluse, ma anche che inizieranno – bene, Assessore, continuiamo di questo passo – ho il dovere di dire che in questa manovra di bilancio i fondi sono insufficienti. Per coadiuvare e aiutare nel lavoro dell'assessore Bottacin e per rendermi utile rispetto a quello che lei, Assessore, insieme al Genio civile fa, se in questa manovra di bilancio mettiamo qualche milione di euro in più riusciamo a fare quelle opere strutturali che probabilmente darebbero, Assessore, a lei il conforto di non dover più rincorrere ogni anno il ripascimento, che dopo lo sappiamo che resterà, perché non riuscirà con le opere definitive a fermare tutto, ma sarà sempre di meno, e, dall'altra parte, riusciremmo a far lavorare con maggiore serenità i nostri operatori.
Chiudo dicendo una cosa. Assessore, sappiamo che c'è il Piano d'Alpaos, che ci sono tanti progetti che giacciono. Con questo emendamento cerchiamo di far prendere forma a tutti quei progetti che giacciono, perché i progetti, Presidente, sono belli e sono importanti, però a un certo punto vanno finanziati.
Assessore, chiudo dicendo che non mi lamento di quello che stiamo facendo, però ci sono delle opere che vanno fatte e urlano vendetta. Lavoriamo insieme per farle.

PRESIDENTE

Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Vorrei anch'io sostenere il collega. Sappiamo che è un problema per tutta la costa veneta, da Bibione fino a Rosolina Mare. Come diceva bene il collega, sono eventi catastrofici che si sviluppano e si verificano sempre più spesso, con cui dobbiamo fare i conti da qui in avanti.
È assolutamente indispensabile predisporre un piano per la tutela e degli interventi, soprattutto che siano di tipo strutturale e non interventi una volta ogni mareggiata, perché altrimenti rischiamo veramente di buttare letteralmente a mare i soldi impegnati e di non investire per il futuro, soprattutto per il futuro delle attività balneari contrassegnate da anni difficili. Tra pandemia e guerra, hanno avuto difficoltà notevoli, di cui siamo consapevoli.
Questi 3 milioni magari non risolveranno tutti i problemi, però potrebbero comunque aiutare a realizzare degli studi e dei piccoli progetti di messa in sicurezza degli arenili. Ci rivolgiamo non solo all'assessore Bottacin – non voglio generare moti di entusiasmo dall'assessore Bottacin – ma anche all'assessore Calzavara, che è attento a questo problema. Anzi, già a suo tempo era venuto in quel di Chioggia a verificare da sé, con i propri occhi, la situazione, in particolar modo della spiaggia di Isola Verde, che ogni volta che c'è una mareggiata scompare letteralmente.
La situazione è questa. Credo sia arrivato il momento di pensare al prossimo futuro e di mettere in sicurezza, con degli interventi assolutamente straordinari e strutturali, soprattutto, tutta la nostra costa.

PRESIDENTE

Collega Dolfin, prego.

Marco DOLFIN (Liga Veneta per Salvini Premier)

Grazie, Presidente e colleghi.
Sinceramente, ancora una volta, mi sento veramente affranto e anche desolato. Mi sembra di vivere su un altro pianeta, in un'altra città. Da due giorni a questa parte mi sembra che non stia vivendo su una città come Chioggia, ma nell'ultima contea della periferia o quant'altro. I trasporti non funzionano. Viabilità, ospedali. Chiederemo a Zelensky di intervenire, anche noi, come Chioggia. Siamo in una città ‒ veramente mi sento desolato ‒ da terzo mondo. Mi sento umiliato. Mi sento umiliato in Consiglio regionale a rappresentare una città dove due colleghi ogni due minuti ne sparano una, chiedono risorse, anche a vanvera.
Se la Regione, anche su questo tema, non avesse fatto nulla, io veramente direi: “sì, è vero”. È vero, anche sul turismo non stiamo facendo niente. Anche a tutela del territorio non stiamo facendo niente. Per prima cosa dobbiamo tutelare il territorio. Dopo tutto l'aspetto turistico.
Forse qualcuno si è dimenticato qualche puntata. La Regione sta investendo non da poco, da due anni a questa parte, forse qualcosa di più, proprio all'Isola Verde con delle innovazioni, dei pannelli fatti a Y, che, guarda caso, siamo andati anche insieme a vederli, con la presenza dell'assessore Bottacin e con i rappresentanti del Genio civile.
Guarda caso si sta lavorando anche per fare le famose soffolte, che permetteranno alla sabbia, una volta che c'è l'onda di ritorno, di mantenerla sulla battigia. Anche questi sono aspetti innovativi. Si sta cercando, perché ancora una volta l'aspetto meccanizzato del ripascimento viene fatto con l'apporto di sabbia. È un dato di fatto.
Sappiamo bene che quando arriva una mareggiata, possiamo fare il ripascimento domani mattina e in un colpo può andar via tutto, e abbiamo speso soldi sulla sabbia dove, con un colpo di vento o un colpo di onda, va via tutto. Noi, purtroppo, siamo vittime dello scirocco, non della bora, come qualcuno ha detto sui giornali: “Chioggia ha già avuto problemi, è stata vittima del caos della bora”. Con il piffero, dico a questo ingegnere. A questo ingegnere dico “con il piffero”, perché noi siamo vittime dello scirocco. È questo il problema che ha attanagliato tutta quanta la costa, non solo del litorale veneto, ma anche dell'Adriatico. Tutto è dovuto al problema dello scirocco.
Non c'entra niente il MOSE o quant'altro. Qualcuno diceva “no MOSE”. Ha salvato Venezia e tutto il circondario, perché a quest'ora avremmo dovuto fare variazioni di bilancio su variazioni di bilancio per cercare di salvare l'economia di Venezia e di tutte le sue isole.
Dirò di più, perché qualcuno si dimentica sempre qualcosina. Questa estate, qualche parlamentare europeo... Qualcuno, qualche parlamentare europeo o qualche ex parlamentare europeo se ne va via con le borse piene di soldi, altri invece in Parlamento europeo lavorano e si danno da fare. Cosa fanno questi? Cosa fanno? Vengono sul territorio, vengono a lavorare, portano le compagnie olandesi e vengono a vedere...
Presidente, posso parlare? Posso parlare?

PRESIDENTE

Signori, il collega Dolfin sta facendo un intervento.
Il collega Dolfin non ha fatto riferimenti a partiti. Non ha offeso nessuno.
Il collega Dolfin finisce il suo intervento.
Prego, collega Dolfin.

Marco DOLFIN (Liga Veneta per Salvini Premier)

Sto finendo il discorso. Ma posso finire il discorso?

PRESIDENTE

Collega Camani! Prego, collega Dolfin.

Marco DOLFIN (Liga Veneta per Salvini Premier)

Dicevo, mentre qualcuno faceva dell'altro, qualcun altro, invece, operava nell'intento di voler tutelare i territori, insieme con delle rappresentanze olandesi venivano a vedere i territori da nord a sud, da est a ovest, in tutto il litorale veneto, per cercare di trovare delle soluzioni innovative per quanto riguarda la specificità dei ripascimenti e quant'altro.
Non più tardi di un mese fa, alle Grandi Stazioni l'assessore Calzavara, l'assessore Caner e l'assessore Bottacin erano presenti per dialogare e far capire la situazione, con il territorio, con la rappresentanza anche della Conferenza dei Sindaci della costa, per dare inizio a un percorso che, assieme alla Comunità europea, possa arrivare a fare dei progetti sul territorio veneto, non solo sull'Isola Verde, piuttosto che a Caorle, in tutto il litorale veneto.
Credo che se diciamo qualcosa di diverso questa sera, stiamo dicendo soltanto delle bugie, perché la Regione Veneto sta investendo soldi, economie che potrebbero essere sicuramente spese da un'altra parte, nonostante abbiamo delle competenze in termini ambientali, guarda caso di tutela dell'ambiente, ma non abbiamo le risorse economiche da parte dello Stato.
Questa è la sfida che lancio alla Regione. Spero che con l'avvento dell'autonomia questo si possa veramente ottenere come materia: la tutela dell'ambiente, con le risorse a disposizione della Regione. Quella è la vera sfida importante. Altrimenti, saremo sempre qua a buttare soldi sulla sabbia, che alla prima onda se la porta via, e dopo siamo qua a chiedere soldi ancora. Salvo che non si decida – e finisco, Presidente – di creare una muraglia cinese in tutta la costa veneta, allora faremo in modo che le onde dello scirocco non abbiano più modo di arrivare.
Io non credo che lei, dottor Zanoni, vada in spiaggia con l'ombrellone a leggersi il giornale e voglia vedere in riva al mare una muraglia a difesa della spiaggia. Credo proprio di no. Questo è il dato di fatto.
Prima di venire ad accusare la Regione di non far nulla nei confronti della tutela del territorio, bisognerebbe un attimo informarsi e capire cosa si sta facendo sul territorio nel vero senso della parola, altrimenti stiamo qua alle 22,40 a prenderci in giro con emendamenti farlocchi.
Grazie.

PRESIDENTE

Collega Camani, sull'ordine dei lavori.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Soltanto perché è sempre meglio essere consapevoli delle cose che si dicono, siamo in un'Aula istituzionale e non vorrei sbagliare nelle valutazioni che faccio, nel senso che alcune delle argomentazioni utilizzate dal consigliere Dolfin rischiano di essere quantomeno strumentalizzabili, chiedo la sospensione del Consiglio finché non avremo potuto visionare i verbali dell'intervento del consigliere Dolfin...
Potete andare dove volete. Ripeto, potete andare dove volete. Lo dico solo per evitare polemiche ulteriori: verifichiamo la gravità delle affermazioni del consigliere Dolfin, perché io di eurodeputati che vanno in giro con le borse di soldi non ne conosco. Conosco solo un soggetto che è stato condannato a dieci mesi e a svariate altre pene accessorie, per le quali è stato anche dichiarato decaduto dal Parlamento italiano, ed era il Presidente della Regione del Veneto sul MOSE.
Da questo Consiglio regionale in riferimento al MOSE non accettiamo lezioni di moralità da nessuno. Non mi pare ci fossero...

PRESIDENTE

Collega, mi pare che stiamo debordando dall'ordine dei lavori.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Io chiedo la visione dei verbali delle parole del consigliere Dolfin.

PRESIDENTE

Ci mancherebbe.
Lei richieda i verbali. Non trovo questo motivo utile e necessario per sospendere i lavori.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Andiamo avanti, faccia come ritiene.
Ritengo che una volta che visioneremo i verbali, se ci saranno elementi...

PRESIDENTE

Ci mancherebbe, recuperateli. Su Democracy ci sono.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Certo, certo.

PRESIDENTE

Ripeto, il collega Dolfin ha parlato di una cosa e di un fatto che mi pare sia sui giornali di tutta Europa. Qualche europarlamentare, mi permetto...

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Mi sa spiegare qual è l'europarlamentare del PD che andava in giro con le borse di soldi?

PRESIDENTE

Non ha detto “PD”, non ha detto “PD”.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Voglio vedere i verbali.

PRESIDENTE

Non ha detto “PD”, collega! Collega, non ha detto “PD”.
Collega Camani, cos'ha detto?

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Infatti ho chiesto i verbali.

PRESIDENTE

Ma sta scherzando? Ma sta scherzando?

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Stia calmo, collega Dolfin. Guardo i verbali.

PRESIDENTE

Collega Camani, è chiuso l'intervento.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Io e la Procura guardiamo i verbali.

PRESIDENTE

Collega Pavanetto, prego.

Lucas PAVANETTO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

Grazie, Presidente.
Devo dire che il battesimo di fuoco l'ho avuto questa sera e non il 18 ottobre, come pensavo.
Naturalmente porto la testimonianza come amministratore, non quindi come Consigliere regionale alla prima esperienza, su questo tema. Evito di parlare di Chioggia, vista la delicatezza del tema, però la mia città, che è anche quella dell'assessore regionale Francesco Calzavara, ha visto anche questa estate...

PRESIDENTE

Signori, silenzio in Aula. Grazie.

Lucas PAVANETTO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

...delle grosse difficoltà. E posso dire che su questo la Regione è sempre intervenuta. C'è un problema di fondo, che penso sia sotto gli occhi di tutti, ovvero il problema che il ripascimento viene fatto perché si parte da un presupposto di tutela dell'ambiente e non di tutela del patrimonio economico che genera l'utilizzo della spiaggia, che è poi la risorsa.
Ciò che in questi anni, con il veicolo che abbiamo subìto, quello della Direttiva Bolkestein, sarà la vera sfida da parte delle Amministrazioni locali sarà proprio quella di creare questa sinergia tra quello che è stato un incidente di percorso, ovvero la direttiva europea, e l'adattamento alle nuove realtà. Quindi, gli operatori possono essere parte in causa anche nel ripascimento, perché saranno i primi ad averne interesse...

PRESIDENTE

Silenzio in Aula.

Lucas PAVANETTO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)

...e quindi unire le forze per cercare una soluzione.
Chiaramente io l'ho vissuta in diverse occasioni da amministratore locale, dal 2007 in poi, e devo dire che, effettivamente, tutti hanno la soluzione in tasca, tra soffolte, sassi, massi, dighe e quant'altro, però alla fine l'ecosistema è molto particolare. Io sono l'ultima persona che può dare una soluzione su questo tema, però credo che da parte della Regione, come da parte delle Amministrazioni locali, che spesso e volentieri, anche con la tassa di soggiorno, hanno le opportune risorse per fare gli studi necessari, possa esserci una sinergia in grado di comprendere tutto il litorale. Del resto, noi parliamo di Chioggia, di Sottomarina, del Lido di Venezia, di Jesolo, di Bibione, di Caorle o di Eraclea Mare, ma in verità dobbiamo parlare di costa veneta, se non di costa dell'Alto Adriatico.
Grazie.

PRESIDENTE

Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Assessore Bottacin, io non posso dirle che lei lavora bene perché, quando noi la difendiamo, i suoi la attaccano. Assessore, quando noi diciamo che lei è bravo, i suoi la attaccano.
Vi sembrerà strano, ma io con una parte dell'intervento del collega Dolfin sono d'accordo. Il collega Dolfin, che ha detto per circa un quarto d'ora che non serve buttare sabbia perché poi viene portata via, ha ragione. Mi dispiace solo che il collega prima di parlare non ha letto l'emendamento, perché infatti l'emendamento, collega, non chiede soldi per la sabbia, ma per le opere strutturali. Quindi, io le do ragione, ma sappia, collega, che quando uno presenta un emendamento ci scrive qualcosa, e noi in questo giro abbiamo scritto che chiediamo opere strutturali. Collega Dolfin, lei ha ragione quando dice che la sabbia non serve, peccato che noi stiamo dicendo che servono le opere strutturali, perché siamo d'accordo che la sabbia non serve.
Secondo tema. Io credo che l'atteggiamento del Consigliere che mi ha preceduto sia un atteggiamento avulso, collega Baldin, da quello che dovrebbe fare una sana lobby territoriale, ovvero difendere il proprio territorio. È vero che gli Assessori si sono trovati – mi rivolgo al collega Pavanetto – dicendo che ci sono le Conferenze, però gli Assessori si sono trovati in Conferenza dei Sindaci dicendo che una parte dei soldi della tassa di soggiorno può andare su quelle opere. Collega, anche qui, lei ha preso una cantonata politica, perché noi lo sappiamo che, se chiediamo i soldi agli altri, siamo capaci di fare le opere, ma io e la collega Baldin stavamo dicendo che forse è il caso che sia la Regione a mettere due nichelini per fare le opere. Sono due cose diverse.
Terza cosa. Collega Dolfin, anche qui ha preso una sbandata politica. Infatti, se lei vede quello che dice spesso l'assessore Bottacin, persona estremamente preparata in materia, prenderà atto che è vero che il ripascimento meccanico della sabbia non sarà mai eliminato, ma è anche vero che, se fai delle opere strutturali, riduci il suo fabbisogno. Te ne serve un quarto, non tutto. Tant'è, Consigliere, che io mi auguro che quello che diciamo noi sia giusto, perché sarebbe difficile andare a spiegare come mai abbiamo fatto soffolte e dighe per vent'anni se lei dice che non servono.
Chiudo dicendo che è vero che è stato fatto tanto, stanno facendo tantissimo, il Genio civile sta lavorando molto su Isola Verde, però per darvi un'entità della ragione per cui noi abbiamo fatto questo emendamento le dico, caro collega, invitandola ogni tanto a farsi un giro per gli uffici per cercare di capire cosa arriva sul territorio, che delle 7-8 soffolte di Isola Verde – Assessore, mi dica se sbaglio – le risorse economiche ci sono solamente per due, e per una i lavori partiranno fra qualche giorno, con un accordo quadro con la ditta che c'è, per l'altra partiranno prima di fine anno. Sono la cella 4 e la cella 5. Capisce, quindi, che noi ringraziamo per la cella 4 e la cella 5, ma non ci vergogniamo di fare un emendamento per chiedere soldi per le altre sei che mancano.
Grazie.

PRESIDENTE

Per la cronaca, la parola “PD” nella trascrizione non c'è. Quindi, tranquilli tutti. Anche chi si è agitato stia tranquillo. E su Marchese un giorno parleremo.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0085, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0086, presentato dai consiglieri Montanariello, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo straordinario al Comune di Chioggia per il ripascimento e il ripristino degli arenili di Sottomarina e Isola Verde
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare nell'esercizio 2023 un contributo straordinario di 1.000.000,00 di euro a favore del Comune di Chioggia per la rimozione di materiali spiaggiati e per interventi di ripristino e ripascimento degli arenili di Sottomarina e Isola Verde.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 1.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0901 “Difesa del suolo”, Titolo II Spese in conto capitale del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
Proposta
2024
Variazione
Proposta
2025
Variazione
proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0901 DIFESA DEL SUOLO

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo PDL. n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”


+ 1.000.000,00




+ 1.000.000,00
0,00


0,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001 art. 18

- 1.000.000,00

- 1.000.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Collega Montanariello, mi chieda la parola ogni tanto. Le spiego, non è per me, ma è per chi deve ogni volta beccare il suo nome e farlo partire, i tempi che non vanno. Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Presidente, ha ragione.
Questi emendamenti non sono uguali ma, avendo previsto che ci sarebbe stata una levata di scudi chioggiotta contro i litorali chioggiotti, insieme alla collega Baldin abbiamo pensato di dire: 3 milioni non ce li danno, allora chiediamo 1 milione, così se 3 milioni sono tanti 1 ce lo danno, così magari se a qualcuno non va bene rappresentare il proprio territorio in maniera forte gli chiediamo di aiutarci a rappresentare il territorio che lo ha eletto in maniera timida. È come per dare il piano B a qualche timido Consigliere, che invece dovrebbe essere un impavido guerriero nel rappresentare il suo territorio.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0086, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0087, presentato dal consigliere Montanariello, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Primi interventi per la messa in sicurezza del territorio
della località Punta Gorzone in comune di Chioggia
1. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare le prime opere di messa in sicurezza del territorio della località di Punta Gorzone in Comune di Chioggia al fine di preservarlo dai continui danni provocati dalle avverse condizioni atmosferiche.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 1.000.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0901 “Difesa del suolo”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
Proposta
2024
Variazione
Proposta
2025
Variazione
proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0901 DIFESA DEL SUOLO

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo PDL. n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”


+ 1.000.000,00




+ 1.000.000,00
0,00


0,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001 art. 18

- 1.000.000,00

- 1.000.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Montanariello, mi chiede la parola! Non è per me, è per loro!

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Ma l'ho chiesta, Presidente. È uscita la stima del voto e me l'ha annullata. Presidente, non si arrabbi.

PRESIDENTE

No, guardi, è perché i lavoratori hanno una dignità e devono essere messi in condizioni di poter operare nel miglior modo possibile. Quindi, lei chieda la parola per tempo.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Sì.

PRESIDENTE

Grazie.
Prego, collega Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)

Le dico che, quando esce la schermata del voto, a volte l'annulla. Non è che non la chiedo, Presidente. Non è che faccio il furbo a non chiedere la parola.
Presidente, trenta secondi su Punta Gorzone. Abbiamo visto anche l'ultima volta cos'è successo con le acque alte. Quella di Punta Gorzone è una situazione estremamente delicata, ma ne parleremo anche nei prossimi giorni, e credo che meriti un intervento, che già a suo tempo la Regione, se non ricordo male, aveva fatto. Dopo il progetto, non so per quali motivi, credo legati a un rapporto con il Comune, non si erano messi d'accordo su come intervenire, però, Presidente, essendo una situazione molto delicata, chiediamo alla Regione di intervenire anche sul problema di Punta Gorzone, che rientra nel tema della sicurezza anche idraulica.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0087, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0091, presentato dal consigliere Montanariello, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo straordinario al Comune di Chioggia
per il ripristino del ponte della Fossetta
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare nell'esercizio 2023 un contributo straordinario a favore del Comune di Chioggia per il ripristino del ponte della Fossetta.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 500.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 10 “Trasporti e diritto alla mobilità”, Programma 1005 “Viabilità e infrastrutture stradali”, Titolo II Spese in conto capitale del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta
M10 TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITÀ
P1005 VIABILITÀ E INFRASTRUTTURE STRADALI

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo pdl 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”





+ 500.000,00

+ 500.000,00





0,00





0,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P01 Fondo di riserva

L.R. 39/2001 art. 18

- 500.000,00

- 500.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Non vedo interventi.
Metto in votazione l'emendamento n. B0091, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
“Caccia e Pesca”, pagina 351.
Emendamento n. B0054, presentato dall'assessore Calzavara, aggiuntivo, che prevede:
Contributi alle Province e alla Città Metropolitana di Venezia destinati alle nuove assunzioni di personale dei Corpi provinciali della Polizia Ittico Venatoria.
1. In applicazione del comma 3 septies dell'articolo 57 del D. L. n. 104/2020, convertito, con modificazioni, con Legge n. /26 del 13 ottobre 2020 le Province possono effettuare nuove assunzioni per le funzioni svolte dai rispettivi Corpi di Polizia Provinciale nei limiti di euro 1.070.000,00 per l'esercizio finanziario 2023, euro 1.850.000,00 per l'esercizio finanziario 2024 e euro 2.427.000,00 per l'esercizio finanziario 2025.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in euro 1.070.000,00 per l'esercizio finanziario 2023, euro 1.850.000,00 per l'esercizio finanziario 2024 e euro 2.427.000,00 per l'esercizio finanziario 2025, si fa fronte con le risorse allocate alla Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca” Programma 2 “Caccia e pesca”, Titolo l “Spese correnti” del bilancio regionale 2023-2025.
Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0054, con il parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0107, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanari Ello, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Inserimento di nuovo articolo nella legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo. venatorio”
1. Dopo l'articolo 39 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 è inserito il seguente:
“Art. 39 ter - Studi per la definizione dell'impatto sulle diverse specie di fauna selvatica derivante dai cambiamenti climatici e dall'utilizzo di pesticidi in attività agricola.
1. La Giunta regionale, nell'ambito ed in coerenza con le iniziative previste dalla presente legge, è autorizzata ad affidare ad ISPRA, ai sensi dell'articolo 13 del decreto Ministero dell'Ambiente 21 maggio 2010 n. 123, o ad altra primaria istituzione scientifica e di ricerca, in regime di convenzione e per un importo massimo per il triennio di euro 120.000,00, uno studio volto ad individuare le interrelazioni fra cambiamenti climatici e utilizzo di pesticidi sulla fauna selvatica”.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, quantificati in euro 40.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 16 “Sviluppo sosteni9i1e e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0:2 “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”, Titolo I “Spese correnti” del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
Proposta
2024
Variazione
Proposta
2025
Variazione
proposta
M09 “SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE”
P0902 “TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE”

Titolo I Spese correnti

Nuovo articolo pdl n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”

+ 40.000,00






+ 40.000,00

+ 40.000,00






+ 40.000,00

+ 40.000,00






+ 40.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001 art. 18

- 40.000,00

- 40.000,00

- 40.000,00

- 40.000,00

- 40.000,00

- 40.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

In maniera molto sintetica, e quando io dico sintetica è sintetica, questo è un emendamento per l'inserimento di un nuovo articolo nella legge regionale sulla protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio, precisamente l'articolo 39-ter “Studi per la definizione dell'impatto sulle diverse specie di fauna selvatica derivante dai cambiamenti climatici e dall'utilizzo dei pesticidi in attività agricola”.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0107, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0108, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanari Ello, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Misure di contrasto al fenomeno del bracconaggio nel Delta Po.
1. Al fine di attuare un puntuale e incisivo contrasto al fenomeno del bracconaggio nel Delta del Po, la Giunta regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario alla Provincia di Rovigo per l'acquisto di imbarcazioni leggere ad alta capacità di movimento da fornire alla Polizia provinciale.
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 50.000,00 euro, si fa fronte per l'esercizio 2023 con le risorse allocate nella Missione 09 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, Programma 0902 Tutela valorizzazione e recupero ambientale, Titolo II Spese in conto capitale del bilancio di previsione 2024-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
Proposta
2024
Variazione
Proposta
2025
Variazione
proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0905 TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo PDL n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”



+ 50.000,00




+ 50.000,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001 art. 18

- 50.000,00

- 50.000,00


Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Collega Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo, invece, è un articolo che inserisce un titolo con questa dicitura “Misure di contrasto al fenomeno del bracconaggio nel Delta del Po”.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0108, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0109, presentato dai consiglieri Zanoni, Possamai Giacomo, Bigon, Camani, Montanariello, Zottis, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Attività di prevenzione e repressione del bracconaggio
ad opera delle Guardie venatorie e zoofile volontarie
1. Al fine di contribuire al contrasto del fenomeno del bracconaggio della fauna selvatica, la Giunta regionale è autorizzata ad erogare contributi alle associazioni riconosciute in cui operano nuclei organizzati di Guardie venatorie e zoofile volontarie da destinare al rimborso delle spese sostenute dai volontari.
2. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, determina i criteri e le modalità di erogazione dei contributi di cui al comma 1.
3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 100.000,00 euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 09 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 0902 “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025..
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
Proposta
2024
Variazione
Proposta
2025
Variazione
proposta
M09 SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
P0902 TUTELA, VALORIZZAZIONE E RECUPERO AMBIENTALE

Titolo I Spese correnti

Nuovo articolo pdl n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”



+ 100.000,00




+ 100.000,00



0,00








0,00





M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001 art. 18

- 100.000,00

- 100.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza
Collega Zanoni, prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico Veneto)

Questo, invece, è un emendamento che prevede l'inserimento di un nuovo articolo dal titolo “Attività di prevenzione e repressione del bracconaggio ad opera delle Guardie venatorie e zoofile volontarie”.

PRESIDENTE

Grazie.
Metto in votazione l'emendamento n. B0109, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0092, presentato dal consigliere Montanariello, aggiuntivo, che prevede:
Art. XX
Contributo straordinario al CO.GE.VO di Venezia e Chioggia
1. La Giunta regionale è autorizzata a erogare nell' esercizio 2023 un contributo straordinario a favore dei CO.GE.VO. (Consorzi per la gestione e la tutela della pesca dei Molluschi Bivalvi) di Venezia e di Chioggia, al fine di prevedere un adeguato indennizzo a ristoro dei danni causati dalle difficoltà produttive e di crescita del prodotto in mare.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente articolo, la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, determina criteri e modalità per l'erogazione del contributo di cui al comma 1.
3. I contributi di cui al presente articolo sono erogati nel rispetto delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti «de minimis».
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo quantificati in 1.500.000,00 di euro per l'esercizio 2023, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”, Programma 1602 “Caccia e Pesca”, Titolo I Spese correnti del bilancio di previsione 2023-2025.
Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
Proposta
2024
Variazione
Proposta
2025
Variazione
proposta
M16 AGRICOLTURA, POLITICHE
AGROALIMENTARI E PESCA
P1602 CACCIA E PESCA

Titolo II Spese in conto capitale

Nuovo articolo pdl n. 154 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”




+ 1.500.000,00


+ 1.500.000,00




0,00





0,00


M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P2001 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001 art. 18

- 1.500.000,00

- 1.500.000,00



0,00



0,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Per l'anno 2023 le variazioni di cassa sono pari alle variazioni di competenza.
Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. B0092, con il parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. B0120, presentato dall'assessore Calzavara, articolo X, modificativo, che prevede:
Art. XXX - Modifica all'articolo 22 della legge regionale 21 dicembre 2012, n. 47 “Disposizioni per la riduzione e il controllo delle spese per il funzionamento delle istituzioni regionali, in recepimento e attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 “Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012”, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 e istituzione e disciplina del collegio dei revisori dei conti della Regione del Veneto”.
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 22 della legge regionale n. 47 del 2012, è inserito il seguente:
“2 bis. Il Presidente del Collegio già individuato ai sensi del comma 2 fra i componenti nominati dal Consiglio regionale mediante estrazione a sorte ai sensi del comma 1, può essere confermato dal Consiglio regionale, a maggioranza assoluta degli assegnati, per un ulteriore incarico di Presidente del Collegio”.
2. AI comma 4 dell'articolo 30 della legge regionale n. 47 del 2012, le parole: “50 per cento” sono sostituite dalle parole: “40 per cento”.
3. Ai minori oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in complessivi euro 5.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025 si fa fronte con la riduzione delle risorse allocate nella Missione 01 “Servizi istituzionali, generali e di gestione”, Programma 03 “Gestione economica, finanziaria, programmazione, provveditorato”, Titolo 1 “Spese correnti” e corrispondente aumento delle risorse allocate nella Missione 20 “Fondi e accantonamenti”, Programma 01 “Fondi di riserva del bilancio di previsione 2023-2025.
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione
proposta
2024
Variazione
proposta
2025
Variazione
proposta

M01 SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE

P01 GESTIONE ECONOMICA, FINANZIARIA, PROGRAMMAZIONE, PROVVEDITORATO

L.R. 47/2012






- 10.000,00






- 10.000,00






- 10.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI

P01 FONDO DI RISERVA

L.R. 39/2001, articolo 18


+ 10.000,00


+ 10.000,00


+ 10.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Ho due subemendamenti: il n. B0123 e il n. B0124 della collega Baldin.
Subemendamento n. B0123, presentato dalla consigliera Baldin, modificativo, che prevede:
Il comma 1 è soppresso.
Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Sono dei subemendamenti che riguardano una questione precisa, abbastanza tecnica, che spero di riuscire a spiegare in termini più tecnici possibili.
È un obbligo di legge quello di estrarre a sorte i componenti del Collegio dei revisori. Noi qui ci stiamo discostando da una legge nazionale. Ci si è già discostati da parte di alcuni Enti locali, ma la ratio è quella che deve rimanere, secondo me, una estrazione a sorte, proprio per lasciare il massimo di trasparenza possibile, senza alcuna forma di sudditanza o altro che potrebbe ingenerarsi dal fatto di scegliere, da parte della Regione, il proprio Collegio o il proprio Presidente del Collegio.
L'altro subemendamento – li illustro insieme – riguarda una scelta più ampia per quanto riguarda la maggioranza che va a eleggere il Presidente, quindi non più la maggioranza assoluta, ma la maggioranza dei quattro quinti.
Guardo l'Ufficio legislativo e il dottor Giachetti per sapere se ho detto esattamente com'è la questione. Se c'è qualcosa di sbagliato, se può magari precisare un po' meglio. Penso, però, di aver detto tutto.

PRESIDENTE

Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione il subemendamento n. B0123. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Subemendamento n. B0124, presentato dalle consigliere Baldin e Guarda, modificativo, che prevede:
Al comma 1 le parole 'a maggioranza assoluta' sono sostituite dalle parole 'a maggioranza dei quattro quinti'.
Metto in votazione il subemendamento n. B0124. Parere contrario del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Siamo sull'emendamento n. B0120 della Giunta regionale.
Prego, collega Camani.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento della Giunta, al Collegato – secondo me anche molto borderline dal punto di vista dell'ammissibilità, e dopo spiegherò perché – su cui francamente, rispetto agli altri, perlomeno, su cui magari c'era una discussione tecnica, ma nel merito c'era una certa condivisione, mi permetto di far rilevare una pesante perplessità nel merito di questo emendamento.
È tardi, colleghi, lo so, però l'argomento e la questione a me sembrano abbastanza cruciali.
L'oggetto è la designazione del Collegio dei revisori dei conti. Come tutti voi sapete, anche perché, oltre ad avere un'esperienza in Consiglio regionale, molti di voi hanno un'esperienza anche in Consigli comunali e in Amministrazioni comunali, da un certo punto in poi, cioè da metà degli anni Duemila, dopo una serie di fenomeni anche di natura corruttiva che si sono verificati dentro gli Enti locali, è cambiata la normativa nazionale per quanto riguarda l'individuazione del Collegio dei revisori dei conti. Si è passati da un meccanismo in base al quale il Collegio dei revisori dei conti veniva indicato dal Consiglio comunale, quindi presupponeva una sorta di relazione fiduciaria tra organismo elettivo e organismo di controllo, a un meccanismo di sorteggio.
Quindi, per evitare che ci fosse qualsiasi tipo di legame, diretto o indiretto, tra controllori e controllati si è scelto di passare da un regime di selezione a un regime di sorteggio.
A parte l'iniziale difficoltà che questo nuovo meccanismo ha comportato per gli Enti locali, perché, è chiaro, ti trovi a doverti relazionare con soggetti che in alcuni casi non avevano nulla a che fare con quel Comune, in realtà, dopo qualche decennio di applicazione di questa norma, si è verificato come questa modalità abbia consentito effettivamente ai Collegi dei revisori dei conti di esercitare la loro funzione di indirizzo e di collaborazione con gli organi territoriali e anche di controllo e di vigilanza positiva, perlomeno al netto di ogni plausibile dubbio.
Con questo emendamento la Giunta – non è un caso che sottolinei che è un emendamento proposto dalla Giunta e, quindi, non dal Consiglio – chiede di estendere anche al Consiglio regionale la disciplina, o le modifiche alla disciplina, in riferimento all'indicazione, in questo caso specifico del Presidente del Collegio dei revisori dei conti, che a livello nazionale è stata introdotta per gli Enti locali, cioè la possibilità, prevista da legge nazionale per gli Enti locali, di rinnovare l'incarico del Presidente del Collegio dei revisori dei conti non più sulla base del sorteggio, ma sulla base di una decisione del Consiglio comunale.
Questa è una decisione che è stata maturata a livello nazionale, evidentemente ritenendo che l'importanza della continuità nell'attività del Collegio dei revisori fosse predominante rispetto alla necessità della garanzia ipotetica di imparzialità che può essere determinata attraverso il sorteggio.
La legge dice che i revisori dei conti, perché siano imparziali, in linea teorica devono essere sorteggiati e non scelti dall'organismo eletto e poi aggiunge che nel caso dei Comuni è possibile che il rinnovo del solo Presidente, anziché attraverso il sorteggio, possa avvenire con una decisione del Consiglio comunale.
Con questo emendamento che, ribadisco, è stato sollecitato, sottoscritto e proposto dalla Giunta, in maniera discutibile, a meno che la Giunta che lo propone ci spieghi qual è la ragione per cui arriva questo emendamento, si tenta (e poi bisognerà vedere se dal punto di vista della tenuta della legittimità costituzionale questo articolo terrà) di traslare la previsione che a livello nazionale è stata concessa agli Enti locali, anche alle Regioni.
Non c'è nessun'altra Regione in Italia, mi confermerà il Legislativo del Consiglio, che ha deciso di intraprendere questa strada in maniera autonoma. Con questo emendamento, quindi, ci chiedono che anche la Regione del Veneto, che con tutto il rispetto per gli Enti locali, ha un bilancio un po' più corposo dal punto di vista quantitativo e qualitativo, oltre ad essere un organismo legislativo, a differenza dei Consigli comunali, o delle Giunte, che anche la Regione del Veneto possa adottare questa modalità di riconferma della Presidenza del Consiglio dei revisori dei conti, evitando dunque il sorteggio, ma attraverso un semplice voto a maggioranza assoluta del Consiglio regionale.
Non ci sarebbe nulla di male, in linea teorica. Qual è il punto sul quale io mi permetto di chiedere ai Consiglieri regionali un supplemento di riflessione, e mi permetto anche di chiederlo alla Giunta? È evidente che questa non è una previsione necessaria, urgente per rispondere a dei bisogni concreti dei cittadini. Se non ricordo male, il Collegio dei revisori dei conti di questa Regione andrà in scadenza tra cinque-sei mesi. Facciamo un supplemento di riflessione. Come direbbe il relatore, invito al ritiro per ragionarci un po' meglio dentro.
È evidente che, nel momento in cui io dico al Presidente estratto a sorte del Collegio dei revisori dei conti, che ricordo non essere un incarico a titolo gratuito, ma remunerato, che se si comporta in un certo modo non ha bisogno di essere risorteggiato per essere confermato, ma basta la maggioranza assoluta del Consiglio regionale per poterlo riconfermare in quel luogo, magari non cambia niente, ma io penso che sia una forzatura rispetto a un principio di trasparenza che io credo non leda minimamente né il diritto della Giunta o del Consiglio di avere una modalità di svolgimento dei propri lavori semplice, né sia lesiva del dovere di trasparenza, di monitoraggio e di indipendenza che di per sé, per definizione, il Collegio dei revisori dei conti dovrebbe garantire agli atti contabili e finanziari del Consiglio regionale.
Onestamente, lo dico all'assessore Calzavara, con il quale in questi giorni faticosi abbiamo davvero provato a trovare sempre, per quanto possibile, nelle diverse posizioni, soluzioni il più possibile di buonsenso, che tenessero insieme le volontà politiche e la correttezza istituzionale. Chiedo alla Giunta di valutare il ritiro di questo emendamento e di consentire al Consiglio e alle Commissioni competenti il giusto approfondimento su questa questione, che – ripeto – non è dirimente rispetto alle questioni prettamente attinenti al bilancio, quindi alle risposte urgenti che noi dobbiamo ai nostri cittadini, avendo, questo emendamento, un impianto sostanzialmente di natura ordinamentale, che può essere affrontato con un iter ordinario, che consenta anche a ciascun Consigliere un approfondimento di riflessione su questo punto.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.
Assessore Calzavara, prego.

Ass.re Francesco CALZAVARA

Ne abbiamo già discusso in sede di valutazione degli emendamenti. Naturalmente, pensiamo che il percorso individuato sia legittimo e abbia tenuta dal punto di vista costituzionale, sennò non affronteremmo l'Aula con emendamenti temerari, come qualcuno ha definito le liti la volta scorsa.
Crediamo che questo emendamento, che va comunque a creare le condizioni che il Consiglio sia sovrano da questo punto di vista, perché questo poi passa attraverso una votazione a maggioranza assoluta e questa è una norma che va al di là di quello che è il momento contingente, con una maggioranza forte come quella di oggi.
Confido che anche nella prossima legislatura i numeri siano gli stessi, però dobbiamo guardare le norme a prescindere...
Con il terzo mandato... È il terzo mandato. Se ci sarà il terzo mandato, credo che le condizioni saranno... Questa norma va, come sempre, a prescindere dalle persone, dal momento in cui la si va a fare, ma si cerca di creare le condizioni affinché ci sia anche quel percorso sempre più complesso nella gestione di un bilancio complicato come quello di una Regione che deve costantemente interloquire con la Corte dei conti e quindi, anche da questo punto di vista, questa capacità di relazionarsi e di riuscire nel corso degli anni, lo abbiamo visto anche rispetto alla qualità della parifica che di anno in anno credo testimoni come il dialogo che si è instaurato tra l'attuale Amministrazione regionale, tra il Collegio dei revisori dei conti e la Corte dei conti, mira a creare sempre maggiore capacità di intervento dove ci sono delle criticità. Credo, quindi, che lo spirito che abbiamo introdotto con questa norma sia proprio quello di garantire quella continuità che crea efficienza ed efficacia all'azione dell'Amministrazione regionale.

PRESIDENTE

Bene. La Giunta mi sembra decisa nell'andare avanti.
Metto in votazione l'emendamento n. B0120. Relatore favorevole.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. B0121, pagina 372 ter, presentato dalla Giunta, assessore Calzavara, articolo X, aggiuntivo, che prevede:
Art. - Modifica dell'articolo 6 della legge regionale 26 giugno 2018, n. 23 “Norme per la riorganizzazione e la razionalizzazione dei parchi regionali”
1. Al comma 3 dell'articolo 6 sono aggiunte in fine le seguenti parole, “ovvero, qualora individuato fra i componenti di organi elettivi, per ogni giornata in cui si reca presso la sede dell'ente, ove la stessa non insista nel Comune di residenza o nel Comune in cui ha la propria sede abituale di lavoro, il rimborso delle spese di trasporto effettivamente sostenute e documentate mediante servizi pubblici di linea o, qualora faccia uso del proprio mezzo di trasporto, il rimborso delle spese di viaggio calcolato applicando l'indennità chilometrica pari ad un quinto del prezzo della benzina senza piombo, come rilevato nel primo giorno utile del mese dal sito del Ministero dello sviluppo economico e comprensivo degli eventuali pedaggi autostradali sostenuti'
2. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, quantificati in euro 5.000,00 per ciascuno degli esercizi 2023, 2024 e 2025 si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 9 “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente”, Programma 05 “Aree protette, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione”, Titolo 1 “Spese correnti” del bilancio di previsione 2022-2024 e corrispondente riduzione delle risorse allocate nella Missione 20 “Fondi e accantonamenti”, Programma 01 “Fondi di riserva” del bilancio di previsione 2023-2025.
MISSIONE
PROGRAMMA
Legge regionale di spesa
2023
Variazione proposta
2024
Variazione proposta
2025
Variazione proposta
M 01 SERVIZI ISTITUZIONALI, GENERALI E DI GESTIONE
P 01 GESTIONE ECONOMICA, FINANZIARIA, PROGRAMMAZIONE, PROVVEDITORATO
L.R. 4712012
+ 5.000,00
+ 5.000,00
+ 5.000,00
M20 FONDI E ACCANTONAMENTI
P 01 FONDO DI RISERVA
L.R. 3912001, articolo 18
- 5.000,00
- 5.000,00
- 5.000,00
Saldo
0,00
0,00
0,00
Non vedo richieste di intervento.
Metto in votazione l'emendamento n. n. B0121. Relatore favorevole.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Attenzione, riprendiamo gli emendamenti accantonati.
L'emendamento n. B0014, volume 1, è ritirato dalla collega Guarda.
Al volume 2, l'emendamento della Giunta, n. B0051, pagina 100 – ho una nota, Assessore – è ritirato.
Riprendiamo l'emendamento n. B0126 , pagina 111 bis, presentato dalla Giunta regionale: “Fondazione Comelico Dolomiti - Centro Studi Transfrontaliero”, precedentemente accantonato.
Metto in votazione l'emendamento n. B0126. Parere favorevole del relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Sono terminati gli emendamenti.
Metto in votazione l'articolo 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Siamo agli ordini del giorno. Alcuni erano stati depositati in punto emendamenti.
L'ordine del giorno n. B0117, presentato dalla consigliera Ostanel, è ritirato.
ODG n. B0118

Ordine del giorno presentato dalle consigliere Ostanel e Camani relativo a “LA REGIONE INTERVENGA PER GARANTIRE LE BORSE DI STUDIO ALMENO AGLI IDONEI NON BENEFICIARI CHE ARRIVANO DA SITUAZIONI DI CONFLITTO” in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”. (Progetto di legge n. 154) APPROVATO (Deliberazione n. 174/22)

(N.d.r. – Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
Per l'anno accademico 2021-2022 risultano mancanti risorse pari a circa 2,6 milioni di euro per finanziare le borse di studio universitarie di coloro che erano risultati idonei.
Nel solo Ateneo di Padova ad oggi gli studenti idonei non beneficiari sono 2.424 di cui almeno 200 provenienti da paesi esteri con situazioni di conflitto in corso, come in Iran.
Da una stima risultano mancare per l'Anno accademico 2022/2023 circa 10 milioni di euro per coprire tutte le di borse di studio degli studenti risultati idonei.
CONSIDERATO CHE
Secondo l'Istat i dati relativi all'attrattività delle università del Veneto, calcolato con il rapporto tra saldo migratorio degli studenti e totale immatricolati (%), per l'anno 2020 presentano un saldo negativo con -15,27%, collocandosi al 12° posto tra le Regioni d'Italia, conseguenza anche della mancanza di investimenti della Regione su borse di studio e servizi agli studenti quali gli alloggi.
L'articolo 1 della Legge Regionale 8 del 1998 riporta che “In attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione ed in conformità ai principi dettati dalla legge 2 dicembre 1991, n. 390, la Regione del Veneto disciplina l'attuazione del diritto allo studio al fine di garantire, nell'ambito delle proprie competenze, l'accesso e la frequenza ai corsi universitari e post-universitari a studenti capaci e meritevoli anche se privi di mezzi.”
La mancata erogazione di borse di studio, in particolare ai soggetti provenienti da Paesi che presentano situazioni di conflitto, come per es. Iran, determina per loro non solo l'impossibilità di proseguire gli studi in Italia ma anche l'obbligo di fare rientro nei paesi di origine, con i rischi che ne derivano.
impegna la Giunta regionale
A definire ogni azione possibile, in sinergia con le altre istituzioni e i soggetti competenti, per garantire la borsa di studio o altro sostegno economico per gli studenti idonei non beneficiari iscritti alle università del Veneto provenienti da Paesi che si trovano in situazioni di conflitto.
Collega Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)

Grazie, Presidente.
Spero di uscire, questa sera, da quest'Aula con almeno una notizia positiva. Abbiamo discusso tanto e a lungo di questo tema in quest'Aula, il tema borse di studio. Ieri c'è stato anche un intervento poco piacevole, io credo, del collega Pan, rispetto all'alternativa che dava a delle persone che oggi non hanno la borsa di studio e a cui si consigliava di andare a lavorare.
Io ieri non mi sono espressa, non sono voluta intervenire, ma se potesse conoscere le persone che ho conosciuto, e veramente la invito magari a fare un incontro, finito il bilancio, scoprirebbe anche il perché, in questo momento, purtroppo, nessuno riuscirebbe ad assumerle per il fatto che appena arrivate non parlano una parola di italiano, e alcuni di loro fanno anche fatica ad inserirsi nella società e a trovare un lavoro.
Lei ben sa, forse, essendo stato anche, come raccontava, in una famiglia non per forza agiata, che la migrazione, appena succede, soprattutto se è di questo tipo, non è detto che permetta di trovare subito un lavoro. Quindi, non è un'alternativa oggi percorribile e io spero che lo sia a breve anche per loro. Non mi è piaciuto il suo intervento di ieri, per nulla.
Questo ordine del giorno – entro nel merito – ha l'obiettivo di pensare e di dire che la Giunta regionale può definire ogni azione possibile, cioè si impegna a lavorare per capire qual è un modo per sostenere oggi gli idonei non beneficiari che provengono da situazioni di conflitto, mettendo due alternative. L'idea che si possa garantire un progetto speciale sulle borse di studio oppure che si valutino delle progettualità di sostegno alternativo nel caso in cui non fosse quello della borsa lo strumento, cioè l'idea che anche in compartecipazione con altri enti, fondazioni, università, soggetti del Terzo settore, soggetti che possono finanziare, come le fondazioni, si trovino delle progettualità specifiche.
Credo che con il potere che una Regione ha, assieme alle università che magari vogliono prendere in carico questo tema, una soluzione a breve si potrebbe trovare.

PRESIDENTE

Assessore Donazzan, prego.

Ass.ra Elena DONAZZAN

Grazie, Presidente.
Questo ordine del giorno mi permette di dare alcune informazioni che sono anche un aggiornamento, di fatto, all'Aula. Proprio in queste ore è in discussione in Parlamento, durante l'approvazione e la discussione che sta intervenendo sull'approvazione della legge finanziaria, ci sono anche degli elementi che riguardano il dibattito che c'è stato qui sulle borse di studio.
Alcune informazioni credo che possano essere utili anche per argomentare un accoglimento da parte di questa nostra maggioranza di questo ordine del giorno.
Sono tre gli aspetti rilevanti. In primo luogo mi sento di rassicurare la collega, anche per il dibattito che c'è stato, che gli studenti che provengono da zone di conflitto sono sempre tutelati. Sono sempre tutelati da leggi che sono diverse da quelle del diritto allo studio. Ottengono asilo politico, ottengono protezione. In particolare noi di centrodestra, sul tema della provenienza distinta tra luoghi di pericolo, in particolare di conflitto rispetto alle altre migrazioni, siamo sempre stati molto netti e molto seri.
Per quanto riguarda gli studenti universitari in particolare, le ragazze, le donne che arrivano dall'Afghanistan, così come dall'Iran, le nostre università, sempre d'intesa anche con il mio Assessorato e con il diritto allo studio legato agli ESU, hanno sempre guardato con una certa attenzione e certamente molta sensibilità.
Quindi, questo ordine del giorno lo accogliamo rispetto anche agli impegni che, collega Ostanel, lei ha indicato. Questo mi permette anche di dire che, per quanto concerne in generale le borse di studio, il Governo Meloni ha stanziato ulteriori 250 milioni di euro a valere sull'anno 2024 e ulteriori 250 milioni a valere sull'anno 2025. Questo perché le modifiche che sono intervenute con il Governo Draghi, modificando anche i beneficiari, ampliando la platea, abbassando l'ISEE ed elevando il costo della singola borsa di studio, hanno portato tutte le Regioni italiane, non solo la nostra – ebbi modo di dirlo in Commissione, lo ripeto in quest'Aula ora rispetto a questo ordine del giorno – a mettere in difficoltà il bilancio delle Regioni.
Ieri in Commissione Decima, che è la Commissione per la Conferenza Stato-Regioni, le Regioni italiane tutte – continuo a sottolineare, in questo caso, la non distinzione tra Regioni con Governo di centrodestra o Regioni con Governo di centrosinistra ‒ hanno anche chiesto che questo ammontare possa essere non collegato all'obbligo del 40%, che, come sapete, la legge prevede per le Regioni.
Infine, mi permetto una piccola digressione sul tema, ma riguarda comunque il diritto allo studio. Il collega Possamai in Aula ha sottolineato e ricordato anche l'iter degli atti approvati in quest'Aula sulla residenzialità, in particolare di San Silvestro.
Rispetto a un ordine del giorno ritirato a un bilancio dell'anno scorso, una successiva approvazione in quest'Aula di diversi atti, al collega e a tutta l'Aula riporto due informazioni. La prima, che ebbi modo di dire in diverse sedi, anche in Commissione, è che, rispetto alle residenze, agli impegni della Giunta regionale, noi eravamo certamente collegati, anche in modo condizionante, alla legge nazionale ordinaria che riguarda le residenze universitarie, che viene conosciuta come legge n. 338 del 2000, la legge con cui, in maniera ordinaria, il Governo centrale alloca risorse per le residenzialità.
In questa legge i 150 milioni di euro previsti per l'anno 2022 ebbero modo di essere aumentati di ulteriori 300 milioni di euro con il PNRR. Questo permetteva al diritto allo studio universitario di tutte le Regioni italiane di vedere approvate una serie di progettualità.
A maggio 2022 l'ESU di Padova approva, nel proprio consiglio di amministrazione, la prima progettualità che, in termini prioritari, è la residenza di San Silvestro: 54 posti, spazi e investimenti, per un valore di circa 3 milioni di euro, di cui 500.000 a valere sul bilancio ESU, che è il bilancio della Regione del Veneto rispetto alle destinazioni.
Poi il Governo Draghi rivede quella procedura, cioè a bando aperto riduce di 300 milioni di euro l'intero ammontare. Ci troviamo da circa 460 milioni di euro ad averne 150 milioni per poter soddisfare tutte le Regioni italiane. Ecco perché le risorse non c'erano. Non c'erano a fine 2022, ma con decreto... Sì, adesso, 2022. Perché il bilancio del 2021, dove lei ha ritirato l'ordine del giorno, riguardava il bilancio 2022. Oggi guardiamo al bilancio 2023. No. Poi le faccio avere la tabellina.
A settembre 2022, quando viene fatta la graduatoria del bando per la legge n. 338 mancano le risorse, oggettivamente. Non mancano le risorse che la Regione del Veneto aveva stabilito, perché è un cofinanziamento.
Due settimane fa il Governo Meloni ripristina i 300 milioni di euro per le residenze universitarie, il che significa che, rispetto a delle graduatorie definite, visto che la residenza ESU è prioritaria rispetto all'ESU di Padova, verosimilmente le risorse saranno sufficienti.

PRESIDENTE

Collega Camani, prego.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Mi fa anche piacere impegnare gli ultimi cinque minuti che avevo a disposizione come correlatrice per parlare del tema che ha caratterizzato e caratterizzerà anche il mio impegno delle prossime giornate sul bilancio, cioè quello sulle borse di studio.
Ringrazio anche l'assessore Donazzan, che è venuta e alle ore 23.25 ha ritenuto opportuno aggiornarci sul dibattito in corso. Assessore, nel ringraziarla delle informazioni, approfitterei di questo ordine del giorno e delle cose che lei ci ha detto per sottolineare alcune questioni rapidissimamente.
La prima: quando noi le chiediamo, e lo facciamo, lei lo sa, ormai da diverse settimane, un impegno maggiore della Regione dal punto di vista finanziario in riferimento al tema della garanzia dell'erogazione delle borse di studio, lo facciamo certamente perché è un tema dal nostro punto di vista, molto caratterizzante dal punto di vista ideale, o ideologico – non serve che le spieghi in che termini – ma anche perché seriamente pensiamo che sia una risposta molto concreta che noi possiamo e dobbiamo dare a un bisogno reale. So che questo è un tema sul quale possiamo trovare un terreno di discussione, rappresentando lei un partito di destra sociale che su questi temi so avere una certa sensibilità.
Se su questa questione ci intendiamo, cioè sulla rilevanza sociale della necessità di garantire un diritto, a prescindere dal censo alle ragazze e ai ragazzi, in una Regione che giustamente vanta alcuni primati, io le chiedo di condividere con noi alcune riflessioni. Non penso sia normale che la Regione del Veneto si limiti da così tanti anni alla destinazione, alla garanzia del pagamento delle borse di studio, esclusivamente della quota minima. Anche perché, così come avviene, ad esempio, con i finanziamenti europei, ne abbiamo parlato tante volte, ed è un meccanismo virtuoso, più tu ti impegni, mettendo risorse tue, più io ti aiuto garantendoti risorse aggiuntive, è la logica del cofinanziamento, ed è quello che da tanti anni avviene o sta cominciando ad avvenire anche a livello nazionale, e che avviene anche con i FIS, cioè col fondo nazionale per le borse di studio, che ormai da un po' di tempo dedica una quota, se non ricordo male l'85%, proporzionata al fabbisogno territoriale, e un 15% premiale, per quelle Regioni che fanno uno sforzo in più, che è esattamente la logica del cofinanziamento dei fondi comunitari che lei qua dentro conosce benissimo.
Io sono contenta se in Conferenza Stato-Regioni c'è stata un'unanimità degli enti territoriali nel richiedere al Governo un impegno maggiore su questo fronte, e sarò ancora più contenta quando vedrò quei 250 milioni approvati in legge di bilancio. Posso solo garantirle l'impegno dei parlamentari anche del Partito Democratico su questo punto.
È chiaro, e lei lo sa, penso – siccome le riconosco una certa onestà intellettuale penso che lo possa ammettere – che anche noi su questa questione, noi come Regione del Veneto, partiamo da una posizione deficitaria. Stare solo sulla quota del 40%, non essere nelle condizioni di poter accedere alla quota premiale del FIS, non poter essere all'altezza delle necessità delle studentesse e degli studenti di questa regione credo non ci faccia onore, a me come a lei, cioè alle opposizioni, come alla maggioranza.
Abbiamo presentato tanti emendamenti sulla questione delle borse di studio. Questo ordine del giorno fa un focus specifico su una questione che fa sorridere alcuni, ma che in realtà, se ci pensate, è un tema di democrazia, di giustizia.
In realtà, Assessore, davvero mi auguro che la vicenda delle borse di studio per il 2023 si esaurisca nel migliore dei modi. Faccio un po' i conti di Zaia. Se sono 250 milioni, almeno 20 milioni dovrebbero... Se arriva 1 miliardo su 21 miliardi, su 250 milioni almeno 20 in Veneto dovrebbero arrivare.
Non mi piace l'espressione che ha fatto. Non mi rasserena.

PRESIDENTE

Non capisco questa sensibilità sui sorrisi, sulle espressioni. Stiamo parlando. Siamo in Aula.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Nel senso che spero di aver fatto i conti giusti, che non mi dica “no, non sono 20”.

PRESIDENTE

Lasciamo parlare la collega Camani, per favore. Lasciamo parlare la correlatrice. Grazie.

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Le assicuro che l'8% di 250 sono 20 milioni.

PRESIDENTE

Ancora, Assessore?

Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)

Lo deve spiegare al Presidente Zaia.
Vado a chiudere, perché ho finito il tempo. Mi pare d'aver parlato abbastanza.
Dicevo, i 20 milioni ci consentono di coprire il fabbisogno, quindi scavalliamo l'emergenza. Non presento ordini del giorno, perché sapete come la penso rispetto alla sovrapproduzione legislativa dell'Aula. Quindi, ci evitiamo tutti questa cosa.
Chiedo a lei, all'assessore Calzavara, su questo tema, da domani, dal 1° gennaio 2023, un focus sul tema delle borse di studio, un impegno maggiore perché questa Regione sia all'altezza delle necessità.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Possamai, prego

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Grazie, Presidente.
Solo per capire meglio quello che ha detto l'assessore Donazzan. Al di là della progressione storica di quello che è capitato in quest'Aula, che mi è chiara, c'è un pezzo che non ho capito del tutto. Lei dice che c'erano dei soldi che aveva inizialmente messo il Governo Draghi, poi il Governo Draghi li ha tolti, per cui, essendovi una graduatoria, evidentemente avendo tolto dei soldi, i soldi non bastano per arrivare alla posizione in cui eravamo arrivati con San Silvestro... Okay. Ma quello che non ho capito è se esiste una graduatoria. Esiste? Immagino che sia pubblica. È una graduatoria segreta?
Lei dice che poi i soldi sono stati aggiunti, quindi immagino che la graduatoria scorrerà.
Finisco solo la domanda, Presidente, così poi mi risponde...

PRESIDENTE

Lei aveva chiesto... Anzi, si era proposto di fare una tabellina. Forse è più semplice la tabellina dell'Assessore.
Prego, comunque, collega Possamai.

Giacomo POSSAMAI (Partito Democratico Veneto)

Era solo per completare il pensiero.
Se c'è una graduatoria e sono arrivate le risorse, la graduatoria scorre. Se la graduatoria si sa come è fatta, si sa fino a dove scorre. Ecco, non esiste una graduatoria. Okay.

PRESIDENTE

Metto in votazione l' ODG n. B0118.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Abbiamo degli ordini del giorno depositati al termine della discussione generale. Non si discutono. Io leggo il titolo e vanno votati.
ODG n. B0125

Ordine del giorno presentato dalla consigliera Ostanel relativo a “LA REGIONE INTERVENGA PER AMPLIARE L'OFFERTA DI “NIDI AZIENDALI” PROMUOVENDO TALE AMPLIAMENTO ANCHE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DEL VENETO” in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”. (Progetto di legge n. 154) APPROVATO (Deliberazione n. 175/2022)

(N.d.r. – Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
l'Italia ha recepito gli obiettivi di Barcellona in merito alla dotazione mi­ nima di asili nido con il Dlgs 65/2017 che riporta: “Lo Stato promuove (...) il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l'accessibilità dei servizi educativi per l'infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l'obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale”; gli asili nido aziendali sono servizi aperti all'interno di una struttura aziendale che accoglie bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi e offre orari di frequenza flessibili per andare incontro alle diverse esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, in Veneto organizzati secondo gli standard indicati nell'allegato A della D.G.R. 84/2007.
CONSIDERATO CHE:
secondo i dati ISTAT relativi al 2019, il Veneto ancora non raggiunge l'obiettivo previsto a livello nazionale, arrivando a coprire una percentuale del 30,6 % della popolazione sotto i tre anni;
il tasso di natalità in Veneto nel 2020 è del 6,7%, più basso della media Italia (6,8%, paese europeo con il dato più basso) e della media europea (9,1%) secondo il rapporto statistico della Regione Veneto;
l'incertezza lavorativa e la conciliazione vita-lavoro è ormai comprovato rivestano un ruolo decisivo sull'andamento della natalità;
l'occupazione femminile nella nostra Regione nel 2020 è pari al 60,7% contro 81,1% di quella maschile, la disoccupazione al 7,5% delle donne contro il 4,5% degli uomini;
investire sui servizi per le famiglie che intervengono sulla conciliazione vita-lavoro significa quindi intervenire anche per favorire la natalità nella nostra Regione;
in Veneto i dipendenti pubblici sono circa 220.000. I dipendenti delle diverse strutture della Regione Veneto sono circa 3.000, senza contare quelli degli Enti partecipati, e secondo l'Indagine di clima sul Benessere del personale dipendente del 2021 la Regione ha margini di miglioramento sugli indicatori relativi alla conciliazione vita-lavoro, specificatamente relativa­ mente all'utilizzo degli istituti contrattuali di conciliazione.
impegna la Giunta regionale
A definire ogni azione possibile per ampliare l'offerta di asili nido aziendali, come previsti da DGR n. 84 del 16 gennaio 2007 con l'obiettivo di potenziare la conciliazione vita-lavoro e l'accesso ai servizi di cura, promuovendo tale ampliamento anche presso le pubbliche amministrazioni valutando di attivare un progetto pilota per il benessere di propri dipendenti.
Metto in votazione l' ODG n. B0125.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
ODG n. B0128

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Guarda, Zanoni, Zottis relativo a “PER UN RAFFORZAMENTO DEL MECCANISMO DI COORDINAMENTO E PROGRAMMAZIONE IN PUNTO DI PREVENZIONE DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA DI STAMPO MAFIOSO” in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a “Collegato alla legge di stabilità regionale 2023”. (Progetto di legge n. 154) APPROVATO (Deliberazione n. 176/2022)

(N.d.r. – Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che:
- a distanza di dieci anni dall'entrata in vigore della legge regionale n. 48 del 2012 è opportuno ripensare e rafforzare, con un maggiore coinvolgimento, in fase di programmazione degli interventi, del Consiglio regionale e dell'Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza di cui all'art. 15 della menzionata legge regionale.
Rilevato che:
- un intervento di modifica all'art.19 della legge regionale n. 48 del 2012 è pienamente coerente con quanto indicato in seno alla Missione 03, Programma 03.03 della Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza regionale 2023-2025 recentemente approvata, laddove si legge che “Proseguiranno inoltre le progettualità e le iniziative nell'ambito delle politiche coordinate di intervento per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e della corruzione, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, anche attraverso il rafforzamento del meccanismo di coordinamento e programmazione di cui alla legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 ”;
impegna la Giunta regionale
a rafforzare il meccanismo di coordinamento e programmazione di cui all'art. 19 legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 , prevedendo, in fase di programmazione delle politiche di intervento di cui a detta legge, il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale e dell'Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza di cui all'art. 15 della menzionata legge regionale.
Metto in votazione l' ODG n. B0128.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva. </